Memory del mercante   gioco
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Scuola Secondaria "Via Maffucci Pavoni" di Milano - classe II E - prof. Cristina Cocilovo; anni 2010-12; percorso: Il sogno del mercante.

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    Memory del mercante   gioco Memory del mercante gioco Presentation Transcript

    • ANTONIA DE’ MENCLOZIEra il nome della moglie di Donato Ferrario. Secondoil testamento dettato da Donato, ricevette in ereditàun vitalizio di 36 fiorini d’oro annui e la casa in cuiabitava. Antonia non diede figli a Donato, perciò ibeni familiari vennero donati alla Schola dellaDivinità.
    • ARCHIVIOÈ un luogo molto grande dove si conservanodocumenti storici di enti pubblici o privati, di famiglieo di singole persone: in buste o cartelle numeratesecondo un inventario in un catalogo. Dentro le bustesono conservati i documenti raccolti in fascicolioppure sciolti. In un archivio. viene semprecontrollata la temperatura e l’umidità per non fardeperire la carta di cui sono costituiti moltidocumenti
    • BARATIERIMarco Antonio Baratieri, ingegnere cartografo chedisegnò nel 1629 una pianta di Milano ben orientatarispetto ai punti cardinali. Nella pianta è visibilel’abitazione di Donato e la sede della Schola dellaDivinità, collocate nella zona della allora PortaRomana, alle spalle dell’Ospedale della Ca’ Granda,presso il Naviglio.
    • BENEFATTOREE’ noto che Donato fosse un grande mercante, maanche un Benefattore tant’è che fondò la Scholadella Divinità, cui lasciò la maggior parte dei suoi beniper aiutare gli indigenti (poveri), restituendo,attraverso la carità, quanto guadagnato con ilcommercio.
    • CARCERE Donato Ferrario, non avendo pagato le tasse sul traffico del sale, fu rinchiuso per sei mesi nel “CARCERE DELLA MALASTALLA”, collocato presso l’attuale via Orefici. In quel carcere ognuno doveva portarsi il proprio cibo, il vestiario e i beni di primanecessità, perché non ti veniva fornito nulla se non ladomenica per beneficienza. Durante la detenzione, a Donato fu derubata la sua abitazione. Riuscì però a mantenere quasi intatto il suo patrimonio.
    • CREDENTEAll’epoca di Donato Ferrario, in Europa erano tuttimolto Credenti e fedeli alla religione cattolicaromana. Esistevano gruppi eretici, ma eranoduramente perseguitati. Nessuno avrebbe maimesso in dubbio l’esistenza dell’Aldilà e del paradiso, come lo stesso Donato, che pur fondando un ente diassistenza laico, si fece ispirare nel sogno da Dio inpersona.
    • DIVINITASDivinitas, questo era il nome della Schola di DonatoFerrario, un ente di assistenza ai bisognosi cui davasostegno come vitto o indumenti nuovi. Donato lafondò nel 1429 dopo aver sognato che Dio stessonella notte di Ognissanti gliela commissionava. Nonavendo eredi diretti, Donato lasciò quasi tutti i suoiaveri alla Schola, stabilendone l’organizzazione in unoStatuto, manoscritto e miniato, di grande valore.
    • DUOMOIl cantiere Duomo di Milano (dedicato a Santa MariaNascente) fu iniziato nell’ 1386 e terminato circanegli anni ’60 del ‘900. Donato Ferrario contribuìeconomicamente alla sua realizzazione, lasciando nelsuo testamento un lascito alla Veneranda Fabbricadel Duomo.
    • ESENZIONE FISCALEDonato Ferrario, che tra le altre cose aveva prestatodenaro agli Sforza, ricevette un permesso per laSchola della Divinità di non pagare le tasse perl’introduzione in città di merci necessarie all’Istituto,cioè un’esenzione fiscale, così come concesso ad altrienti assistenziali, come la Misericordia. Il permessoera redatto in un diploma del 1486 firmato da CiccoSimonetta, "cancelliere e segretario" degli Sforza.
    • EVASIONE FISCALEDonato Ferrario, per aver introdotto nella città diMilano un quantitativo di sale, pari a 163 staia,superiore a quello della sua licenza, 135, compìun’evasione fiscale che dovette scontare con ilcarcere.
    • FERRARIOFerrario è il nome della famiglia De’ Ferrari,proprietari terrieri della campagna di Pantigliate,presso Segrate. Donato divenne ricco grazie allaproduzione agricola del suo fondo, che rivendeva almercato di Milano. In seguito si dedicò al commerciodi molti e vari prodotti, fino a diventare prestatore didenaro, quasi un banchiere. Quando diventò anzianofondò la Schola della Divinità, una scuola perassistenza ai poveri, dopo aver sognato che Dio glielacommissionava in sogno.
    • FURBODonato Ferrario era molto accorto nella gestione delsuo danaro, che prestava anche ai Duchi di Milano.Tuttavia cercò anche di essere furbo quando evase ilfisco mentre commerciava il sale, fatto di cui poi fupesantemente punito con il carcere.
    • GETTONIMoneta con il simbolo della divinità, donata ai poveri,che risultavano esserlo, per potersi vestire omangiare, con cibi e vestiario distribuiti ognisettimana presso le porte di Milano dalla Schola dellaDivinità.
    • HABEREDonato registrava sul " libro dei conti" le entrate e leuscite. Con il latino habere, avere, ricevere, Donatoindicava i soldi che doveva far avere ai suoi creditorie quindi le sue uscite. Egli elencava su due colonne,secondo il metodo fiorentino, il dare (quanto glidovevano i suoi creditori, quindi le entrate) e l’avere(Dare et Habere)
    • INTRAPRENDENTEDonato Ferrario proveniva dal contado, non avevatitoli nobiliari e non apparteneva ad una riccafamiglia borghese della città. Nonostante ciò riuscì aconquistare una posizione di prestigio a Milano graziealla sua intraprendenza, che mise a profitto nelleattività mercantili e di prestito del denaro a “pegno”.
    • LIBRO DEI CONTIDonato nel suo libro dei conti contrassegnava le sueuscite con la voce habere e le sue entrate con la vocedare. Da questo documento si può capire quantoDonato Ferrario fosse un uomo molto ordinato,preciso e abile nei conti, poiché applicava il sistemadella partita doppia.
    • MERCANTEDonato era un borghese, proprietario terriero. In etàadulta divenne mercante di gran successo e cominciòa commerciare prodotti agricoli dei terreni di suaproprietà, poi commerciò di tutto, acquistò case ebotteghe, prestò danaro a interesse, quasi come unbanchiere.
    • NEGOZIODonato fu un mercante che realizzava molti negozi(affari) commerciali e finanziari, facendo “girare” isoldi per incrementare i suoi guadagni, acquistavaimmobili, prestava soldi e registrava tutto sul Librodei conti.
    • OGNISSANTINella notte di Ognissanti del 1425, mentre era incarcere, Donato sognò di incontrare Dio che glidiceva di fare del bene, cosi fondò la Schola dellaDivinità per aiutare i poveri. Il sogno è riprodotto inuna bellissima miniatura nell’introduzione delloStatuto della Schola.
    • PANTIGLIATELocalità natale di Donato Ferrario, collocata ad estdi Milano vicino all’ attuale comune di Segrate. APantigliate la famiglia di Donato possedeva terreniagricoli.
    • QUADRERIAGrande galleria di ritratti di benefattori di enti piielemosinieri di Milano. Furono dipinti nel corso deisecoli per ricordare ai visitatori, che assistevano allecelebrazioni di questi enti, gli autori delle opere dibeneficienza . La Quadreria si trova presso la sede diASP Golgi Redaelli, in via Olmetto a Milano.
    • RITRATTOIl RITRATTO di Donato Ferrario, che è esposto nellaquadreria dell’archivio Golgi Redaelli di Milano, nonraffigura Donato, ma un suo discendente. Il quadro èstato dipinto nel 1600 per l’esposizione di unacollezione di immagini di benefattori dei Pii luoghielemosinieri di Milano, per renderne visibile l’operatoe ottenere fondi da altri benefattori: riproduce peròDonato con un abbigliamento del 1500, quindi nonconforme alla sua epoca Nel dipinto sono riportati lostemma di famiglia, un piedistallo con incisa la sigla“DIVINITAS” e il cappello dei priori della Schola.
    • SCHOLALa Schola della Divinità venne fondata da DonatoFerrario, privo di eredi diretti, per dare assistenzaalle persone povere, dando loro cibo e vestitidistribuiti alle porte di Milano con speciali gettoni.
    • SFORZAGli Sforza divennero signori di Milano nel 1450 fino ache il ducato milanese non passò ai francesi. Aitempi di Donato Ferraio risedevano nel castelloSforzesco edificato prima dai Visconti (famiglia dellamoglie di Francesco). Inoltre possedevano vastefeudi vicino a Milano. Il successore diFrancesco,Gian Galeazzo Sforza concesse unprivilegio nel 1471 a Donato Ferrario per esentarlodal pagamento delle tasse.
    • TESTAMENTOQuando fu ormai vecchio, Donato Ferrario, dettò untestamento in cui diceva di voler lasciare la casa e unvitalizio alla moglie, mentre la maggior parte deisuoi averi la donava alla Scola della Divinità. Unaquota ancora alla Veneranda Fabbrica della ChiesaMaggiore di Milano con i suoi deputati per la salvezzadella sua anima e per ottenere maggior perdono eremissione dei suoi debiti. Questo testamento ètrascritto nel codice dello Statuto della Divinità.
    • URBS MEDIOLANIVersione latina del nome della città di Milano, dovevisse gran parte della sua vita Donato Ferrario. NelloStatuto, scritto appunto in latino, la città vieneindicata con questo nome.
    • VIR NOBILIS Appellativo con cui Donato Ferrario si facevachiamare, e significa signore nobile. Dal momentoche Donato non aveva titoli nobiliari cominciò a farsichiamare Homo generosus ed infine nobilis vir perottenere così una certa visibilità a consacrazione delsuo successo, che culminò nella fondazione dellaDivinità.
    • ZANONO DE’ MOZATEPersonaggio citato da Donato Ferrario nel suo Librodei conti, in quanto gli era debitore in seguitoall’acquisto di vitelli.