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le nuove tecnologie al servizio della comunicazione
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le nuove tecnologie al servizio della comunicazione

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Bologna, corso di comunicazione pubblica, 23 settembre '09

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le nuove tecnologie al servizio della comunicazione le nuove tecnologie al servizio della comunicazione Presentation Transcript

  •  
  • comunicazione di rete
  • comunicazione di rete la comunicazione di rete consiste nella trasmissione/fruizione di informazioni e dati, attraverso l’uso di computer e o altri strumenti e canali digitali connessi tra loro la figura della rete, o quella altrettanto comune della ragnatela, discende dal concetto di interconnessione tra tutti i nodi che la compongono
  • comunicazione molti a molti la comunicazione di rete è una modalità di comunicazione molti a molti diversa da quella della televisione e della stampa uno a molti (in inglese: broadcasting ) e da quella telefonica o interpersonale uno a uno
  • la rete: un medium di massa ad aprile 2009 censiti circa 30 miliardi di pagine web a inizio 2009 sono censiti oltre 1 miliardo di navigatori web ad aprile 2009 in Italia censiti 21 milioni di navigatori web
  • la rete: un medium di massa
  • la rete: un medium di massa
  • la rete: un medium di massa
    • comunicazione di rete: parole chiave e/o conseguenze
    • interattività
    • ipertestualità
    • multimedialità
    • convergenza
    • tempo reale
    • oltre il senso del luogo
    • saturazione
    • overload
    • trasparenza
    • tam tam
    • villaggio globale
  • interattività è la tendenza a considerarsi contemporaneamente sia fruitori che produttori di senso e informazioni e a prendere perciò parte in maniera attiva e propositiva ai processi di comunicazione più che come una semplice pratica va intesa come un’abitudine, un atteggiamento e un “bisogno” al quale ci “forma” l’immersione nei nuovi contesti informativi digitali
  • ipertestualità è la possibilità di acquisire informazioni e senso (così come di produrne), a prescindere dalle logiche sequenziali e lineari dominanti sin dall’invenzione della stampa la lettura non procede più secondo un ordine prestabilito una volta per tutte e immutabile, ma secondo connessioni di senso potenzialmente infinite e dipendenti dagli interessi e dalle aspettative dei singoli lettori (…oltre che dal caso)
  • multimedialità è la possibilità di veicolare informazioni, e senso, facendo ricorso simultaneamente a diversi linguaggi/mezzi di comunicazione (testo, audio, video, musica, ecc…)
  • convergenza può essere intesa sia come la traduzione in digitale (e sul web) di tutti i linguaggi di comunicazione preesistenti all’era di Internet (scrittura, pittura, fotografia, radio, cinema, televisione, telefono, ecc.) sia, viceversa, come il “contagio virale di Internet” contratto da parte di tutti gli altri linguaggi di comunicazione (se Maometto non va alla montagna…)
  • tempo reale “ l’intervallo tra stimolo e reazione nelle comunicazioni si va drammaticamente riducendo. in alcuni settori economici, le notizie del mattino sono già vecchie a mezzogiorno” Derrick De Kerckhove
  • oltre il senso del luogo “ l’evoluzione dei media ha cominciato a indebolire la distinzione tra chi è qui e chi è da un’altra parte ” Joshua Meyrowitz “ l’Età dell’Informazione non è priva di luoghi: ridefinisce la distanza ma non cancella la geografia ” Manuel Castells
  • saturazione “ mentre la disponibilità di tempo libero è aumentata, molte persone hanno l’impressione di essere più occupate di prima ” Leslie Haddon
  • overload “ l’informazione data dal web è enorme e cresce in misura esponenziale. potremmo considerarla la madre di tutte le enciclopedie. ma attenti a internet, in guardia dall'enorme massa di informazioni non filtrate, inattendibili, imprecise che viaggiano nel www. naturalmente io uso internet, che mi ha cambiato la vita, ma il più delle volte quello che ci trovo mi serve solo da richiama memoria. poi devo verificare su un libro” “ se schiaccio un tasto del computer su un argomento, trovo subito almeno 10mila titoli: uno studente non potrà mai leggere 10 mila libri, tanto meno 10mila titoli. averne tanti è come non averne nessuno” Umberto Eco
  • trasparenza ” l’informazione ha un’intrinseca tendenza a trapelare” Harland Cleveland
  • tam tam “ quanto l’informazione si sposta a velocità elettronica, il mondo delle tendenze e dei rumori diventa il mondo reale” Marshall Mc Luhan
  • villaggio globale “ a velocità elettrica è possibile giocare alla roulette russa con intere economie, interi sistemi educativi e con i regimi politici” Marshall Mc Luhan
  • comunicazione di rete: conseguenze/rischi per le PA “ se non vi occupate delle reti, in ogni caso saranno le reti a occuparsi di voi” Manuel Castells
  • comunicazione pubblica on line
  • le origini le prime comunità virtuali legate al territorio nascono in Nord America (Stati Uniti e Canada) negli anni ’80 . Anne Beamish , ricercatrice canadese, analizza e sistematizza il fenomeno per prima, nel 1994, individuando 5 modelli di virtual communities :
    • free nets : comunità virtuali promosse dai cittadini
    • network di vicinato : comunità virtuali promosse dai cittadini circoscritte a quartieri o isolati
    • civic nets : strumenti di informazione sull’operato delle istituzioni, promossi dalle P.A. locali
    • city nets : siti per la promozione turistica e imprenditoriale delle città
    • wired cities : connessione e messa in rete di tutti gli edifici cittadini
  • le origini in Europa la prima rete civica nasce ad Amsterdam nel 1994 segue nel gennaio 1995 Iperbole , rete civica promossa dal Comune di Bologna . Iperbole nasce come “strumento interattivo di supporto decisionale alle amministrazioni locali e di informazione ai cittadini ” più in generale, tutte le prime esperienze di telematica civica oscillano tra gli scopi di informazione e servizio pubblico e quelli di allargamento della partecipazione alla vita pubblica
  • comunicazione di rete: scenari di utilizzo per le PA
  • comunicazione di rete: scenari di utilizzo per le PA
  • l’e-government: interattività al servizio dei cittadini per e-government si intende il processo di informatizzazione della pubblica amministrazione, il quale - unitamente ad azioni di cambiamento organizzativo - consente di trattare la documentazione e di gestire i procedimenti con sistemi digitali, grazie all’uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), allo scopo di ottimizzare il lavoro degli enti e di offrire agli utenti (cittadini ed imprese) sia servizi più rapidi, che nuovi servizi, attraverso - ad esempio - i siti web delle amministrazioni interessate fonte: Wikipedia
    • G2…: i destinatari dell’e-gov
    • le iniziative e i servizi di e-gov possono essere rivolti a:
    • cittadini (government to citizen - G2C)
    • imprese (government to business - G2B)
    • amministrazioni (government to government G2G)
    • impiegati e dipendenti (government to employees - G2E)
    • i 4 livelli dell’e-gov
    • a seconda del grado di maggiore o minore interattività, i servizi di e-gov possono essere classificati su una scala articolata in 4 livelli:
    • livello 1 - informativo on line è possibile reperire informazioni e chiarimenti sui servizi offerti attraverso altri canali
    • livello 2 - interattivo ad una via on line è possibile reperire moduli e formulari che occorre poi inviare attraverso altri canali
    • livello 3- interattivo a due vie on line è possibile sia reperire sia inviare moduli e formulari compilati. per completare la pratica però, ad esempio per effettuare i pagamenti, occorre il ricorso ad altri canali
    • livello 4 - transattivo on line è possibile svolgere l’intera pratica, compreso ad esempio il pagamento finale
    • e-gov: alcune tipologie di servizi
    • autorizzazioni/concessioni
    • comunicazioni/dichiarazioni
    • consultazioni cataloghi/elenchi
    • richiesta documenti
    • iscrizioni/registrazioni
    • pagamenti
    • prenotazioni analisi/visite/esami
    • ecc.
    • 2000-2005: le prime politiche di e-gov
    • dal 2000 in avanti, le politiche centrali e locali in materia di innovazione digitale nelle PA dedicano sempre più attenzioni e risorse all’ e-government
    • questa attenzione si concretizza con:
    • il Piano nazionale di e-government , elaborato dall’allora Ministro Luciano Stanca
    • l’emanazione da parte dello stesso Ministro del Codice dell’Amministrazione Digitale
  • il Piano nazionale di e-government il Piano nazionale di e-government rappresenta il principale intervento in materia di innovazione digitale nel settore pubblico operato dal precedente Governo
    • nelle intenzioni dei promotori, avrebbe dovuto attuarsi un due fasi successive:
    • I Fase (autunno 2001/primavera 2003)
    • promozione di progetti di e-government per lo sviluppo di servizi infrastrutturali e finali all’utenza (138 progetti; 40 infrastrutturali e 98 finali cofinanziati con 120 milioni di euro statali)
    • definizione di un comune quadro tecnico, organizzativo e metodologico per la realizzazione dei progetti
    • creazione della rete dei Centri Regionali di Competenza (CRC)
    • il Piano nazionale di e-government
    • II Fase (autunno 2003/primavera 2006)
    • sviluppo dei servizi infrastrutturali locali nella prospettiva del Sistema Pubblico di Connettività (SPC)
    • diffusione territoriale dei servizi per cittadini ed imprese tramite il riuso
    • inclusione dei piccoli Comuni nell’attuazione dell’e-government tramite i Centri di Servizio Territoriali (CST)
    • sviluppo della cittadinanza digitale (e-democracy)
    • sviluppo dei servizi e-government sulla piattaforma digitale terrestre (T-government)
  • il Codice dell’Amministrazione Digitale entrato in vigore dal 1° gennaio 2006, il Codice dell’Amministrazione Digitale (decreto legislativo 7/3/2005, n. 82) è un testo unico che ordina in un unico quadro legislativo le vecchie e nuove norme di utilizzo delle nuove tecnologie, a fini di servizio pubblico
    • l’impianto generale (76 articoli) si basa su 2 principi cardine , complementari tra loro:
    • il diritto di accesso per i cittadini alle informazioni e ai servizi pubblici, anche on line (in osservanza dei più generali principi di accesso e trasparenza affermati a partire dagli anni ’90)
    • il dovere per tutte le PA di “digitalizzare” il proprio operato , per soddisfare il diritto di accesso on line dei cittadini e, al contempo, rendere più efficace ed efficiente la propria azione
    • Codice della PA Digitale: i 4 obiettivi
    • introdurre nuovi diritti per i cittadini e le imprese , definendo uno quadro giuridico che ne garantisca l’effettivo godimento
    • indicare nuovi strumenti e consolidare la loro validità giuridica
    • porre le basi per la costruzione di un federalismo efficiente
    • disegnare una PA più efficace ed efficiente , quindi meno costosa
    • Codice della PA Digitale: i nuovi diritti
    • diritto all’uso delle tecnologie , in alternativa agli sportelli fisici (art. 3)
    • diritto all'accesso e all'invio di documenti digitali (art. 4)
    • diritto a effettuare i pagamenti on line (art. 5)
    • diritto a ricevere le comunicazioni pubbliche via e-mail , tramite la Posta Elettronica Certificata (art. 6)
    • diritto alla qualità del servizio e alla misura della soddisfazione , con conseguente obbligo della verifica periodica delle qualità dei servizi e del grado di soddisfazione da parte delle PA (art. 7)
    • diritto alla partecipazione digitale (art. 8)
    • diritto al reperimento di tutti i moduli, formulari e documenti (art 57)
    • Codice della PA Digitale: gli strumenti
    • posta elettronica certificata : equipara le e-mail alle raccomandate con ricevute di ritorno (art. 6 e 51)
    • firma digitale : permette di identificare con sicurezza chi firma e la sua volontà di farlo (art. 21)
    • documenti informatici sottoscritti con la firma digitale : dovranno essere gestiti dalle PA tramite il protocollo informatico (art. 17 e seguenti, art. 37, art. 42 e seguenti, art. 46 e seguenti)
    • siti delle PA (art. 56 e 57)
    • carte elettroniche : Carta d’Identità Elettronica e Carta Nazionale dei Servizi , per l’accesso ai servizi pubblici on line (art. 67)
    • Codice della PA Digitale: il federalismo efficiente
    • federalismo efficiente : modello di integrazione e interconnessione delle PA in rete, che sarà reso possibile dal Sistema Pubblico di Connettività, l’infrastruttura digitale di riferimento (art. 12)
    • cooperazione: equivalente concettuale dell’interoperabilità (art. 10 e 64)
    • riorganizzazione gestionale e dei servizi : presupposto per una  maggiore efficienza interna ed efficacia dei servizi resi a cittadini e imprese (art. 13)
    • gestione informatica dei procedimenti : creazione di fascicoli elettronici, nei quali saranno raccolti gli atti e i documenti relativi ai singoli procedimenti amministrativi, anche se prodotti da amministrazioni diverse (art. 37)
    • trasmissione informatica dei documenti : per la comunicazione in tempo reale tra le amministrazioni (art. 50 e seguenti)
    • disponibilità dei dati pubblici : nei confronti dei cittadini e delle altre amministrazioni, sempre avvalendosi delle nuove tecnologie (art. 53 e 60)
    • basi di dati di interesse nazionale : costituzione di un insieme di informazioni omogenee per tipologia e contenuto, quali ad esempio gli archivi anagrafici, che possano essere condivise da tutte le PA (art. 62)
    • azzeramento dei certificati : ogni anno le PA producono 35 milioni di certificati, con un costo unitario di circa 13,50 euro. Se fossero totalmente azzerati, si otterrebbe risparmio di oltre 400 milioni di euro (art. 53)
    • uso della posta elettronica : per ogni messaggio e-mail inviato o ricevuto delle PA, si stima un risparmio di circa 18 euro rispetto all’utilizzo della posta tradizionale. Per questo, si stimava di risparmiare circa 360 milioni di euro già nel solo 2007 (art. 6, 49, 50, 51 e 52)
    • archivi digitali : la conservazione elettronica dei documenti riduce i tempi e i costi per la loro ricerca, ma anche i costi di gestione e manutenzione degli stessi archivi (art. 46 e seguenti)
    • conferenze dei servizi on line : per la gestione dei procedimenti pubblici che coinvolgono più amministrazioni e la creazione di risparmi derivanti dall’abbattimento delle spese di viaggio e trasferta, oltre alle perdite di tempo (art. 37)
    • riuso tecnologico : il Codice istituisce la banca dati dei programmi informatici di proprietà pubblica, riutilizzabili in altri contesti, e da adottare obbligatoriamente prima di ricorrere al mercato (art. 70 e seguenti)
    • sportelli per le imprese : le strutture dovranno andare on line e riorganizzarsi per gestire i procedimenti e le attività interne in maniera informatica, nonché erogare servizi via internet e e-mail (art. 9)
    Codice della PA Digitale: la PA efficace ed efficiente
  • Codice della PA Digitale: i siti istituzionali per la prima volta nella normativa italiana, il Codice della PA Digitale sancisce l’obbligo per le PA italiane di realizzare siti istituzionali che permettano di accedere ai contenuti informativi e ai servizi di pubblico interesse, e ne indica anche caratteristiche e contenuti obbligatori (art 53)
    • Caratteristiche
    • usabilità (anche per i disabili)
    • reperibilità (anche per disabili)
    • accessibilità (anche per i disabili)
    • completezza d’informazione
    • chiarezza di linguaggio
    • affidabilità
    • semplicità di consultazione
    • qualità
    • omogeneità
    • interoperabilità
    • Contenuti
    • organigramma; articolazione degli uffici; attribuzioni; organizzazione di ciascun ufficio anche di livello dirigenziale non generale; nomi dei dirigenti responsabili dei singoli uffici; settore dell'ordinamento giuridico riferibile all'attività da essi svolta, corredati dai documenti anche normativi di riferimento
    • elenco delle tipologie di procedimento svolte da ciascun ufficio di livello dirigenziale non generale; termine per la conclusione di ciascun procedimento ed ogni altro termine procedimentale; nome del responsabile e dell'unità organizzativa responsabile dell'istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonché dell'adozione del provvedimento finale
    • scadenze e modalità di adempimento dei procedimenti
    • elenco completo delle caselle di posta elettronica istituzionali attive, specificando anche se si tratta di caselle di posta elettronica certificata
    • pubblicazioni previste dalla Legge 241/90
    • messaggi di informazione e di comunicazione previsti dalla Legge 150/2000
    • elenco di tutti i bandi di gara e di concorso
    • elenco dei servizi forniti in rete già disponibili e dei servizi di futura attivazione, indicando i tempi previsti per l'attivazione medesima
  • Codice della PA Digitale: moduli e formulari on line il Codice dispone (art. 57) che le PA pubblichino on line l’elenco della documentazione richiesta per i singoli procedimenti, i moduli e i formulari validi stabilisce anche che se formulari e moduli non sono on line, dal primo gennaio 2008 non potranno più essere richiesti dalle amministrazioni nei procedimenti e nelle pratiche
    • i limiti del Codice delle PA Digitale
    • scritto in fretta (diversi errori tecnico/giuridici)
    • all’avanguardia dal punto di vista normativo/ideale, ma fallace nel passaggio dalle idee alla pratica
    • non prevede finanziamenti né meccanismi impositivi e sanzionatori per le PA (parere del Consiglio di Stato: “pur in presenza di un panorama normativo all’avanguardia, sono mancate quelle azioni collaterali che fanno sì che un complesso di disposizioni così innovativo e di così ampio respiro sia effettivamente e concretamente attuato… il Codice… sembra non affrontare realmente il problema della fattibilità, cioè dell’attuabilità concreta ed effettiva delle disposizioni” )
  • la legislatura Nicolais: dal front office al back office con il cambio di governo avvenuto nel 2006, sono cambiati anche gli indirizzi strategici nazionali in materia di e-government rispetto al recente passato, il nuovo esecutivo ha provato a dare all’innovazione, e alle sue politiche, una impostazione che trascendesse i soli aspetti tecnologici per investire anche quelli di natura organizzativa e culturale da questa impostazione è derivata una forte enfasi sulla necessità di investire con forza sulla digitalizzazione dei processi interni di lavoro delle PA, e sulla loro massima interoperabilità ( back end ), come processo preliminare e imprescindibile alla stessa fornitura dei servizi e delle prestazioni on line ai cittadini e alle imprese ( front end ) l’assunto di base è che solo se gli uffici interni saranno efficacemente informatizzati e interconnessi tra loro, si potrà andare oltre la semplice prospettiva del sito vetrina, verso la piena realizzazione dello scenario della PA digitale
  • la legislatura Brunetta: operazione trasparenza
  • la legislatura Brunetta: operazione trasparenza
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: il piano e-gov 2012
  • la legislatura Brunetta: le reti amiche
  • la legislatura Brunetta: le reti amiche
  • la legislatura Brunetta: le reti amiche
  • la legislatura Brunetta: le reti amiche
    • la Legge 69/’09: nuove regole per la PA digitale
    • il 18 giugno 2009 è stata emanata la Legge n.60, intitolata "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile” , che contiene, tra le altre cose, diversi riferimenti all'utilizzo delle nuove tecnologie digitali e di rete nelle pubbliche amministrazioni, con finalità di semplificazione ed abbattimento dei costi
    • queste le principali novità introdotte in materia di PA Digitale:
    • obbligo di pubblicare sui siti istituzionali le retribuzioni annuali, i curriculum vitae, gli indirizzi e-mail e i numeri di ufficio di dirigenti e segretari comunali e provinciali, nonché le assenze e presenze dei dirigenti
    • richiesta di segnalare on line le buone prassi amministrative , anche con finalità di valutazione dei dirigenti
    • obbligo di segnalare on line , con cadenza annuale, i tempi medi di pagamento degli acquisti di beni, servizi e forniture , nonché quelli necessari per completare i procedimenti di erogazione dei servizi con riferimento all'esercizio finanziario precedente
    • obbligo di pubblicazione in home page , entro il 30 giugno 2009, di un indirizzo di posta elettronica certificata al quale i cittadini possano fare riferimento, con precisazioni sui tempi di risposta e il modo in cui si evaderanno le pratiche e le richieste
    • la Legge 69/’09: nuove regole per la PA digitale
    • altre novità introdotte nella Legge 69/’09:
    • segnalazione on line , obbligatoria dal 2010, del registro dei processi automatizzati rivolti al pubblico ; i processi dovranno essere progettati di modo che i cittadini possano sempre verificare a distanza lo stato di avanzamento delle proprie pratiche ;
    • dal primo gennaio 2010, obbligo di pubblicazione on line, sui siti istituzionali, degli atti e i provvedimenti amministrativi che gli enti pubblici sono chiamati a pubblicare per legge ; da quel momento in avanti, il cartaceo sarà solo un’opzione alternativa
    • il testo di legge prevede anche l’emanazione di successivi decreti per modificare alcune disposizioni del Codice della PA Digitale . le modifiche riguarderanno:
    • semplificazione della normativa sulla firma digitale
    • incentivi al riuso delle applicazioni informatiche realizzate dalle amministrazioni
    • obbligo di uso del digitale e delle reti per tutte le procedure che interessano più enti, così come per quelle tra gli enti e i loro dipendenti
    • obbligo di erogazione dei servizi prioritariamente via web , ricorrendo ad altri canali solo dove non si può fare ricorso alla rete, e introduzione di sanzioni per le amministrazioni che non rispetteranno questo principio
    • definizione di meccanismi per quantificare i risparmi derivanti dall'uso del digitale e delle reti nelle singole amministrazioni, così come i mancati risparmi causati dall'inosservanza di quanto previsto dalla normativa
  • comunicazione pubblica on line: stato dell’arte
  • informatizzazione dei processi fonte Istat 2007
  • sportello unico on line fonte Istat 2007
  • protocollo informatico fonte Istat 2007
  • siti istituzionali fonte Istat 2007
  • siti istituzionali fonte Istat 2009
  • fruizione dell’e-government
  • PA on line: tanta informazione, pochi servizi “ la Pubblica Amministrazione centrale, con i suoi 1.025 siti e portali web, dispone di un enorme patrimonio informativo, ma il numero dei servizi forniti a cittadini e imprese in modalità telematica è ancora scarso (soltanto il 10% dei siti fornisce almeno un servizio di transazione), e soprattutto c’è molto lavoro da fare per garantire una effettiva trasparenza e accessibilità (solo il 30% è accessibile ai disabili)” Beatrice Magnolfi, ex sottosegretario alle Riforme e all’Innovazione nelle PA
  • e-gov: stato dell’arte in Europa
    • stato dell’arte: a che punto siamo
    • la macchina è in moto ma …
    • … è molto lontana dalla meta …
    • … viaggia con molto ritardo sulla tabella di marcia …
    • … con velocità diverse a seconda dei luoghi (differenze territoriali, ma anche tra tipologie di amministrazioni)
    • … a volte si va in auto, a volte però ancora in calesse (parere del Consiglio di Stato n. 31/2006: “troppo spesso i processi elettronici hanno affiancato quelli cartacei invece di sostituirli, con l’effetto che, talvolta, le procedure amministrative sono diventate addirittura più complesse”) …
    • … infine, troppi cittadini non sanno che la macchina sta arrivando, o è già arrivata, e anche quando lo sanno, spesso non accettano passaggi
    • i limiti strategici della rivoluzione digitale
    • troppo tecnicista (parere del Consiglio di Stato: “per rendere concrete le innovative disposizioni del Codice, occorre ...una profonda innovazione nei processi organizzativi, in grado di conciliare i tempi e i modi dell’agire amministrativo con l’integrazione informatica e telematica”)
    • senza spese (parere del Consiglio di Stato “qualsiasi intervento di riassetto normativo in materia comunque non è sufficiente se contestualmente non vengono definiti impegni economici e investimenti”)
    • poco comunicata (e male)
    • i limiti strategici della PA
    • la PA cambia molto lentamente
    • la PA… sono “tante PA” (parere del Consiglio di Stato: “non può non ribadirsi l’impossibilità di prescindere dal ruolo delle Regioni e delle autonomie locali… il principale vettore per la trasmissione dei pubblici servizi… risultando indispensabile il loro coinvolgimento nelle strategie generali e il loro diretto apporto per raggiungere un livello omogeneo di sviluppo nell’offerta di servizi… uno dei nodi fondamentali sarà proprio il rapporto tra e-government e autonomia, anche costituzionalmente garantita, delle PA… occorrerà quindi modificare la cultura delle amministrazioni e vincere le inevitabili resistenze verso la cooperazione applicativa. compito indubbiamente non agevole ”)
  • il limite strutturale: il digital divide secondo un sondaggio Nielsen divulgato a settembre 2009 , gli italiani over 14 che usano Internet sono circa il 50%. metà della popolazione italiana quindi non accede alla rete dalle ultime rilevazioni europee (2008) , inoltre, emerge che solo il 32% degli italiani utilizza il web con regolarità (Italia quartultima nell’Unione) ciò, oltre che per limiti socio-culturali, anche per la mancanza di strumenti che permettano di fruire delle nuove tecnologie con facilità e sicurezza ancora una volta, il Consiglio di Stato, riferendosi al Codice della PA Digitale, afferma che: “la disposizione secondo cui lo Stato promuove iniziative volte a favorire l'alfabetizzazione informatica dei cittadini appare una mera previsione programmatica e di principio” e che.. “da più parti sono stati evidenziati i costi e le difficoltà di attuazione del progetto della Carta d’identità elettronica, nonché l’arduo discrimen con la CNS e, da ultimo, con la Tessera sanitaria… appare quindi indispensabile e urgente un’azione chiarificatrice e razionalizzatrice in materia, sia con riferimento alle inutili duplicazioni e ai costi… sia, soprattutto, per le incertezze che tale frammentazione di iniziative suscita nei confronti dei cittadini e delle imprese”
    • i limiti a cui si può ovviare in parte “in casa”
    • la rivoluzione digitale è stata finora poco comunicata , e non in maniera ottimale
    • i siti e servizi digitali sono spesso poco accessibili e poco usabili
    • i siti e servizi digitali non si sono finora evoluti tenendo conto dello sviluppo del cosiddetto web 2.0
  • accessibilità e usabilità
  • l’accessibilità e le tecnologie assistive l’articolo 2 della Legge 4/2004 definisce l’ accessibilità come “ la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari ” … e le tecnologie assistive come “ gli strumenti e le soluzioni tecniche , hardware e software, che permettono alla persona disabile , superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici”
  • la legge Stanca la legge 4/2004 “ Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” conosciuta anche comunemente come “legge Stanca” sancisce l’ obbligo per le PA e le aziende di servizi pubblici di realizzare prodotti e servizi multimediali (quindi non solo siti internet) che siano pienamente accessibili ai cittadini disabili è la prima legge italiana nella quale si afferma esplicitamente il diritto di accesso alle risorse infotelematiche pubbliche
    • la legge Stanca
    • la legge 4/2004 è corredata e completata da:
    • un decreto ministeriale contenente 22 requisiti tecnici di conformità per l’accessibilità , mutuati dalle ultime formulazioni elaborate in materia in ambito internazionale (WCAG 1.0 del WAI e Section 508 USA) e finalizzati al rispetto di 4 principi (rispetto di scrittura del codice negli aspetti formali e semantici; separazione tra struttura, presentazione e comportamento degli oggetti; eliminazione di eventuali barriere all’accesso; usabilità minima delle pagine e dei servizi)
    • un regolamento attuativo che definisce i criteri per la verifica dell’accessibilità dei siti web e definisce i principi generali dell’accessibilità e della fruibilità (o usabilità) dei prodotti informatici di comunicazione
  • il bollino di accessibilità tutti i siti istituzionali in linea con le disposizioni legge 4/2004, ma anche quelli dei privati che volessero richiedere la verifica da parte delle autorità competenti in materia, possono fregiarsi del cosiddetto bollino di accessibilità , vero e proprio certificato pubblico di aderenza ai principi e agli standard fissati nella normativa
  • i limiti della legge Stanca pur essendo molto preziosa a livello di principio, la legge 4/2004 ha avuto finora un’efficacia molto limitata il provvedimento non ha infatti alcun carattere prescrittivo , limitandosi a stabilire che i contratti stipulati d'ora in avanti con fornitori privati dovranno prevedere il rispetto dei requisiti tecnici di accessibilità, pena la loro nullità nulla è previsto quindi per i siti attualmente esistenti e non accessibili, né per le PA che produrranno siti in futuro, anche se non accessibili, ma senza affidare la loro progettazione ai fornitori privati nel marzo 2006 è stata introdotta un’altra legge per tutelare le persone disabili ( Legge 67/2006 ), che dà il diritto ad agire, da soli o tramite associazioni, ogni volta che si verifica un comportamento discriminatorio quindi, anche se non esiste un contratto di fornitura, i siti pubblici devono necessariamente essere accessibili
  • accessibilità: stato dell’arte 2006: uno studio realizzato da Nomisma per conto delle Nazioni Unite , su 100 siti di 20 Paesi diversi certifica che appena 3 di essi (quelli del cancelliere tedesco Angela Merkel, del premier britannico Tony Blair e del governo spagnolo) sono pienamente in regola con le Linee guida dell’accessibilità del contenuto del web (WCAG) definite dal W3C secondo lo studio è proprio l’accessibilità minima a mancare : il 93% dei siti analizzati, ad esempio, non fornisce neanche il testo alternativo per la descrizione delle immagini, un requisito che non richiede praticamente sforzi, né costi, per essere rispettato a fine 2006, l’ultimo benchmark europeo certificava un misero 5% di siti in regola dei 1.347 siti delle Pubbliche Amministrazioni centrali censiti dal Ministero per le Riforme e le Innovazioni nelle PA solo il 3% sarebbe pienamente accessibile
  • usabilità secondo la definizione internazionale ISO (9241), l’ usabilità è il “ grado di efficacia (livello di raggiungimento degli scopi), efficienza (rapporto tra livello di efficacia raggiunto e risorse investite) e soddisfazione (comodità e accettabilità dell’uso) con i quali gli utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati ambienti” nella progettazione dei siti, quindi, ha a che fare con il grado di efficacia, efficienza e soddisfazione con i quali gli utenti riescono a reperire le informazioni di cui sono in cerca e/o completare le transazioni che intendono svolgere
    • i fattori di usabilità
    • nel decreto ministeriale della Legge Stanca sono indicati i seguenti fattori di usabilità (1/2):
    • percezione : le informazioni e i comandi necessari per l’esecuzione delle attività devono essere sempre disponibili e percettibili
    • comprensibilità : le informazioni e i comandi necessari per l’esecuzione delle attività devono essere facili da capire e usare
    • operabilità : informazioni e comandi sono tali da consentire una scelta immediata della azione adeguata per raggiungere l’obiettivo voluto
    • coerenza : stessi simboli, messaggi e azioni devono avere gli stessi significati in tutto l’ambiente
    • salvaguardia della salute : l’ambiente deve avere caratteristiche adeguate per salvaguardare e promuovere il benessere psicofisico dell’utente
    • sicurezza : l’ambiente deve permettere di gestire le transazioni e i dati in maniera affidabile, e con adeguati livelli di sicurezza
    • i fattori di usabilità
    • nel decreto ministeriale della Legge Stanca sono indicati i seguenti fattori di usabilità (2/2):
    • trasparenza : l’ambiente deve comunicare il suo stato e gli effetti delle azioni compiute. all’utente devono essere comunicate le necessarie informazioni per la corretta valutazione della dinamica dell’ambiente
    • apprendibilità : l’ambiente deve consentire l’apprendimento del suo utilizzo in tempi brevi e con minimo sforzo
    • aiuto e documentazione : bisogna fornire funzioni di aiuto come guide in linea e documentazione relative al funzionamento dell’ambiente. le informazioni di aiuto devono essere facili da trovare e focalizzate sul compito dell’utente
    • tolleranza agli errori : l’ambiente deve prevenire gli errori e, qualora accadano, fornire appropriati messaggi che indichino chiaramente il problema e le azioni necessarie per recuperarlo
    • gradevolezza : l’ambiente deve favorire e mantenere l’interesse dell’utente
    • flessibilità : l’ambiente deve tenere conto delle preferenze individuali e dei contesti
  • usabilità: stato dell’arte fonte UE, Capgemini 2007 user centricity: presenza di sistemi di autenticazione sicuri; esistenza di moduli e formulari semplici e veloci da usare; tasso di multicanalità nella fornitura dei servizi; aderenza agli standard internazionali di accessibilità
  • usabilità: stato dell’arte fonte Rur Censis - 2006
  • usabilità: perché tanta enfasi? il 60% degli utenti web concludono le proprie navigazioni senza trovare quello che cercano
  • web 2.0
  •  
  • 2.0: il web siamo noi nel 2006 il personaggio dell’anno per il Times sono gli utenti web, cioè noi, per la loro (nostra) capacità di influenzare il mondo grazie all’utilizzo da protagonisti della rete ps: l’uomo dell’anno 2007 è Vladimir Putin… quello del 2008 è stato ovviamente Obama …
  • rivoluzione “fai da te” “… se provo a definire modelli di successo come Wikipedia, Facebook o i blog, è che se tu dai alle persone gli strumenti giusti, li useranno per creare cose meravigliose collaborando tra loro o con chi glieli offre. Il successo di Ikea non è così differente: tiene i costi e i prezzi bassi arruolando i propri clienti, il loro tempo, le loro auto, le loro aspirazioni di interior designer e la loro inflazionata autostima su quanto siano bravi nei lavori manuali…” Tim Harford, The Economist
    • presupposti del web 2.0
    • abbassamento dei costi di accesso alle tecnologie
    • semplificazione tecnologica
    • diffusione della banda larga
    • ubiquitous computing (la rete è ovunque)
    • entrata in scena dei “nativi digitali”
    • uso maturo del web
  • 2.0 in numeri 133 milioni di blog censiti nel 2008 ad aprile ‘08 84 milioni di video on line (acquistato per 1,65 miliardi di dollari da Google nel 2006) a settembre ‘09 circa 300 milioni di iscritti (a luglio ‘09 erano 250). la metà accede al network quotidianamente a febbraio ‘09 264 differenti versioni linguistiche e oltre 10 milioni di articoli on line
    • 2.0 in numeri
    • 625 milioni di navigatori , un terzo del totale, rientrano tra gli active users
    • in Italia si contano 16 milioni di active users
    fonte: Universal McCann 2009
    • 2.0: in numeri
    • il 93% dei teenager americani (12-17 anni) usa internet
    • il 64% dei teenager on line, ovvero il 54% del totale, ha partecipato ad attivtà di (co)creazione di contenuti on line
    • il 33% condivide on line le proprie creazioni artistiche
    • il 28% ha creato on line i propri giornali o blog
    • il 27% ha una propria pagina web personale
    • il 26% remixa on line contenuti prodotti da altri
    fonte: Pew Internet & Life Project 2007
    • il 55% dei teenager on line ha creato un proprio profilo su social network come Myspace o Facebook (49% nel Regno Unito)
    • il 47% ha postato e condiviso foto on line
    • il 14% ha postato e condiviso video on line
    • 2.0 in numeri
    • il 20,8% degli italiani , più di 10 milioni , ha letto almeno una volta un blog
    • il 6%, circa 3 milioni , ne cura uno , e il 57,4% di essi lo aggiorna almeno una volta alla settimana
    • il 9,6% , oltre 4 milioni e mezzo , ha un profilo su un social network
    • il 12% , circa 5,8 milioni , condivide on line le proprie foto , e il 9,5% , circa 4,6 milioni i propri video
    • il 74,3% degli italiani che curano un blog ha fra i 18 e i 29 anni . in questa fascia d’età, il 30,1% della popolazione on line ha un blog
    • il 66,2% di chi ha un profilo su un social network ha un età compresa fra 18 e 29 anni . in questa fascia d’età, il 42,6% della popolazione online ha creato un proprio profilo
    fonte:LaRiCA - Università di Urbino, 2008
  • 2.0 in numeri fonte: Nielsen 2009
  • web 2.0: diamo un po’ di numeri secondo una ricerca condotta dalla statunitense Forrester nel 2008, i principali marchi mondiali , tra cui General Motors, McDonald's, e Northwestern Mutual Life Insurance, hanno intenzione di investire circa 5 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni per sviluppare servizi e applicazioni web 2.0 , come blog, wiki, mashup, e social network secondo le imprese, gli strumenti e le tecnologie della nuova generazione rappresentano una "fondamentale innovazione per comunicare con i propri dipendenti e i consumatori"
  • citizen journalism “ l’informazione come lezione sta lasciando spazio all’informazione come conversazione” Tom Curley direttore dell’Associated Press “ dobbiamo incoraggiare i lettori a pensare al web come al luogo in cui coinvolgere i nostri inviati e redattori in discussioni più estese sul modo in cui una particolare notizia è stata riportata o costruita o presentata. allo stesso tempo dovremmo sperimentare l’uso dei blogger per integrare la nostra copertura quotidiana delle notizie su internet” Rupert Murdoch, magnate dei media “ da sempre i giornali hanno finto di considerare importante la partecipazione dei lettori, trattandoli però come consumatori passivi. oggi si sono finalmente convinti della necessità di creare un rapporto con lettori in cui i giornalisti, oltre che predicare, ascoltano” Roy Greenslade, City University of London
  • the London bombings il 7 luglio 2005 , 4 bombe sincronizzate esplodono alle 8.50 del mattino a Londra dopo 18 minuti , mentre i mass media cercano ancora di lanciare i primi servizi, compare la prima voce relativa all’attentato su Wikipedia a fino giornata 2.500 utenti avranno contribuito a descrivere l’evento su 14 pagine dell’enciclopedia http://en.wikipedia.org/wiki/7_July_2005
  • giornalismo 2.0 “ l’ultima news appartenente all’era della comunicazione di massa è stato l’11 settembre, con un racconto ‘confezionato’ a una certa distanza dai fatti gli attacchi del 7 luglio a Londra e lo tsunami del 2004 hanno introdotto la prospettiva dei testimoni muniti di macchine fotografiche e videocamere con il terremoto del Sichuan e gli attacchi di Mumbai è entrato in scena il senso di urgenza introdotto da Twitter la prossima notizia storica sarà vissuta in presa diretta, attraverso gli occhi delle persone che ne saranno testimoni”… Jeff Jarvis, docente ed esperto di comunicazione e nuove tecnologie
  • giornalismo 2.0 “… la prossima notizia storica sarà vissuta in presa diretta, attraverso gli occhi delle persone che ne saranno testimoni…” … Buffalo (NY) 13 febbraio ‘09
  • PA 2.0?
  • perché PA 2.0? “ è semplicemente inaccettabile che un cittadino possa usare i servizi web per tenere traccia dei DVD che ha affittato, del tempo che farà vicino casa sua e dei libri che ha acquistato di recente, ma non possa monitorare con altrettanta facilità i dati relativi alla qualità dell’acqua che beve, delle leggi o dei regolamenti che incideranno sulla sua vita privata o lavorativa, dei concorsi pubblici aperti in questo momento nello Stato in cui vive o dei crimini commessi di recente nella via in cui abita… gli enti governativi sono una delle fonti più vaste di dati pubblici, eppure la maggiore parte di questi resta del tutto inutilizzata, mentre potrebbe fornire una piattaforma per lo sviluppo di una infinità di servizi pubblici” Jim Willis, responsabile E-Government del Segretariato di Stato del Rhode Island
  • perché PA 2.0? “… più di 60.000 impiegati pubblici statunitensi andranno in pensione tra il 2007 e il 2012… catturare le loro conoscenze usando gli strumenti del web 2.0 sarà non solo possibile ma fondamentale… nell’arruolare e mantenere i ragazzi della net generation, le PA si scontreranno però con una tendenza allarmante: mentre esse hanno il massimo bisogno dell’ingresso di nuovi talenti freschi, c’è un crescente disinteresse tra i giovani alla carriera in un settore percepito come rigido, ripetitivo e governato da logiche fortemente gerarchiche… le recenti esperienze di utilizzo delle nuove tecnologie nelle istituzioni ci dicono però che esse possono costruire ponti tra le nuove generazioni di impiegati e i loro predecessori… passare a un simile paradigma può perciò creare apprensione, ma il bisogno di talenti, efficienza e servizi ai cittadini di qualità rende questo passaggio necessario, e urgente” Anthony D. Williams, co-autore di “Wikinomics”
  • perché PA 2.0? “ in alcune circostanze le PA devono agire come custodi dei dati pubblici in altre, molto semplicemente, questo non è più necessario, e dovremmo limitarci semplicemente a restituirli, rendendoli liberamente accessibili a un’ampia comunità di persone in grado di trovare soluzioni a problemi che noi non possiamo ancora nemmeno iniziare a immaginare” Tom Watson, Parliamentary Secretary of the Cabinet Office (Regno Unito )
  • perché PA 2.0? David Osimo, ricercatore Commissione Europea fonte: http://egov20.wordpress.com
  • prove tecniche di istituzioni 2.0: back office nel 2006 l’ Office of the Director of National Intelligence degli Stati Uniti ha lanciato Intellipedia , una piattaforma wiki ad accesso riservato, finalizzata alla condivisione delle informazioni e documenti su alcuni dei più spinosi problemi con cui devono confrontarsi gli operatori dei servizi segreti attivi nel mondo il progetto è stato promosso per contrastare quella incapacità di “connettere i punti” delle singole azioni terroristiche, che era stata ad esempio all’origine della mancata prevenzione degli attentati dell’11 settembre la tesi di fondo, che ha ispirato anche analoghe iniziative nell’ambito della Difesa americana, è che il terrorismo globale, un fenomeno intrinsecamente reticolare, può essere contrastato efficacemente solo se le informazioni strategiche possono circolare liberamente e tempestivamente tra i vari “nodi” della rete di intelligence , piuttosto che seguire i lenti e tortuosi percorsi della linea di comando gerarchica a marzo 2008 , a circa due anni dalla nascita, Intellipedia ospitava già 35.000 articoli scritti collettivamente da 37.000 membri dell’intelligence
  • prove tecniche di istituzioni 2.0: front office nella primavera 2008 il Comune di Spinea , cittadina di 25.000 abitanti alle porte di Venezia, ha investito 6.000 euro per inaugurare un nuovo servizio che permette ai cittadini di segnalare guasti e disservizi riscontrati nei luoghi della città le segnalazioni sono pubblicate sul sito istituzionale del Comune , dove vengono pubblicate anche tutte le risposte fornite dall’amministrazione , che si è assunta l’impegno, finora sostanzialmente rispettato e documentato nelle stesse risposte, di risolvere tempestivamente i problemi sui quali ha diretta competenza a giugno del 2008, a due mesi dal lancio del servizio, i cittadini di Spinea hanno già inviato circa 200 segnalazioni
  • PA 2.0: perché non si può più rimandare IN SINTESI, STARE AL PASSO COL MONDO
    • esigenze di efficacia ed efficienza amministrativa , sia lato front che lato back office
    • attrarre i “nativi digitali” , sia come pubblici, sia come dipendenti
    • creare servizi e procedure realmente centrate sulle esigenze degli utenti , perché co-prodotti con gli stessi
    • evitare che, mentre le PA sono ferme, altri agiscano al loro posto , anche in chiave di contrasto e opposizione, come già accade
  • PA 2.0: cosa evitare
    • ma anche aprirsi incondizionatamente , le istituzioni restano tali e per questo motivo è necessaria molta attenzione su chi e cosa si comunica attraverso i loro canali
    *le indicazioni sono tratte dallo studio Web 2.0 in Government: Why and How? , realizzato da David Osimo per contro dello JRC della Commissione Europea (http://ftp.jrc.es/JRC45269.pdf)
    • replicare l’esistente
    • fare tutto “in casa”
    • utilizzare il tradizionale approccio top down
    • progettare soluzioni chiuse e immodificabili nel tempo
    *
  • PA 2.0: cosa provare a fare
    • definire precise regole e linee guida, soprattutto sui ruoli
    *le indicazioni sono tratte dallo studio Web 2.0 in Government: Why and How? , realizzato da David Osimo per contro dello JRC della Commissione Europea (http://ftp.jrc.es/JRC45269.pdf)
    • concentrarsi soprattutto sul back office, sfruttando al massimo le potenzialità dei meccanismi di gestione, diffusione e condivisione della conoscenza tipici del web 2.0
    • favorire la massima condivisione dei dati pubblici
    • sfruttare e valorizzare l’esistente, e dove possibile affidarsi a terzi (sussidiarietà)
    • sforzarsi di parlare il linguaggio degli altri
    *
    • ASCOLTARE, ASCOLTARE, ASCOLTARE
    TENERE BEN PRESENTE CHE NON ESISTONO RICETTE PREDEFINITE: BISOGNA PROVARE E IMPARARE FACENDO
  • politica 2.0: il caso Obama
  •  
  • le origini della campagna “ avvicinandomi alla comunità dei blog, ho avuto l’opportunità di avviare un dialogo con gruppi di persone estremamente attive e capaci di analisi politiche molto sofisticate, persone che non sarei mai riuscito a raggiungere in altri modi un altro grande beneficio derivante dal blogging è che, al contrario di quel che capita quando si utilizzano i media tradizionali, con questi strumenti si ottiene un feedback immediato e illimitato, sia per quanto riguarda le reazioni positive che per quelle negative” Barack Obama
  • la rete come piattaforma relazionale
  • la rete come piattaforma multicanale (on e off line)
  • la rete come strumento di fundraising durante la campagna elettorale, Primarie comprese, Obama ha raccolto più di 600 milioni di dollari grazie ai contributi di oltre 3 milioni di persone , la maggior parte delle quali hanno effettuato donazioni minime (inferiori ai 100 dollari) servendosi del web tra gennaio e ottobre 2008 Obama ha speso la cifra record di 297 milioni di dollari per la realizzazione di spot televisivi. Mc Cain non è andato oltre i 132 milioni di dollari di investimenti parte di questo denaro ha permesso di finanziare la comunicazione elettorale su altri media , a cominciare dalla tv
  • la rete come strumento di mobilitazione alla fine della campagna elettorale il sito di Barack Obama contava circa 1 milione e mezzo di volontari a vario titolo mobilitatisi a sostegno della sua campagna elettorale la mobilitazione si è declinata soprattutto in 3 aspetti
    • reclutare volontari
    • far registrare i potenziali elettori alle liste per il voto
    • conquistare votanti negli stati in bilico
  • la mobilitazione on e off line servendosi del sito di Obama e dei social network collegati i volontari hanno organizzato circa 150.000 eventi collegati alla campagna i sostenitori di Obama hannno creato più di 35.000 gruppi di sostegno i cui membri erano accomunati o dallla prosimità geografica o dalla condivisione di interessi e passioni nella sola settimana precedente il voto sono stati organizzati un migliaio di eventi che hanno coinvolto i volontari nella realizzazione di telefonate ad elettori indecisi, specie negli stati in bilico il giorno dell’ Election Day , sul sito di Obama era fissato l’obiettivo del milione di telefonate per invitare le persone ad andare a votare
  • la rete come strumento di comunicazione personalizzata sia servendosi dei social network , sia della comunicazione mobile e soprattutto via SMS , lo staff di Obama ha raccolto moltissimi dati e informazioni sui propri sostenitori , specie sui più giovani normalmente più difficili da raggiungere e profilare ciò ha permesso l’invio di messaggi altamente personalizzati nei momenti topici della campagna elettorale
  • la rete come strumento di contro-informazione real time alcuni sostenitori di Obama hanno creato pagine web, mailing list e altri strumenti di comunicazione virale on line per fare contro-informazione in tempo reale ad alcune campagne pro Mc Cain tese a screditare l’avversario ciò ha avuto particolare efficacia in risposta alla messa in circolo di false informazioni sul passato di Obama e sulle sue posizioni in materia di politiche fiscali
  • la rete per le campagne 2.0 a inizio febbraio 2008 Obama spende 250 mila dollari per uno spot di 30 secondi da trasmettere durante il Super Bowl … … quasi in contemporanea “Yes We Can” , un video prodotto in maniera indipendente da un gruppo di artisti suoi sostenitori , viene visto on line in pochi giorni da 10 milioni di spettatori
  • la rete per le campagne 2.0… “ da molti punti di vista, la storia della campagna elettorale di Obama è stata la storia dei suoi supporter , che hanno manifestato il proprio entusiasmo e la propria creatività attraverso moltissimi siti web e video caricati on line su YouTube ciò si è manifestato anche con altri tipi di contributi volontari, come l’innovativa applicazione “Obama '08” per l’ iPhone , che ha permesso ai possessori del telefono di servirsene per mobilitare i propri amici e contatti, soprattutto negli stati maggiormente in bilico” Sarah Lai Stirland, Wired
  • una campagna… per gioco la campagna elettorale di Obama sarà sicuramente ricordata per le tante innovazioni promosse tra le più curiose, anche l’inserimento di messaggi elettorali all’interno di alcuni popolari videogiochi , un tentativo effettuato per raggiungere la sempre più vasta appassionata di videogamers, giovani e non
  • una campagna sulla bocca di molti “ Obama è riuscito a creare un network ampio di volontari, attivisti e finanziatori, capillare sul territorio grazie allo sfruttamento della tecnologia e del microfinanziamento. la sua squadra è stata molto creativa ed efficace nel creare un flusso costante di contatti tra i propri sostenitori in continua comunicazione tra loro grazie a posta elettronica, Blackberry, siti di socializzazione e forum virtuali… … il microfinanziamento è un corollario. più persone in contatto tra loro significano anche più sostenitori disposti a versare piccoli contributi in denaro, la comunicazione costante infatti crea una sorta di sinergia, di stimolo reciproco. i numeri lo confermano: il senatore può contare oggi (febbraio 2008, ndr) su oltre un milione di piccoli finanziatori che hanno versato somme di almeno 25 dollari ciascuno e che complessivamente hanno contribuito per un terzo alla raccolta dei fondi destinati alla campagna elettorale” Michael Barone, analista politico, responsabile comunicazione della campagna elettorale di George W Bush per le presidenziali 2004
  • una campagna sulla bocca di molti “ la campagna obamiana sviluppa strumenti web, li incorpora nell'ecologia della rete; ovvero utilizza perfettamente la sua grammatica e alla fine il discorso fila… in essa il passaggio dal digitale all'analogico, dalla chiacchiera internet ai discorsi tra la gente in carne e ossa, dai clic del mouse alle nocche battute sulla porta è stato fatto internet, con la sua ubiquità e i suoi multiformi mezzi, è come se avesse ‘pompato’ le conversazioni analogiche con steroidi digitali la barriera tra online e offline, da sempre temuta ma anche da sempre un poco fittizia, è stata abbattuta ” Carola Frediani, Vision Post
  • una campagna sulla bocca di molti “ stiamo assistendo alla fine delle politiche ‘roviane’, ha detto Eric Schmidt, CEO di Google. e YouTube, acquistato da Google nel 2006 per 1,65 miliardi di dollari, è una delle cause di questo declino grazie a YouTube, ai blog, alla possibilità di controllare i fatti in tempo reale e alle mail virali, è sempre più difficile proseguire nell’affermare bugie senza pagarne il prezzo, o ancora di realizzare campagne all’insegna dei colpi bassi senza essere scoperti” Arianna Huffington, Huffington Post
  • una campagna efficiente TubeMogul, il servizio di misurazioni di YouTube, ha stimato che i soli video pubblicati sul canale di Obama sono stati visti per un totale di 14,5 milioni di ore se Obama avesse voluto ottenere la stessa attenzione in tv , avrebbe dovuto spendere intorno ai 46 milioni di dollari su YouTube non ha dovuto spendere un centesimo secondo una ricerca del Pew Center, il 39% degli elettori americani ha guardato video collegati alla campagna on line durante il suo svolgimento
  • una campagna vincente “ stando agli exit polls il 27% degli elettori ha dichiarato di essere stato contattato dallo staff elettorale di Obama, solo il 19% da quello di Mc Cain . è stato il risultato del lavoro di milioni di sostenitori che hanno compiuto piccoli gesti, quali il forward di una e-mail o l’effettuazione di una o più telefonate così come il frutto delle decine di milioni di dollari necessarie per compiere queste operazioni e realizzare il sistema che ha permesso di organizzarle” dal blog techPresident
  • una campagna (giovane) e vincente Primarie ‘08: partecipazione giovanile presidenziali ‘08: il voto a Obama e Mc Cain scomposto per fasce d’età
  • una campagna 2.0 “ Sto per recarmi al Grant Park per parlare con tutte le persone che si sono radunate lì, prima però ho voluto scrivere a voi. Abbiamo semplicemente fatto la storia. E non voglio che dimentichiate come è avvenuto. Avete fatto la storia ogni singolo giorno di questa campagna - ogni giorno che avete bussato alle porte, fatto una donazione, o parlato a familiari, amici e vicini del perché pensavate fosse giunto il tempo di cambiare. Voglio ringraziare tutti voi che avete donato parte del vostro tempo, talento e passione a questa campagna. Ci aspetta molto lavoro da fare per rimettere la nostra nazione in carreggiata, e presto comincerò ad affrontare i compiti che mi attendono. Ma prima volevo essere molto chiaro su una cosa. Tutto questo è accaduto per merito vostro. Grazie” Barack
  • una campagna esemplare “ la conquista della Presidenza da parte di Obama sarà studiata per anni come esempio da manuale di un nuovo modo di impostare le campagne elettorali a partire dalle persone e dalla tecnologia è stata una specie di etica peer-to-peer, bottom up ed open source ad alimentare e ispirare questa campagna” Ralph Benko , consulente e opinionista politico
  • and the winner is… poche ore prima dalla vittoria elettorale di Obama, la società americana Pew Research ha certificato il ruolo fondamentale svolto da Internet nell'ultima campagna se la tv è rimasta di gran lunga dominante per la ricerca di informazioni sui candidati, con il 70% dei cittadini americani che ne hanno fatto utilizzo per tali scopi, l' uso del web come strumento di informazione politica non solo è triplicato rispetto al 2004 (dal 10% al 33%) , ma ha anche superato quello dei giornali e delle riviste cartacee (29%) , per decenni la principale fonte alternativa rispetto ai media broadcast analizzando i trend, gli analisti si spingono anche oltre, sostenendo che entro il 2012 il web potrebbe seriamente insidiare il primato assoluto della tv
  • and the winner is… un ulteriore studio divulgato da Pew nel 2009 ha confermato l'importanza assunta dal web in occasione dell'ultima campagna elettorale statunitense circa il 74% degli utenti Internet, il 55% dell'intera popolazione americana, ha usato la rete nello scorso anno per sostenere attivamente i candidati in lizza, o semplicemente per informarsi sul dibattito elettorale . tra i dati più significativi:
    • il 18% degli utenti internet ha postato commenti, pensieri o domande relativi alla campagna su blog o social network
    • il 45% di navigatori ha guardato video elettorali e informativi on line; circa il 33% ha inoltrato contenuti di tipo politico ad altri contatti on line;
    • l'83% dei ragazzi tra i 18 e i 24 ha un profilo su un social network, e i due terzi di essi ha in qualche modo preso parte al dibattito politico e alla campagna elettorale
    nella quasi totalità della popolazione - si legge sul sito di Pew - la rete ha ormai lo stesso peso dei giornali e ha un influenza doppia rispetto alla radio come fonte di informazione sui temi politici"
  • passate le feste…
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  • riferimenti
  • bibliografia
    • accessibilità
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    • comunicazione di rete
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    • Himanen P., L’etica hacker e lo spirito dell’età dell’informazione, Feltrinelli, 2001
  • webgrafia
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    • www.cnipa.gov.it
    • www.comunicazioni.it
    • www.crcitalia.it
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    • www.governo.it
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    • www.unpan.org/egovernment.asp
    • accessibilità/usabilità
    • www.pubbliaccesso.gov.it
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    • www.mestierediscrivere.com
    • www.w3c.it
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    • informazione/divulgazione/approfondimento
    • http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/
    • http://newsletter.comunicatoriecomunicazione.it
    • http://punto-informatico.it
    • http://slashdot.org
    • http://digg.com
    • www.businessweek.com/technology
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    • www.internetevolution.com
    • www.lastampa.it/cmstp/rubriche/rubricahome.asp?ID_blog=30
    • www.nytimes.com/pages/technology
    • www.pubblicaamministrazione.net
    • www.techcrunch.com
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    • statistiche/ricerche
    • http://numeri.amelya.com
    • www.acnielsen.it
    • www.comscore.com
    • www.censis.it
    • www.istat.it
    • www.rur.it
    • www.pewinternet.org
  • Grazie e arrivederci :-) roberto zarro tel: 339 280 67 60 mail: obbs@robertozarro.it msn: robzarro@katamail.com skype: robzarro linkedin: roberto zarro facebook: roberto zarro questa presentazione è on line all’indirizzo www.robertozarro.it/docs/bologna0909.pdf