COM.Lab '09 - il web 2.0

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presentazione per il Laboratorio Sapere & Fare "Web 2.0"

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  • Amazon.com, per esempio, ha permesso ai navigatori di scrivere commenti sui prodotti sin dal suo lancio, nel 1995. Ha inoltre concesso le sue API agli sviluppatori esterni fin dal 2002
  • Secondo Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, oltre il 50% delle modifiche effettuate sull’enciclopedia on line è opera di meno dell’1% degli utenti
  • Secondo Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, oltre il 50% delle modifiche effettuate sull’enciclopedia on line è opera di meno dell’1% degli utenti
  • Quest'opera è rilasciata sotto la licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale 2.5 Italia. Per leggere una copia della licenza visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it/ o spedisci una lettera a Creative Commons, 171 Second Street, Suite 300, San Francisco, California, 94105, USA
  • COM.Lab '09 - il web 2.0

    1. 2. 2.0: il web siamo noi nel 2006 il personaggio dell’anno per il Times sono gli utenti web, cioè noi, per la loro (nostra) capacità di influenzare il mondo grazie all’utilizzo da protagonisti della rete ps: l’uomo dell’anno 2007 è Vladimir Putin… quello del 2008 è stato Obama …
    2. 3. rivoluzione “fai da te” “… se provo a definire modelli di successo come Wikipedia, Facebook o i blog, è che se tu dai alle persone gli strumenti giusti, li useranno per creare cose meravigliose collaborando tra loro o con chi glieli offre. Il successo di Ikea non è così differente: tiene i costi e i prezzi bassi arruolando i propri clienti, il loro tempo, le loro auto, le loro aspirazioni di interior designer e la loro inflazionata autostima su quanto siano bravi nei lavori manuali…” Tim Harford, The Economist
    3. 4. 2.0?!? “ nessuno sa veramente cosa significhi web 2.0, e se per voi significa blog e wiki, beh, questo è semplicemente persone che si relazionano con persone. ma questo era quello che si pensava dovesse essere il web da sempre…” Tim Berners Lee - papà del www
    4. 5. “ 1.0”: targato Alessandria? chi pone l’enfasi sul passaggio a una versione 2.0 del web, sostiene che nei suoi primi anni di vita esso era stato inteso come un immenso deposito di informazioni statiche a disposizione dell’umanità… da ciò la metafora con la biblioteca d’Alessandria, simbolo nell’antichità del sogno di depositare tutto il sapere universale in un unico luogo fisico
    5. 6. il web 1.0… era già 2.0 (o semplicemente web) molti elementi definiti come tipici del 2.0 erano, e sono, alla base di alcune tra le applicazioni e soluzioni più diffuse e di successo del (presunto) 1.0
    6. 7. web… 1.5 il web 2.0 è fenomeno da 6, anche 7 zeri, ma coloro che lo vivono da protagonisti, producendo contenuti, restano una minoranza, seppur molto significativa
    7. 8. mode 2.0 il termine web 2.0 è stato anche ed è ancora oggi un fenomeno di moda a 5 anni dalla sua introduzione però, il suo utilizzo all’interno dei motori di ricerca è in calo il calo è registrato soprattutto negli Stati Uniti, dove è nato, e negli altri Paesi dove è stato maggiormente utilizzato e diffuso nel recente passato questi Paesi dettano di fatto l’agenda del dibattito sui new media e, con essa, le mode tecnologiche e digitali
    8. 9. <ul><li>presupposti del web 2.0 </li></ul><ul><li>abbassamento dei costi di accesso alle tecnologie </li></ul><ul><li>semplificazione tecnologica </li></ul><ul><li>diffusione della banda larga </li></ul><ul><li>ubiquitous computing (la rete è ovunque) </li></ul><ul><li>entrata in scena dei “nativi digitali” </li></ul><ul><li>uso maturo del web </li></ul>
    9. 10. in sintesi, il web 2.0… … è in parte un’invenzione giornalistica e di marketing, ma in parte una realtà. semplificando al massimo, e lasciando sullo sfondo i pur fondamentali aspetti tecnici, il termine indica, correttamente, la piena e definitiva affermazione del paradigma dell’interattività , da sempre alla base dell’idea stessa del web e della comunicazione di rete, ma completamente realizzatosi solo negli ultimi anni
    10. 11. 2.0 in numeri 133 milioni di blog censiti nel 2008 acquistato per 1,65 miliardi di dollari da Google nel 2006; a ottobre 2009, Google dichiara che ogni giorno sul sito viene guardato 1 miliardo di video a settembre ‘09 circa 300 milioni di iscritti (a luglio ‘09 erano 250). la metà accede al network quotidianamente a febbraio ‘09 264 differenti versioni linguistiche e oltre 10 milioni di articoli on line
    11. 12. <ul><li>2.0 in numeri </li></ul><ul><li>625 milioni di navigatori , un terzo del totale, rientrano tra gli active users </li></ul><ul><li>in Italia si contano 16 milioni di active users </li></ul>fonte: Universal McCann 2009
    12. 13. <ul><li>2.0: in numeri </li></ul><ul><li>il 93% dei teenager americani (12-17 anni) usa internet </li></ul><ul><li>il 64% dei teenager on line, ovvero il 54% del totale, ha partecipato ad attivtà di (co)creazione di contenuti on line </li></ul><ul><li>il 33% condivide on line le proprie creazioni artistiche </li></ul><ul><li>il 28% ha creato on line i propri giornali o blog </li></ul><ul><li>il 27% ha una propria pagina web personale </li></ul><ul><li>il 26% remixa on line contenuti prodotti da altri </li></ul>fonte: Pew Internet & Life Project 2007 <ul><li>il 55% dei teenager on line ha creato un proprio profilo su social network come Myspace o Facebook (49% nel Regno Unito) </li></ul><ul><li>il 47% ha postato e condiviso foto on line </li></ul><ul><li>il 14% ha postato e condiviso video on line </li></ul>
    13. 14. <ul><li>2.0 in numeri </li></ul><ul><li>il 20,8% degli italiani , più di 10 milioni , ha letto almeno una volta un blog </li></ul><ul><li>il 6%, circa 3 milioni , ne cura uno , e il 57,4% di essi lo aggiorna almeno una volta alla settimana </li></ul><ul><li>il 9,6% , oltre 4 milioni e mezzo , ha un profilo su un social network </li></ul><ul><li>il 12% , circa 5,8 milioni , condivide on line le proprie foto , e il 9,5% , circa 4,6 milioni i propri video </li></ul><ul><li>il 74,3% degli italiani che curano un blog ha fra i 18 e i 29 anni . in questa fascia d’età, il 30,1% della popolazione on line ha un blog </li></ul><ul><li>il 66,2% di chi ha un profilo su un social network ha un età compresa fra 18 e 29 anni . in questa fascia d’età, il 42,6% della popolazione online ha creato un proprio profilo </li></ul>fonte:LaRiCA - Università di Urbino, 2008
    14. 15. 2.0 in numeri
    15. 16. fonte: Nielsen 2009 2.0 in numeri
    16. 17. fonte: Nielsen 2009 2.0 in numeri
    17. 18. fonte: Nielsen 2009 2.0 in numeri
    18. 19. 2.0 in numeri fonte: Nielsen 2009
    19. 20. 2.0: in numeri secondo una ricerca condotta dalla statunitense Forrester nel 2008, i principali marchi mondiali , tra cui General Motors, McDonald's, e Northwestern Mutual Life Insurance, hanno intenzione di investire circa 5 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni per sviluppare servizi e applicazioni web 2.0 , come blog, wiki, mashup, e social network secondo le imprese, gli strumenti e le tecnologie della nuova generazione rappresentano una &quot;fondamentale innovazione per comunicare con i propri dipendenti e i consumatori&quot;
    20. 21. il futuro è in rete “ le parole che molte aziende usano per parlare ai consumatori sono vecchie e vuote di questa lavatrice ho saputo molto più da un certo Jim – frequentando un forum specializzato mi ha spiegato pregi e difetti di questo prodotto – che dalla home page dalla azienda e dalle sue banali e costosissime campagne” David Weinberger, Harvard Berkman Center for Internet Society
    21. 22. citizen journalism “ l’informazione come lezione sta lasciando spazio all’informazione come conversazione” Tom Curley direttore dell’Associated Press “ dobbiamo incoraggiare i lettori a pensare al web come al luogo in cui coinvolgere i nostri inviati e redattori in discussioni più estese sul modo in cui una particolare notizia è stata riportata o costruita o presentata. allo stesso tempo dovremmo sperimentare l’uso dei blogger per integrare la nostra copertura quotidiana delle notizie su internet” Rupert Murdoch, magnate dei media “ da sempre i giornali hanno finto di considerare importante la partecipazione dei lettori, trattandoli però come consumatori passivi. oggi si sono finalmente convinti della necessità di creare un rapporto con lettori in cui i giornalisti, oltre che predicare, ascoltano” Roy Greenslade, City University of London
    22. 23. the London bombings il 7 luglio 2005 , 4 bombe sincronizzate esplodono alle 8.50 del mattino a Londra dopo 18 minuti , mentre i mass media cercano ancora di lanciare i primi servizi, compare la prima voce relativa all’attentato su Wikipedia a fino giornata 2.500 utenti avranno contribuito a descrivere l’evento su 14 pagine dell’enciclopedia http://en.wikipedia.org/wiki/7_July_2005
    23. 24. il Sichuan e Mumbai il 12 maggio 2008 una violenta scossa di terremoto scuote la regione cinese del Sichuan . nel giro di pochi minuti, il primo flash sull’evento viene pubblicato sul social network Twitter , addirittura prima della rilevazione del fenomeno sul sito dell’Istituto di geologia statunitense la copertura della CNN e degli altri network televisivi internazionali comincerà solo un’ora più tardi gli attacchi terroristici a Mumbai dell’autunno ‘08 sono stati oggetto di una frenetica cronaca in tempo reale su piattaforme web 2.0 come Twitter e Flickr da parte delle persone che si trovavano nei luoghi colpiti. il racconto ha costituito una fonte di informazione di primaria importanza per i mass media e i siti delle principali testate giornalistiche nel momento più virulento degli attacchi, più di un messaggio al secondo contenente la parola Mumbai è stato pubblicato su Twitter
    24. 25. giornalismo 2.0 “ l’ultima news appartenente all’era della comunicazione di massa è stato l’11 settembre, con un racconto ‘confezionato’ a una certa distanza dai fatti gli attacchi del 7 luglio a Londra e lo tsunami del 2004 hanno introdotto la prospettiva dei testimoni muniti di macchine fotografiche e videocamere con il terremoto del Sichuan e gli attacchi di Mumbai è entrato in scena il senso di urgenza introdotto da Twitter la prossima notizia storica sarà vissuta in presa diretta, attraverso gli occhi delle persone che ne saranno testimoni”… Jeff Jarvis, docente ed esperto di comunicazione e nuove tecnologie
    25. 26. giornalismo 2.0 “… la prossima notizia storica sarà vissuta in presa diretta, attraverso gli occhi delle persone che ne saranno testimoni…” … Buffalo (NY) 13 febbraio ‘09
    26. 27. PA 2.0?
    27. 28. perché PA 2.0? “ è semplicemente inaccettabile che un cittadino possa usare i servizi web per tenere traccia dei DVD che ha affittato, del tempo che farà vicino casa sua e dei libri che ha acquistato di recente, ma non possa monitorare con altrettanta facilità i dati relativi alla qualità dell’acqua che beve, delle leggi o dei regolamenti che incideranno sulla sua vita privata o lavorativa, dei concorsi pubblici aperti in questo momento nello Stato in cui vive o dei crimini commessi di recente nella via in cui abita… gli enti governativi sono una delle fonti più vaste di dati pubblici, eppure la maggiore parte di questi resta del tutto inutilizzata, mentre potrebbe fornire una piattaforma per lo sviluppo di una infinità di servizi pubblici” Jim Willis, responsabile E-Government del Segretariato di Stato del Rhode Island
    28. 29. perché PA 2.0? “… più di 60.000 impiegati pubblici statunitensi andranno in pensione tra il 2007 e il 2012… catturare le loro conoscenze usando gli strumenti del web 2.0 sarà non solo possibile ma fondamentale… nell’arruolare e mantenere i ragazzi della net generation, le PA si scontreranno però con una tendenza allarmante: mentre esse hanno il massimo bisogno dell’ingresso di nuovi talenti freschi, c’è un crescente disinteresse tra i giovani alla carriera in un settore percepito come rigido, ripetitivo e governato da logiche fortemente gerarchiche… le recenti esperienze di utilizzo delle nuove tecnologie nelle istituzioni ci dicono però che esse possono costruire ponti tra le nuove generazioni di impiegati e i loro predecessori… passare a un simile paradigma può perciò creare apprensione, ma il bisogno di talenti, efficienza e servizi ai cittadini di qualità rende questo passaggio necessario, e urgente” Anthony D. Williams, co-autore di “Wikinomics”
    29. 30. perché PA 2.0? “ in alcune circostanze le PA devono agire come custodi dei dati pubblici in altre, molto semplicemente, questo non è più necessario, e dovremmo limitarci semplicemente a restituirli, rendendoli liberamente accessibili a un’ampia comunità di persone in grado di trovare soluzioni a problemi che noi non possiamo ancora nemmeno iniziare a immaginare” Tom Watson, Parliamentary Secretary of the Cabinet Office (Regno Unito )
    30. 31. perché PA 2.0? David Osimo, ricercatore Commissione Europea fonte: http://egov20.wordpress.com
    31. 32. prove tecniche di istituzioni 2.0: back office nel 2006 l’ Office of the Director of National Intelligence degli Stati Uniti ha lanciato Intellipedia , una piattaforma wiki ad accesso riservato, finalizzata alla condivisione delle informazioni e documenti su alcuni dei più spinosi problemi con cui devono confrontarsi gli operatori dei servizi segreti attivi nel mondo il progetto è stato promosso per contrastare quella incapacità di “connettere i punti” delle singole azioni terroristiche, che era stata ad esempio all’origine della mancata prevenzione degli attentati dell’11 settembre la tesi di fondo, che ha ispirato anche analoghe iniziative nell’ambito della Difesa americana, è che il terrorismo globale, un fenomeno intrinsecamente reticolare, può essere contrastato efficacemente solo se le informazioni strategiche possono circolare liberamente e tempestivamente tra i vari “nodi” della rete di intelligence , piuttosto che seguire i lenti e tortuosi percorsi della linea di comando gerarchica a marzo 2008 , a circa due anni dalla nascita, Intellipedia ospitava già 35.000 articoli scritti collettivamente da 37.000 membri dell’intelligence
    32. 33. prove tecniche di istituzioni 2.0: front office nella primavera 2008 il Comune di Spinea , cittadina di 25.000 abitanti alle porte di Venezia, ha investito 6.000 euro per inaugurare un nuovo servizio che permette ai cittadini di segnalare guasti e disservizi riscontrati nei luoghi della città le segnalazioni sono pubblicate sul sito istituzionale del Comune , dove vengono pubblicate anche tutte le risposte fornite dall’amministrazione , che si è assunta l’impegno, finora sostanzialmente rispettato e documentato nelle stesse risposte, di risolvere tempestivamente i problemi sui quali ha diretta competenza a giugno del 2008, a due mesi dal lancio del servizio, i cittadini di Spinea hanno già inviato circa 200 segnalazioni
    33. 34. PA 2.0: perché non si può più rimandare IN SINTESI, STARE AL PASSO COL MONDO <ul><li>esigenze di efficacia ed efficienza amministrativa , sia lato front che lato back office </li></ul><ul><li>attrarre i “nativi digitali” , sia come pubblici, sia come dipendenti </li></ul><ul><li>creare servizi e procedure realmente centrate sulle esigenze degli utenti , perché co-prodotti con gli stessi </li></ul><ul><li>evitare che, mentre le PA sono ferme, altri agiscano al loro posto , anche in chiave di contrasto e opposizione, come già accade </li></ul>
    34. 35. PA 2.0: cosa evitare <ul><li>ma anche aprirsi incondizionatamente , le istituzioni restano tali e per questo motivo è necessaria molta attenzione su chi e cosa si comunica attraverso i loro canali </li></ul>*le indicazioni sono tratte dallo studio Web 2.0 in Government: Why and How? , realizzato da David Osimo per contro dello JRC della Commissione Europea (http://ftp.jrc.es/JRC45269.pdf) <ul><li>replicare l’esistente </li></ul><ul><li>fare tutto “in casa” </li></ul><ul><li>utilizzare il tradizionale approccio top down </li></ul><ul><li>progettare soluzioni chiuse e immodificabili nel tempo </li></ul>*
    35. 36. PA 2.0: cosa provare a fare <ul><li>definire precise regole e linee guida, soprattutto sui ruoli </li></ul>*le indicazioni sono tratte dallo studio Web 2.0 in Government: Why and How? , realizzato da David Osimo per contro dello JRC della Commissione Europea (http://ftp.jrc.es/JRC45269.pdf) <ul><li>concentrarsi soprattutto sul back office, sfruttando al massimo le potenzialità dei meccanismi di gestione, diffusione e condivisione della conoscenza tipici del web 2.0 </li></ul><ul><li>favorire la massima condivisione dei dati pubblici </li></ul><ul><li>sfruttare e valorizzare l’esistente, e dove possibile affidarsi a terzi (sussidiarietà) </li></ul><ul><li>sforzarsi di parlare il linguaggio degli altri </li></ul>* <ul><li>ASCOLTARE, ASCOLTARE, ASCOLTARE </li></ul>TENERE BEN PRESENTE CHE NON ESISTONO RICETTE PREDEFINITE: BISOGNA PROVARE E IMPARARE FACENDO
    36. 37. politica 2.0: il caso Obama
    37. 39. le origini della campagna “ avvicinandomi alla comunità dei blog, ho avuto l’opportunità di avviare un dialogo con gruppi di persone estremamente attive e capaci di analisi politiche molto sofisticate, persone che non sarei mai riuscito a raggiungere in altri modi un altro grande beneficio derivante dal blogging è che, al contrario di quel che capita quando si utilizzano i media tradizionali, con questi strumenti si ottiene un feedback immediato e illimitato, sia per quanto riguarda le reazioni positive che per quelle negative” Barack Obama
    38. 40. la rete come piattaforma relazionale
    39. 41. la rete come piattaforma multicanale (on e off line)
    40. 42. la rete come strumento di fundraising durante la campagna elettorale, Primarie comprese, Obama ha raccolto più di 600 milioni di dollari grazie ai contributi di oltre 3 milioni di persone , la maggior parte delle quali hanno effettuato donazioni minime (inferiori ai 100 dollari) servendosi del web tra gennaio e ottobre 2008 Obama ha speso la cifra record di 297 milioni di dollari per la realizzazione di spot televisivi. Mc Cain non è andato oltre i 132 milioni di dollari di investimenti parte di questo denaro ha permesso di finanziare la comunicazione elettorale su altri media , a cominciare dalla tv
    41. 43. la rete come strumento di mobilitazione alla fine della campagna elettorale il sito di Barack Obama contava circa 1 milione e mezzo di volontari a vario titolo mobilitatisi a sostegno della sua campagna elettorale la mobilitazione si è declinata soprattutto in 3 aspetti <ul><li>reclutare volontari </li></ul><ul><li>far registrare i potenziali elettori alle liste per il voto </li></ul><ul><li>conquistare votanti negli stati in bilico </li></ul>
    42. 44. la mobilitazione on e off line servendosi del sito di Obama e dei social network collegati i volontari hanno organizzato circa 150.000 eventi collegati alla campagna i sostenitori di Obama hannno creato più di 35.000 gruppi di sostegno i cui membri erano accomunati o dallla prosimità geografica o dalla condivisione di interessi e passioni nella sola settimana precedente il voto sono stati organizzati un migliaio di eventi che hanno coinvolto i volontari nella realizzazione di telefonate ad elettori indecisi, specie negli stati in bilico il giorno dell’ Election Day , sul sito di Obama era fissato l’obiettivo del milione di telefonate per invitare le persone ad andare a votare
    43. 45. la rete come strumento di comunicazione personalizzata sia servendosi dei social network , sia della comunicazione mobile e soprattutto via SMS , lo staff di Obama ha raccolto moltissimi dati e informazioni sui propri sostenitori , specie sui più giovani normalmente più difficili da raggiungere e profilare ciò ha permesso l’invio di messaggi altamente personalizzati nei momenti topici della campagna elettorale
    44. 46. la rete come strumento di contro-informazione real time alcuni sostenitori di Obama hanno creato pagine web, mailing list e altri strumenti di comunicazione virale on line per fare contro-informazione in tempo reale ad alcune campagne pro Mc Cain tese a screditare l’avversario ciò ha avuto particolare efficacia in risposta alla messa in circolo di false informazioni sul passato di Obama e sulle sue posizioni in materia di politiche fiscali
    45. 47. la rete per le campagne 2.0 a inizio febbraio 2008 Obama spende 250 mila dollari per uno spot di 30 secondi da trasmettere durante il Super Bowl … … quasi in contemporanea “Yes We Can” , un video prodotto in maniera indipendente da un gruppo di artisti suoi sostenitori , viene visto on line in pochi giorni da 10 milioni di spettatori
    46. 48. la rete per le campagne 2.0… “ da molti punti di vista, la storia della campagna elettorale di Obama è stata la storia dei suoi supporter , che hanno manifestato il proprio entusiasmo e la propria creatività attraverso moltissimi siti web e video caricati on line su YouTube ciò si è manifestato anche con altri tipi di contributi volontari, come l’innovativa applicazione “Obama '08” per l’ iPhone , che ha permesso ai possessori del telefono di servirsene per mobilitare i propri amici e contatti, soprattutto negli stati maggiormente in bilico” Sarah Lai Stirland, Wired
    47. 49. una campagna… per gioco la campagna elettorale di Obama sarà sicuramente ricordata per le tante innovazioni promosse tra le più curiose, anche l’inserimento di messaggi elettorali all’interno di alcuni popolari videogiochi , un tentativo effettuato per raggiungere la sempre più vasta appassionata di videogamers, giovani e non
    48. 50. una campagna sulla bocca di molti “ Obama è riuscito a creare un network ampio di volontari, attivisti e finanziatori, capillare sul territorio grazie allo sfruttamento della tecnologia e del microfinanziamento. la sua squadra è stata molto creativa ed efficace nel creare un flusso costante di contatti tra i propri sostenitori in continua comunicazione tra loro grazie a posta elettronica, Blackberry, siti di socializzazione e forum virtuali… … il microfinanziamento è un corollario. più persone in contatto tra loro significano anche più sostenitori disposti a versare piccoli contributi in denaro, la comunicazione costante infatti crea una sorta di sinergia, di stimolo reciproco. i numeri lo confermano: il senatore può contare oggi (febbraio 2008, ndr) su oltre un milione di piccoli finanziatori che hanno versato somme di almeno 25 dollari ciascuno e che complessivamente hanno contribuito per un terzo alla raccolta dei fondi destinati alla campagna elettorale” Michael Barone, analista politico, responsabile comunicazione della campagna elettorale di George W Bush per le presidenziali 2004
    49. 51. una campagna sulla bocca di molti “ la campagna obamiana sviluppa strumenti web, li incorpora nell'ecologia della rete; ovvero utilizza perfettamente la sua grammatica e alla fine il discorso fila… in essa il passaggio dal digitale all'analogico, dalla chiacchiera internet ai discorsi tra la gente in carne e ossa, dai clic del mouse alle nocche battute sulla porta è stato fatto internet, con la sua ubiquità e i suoi multiformi mezzi, è come se avesse ‘pompato’ le conversazioni analogiche con steroidi digitali la barriera tra online e offline, da sempre temuta ma anche da sempre un poco fittizia, è stata abbattuta ” Carola Frediani, Vision Post
    50. 52. una campagna sulla bocca di molti “ stiamo assistendo alla fine delle politiche ‘roviane’, ha detto Eric Schmidt, CEO di Google. e YouTube, acquistato da Google nel 2006 per 1,65 miliardi di dollari, è una delle cause di questo declino grazie a YouTube, ai blog, alla possibilità di controllare i fatti in tempo reale e alle mail virali, è sempre più difficile proseguire nell’affermare bugie senza pagarne il prezzo, o ancora di realizzare campagne all’insegna dei colpi bassi senza essere scoperti” Arianna Huffington, Huffington Post
    51. 53. una campagna efficiente TubeMogul, il servizio di misurazioni di YouTube, ha stimato che i soli video pubblicati sul canale di Obama sono stati visti per un totale di 14,5 milioni di ore se Obama avesse voluto ottenere la stessa attenzione in tv , avrebbe dovuto spendere intorno ai 46 milioni di dollari su YouTube non ha dovuto spendere un centesimo secondo una ricerca del Pew Center, il 39% degli elettori americani ha guardato video collegati alla campagna on line durante il suo svolgimento
    52. 54. una campagna vincente “ stando agli exit polls il 27% degli elettori ha dichiarato di essere stato contattato dallo staff elettorale di Obama, solo il 19% da quello di Mc Cain . è stato il risultato del lavoro di milioni di sostenitori che hanno compiuto piccoli gesti, quali il forward di una e-mail o l’effettuazione di una o più telefonate così come il frutto delle decine di milioni di dollari necessarie per compiere queste operazioni e realizzare il sistema che ha permesso di organizzarle” dal blog techPresident
    53. 55. una campagna (giovane) e vincente Primarie ‘08: partecipazione giovanile presidenziali ‘08: il voto a Obama e Mc Cain scomposto per fasce d’età
    54. 56. una campagna 2.0 “ Sto per recarmi al Grant Park per parlare con tutte le persone che si sono radunate lì, prima però ho voluto scrivere a voi. Abbiamo semplicemente fatto la storia. E non voglio che dimentichiate come è avvenuto. Avete fatto la storia ogni singolo giorno di questa campagna - ogni giorno che avete bussato alle porte, fatto una donazione, o parlato a familiari, amici e vicini del perché pensavate fosse giunto il tempo di cambiare. Voglio ringraziare tutti voi che avete donato parte del vostro tempo, talento e passione a questa campagna. Ci aspetta molto lavoro da fare per rimettere la nostra nazione in carreggiata, e presto comincerò ad affrontare i compiti che mi attendono. Ma prima volevo essere molto chiaro su una cosa. Tutto questo è accaduto per merito vostro. Grazie” Barack
    55. 57. una campagna esemplare “ la conquista della Presidenza da parte di Obama sarà studiata per anni come esempio da manuale di un nuovo modo di impostare le campagne elettorali a partire dalle persone e dalla tecnologia è stata una specie di etica peer-to-peer, bottom up ed open source ad alimentare e ispirare questa campagna” Ralph Benko , consulente e opinionista politico
    56. 58. and the winner is… poche ore prima dalla vittoria elettorale di Obama, la società americana Pew Research ha certificato il ruolo fondamentale svolto da Internet nell'ultima campagna se la tv è rimasta di gran lunga dominante per la ricerca di informazioni sui candidati, con il 70% dei cittadini americani che ne hanno fatto utilizzo per tali scopi, l' uso del web come strumento di informazione politica non solo è triplicato rispetto al 2004 (dal 10% al 33%) , ma ha anche superato quello dei giornali e delle riviste cartacee (29%) , per decenni la principale fonte alternativa rispetto ai media broadcast analizzando i trend, gli analisti si spingono anche oltre, sostenendo che entro il 2012 il web potrebbe seriamente insidiare il primato assoluto della tv
    57. 59. and the winner is… un ulteriore studio divulgato da Pew nel 2009 ha confermato l'importanza assunta dal web in occasione dell'ultima campagna elettorale statunitense circa il 74% degli utenti Internet, il 55% dell'intera popolazione americana, ha usato la rete nello scorso anno per sostenere attivamente i candidati in lizza, o semplicemente per informarsi sul dibattito elettorale . tra i dati più significativi: <ul><li>il 18% degli utenti internet ha postato commenti, pensieri o domande relativi alla campagna su blog o social network </li></ul><ul><li>il 45% di navigatori ha guardato video elettorali e informativi on line; circa il 33% ha inoltrato contenuti di tipo politico ad altri contatti on line; </li></ul><ul><li>l'83% dei ragazzi tra i 18 e i 24 ha un profilo su un social network, e i due terzi di essi ha in qualche modo preso parte al dibattito politico e alla campagna elettorale </li></ul>nella quasi totalità della popolazione - si legge sul sito di Pew - la rete ha ormai lo stesso peso dei giornali e ha un influenza doppia rispetto alla radio come fonte di informazione sui temi politici&quot;
    58. 60. passate le feste…
    59. 61. passate le feste…
    60. 62. passate le feste…
    61. 63. passate le feste…
    62. 64. passate le feste…
    63. 65. passate le feste…
    64. 66. passate le feste…
    65. 67. passate le feste…
    66. 68. passate le feste…
    67. 69. post scriptum: dal web 2.0 al web al quadrato… Tim O' Reilly, l'esperto di nuove tecnologie che ha coniato il termine web 2.0, si è spinto oltre, parlando di web squared in italiano “al quadrato” , per fare riferimento a una rete che sempre più sta uscendo dagli schermi dei pc, per innervarsi in tutti gli spazi fisici che caratterizzano il nostro quotidiano per O' Reilly questa nuova realtà deriva dall'incontro tra le tecnologie web &quot;classiche&quot; con la sempre maggiore diffusione di sensori installati in dispositivi mobili come i cellulari, ma anche su altri oggetti di arredo urbano o domestico, quali ad esempio lampioni, pensiline, cartelloni pubblicitari ed elettrodomestici lo scenario cui si tende è quello di una vera e propria Internet degli oggetti , che non solo permette ai navigatori di inserirvi contenuti e contributi personali, ma allo stesso tempo fornisce informazioni e servizi nei luoghi in cui le persone si trovano
    68. 70. Grazie e arrivederci :-) roberto zarro tel: 339 280 67 60 mail: obbs@robertozarro.it msn: robzarro@katamail.com skype: robzarro linkedin: roberto zarro facebook: roberto zarro questa presentazione è on line all’indirizzo www.slideshare.net/obbs

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