Numeri, opportunità e rischi nella scuola di oggi

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    1. Roberta Ricucci Prà Catinat, 7 ottobre 2009 Il contesto. Numeri, opportunità e rischi nella scuola di oggi.
    2. Contenuti
      • I numeri.
      • Le opportunità.
      • I rischi.
    3. La percentuale di nati stranieri sul totale dei nati in Piemonte registrati in anagrafe nel 2007 è stata pari al 16%, contro l’11,4% del dato nazionale. Si tratta di un contributo al ringiovanimento della popolazione nel suo complesso, che – sommato a quello dei ricongiungimenti di figli minorenni – si traduce in un’incidenza della componente minorile con cittadinanza non italiana pari al 10,4% del totale dei minorenni iscritti nelle anagrafi piemontesi. la demografia
    4. Incidenza degli allievi stranieri
      • Oltre il 20%: n. 4 istituti.
      • Fra il 15 e il 20%: n. 7 istituti.
      • Fra il 10 e il 15% : n. 4 istituti.
      • Fra il 5 e il 10 %: n. 11 istituti.
      la demografia
    5. Destinati ai margini? «Non si rilevano conseguenze negative sulle prospettive occupazionali degli italiani – assicura Draghi – Lo confermano gran parte degli studi. Per cogliere appieno l’opportunità offerta da queste risorse occorre combattere la tendenza alla marginalizzazione degli studenti stranieri in atto nel sistema di istruzione italiano. La segnalano i ritardi di apprendimento, significativi già nella scuola primaria, e gli elevati tassi di abbandono nei gradi successivi» (27.08.09). il palcoscenico
    6. Elementi ulteriori di sfondo
      • Contesto di istruzione e formazione in corso di ridefinizione.
      • Affacciarsi di nuove problematiche: dalla lingua all’identità, dall’orientamento alla dispersione, dalla benevola accoglienza alla discriminazione.
      il palcoscenico
    7. Alunni e insegnanti: una sfida fra giganti dai piedi d’argilla
      • Alunni stranieri dalle identità “cosmopolite”, che si sgretolano di fronte alle rigidità del sistema scolastico.
      • Alunni di seconda generazione, italiani per storia, stranieri per passaporto e neo-arrivati per “trattamento”.
      • Insegnanti che si irrigidiscono nelle loro letture del fenomeno, non cogliendo le sfide della sua evoluzione.
      il palcoscenico
    8. Una scuola trasformata nella sua organizzazione?
      • Passare dalla scuola per tutti alla scuola per tutto: formazione, istruzione, orientamento sociale, accompagnamento solidale…
      • Guardarsi dentro: oltre le funzioni strumentali?
      • Guardare oltre: le opportunità del territorio, vicino e lontano, le reti, le sinergie in termini di risorse umane e finanziarie.
      il palcoscenico
    9. Le sfide La scuola è l’istituzione alla quale è demandato il compito non solo della formazione, ma anche della socializzazione alle norme e ai valori della società italiana. A questa missione precipua della scuola si sommano le richieste delle famiglie straniere, che chiedono un insegnamento di qualità, capace di offrire ai figli opportunità di inserimenti qualificati. i contenuti
    10. Le opportunità?
      • Agire tempestivamente e in maniera coordinata: intrecciare risorse ed esperienze.
      • Implementare un sistema che offre garanzie di qualità e di valutazione condivisa: esperienze e professionalità al servizio della comunità educante.
      • Coniugare inserimento e successo formativo: la forza dell’agire continuativo.
      i contenuti
    11. I rischi
      • Vecchi strumenti, nuovi studenti
      • Delega come soluzione e non come opportunità: allargamento dell’attenzione o specializzazione degli interventi?
      • Fermarsi alla sperimentazione e non promuovere il consolidamento.
      i contenuti
    12. Prospettive future: più allievi che stranieri! “ E’ vero, all’inizio non sappiamo la lingua, ma adesso che sono la prima della classe come la mettiamo? Quando dico che voglio fare l’università, alcuni mi dicono che non servirà a niente, perché sono straniera. Io mi voglio laureare e poi andare via dall’Italia: qui non c’è posto per noi. Ci vogliono solo per fare le badanti, ma quel lavoro lo hanno fatto le nostre madri per farci studiare e perché non c’era altro”. (ragazza rumena, 19 anni).
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