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Come difendere e promuovere l'integrazione dei nuovi italiani. I valori dei democratici messi alla prova.
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Come difendere e promuovere l'integrazione dei nuovi italiani. I valori dei democratici messi alla prova.

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E' la presentazione fatta da Paola Giani (Presidente dell'associazione Il Nostro Pianeta), in occasione del suo intervento al seminario organizzato dalla Fondazione Scuola di Politica il 27 luglio ...

E' la presentazione fatta da Paola Giani (Presidente dell'associazione Il Nostro Pianeta), in occasione del suo intervento al seminario organizzato dalla Fondazione Scuola di Politica il 27 luglio 2009 a Rocca di Bertinoro.

L’immigrazione anche oggi, soprattutto in Italia, determina inquietudine nella popolazione: evoca l’urgenza di politiche organiche di accoglienza e di inte‐G‐razione per costruire convivenza civile e coesione sociale, sicurezza e sviluppo.

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Come difendere e promuovere l'integrazione dei nuovi italiani. I valori dei democratici messi alla prova. Come difendere e promuovere l'integrazione dei nuovi italiani. I valori dei democratici messi alla prova. Presentation Transcript

  • Come difendere e promuovere l’integrazione dei nuovi italiani. I valori dei democratici messi alla prova. Bertinoro, 26 luglio 2009 Paola Giani
  • L’immigrazione anche oggi, soprattutto  in Italia, determina inquietudine nella  popolazione:  evoca l’urgenza di  politiche organiche di accoglienza e di  inte‐ G‐razione per costruire convivenza  civile e coesione sociale, sicurezza e  sviluppo.
  • Di SICUREZZA si ama tanto parlare oggi  nel nostro Paese. “la sicurezza del lavoro per i nostri figli” dicono i genitori italiani è “compromessa dai lavoratori immigrati” “troppi bambini stranieri nelle nostre  classi” dicono i maestri “mettono a  repentaglio l’istruzione dei bambini  italiani” ………. 
  • Il principale effetto dell’immigrazione  per un paese sviluppato è l’attenuazione  degli squilibri demografici che  discendono dal rapido invecchiamento  della popolazione già residente; vi  influiscono sia la più giovane età sia la  maggiore fecondità degli stranieri.
  • Allievi stranieri nelle regioni italiane (valori %. A.S. 2007/2008)
  • Contributo degli studenti stranieri all’andamento degli iscritti al sistema scolastico piemontese
  • Il modello di convivenza che  auspichiamo persegue un processo di  conoscenza, di dialogo, di confronto,  che tenga insieme il rispetto delle  diverse culture, percepite come una  risorsa che arricchisce gli uni e gli altri,  con la condivisione dei valori  costituzionali, fondamento indiscutibile  della ordinata convivenza civile in Italia:  questo ha a che vedere con la parola  “sicurezza”.
  • La politica deve assumere la  prospettiva  dell’inclusione con  coraggio, avendo chiari soprattutto i  problemi culturali da affrontare con  l’opinione pubblica, italiana e  immigrata, e le questioni nevralgiche,  come la scuola, destinate, senza  politiche innovative, a produrre  potenzialità di conflitto.
  • Questa fase  della  convivenza a scuola  è la grande  opportunità per i  giovani “italiani”per  aprirsi alle culture e  ai valori della  globalizzazione,  senza soggiacere  alla sua esclusiva  ragione economica. 
  • La presenza di allievi figli di  famiglia immigrata porta un  elemento di novità in una  scuola piuttosto rigida, che  fatica a dialogare con  adolescenti che cambiano e  che non riconoscono più la  scuola come valore, punto di  riferimento, istituzione  credibile. 
  • Questa presenza ancora non  crea innovazione, ma aiuta a  leggere il disagio della  scuola, che fatica ad essere  all’altezza del suo compito  primario di  luogo di  accompagnamento  all’autonomia, alla  cittadinanza, al mondo degli  adulti, alla consapevolezza di  sé.
  • La lingua è lo strumento della comunicazione,  dell’apprendimento, della relazione. Ascoltare  e comprendere, essere consapevoli di sé e  poter dire se stessi, creare la relazione con se  stessi e con gli altri.
  • La qualità del capitale  umano disponibile in futuro  in Italia rifletterà in misura  significativa le competenze  della popolazione immigrata.  Attualmente, gli alunni  stranieri registrano ritardi  significativi già dalla scuola  primaria ed elevati tassi di  abbandono nei livelli  scolastici successivi.
  • Distinguiamo tra chi è nato qui o arrivato da piccolissimo  ed è cresciuto nel sistema educativo italiano: ha imparato  a decodificare i messaggi e a utilizzare due binari: fuori e  dentro casa. Ha imitato i compagni e dall’ambiente  esterno ha preso tutto. Vive con tranquillità il doppio  binario fino all’età delle medie; in adolescenza comincia a  riflettere sul binario famigliare.
  • Poi c’è chi arriva in  Italia all’età delle medie  o della scuola  superiore. Da solo o per  ricongiungimento  famigliare. Si è già strutturato in un  altrove e raccoglie  precomprensioni del  mondo in cui entra (le  aspettative del paese  d’origine) e dal giudizio  della famiglia.  Poi ha le sue personali percezioni. L’elaborazione di questo  elemento è lunga e delicata.
  • Della mentalità italiana ai figli di  famiglia immigrata piacciono o  turbano molti aspetti:  la relazione giovani‐adulti nei  due contesti scuola e famiglia  la relazione uomo‐donna  il disimpegno giovanile  il consumo (oggetti, corpo,  sostanze)   l’infantilismo giovanile la presenza dei vecchi…. …..
  • Le relazioni interpersonali  passano attraverso lingua e  linguaggi multipli. Tutti da  decodificare , giudicare,  scegliere, far propri, gestire,  contrastare. In base a cosa?  Che ruolo ha la scuola?quali  altri luoghi di incontro per  “provarci”?
  • La convivenza dei giovani non  madrelingua con giovani italiani in un  gruppo (e la classe è oggi praticamente  l’unico gruppo‐compagnia) è una sfida:  che travaso può venire da fuori? Quali  interrogativi in un mondo così anestetizzato? Quali richieste di  spiegazione di mentalità e  comportamenti?
  • Lo spaesamento del vivere tra due  culture, quella di origine e quella di  accoglienza, è più profondo per chi non si  è trovato direttamente coinvolto nel  processo di migrazione, ma si trova a  dover vivere in due dimensioni culturali  di cui nessuna è realmente interiorizzata.
  • La nostra società gerontocratica  diffonde valori diseducativi e genera  un’identità sociale attraverso ideali  elaborati nel gruppo dei coetanei: gli  stranieri dicono al gruppo che si può  nascere come soggetto sociale con  riferimenti valoriali diversi da quelli  della maggioranza.
  • interazione / integrazione/negoziazione: questa è la  ricchezza del momento. Il nuovo sarà costruito insieme, o non sarà!
  • Occorre prevedere tempi e spazi di  interazione e ripensare la scuola  come luogo di accompagnamento di  questo percorso che ha una valenza  culturale significativa. Per i giovani e  per gli adulti. La scuola è un attore  importante del percorso di  cittadinanza.
  • I  minori  stranieri  appartenenti  a  varie  etnie  presenti  in  Italia,  suddivisi  in  regolari,  clandestini,  non  accompagnati,  in  situazione  di  pregiudizio,  ammalati,  vittime  di  tratta  o  devianti,  secondo  le  ultime  stime,  complessivamente  ammontano  a  circa  767.000  e  457.345 sono nati in Italia.  Coinvolti  nel  circuito  penale  non  sono  particolarmente  numerosi. Oltre  agli  scippi  e  allo  spaccio  di  sostanze  stupefacenti,  essi  commettono  reati  contro  il  patrimonio  e  contro  le  persone  come:  furti,  rapine,  lesioni  aggravate,  stupri  e  violenze sessuali anche di gruppo.
  • I  ragazzi  immigrati  rendono  evidente  come  il  loro  bisogno  sia  legato  non  solo  alle  risposte  materiali,  ma  anche  a  altre  dimensioni  ‐ affettive  e  relazionali‐,    il  bisogno  di  vedersi  riconosciuto un posto e una dignità.
  • Questi ragazzi hanno bisogno di “abitare” la  cultura italiana, ma hanno anche la  necessità di fare i conti con le proprie origini  e con quelle dei genitori
  • criticità a cui porre attenzione • revisione dell’offerta formativa della scuola e dell’extra‐scuola  in chiave interculturale  vegliando perché la scuola insegni, formi,  istruisca! • accompagnamento di percorsi di cittadinanza per gli adulti e i  neo arrivati con attenzione alla cultura di origine •attenzione per le famiglie immigrate e sostegno al ruolo  genitoriale •lavoro per una corretta comunicazione e mentalizzazione •promozione di esperienze di costruzione della sicurezza •sostegno alla partecipazione dei nuovi cittadini alla vita delle  città •promozione di una cultura della replicabilità di buone prassi,  della sussidiarietà pubblico‐privato, del lavoro di rete •promozione della riflessione culturale e della formazione continua e condivisa di operatori e decisori
  • Buon lavoro a tutti noi: la partita è in corso.  Vogliamo vincere! grazie