Esposto Città della Scienza

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Esposto Città della Scienza

  1. 1. ESPOSTO DENUNCIA Alla Procura della Repubblica di Napoli Gent. Mo Dottor Giovanni Colangelo Alla Procura della Corte dei Conti della Campania Gent. Mo Dottor Tommaso CottoneIl sottoscritto Crescenzio Rivellini espone e denuncia quanto segue:Il progetto di Città della Scienza a Bagnoli nasce nell’ambito degli studi volti alla redazione delPreliminare di Piano , strumento urbanistico di indirizzo varato dalla giunta Lezzi (PSI) nel gennaio1988 e redatto da un Comitato Tecnico Scientifico .Il preliminare individua tra le strategie la ricostruzione della base economica urbana e per attuarla ilprogetto-obiettivo “parchi scientifici e tecnologici”. Tale progetto viene delineato in base ad unostudio redatto a supporto del Preliminare dal titolo “Progetto di sviluppo per la realizzazione di unParco scientifico e Tecnologico a Napoli”.Lo studio viene redatto a cura di un gruppo di lavoro di cui nefanno parte il futuro presidente dell’allora Associazione Idis (poi Fondazione) e uno dei componentidel futuro consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo della Fondazione .Il Preliminare di Piano presentato nel dicembre 1990 diventa documento ufficiale dell’amministrazionecon una presa d’atto in Consiglio Comunale nell’agosto del 1991, che però vede il congelamento dellequantità edificatorie individuate nei ‘progetti-obiettivo’ le quali vengono rimandate all’elaborazione distrumenti urbanistici esecutivi .Sfuma qui a livello locale la realizzazione diretta del progetto “parchi scientifici e tecnologici” aBagnoli attraverso Accordi di Programma, un progetto che però, prendendo il nome di Città dellaScienza, trova a livello nazionale, la strada per realizzarsi.
  2. 2. A rafforzare le scelte del Preliminare di Piano vi era un’Intesa Istituzionale di Programma - sottoscritta9 giorni prima della presentazione del Preliminare nel dicembre 1990 - da tre ministri (Murst,Mezzogiorno e Bilancio) avente per oggetto “Lo sviluppo dei Parchi Scientifici e Tecnologici nelle areemeridionali.A seguito del quale vengono invitati tutti gli attori interessati a presentare dei progetti.Alla scadenza per la presentazione dei progetti, nel luglio 1992, sono 31 le proposte presentate.Fra queste proposte vi è quella dell’Associazione Idis con il progetto di Città della Scienza a Bagnoli,che ricalcando il Progetto Obiettivo del Preliminare di Piano (oramai documento ufficiale ma nondirettamente esecutivo dei progetti) si colloca nell’area siderurgica dell’Ilva in via di dismissione. Perrafforzare la scelta dell’area di Bagnoli l’Associazione Idis coinvolge Iri, proprietaria dell’areasiderurgica, nella realizzazione della manifestazione “Futuro Remoto - un viaggio tra Scienza eFantascienza” e apre, nel maggio 1992, lo Spazio Idis (incubatore d’impresa) a Via Coroglio. Larea della Federconsorzi e sviluppo del progettoLe realizzazione del progetto nelle aree dell’impianto siderugico Ilva si presenta peró complessa, cosìcontemporaneamente alla tangentopoli napoletana (il sindaco, nel febbraio 1993, prima si dimette epoi, a marzo, viene arrestato) l’Associazione Idis, nel febbraio 1993, elabora un nuovo progetto sullearee della ex Federconsorzi (azienda in liquidazione) che presenta in Regione.Nel febbraio ’93 l’Associazione non è ancora proprietaria delle aree Federconsorzi (l’acquisizioneavverrà il 21 dicembre ’93).Ad agevolare l’acquisto interviene la Regione Campania attraverso due atti:1) Nel luglio ’93 riconosce la trasformazione dell’Associazione in Fondazione e dunque istituzione diinteresse pubblico.2) Nel settembre 93 dispone, attraverso una delibera regionale, il finanziamento 10 miliardi(recuperati dalle risorse dal Fesr-programma speciale siderurgia) per la realizzazione del primo lotto
  3. 3. del progetto. Tale delibera consente alla neonata Fondazione di gareggiare per l’acquisizione dellearee, aprendo linee di credito bancarie.Acquisite la aree (21 dicembre), seguono altre due delibere della Regione:3) il 29 dicembre 93, sono impegnati i fondi prima solo "disposti"4) Nel luglio 94’ approva in linea tecnica ed economica il progetto di massima e il primo stralcioesecutivo ( I Lotto = parte bruciata) prevedendo la stipula di una convenzione che avverrà nel febbraio95 ( la stipula avverrà nel 95 perché i finanziamenti stanziati dalla Regione però non possono esseresvincolati fino a quando la Commissione edilizia del Comune non avrà rilasciato almeno laconcessione per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura. (Laconcessione viene rilasciata nel novembre del 1994)[Il finanziamento di 10 mld della Regione nel 93 é stato vitale perché nellaprile del 93 si era cambiatoGoverno (Ciampi) e le delibere dei tre ministri del governo precedente erano state congelate, inoltre,dal nuovo Ministro dellUniversità era stato istituito un nuovo comitato di esperti a cui la FondazioneIdis dovrà ripresentare il progetto di Città della Scienza.]Fra Febbraio e Marzo 94, il progetto di Città della Scienza viene presentato pubblicamente , discusso inun tavolo tra governo e amministrazioni locali (a cui partecipa anche il nuovo sindaco Bassolino) edefinitivamente approvato dal Murst con Decreto ministeriale (D.M. 255 del 25 marzo 1994) ilProgramma d’intervento per la realizzazione di una rete di parchi scientifici e tecnologici nelMezzogiorno, con il titolo “Divulgazione della cultura scientifica ed imprenditoriale – Città dellaScienza”.Successivamente a tale approvazione da parte del MUST il progetto di Città della scienza diventa,nell’aprile 1994, progetto direttamente attuabile nell’ambito del programma triennale di interventi1994-96 del piano regionale di sviluppo della Regione Campania.
  4. 4. Attuazione del progettoVersante Nazionale: ad aprile 1994, il progetto di Città della Scienza è approvato dal Cipe comeprogetto direttamente attuabile nell’ambito del programma triennale di interventi 1994-1996.Il Cipe, a seguito della delibera dell’aprile 1994, con una nuova delibera del 20 dicembre 1994approva il finanziamento per il progetto della “Città della Scienza”, per un importo complessivo di lire104.811 milioni.I fondi sono così ripartiti: 7 Mld a carico del soggetto attuatore Fondazione Idis;10 Mld a carico della Regione Campania, giacenze del Fesr per attività sostitutive dell’industriasiderurgica; 38 Mld dallo Stato, provengono dalla legge 80/84 e sono quelli stanziati con la deliberaCipe di Aprile 1994 perché non utilizzati dalla Regione; 49 Mld a valere sulle risorse derivanti dalcofinanziamento comunitario.Si stabilisce che i finanziamenti cosí identificati siano legati alla stipula di accordi di programma tra iMinisteri, le autorità regionali e provinciali e quelle comunali oltre ai soggetti attuatori.Versante Comunale: nel giugno 1994, la nuova amministrazione guidata da Bassolino, presenta eadotta il documento Indirizzi per la pianificazione urbanistica che delinea a grandi linee il futuro dellaCittà. Fra gli obiettivi prioritari vi è quello del recupero del rapporto con il mare da realizzarsiattraverso il parco che a partire dalle aree dimesse più interne arriva fino alla linea di costa,"valutando la possibilità di ricostruire l’arenile e di ripristinare le condizioni per la balneabilità". Compatibilità e validità tecnicaDal punto di vista procedurale, per ciò che riguarda l’intesa di programma, il Progetto di Città dellascienza sulle aree della federconsorzi viene definitivamente approvato quando la fondazione è giàproprietaria delle aree. Inoltre il finanziamento del progetto prevedendo l’uso di accordi diprogramma poteva essere anche in variante alle disposizioni del PRG esistente.- Mentre appare non del tutto chiaro sotto il profilo tecnico la delibera regionale del settembre del 93che dispone il finanziamento 10 miliardi per la realizzazione del primo lotto del progetto in un’areanon ancora acquisita dalla Fondazione(che, come si è detto, avviene solo nel 21 dicembre 93). e
  5. 5. utilizzando dei fondi reperiti da un programma europeo esclusivamente dedicato al recupero etrasformazione di aree siderurgiche (Fers-programma speciale siderurgia)- Inoltre, Il progetto presentato dalla Fondazione e approvato dalla delibera regionale del luglio 94’che approva in linea tecnica ed economica il progetto di massima e il primo stralcio esecutivo (il I lottodel progetto) appare in contrasto con il piano regolatore del 1972 vigente. Tale piano regolatore èstato modificato da una delibera comunale del 6 dicembre 1978 n. 2, che varia le prescrizionicontenute all’art.18 -zona N del prg del 72, riservando l’intera area industriale della Zona orientale diNapoli alle “attività industriali esistenti e a quelle complementari e connesse. Su tali aree è consentitala realizzazione di opere per l’ammodernamento, integrazione e ampliamento degli impianti e delleloro attività complementari esistenti, e fin quando esistenti”.→ L’attività della Federconsorzi, in dismissione a seguito di concordato preventivo, era cessata datempo e dunque gli interventi sugli immobili non potevano rientrare tra quelli previsti dalla normativadel piano regolatore.Ne consegue quindi che le opere di costruzione del lotto I del progetto Città della Scienza siano stateeffettuate in contrasto con il piano regolatore del 72 cosí come modificato da delibera comunale del78 nella misura in cui non riconducibili "alla realizzazione di opere per l’ammodernamento,integrazione e ampliamento degli impianti e delle loro attività complementari esistenti, e fin quandoesistenti";,→ Quandanche poi si possa ipotizzare la continuità ovvero la complementarietà industriale tra exFederconsorzi e la Fondazione Idis e quindi la relativa conformità del piano approvato dalla deliberaregionale di cui sopra rispetto al piano regolatore, rimane tuttavia da rilevare, come la concessionerilasciata dal Comune di Napoli nel 94 ( che di fatto costituisce il momento centrale dello "sblocco" deifondi regionali) avesse autorizzato solo ed esclusivamente interventi di ordinaria e straordinariamanutenzione ( lettera b L. 457/78 art 31) e che non sono riconducibili agli interventi effettivamenterealizzati sulle strutture ( che di fatto sono ascrivibili ad attività di restauro e risanamentoconservativo (lettera c L 457/78 art 31).(lillecito non é stato rilevato dalle competenti autorità comunali e pertanto non dichiarato)
  6. 6. → Le concessione per la realizzazione del primo lotto di Città della Scienza concessa dal Comune nel 94risulta in contrasto anche con la variante della zona occidentale adottata dalla stesso Comune diNapoli con delibera n. 14 nel Gennaio del 96 con la quale il Comune conferma lobiettivo di restituire iltratto di costa ad uso balneare e di realizzare il parco in continuità con la linea di costa, il che richiede«l’eliminazione degli immobili che sono attualmente insediati fra la spiaggia e le vie Coroglio ePozzuoli» e dunque «le attività di ricerca e le residenze presenti sulla spiaggia saranno trasferite dopola predisposizione di idonea sistemazione alternativa nell’ambito del nuovo insediamento previsto perCoroglio» salvo solo il capannone posto al confine est indicato alla tav. W11 ( campania innovazioneetc) del quale é consentita la ristrutturazione urbanistica.Ne consegue che i restanti edifici della Federconsorzi della Fondazione Idis destinati alla Città dellaScienza dovranno essere distrutti e le relative volumetrie (pari a 222.000 mc), le cui attività sonocompatibili con quelle degli insediamenti urbani integrati, saranno spostate e re insediate dal pianoparticolareggiato esecutivo . Comunque, per gli edifici situati in queste aree sono consentiti, nellemore di approvazione del piano particolareggiato, interventi di manutenzione ordinaria estraordinaria.Il quadro si complica:Dopo ladozione in Consiglio comunale della Variante ( non ancora operativa in quanto mancantedellapprovazione definitiva da parte della Regione avvenuta nel 1998), viene firmato nell’agosto 1996il I Accordo di Programma tra il Ministro del Bilancio e della programmazione economica, il presidentedella Regione Campania, il Presidente della Provincia di Napoli, il sindaco di Napoli e il presidente dellaFondazione IDIS. L’accordo è finalizzato a sbloccare i fondi di cui alla delibera Cipe (per un totale di104,811 miliardi)Il 16 ottobre 1996 viene inaugurato dal presidente della repubblica il primo lotto di Città della ScienzaPer riprendere i lavori su tutta l’area della Federconsorzi bisogna però ratificare in consiglio comunalel’accordo di programma, in quanto il progetto risulta “in variante con la strumentazione urbanisticavigente”.
  7. 7. → Ciò comporta la stipula di un secondo accordo di programma volto alla variazione dello strumentourbanistico.Il II Accordo di Programma è stipulato l’11 marzo 1997 e porta la firma del presidente della RegioneCampania, del Presidente della Provincia di Napoli, del sindaco di Napoli e del presidente dellaFondazione IDIS.Nel II accordo di programma il progetto della Città della Scienza si configura come variante al Prgvigente del 72, ma coerente con la variante della zona occidentale in corso di approvazione definitiva.Infatti, per quanto riguarda la delocalizzazione dei manufatti oggetto di ristrutturazione si stabilisceche «tale trasferimento non potrà avere luogo fino a quando non si abbia l’ammortamento degliinvestimenti relativi alla ristrutturazione degli immobili stessi» . Per la definizione di questo periodo(poi stimati in circa 60 anni) l’accordo rimanda alla redazione di appositi studi economici da partedella regione (di concerto con il comune).Pertanto la stipula del II accordo di programma non è tanto volta alla variazione dello strumentourbanistico del 72, ma piuttosto in concreto a modificare la variante della zona occidentale. Giacchétuttavia II Accordo riconosce che la delocalizzazione dei manufatti non potrà avere luogo fino aquando non sia abbia l’ammortamento degli investimenti relativi alla ristrutturazione degli immobilistessi, questa non potrà avvenire fino a completo ammortamento.Inoltre dal momento che Il 16 maggio 2005 è stato approvato con deliberazione del Consigliocomunale n° 40 il Piano urbanistico esecutivo di Bagnoli - Coroglio (PUA Bagnoli - Coroglio). Il Pua incoerenza con quanto prescritto dalla Variante prevede il reisediamento di 606.500 volumi tra cuiparte di quelli Città della Scienza SOLO DOPO AMMORTAMENTO.Ne consegue che:a) Secondo quanto espressamente previsto dal II accordo di programma la permanenza della Cittàdella Scienza nel sito attualmente identificato è vincolata all’ammortamento dei costib) La distruzione dei manufatti ( grossomodo corrispondenti al Primo lotto) non permette ilfunzionamento della struttura e di fatto non consente di procedere agli ammortamenti rimanenti ↓
  8. 8. Salvo diverso dispositivo che modifichi il Piano urbanistico esecutivo, la ricostruzione del sito nellamedesima aree non é da considerarsi di per sé consentita in quanto contrario alle statuizioni dettatenel II Accordo di programma e al successivo piano urbanistico esecutivo di Bagnoli-Coroglio del 2005.Perciò non è privo di rilievo:1) Verificare se sussisteva in capo alla Regione nel 94 lobbligo di certificare la conformità con il Pianoregolatore prima di approvare il progetto2) Verificare se il piano presentato dalla Fondazione Idis per ottenere la concessione per le opere dicostruzione fosse limitato alla manutenzione ordinaria e straordinaria3) verificare che il Sindaco di Napoli modifichi il piano urbanistico esecutivo affinché larea oradistrutta possa ospitare gli stessi edifici, senza questa modifica ogni costruzione sullo stesso suolovolta a ripristinare gli edifici di Città della Scienza andati distrutti sarebbe illegittima e non conforme alpiano regolatore.Pertanto si rimette alla valutazione competente di questa Procura della Repubblica e della Corte deiConti verificare se ricorrano fattispecie di reato e quindi perseguirle ai sensi delle vigenti disposizioni dilegge. In fede

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