Istruttore Zero Gravity

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Corso Istruttore Zero Gravity

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  • 1. Zero Gravity METODO N.AR.T (Neurologic AeRial Training) GUIDA ALL’ALLENAMENTO BASE
  • 2. BENVENUTI ALLO ZERO GRAVITY TRAINING Lo ZERO GRAVITY (ZG) è tra gli attrezzi più efficienti e funzionali disponibili nel mercato per rafforzare il CORE e il sistema muscolo scheletrico. Ideato dal ex campione di Body Building Damiano Trinca, esperto in biomeccanica, Mental Trainer e Master Istruttore in 3DTraining; lavora attualmente con il pluricampione del mondo di KickBoxing William Zanatta, con il campione del mondo di canoa Nicola Zamuner ed altri ancora e li aiuta a migliorare le loro performance. Lo ZG può aiutare qualsiasi persona, a qualsiasi livello, a raggiungere i propri obiettivi di fitness. Ogni esercizio impegna il CORE ed allena il corpo a muoversi con più potenza e stabilità. Se sei un atleta avanzato, lo ZG può portare la tua performance al top, mentre se vuoi solo migliorare la tua forma fisica, lo ZG offre un allenamento veloce ed efficiente che aiuta a raggiungere il tuo livello di fitness desiderato. Allenarsi allo ZG è divertente, perché ti mette alla prova in qualsiasi posto e momento. Questo allenamento è utilizzato dai lottatori di MMA, canoisti, paratleti, maratoneti, free climbers e fitness. Come dire, FUNZIONALE ALLO STATO PURO
  • 3. Cos’è lo Zero Gravity Lo Zero Gravity è: • l’unico attrezzo brevettato per l’allenamento in sospensione completa e dinamica • costruito e progettato in Italia • un attrezzo utilizzato sia nel fitness che nella riabilitazione • ha una molteplicità di configurazioni diverse, in funzione della finalità di utilizzo • stato concepito per il miglioramento dell’intervento adattativo • utilizzabile da qualsiasi atleta, di qualsiasi disciplina, grazie alla sua versatilità • divertente ed efficace
  • 4. Com’è fatto • E’ Realizzato con materiali professionali impiegati nell'alpinismo, al • • • • fine di garantire la massima sicurezza; Le corde utilizzate per l'attività in sospensione sono in kevlar con calza in teflon, garanzia di scorrevolezza e resistenza; È dotato di carrucole e swivel montati su cuscinetti; Le maniglie sono realizzate con materiale plastico morbido, in modo tale da poter migliorare la presa e mantenere l'integrità dei polsi durante gli esercizi di spinta, mentre per gli esercizi di trazione consentono di aumentare la forza nella presa a causa dello scivolamento dalle mani. Le staffe per i piedi sono comode e permettono di lavorare senza intralciare i movimenti della caviglia .
  • 5. COME FUNZIONA • • Chiude una catena cinetica che parte dai piedi ed arriva alle mani attraversando un imbraco prima e delle carrucole poi. Applicando una forza in trazione o spinta con le braccia sulle maniglie, l’utilizzatore verrà sollevato da terra e messo in sospensione completa.
  • 6. VANTAGGI • lo Zero Gravity è divertente ed unico • • • • • • • nel suo genere sviluppa la stabilizzazione articolare sviluppa le capacità sensomotorie del core aumenta la tonicità muscolare Riduce il grasso corporeo in maniera fisiologica migliora l’allineamento posturale aumenta flessibilità e coordinazione con le piacevoli sensazioni legate all’assenza di peso e al movimento di oscillazione. In una sola frase:Miglioramento dell’atleticità
  • 7. A CHI E’ RIVOLTO? • Professionisti della riabilitazione: fisiatri, fisioterapisti, massoterapisti • Professionisti del fitness: istruttori zero gravity per lavoro in gruppo • • oppure personal suspension training Home fitness A tutti coloro che vogliono migliorare la tonicità corporea e non vogliono utilizzare i macchinari tradizionali. Ottimo per tutte le età, bambini/ragazzi nell’età dello sviluppo.
  • 8. il Core Stability nello sport E’ sempre più riconosciuta l’importanza della funzione della parte centrale del corpo per la stabilizzazione e per generare forza aggiuntiva in ogni tipo di sport
  • 9. COSA E’ IL CORE Il Core è l’insieme dei muscoli • Addominali • Muscoli del Rachide • Muscoli prossimali Arti Inferiori • Localizzati centralmente • Funzioni stabilizzatrici • Fornisce a segmenti distali la loro specifica funzione
  • 10. CONCETTO Migliorare la capacità di controllare la posizione e il movimento del tronco sul bacino e sulle gambe permette: • la produzione di maggiore forza • il trasferimento di carichi tra braccia e gambe • l’aumento del controllo delle forze e del movimento nella catena cinetica integrata
  • 11. Essendo il Core centrale alla Catena Cinetica il suo rinforzo, equilibrio e motilità renderà efficiente la funzione della Catena Cinetica degli arti superiori e inferiori Funziona come base anatomica per il movimento dei segmenti distali
  • 12. Muscoli del Core Sistema Stabilizzatore(Muscolatura Locale) Trasverso dell’Addome Obliquo Interno Multifido Trasverso spinale Lombare Sistema di Movimento(Muscolatura Globale) Retto dell’Addome Obliquo Esterno Erettore Spinale Quadrato dei Lombi Adduttori Quadricipite Ischio-Cruali Grande Gluteo
  • 13. STABILITA’ Si può parlare di stabilità prossimale per una motilità distale per lanciare, calciare, correre …
  • 14. DA NOTARE I primi Muscoli Attivatori degli arti (Gran Dorsale, Gran pettorale, Ischiocrurali, Quadricipite, Ileopsoas) I primi Muscoli Stabilizzatori degli arti (Trapezio, Rotatori delle anche, Glutei) Tutti si inseriscono al Core !
  • 15. CORE L’attivazione della Catena Cinetica è basata su schemi pre-programmati di attivazione muscolare. L’azione rapida del braccio inizia dal grastocnemio controlaterale ( Zattara) Procede quindi attraverso il tronco fino al braccio
  • 16. Catena Cinetica Successione Attivazione Muscolare 7) 6) 5) 4) 3) 2) 1) M. Deltoide (spalla) M. Erettore spinale M. Grande Gluteo M. Semitendinoso M. Retto Femorale Tensore Fascia Lata Muscolo Soleo(polpaccio)
  • 17. CORE Si è visto che: La massima velocità nel calciare è maggiormente correlata con l’attivazione dei muscoli flessori dell’anca che con l’estensione del ginocchio.
  • 18. CORE L’attività distale manopiede può essere maggiormente diretta verso la precisione ed il controllo piuttosto che nel generare potenza, quando l’attivazione muscolare prossimale ( Core) è massimale
  • 19. CORE L’attivazione pre programmata risulta in aggiustamenti posturali anticipatori, che posizionano il corpo in modo da contrastare le perturbazioni all’equilibrio create dal calciare, lanciare, correre
  • 20. CORE -VANTAGGI Si crea un cilindro rigido con ampio momento di inerzia che si oppone alle perturbazioni Immagazzina forza centrale permettendo che piccoli cambiamenti nella rotazione comportino ampi cambiamenti di rotazione nei segmenti distali (Whip Effect)
  • 21. I MUSCOLI DEL CORE Trasverso dell’Addome Ruolo:Stabilizzatore. Rachide lombare Azione: Contrazione. 1) Aumento pressione intraddominale 2) Tensione su fascia Toraco-Lombare
  • 22. Obliquo Esterno Fibre anteriori da 5°-8°costa a Linea Alba Fibre laterali da 9°-12°costa Ligamento inguinale SIAS Tubercolo pubico Azioni Flessione rachide Retroversione bacino Rotazione tronco
  • 23. G. Dentato &O. Esterno 8°-10°Costa 12°Costa 5°-
  • 24. Obliquo Esterno Gran Dentato & Gran Dorsale L’inserzione del O.E. è in connessione con quelle del Gran Dentato e Gran Dorsale L’attività dell’Obliquo Esterno è maggiore negli esercizi degli arti superiori che stimolano Gran Dentato e Gran Dorsale
  • 25. MULTIFIDO Azione Contrazione Eccentrica controllo flessione e scivolamento anteriore della colonna
  • 26. QUADRATO DEI LOMBI LOMBI fondamentalmente un flessoestensore del tronco Inserzione anche alle Creste Iliache Conferisce un’attivazione anche laterale Azione contrazione Eccentrica e Concentrica durante la flessione laterale
  • 27. FASCIA Connette TORACOLOMBARE gli arti inferiori (mediante il Grande Gluteo) agli arti superiori (mediante il Gran Dorsale) inserzione anche su Obliqui interni, Trasverso dell’Addome Supporto tridimensionale al rachide lombare Inserzioni Muscolari Erettore Spinale Profondo Multifidi Trasverso Addominale,Obliquo Interno, Grande Gluteo, Gran Dorsale e Quadrato dei lombilari dei Lombi
  • 28. VANTAGGI Una stabilità dei muscoli del Core crea un rigido cilindro con grande momento di inerzia contro le perturbazioni del corpo conferisce stabile base per motilità distale
  • 29. DEBOLEZZA CORE Muscolatura delle Anche debole, con conseguente alterazione della posizione Anche/Tronco; Rischio di infortuni al ginocchio; Un’alterazione nell’attività dei muscoli del bacino è associata ad un aumento del varismo dell’anca e conseguente aumento del valgismo del ginocchio, durante manovre di squat o di ricaduta da un salto.
  • 30. DEBOLEZZA DEL CORE Possibile lesione LCA Abduttori delle Anche deboli & Flessori contratti: Dolore anteriore di ginocchio Condromalacia rotulea debolezza dei Rotatori Esterni delle Anche associata a maggior rischio di traumi del ginocchio
  • 31. DEBOLEZZA CORE & Tennis 1) Minor Flessione Ginocchio 2) Minor contributo bacino & Tronco 3) Alterazione Cat. Cin. 4) Maggior stress al braccio
  • 32. DEBOLEZZA CORE & Corsa 1) Debolezza Abduttori e Flessori Anca 2) Alterazione biomeccanica 3) Patologie da stress (Sindrome della BIT)
  • 33. DEBOLEZZA CORE & Ciclismo 1)Affaticamento muscoli del Core 2)Diminuzione performance in ciclisti professionisti
  • 34. VALUTAZIONE CORE Valutazione in posizione funzionale Non consenso sulla metodica migliore
  • 35. VALUTAZIONE •Squat monopodalico •Ponte Prono •Ponte Supino •Ponte Laterale •Test Triplanare •Estensione del tronco •Vertical compression Test
  • 36. ALLENAMENTO Iniziare dal Core �Multi-planare �Funzionale Per creare una base stabile si deve lavorare sugli stabilizzatori primari •Trasverso addome •Multifidi •Quadrato dei lombi •Obliquo Esterno Si devono privilegiare esercizi multi planari. Tutte le attività motorie sono multi-planari e richiedono decelerazione, stabilizzazione dinamica e accelerazione
  • 37. L’importanza di un corretto allenamento • • • • Riduzioni di infortuni (comprometterebbero la carriera dell’atleta) Raggiungimento di obiettivi in tempi ridotti Massima performance nel tempo Una carriera più lunga La nostra MISSION: CREARE ATTREZZATURA INNOVATIVA ATTORNO ALL’ATLETA, RISPETTANDO LE CARATTERISTICHE FISIOLOGICHE DELLO STESSO, MIGLIORANDO LE PERFORMANCE.
  • 38. ZERO GRAVITY E FISIOTERAPIA Perchè un fisioterapista dovrebbe utilizzare l’attrezzo Zero Gravity per la riabilitazione del sistema muscoloscheletrico e posturale? • Efficacia: la stabilizzazione articolare è tuttora un problema riabilitativo sia per i tempi che per i costi. 10 minuti di ZG al giorno per 40 gg. possono stabilizzare in modo efficace la maggior parte delle problematiche osteoartricolari e posturali. ZG permette di lavorare sia sulle singole articolazioni che in modo globale a) per gli arti superiori e cingolo scapolare, b) per gli arti inferiori c) per il core, la forza e l’armonia del centro (coordinazione dei muscoli di addomelombari-diaframma-perineo e bacino).
  • 39. • Semplicità e naturalezza: niente tasti da schiacciare e programmi da • • impostare. L’attrezzo ti permetterà di fare esperienza sensomotoria e percettiva, rinforzando tutti i muscoli del tuo corpo, migliorando l’ortostatismo e la coordinazione dei movimenti. Libertà: Possibilità di impostare un lavoro riabilitativo a domicilio che il paziente può gestirsi in autonomia dopo accurato addestramento da parte del fisioterapista. Basti pensare alla possibiltà di fare una ginnastica correttiva per le scoliosi o una BackScool ogni giorno a casa propria con monitoraggio periodico del terapista o alla libertà di movimento che può rivivere un paraplegico (con opportuno blocco della flessione delle ginocchia). Piacere!: Appendersi e dondolare risveglia sensazioni e memorie piacevoli molto profonde legate agli imprinting dell’infanzia e a schemi di movimento arcaici. E’ un lavoro muscolare, posturale e globale, piacevole e giocoso, che rinforza e rilassa quando eseguito correttamente. Sincronizzare la respirazione con i movimenti amplifica e rende più profonda la sensazione di benessere Ci sono delle configurazioni dello zg che permettono di ridurre il carico sulle braccia dell’utente aumentando il lavoro sulle gambe , altre invece scaricano il peso dalle gambe andando sulle braccia ma con il peso dimezzato. Infine è possibile rimanere agganciati solo sull’imbraco il quale permette un lavoro finalizzato al core.
  • 40. NOMENCLATURA E CODICI MANIGLIE IMBRAGO STAFFE
  • 41. •ZG001 cavo in dyneema da 4.8 mt con maniglia e placchetta di regolazione •ZG002 cavigliera ad anello •ZG012 moschettone
  • 42. ZG009 IMBRACATURA FAST BLOCK ZG016 ADATTATORE FOAM 3D
  • 43. COSCIALI FIBBIE DI ALLACCIATURA VENTRALE
  • 44. ZG013 ZG004 ZG017 ZG005 ZG001 ZG014 ZG011 ZG006
  • 45. di Sistemi di ancoraggio Sistema di fissaggio con cinghia mediante nodo a bocca di lupo, utilizzato per gli zero gravity senza Lo swivel. Fissaggio rapido mediante moschettone
  • 46. SEQUENZA MONTAGGIO CARRUCOLE FIG.1 FIG.4 FIG.2 FIG.3 FIG.5 FIG.6
  • 47. Prima di cominciare ricordatevi di essere allacciati all’imbraco, e che i moschettoni siano agganciati ai cavi come dalle foto . Adesso ricordatevi di chiamare un assistente e di indossare il casco e magari mettere un materassino sotto e NON mollate mai le mani, se foste alla guida di un’autovettura non lo fareste mai in prossimità di una curva , qui siete sempre in curva.
  • 48. VERTICAL ROW MUSCOLI MAGGIORMENTE SOLLECITATI: questo esercizio serve prevalentemente per i muscoli della schiena, gran dorsale, deltoidi posteriori, trapezio mediale e muscoli flessori del braccio, vale a dire bicipite brachiale, bracchiale e brachioradiale. E’ chiaro che tutto il corpo deve lavorare per permettere questo tipo di movimento, ma in questo caso cerchiamo di specificare i muscoli direttamente coinvolti. ESECUZIONE • dritti in piedi con le maniglie davanti agli occhi, regolatele in maniera che siano alla stessa altezza; • lasciarsi andare indietro mantenendo il corpo rigido e le braccia tese. • far scendere il sedere mantenendo le braccia in posizione retta fintanto che i piedi si staccano dal pavimento . • adesso il sedere è leggermente più basso delle gambe, come se ci fosse una forza che parte dal coccige e tira verso il basso e lasciare scorrere verso l’esterno le scapole. • le gambe sono, come nella figura, leggermente flesse, ma non raccolte del tutto.
  • 49. • Mantenendo la posizione senza far forza con le gambe e dondolarsi. Si comincia la sessione di trazioni, ricordando sempre di mantenere il sedere basso. • Attivando le scapole, quindi facendole scivolare verso il centro della schiena, il petto esce come nella figura ogni volta che ci si trova nella posizione di massima contrazione verso l’alto. FIG.1 FIG.2 FIG.3 FIG.4 L’idea è quella di avere una forza che parte dal coccige e va verso il basso, come nella figura sopra. Attenzione a non chiudere troppo le gambe ed eseguire gli esercizi come nelle figure. Prima di eseguire esercizi di spinta, consiglio vivamente di imparare ad eseguire questi di trazione fintanto che vi verranno semplici da eseguire.
  • 50. TRAZIONI SUPINO “Rematore” MUSCOLI COINVOLTI: Gli stessi dell’esercizio precedente, ma è più accentuato il lavoro del CORE. ESECUZIONE: • Prima parte uguale al lat seduto, dopo essersi staccati dal pavimento si estendono le gambe ed il busto portando in alto il pube come nella foto. Per essere sicuri di stare nella giusta posizione, si alza il capo e si guardano i piedi, i quali, per mantenere la posizione corretta devono essere a martello . Quindi, con braccia tese che seguono la forza delle maniglie, capo allineato con la colonna, gambe tese e pube in linea con tutto il corpo, si esegue la prima trazione cercando di mantenere la posizione di partenza (vedi le foto) . FIG.6 FIG.3 FIG.5 In questo esercizio bisogna cercare, per quanto più possibile, di mantenere l’orizzontalità facendo intervenire insieme tutti i muscoli flesso-estensori delle gambe e del busto per trovare l’equilibrio.
  • 51. Spalle trapezi e dorsali oltre ai muscoli delle braccia interessante la maggior attivazione del vestibolare ESECUZIONE: Questo esercizio permette di allungare la parte lombare della schiena ed allenare i muscoli elevatori delle spalle . •Partenza LAT SEDUTO •ci si estende come per passare alle TRAZIONI SUPINO ma i palmi delle mani che sono rivolti verso i piedi , spingono verso il pavimento , facendo così una rotazione con fulcro sui moschettoni dell’imbraco. •l’imbraco tira verso l’alto e scarica la schiena e le maniglie tirano sulle spalle creando una contrazione sui trapezi. In questa posizione si possono fare più cose: una si cerca di mantenere la verticalità e si scrollano le spalle come dalla foto allenando così i muscoli elevatori. La terza posizione è riservata ai veterani dello ZG. FIG.3 FIG.5 FIG.7 FIG.8 FIG.7
  • 52. LEG PRESS FRONTALE MUSCOLI MAGGIORMENTE COINVOLTI: Cingolo scapolo omerale e cosce ESECUZIONE: Ci si porta in posizione lat seduto paraglider, portare le mani vicine al mento, unghie verso il viso( quindi impugnatura inversa)caricare bene le gambe raccogliendole verso il busto, a questo punto si estendono le gambe in avanti ed il busto in dietro mantenendo le braccia in posizione. Quando si raccolgono le gambe con le ginocchia vicine al petto , il sedere bascula in avanti, si carica e poi di nuovo si spinge. FIG.9 FIG.10 FIG.11
  • 53. DIP AI CAVI MUSCOLI MAGGIORMENTE COINVOLTI: Petto, spalle tricipiti e core ESECUZIONE: Diritti in piedi con i cavi dietro alle spalle e le maniglie altezza naso( controllare che siano della stessa lunghezza onde evitare di caricare in maniera asimmetrica ) a questo punto eseguire alla lettera le illustrazioni . FIG.1 FIG.1 FIG.12 FIG.13 FIG.14 Spingere verso il basso la maniglia dx in maniera che si sollevi la gamba omolaterale , a questo punto far forza sul braccio che è rivolto verso il basso (dx) e spingere con la gamba che ha il ginocchio alto come per salire uno scalino, salendo in posizione di inizio .
  • 54. •Mani lungo i fianchi vicino al ventrale dell’imbraco •Spalle leggermente intraruotate •Controllo totale del corpo •Appoggiandosi con le spalle ai cavi , flettere gli avambracci sulle braccia facendo scendere il corpo e mantenendo una posizione retta e poi su di nuovo nella posizione iniziale(FIG.13) CHEST PRESS MUSCOLI MAGGIORMENTE COINVOLTI: Core, spalle tricipiti e petto FIG.12 FIG.13 FIG.14 FIG.15 FIG.16
  • 55. In questo esercizio le difficoltà aumentano in maniera esponenziale, prima di passare a questo esercizio consiglio sempre una preparazione a terra propedeutica che troverete al corso di formazione oppure al corso per istruttori. Quindi salire in sospensione come da fig. 12 e mantenere la posizione fig.13, tenendo le mani vicino al ventrale dell’imbraco cominciare a portare il peso in avanti facendo forza con i gomiti sulle cinghie delle maniglie e sincronizzando delle dolci contrazioni tra CORE testa e gomiti ci si porta in posizione orizzontale, avendo cura nel frattempo di aver spostato (a braccia flesse) le mani a livello del petto. Mantenuta la posizione qualche secondo giusto per far capire al corpo questo nuovo movimento , si cerca di estendere le braccia cercando di mantenere la posizione prona in sospensione.
  • 56. CONFIGURAZIONE PER LA PROPEDEUTICA A TERRA : Prima di lavorare in sospensione completa allo ZeroGravity viene consigliato di fare un periodo di consapevolezza a terra . Quindi configuriamo lo ZeroGraviti come segue dalle foto: FIG.1 FIG.5 FIG.2 FIG.6 FIG.3 FIG.4 FIG.7 FIG.8 Prendere uno dei due moschettoni inserirlo nell’occhiello in fettuccia nera della maniglia, poi inserire sempre all’interno dello stesso moschettone l’altro capo del cavo ed insieme pure la staffa per i piedi come da figura 7 la figura 8 rappresenta il risultato finale.
  • 57. Premessa sulle posizioni di partenza Dopo aver preso le maniglie fare alcuni passi indietro fino a quando maniglie e braccia saranno tese. A questo punto mantenendo tesi i cavi delle maniglie far scivolare i piedi in avanti fino all’inclinazione desiderata. Più il corpo è inclinato maggiore è il carico che grava sulle mani e sulle braccia. Per arrivare a questa posizione bisogna prendere le maniglie, allungare le braccia fino a quando queste portano in tensione i cavi, quindi si carica il peso del corpo sulle maniglie e per gradi si fanno scivolare i piedi indietro . L’idea è sempre quella che tra il corpo e le braccia si crei un angolo retto di 90°.
  • 58. ACCOSCIATA ALLO ZEROGRAVITY FIG.1 FIG.2 FIG.3 FIG.4 BRIDGE FIG.5 FIG.6 Sia nelle accosciate che nel bridge è importante mantenere le scapole fisse alla cassa toracica ed il controllo della postura come dalle figure.
  • 59. Trazioni supino piedi a terra FIG.1 questo esercizio richiede massimo controllo del core e gambe. FIG.2 Spinte prono a terra FIG.3 FIG.4 FIG.5 Mantenendo i cavi tesi portare il peso in avanti cadendo verso le maniglie , a quel punto ci si mette in posizione iniziale con le mani al petto. Busto e gambe sotto controllo
  • 60. Affondi sagittali con gamba in sospensione FIG.1 FIG.2 FIG.3 Mantenendo la stessa configurazione si mette il piede dentro la staffa e la maniglia . La gamba quando entra tra la staffa e maniglia deve essere circa a 85/90°ed il corpo deve essere sulla verticale. Adesso mentre si va a flettere la gamba in appoggio al terreno quella sospesa va verso dietro fino a creare la posizione di massima flessione fisiologica come dalla foto. Il ginocchio in appoggio sul pavimento non deve mai superare l’alluce del piede corrispondente.
  • 61. Aproach con caviglie in sospensione FIG.1 a FIG.2 a Fasi dell’esercizio: Decupito supino piedi nelle staffe in maniera da formare un angolo di 30° circa con il pavimento mani in posizione prona lungo i fianchi Applicando una forza verso il basso alle caviglie ed ai palmi si alza il pube fino a quando il corpo crea una linea retta Facendo questo insieme si aprono le gambe per rendere l’esercizio più instabile.
  • 62. Aproach a gambe flesse Fasi dell’esecuzione: Decupito supino Caviglie nelle staffe Gambe flesse FIG.1 Estensione delle gambe creando una linea retta tra busto, coscie e gambe FIG.2 FIG.1 FIG.2
  • 63. GINOCCHIA AL PETTO SUPINO FIG.1 FIG.2 FIG.3 •Decupito supino •Piedi dentro le staffe •Palmi delle mani in appoggio al pavimento •Portare le ginocchia al petto •Distendere di nuovo le gambe •Per tutta l’esecuzione dell’esercizio il sedere non tocca mai il pavimento
  • 64. GINOCCHIA AL PETTO ALTERNATE SUPINO FIG.1 FIG.3 FIG.2 FIG.4 •Decupito supino •Piedi dentro alle staffe •Mani in appoggio sul pavimento •Portare le ginocchia al petto nella parte dx •Distendere di nuovo le gambe •Portare le ginocchia al petto nella parte sx •Il sedere non deve mai toccare il pavimento durante la serie di lavoro
  • 65. PLANCK E VARIANTI FIG.1 •Decupito prono •Piedi nelle staffe •Gomiti a terra •Mettere tutto il corpo allineato •Tenere la posizione •Nel planck alternato si allunga prima un braccio e poi l’altro vedi le figure sotto. FIG.2 FIG.3 FIG.4 FIG.5
  • 66. In questa sequenza il planck trova come punto fisso i gomiti e l’utente deve far oscillare le gambe a dx e sx controllando sempre il movimento e mantenendo una oscillazione costante. Una variante è farlo a braccia tese quindi con i palmi delle mani in appoggio.
  • 67. CRUNCH IN SOSPENSIONE FIG.1 FIG.2 FIG.3 Dopo aver fissato sia le maniglie che le cavigliere o staffe all’imbrago(FIG.4). Ci si lascia andare indietro avendo cura di aver regolato le corde in maniera da non sbattere la testa sul pavimento. Si avvolgono le gambe ai cavi per creare un punto fisso . Mani sulla fronte per evitare che durante lo sforzo si vada a tirare la testa ma che il lavoro sia solo ed esclusivamente del tronco (FIG.1-FIG.2). In FIG.3 l’utente usa un elastico come aiuto
  • 68. Nella FIG.4 notiamo come siano state agganciate al moschettone sia la maniglia che il cavo della staffa. SEQUENZA NUMERATA FIG.4 In successione numerica dopo aver aperto il moschettone dell’imbrago, si inserisce il cavo dalla parte della staffa e la maniglia FIG.3 FIG.4 FIG.1 FIG.2 FIG.5
  • 69. FIG.1 FIG.2
  • 70. I NOSTRI TESTIMONIALS – Agnese Russo IFBB Pro Sabrina Pradal Campionessa di Dressage Vania Carnio Maratoneta
  • 71. William Zanatta Pluri- campione del mondo di kick con Il suo allievo Fabio Baratto campione d’Europa 2012 Damiano Trinca ex Campione di Body Building
  • 72. RESPONSABILI DEL PROGETTO ZERO GRAVITY DAMIANO TRINCA Personal Trainer/Mental coach ed ideatore dello Zero Gravity mobile +39 335 17 99 443 mail:info.zerog@gmail.com