• Save
Monnalisa S.p.a. - A strategic guide to business development in latin america
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×
 

Monnalisa S.p.a. - A strategic guide to business development in latin america

on

  • 1,471 views

**Lang: IT** ...

**Lang: IT**

The following paper is a master degree thesys developed with a workgroup of 4 colleagues. The main subject is the market analysis followed by a strategic guidelines to help Monnalisa's management developing their own business (retail shops, shop in shop and wholesale activities) in southern america.

The paper starts with an overview of Monnalisa's core business, continues with every local market analysis (market, competitors, PEST and SWOT analysis) and respectives guidelines to approach them and then it ends with a chart of the market ordered by business feasibility.

Statistics

Views

Total Views
1,471
Views on SlideShare
1,469
Embed Views
2

Actions

Likes
2
Downloads
0
Comments
0

2 Embeds 2

http://www.linkedin.com 1
https://www.linkedin.com 1

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

Monnalisa S.p.a. - A strategic guide to business development in latin america Monnalisa S.p.a. - A strategic guide to business development in latin america Document Transcript

  • 1INDICEIntroduzione 5CAPITOLO 1 - Monnalisa 71.1 Azienda 71.2 Prodotto 81.3 Promozioni 101.4 Analisi della strategia aziendale 121.5 Settore moda in Italia 131.5.1 Comparto bambino 141.5.2 Cenni mercato europeo e americano del compartobambino 181.5.3 Comparto bambino italiano nel 2010 191.6 Analisi di bilancio Monnalisa 201.7 Cinque forze di Porter 221.8 Posizionamento 24CAPITOLO 2 – Analisi dei paesi del Sud America 272.1 Argentina 282.1.1 Informazioni generali 282.1.2 Geografia 292.1.3 Popolazione 312.1.4 Quadro macroeconomico e politico 322.2 Bolivia 432.2.1 Informazioni generali 432.2.2 Geografia 452.2.3 Popolazione 462.2.4 Quadro macroeconomico e politico 46
  • 22.3 Brasile 542.3.1 Informazioni generali 542.3.2 Geografia 562.3.3 Popolazione 582.3.4 Quadro macroeconomico e politico 582.4 Cile 632.4.1 Informazioni generali 632.4.2 Geografia 632.4.3 Popolazione 642.4.4 Quadro macroeconomico e politico 662.5 Colombia 782.5.1 Informazioni generali 782.5.2 Geografia 802.5.3 Popolazione 822.5.4 Quadro macroeconomico e politico 832.6 Ecuador 872.6.1 Informazioni generali 872.6.2 Geografia 872.6.3 Popolazione 882.6.4 Quadro macroeconomico e politico 892.7 Guyana 962.7.1 Informazioni generali 962.7.2 Geografia 982.7.3 Popolazione 992.7.4 Quadro macroeconomico e politico 992.8 Guyana Francese 1022.8.1 Informazioni generali 1022.8.2 Geografia 1032.8.3 Popolazione 1042.8.4 Quadro macroeconomico e politico 105
  • 32.9 Paraguay 1072.9.1 Informazioni generali 1072.9.2 Geografia 1082.9.3 Popolazione 1092.9.4 Quadro macroeconomico e politico 1092.10 Perù 1152.10.1 Informazioni generali 1152.10.2 Geografia 1152.10.3 Popolazione 1162.10.4 Quadro macroeconomico e politico 1182.11 Suriname 1252.11.1 Informazioni generali 1252.11.2 Geografia 1252.11.3 Popolazione 1252.11.4 Quadro macroeconomico e politico 1252.12 Uruguay 1272.12.1 Informazioni generali 1272.12.2 Geografia 1292.12.3 Popolazione 1302.12.4 Quadro macroeconomico e politico 1302.13 Venezuela 1352.13.1 Informazioni generali 1352.13.2 Geografia 1372.13.3 Popolazione 1382.13.4 Quadro macroeconomico e politico 139CAPITOLO 3 – Analisi della strategia 1433.1 Analisi di attrattività 1433.2 Analisi PESTEL e dei concorrenti 1493.2.1 Argentina 149
  • 43.2.2 Brasile 1603.2.3 Cile 1693.2.4 Guyana Francese 1753.2.5 Uruguay 1813.3 Strategia Guyana Francese 1863.4 Strategia Cile 1923.5 Strategia Brasile 2063.5.1 Analisi della strategia intrapresa da Monnalisa 2063.5.2 Analisi della domanda 2103.5.3 Analisi dell’offerta 2123.5.4 Tendenze 2143.5.5 Perché il Brasile? 2143.5.6 Proposte di intervento 215CAPITOLO 4 - Conclusioni 228Appendice A 231A1 – Messico 231A.1.1 Informazioni generali 231A.1.2 Geografia 234A.1.3 Popolazione 235A.1.4 Quadro macroeconomico e politico 236A2 – Analisi PESTEL e dei concorrenti 239A3 – Strategia Messico 252Sitografia 258Ringraziamenti 261
  • 5IntroduzioneL‟azienda Monnalisa S.p.A. operante nel settore della moda e piùspecificatamente nel comparto bambino, in accordo con AlmaGraduate School di Bologna e il Campus della Moda di Carpi, haistituito un gruppo di studio al fine di svolgere un‟analisiapprofondita delle reali possibilità di investimento nel mercatosudamericano. Più in particolare l‟obiettivo di tale studio hariguardato l‟analisi comparativa dei territori del Sud America alfine di individuare il mercato e conseguentemente le strategiepiù adatte nel rispetto del posizionamento dei marchi e dellafilosofia d‟impresa.Il lavoro è stato svolto partendo dall‟analisi dell‟azienda aretina edal suo core business in modo da comprendere a pieno ilprocesso produttivo, l‟organizzazione, la mission e la vision oltreai valori cardine.Questo è stato possibile grazie anche all‟opportunità di interagirecon il personale addetto, che ha supportato il lavoro attraversointerviste nel corso delle visite guidate in azienda esuccessivamente anche a distanza, con lo scambio didocumentazione in formato elettronico.Il passo successivo, nell‟obiettivo di individuare i possibili mercatidi sbocco, è stato l‟analisi di ciascun paese latino – americanosenza esclusione degli stati minori.Da una prima scrematura sono stati selezionati i cinque paesi piùappetibili e di questi è stato approfondito lo studio ancheattraverso una mappatura dei principali fattori economici, sociali,politici e demografici dalla quale è stata ottenuta una sorta digraduatoria di preferenza.
  • 6A questo primo risultato è seguita la formulazione delle strategiecon riferimento ai tre paesi considerati più consoniall‟investimento di Monnalisa.Ognuna di esse ha messo in risalto pro e contro dell‟effettivaconvenienza economica e di business, permettendo di capirequali potessero essere le soluzioni da adottare. Scendendo neiparticolari si è cercato di individuare possibili partnercommerciali che coadiuvassero l‟inserimento dell‟azienda in unambiente a lei quasi del tutto sconosciuto.Inoltre, si è cercato di delineare anche l‟aspetto logistico, con unfocus sulle modalità di commercializzazione dei prodotti nei varipaesi; è stato considerato anche il rapporto delle popolazioni conla moda allo scopo di comprendere l‟attenzione riservata sia alsettore abbigliamento che al comparto lusso.In conclusione, non si è giunti a una scelta univoca, mal‟impostazione adottata ha permesso di delineare per ogni paesei passi necessari per il possibile “sbarco” nel continentesudamericano.
  • 7CAPITOLO 1 - Monnalisa1.1 AziendaMonnalisa SpA è stata fondata nel 1968 da Piero Iacomoni eBarbara Bertocci, oggi rispettivamente Presidente del Consiglio diAmministrazione e Direttore Creativo dell‟azienda.Nel 1975 Monnalisa fa la sua prima partecipazione al Pitti.Nel 1991 viene inaugurato il primo showroom “Il granaio“ adArezzo e nello stesso anno Monnalisa partecipa per la prima voltaalla Mode Infantile.Nel 2004 al Pitti bimbo Monnalisa fa la sua prima sfilata, mentrenel 2006 inaugura un altro showroom a Milano in via della Spigae viene istituita la fondazione Monnalisa.Nel 2009 vengono aperti due nuovi negozi a New York e aSingapore.Oggi, dopo oltre quaranta anni, Monnalisa SpA fa parte di unGruppo con struttura a stella, composto da cinque aziendecollegate, tutte con sede ad Arezzo, culla del Made in Italy e digrandi tradizioni culturali e artistiche italiane.La filosofia di Monnalisa è basata sulla combinazione unica diattività imprenditoriale, innovazione, ricerca di nuovi mercati,styling originale e particolare attenzione allo sviluppo dellerisorse e competenze aziendali.Un mix di know-how e passione che fanno di Monnalisa SpAun‟azienda leader tra le piccole e medie imprese, come dimostrail riconoscimento “Label of the year 2007” ricevuto adAmsterdam in occasione degli European Kids Fashion Awards
  • 82007 e l‟assegnazione dell‟Oscar di Bilancio 2006 assegnato daFerpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana).Monnalisa SpA è leader mondiale nel mercato dell‟abbigliamentoe accessori per bambini. L‟azienda si posiziona in una fascia altadi mercato.Monnalisa è presente in oltre cinquanta Paesi grazie a unaqualificata distribuzione tramite flagship store (Milano – Firenze –Arezzo – Roma – Catania – NewYork – Sydney - Baku), corner eshop in shop nei più esclusivi Department Store e boutiques delmondo. La ripartizione del fatturato è 74% Domestic (UE 17) e26% Overseas.Monnalisa, da sempre impegnata nel sociale soprattutto coniniziative a sostegno del mondo dell‟infanzia, ha costituito nelnovembre 2006 la Fondazione Monnalisa Onlus.Numerosi sono stati i progetti sino a oggi realizzati con ilpatrocinio dei partner locali. La Fondazione credendo che il fineumanitario e l‟utilità sociale siano valori assoluti da tutelare,promuovere e valorizzare, continuerà a incoraggiare e sostenerele attività legate a tali pietre angolari che rappresentano il benesupremo della collettività.1.2 ProdottoL‟eccezionale sinergia tra spirito imprenditoriale, ricerca deldettaglio, apertura globale e knowhow sfociano nel prodottoMonnalisa. Capi ricercati nei dettagli e nelle finiture, prodotti conla cura e la passione che collocano l‟azienda nella fascia alta delmercato.Rigidità del controllo qualità, forte componente simbolica ed ilcontenuto moda sempre attuale e declinato secondo il gusto
  • 9contemporaneo sono così i capisaldi delle sei linee offerte daMonnalisa.E‟ la linea per i più piccoli (da 0 a 36mesi): le parole d‟ordine sono praticitàe allegria. I capi sono semplici, ricercati nella vestibilità in mododa assecondare i movimenti del bambino pur sempre strizzandoun occhio alle fantasie più in voga e al contenuto moda.Novità e carattere, questi valori dettanole regole nell‟ideazione della lineaomonima dedicata alle teen, le preadolescenti (da 2 a 12 anni).La creatività trova ora sfogo in tessuti innovativi dal fortecontenuto moda dotando così la linea di un grande e riconoscibilecarattereLa linea più romantica e delicatadedicata alla cerimonia e a tutte quelleoccasioni raffinate (da 4 a 16 anni).Capi sofisticati, eleganti e freschi.Il prodotto adatto alle ragazze piùattente alle evoluzioni nel panoramadella moda (da 6 a 16 anni), i capi sonostudiati attentamente per assecondare l‟evoluzione dei gusti delleteen più esigenti.Il prodotto sportivo e glamour che tiaccompagna in ogni momento dellagiornata (da 3 mesi a 16 anni): dallascuola al tempo libero, tutto per soli maschietti.
  • 10Esclusivamente dedicato al maschio(da 3 mesi a 12 anni), H3+ si proponecome linea dal retrogusto vintageoffrendoci capi che ricordano un viaggiatore scanzonato grazie aidettagli e alle finiture1.3 PromozioniA parte gli abituali sconti a fine delle due stagioni A/I e P/E,Monnalisa ha un outlet ad Arezzo.Il resto della produzione viene data alla fondazione MonnalisaONLUS, costituita nel novembre 2006.La Fondazione Monnalisa non ha scopo di lucro e persegueesclusivamente finalità d‟interesse collettivo e di solidarietàsociale operando a favore di persone svantaggiate in ragione dicondizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari neiseguenti settori: dell‟assistenza sociale e socio-sanitaria dell‟educazione e formazione della tutela, promozione e valorizzazione dell‟ambiente, delterritorio e della culturaLa Fondazione Monnalisa si pone alcuni obiettivi comepromuovere modelli di comunità responsabili e sostenibili,costituire partnership tra profit-non profit, attuare logiche digovernance partecipata del territorio ed elaborare strategie difund raising a livello nazionale ed internazionale finalizzate alraggiungimento delle proprie finalità.Un grande progetto della fondazione è la realizzazione dellacittadella Aretina della sicurezza stradale cioè intesa comestruttura dotata di spazi aperti e coperti nei quali poter svolgere
  • 11con continuità attività teorico-pratica di educazione e formazionein materia di sicurezza stradale ad ampie fasce di popolazione.La realizzazione di questa struttura si pone alcuni obiettivi comela promozione di una cultura della sicurezza stradale e dellaguida sicura ed il rispetto della propria vita e di quella altrui, lapromozione della cultura della sicurezza, la riduzione significativadellincidentalità, la riduzione dellaccesso al pronto soccorso cioèla riduzione dei ricoveri e la riduzione degli episodi diaggressione alle forze dellordine e degli eventi di caratterepenale.Una nuova iniziativa della fondazione per esempio è statal‟inaugurazione lo scorso 23 di giugno del mercatino solidale nelcentro storico di Arezzo, il ricavato servirà per sostenere iprogetti della comunità aretina tra cui quello di costruire unascensore per il circolo artistico.Quindi ricapitolando le promozioni corrispondono a: OUTLET FONDAZIONE SCONTI (riduzione prezzo) Vendita INTERNET (es.Yoox).
  • 121.4 Analisi della strategia aziendaleL‟identità dell‟impresa rappresenta l‟anima dell‟azienda,quell‟insieme di sensazioni ed emozioni che il brand ha il poteredi evocare perché connaturate in esso. Monnalisa si distinguecome azienda leader nel suo settore grazie a una forte identità diprodotto, il mantenimento di questa riconoscibilità è il risultato diun approccio che ha come punto di partenza un forte impiantovaloriale come guida per le decisioni e le scelte aziendali.La Mission corrisponde all‟esplicitazione delle finalità aziendaliche motivano l‟essere e il divenire dell‟impresa; è lo scopo ultimodell‟organizzazione, la giustificazione stessa della sua esistenza eal tempo stesso ciò che la contraddistingue da tutte le altre.Monnalisa si pone come mission la creazione di valore e valorinel tempo grazie a: un prodotto di qualità, moda e forte identità per i clienti servizio flessibile, affidabile e personalizzato ambiente di lavoro dinamico e sfidante per i dipendenti relazione proficua e continua con i fornitori realtà aziendale sostenibile per i il territorioLa Vision indica la proiezione di uno scenario futuro cherispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivie incentiva all‟azione.La Vision di Monnalisa consiste in: eccellere in innovazione, creatività e praticità d‟uso perconquistare nuovi mercati stimolare all‟interno una managerialità diffusa per affrontarecon successo le sfide della piccola e media impresa familiare
  • 13 espandersi nel mondo a livello produttivo e commerciale,avendo sempre a cuore i valori aziendali e la propria identitàper diffondere una cultura della responsabilità socialeI valori per Monnalisa sono: il rispetto, il dialogo e lapartecipazione, l‟equità, la responsabilità.1.5 Settore moda in ItaliaI dati più recenti disponibili agli utenti sul numero di impreseoperanti nel Sistema Moda in Italia derivano da uno studio dellaCamera di commercio di Milano, la quale conta 107.231 impreseattive al 2009 nel settore inteso come tessile, abbigliamento,concia, pelletteria, calzature e gioielleria.Fonte: Infocamere StockView
  • 14Da come si può evincere dal precedente grafico, il settore checonta il maggior numero d‟imprese attive è quellodell‟abbigliamento (49%), seguito dal tessile (18%), gioielleria(12%), calzature (12%), pelletteria (7%) e concia (3%).Da ormai quarant‟anni l‟Italia è leader praticamenteincontrastato del Sistema Moda, tanto che anche i datidell‟andamento del saldo della bilancia commerciale mostranoquesta predominanza nonostante una fase di ristagno e flessionenei primi cinque anni del 2000.Fonte: rielaborazione The European House Ambrosetti su dati OCSE (Organizzazioneper la Cooperazione e lo Sviluppo economico)Non è presente nel grafico precedente l‟impatto che la crisieconomica del 2008 ha avuto nel settore.1.5.1 Comparto bambinoDal punto di vista “demografico” la moda bimbo italiana ècomposta da oltre 8,4 milioni di unità di età compresanell‟intervallo 0 – 14 anni (I dati risalgono al 1 gennaio 2009)1.Rispetto all‟anno precedente si è registrato un +0,7%, anche se1Gli studi sono stati condotti da Centro Studi Federazione Tessile e Moda.
  • 15bisogna dire che la maggior crescita è data dalla popolazionestraniera presente nel nostro territorio. Questa con più di740.000 bambini rappresenta anche il 9% dei bimbi residenti inItalia.In Italia si contano oltre 1.200 operatori del settoreabbigliamento bambini e più di 7.000 addetti; la prevalenza diquesti sono aziende specializzate di piccole- medie dimensioni,ma non mancano grandi realtà che con grande capacitàmarketing e disponibilità di risorse commercializzano il propriobrand.Secondo le stime del Centro Studi di Milano, il 2009 si ècomunque chiuso con un calo del fatturato pari a un 5,5% e unconseguente valore del venduto al di sotto dei 2,5 miliardi dieuro.Il “reparto” bambino sembra aver attraversato la crisi con minoridifficoltà rispetto al comparto adulto e in generale alle altre areedel settore moda; questo perché si tratta di un‟areacaratterizzata da una minore propensione all‟export e che siaggira intorno al 30% (la media di settore risulta attorno al54%).Anche per quanto riguarda la domanda interna pur essendorisultata negativa non ha visto un calo così vertiginoso, tanto cheè riuscita nell‟intento di contenere gli effetti della crisi globale.La spesa delle famiglie italiane non viene di certo inalterataquando si parla di figli, soprattutto per i più piccoli.È proprio il segmento neonato quello in cui la crisi si è fattasentire di meno; questo è dovuto a un fatto di necessità e aglialti tassi di sostituzione che fisiologicamente caratterizzanoquesta parte del mercato.
  • 16Più penalizzati invece sono i segmenti di abbigliamento siamaschio che femmina e in particolar modo quelli di fascia altaperché maggiormente comprimibili.Se fino a qualche anno fa i genitori limitavano la propria spesa dicapi in tempi di magra, il pessimismo che ha caratterizzato gliitaliani ha visto una diminuzione anche nel guardaroba dei piùpiccoli.Dopo due stagioni Autunno / Inverno piuttosto dinamiche intermini di consumi che hanno portato a un + 2,3% nel2006/2007 e a un + 3,6% nel 2007/2008, come detto inprecedenza la crisi si è fatta sentire anche nel comparto bambini,tanto che si è registrato un -1% a valore corrente.Anche in termini di spesa si è avuta una battuta d‟arresto nell‟A/I2009 con un - 0,2%.Figura 1.5.1: la struttura del sell-out: analisi per fascia di mercato (% sui consumicomplessivi delle famiglie italiane in valore, scorte e consumi extra-familiari esclusi)(stagione Autunno/Inverno 2008-2009).Fonte: rielaborazione dati Centro Studi Federazione Tessile e Moda.
  • 17L‟area che ha risentito maggiormente del calo di spesa (-1,3%) èquella che detiene la maggior parte della quota, ovverol‟abbigliamento bambina.Per quanto riguarda il bambino invece il calo rispetto ad unaquota di mercato del 38% è stata di -0,9%.Nella parte riguardante il neonato (14%) il calo registrato èinferiore allo 0,5%.Nonostante questi dati, il Sistema Moda Italia, ha definitol‟abbigliamento baby e junior come uno dei comparti più “strani”di tutto il settore dell‟abbigliamento, in quanto è talvoltacaratterizzato da acquisti d‟impulso ed è facile il cambiamento disegno in una stagione.È bene precisare che sono cambiate nel corso degli anni anche leabitudini delle mamme; infatti, per molto tempo sono state lorostesse a preparare gli abiti per i propri figli, ma la sempre piùcrescente occupazione femminile, ha cambiato via via la culturaintrinseca e favorito le industrie di abbigliamento bambino.Oggi per cercare il successo si deve considerare ilcomportamento dei piccoli, ma anche quello degli adolescenti chesono influenzati da televisione, internet, social network e sievolvono talmente velocemente che i brand devono tentare dianticipare le mode e non seguirle, perché il “dopo” è troppotardi.Il senso di originalità, l‟anticipazione del trend e la praticità sonouna chiave essenziale per colpire il target di riferimento ossia ilbinomio bambino - genitore.
  • 181.5.2 Cenni mercato europeo e americano del comparto bambinoAnche in ambito europeo e americano, nonostante la crisieconomica, il mercato del bambino si è dimostrato il piùresistente se paragonato alle altre categorie merceologiched‟abbigliamento.Il mercato è oggi influenzato da differenti fattori, quali: Preferenze dei consumatori; Consumers profile; Influenze dei bambini e dei rispettivi genitori sull‟acquistodei prodotti.In futuro si pensa possa dipendere anche da: Investimenti relativi al marchio; Elementi di design; Corporate Social Responsibility dell‟impresa.L‟Europa e gli Stai Uniti d‟America sono i paesi nei qualil‟abbigliamento del bambino è molto più sviluppato che altrove.Infatti, con l‟incremento del reddito familiare e un lieveinnalzamento negli stipendi dei genitori, si arriva a concludereche avendo più disponibilità, le famiglie siano più disponibili aspendere nel mercato dell‟abbigliamento firmato.L‟esplosione dei media, le pubblicità e i viaggi a cui sonosottoposti fin da piccoli, stanno via via creando nei bambini unaconsapevolezza riguardo al fashion, tanto che mostrano neipropri acquisti sempre maggior indipendenza e attenzione.Nonostante anche nella parte neonato ci siano stati deicambiamenti, il “vestitino” tradizionale va per la maggiore,essendo studiato per la praticità; ovviamente può essere
  • 19venduto in differenti forme e colori, ma l‟obiettivo principaleresta inalterato.Il segmento dell‟abbigliamento per bambini è stato testimonenegli ultimi tempi di un alto profilo di designer che si sonosbizzarriti nella creazione di capi presi dal guardaroba degli adultiin modo tale che potessero colpire in un colpo solo sia i figli sia igenitori.1.5.3 Comparto bambino italiano nel 2010“La ripresa del settore moda in Italia ha contagiato anche ilchildrenswear che nel 2010 ha registrato una netta inversione ditendenza. Secondo i dati raccolti ed elaborati da PambiancoStrategie di Impresa, che ha preso in considerazione i fatturatidelle undici più importanti aziende italiane del settore bambino,nel corso dell‟anno appena concluso il giro d‟affari è cresciuto del10,4% passando da € 512 milioni a € 565 milioni”.Nella classifica per dimensioni di fatturato:
  • 201.6 Analisi di bilancio MonnalisaL‟analisi di bilancio effettuata si riferisce ai dati del triennio 2007-2009 in quanto il bilancio 2010 non è ancora stato reso noto.“La redditività rappresenta l’attitudine a generare in mododurevole reddito adeguato ai capitali in essa investiti. E’essenziale che nel tempo, in una prospettiva di medio lungotermine, l’azienda sia in grado di generare ricchezza, risultandocosì remunerativo e conveniente un investimento in essa”.- ROI: Return On InvestmentIl ROI è dato dal rapporto tra reddito operativo e capitaleinvestito netto in percentuale.Esso indica la redditività operativa dell‟azienda, in rapporto aimezzi finanziari impiegati. La misura ottimale dell‟indice, oltreche essere influenzato sensibilmente dal settore di riferimento,dipenderà dal livello corrente dei tassi d‟interesse.- ROE: Return On EquityIl ROE si ottiene dal rapporto tra il risultato d‟esercizio e ilpatrimonio netto in percentuale.Il ROE indica la redditività del patrimonio netto, ovvero il ritornoeconomico dell‟investimento effettuato dai soci dell‟azienda.L‟indice è buono se supera almeno di 3-5 punti il tasso diinflazione, essendo in ogni caso fortemente influenzato dalsettore di riferimento.
  • 21- ROS: Return On SalesIl ROS consiste nel rapporto tra reddito operativo e fatturato inpercentuale.Esso misura la redditività delle vendite in termine di gestionecaratteristica. E‟ un indicatore chiaramente influenzato dalsettore in cui opera l‟azienda.Inoltre il costo dei MEZZI DI TERZI (oneri finanziari su debitionerosi) è pari al 9%, notevolmente inferiore rispetto allacapacità dell‟azienda di generare reddito (ROI), questo significache Monnalisa è in leva finanziaria positiva in pratica si generaun effetto moltiplicatore sulla redditività dei mezzi propri.L‟indice d‟indebitamento è dato dal rapporto tra passivitàconsolidate e correnti e il capitale di finanziamento.L‟indice di autonomia finanziaria è costituito dal rapporto tra imezzi propri e il capitale di finanziamento.I dati sul trend del fatturato delineano la crescita aziendale nelcorso degli anni, ad eccezione dell‟anno 2009 per la nota crisieconomico-finanziaria internazionale. Il dato 2011 è previsionedel risultato che l‟azienda stima di ottenere.
  • 221.7 Cinque forze di PorterNella formulazione di una strategia uno dei passi da compiere èlo studio delle principali peculiarità del settore in cui si opera. Inparticolare nello schema delle 5 forze di Porter elaborato nel1982 si mettono in risalto quali sono i fattori strutturali e lastruttura competitiva all‟interno della quale l‟impresa si trova afare business.Andando con ordine analizzeremo tutti i cinque fattori:1) Concorrenti diretti: Essendo Monnalisa posizionata siaagli occhi dei consumatori, che realmente in un mercato dilusso, il mercato può considerarsi relativamente di nicchia.I prezzi praticati sia dalla stessa impresa sia daicompetitors rispecchiano la reale posizione assunta e laqualità del prodotto. Esso prevede uno studio nei minimidettagli dei particolari che possano rendere piùconfortevole il capo, un arricchimento nei particolari inmodo tale da “distinguersi”, un‟attenta ricerca dei materialie una scrupolosa attività di produzione e confezionedell‟abbigliamento. I concorrenti individuati nel mercatodomestico sono principalmente italiani: Pinco Pallino,
  • 23Simonetta, Miss Blumarine, Armani junior, D&G junior.Solo alcuni di questi si ritrovano come competitors ancheall‟estero nel mercato non domestico. Nel mercatoSudamericano non esistono questi concorrenti.2) Fornitori: Sono rappresentati da tutti coloro che offronoservizi all‟azienda e tra essi si annoverano i façonisti, ifornitori di materie prime, tessuti, accessori e prodottifiniti, i fornitori di servizi dell‟azienda e i consulenti esterni.il potere contrattuale dei fornitori dipende dalle dimensionidell‟impresa rispetto agli stessi.3) Clienti: Per quanto riguarda i clienti di Monnalisa ènecessario fare una distinzione. Infatti, l‟azienda possiedenegozi retail e in questi vende al consumatore finale inmaniera diretta, senza alcun intermediario e nei qualiriesce a tenere sottocontrollo le vendite; ma vende anche anegozi o per meglio dire grandi magazzini multimarca. È ilcaso della Rinascente, di Harrods, della Gallerie Lafayette,ecc…. In entrambi i casi il messaggio dell‟azienda è direttoal proprio cliente finale in quanto deve fare breccia nelcuore del bambino e anche in quello dei genitori. Come
  • 24detto essendo Monnalisa un brand di lusso ovviamente lacapacità di spesa dei consumatori risulta essere medio alta.4) Concorrenti potenziali: I potenziali concorrenti sono tutticoloro che possono entrare a far parte del mercato in cuiMonnalisa opera. Le grandi griffe stanno lanciando anche lalinea bambini. Questo fatto è principalmente dovuto alfatto che nonostante la crisi finanziaria del biennio 2008 –2009 il mercato dell‟abbigliamento per bambini ha sìsentito la crisi, ma in maniera molto più leggera rispettoall‟abbigliamento adulti (soprattutto nei neonati).5) Produttori di beni sostitutivi: Tra i prodotti sostitutivi diun capo d‟abbigliamento bimbi, si possono annoverare:giocattoli, parchi divertimenti (es. Gardaland, EuroDisney),zoo ed eventi culturali (sportivi, musical, circo).1.8 PosizionamentoMonnalisa è riuscita, nel corso degli anni, a posizionarsi nellamente dei consumatori come una brand di lusso per bambine, epiù di recente, anche per bambini. Essa è leader mondiale nellafascia alta di mercato in oltre 50 paesi. I suoi prodotti sonodistribuiti tramite flagship store di proprietà, corner e shop inshop nei più esclusivi Department Store e boutiques.Il prodotto Monnalisa viene percepito come un prodotto diqualità, moda e forte identità. Ciò è ulteriormente rinforzato daun servizio flessibile, affidabile e personalizzato al cliente.Sicuramente da tenere in considerazione il fatto che il settoredell‟abbigliamento per bambini è molto particolare: non devesoddisfare solamente il cliente finale, cioè il bambino, ma anchealtre due generazioni con gusti differenti: i genitori e i nonni. Ed
  • 25è proprio su queste ultime due categorie che Monnalisa devepuntare, facendosi percepire come marchio raffinato e d‟elitè, inquanto solo loro hanno la capacità di spesa necessaria per poteracquistare i prodotti per i loro bambini.Un altro fattore importante, oltre al target di riferimento, èsicuramente il settore: quello del lusso. Il lusso è infatti unmercato molto particolare, che più di tutti gli altri, deve avere unposizionamento chiaro e distinto nella mente dei consumatori. Iconsumatori sono disposti a pagare cifre più elevate per unprodotto di lusso, a patto però che questo sia riconoscibile e cheoffra al contempo qualità percepita. Monnalisa sin dalla suanascita nel 1968 ha lavorato in questo senso. Ha iniziato aprendonegozi monomarca e showrooms dalla forte personalità,continuando poi con la partecipazione a importanti sfilate delsettore, come Pitti Bimbo, e agli European Fashion Awards del2004, dove ha vinto il primo premio. Ora l‟obiettivo èsicuramente l‟espansione all‟estero, dove sono stati di recenteaperti nuove boutiques in luoghi prestigiosi, come ad esempioNew York.I principali competitors italiani sono sostanzialmente due: PincoPallino e Simonetta.Pinco Pallino viene fondata a Bergamo nel 1980 e ad oggi vanta30 flagship stores in tutto il mondo e più di 400 negozimultimarca, molti dei quali nei più importanti DepartmentStores, come Harrods e Sogo. Come Monnalisa, partecipa anumerose iniziative umanitarie in collaborazione con entirinomanti come Unicef e WWF. Vanta inoltre una partnership conWarner Bros, che le ha permesso di creare una collezionededicata ad Harry Potter e una dedicata a Tom e Jerry. La suaespansione all‟estero è rivolta soprattutto alla Russia e ai mercati
  • 26dell‟est, considerando anche Stati Uniti ed Emirati Arabi, ma nonil Sud America.Simonetta nasce nella prima metà degli anni ‟50 a Jesi e prendeil nome da una delle figlie della fondatrice. Negli anni ‟90incomincia ad espandersi nei mercati esteri, spingendo l‟aziendaad operare un processo di differenziazione del prodotto e dibrand extension, creando così più linee differenti. Nel 1998Simonetta decide di sviluppare un settore aziendale dedicato allagestione dei marchi su licenza. Lo stesso anno, dallacollaborazione con la Mistral Spa, nasce la linea BrooksfieldJunior. Nel 2001 viene lanciata la linea Roberto Cavalli Angels(Bambina 2-14 anni), prodotta e distribuita da Simonetta Spa sulicenza mondiale della Roberto Cavalli Spa. Nel 2003 è la volta diRoberto Cavalli Devils (bambino 2-14 anni). Nel 2005 vienesiglato un accordo con il gruppo Tod‟s Spa per la produzione edistribuzione di una linea bambino/a con marchio Fay Junior.Simonetta è oggi presente negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi ein Giappone, ma non in Sudamerica.I principali competitors esteri sono invece Baby Dior, MissBlumarine, Armani Junior e D&G Junior. Tutti questi marchi nonsono altro che linee per bambini del marchio principale, il cuicore bussiness riguarda la produzione di abbigliamento eaccessori per adulti. Essi sono molto forti sul mercatointernazionale grazie al posizionamento di cui godono le lineeprincipali, di cui sfruttano anche la brand awareness e le attivitàpromozionali. Al contempo però nessuno di questi marchi, adeccezione di D&G Junior che è presente a Caracas in Venezuela,ha deciso di espandersi con la linea per bambini in AmericaMeridionale.
  • 27CAPITOLO 2 – Analisi dei paesi del Sud AmericaL‟America Latina ha una superficie complessiva di 18.841.000km2ed è pertanto il quarto continente in termini di superficie e ilquinto in termini di popolazione. Al suo interno si trovanoquindici stati differenti: Argentina Bolivia Brasile Cile Colombia Ecuador Isole Falkland Georgia del Sud & Isole Sandwich meridionali Guyana Guyana Francese Paraguay Perù Suriname Uruguay VenezuelaDi questi procediamo ora all‟analisi solo degli stati presenti sullaterra ferma; infatti, le due isole hanno una superficiedecisamente ridotta e un numero di abitanti irrisorio e non dicruciale importanza ai fini della nostra analisi.
  • 282.1 Argentina2.1.1 Informazioni generaliL‟Argentina è una Repubblica Federale formata da ventitréprovince e un distretto che fungono da stati federati. Essa haconquistato la propria indipendenza dalla Spagna il 9 luglio 1816,ma la Costituzione è entrata per la prima volta in vigore nel1860.Dal 1860 al 1930 vi è stato un boom di immigrazione soprattuttoproveniente dall‟Italia e dalla Spagna in corrispondenza di unasempre maggiore prosperità e crescita dal punto di vistaeconomico (economia volta all‟esportazione). Il positivo trend dicrescita continua anche dopo la metà del „900, quando però siassiste a un cambiamento di linea politico – economico volto alprotezionismo. Contemporaneamente nascono conflitti a livellopolitico che hanno generato una forte instabilità che favorì anchel‟ingresso dei militari al governo; questo periodo è culminato nelcolpo di stato del 24 marzo 1976 quando il generale Videla preseil posto dell‟allora Presidente Péron.Questi furono gli anni della guerra sporca e del conseguentefenomeno dei “Desaparecidos”. I dissidenti e gli oppositori delgoverno militare furono fatti scomparire tramite sequestri, arrestie occultamenti di cadavere che hanno portato problemi a livellodi opinione pubblica (abuso di potere, negazione delle libertà,ecc…). Tutto ciò aggiunto alla sconfitta nel 1982 nella guerradelle Falkland ha portato alla caduta del regime militare e alripristino della democrazia nel 1983.Nei primi anni ‟90 per contrastare l‟iper inflazione il presidenteMenem adottò politiche basate sul mercato con l‟abbattimento
  • 29delle barriere protezioniste e un programma di privatizzazioni.Queste riforme contribuirono ad aumentare gli investimentiprivati internazionali e alla recessione. Il culmine si raggiunsecon la crisi del novembre 2001; nelle settimane successive sisusseguirono quattro presidenti differenti a testimonianza dellainstabilità politico – economica. Il 2 gennaio 2002 l‟Argentina fucostretta ad ammettere l‟impossibilità di far fronte agli impegnieconomici presi con gli altri stati (default).La crisi generò un blocco totale dell‟economia e una crisi diliquidità dell‟intero sistema economico.Verso la fine del 2002 l‟economia iniziò a stabilizzarsi grazie anuove politiche di re-industrializzazione, maggiori esportazioni econsistenti surplus commerciali e fiscali: l‟anno successivo graziea un forte sconto su molte obbligazioni, riuscì a ristrutturare ildebito fino ad un parziale ripianamento con il Fondo MonetarioInternazionale.Al giorno d‟oggi il paese gode di un periodo di alta crescitaeconomica accompagnato e supportato da un miglioramentodella stabilità politica.È dal 2007 che a capo del governo vi è Cristina ElisabetFernández de Kirchner che con il 45,3% ha vinto le ultimeelezioni.2.1.2 GeografiaL‟Argentina confina a ovest e a sud con il Cile, a nord con laBolivia e il Paraguay, a nord-est con il Brasile, a est conlUruguay e lOceano Atlantico. È seconda solo al Brasile comeampiezza del territorio e si colloca in una posizione strategica perciò che riguarda le coste, infatti, si trova tra l‟Oceano Sud
  • 30Atlantico e Sud Pacifico (Stretto di Magellano, Canale di Beagle eil Passaggio di Drake).Il clima argentino è prevalentemente arido.L‟estremità meridionale del paese è nevosa (in inverno glialtopiani della Patagonia sono completamente ricoperti di neve) esi caratterizza per una forte umidità e temperature che d‟estatesi attestano sui 9°C.Nel nord (provincia di Misiones) il clima è piuttosto caldo masoprattutto d‟estate si registrano molte piogge.La Pampa è la regione che presenta un clima più mite econtinentale.La rete stradale si estende per 231.274 km di cui 69.412 kmasfaltati che comprendono anche le super strade che siestendono per 734 km.Per quanto riguarda la rete ferroviaria, essa si protrae all‟incircaper 36.966 km risultando uno dei paesi con più reti ferroviarie almondo. Nel ranking mondiale si piazza all‟ottavo posto secondola stima della Cia.Gli aeroporti presenti nel paese sono 1.141 di cui 156 con lapista asfaltata e 985 con pista erbosa.La rete navigabile ammonta a oltre 11.000 km; i principali portisono : Arroyo Seco, Bahia Blanca, Buenos Aires, La Plata, PuntaColorada, Rosario, San Lorenzo-San Martin, Ushuaia.
  • 312.1.3 PopolazioneSecondo una stima, la popolazione si attesterà nel luglio 2011 a41.769.726 persone rispettivamente suddivise2: 0 – 14 anni  25,4% (5.429.488 uomini/5.181.289 donne) 15 – 64 anni  63,6% (13.253.468 uomini/13.302.530donne) Oltre i 65 anni  11% (1.897.144 uomini/2.706.807donne).Il tasso di crescita previsto è dell‟1,017%; la stima riguardante iltasso di natalità è di 17,54 nascite/1.000 abitanti, mentre iltasso di fertilità previsto è di 2,31 bambini nati/donna.3A tutto ciò è necessario aggiungere anche il dato (previsionale)riguardante il tasso di mortalità infantile in quanto rappresentauno dei problemi a cui si vuole porre rimedio. Il totale medio è di10,81 morti/1.000 nuove vite.4La maggior parte della popolazione è concentrata nelle maggioricittà (in ordine decrescente)5: Buenos Aires (capitale)  12.988 milioni Cordoba  1.493 milioni Rosario  1.231 milioni Mendoza  917.000 San Miguel de Tucuman  831.0002https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/3https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/4https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/5https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  • 32C‟è da registrare purtroppo che una parte della popolazioneargentina, precisamente un 30% nel 2010, si colloca al di sottodella linea di povertà. Questo dato è particolarmente alto neivillaggi periferici e più degradati del paese.2.1.4 Quadro macroeconomico e politicoL‟economia dell‟Argentina si caratterizza per la grande ricchezzadelle risorse naturali, una buona base agricola e una popolazioneperlopiù alfabetizzata che favorisce la “ricchezza”del paese.Essa è uno dei primi paesi al mondo per produzione agricola(mais, soia, frumento, ecc…) e allevamento (bovini, ovini); circail 15% di questi prodotti è destinata all‟esportazione, mentre ilrestante è destinato alle industrie alimentari del paese. LaPampa è in particolare la zona dove si concentra la produzioneagricola e bovina.La pesca non ha molta rilevanza per l‟economia, al contrariodella produzione di gas e petrolio che insieme alla soiacostituiscono una consistente base per l‟economia.Per ciò che riguarda il settore secondario, l‟industriamanifatturiera è quell‟attività che partecipa maggiormente allaformazione del PIL.Il settore terziario con specifico riferimento al turismo, è unarisorsa importante; i turisti provengono da tutto il mondo e inparticolare dall‟America settentrionale e dall‟Europa (Spagna eItalia).Nel primo semestre 2010 i principali indicatori economiciargentini mostrano che l‟economia locale ha superato gli effetti
  • 33della crisi economica internazionale del 2008 che avevacaratterizzato anche buona parte del 2009.I dati ufficiali sull‟evoluzione reale del PIL relativi al primosemestre del 2010 marcano un aumento del 9,4% rispetto alprimo semestre dell‟anno precedente. Il settore dei servizimostra una crescita del 7%, mentre la produzione di benievidenzia una crescita del 12%6.Da questi dati è stato possibile stimare un aumento complessivodel 7 - 8%.Sempre con riferimento ai primi sei mesi del 2010, anche gliinvestimenti ed il consumo hanno avuto una marcata ripresa,infatti sono cresciuti del 16% (investimenti fissi lordi). Le stimeafferenti all‟intero anno si attestano a un +10,8%.Il consumo privato é incrementato del 7%, mentre la spesapubblica del 10%.Per quanto riguarda l‟occupazione, il 2010 mostra un lievemiglioramento rispetto allo stesso dato registrato l‟annoprecedente (46,1% nel 2010 vs 45,9% per il 2009).Il tasso di disoccupazione invece, ha registrato un calo dall´8,8%del II trimestre del 2009 al 7,9% nel II trimestre del 20107,quindi possiamo dire che anche se con un andamento lento, masi prospetta per il paese argentino un miglioramento di anno inanno.6http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/argentina.pdf7http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/argentina.pdf
  • 34Da una visione monetaria l‟Argentina ha cercato di aumentare lostock di riserve che possedeva a fine 2009 attuando una politicadi restrizione alle importazioni.La maggiore preoccupazione per l‟economia del paese, èl‟inflazione. Il crescente aumento dei prezzi è uno dei fattori diincidenza negativa dell‟andamento economico negli ultimi anni.Sono state adottate a questo proposito delle misure percontrastare questo trend negativo; già alla fine del 2007 ilgoverno aveva tentato di rallentare il consistente aumentoattraverso accordi di prezzi siglati con le entità economiche e iprincipali settori di produzione. L‟ agreement prevedeval‟impegno di non aumentare i prezzi dei prodotti pur garantendouno stesso range di offerta; questo ha funzionato per un periodolimitato di tempo. Altri provvedimenti sono stati adottati qualiconcessioni di sussidi per la produzione di generi alimentari,sussidi ai prestatori di servizi pubblici, dazi mobili perl‟esportazione di commodities, ecc…. L‟applicazione di questemisure e la revisione del metodo di calcolo dell‟indice dei prezzial consumo, hanno dato come risultato un tasso di aumento deiprezzi pari al 5,9% secondo i dati ufficiali INDEC (IstitutoNational de Estatistica e Censos) alla chiusura del primosemestre 20108.8La nuova metodologia rileva la variazione dei prezzi in base a un paniere di beni (lalista completa dei suddetti e le modalità di calcolo non sono state mai rese note)limitatamente alla città di Buenos Aires e alle principali località della stessa Provincia diBuenos Aires.
  • 35Con l‟inizio degli anni ‟90 il paese ha deciso di adottareprovvedimenti di liberalizzazione economica e in particolare: Riduzione del livello delle tariffe doganali (ad oggi varianoda uno 0% per i beni strumentali, fino ad un massimo di35% per i beni di consumo). Politica di integrazione regionale nell‟ambito dell‟accordoMercosur e rilancio di negoziati con l‟Unione Europea.In tema di commercio estero, le esportazioni nel resto delmondo, si attestano per il primo semestre 2010 a 32,2 miliardi didollari; questa corrisponde a un +18% rispetto alla stessa cifradell‟anno precedente.Le importazioni nello stesso periodo considerato hanno toccato i24,8 miliardi di dollari corrispondente a un incremento del 43%comparato ai primi sei mesi del 2009.Il saldo della bilancia commerciale resta comunque positivo (7,4miliardi di dollari), marcando un‟importante diminuzione rispettoal 2009 (10 miliardi di dollari) causata dall‟incremento delleimportazioni.
  • 36Per quanto riguarda l‟export del paese, il 31% delle merciriguarda prodotti di origine agricola, il 34% prodotti industriali, il25% materie prime intese sia alimentari che non e il restante10% da combustibili ed energia.Per le importazioni invece, il 32% è formato da beni intermediindustriali, il 21% da macchinari per l‟industria, il 19% dacomponenti industriali, il 12% da beni di consumo e il restante16% distribuito equamente tra autoveicoli e oli – combustibili.Il Mercosur in questo ambito è stato il maggior partnercommerciale conquistando una quota di mercato rispettivamentedel 24% per le esportazioni e del 34% per le importazioni. Inparticolare il Brasile si conferma al primo posto nello scambioimport – export.I paesi Asean (Corea del Sud, Cina, Giappone, India) sono ilsecondo blocco commerciale; al terzo posto si colloca l‟UnioneEuropea dove si registra un saldo positivo per l‟Argentina pari a0,5 miliardi di dollari.
  • 37L‟interscambio Italia – Argentina ha registrato una flessione nel2009, mentre un anno più tardi ha invertito la tendenza a causadell‟incremento delle importazioni di prodotti italiani. Se siconsidera l‟interscambio negli ultimi dieci anni, si è passati da unsostanziale equilibrio (2001) a un saldo negativo per l‟Italia.Le importazioni e le esportazioni sono rispettivamente divise ingrandi comparti così come si può vedere dai grafici seguenti.
  • 38Fonte: INDEC 2010La quota italiana riguardo all‟import argentino è pari al 2,3% e sicolloca in terza posizione nei paesi dell‟Unione Europea, allespalle di Germania e Francia. Il primo paese con una quota del30,7% è il Brasile seguito da Cina (12,4%), USA (11%),Germania (5,5%) Francia (3,4%) e proprio Italia.
  • 39Nella “classifica”dei paesi clienti dell‟Argentina l‟Italia si aggiudicail nono posto alle spalle di Brasile, Cina, Cile, USA, Paesi Bassi,Spagna, Germania e Svizzera e il quarto nell‟ambito della UE.La ripresa economica internazionale post crisi economica globaledel 2008 in aggiunta a una fase positiva del mercato internohanno permesso al paese maggiori importazioni. Proprio perquesto è possibile fare il punto della situazione per cogliere lemaggiori opportunità per la penetrazione commerciale delleimprese italiane in Argentina.Le crescite più rilevanti nel 2010 si sono registrate nellaproduzione di autoveicoli, acciaio e prodotti tessili.
  • 40Secondo i dati INDEC il settore tessile ha registrato unincremento del 24% (primo semestre 2010) rispetto almedesimo periodo dell‟anno precedente. Anche i rispettivisottosettori hanno manifestato un trend positivo: La produzione di tessuti è aumentata del 23,9%; La produzione di filati di cotone è aumentata del 24,3%; La produzione di fibre artificiali e sintetiche è aumentata del99,6%. Questa però aveva avuto ingenti cali negli anniprecedenti.Da qualche anno il settore mostra rilevanti progressi nella qualitàe tecnica di produzione; questo è avvenuto grazie adinvestimenti ad hoc che hanno sviluppato, modernizzato eampliato la capacità tecnico – produttiva.Vista la previsione di un aumento della domanda, si prospettache saranno necessari ulteriori investimenti in telai, macchineper la filatura, macchine per cucire e ecc… in modo tale daraggiungere un equilibrio tra efficienza ed efficacia.È dal 1992 che l‟Argentina ha adottato un sistema di tariffearmonizzato che segue le direttive del GATT (General AgreementTariffs and Trade) Classification Code. Questo prevede dazidoganali variabili a seconda del valore aggiunto (tra lo 0% e il35%) sul valore del CIF (Cost Insurance Freight). Il livello mediasi attesta circa al 17%.Dal 1995 l‟Argentina ha adottato la tariffa esterna comune delMercosur all‟incirca per l‟85% delle voci doganali; è da registrareche i dazi sono inferiori alla tariffa comune per tutti quei paesiche hanno siglato l‟accordo Mercosur.
  • 41Una tariffa pari allo 0% è già applicata a quei beni non prodottiall‟interno del Mercosur e per altri articoli “dichiarati comespeciali” come libri, giornali, derivati petroliferi, ecc….In alcuni settori (es. Elettrodomestici, calzature, ecc…) sial‟Argentina che il Brasile possono decidere di applicare la clausoladi salvaguardia denominata “Adattamento Competitivo” cheprevede di riprogrammare le riduzioni tariffarie previste inorigine e di limitare temporaneamente le quantità di beni.La maggior parte delle tariffe viene applicata Ad valorem, ma peri settori sensibili quali tessile, calzaturiero, giocattoli vieneapplicato un dazio specifico (DIEM  dazio minimo specificoall‟importazione). Fanno eccezione le merci prodotte nell‟areaMercosur.Per le importazioni provenienti da qualsiasi paese d‟origine èinoltre applicata sul valore CIF + dazio un‟ulteriore tassa distatistica pari allo 0,5%.Nel momento dello sdoganamento merci è previsto il pagamentodell‟IVA (21%).Sono assolutamente vietate le importazioni di capid‟abbigliamento usati ad esclusione delle donazioni (ResoluciónNº 635/2005).I documenti richiesti per l‟importazione di prodottid‟abbigliamento in Argentina da un paese UE sono9: Dichiarazione doganale di importazione; Dichiarazione di Valore in Dogana; Fattura Commerciale;9http://mkaccdb.eu.int
  • 42 Fattura Pro Forma; Certificato di origine; Packing List; Lettera di vettura; Polizza di carico; Registrazione dell‟importatore con la Direzione generaledelle dogane; Tax Payer codice di registrazione.Ultimamente le procedure burocratiche stanno causandoaddizionali problemi agli importatori in quanto sono stateintrodotte ulteriori normative quali ad esempio il “canale viola”atto a controllare i prezzi dichiarati dei manufatti di largoconsumo e l‟obbligo di licenza non automatica per l‟importazionedi giocattoli, calzature, accessori di abbigliamento e altrimanufatti in pelle.Molte di queste restrizioni sono state adottate come misure disicurezza per contenere l‟invasione commerciale cinese, ma inrealtà hanno danneggiato anche i flussi di merce provenientianche da altri paesi, creando una situazione di incertezza per gliimportatori che si sono visti rilasciare la licenza dopo sessantagiorni.
  • 432.2 Bolivia2.2.1 Informazioni generaliLa Bolivia è una Repubblica presidenziale divisa in novedipartimenti a sua volta ulteriormente scomposti in province.Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/BoliviaDal gennaio 2009, ovvero con l‟approvazione della nuovacostituzione boliviana, la capitale “unica” è Sucre10(precedentemente lo era solo in veste costituzionale ma nonamministrativa); precedentemente la capitale amministrativa eraLa Paz, dove tuttora ha sede il Governo.L‟indipendenza dalla Spagna è stata conquistata il 6 agosto1825, mentre di recente (2009) è stata modificata la costituzionegià precedentemente in vigore.La situazione politica della Bolivia è cambiata in particolare dal2006 con l‟elezione del Presidente della Repubblica Evo Morales.10República de Bolivia - Constitución de 2009 (art.6)
  • 44Il suo governo si è distinto per la grande apertura verso lapopolazione indigena e le classi sociale storicamente emarginate,la nazionalizzazione di numerose imprese nel campo tecnologicoe delle comunicazioni e l‟approvazione della nuova costituzione(CPE) che è entrata in vigore nel 2009. I cambi nella politicainterna del paese sono stati fruttiferi, tanto che Morales anchealle elezioni del 2009 è stato confermato Presidente dello StatoPlurinazionale di Bolivia11con un 64% di voti.Sul fronte internazionale i rapporti con gli Stati Uniti12sonopiuttosto tesi a causa dell‟atteggiamento di dialogo nei confrontidei produttori di coca e delle strette relazioni che Morales hastretto con Cuba (Fidel Castro) e Venezuela (Hugo Chávez).La Bolivia ha deciso di avere rapporti “privilegiati” con tutti ipaesi “ALBA” 13oltre che alla Russia, sostenendo inoltre unavvicinamento politico all‟ Iran dopo aver interrotto tutte lerelazioni con Israele.Nei rapporti con l‟Unione Europea il paese si mostra critico versola decisione della UE di avviare negoziati commerciali“multiparties” con i paesi della comunità Andina (CAN).Una questione irrisolta è costituita dallo sbocco al mare con ilCile: il governo vorrebbe almeno un trattamento preferenziale suuno dei porti cileni (Arica o Iquique); questo per avere un canale11Questa denominazione ufficiale è stata introdotta con la nuova costituzione del2009.12Gli stati uniti sono impegnati in Bolivia con un programma”Coca zero”che prevede ladistruzione delle coltivazioni di coca.13Alianza Bolivariana para América Latina y el Caribe (ALBA) è un progetto dicooperazione politica, sociale ed economica tra i paesi dellAmerica Latina ed i paesicaraibici, promossa dal Venezuela e da Cuba. Laggettivo”Bolivariana”si riferisce algenerale Simon Bolivar, eroe della liberazione di diversi paesi sudamericani dalcolonialismo spagnolo.
  • 45diretto per le esportazioni. Il governo boliviano ha deciso diavviare comunque dei contatti per un eventuale sboccosull‟Atlantico attivandosi con l‟Uruguay per il Porto di NuevaPalmira.2.2.2 GeografiaLa Bolivia confina sia a nord che ad est con il Brasile, a sud conArgentina e Paraguay e a Ovest con Perù e Cile; è l‟unico paesedel Sud America a non avere sbocchi sul mare.Il clima riflette la varietà morfologica del paese.La regione andina, con i suoi rilievi montuosi non risentedell‟influsso dell‟oceano e si caratterizza per temperature freddeche variano dai 7 °C ai 10 °C.Più temperato e caldo il clima verso est, dove avvicinandosi aibassopiani amazzonici la temperatura media annua è di circa26°C.La rete stradale si estende per 13.602 km di cui solamente 4.990km asfaltate senza considerare le reti urbane.Per quanto riguarda la rete ferroviaria, essa si protrae all‟incircaper 3.652 km.Gli aeroporti presenti nel paese sono 881 di cui 16 con la pistaasfaltata e 865 con pista erbosa.Le vie navigabili all‟interno del paese ammontano a 10.000 kmpur non avendo sbocchi diretti sul mare.
  • 462.2.3 PopolazioneLa stima della CIA sulla popolazione boliviana per il luglio 2011 èdi 10.118.683 unità rispettivamente suddivise14: 0 – 14 anni  28,5% (1.785.453 uomini/1.719.173 donne) 15 – 64 anni  65,1% (3.014.419 uomini/3.129.942 donne) Oltre i 65 anni  6,4% (207.792 uomini /261.904 donne)Il tasso di crescita previsto è dell‟1,694%; la stima riguardante iltasso di natalità è di 24,71 nascite/1.000 abitanti, mentre iltasso di fertilità previsto è di 3 bambini nati/donna15.La stima del tasso di mortalità infantile si attesta ad un42,16/1.000 nuove nascite rispettivamente suddivisi tra maschi(45,95) e femmine (38,18). Questo dato è molto alto comparatoad altri paesi dell‟America Latina.Altro dato non di certo confortante è rappresentato dal 30,3% dipopolazione (al 2009) sotto la soglia di povertà.Le città più popolate (al 2009) sono (in ordine decrescente)16: La Paz  1.642 milioni Santa Cruz 1.584 milioni Sucre (capitale)  281.0002.2.4 Quadro macroeconomico e politicoI primi anni dell‟era Morales sono stati caratterizzati da unapolitica economica volta ad ottenere buoni risultati dal punto divista macro.14https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/15https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/16https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  • 47Il rafforzamento della valuta (boliviano) rispetto al dollaroamericano (condotto fino a fine 2008) è stato usato in chiaveanti – inflazionistica; anche se ha avuto ripercussioni negativeper gli esportatori, il sacrificio è servito a stabilizzare il rapportodi cambio tra le due monete.Il timore di ulteriori nazionalizzazioni e la sospensione del regimedi preferenza tariffaria con gli States, abbinato a problemi irrisoltie a rischi legati a scontri interni al paese hanno via via sfavoritogli investimenti privati nel paese, causato anche dalla crisieconomica globale.I piani prefissati dal governo mirati alla costruzione diinfrastrutture e di nuovi posti di lavoro e quindi di deficit –spending si sono dovuti ridimensionare a causa di una riduzionedelle entrate fiscali in special modo derivante dagli idrocarburi(riduzione del prezzo dovuta ad un calo della domanda). Percapire le conseguenze delle variazioni dei prezzi delle attività diestrazione sul PIL bisogna tenere in considerazione che il settoreindustriale incide solo per un 12% nel PIL (nel 1994 16%)mentre quello dell‟attività estrattiva è passato nello stessoperiodo da un 5% a un 9%.Secondo le previsioni pubblicate da “The Economist IntellingenceUnit” nei prossimi due anni la carenza di investimenti privatilimiterà la crescita economica del paese e la creazione di nuoviposti di lavoro.
  • 48È da molto tempo che la politica monetaria della Bolivia subiscemini svalutazioni e mini rivalutazioni della propria moneta. Con lapolitica di Morales (caratterizzata da un apprezzamento delboliviano sul dollaro) si è voluto sostenere una sorta di“bolivianizzazione” dell‟economia in contrapposizione a una“dollarizzazione”.
  • 49Secondo “l‟Istituto boliviano de Comercio Exterior” (IBCE) labassa quotazione del dollaro ha solamente complicato le coseperché all‟estero i prodotti di origine boliviana vengono pagati dipiù e al contrario in Bolivia costa meno importare prodottidall‟estero.Secondo i dati dell‟Istituto Nazionale di Statistica (INE)l‟inflazione accumulata da gennaio a giugno 2010 è dello 0,43%,in linea con quella dello scorso anno che era si era chiuso con unindice dei prezzi al consumo (IPC) dello 0,26% (-97,8% rispettoal 2008), il più basso di sempre ed insieme al Perù il più bassodel Sudamerica17.Si può dire che sono lontani gli anni ‟80 dove la Bolivia eracaratterizzata da iper inflazione (33%).Sebbene la Bolivia stia cercando di rimettere in moto un sistemadi stabilità sociale – politico – economica, le complicanzeburocratiche e un eccessivo rigore in materia di lavoro, mettonosull‟attenti molti imprenditori sulla vera convenienza diinvestimento in questo paese.17http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/bolivia.pdf
  • 50La Bolivia esporta in maggiori quantità materie prime(idrocarburi e minerali), mentre solo in maniera più gradualemanufatti; proprio per questo motivo nel primo semestre 2010ha potuto godere dell‟aumento dei prezzi internazionali sullematerie prime sebbene venisse rilevato un calo nei volumiesportati.Secondo il Ministero di Sviluppo Produttivo ed Economia Pluraleda gennaio a maggio del 2010 il valore delle esportazioni si èincrementato del 28,42% rispetto allo stesso periodo del 2009,ponendosi su livelli prossimi a quelli registrati nel 200818.I paesi verso cui sono rivolte le esportazioni (al 2009) sono: Brasile 31,47% Corea del Sud 9,34% Argentina 8,15%Ai piedi del podio si collocano USA (7,72%), Giappone (5,73%) eVenezuela (5,64%).Le importazioni provengono principalmente da Brasile, ArgentinaStati Uniti e Giappone; i beni oggetto di scambio inveceriguardano prodotti chimici, cuoio, pelli e prodotti alimentari.Dal 2008 si sono verificati diversi cambiamenti nella politicaestera tanto che ad oggi la Bolivia sta rimanendo isolata a causadella sua “chiusura” dalla maggior parte delle iniziative regionalie dagli accordi internazionali19.18http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/bolivia.pdf19Il Paese ha dapprima rifiutato di negoziare un Trattato di Libero Commercio (TLC)con gli Stati Uniti, come hanno fatto molti Paesi sudamericani (Colombia, Ecuador,Perù), successivamente ha perso i vantaggi dell‟Accordo ATPDEA e poi ha oppostoriserve sulla possibilità di sottoscrivere un rapporto di Associazione CAN-UE, cheprevedeva al suo interno anche un parte commerciale.
  • 51Dai dati ISTAT afferenti al primo quadrimestre 2010 l‟exportdell‟Italia verso la Bolivia è calato rispetto allo stesso periododell‟anno precedente e principalmente riguardano macchinari eautoveicoli.Al contrario le esportazioni della Bolivia in direzione dell‟Italiariguardano prodotti di nicchia come lupini, cuoio e macadamia.Fonte: Elaborazione ICE su dati ISTATDall‟aprile 2008 è entrato in vigore “Arancel Aduanero deImportaciones” ovvero il testo che classifica le merci dei paesimembri della Comunità Andina (CAN). La modifica è stataapportata al fine di proteggere la produzione locale e omologare idazi doganali a quelli della CAN e del Mercosur.È da sottolineare che tutti i beni che entrano sul territorioboliviano sono maggiorati di un 13% dovuto all‟imposta sulvalore aggiunto. Ai fini contabili viene valutato il tasso nominalepari a un 14,94% sulla base imponibile rispettivamente formatada CIF frontiera o CIF Dogana aggiunte a altre pendenze nonfatturate ma obbligatorie per lo sdoganamento merci.
  • 52La Bolivia, tramite il Decreto Supremo 22.410 riguardante ilregime delle Zone Franche Industriali e Commerciali, hadecretato delle Zone Franche per permettere l‟importazione diprodotti a cui verrà aggiunta un‟ulteriore lavorazione prima diessere nuovamente esportati.Queste aree godono di esenzioni quali: Esenzione dal 100% dei dazi doganali; Esenzione dal 100% dell‟IVA (sia sulle merci importate chesulle transazioni entro la zona franca); Esenzione dal 100% dell‟imposta sulla proprietà di beniimmobili e veicoli a motore.Le Zone Franche (ZF) possono essere di due tipologie:1) Commerciali: dove è lecita l‟introduzione di merci che perònon potranno essere trasformate. È consentita la loropermanenza senza limiti di tempo; sono permesse leprocedure di divisione, raggruppamento, confezionamento,ecc….2) Industriali: dove si svolgono attività di produzione,assemblaggio, perfezionamento a patto che vengano poireimportate, importate nel territorio doganale nazionale oesportate.Ad oggi esistono Zone Franche nelle seguenti città20: Cobija; Cochabamba: ZF Industriale e ZF Commerciale; Desaguadero: ZF Commerciale (ZOFRADESA); Guayaramerin;20http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/bolivia.pdf
  • 53 La Paz: ZF Industriale (GIT) e ZF Commerciale (GIT); Oruro: ZF Commerciale (ZOFRAOR); Porto Aguirre: ZF Commerciale; Puerto Suarez: ZF Commerciale (ZOFRAMAQ); San Matías; Santa Cruz: due ZF Commerciali (GIT e Winner); Villazón : ZF Commerciale; Yacuiba: ZF Commerciale.
  • 542.3 Brasile2.3.1 Informazioni generaliIl Brasile è una repubblica federale democratica dell‟Americameridionale e il suo nome ufficiale in portoghese è RepùblicaFederativa do Brasil. Esso è diviso in ventisei stati federati, piùun distretto federale in cui si trova la capitale, Brasilia, che è unostato autonomo. La capitale è però meno considerata rispettoalle ben più famose San Paolo, settimana città al mondo perpopolazione con 11.244.369 abitanti, e Rio de Janeiro, principalemeta turistica famosa per il suo carnevale. Altre città importantisono: Belo Horizonte, Salvador, Fortaleza, Recife, Curitiba, PortoAlegre, Manaus, Belém e Goiana.La lingua ufficiale è il portoghese, ma molto diffuso è anche lospagnolo. Lingue minori sono il tedesco e l‟italiano, parlati danumerose comunità del sud, e 180 lingue minori dei nativiamericani, parlate da circa 460.000 indios.La religione predominante è quella cattolica (73,6%), seguitadal protestantesimo (15,4%) e da altre religioni minori (11%).La valuta ufficiale è il real brasiliano.
  • 55La scoperta del Brasile avvenne il 22 aprile del 1500, quandol‟esploratore Cabral attraccò nella zona di Porto Seguro, nellostato di Bahia. La colonizzazione vera e propria però iniziò solo30 anni più tardi, quando De Sousa fondò Sao Vicente. Nel 1533,il re del Portogallo Giovanni III, divise il Brasile in 12 territori, difatto feudi, e li affidò a nobili affidatari. Ci furono poi alcunitentativi di colonizzazione anche da parte di francesi e olandesi,che vennero successivamente cacciati. Nel XVII secolo, conl‟introduzione delle coltivazioni di tabacco e canna da zucchero,fecero il loro ingresso nel paese anche numerosi schiavi africani.Successivamente venne scoperto anche l‟oro, cosa che attirò inmassa gli olandesi, che riuscirono a fondare il Brasile Olandese,scioltosi poi nel 1661. Durante tutto il corso del 1700 siassistette a numerose rivolte e tentativi di resistenza da parte diindigeni e olandesi emigrati che aspiravano all‟indipendenza.Questo portò all‟abolizione della schiavitù degli indios nel 1775.Nel 1807, Napoleone Bonaparte invase con le sue truppe ilBrasile e costrinse il re a tornare in Portogallo. Questo lasciò lacolonia nelle mani del figlio Pietro I, che dichiarò l‟indipendenza il7 settembre 1822, trasformando il Brasile in una monarchiacostituzionale con a capo lui stesso. Dal 1850 al 1852 il Brasile sialleò con l‟Uruguay contro l‟argentina, contribuendo a favorire lacaduta del dittatore. Nel 1888 venne abolita la schiavitù e nel1889 il re dovette abdicare a seguito di una rivoluzione. Il Brasiledivenne così una repubblica con costituzione federale. Il primopresidente, De Fonseca, puntò soprattutto sulle esportazione delcaffè e dovette affrontare la depressione economica intervenutaa seguito del crollo dei prezzi dello stesso. Nel 1934 prese ilpotere Vargas, che istaurò una dittatura di ispirazione fascista, erimase al potere fino al 1954, quando fu spinto al suicidio. Inseguito il paese visse una fase di governo democratico, la
  • 56capitale divenne Brasilia nel 1960 e ci fu una forte crisieconomica data dalla forte inflazione. Nel 1964 ci fu un nuovocolpo di stato che istaurò nuovamente un regime dittatoriale finoal 1984. Nel 1991 il Brasile diede vita all‟alleanza economicaMercosur con Argentina, Uruguay e Paraguay. Nel 2002 venneeletto Lula da Silva, che contribuì alla crescita economica delpaese in modo esponenziale e attuò il piano di aiuti per i piùpoveri “bolsa familia”. Nel 2010 è stata infine eletta una donnadel partito operaio: Dilma Rousseff.2.3.2 GeografiaLa superficie totale del paese è di 8.514.876 km2e lapopolazione totale stimata al 2011 è di 191.676.876 abitanti (23abitanti per km2). Il Brasile è lo stato di maggiori dimensionidell‟America meridionale e vanta numerosi confini: a nord conColombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese; asud con Uruguay; a ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia ePerù; a est con Oceano Atlantico. Da un punto di vista geograficolo stato è diviso in 5 grandi regioni geografiche, usate solo a finestatistici e non amministrativi: nord, nord-est, sud-est, sud ecentro-ovest.
  • 57La regione più popolosa risulta essere quella in rosso, il sud-est,dove sono collocate Rio de Janeiro e San Paolo. Di grandeimpatto naturalistico risulta essere la grande regione deglialtopiani, che comprende l‟altopiano del Brasile e il Mato Grossoed è situata a sud della foresta amazzonica. Gli altopiani sonoformati da rocce antiche ricoperte di arenarie o di calcare aovest, mentre a est, verso la costa, sono formati da rilievigranitici dalla cime arrotondate chiamati “pan di zucchero”.Lungo la costa si trova anche una stretta fascia pianeggiante. Ilfiume più importante è il Rio delle Amazzoni, che attraversa laforesta amazzonica. Rilevanti sono anche le 275 cascate chescendono da varie altezze per circa 4 km all‟interno del ParcoNazionale dell‟Iguazù.Essendo uno stato molto esteso, il clima varia al variare dellalatitudine e della longitudine. La denominazione delle stagioni èquella dell‟emisfero sud, invertita dunque rispetto all‟Italia, e alsuo interno si distinguono sei zone climatiche: equatoriale,tropicale, subtropicale, semiarida, temperata e tropicale dialtitudine. La temperatura media annuale è di circa 28° nel norde di 20° nel sud.
  • 582.3.3 PopolazioneLa popolazione brasiliana discende da numerosi gruppi etnici: gliindios, i coloni portoghesi, gli schiavi africani e diversi gruppi dimigranti (principalmente italiani, ma anche tedeschi, spagnoli,giapponesi e siriano-libanesi). La popolazione è così divisa:49,7% bianchi, 42,6% mulatti e meticci, 6,9% neri, 0,5% asiaticie 0,3% indios. Le etnie non sono tuttavia distribuiteuniformemente sul territorio: i bianchi si trovano in tutto il paesema sono più concentrati al sud, i neri sono principalmenteconcentrati nelle regioni dove un tempo lavoravano (quellecentrali e costiere) mentre gli indios sono prevalentemente alnord. Il 15% della popolazione è di origine italiana (circa 25milapersone) e rappresenta la più numerose popolazione di emigratiitaliani in tutto il mondo. Questi si concentrano soprattutto aSan Paolo (32,5% dell‟intera popolazione è italiana), ma anche aParanà, Rio Grande do Sul e Santa Catarina.Il tasso di fertilità è elevato (2,11 neonati per donna), così comequello di mortalità infantile (22,58 morti/1.000 nati vivi). Lacrescita della popolazione stimata per il 2011 è tuttavia positiva(+ 1,2%) e l‟aspettativa di vita stimata è la più alta delSudamerica (73,11 anni). La distribuzione della popolazione peretà è così composta: il 36,4% ha tra 0 e 14 anni, il 59,3% ha tra15 e 64 anni e il 4,3% ha 65 anni o più.2.3.4 Quadro macroeconomico e politicoLa priorità della politica estera brasiliana resta il rafforzamentodel MERCOSUR, mentre sembra essere stato relegato in secondopiano il progetto di integrazione regionale che prevede lacreazione della Free-Trade Area of the Americas. L‟ex presidente
  • 59Lula, grazie al consenso ottenuto dalla popolazione, ha miglioratoanche i rapporti con il presidente venezuelano Chavez, firmandoa febbraio del 2007 un‟alleanza strategica basata su accordiprivilegiati in vari settori economici, e con il presidente degli StatiUniti Obama, firmando un accordo sulla fornitura dell‟etanolo.L‟attuale presidentessa Roussef, salita a fine 2010, si staconquistando le simpatie della popolazione grazie alla ricerca dinuovi accordi vantaggiosi con altri paesi e ciò rende il rischiopolitico del Brasile sicuramente basso.Il rischio economico è medio. Nella prima metà del 2010 ilBrasile ha consolidato la fase di crescita iniziata a fine 2009,rafforzando così il proprio ruolo emergente all‟internodell‟economia mondiale. Nel primo semestre 2010 si registra unacrescita dell‟attività economica del 4,6% rispetto al secondosemestre del 2009 e del 8,8% rispetto al primo semestre 2009.Le componenti interne hanno contribuito in senso positivo: iconsumi della famiglie, che rappresentano oltre il 60% del PIL,hanno continuato la fase espansiva che li aveva contraddistinti inprecedenza, la spesa per consumi delle amministrazionipubbliche ha registrato un tasso di crescita (+8% rispettoall‟anno precedente) e gli investimenti a capitale fisso sono
  • 60aumentati del 26,4% rispetto al 2009. Purtroppo la componenteestera continua a fornire un contributo negativo del PIL: leimportazioni sono aumentate del 22,6% mentre le esportazionisolo del 4,4%. Grazie alle tempestive misure governative anti-crisi, unite alla ripresa economica mondiale, l‟economia brasilianaè riuscita ad uscire della crisi più velocemente di altre. Iprincipali operatori di mercato prevedono inoltre che, una voltaesauritasi l‟attuale fase di forte recupero ciclico della crisieconomica, il prodotto continuerà a espandersi a tassi elevati(circa 5%). Nei primi sei mesi del 2010 sono stati creati unmilione e mezzo di posti di lavoro, volti a ridurre ladisoccupazione. Anche grazie a questo, più di tre milioni dibrasiliani (46,5%) sono entrati nella classe C, la classe mediabrasiliana, con un reddito familiare compreso tra 500 e 2200euro circa.Sul fronte dei prezzi, l‟inflazione è aumentata nel corso del 2010a causa di fenomeni stagionali (come l‟aumento del prezzo deitrasporti pubblici) e a causa dell‟impatto avverso delle condizionemeteorologiche sui prezzi dei prodotti agricoli. Per il 2011 èprevista una leggera diminuzione dell‟inflazione 5% a 4,9%.Il rischio finanziario e operativo è medio. Per quanto concerne ilmercato azionario, il rallentamento dei flussi internazionali si èriflesso si è riflesso negativamente sulla borsa di San Paolo,provocando una diminuzione di più del 4% in valuta locale nelcorso del 2010. Nonostante ciò è prevista una ripresa nel 2011,opinione rafforzata dal fatto che il rischio paese si è ormaiassestato su livelli di poco inferiori ai 200 punti base (durante lacrisi aveva raggiunti picchi di 700 punti base). Anche la solvibilitàsul fronte estero è garantita dell‟ingente stock di riserve, chehanno ormai superato i 260 miliardi di dollari.
  • 61Il forte apprezzamento del real nel 2010 (+22,5%), insieme allacrescita economica accelerata, stanno favorendo le importazionidall‟estero e rendono il Brasile un mercato di sbocco di estremointeresse. L‟ex presidente Lula ha difeso il libero commercio,evitando di introdurre pratiche protezionistiche per far fronte allacrisi, e ha stipulato un accordo con l‟Unione Europea atto atrovare un equilibrio tra la liberalizzazione dei prodotti industrialieuropei e quella dei prodotti agricoli brasiliani. Le fusioni eacquisizioni verificatesi in Brasile hanno poi portato allacostituzione di grandi imprese in grado di primeggiare sulmercato interno e di competere su quello internazionale. Tra isettori più sviluppati troviamo quello minerario, dell‟acciaio,aeronautico, dell‟energia, bancario e alimentare. Nel complesso ilBrasile resta ancora fortemente esposto alle dinamiche dei prezzie della domanda internazionale delle proprie materie prime, checontinuano a rappresentare la fetta più consistente dell‟export(43,4%). Il Brasile soffre soltanto la concorrenza dei manufatticinesi sia sul mercato interno che nei tradizionali mercati disbocco del Mercosur.La tutela giuridica interna, sebbene persistano alcune difficoltàburocratiche per l‟investitore straniero, è soddisfacente. Tra ledifficoltà troviamo: settore doganale, visti di lavoro, fitosanitaria,burocrazia in genere. Gli operatori lamentano anche unatendenza della magistratura a favorire le aziende locali. Tuttaviain caso di progetti validi e ben impostati lo stato appoggia gliinvestitori esteri anche con finanziamenti agevolati e incentivifiscali.L‟Italia è il terzo partner commerciale europeo dopo Germania eFrancia, con un interscambio annuale complessivo di 8200
  • 62milioni di dollari. La quota di mercato delle esportazioni italiane èlievemente diminuita nel 2010, passando da 2,96% a 2,71%.Le importazioni di beni dall‟Italia continuano a concernere queisettori famosi per il “Made in Italy”, tra cui meccanicastrumentale e altri prodotti a media tecnologia.
  • 632.4 Cile2.4.1 Informazioni generaliIl Cile è una Repubblica presidenziale composta da diciassetteregioni. Esso si trova nel sud ovest del continente sud americanoin una parte di territorio conosciuta come Chile continental.L‟indipendenza dello stato Cileno dalla Spagna risale alla primametà del XIX secolo, più precisamente al 12 febbraio 1818; laprima costituzione venne invece promulgata nel 1825 e diedevita alla Repubblica Presidenziale.Alla repubblica seguì un periodo di dittatura sotto il RegimePinochet, per poi tornare ad una forma di governo democraticacome la Repubblica Presidenziale.Il ballottaggio elettorale del gennaio 2010 ha visto l‟ascesa alpotere del candidato del centro – destra Sebastian Piñera dopoventi anni di governo dei partiti alleati di centro – sinistra.2.4.2 GeografiaIl Cile confina a nord con il Perù, ad est con la Bolivia el‟Argentina e a sud con il Passaggio di Drake. Il paese è inpossesso anche di territori insulari come l‟Isola di Pasqua, leIsole Juan Fernández, Sala y Gómez e le Isole Desventuradas;proprio per la sua varia estensione può essere considerato tri -continentale (Sud America, Antartide e Oceania).Data la sua particolare conformazione territoriale, presentanotevoli variazioni climatiche. La regione settentrionale è quasicompletamente desertica ed una delle più aride del globo.
  • 64Le temperature medie nelle regioni di Antofagasta e Santiago,sono rispettivamente di 20,6 °C e 19,5 °C a gennaio e 14°C e8°C a luglio.L‟area centrale del paese si caratterizza per un clima di tipomediterraneo, con inverni miti ed estati fresche.Al sud le regioni sono caratterizzate da tempeste cicloniche eforti venti, distinguendosi per essere le zone più fredda del Cile.La rete stradale si estende per 80.505 km (non tutta asfaltata) dicui approssimativamente 4.000 km di austostrada.Per quanto riguarda la rete ferroviaria, essa si protrae all‟incircaper 5.483 km.Gli aeroporti presenti all‟interno del paese sono 366 di cui 84con la pista asfaltata tra cui l‟aeroporto intercontinentale diSantiago, quello di Punta Arenas, Iquique, Mataveri (Isola diPasqua) Concepción e Carriel Sur; i restanti 282 sono di pistaerbosa.La rete navigabile ammonta a 725 km, mentre i porti sono (danord a sud): Arica, Iquique, Mejillones, Antofagasta, Caldera,Coquimbo, Ventanas, Valparaíso, San Antonio, Lirquén,Talcahuano-San Vicente, Coronel, Valdivia, Puerto Montt,Quellón, Puerto Chacabuco, Punta Arenas e Puerto Williams.2.4.3 PopolazioneIl Cile presenta un‟omogeneità dal punto di vista etnico infatti il95% della popolazione è di origine europea.
  • 65Secondo una stima, la popolazione raggiungerà a luglio 2011 le16.888.760 unità rispettivamente divise21: 0 – 14 anni  22,3% (1.928.210 uomini/1.840.839 donne) 15 – 64 anni  68,1% (5.751.091 uomini/5.744.014donne) 65 anni e oltre  9,6% (680.450 uomini/944.156 donne).Il tasso di crescita previsto per quest‟anno è di 0,836%; la stimariguardante il tasso di natalità si attesta a 14,33 nascite/1000abitanti, mentre il tasso di fertilità previsto è di 1,88 bambininati/donna22.Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/CileDalla precedente figura si nota come le prospettive di crescitadella popolazione siano positive, anche se non prevedono unvero e proprio boom.21https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/22https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  • 66Dato negativo da evidenziare è il tasso di mortalità infantile(7,34 morti/1.000 nascite).La maggior parte della popolazione è concentrata nei centriabitati e in particolare nelle città di più grandi dimensioni (inordine decrescente23): Santiago (capitale)  5.883 milioni Valparaiso  865.000 Conception  740.9362.4.4 Quadro macroeconomico e politicoL‟economia cilena è riconosciuta oggi a livello internazionalecome una delle più solide dell‟America Meridionale. Durante lasua storia non è andata sempre così, anzi ha passato periodi dicrisi alternati da altri di crescita ed espansione economica.Nel lasso di tempo della dittatura militare di Pinochet, vigeva unapolitica contemporaneamente del terrore e neoliberista che èstata profondamente cambiata nell‟era dei governi dellaConcertación tramite riforme progressiste sposando l‟economiasociale di mercato nei campi della sanità, educazione, eprevidenza.Dopo un periodo di completo isolamento il Cile è tornato adessere un mercato aperto al mondo basandosi principalmentesull‟export di materie prime (rame in particolare) e prodotti finiti.Dal 1975 la moneta ufficiale è il Peso Cileno.23https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  • 67Il programma di governo del neoeletto presidente si caratterizzaper l‟approccio liberista di mercato con un occhio di riguardo allaclasse media e alla protezione sociale. Gli obiettivi nel lungoperiodo hanno previsto un aumento medio del PIL di un 6% apartire dal 2010 e per i successivi 4 anni, il contenimento dellaspesa pubblica, l‟aumento della produttività, la creazione di 1milione di nuovi posti di lavoro entro il 2014 e l‟ingresso del Ciletra i Paesi interamente sviluppati con un PIL pro capite di US$22.000 nel 2018.Questo ambizioso programma ha dovuto per forza esseremodificato a causa degli ingenti bisogni di ricostruzione dopo ilterremoto del 27 febbraio 2010 che ha colpito il territoriocileno24.La crisi economica internazionale è stata avvertita dall‟economiacilena in maniera contenuta rispetto agli altri paesi sudamericani;questo è stato possibile grazie in particolare alla gestione fiscaleresponsabile, messa in atto dal governo negli anni precedenti.All‟inizio del 2009 è stato annunciato dal ministro delle finanze ilricorso a risorse FEES (Fondo Sovrano di StabilizzazioneEconomica) al fine di favorire finanziariamente il piano di rilancioeconomico per sostenere l‟economia e difendere l‟occupazione.Esso ha occupato il quinto posto a livello mondiale in termini dirapporto Risorse stanziate/PIL.24A tal fine il Governo ha definito un pacchetto di misure destinate al finanziamento dicirca un terzo dei costi legati alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma (8 miliardidi dollari). I provvedimenti, inseriti in un unico disegno di legge, prevedevanol‟aumento provvisorio delle imposte alle grandi imprese, l‟incremento dell‟imposta sultabacco, l‟aumento provvisorio del”royalty”all‟industria mineraria, l‟incremento delleimposte sulla proprietá degli immobili e la vendita di quote pubbliche di società apartecipazione statale.
  • 68Il presidente Piñera che ha prefissato tra i suoi obiettivi ilcontenimento della spesa pubblica, ha modificato nell‟estate2010 l‟obiettivo fissato di raggiungere un bilancio fiscale pari allo0%, prospettando per il 2014 (anno di fine mandato) un deficitpari all‟1%.Dopo un periodo di rallentamento causa ricostruzione postterremoto, le attività produttive paiono abbastanza dinamichetanto è vero che le previsioni di crescita diffuse dalle autoritàmonetarie cilene prevedono per quest‟anno una crescita del5,5% - 6,5% del PIL. Anche esperti internazionali prevedono unaripresa economica, addirittura la più alta della regionesudamericana.Secondo l‟elaborazione dei dati da parte dell‟Heritage Foundatione dal Wall Street Journal, si possono mettere in luce aspettipositivi e negativi del paese. Più in particolare “l‟Indice di LibertàEconomica” posiziona il paese cileno all‟11° posto su 179 nazioniesaminate a livello mondiale per economia più libera (è cresciutavistosamente la libertà in termini commerciali grazie ad accordidi libero scambio) e al primo nell‟intera area Latino Americana.Per contro, i “difetti” dell‟economia del paese riguardano lalibertà lavorativa ed imprenditoriale a causa di una certa rigiditànel mercato del lavoro e di procedure burocratiche costose ecomplicate per chiudere/aprire un‟attività.La società di rating Moody‟s nel 2009 ha valutato il paese cilenoAa3, ovvero uno dei “gradini” più alti della classifica,identificando la solidità economica e una buona gestione inmateria fiscale e monetaria che hanno permesso di affrontare “insicurezza” i post della crisi mondiale e del terremoto. Questopermette al Cile di essere il paese meno rischioso del Sud
  • 69America pur avendo al proprio interno dei punti di debolezza dapoter correggere come ad esempio la limitata diversificazionedella struttura economica ancora troppo dipendente dalleesportazioni e dalla fluttuazione dei prezzi.Nel corso del primo semestre 2010 il PIL cileno è cresciuto di un4% rispetto allo stesso periodo del 2009.La bilancia dei pagamenti nei primi sei mesi del 2010 hamostrato un surplus di 350 milioni di US$, in controtendenzarispetto al deficit di 463 milioni di dollari registrato nello stessoperiodo dell‟anno precedente25.Per quanto riguarda invece il debito estero, nel giugno 2010 hasuperato i 78.000 milioni di dollari segnando un + 5,6% daiprecedenti sei mesi; le riserve internazionali nel giugno 2010hanno toccato quota 25.175 milioni di US$, 456 milioni di dollarimeno rispetto al precedente trimestre, calo dovutoprincipalmente al deprezzamento dell‟euro nei confronti dellavaluta statunitense26.I dati resi pubblici dall‟Istituto Nazionale di Statistica Cileno (INE)mostrano una forte accelerazione per l‟espansione economicacilena, in controtendenza con i dati dei paesi industrializzati.Il tasso di disoccupazione è calato di tre punti percentualipassando da 11,5% del 2009 a 8,5% nel 2010; ad oggi il ritmodi crescita va oltre i 2/3 di quello del PIL.Nel giugno 2010 il tasso di inflazione non ha registrato molticambiamenti, per cui ha raggiunto quota 1,7%; al25http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdf26http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdf
  • 70raggiungimento di questo dato hanno partecipato l‟incrementodei prezzi di bevande, tabacco e alcolici, mentre viceversa sonocalati i prezzi dei settori sanità, abbigliamento e calzature. Ilgoverno aveva prospettato un tasso di inflazione pari al 3,8% afine 2010.Di seguito si possono vedere le variazione degli anni passati deiprincipali indicatori economici.Il Cile tramite le sue politiche di liberalizzazione del commerciointernazionale e degli investimenti si apre agli stakeholdersstranieri come una piattaforma di investimento e di servizi; tuttociò fa parte di una strategia economica dove il Governo hal‟intenzione di promuovere una nuova immagine paese con il finedi trasformare il Cile nel centro finanziario dell‟AmericaMeridionale. Nell‟analisi del mercato, limitato dalla dimensione“ridotta” del numero di abitanti nonostante un territorio moltoampio, si nota subito come esso esporti (anche all‟Italia) inquantità elevatissime materie prime e sfrutti le contro stagioni
  • 71dell‟emisfero Australe per rifornire tutti i paesi occidentali diprodotti agricoli.Con gli accordi fino ad ora stipulati, il Cile si posizione al primoposto per agreement conclusi e proprio per questo il 75% diimport – export avviene a tariffe preferenziali, come si vede dallaseguente tabella:È dal 11 gennaio 2010 inoltre, che è terminato l‟iter burocraticoper l‟entrata del Pese nell‟OCSE. Il processo è iniziato nel 2007 eha necessitato di un adeguamento nella legislazione cilena indifferenti settori come ad esempio la legislazione sulla corruzione
  • 72economica internazionale, quella in materia di responsabilitàdelle persone giuridiche per i reati di corruzione, l‟adesione almodel tax convention dell‟OCSE, ecc…. Con i cambiamentiapportati, sarà quindi possibile procedere ad un accordo perl‟eliminazione della doppia imposizione fiscale Cile – Italia tuttorain atto.Sono in vigore: Accordi per la Promozione e ProtezioneInvestimenti con venti tra i principali Paesi europei, tra cuil‟Italia, e, in ambito regionale, con Argentina, Bolivia, Costarica,Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua,Panama, Paraguay, Perú, Uruguay e Venezuela; accordi perevitare la Doppia Imposizione a livello latinoamericano conArgentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Messico, Paraguay e Perúed in ambito europeo con Belgio, Danimarca, Francia, GranBretagna, Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia e Croazia.Nel 2009 sono stati firmati inoltre Accordi per evitare la DoppiaImposizione con Stati Uniti e Australia ed il 1 gennaio 2010 èentrato in vigore l‟Accordo con la Colombia. A livellomultilaterale, il Cile é membro dell‟OCSE, dell‟OMC, dell‟APEC,membro associato del Mercosur e della Can27.Il Cile si presenta agli occhi del mondo con un‟economia apertanei confronti esteri e chiamata comunemente “regionalismoaperto”. Dai dati della Banca Centrale Cilena il surplus dellabilancia commerciale (primo semestre 2010) è di a 5.289,8milioni di US$, con un incremento del 2,4% paragonato allostesso dato dell‟anno precedente e l‟interscambio commercialerisulta di 58.301,8 milioni di US$ (aumento del 56,6%).27http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdf
  • 73Nel podio in termini di interscambio globale finiscono al primoposto la Cina con una quota che sfiora il 20%, al secondo gliStati Uniti e al terzo il Giappone.Se si guardano invece i blocchi per macro regioni l‟Asia persistecome primo partner commerciale con un 39,7% sul totale,seguito dai paesi membri del NAFTA (USA, Canada e Messico)con una quota del 19,5% e dall‟America latina con una quota del18,7% (in ordine Brasile, Argentina e Perù), al quarto seguel‟Unione Europea con un 15,6%.Le esportazioni hanno mostrano nel 2010 un trend positivo(+30,3% nei primi sei mesi rispetto al dato dell‟annoprecedente) che è da spartire al settore minerario, agricolo,industriale, allevamento e pesca.Il comparto asiatico (Cina in particolare) si mantiene al primoposto; seguono UE (in particolar modo Italia), i paesi NAFTA e laregione dell‟America Latina.
  • 74Per quanto riguarda le importazioni i dati afferenti al primosemestre 2010 rafforzano la posizione degli States con unapartecipazione del 17,5%; a seguire si collocano Cina (1,7%) eArgentina (8,9%)28.I Paesi appartenenti all‟Unione Europea detengono una quotapari al 13,6% (in prima posizione si trova la Germania seguitadal Regno Unito; l‟Italia è in quarta posizione alle spalle dellaSpagna)29.Il Cile ha assunto via via negli anni un importante valore perl‟Italia grazie alle ingenti esportazione di rame e prodottiderivati. L‟Italia oltre alla cruciale importanza strategica edeconomica come compratore di materie prime, è considerata“socio” in affari sia per quanto riguarda la crescitadell‟interscambio commerciale, sia per lo sviluppo del paese in un28http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdf29http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdf
  • 75sistema produttivo perlopiù caratterizzato da piccole – medieimprese.Se non si considera l‟annata 2009 che è stata gravata daglieffetti della crisi, è da sottolineare come nel periodo 2005 – 2008l‟interscambio Italia – Cile sia quasi raddoppiato passando da2.190 milioni di US$ a 4.150 milioni.I buoni rapporti commerciali tra i due paesi sono confermatianche dalle intense relazioni politiche in particolare dalle intensevisite dei Capi di stato nelle quali si è steso un piano di azionecongiunto al fine di rinforzare i rapporti in tutti i settorimerceologici (firma avvenuta nel marzo 2009).Nel primo semestre 2010 la bilancia commerciale Cile – Italia harilevato un surplus di 607 milioni di dollari a favore del Cile,determinato fondamentalmente dalle esportazioni di rame.Sempre nello stesso periodo preso in considerazione, leimportazioni (beni strumentali, beni intermedi, beni di consumo,ecc…) hanno superato i 460 milioni di dollari americani.
  • 76Per quanto riguarda le aree di possibile investimento, il settoretessile – abbigliamento, offre opportunità da considerare conattenzione.I prodotti italiani riconosciuti come indice di qualità, si collocanoin nicchie di mercato di alto livello (i capi di alta moda comeFerragamo, Zegna, Armani, Max Mara, ecc…) sono presenti nellacapitale Santiago. Si trovano anche marche di abbigliamentosportivo, del settore calzature (Fila, Diadora, Geox, Lotto) enegozi in franchising (Benetton).Nel settore dei tessuti le importazioni sono più ridotte ma questeriguardano anche i prodotti di alta qualità di cui beneficia lasartoria su misura (Zegna, Loro Piana, Vitale Barberis).Unica “macchia” è la forte concorrenza asiatica e in particolarecinese concentrata in modo specifico su beni di abbigliamento dimedia qualità che nel totale formano il 95% del mercato.Il Cile possiede un alto grado di liberalizzazione tanto che non sihanno specifiche difficoltà di entrata al mercato locale da parte diinvestitori esteri.Il 1 marzo 2005 è iniziata la piena applicazione dell‟Accordo diAssociazione tra il Cile e l‟Unione Europea (UE). Attualmenteriguarda tutti i 27 Paesi che formano la Comunità. L‟Accordo diAssociazione con la UE è il più significativo per il Cile, datal‟estensione e la profondità delle aree tematiche, checomprendono ambiti politici, economici, e di cooperazione30.È stato stabilito l‟impegno di eliminare i dazi doganali sui prodottioriginari, in conformità con il rispettivo programma di sgravio.30http://www.ambsantiago.esteri.it
  • 77Quindi per quanto riguarda gli scambi Italia – Cile in materiatessile i dazi ammontano a uno 0%; quelli invece imposti allaCina ammontano a un 11%.
  • 782.5 Colombia2.5.1 Informazioni generaliLa Colombia è una repubblica presidenziale e il suo nomeufficiale è Repùblica de Colombia. La capitale è Bogotà e le altrecittà più popolose sono Medellin, Cali e Barranquilia. La linguaufficiale è lo spagnolo, seguito da circa 75 lingue indigene ancoraconservate, da cui spiccano le lingue wayùu, paez, guambiano eembera. Sebbene l‟istruzione nelle scuole prevedal‟insegnamento della lingua inglese, solo nell‟arcipelago di SanAndrés la popolazione utilizza un dialetto di questa lingua. Invecela maggioranza di dialetti è della lingua spagnola, con grandidifferenze lessicali, morfologiche, sintattiche e d‟intonazione. Alnord il dialetto è simile a quello caraibico mentre al sud è similea quello peruviano ed ecuadoriano.Dal 1991 la Costituzione colombiana garantisce la libertà di cultoe la parità di tutte le fedi davanti alla legge. Quindi non esistenessuna religione ufficiale. Prima di tale Costituzione ilcristianesimo cattolico era la religione ufficiale, ed ancora oggirisulta essere la religione più professata (80%). La restanteparte della popolazione si riconosce nel protestantesimo e, inminore percentuale, alle storiche chiese cristiane (presbiteriana,episcopale…). Si trovano infine piccoli gruppi aderenti allereligioni monoteiste asiatiche.La valuta ufficiale è il peso colombiano.
  • 79Il popolamento dell‟attuale Colombia è iniziato tra l‟11.000 e il20.000 a.C., testimoniato dalle numerose famiglie linguistiche edifferenze culturali. Il primo contatto con gli europei è avvenutodel 1499, ad opera dell‟esploratore spagnolo Alonso de Ojeda.Undici anni più tardi venne fondata la prima colonia spagnola, acui seguì la fondazione di numerose città, tra cui l‟attualecapitale Bogotà nel 1538. In quel periodo scoppiarono numeroserivolte guidate dagli indigeni costretti ai lavori forzati e allostesso tempo venne introdotto il commercio di schiavi africani.Dopo l‟invasione francese della Spagna nel 1808, si crearono verie propri movimenti indipendentisti degli indigeni che ottenneroscarsi risultati. Nel 1819 venne ufficializzata l‟indipendenza dellostato, chiamato Nueva Granada, dall‟impero spagnolo. Dal 1839al 1884 si susseguirono una serie di disastrose guerre civili, cheportarono a modifiche alla Costituzione, al regime e al nomedello stato.Nel 1932 si scatenò una guerra tra Colombia e Perù e nel 1948iniziò il Bogotazo, una serie di proteste violente nella capitalecolombiana poi duramente represse. Nel 1974 il paese fusegnato dall‟introduzione del narcotraffico, mantenendo lo statoin una situazione di crisi permanente. Dal 2002 al 2010 è stato alpotere Alvaro Uribe Vélez, presidente alla continua ricerca di unasoluzione per porre fine al traffico di stupefacenti e alla violenza
  • 80che ne consegue. L‟attuale presidente, Juan Manuel Santos, sista impegnando per continuare il piano del suo predecessore.2.5.2 GeografiaLa Colombia ha una superficie totale di 1.141.748 km2(2.070.408 km2se si aggiungono le estensioni marittime) e unapopolazione totale di 45.659.709 abitanti (36,68 abitanti perkm2). Esso è il quarto paese più esteso del Sud America e il terzoper popolazione.La Colombia confina ed est con il Venezuela e il Brasile, a sudcon il Perù e l‟Ecuador, a nord-ovest con Panamà, a nord con ilMar dei Caraibi e a ovest con l‟Oceano Pacifico. Da menzionareperò il fatto che sostiene controversie territoriali con Venezuela eNicaragua riguardo ai propri confini marittimi. Ad essaappartengono diverse isole, tra cui l‟arcipelago di San Andrés,Providencia e Santa Catalina.
  • 81Geologicamente la Colombia è parte della cintura di fuoco delPacifico, essendo posizionata presso la convergenza della placcadi Nazca, della placca caraibica e della placca sudamericana, eciò rende la regione soggetta a terremoti, tsunami ed eruzionivulcaniche.Il territorio colombiano è diviso in una regione montuosa aoccidente ed una regione pianeggiante a oriente. Esso èattraversato dalla Cordigliera della Ande, divisa a sua volta in tredistinte catene montuose. Inoltre la Colombia è uno dei paesicon le maggiori risorse idriche e vanta cinque grandi baciniidrografici. I fiumi principali sono Caquetà, Magdalena, Cauca eAtrato.
  • 82Il clima della Colombia varia dalla condizioni di freddo estremodei ghiacci andini alle condizioni di caldo presenti sul livello delmare, dove si alternano due stagione asciutte e due di pioggiainfluenzate dai venti alisei e dalla zona di convergenzaintertropicale. La temperatura è relativamente uniforme per lamaggior parte dell‟anno ed è determinata da vari fattori: pioggia,intensità delle radiazioni solari, venti, altitudine, continentalità eumidità atmosferica. Questi fattori danno vita a numerosi climi emicroclimi: il clima della savana secco e piovoso a stagionialternate, il clima superumido della giungla, il clima umido epiovoso con temperature elevate delle regioni di Caquetà eVaupés e il clima arido dei deserti.Le risorse principali sono: caffè, carbone, petrolio e fiori.2.5.3 PopolazioneAll‟ultimo censimento del 2009 i gruppi etnici classificati nelpaese risultavano essere i seguenti: 47% meticci, 20% bianchi,17% mulatti, 10,6% neri, 3,4% amerindi puri, 3% zambos e0,0001% gitani. Il 10,6% di neri rappresenta la terzapopolazione nera più numerosa delle Americhe, dopo quelle degliStati Uniti e del Brasile. La diversità etnica della Colombia è ilrisultato di un mix di amerindi, coloni spagnoli e discendentiafricani. Tra gli immigrati i gruppi più numerosi provengono dalmondo arabo, dall‟Europa (soprattutto Spagna, Italia eGermania) e dalla Cina. Inoltre si registra una discreta presenzadi immigrati provenienti da altri paesi latino-americani comeBrasile, Venezuela, Cile, Ecuador, Argentina e Perù.La migrazione della popolazione dalle aree rurali a quelle urbaneè notevole: la popolazione urbana è passata dal 28% nel 1938 al
  • 8376% nel 2009. Anche l‟emigrazione è molto elevata, soprattuttoper quelle popolazioni che vivono all‟interno del paese e in alcunicentri urbani, dove si evidenzia un fenomeno chiamato “fuga deicervelli”, dovuto principalmente alla difficoltà economiche e diordine pubblico.Il tasso di fertilità è in linea con quello degli altri paesi del SudAmerica: 2,15 neonati per donna. L‟aspettativa media di vita stacontinuando ad aumentare specularmente al miglioramento dellecondizioni socio-economiche, arrivando nel 2009 a 73,2 anni.Anche il tasso di mortalità infantile è in diminuzione e si stimache nel 2011 toccherà 16,39 bambini nati morti su 1000 nativivi, in maggioranza di sesso maschile. Il tasso di crescita dellapopolazione stimato per il 2011 è positivo (+ 1,156%).Il paese risulta avere un età media piuttosto bassa e lapopolazione è così distribuita: il 41% ha tra 0 e 14 anni, il 53%ha tra 15 e 64 anni e il 6% ha 65 anni o più.2.5.4 Quadro macroeconomico e politicoIl neo presidente Santos, eletto con circa il 70% dei voti esupportato da una coalizione di paesi di destra, può godere diuna solida maggioranza in parlamento e pertanto si prevede unagenerale stabilità politica nel breve termine. I principali obiettiviche intende raggiungere sono: miglioramento della sicurezza,sviluppo dell‟economia, riforma del lavoro e delle proprietàterriere, riforma del settore giudiziario, riforma del settoresanitario e lotta alla corruzione. Nonostante ciò, il clima delpaese resta piuttosto teso a causa delle presenza di gruppiparamilitari e criminali, quindi il rischio può dirsi alto.
  • 84La Colombia riceve assistenza da parte degli Stati Uniti perrisolvere il problema del narcotraffico e della criminalità. Anchecon l‟Europa gode di buoni rapporti, grazie alla stesura del FreeTrade Agreement il 19 maggio 2010. Un rapido sviluppo hariguardato anche le aree di sgravio fiscale istituite nel 2007 e2008. Oggi sono 81 e garantiscono l‟unificazione dell‟imposta sulreddito al 15%, l‟esenzione dall‟IVA (16%) e l‟esenzione ai dazidoganali (11,5% in media). Nelle zone franche potrebbero esseresviluppati processi di assemblaggio e rifiniture dei prodottiitaliani, considerato che la manodopera colombiana è consideratauna delle migliori nella regione andina e una delle più qualificatea livello operativo.Il rischio economico è medio: nonostante l‟economia abbiarisentito del rallentamento globale, e in particolare di quello degliStati Uniti, nel 2010 si è assistito ad una ripresa della domanda,sia interna che esterna. Nel primo trimestre del 2010 si èassistito ad un espansione pari al 4,4% dello stesso periodo del2009. I settori più colpiti dalla crisi sono l‟industriamanifatturiera, il settore delle costruzioni e il settore automotive. I settori con le performance migliori sono invece: settoreedile (+ 15,9%), settore minerario (+13,2%) e settoreelettricità, acqua e gas (+ 6,5%). Anche il turismo è aumentato,registrando un incremento del 8,5% e 700mila turisti. Non deltutto sfruttato è invece il settore del petrolio: le riserve del paesesarebbero valutate in 1878 milioni di barili. Tra i possibili settoridi intervento viene segnalata anche l‟industria manifatturiera:manifestazioni fieristiche quali Inexmoda e Colombiatex stannodiventando eventi di riferimento in ambito latino-americano. Ildeficit di bilancio, anche se resta contenuto (3,6% del PIL nel2010), è leggermente peggiorato. Il debito estero è invece
  • 85diminuito e risulta ora essere in una percentuale sostenibile(20% del PIL).Il tasso di cambio è relativamente stabile anche se ne 2009 haperso circa l‟11% rispetto al dollaro. L‟inflazione nel 2010 è statadel 2,47% e i maggiori aumenti si sono osservati nei settorisanitario, immobiliare e degli articoli domestici. Secondo alcunianalisti il panorama per il futuro non è comunque roseo a causadei drastici tagli alla spese previsti nel Bilancio 2010, cheridurranno sensibilmente investimenti pubblici in settori vitali peril recupero economico.La situazione dell‟occupazione permane critica nel paese: nelprimo semestre 2011 ha toccato l‟11,6%. Pur essendo uno deipaesi dell‟America Latina meno colpiti dalla crisi, la Colombiadetiene il primato per il più elevato tasso di disoccupazione dellaregione, dovuto principalmente alla mancanza di una validastrategia economica. Il salario mensile minimo per il 2011 èstato aumentato del 3,6% raggiungendo i 515.000 pesos (circa250-280 dollari).Il sistema finanziario è stato efficacemente riformato nel corsodegli anni ‟90 e negli ultimi anni l‟attività è notevolmentecresciuta. Recentemente si è registrato un incrementodell‟insolvenza privato, che tuttavia resta contenuto (4% degliasset). La Borsa Valori della Colombia è stata proclamata laquarta più importante della regione dopo quella brasiliana,messicana e cilena. Nel 2009 ha chiuso registrando un aumentodel 60,2% rispetto all‟anno precedente. In generale le banchecolombiane si distinguono per le consistenti riserve di liquidità,che hanno determinato una buona capacità di reazione di frontealla crisi internazionale.
  • 86Forti ostacoli agli investimenti sono dati dalla lentezzaburocratica, dalla corruzione e dalla criminalità. Lo stato imponerestrizioni solo nei settori strategici (materie prime, settoreminerario e settore elettrico), mentre in tutti gli altri settori vi èuna forte apertura nei confronti degli investitori esteri.Le esportazioni italiane, dopo il progressivo incrementodell‟ultimo decennio, hanno subito un calo e sono ora pari a 316milioni di euro. I principali settori di export sono la meccanicastrumentale, la metallurgia e la chimica. Tuttavia l‟Italia sicolloca solo al 21° fra i maggiori partner commerciali dellaColombia.
  • 872.6 Ecuador2.6.1 Informazioni generaliL‟Ecuador è una Repubblica presidenziale suddivisa inventiquattro province a loro volta ripartite in cantoni.Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/EcuadorL‟indipendenza dalla Spagna è stata conquistata nel 1822 anchese i primi tentativi risalgono a dieci anni prima. Nella costituzionedegli inizi del „900 (promulgata nel quadriennio 1907 – 1911) sidecise di accogliere la separazione tra stato e Chiesa dando cosìal paese un‟impronta laica; questa linea di condotta vennemantenuta anche nelle successive rivisitazioni della costituzione(1945 – 1967 – 1978) ed è tuttora in vigore.È dal gennaio 2007 che al Governo vi è Rafael Correa elettodirettamente dal popolo.2.6.2 GeografiaI confini sono delineati a nord con la Colombia, sia a est che asud con il Perù, mentre ad ovest dà sull‟Oceano Pacifico. Il
  • 88territorio ecuadoregno include anche l‟arcipelago delle IsoleGalápagos che approssimativamente dista 1.000 km dalla costa.L‟Ecuador si caratterizza per una grande varietà di clima. Nellearee costiere le temperature sono stabili intorno ai 20°C, mentrespostandosi all‟interno variano dai 7°C ai 21°C; nella sierra siarrivano a registrare punte di 37-38°C.La regione orientale invece si caratterizza per le fortiprecipitazioni e la temperatura media annuale è di circa 12,8°C.La rete stradale estende per 43.670 km di cui solamente 6.472km asfaltate.Per quanto riguarda la rete ferroviaria, essa si protrae all‟incircaper 965 km.Gli aeroporti presenti nel paese sono 428 di cui 105 con la pistaasfaltata e 323 con pista erbosa.La rete navigabile ammonta a 1.500 km. I principali porti sono :Esmeraldas, Guayaquil, Manta, Puerto Bolivar.2.6.3 PopolazioneSecondo una stima da parte della CIA, la popolazione peruvianasi attesterà nel luglio 2011 a 15.007.343 unità rispettivamentesuddivise31: 0 – 14 anni  30,1% (2.301.840 uomini/2.209.971 donne) 15 – 64 anni  63,5% (4.699.548 uomini/4.831.521 donne) Oltre i 65 anni  6,4% (463.481 uomini/500.982 donne)31https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  • 89Il tasso di crescita previsto è dell‟1,443%; la stima riguardante iltasso di natalità è di 19,96 nascite/1.000 abitanti, mentre iltasso di fertilità previsto è di 2,42 bambini nati/donna32.Il tasso di mortalità infantile si attesta a 19,65/1.000 nuovenascite rispettivamente suddivise tra maschi (23,02) e femmine(16,11).La popolazione è distribuita pressoché in maniera omogenea intutto il territorio, infatti solamente un 5% di essa vive nelleforeste pluviali.La capitale Quito conta 2.216 milioni di abitanti, ma la città intermini numerici più importante è Guayaquil, che conta oltre3.328 milioni di abitanti.Altre città rilevanti sono: Cuenca (patrimonio culturale dell‟umanità)  483.867 Ambato  334.330 Machala  250.0002.6.4 Quadro macroeconomico e politicoL‟Ecuador è una nazione che principalmente dipende dalle suerisorse petrolifere, tanto che rappresentanoapprossimativamente un terzo delle entrate del settore pubblicoin questi ultimi anni.Con l‟inizio del nuovo secolo esso ha visto una grave crisieconomica, con una conseguente crescita della povertà, con unsistema bancario a pezzi e uno stato in completo default didebito estero.32http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/ecuador.pdf
  • 90A partire dal marzo 2000 il Congresso con l‟approvazione diriforme strutturali, ha dato il via alla “dollarizzazione” ovvero aquel processo che prevedeva l‟adozione del dollaro americanocome moneta a corso legale.Questo tipo di provvedimento portò a una crescita positiva neglianni a venire affiancato anche da prezzi del petrolio favorevoli eda un incremento nelle esportazioni.Negli ultimi anni l‟economia si è andata progressivamentetrasformando; da un‟economia interamente basata sulcommercio di materie prime dei settori tessile, minerario,alimentare e metalmeccanico a un‟economia “rinnovata emoderna” che si distingue nel settore tecnologico, industriale efarmaceutico grazie alle politiche del governo di Correa.A livello macroeconomico, l‟economia del paese si caratterizzaper un valore del PIL non omogeneo all‟interno del territorio.Esso rappresenta lo 0,1% dell‟economia mondiale.Dai dati del “Banco Central del Ecuador” (BCE) nel primotrimestre 2010 l‟Ecuador ha avuto una crescita del PIL pari allo0,33%; questa informazione è da considerarsi abbastanzapositiva se si tiene conto di un piccolo recupero post crisiinternazionale che ha colpito anche tutti i paesi del Sud America.L‟economia ecuadoreña ha sempre avuto nel corso degli anni unruolo principale nelle esportazioni, fin dalla fine dell‟800 e più inparticolare: cacao (1866-1925) banane (1946-1968) petrolio (1972-2010)
  • 91il settore delle importazioni ha registrato invece una diminuzionepari al 18,23% per la categoria dei macchinari (luglio 2010), dioltre un 18% per quello dei trasporti e di un 4,5% per i prodottichimici.L‟inflazione è passata da un tasso di 4,5% registrato nel 2009 aun tasso che oscilla tra il 3 – 3,30% nel 2010.Per quanto riguarda il mercato del lavoro i dati del BCEriscontrano una diminuzione per i primi sei mesi del 2010attestandosi a un 7,7% rispetto a un 8,3% nel 2009; questomiglioramento è avvenuto grazie a politiche di investimento daparte del governo.Si può dire che la crescita del paese nel biennio 2010 – 2011 nonsarà così eclatante in quanto vi è stata una forte contrazione nelbiennio precedente.Il parziale recupero economico post crisi globale ha in ogni casosubito gli effetti dei limitati investimenti e dello scarsoincremento della domanda interna.Nel primo semestre 2010, l‟interscambio commercialedell‟Ecuador con il mondo è stato di USD 17.448 milioni (con unacrescita del 34% rispetto allo stesso periodo 2009), con unvalore totale delle esportazioni pari a USD 8.443 milioni ed unincremento del 41,7% rispetto allo stesso periodo 201033.Nel medesimo periodo di analisi le importazioni hanno avuto unacrescita del 27,6% in paragone all‟anno precedente, attestandosipoco oltre i 9.000 milioni di dollari americani.33Banca Centrale dell‟Ecuador
  • 92La bilancia commerciale ha quindi chiuso i primi sei mesi del2010 con un deficit di (-)561 milioni di dollari.Anche nel primo semestre 2010 gli Stati Uniti si confermano ilpaese che acquista di più dall‟Ecuador (33,71%), seguito da Perù(7,17%), Venezuela(5,88%), Colombia (4,25%) e Italia(3,94%).
  • 93Per quanto riguarda invece le importazioni sul podio siclassificano USA, Colombia e Perù rispettivamente al primo,secondo e terzo posto.Lo scambio commerciale tra Italia ed Ecuador rientra in quegliaccordi commerciali a livello “regionale” tra l‟Unione Europea e laCAN (Comunità Andina di cui l‟Ecuador è un membro fondatore).I settori che maggiormente hanno ricevuto investimenti esterisono: prodotti metallici macchinari e attrezzature istituzioni finanziarie commercio all‟ingrosso e al dettaglio.Nel primo semestre 2010 l‟interscambio Italia – Ecuador haregistrato una crescita del 15,2% sia per le esportazioni sia perle importazioni rispetto allo stesso periodo dell‟anno precedente.
  • 94In Ecuador vi è una struttura doganale protettiva dell‟economialocale che è coerente con la politica del governo che vuolemettere in moto l‟economia interna al paese.I dazi variano da prodotto a prodotto e le importazioni sonosoggette al pagamento di una tassa di magazzinaggio, nonché ditasse per la prestazione di servizi in dogana. A queste vannoaggiunte l‟IVA e l‟Imposta sui Consumi Speciali, da cui sono peròescluse le importazioni dai Paesi della Comunità Andina34.A tutto ciò è da aggiungere un contributo all‟Ente Responsabileper lo Sviluppo dell‟Infanzia (il tutto calcolato su una basepercentuale).È bene evidenziare che con l‟approvazione della “Ley de ZonasFrancas del Ecuador”, gli investimenti sono maggiormenteregolati.Questa norma stabilisce l‟immunità giuridica, vale a dire decretaun regime speciale in tema doganale, tributario, finanziario,lavorativo e di commercio estero.34http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/ecuador.pdf
  • 95Tra i benefici tributari si annoverano le esenzioni dal pagamentodelle seguenti imposte: IVA Imposta d‟affitto Imposta provinciale – municipale Uso di patenti e marche per il trasferimento tecnologico e lariparazione dei macchinari.Le attività possibili in queste aree sono diversificate:dall‟importazione di materie prime (rispettando il SistemaInternazionale), all‟elaborazione, assemblaggio, confezione, eecc….L‟investitore può quindi impiantare nelle zone franche società ofiliali godendo di agevolazioni dettate proprio dalla legge con unascadenza temporale di venti anni rinnovabili.Le zone franche attualmente presenti in Ecuador sono: Zona Industriale di Esmeraldas (Zofree) Zona Commerciale e Industriale in Montecristi, Provincia diManabí (Zoframa) Zona Franca Metropolitana S.A. “METROZONA", Barrio SanVicente, Yaruquì,Provincia di Pichincha. Zona Franca di Cuenca (ZFC).
  • 962.7 Guyana2.7.1 Informazioni generaliLa Guyana è una repubblica democratica rappresentativa basatasu un potere semi-presidenziale. La capitale è Georgetown e lecittà più popolose sono Paradice, New Amsterdam e Vreed EnHoop.La lingua ufficiale è l‟inglese, ma molto diffuso è anche il creolo-inglese, che presenta influssi africani ed indiani e unagrammatica non ancora standardizzata.La religione predominante è quella cristiana, professata dal 57%della popolazione. I cristiani sono però divisi in varie confessionie quindi la religione unitaria più diffusa risulta essere l‟induismo.La valuta ufficiale è il dollaro della Guyana.Gli abitanti originari della Guyana erano un popolo di nomeWarao. Essi, già nel XVII secolo, videro i primi insediamentiolandesi. A seguito delle guerre napoleoniche il Regno unitoprese possesso di una parte delle colonie (colonie di Berbice,Demerara e Essequibo) creando così la Guyana Britannica nel1928. Nel corso del tempo si formarono delle comunità dischiavi, noti come “maroon", che fuggivano ai loro padroniriparando nelle foreste e mescolandosi agli indios. Conlabolizione della schiavitù (1834) gli stessi maroon cominciaronoa stanziarsi nelle aree urbane. Nel frattempo, per sopperire alla
  • 97mancanza di manodopera nelle piantagioni provocata dalla finedella schiavitù, si richiamarono in Guyana lavoratori provenientidallEuropa (Madeira, Germania, Irlanda, Scozia e Malta), dallaCina e, soprattutto, dallIndia.Nel 1889 il Venezuela avanzò delle rivendicazioni sulle terre chevanno dal confine fino al fiume Essequibo. Dieci anni più tardi, untribunale internazionale assegnò tali terre alla Guyana Britannica.Ancora oggi, tuttavia, il Venezuela rivendica più della metà delterritorio dellodierna Guyana.Solo a metà degli anni „50, l‟indiano-guyanese Jagan, diorientamento marxista, e l‟afro-guyanese Burnham,politicamente più moderato, crearono il primo partito volto alraggiungimento dell‟indipendenza del paese. Nel 1961 il RegnoUnito concesse alla colonia l‟indipendenza e Jagan divenne PrimoMinistro. Nel 1964 Burnham gli succedette e il suo mandato duròfino al raggiungimento della completa indipendenza nel 1970,con la proclamazione ufficiale della Guyana come repubblica, purrimanendo nel Commonwealth. Purtroppo però i primi decenni diindipendenza per il paese furono segnati sia da una grave crisieconomica sia da conflitti tra indiano-guyanesi e afro-guyanesi.Nel 1992 Jagan divenne presidente e dopo la sua morte glisuccedette la moglie. Nella storia più recente della Guyanatroviamo un gravissimo disastro naturale: nel 2005 unadevastante inondazione ha colpito un terzo della popolazione coneffetti disastrosi per tutta l‟economia del paese.
  • 982.7.2 GeografiaLa Guyana ha una superficie totale di 214.970 km2e unapopolazione totale al 2009 di 706.254 abitanti (3,6 abitanti perkm2). Lo stato confina con Brasile, Suriname, Venezuela eOceano Atlantico. La regione più abitata è quella di DemeraraMahaica, dove si trova la capitale.Le temperature medie sono piuttosto alte, intervallate da duestagioni piovose all‟anno. Il clima è tropicale: si alternanostagioni calde con venti provenienti da nordest e stagioni piovosee umide (da maggio ad agosto e da novembre a gennaio).La maggior parte del territorio è montagnoso, nella restanteparte si trovano savane (al sud del paese) e pianure (lungo lacosta).
  • 99Le principali risorse naturali sono: bauxite, oro, diamanti,legname da costruzione, pesce, zucchero.2.7.3 PopolazioneIl gruppo etnico più influente è quello asiatico grazie allemigrazioni passate: Indiani orientali 51%, neri 37,9%, amerindi9,1% ed europei 2%. Il tasso di fertilità e di medie dimensioni(2,04 neonati per donna). Purtroppo però l‟Aids comportanumerosi problemi: basse aspettative di vita (27,4 anni),tasso dimortalità infantile molto elevato, basso tasso di crescita dellapopolazione (-0,25%) e differenze inaspettate nella distribuzionedella popolazione per età (0-14 anni 26%, 15-64 anni 68,6%, 65e + 5,2%).2.7.4 Quadro macroeconomico e politicoIl sistema politico della Guyana è organizzato intorno ad unarepubblica democratica rappresentativa basata su un sistemasemi-presidenziale, in cui il Presidente della Guyana, Jagdeo, è ilcapo del governo.Si ha il multipartitismo. Il potere esecutivo è esercitato dalGoverno, mentre quello legislativo spetta sia al Governo siaall‟Assemblea Nazionale della Guyana. Il potere giudiziario èinfine separato dagli altri due. Esiste unorganizzazione dedita
  • 100allintegrazione della Guyana negli Stati Uniti, denominatoGuyanaUSA. La richiesta si basa sul fatto che ben 100.000abitanti della Guyana hanno la doppia cittadinanza, ed iguayanensi residenti negli Stati Uniti sono circa 350.000, ossiacirca un terzo della popolazione guayanense complessiva.Il rischio politico è medio: nonostante il presidente Jagdeo sia alterzo mandato, il partito di governo non è ancora riuscito acreare un vero contesto democratico. Inoltre alcune disputeterritoriali hanno compromesso i rapporti con i confinantiVenezuela e Suriname.Il rischio economico è medio: i conti pubblici sono in deficit, acausa della crescente spesa capitale, e il tasso di inflazione è inaumento. La principale attività del paese, la produzione dizucchero, è stata notevolmente danneggiata dalla riformadell‟Unione Europea, mentre l‟andamento positivo del PIL èdovuto a una buona performance dell‟attività estrattiva. Essorisulta essere composto per il 42,7% dai servizi, per il 37% dalsettore agricolo e dall‟industria per la restante parte. I principaliprodotti agricoli sono la canna da zucchero, il riso, il grano e glioli vegetali. I principali prodotti da allevamento sono bovini, suinie animali da cortile. Sulla coste risulta essere importante anchela pesca. Tra le attività industriali si trovano l‟estrazione dell‟oroe della bauxite, e le aziende di natura industriale e tessile.Nonostante il tasso di disoccupazione sia diminuito, grazie allenuove assunzioni nel settore privato, il PIL pro capite continua adessere molto basso.Il rischio finanziario è medio: dopo la riforma del sistemabancario esso è andato migliorando e la solidità delle banche èaumentata. Le finanze pubbliche hanno sicuramente beneficiato
  • 101della recente cancellazione del debito presso l‟Associazione per loSviluppo Internazionale della Banca Mondiale (IDA), accordatoalla Guyana nel vertice G8 del 2005.Il rischio operativo è elevato: la corruzione è diffusa e laburocrazia molto inefficiente. Nonostante l‟apertura nei confrontidegli investitori esteri sia aumentata, l‟apparato infrastrutturalerimane scarso e il livello di criminalità, soprattutto dovuto alnarcotraffico, è molto alto.Le importazioni italiane presentano un buon incremento, grazieal settore delle cave e dei metalli.
  • 1022.8 Guyana Francese2.8.1 Informazioni generaliLa Guyana Francese è un dipartimento d‟oltremare della Francia,con capitale Caienna. Essa è soggetta alla legislatura francese,da cui si rifornisce anche di materie prime, e da cui dipendeeconomicamente. Il territorio è diviso in 22 comuni, molti deiquali di dimensioni contenute.La lingua ufficiale è il francese. Oltre a questa si parlano altre 9lingue diverse, tra cui le più diffuse sono il Creolo e l‟Aukan. Alpari della Francia, inoltre, la religione ufficiale è il cattolicesimo ela valuta ufficiale è l‟euro.Come tutti gli stati sudamericani, la Guyana Francese erainizialmente abitata da varie tribù amerinde. A partire dal XVIIsecolo iniziò la colonizzazione dell‟impero francese. Dal 1852 al1951 ospitò la famosa colonia penale dell‟Isola del Diavolo.Sul finire dal XIX secolo si verificò la più grave disputa territorialedello stato, riguardante una vasta regione di confine con ilBrasile. Inizialmente la disputa si concluse con la proclamazionedi uno stato indipendente, il Counani, di ispirazione filo-francese.A seguito però di numerosi scontri tra coloni, entrò in gioco il
  • 103governo svizzero, che diede la patria potestà del territorio alBrasile.Nel 1946 la Guyana Francese divenne a tutti gli effetti undipartimento d‟oltremare della Francia. Nel 1970 lo stato accolsenumerosi rifugiati di etnia hmong, provenienti dall‟ex coloniafrancese del Laos. Tra gli anni settanta e ottanta si svilupparonoinfine movimenti autonomisti, che portarono anche amanifestazioni violente.L‟attuale presidente della regione è Rodolphe Alexandre.2.8.2 GeografiaLa superficie è di 86504 km2 e la popolazione totale al 2009 è di217000 abitanti (2,6 abitanti per km2). Solo il 54,4% degliabitanti è nato nella regione. Dei restanti l‟11,8% è nato inFrancia, il 5,2% nelle Antille francesi e il 28,6% in altri stati(principalmente Brasile, Suriname e Haiti).La Guyana Francese confina con il Brasile a sud-est, con ilSuriname a ovest e con l‟Oceano Atlantico a nord.Gran parte del territorio è ricoperto da aree paludose. In questezone si trovano quattro specie diverse di coccodrilli, tra cui ilcaimano nero, una specie ridotta del 99% a seguito dell‟avventodei bracconieri. Oltre a questi animali si possono trovare anche
  • 104anaconde, ragni e scorpioni. A favorirne l‟esistenza èsicuramente il clima, che si presenta umido per la maggior partedell‟anno. Le temperature variano dai 19 ai 36 gradi.2.8.3 PopolazioneLa composizione etnica del paese risulta estremamenteeterogenea: il gruppo etnico più numeroso è quello creolo,composto da discendenti degli schiavi africani mescolati in partecon i coloni francesi. Tuttavia le stime circa la sua consistenzanumerica variano a seconda del fatto che si includa o meno lanumerosa comunità haitiana. Comprendendo questi ultimi,infatti, i creoli sarebbero il 70% del totale (il 20% dei quali diorigine haitiana). Vi è poi una comunità europea, compostaprincipalmente da francesi, che costituisce il 14% dellapopolazione. La comunità asiatica si divide in 2 gruppi: gli hmongdel Laos (1,5%) e i cinesi (3,2%). Nell‟interno del paese vivonoinvece gli amerindi (3,5%), divisi in varie tribù, e i maroon,discendenti degli schiavi africani fuggiti dalle piantagioni erifugiatisi sulle rive dell‟omonimo fiume Maroni.
  • 105Il tasso di fertilità è molto alto (3,71 neonati per donna), circa ildoppio di quello francese e nettamente superiore rispetto aquello degli altri dipartimenti francesi. Anche il tasso di mortalitàinfantile è però elevato: 12,84 morti/1.000 nati vivi. L‟ultimotasso di crescita della popolazione che abbiamo è risalente al2003 e vede un aumento del 2,4%. Nonostante questol‟aspettativa di vita media è di 76,69 anni, dato leggermentesuperiore per la donna. La distribuzione della popolazione per etàè così composta: il 29,9% ha tra 0 e 14 anni, il 64,4% ha tra 15e 64 anni e il 5,7% ha 65 anni o più.2.8.4 Quadro macroeconomico e politicoEsso è uno dei pochi stati del Sud America a presentare un bassorischio economico, politico e finanziario. Questo perché, come giàmenzionato in precedenza, fa parte dell‟Unione Europea cosìcome la Francia. Il rischio politico è praticamente nullo, essendola Guyana francese a tutti gli effetti parte della Francia. Esiste unpartito separatista ma di dimensioni estremamente contenute.Nonostante il reddito pro capite non sia certo ai livelli europei(14.204 euro nel 2007), risulta essere quello più elevato tra ipaesi dell‟America del Sud, mantenendo un economia in continuacrescita. I settori più sviluppati sono la pesca, che produce i trequarti delle esportazioni, e , in misura minore, l‟allevamento el‟attività di estrazione di oro. Caso particolare è il Centre Spatial
  • 106Guyanais, usato per gran parte dai lanci spaziali dell‟ESA(European Space Agency), che produce da solo un quarto del PILtotale dello stato e impiega oltre l‟1% della forza lavoro.Il rischio economico è basso: lo stato ha un PIL in crescita, anchese ciò è dovuto agli aiuti finanziari ed economici da parte dellamadrepatria, e il reddito pro capite è sicuramente molto elevato.Il rischio finanziario è basso, essendo sempre dipendente dalsistema francese.Il rischio operativo è medio: la Francia detiene il 63% deirapporti di Import-Export con il paese e potrebbe decidere diostacolare eventuali importatori stranieri.Le importazioni dall‟Italia sono molto contenute, surclassate daquelle francesi e statunitensi.
  • 1072.9 Paraguay2.9.1 Informazioni generaliIl Paraguay è una repubblica presidenziale suddivisa in 17dipartimenti più uno “speciale” per la capitale Asunción.Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/ParaguayL‟indipendenza dalla Spagna è stata conquistata il 14 maggio1811, mentre l‟ultima costituzione è stata promulgata il 20giugno 1992.Nelle elezioni presidenziali del 2008 il candidato Fernando Lugofu “incoronato” vincitore con il 41% dei voti35.35Nickson, Andrew (2009) The general election in Paraguay, April 2008 Journal ofElectoral Studies
  • 1082.9.2 GeografiaIl Paraguay è un paese che non possiede sbocchi sul mare; iconfini sono delimitati a nord dalla Bolivia, a est dal Brasile e asud ovest dall‟Argentina.Il Paraguay si contraddistingue per un clima di tipo sub tropicale,con temperatura tra i 17 °C e i 27 °C; in alcune zone latemperatura arriva addirittura a raggiungere i 38 °C. Leprecipitazioni sono di circa 900 mm annue nel nord del paese,mentre scendendo verso le regioni della foresta orientale, e nellacapitale Asunciòn variano dai 1050 mm fino ad arrivare ai 1500mm.Il tutto è caratterizzato da estati piovose ed inverni secchi.A causa delle grandi piogge la zona orientale, che presenta lamaggiore vegetazione, è ricoperta da foreste pluviali e da unagrande varietà di piante tropicali.La rete stradale estende per 29.500 km di cui 14.986 kmasfaltate e 700 km di autostrade.Per quanto riguarda la rete ferroviaria, al 2009 essa si protraeall‟incirca per 36 km; questo a causa del forte stato di degradoche ha ridotto le già modeste dimensioni (441 km nel 1993).Gli aeroporti presenti nel paese sono 800 di cui 15 con la pistaasfaltata e 785 con pista erbosa.Il Paraguay non ha sbocchi sul mare, ma possiede una retefluviale di 3.100 km; la maggior parte di questi si estende lungo ifiumi Paraguay e Paran.
  • 1092.9.3 PopolazioneSecondo una stima da parte della CIA, la popolazioneparaguayana si attesterà nel luglio 2011 a 6.459.058 unitàrispettivamente suddivise36: 0 – 14 anni  28,5% (936.298 uomini/905.285 donne) 15 – 64 anni  65,4% (2.121.632 uomini/2.100.740 donne) Oltre i 65 anni  6,1% (183.440 uomini/211.663 donne)Il tasso di crescita previsto è dell‟1,284%; la stima riguardante iltasso di natalità è di 17,48 nascite/1.000 abitanti, mentre iltasso di fertilità previsto è di 2,11 bambini nati/donna37.Le stime del tasso di mortalità infantile si attestano a23,02/1.000 nuove nascite rispettivamente suddivise tra maschi(26,94) e femmine (18,91).La popolazione si concentra per la maggior parte nella capitaleAsunción che nel 2009 registrava 1.977.000 persone.2.9.4 Quadro macroeconomico e politicoL‟economia paraguayana si fonda principalmente sull‟agricoltura(mais, soia, agrumi, banane, fagioli, caffè, cotone, tabacco ecanna da zucchero) e sull‟allevamento di bestiame (bovini, ovinie suini).Proprio una grande percentuale della popolazione, soprattuttonelle aree rurali, basa la propria vita su queste attività, spesso suun‟economia di sussistenza.36https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/37https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  • 110Nonostante il Paraguay non possieda sbocchi sul mare, sfrutta almeglio le vie fluviali le quali costituiscono una straordinariaricchezza energetica.Per quanto riguarda l‟attività di estrazione, le risorse delsottosuolo sono scarse e ci si limita a manganese, rame, ferro esale; in compenso sono molto sviluppate le industrie alimentari,chimiche, tessili, del legno, del cemento e della carta.La moneta in corso è il guaranì.La pigrizia nel mettere in pratica le promesse elettorale delcandidato Lugo , combinato agli effetti della crisi economicainternazionale, sta deludendo gli elettori che confidavano in uncambiamento legato proprio all‟elezione del neo presidente.L‟aggravarsi della criminalità, della corruzione e lo scontropolitico interno al paese stanno mettendo a dura prova lagovernabilità del Paraguay stesso; tanto che secondo il WordEconomic Forum il paese si colloca al 124° posto su 133 (ilpeggiore dell‟America Latina). Questa bassa posizione inclassifica è giustificata dalla quasi totale assenza di “goodgovernance” (inefficienza nelle attività di governo, mancatatrasparenza dei rapporti, favoritismi, ecc…).All‟inizio del 2010 si è comunque registrato un dinamismoeconomico, principalmente dovuti ad una crescita dei consumi(settore agricolo) che ha spinto in aumento anche gli altri settori.Per il primo trimestre 2010 si è avuta un‟espansione nel settoreagricolo (+28% rispetto all‟anno precedente) attestando il PIL al
  • 11110,9%38; nel settore del commercio invece la crescita rispetto al2009 ammonta a un +7,5%.Il Paraguay, assieme a Argentina, Brasile e Uruguay, é sociofondatore del Mercosur, istituito con il Trattato di Asunción nel1991 e al quale é in corso di adesione il Venezuela. Il Mercosur éil principale mercato di sbocco per il Paraguay (a giugno 2010,oltre il 51% delle esportazioni e quasi il 42% delle importazioniparaguayane sono state intra-Mercosur)39.Dal 2009 la Cina è divenuta la principale fornitrice del Paraguay,superando addirittura il Brasile.38Banco Central del Paraguay.39http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/paraguay.pdf
  • 112Fonte: Banco Central del ParaguayIl Paraguay in ogni caso non riesce ad attirare in manieracospicua gli investimenti da parte dei privati in particolar modoper cause dovute alla fragilità economica e alla mancanza disicurezza in materia giuridica.Nei primi tre mesi del 2010 il Brasile è il maggior investitore nelpaese (12,2 milioni di dollari americani); al secondo posto è ilGiappone (3,9 mln) seguito dall‟Italia (1,9 mln).Secondo i dati ISTAT nel primo semestre 2010 le importazionidel Paraguay dall‟Italia ammontano a 27,7 milioni di euro e hainteressato macchine, gioielli, metalli e pietre preziose, ecc….Per quanto riguarda invece le esportazioni del Paraguay nel belPaese afferenti allo stesso periodo considerato in precedenza,risultano pari a 103,97 milioni di euro.
  • 113Gli esportatori europei non godono di tariffe preferenziali per leimportazioni in Paraguay; vige la regola della nazione piùfavorita (Most Favoured Nation/MFN rate). Per gli altri paesiappartenenti al Mercosur viene applicata un‟esenzione doganaleo dazi ridotti.Nonostante la Decisione del Mercosur CMC n. 54/04, tesa aperfezionare l‟unione doganale, non é stata ancora applicatal‟eliminazione della doppia (o multipla) riscossione dell‟ArancelExterno Comun (AEC) sulle merci di origine extra-Mercosur eriesportate in altri Stati membri del Mercosur; tuttavia, nel corsodi un recente vertice, è stata decisa una nuova tempistica per lasoppressione dell‟AEC. Il processo di eliminazione della doppiaTariffa Doganale dovrebbe svilupparsi in tre fasi: nel corso dellaprima fase, a decorrere dal 1 gennaio 2012, si prevede che ilnuovo sistema venga applicato ai prodotti con tariffa doganalepari allo 0%; nella seconda fase, che avrà avvio il 1 gennaio2014, la soppressione dellAEC verrà estesa ai prodotti conaliquota doganale compresa tra il 2% e il 4%; interesserà infine,a partire dal 1 gennaio 2019, tutte le tipologie di prodotti40.Al fine della libera circolazione di servizi, capitali e stabilimento diimprese è necessario:40http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/paraguay.pdf
  • 114 Richiesta di visto consolare sui documenti di esportazionedei prodotti destinati al Paraguay (fatture commerciali,certificati di origine, documenti di viaggio, ecc.). Il vistodeve essere apposto presso il Consolato paraguayano nelpaese di origine, ovvero nel Consolato del paese più vicinoall‟esportatore, e la procedura può richiedere anche alcunesettimane. In caso di inadempimento é prevista una multa.Si applica un diritto aggiuntivo del 7% sulla tassa consolareper finanziare l‟Istituto Indigeno Nazionale (INDI). Leimportazioni sono soggette ad una tassa dello 0,5% delvalore in dogana delle merci che serve a finanziare le spesedella Direziona Generale delle Dogane41. Autorizzazioni o licenze preventive per particolari tipi diprodotti. In particolare sono applicate delle limitazioni per leimportazioni di prodotti di abbigliamento.41http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/paraguay.pdf
  • 1152.10 Perù2.10.1 Informazioni generaliIl Perù è una Repubblica presidenziale divisa in venticinqueregioni più la provincia di Lima che è indipendente nonappartenendo ad alcuna regione.L‟indipendenza dalla Spagna è stata conquistata il 28 luglio1821, mentre la prima costituzione è stata approvata nel 1860per poi essere modificata nel 1993.La storia recente (1980 – 2000) è stata caratterizzata da: Un conflitto tra lo stato peruviano e gruppi armati di sinistrache ha visto la morte di oltre 70.000 persone; Un auto colpo di stato nel 1992 dove l‟eletto Fujimori, hasciolto il parlamento e ha imposto la legge marziale; Un ballottaggio (2006) che ha decretato la vittoriadell‟attuale presidente socialdemocratico Alan García.2.10.2 GeografiaLo stato confina a nord con Ecuador e Colombia, a est con Boliviae Brasile, a sud con il Cile e a ovest con l‟Oceano Pacifico. Esso èil terzo paese dell‟America Latina per estensione dopo Brasile eArgentina che si posiziona completamente in un‟area tropicale.La complessità morfologica del territorio determina nel paeseun‟estrema varietà climatica.Lungo la desertica fascia costiera la temperatura è piuttostocostante nel corso dell‟anno attestandosi sui 20°C, conprecipitazioni inferiori ai 51 mm annui.
  • 116Da giugno ad agosto l‟umidità atmosferica genera fitte nebbieche si tramutano in lieve pioviggine addensandosi sull‟interaarea.A Lima la temperatura media è di circa 18°C.La rete stradale si estende per 102.887 km di cui: 23.838 km di rete nazionale; 19.049 km di rete regionale; 60.000 km di rete locale.La maggiore via di collegamento e comunicazione è l‟autostradaPanamericana che attraversa tutta la costa del paese per untotale di oltre 3.400 km; un‟altra principale via di congiunzione èl‟autostrada che collega Lima a La Oroya.Per quanto riguarda la rete ferroviaria, essa si protrae all‟incircaper 2.000 km.Gli aeroporti presenti nel paese sono 211 di cui 58 con la pistaasfaltata (tra cui anche l‟aeroporto internazionale di Lima) e 153con pista erbosa.La rete navigabile ammonta a 8.808 km, mentre i porti marittimisono 29. I principali porti sono : Callao, Iquitos, Matarani, Paita,e Yurimagua.2.10.3 PopolazioneSecondo una stima da parte della CIA, la popolazione peruvianasi attesterà nel luglio 2011 a 29.248.943 unità rispettivamentesuddivise42:42https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  • 117 0 – 14 anni  34,6% (4.245.023 uomini/4.101.220 donne) 15 – 64 anni  60,7% (9.316.128 uomini/9.722.258 donne) Oltre i 65 anni  4,6% (855.703 uomini/978.611 donne)Il tasso di crescita previsto è dell‟1,029%; la stima riguardante iltasso di natalità è di 19,41 nascite/1.000 abitanti, mentre iltasso di fertilità previsto è di 2,32 bambini nati/donna43.Fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/File:Peru-demography.pngIl grafico riportato mostra come dagli anni ‟60 ad oggi vi siastato un costante aumento demografico.Dato piuttosto negativo da evidenziare è la stima del tasso dimortalità infantile che risulta essere di 22,18 morti/1000 nuovenascite rispettivamente suddivise tra maschi (24,49) e femmine(19,77).Oltre la metà della popolazione vive sulla costa nelle città piùpopolose (Lima, Piura, Chiclayo, Trujillo, Chimbote, Ica), un 32%nella regione andina (Arequipa, Cajamarca, Ayacucho, Huancayo43https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  • 118e Cuzco) e il restante nella selva amazzonica (Iquitos, Pucallpa,Tarapoto e Juanju)44.2.10.4 Quadro macroeconomico e politicoL‟economia peruviana è caratterizzata principalmente da undualismo che vede uno sviluppo nelle pianure costiere eun‟economia di sussistenza nelle zone prevalentementemontuose dove scarseggiano anche infrastrutture, trasporti ecomunicazione.Le attività più sviluppate riguardano: Settore minerario (estrazione di rame, zinco, gas naturale,ecc…); Settore agricolo – alimentare (frutta e verdura, prodottiittici, ecc…); Settore industriale (metalli, raffinazione del petrolio, ecc…); Settore tessile (in particolare è il primo produttore mondialedi lana di alpaca e più importante esportatore in SudAmerica di vesti di cotone; questo grazie a alle ricchezzenaturali presenti nel paese).L‟economia mondiale staziona sul trend di crescita post crisiiniziato poco prima del 2010 che è caratterizzato da dueandature, una più spedita di paesi con economie emergenti e unapiù lenta di paesi di economie avanzate.Per quanto riguarda il Perù, le previsioni di crescita per il 2010oscillavano nell‟intervallo tra un 5,5% e un 6,8% questo grazie auna forte ripresa della domanda interna. Accompagnato a questoquadro macroeconomico, ci si aspetta anche un riassorbimento44Instituto Nacional de Estadística e Informática, Censos Nacionales 2007: XI dePoblación y VI de Vivienda, Primeros Resultados, p. 13.
  • 119della politica fiscale espansiva che era stata attivata perfronteggiare alla crisi economica mondiale. Una minore crescitadei costi pubblici permetterebbe di allentare le pressioniinflazionistiche e di far diminuire il deficit pubblico da 1,5% delPIL nel 2010 a un 1% del PIL nel 2011. Il raggiungimento diquesto obiettivo permetterebbe alla nuova amministrazione cheinizierà il proprio mandato a luglio 2011, di sostenere politiche diriduzione della povertà e di poter lavorare in una situazionefiscale sana e sostenibile. In linea con questo contesto, nel 2013il rapporto debito/PIL dovrebbe avvicinarsi ad un 20% (47% nel2003), il PIL pro capite raggiungerebbe i 6.134 US$ e la povertàil 26%45.Nel primo semestre 2010 il rilancio economico è stato dovuto auna trasformazione positiva dei termini di scambio e a unamaggiore entrata dei flussi di investimento.La domanda interna ha avuto un boom dell‟11,1% e hapartecipato in larga misura alla crescita registrata per i primi seimesi del 2010 pari a 8,2%; quest‟ultimo tasso è stato spiegatoanche dal risveglio degli investimenti privati che sono cresciuti diun 18,1% grazie all‟ottimismo degli investitori e alle discretecondizioni di finanziamento.Nonostante il recupero dell‟occupazione sia tuttora lento, vi ècomunque un incremento di fiducia dei consumatori che sitraduce in un incremento delle importazioni dei beni di consumo,tanto che si registra una crescita del 22,9%; anche leesportazioni sono aumentate e si attestano ad un 19,1% per isettori tradizionali e ad un 12% per quelli non tradizionali.45http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/peru.pdf
  • 120A livello istituzionale, rimane l‟inefficienza burocratica in campoamministrativo in particolare a livello locale – regionale e un altotasso di corruzione sebbene si cerchi di trovare meccanismi dicontrollo per combatterla.Il Perù è al centro di molti negoziati internazionali per laliberalizzazione del commercio: Corea  permette in cinque anni di quintuplicare gli scambitra i paesi in causa (in vigore dai primi mesi del 2011)46; Unione Europea  trattato di libero commercio tra lacomunità andina e la UE. (in vigore dal 19 maggio 2010)47;46El Comercio, Gracias a TLC se quintuplicará el comercio entre el Perú y Corea, 31Agosto 2010.
  • 121Si è quindi di fronte ad una nazione in lenta crescita e che con ifatti degli ultimi due anni conferma di essere uscita dalla crisieconomica mondiale del 2008.Al termine delle elezioni presidenziali (2011), il Cile si troverànella fase di assorbimento delle politiche monetari - fiscali e sitroverà all‟inizio di un percorso di sviluppo sostenibile e controllosulla spesa pubblica.Sul piano internazionale, vi è una discreta crescita in termini dicompetitività e quindi una maggiore capacità di attrarreinvestimenti. Gli accordi internazionali in corso d‟opera e in via diattuazione danno una prospettiva di crescita nel lungo periodomaggiore rispetto ai volumi di beni attualmente scambiati.Il Perù ha continuato nel corso degli anni a siglare nuovi accordicommerciali facenti parte di una politica di apertura finalizzataalla promozione dell‟export grazie al Piano Strategico diEsportazioni (PENX)48.Un punto chiave di questa apertura è stata costituitadall‟integrazione commerciale e il fatto di poter accedere a nuovimercati. Oltre ai già citati accordi con Corea e Unione Europea,sono già in essere agreement con USA, Canada, Mercosur,Comunità Andina, Singapore e Cina. A questi vanno aggiunti altripaesi: Thailandia (dove l‟accordo è già in essere ma non è ad oggientrato in vigore);47Empresa & Negocios (Revista della Camera di Commercio di Lima), TLCcon UniónEuropea potenciará entas de agro, pesca y confeciones, 24 Maggio 2010.48Il piano prevede un ulteriore sviluppo nel settore teconologico grazie all‟utilizzo dinuovi macchinari all‟avanguardia e una riqualificazione industriale.
  • 122 Giappone (accordo ancora da sottoscrivere ma è già avviatoun processo di negoziazione); India, Russia, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa (trattatiin programma).Nei primi sei mesi del 2010 l‟interscambio del Perù con il restodel mondo ammonta a poco più di 29 miliardi di dollari americanie ha fatto registrare un + 35,57% rispetto allo stesso periododell‟anno precedente.Sul podio dei blocchi commerciali riguardanti le importazionisalgono al primo posto i paesi Asean con una quota del 31,5%(le esportazioni verso questi paesi ammontano a 26,46%), alsecondo il gruppo Mercosur con un 11,7% (l‟export verso lastessa area è pari al 2,8%) e al terzo l‟Unione Europea con un10,5% (export del 17,08%). Il quarto posto spetta alla ComunitàAndina (CAN) che ha un import del 10,3%, mentre leesportazioni verso questo blocco hanno rappresentato solo il5,89%49.49http://www.bcrp.gob.pe/
  • 123Tutti i prodotti esportati sia primari che industriali hannoregistrato un valore positivo significante una crescita, eccezionfatta per il settore tessile che ha rilevato una diminuzione(-3,3%).A proposito dei rapporti commerciali Italia – Perù, la firmaavvenuta sul trattato di libero commercio, ha enormementefavorito i paesi. Si registrano infatti un incremento che sfiora il70% delle esportazioni Peruviane verso l‟Italia e una sempremaggiore presenza di prodotti, marchi, imprese italiane nelpaese Sud Americano(settore agro – alimentare, tessile,abbigliamento, ecc…).Molti imprenditori oggi sono realmente interessati ad iniziareprocessi di “Produzione per conto” in particolare nel settoreabbigliamento.L‟export italiano verso il Perù è permesso principalmente perbeni strumentali (macchinari tessili e utensili, imballaggio, cartae cartone, ecc…).Dai dati ufficiali delle dogane, l‟interscambio Italia – Perù haoltrepassato i 630 milioni di dollari americani (+30%) nel periodogennaio – giugno 2010 con un saldo negativo per il bel paese di291,5 milioni.
  • 124Il Paese resta a tutt‟oggi un mercato di nicchia per le nostreimprese. I volumi esportati verso il Perù hanno registrato n calodovuto principalmente al lento processo di ripresa, mentrel‟attività di import è tornata a crescere in particolare per ilsettore agro – alimentare e nel tessile – abbigliamento.Questo rapporto tra i paesi, visti i discreti risultati, potrà essererinforzata coinvolgendo le PMI. Di certo non sarà facile, perchénel confronto domanda in loco e offerta italiana si può dedurreuna forte complessità da parte italiana a concedere agevolatecondizioni di finanziamento al cliente per l‟acquisto di merci.È da gennaio 2007 che il Perù ha approvato l‟abolizione dei dazidoganali che risultavano pari ad un 4% del valore dei beniimportati. Questo era valido per 2.900 voci di prodotticorrispondenti a beni strumentali, prodotti semilavoratiprovenienti da qualsiasi altra nazione.Si può dire che il Perù sta cercando di diventare un paesecompetitivo e piano piano con una buona politica di apertura e diaccordi sta riuscendo nel suo intento.È da segnalare altresì che le tecnologie e le infrastrutture finorapresenti non riescono a sviluppare in modo uniforme il paese,quindi si ritrovano zone più avanzate e altre magari nonraggiunte in maniera efficace dalle vie di comunicazione.
  • 1252.11 Suriname2.11.1 Informazioni generaliIl Suriname, anche chiamato Guyana Olandese, è una repubblicapresidenziale con capitale Paramaribo. La moneta ufficiale è ildollaro surinamese e la lingua ufficiale è l‟olandese, essendostoricamente una colonia dell‟Olanda. La religione ufficiale èquella induista.2.11.2 GeografiaVanta una superficie di 163.270 km2e confina con la Guyana, laGuyana francese, il Brasile e l‟Oceano Atlantico. La regione conpiù abitanti è Panamaribo, che prende il nome dalla capitale.2.11.3 PopolazioneIl Suriname vanta una popolazione totale di 519.740 abitanti(3,1 abitanti per km2) e il tasso di fertilità è medio (2,32 neonatiper donna).2.11.4 Quadro macroeconomico e politicoIl PIL pro capite è nella media con quelli degli altri paesidell‟America Meridionale (6.975 dollari).Il rischio politico è alto: l‟assetto politico si basa sulla leadershipdel capo di stato, la cui popolarità è in calo per il progressivopeggioramento della situazione economica del paese. Inoltre èattualmente in corso una disputa con la Guyana per ladefinizione dei confini.Il rischio economico è alto: l‟economia si basa su produzione edesportazione di materie prime (alluminio,oro e petrolio) ed èquindi soggetta alla volatilità dei prezzi di queste ultime. La
  • 126spesa pubblica è aumentata ma allo stesso tempo le entratefiscali sono in calo. L‟inflazione risulta in calo e il debito pubbliconon risulta essere rilevante (più della metà è nei confrontidell‟Olanda).Il rischio finanziario è medio: il sistema bancario è caratterizzatoda un alto livello di partecipazione statale. Il sistema finanziarioè rimasto relativamente immune alla crisi, a parte il mercato delcredito privato.Il rischio operativo è medio: Permangono problemi legati allalentezza della burocrazia e alla corruzione. Le infrastrutture sonoadeguate e la criminalità è in calo, ma i rischi legati alle alluvionisono considerevoli.L‟interscambio con l‟Italia è molto limitato, e si restringe aisettori alimentare e elettronico.
  • 1272.12 Uruguay2.12.1 Informazioni generaliL‟Uruguay è una repubblica democratica con capitaleMontevideo, sede della maggior parte dell‟attività economia eproduttiva del paese. Le altre città più popolose dello stato sonoSalto, Canellones e Paysandù.La lingua ufficiale è una variante dello spagnolo, il rioplatanese,idioma diffuso anche in Argentina, che presenta alcune sensibilidifferenze soprattutto fonetiche con il castigliano iberico.Dal 1916 vige la separazione tra stato e chiesa: la libertà di cultoè sancita dalla costituzione e l‟influenza della Chiesa Cattolicasulla società, contrariamente a quanto accade in altri paesi dell‟America Latina, è relativamente ridotta. La maggior parte dellapopolazione è religiosa: tra i credenti predomina la religionecattolica al 66%, seguita da protestante al 11% ed ebrea al 2%.La moneta ufficiale è il peso uruguayano.Prima della colonizzazione europea, l‟unica popolazionedocumentata che ha colonizzato l‟Uruguay è stata quella deiCharruas, tribù di piccole dimensioni proveniente dal Paraguay.Gli spagnoli arrivarono nel loro territorio nel 1516, ma dovetteroil loro insediamento a causa della resistenza opposta dalla
  • 128popolazione locale e dall‟apparante assenza di oro e argento. NelXVII l‟Uruguay divenne poi una zona contesa tra la Spagna e ilPortogallo. Gli spagnoli, per intimorire i loro concorrenti diretti,fondarono numerose colonie, tra cui l‟attuale capitale Montevideonel 1726, il cui porto divenne in poco tempo di dimensioni tali daentrare in competizione con il più famoso porto di Buenos Aires.Nel 1807 la città venne occupata anche dagli inglesi con l‟intentodi conquistare l‟Argentina. Nel 1811 José Gervasio Artigas, chesarebbe poi diventato eroe nazionale, organizzò una rivolta perottenere l‟indipendenza, che si concluse nel 1828 con il trattatodi Montevideo, che rendeva l‟Uruguay uno stato completamenteindipendente. Gli anni dal 1840 al 1852 furono caratterizzati dauna guerra civile interna tra i due principali partiti del paese: iBlancos, che erano favorevoli al protezionismo e guardavanoall‟interesse delle campagne, e i Colorados, che volevanopromuovere l‟economia di Montevideo con scambi esteri. Durantequesta guerra venne assediata Montevideo e i locali chieseroaiuto ai francesi e agli italiani residenti, tra cui GiuseppeGaribaldi. L‟assedio terminò nel 1852 grazie all‟intervento direttodi truppe inglesi e francesi e nello stesso anno venne abolitaanche la schiavitù. La pace però non durò a lungo: nel 1855 sigiunse al culmine con la Guerra della Triplice Alleanza, chiamatacosì perché vide uno schieramento contro il Paraguay formato daArgentina, Brasile e Uruguay. La coalizione vinse ma dovettesubire la perdita del 95% delle truppe. Terminata la guerra siassistette ad un sostanzioso aumento del numero di immigrati,provenienti soprattutto da Italia e Spagna, che arrivarono acostituire il 68% della popolazione residente. Nei primi anni del900 il presidente Ordonez diede vita a riforme politiche,economiche e sociali. Nonostante ciò negli anni ‟50 ci fu un calodella domanda mondiale di prodotti agricoli a incominciarono a
  • 129sorgere problemi economici per il paese, oltre che guerriglieurbane. Per sedare le rivolte , sempre più accese, venne istituitoun governo militare che a sua volta fallì nell‟intento. A seguito diun referendum si tornò poi al governo civile e nel 1985 venneeletto Sanguinetti, il cui principale obiettivo era la ricostruzionedel paese: le sue riforme stabilizzarono l‟economia, che cominciòa crescere, e migliorarono la qualità della vita.2.12.2 GeografiaL‟Uruguay è il secondo stato più piccolo dell‟America meridionaledopo il Suriname e confina a nord-ovest con il Brasile, a est conl‟Argentina e a sud con l‟Oceano Atlantico. Ha una superficietotale di 176.220 km2e una popolazione di 3.344.938 abitanti(19,8 abitanti per km2). Gran parte del paese si trova su unvasto bassopiano con rare formazioni collinari che difficilmentearrivano ai 500 metri. A occidente vi sono ampie paludi, spessoallagate dalla piena del Rio Uruguay, mentre nella partesudorientale della costa vi è una stretta pianura costierapianeggiante, sabbiosa e caratterizzata da lagune. Essendo lamaggioranza del paese pianeggiante e ricca di fiumi il terreno sipresta ad essere sfruttato per fini agricoli, ad eccezione dellearee boschive che occupano circa il 5%.
  • 130Nella parte settentrionale del paese il clima è subtropicalementre a sud è temperato, offrendo condizioni meteorologichesimili a quelle di Italia e Spagna. La temperatura media annua èpari a 17,5 °C. Il mese più caldo è gennaio (32°), mentre quellopiù freddo è giugno (6°). Le precipitazione sono distribuitedurante tutto il corso dell‟anno, anche se il mese più piovosorisulta essere marzo. In inverno sono poi frequenti venti freddiprovenienti da sud-ovest, chiamati Pamperos, che colpiscono inparticolar modo l‟area costiera. Le città e i modi di vivere sonomolto simili a quelli europei e si registra come più della metàdella popolazione complessiva del paese viva nella capitale.2.12.3 PopolazioneLa maggioranza della popolazione (88%) è composta dadiscendenti di immigrati di origine europea, e in particolare dietnia iberica e italiana. L‟8% è di etnia meticcia e solo il 4% è dietnia nera. Le popolazioni indigene sono state sterminatedurante le guerre del XIX secolo.Il tasso di fertilità non è elevatissimo (1,89 neonati per donna),mentre le aspettative di vita sono abbastanza alte (76,33 anni).Il tasso di mortalità infantile è in linea con gli altri paesidell‟America meridionale (11,61 morti/1.000 nati vivi) e il tassodi crescita della popolazione è 0,46 %. Il 22,9 % dellapopolazione ha tra 0 e 14 anni, il 63,9% ha tra 15 e 64 anni e il13,3 % ha più di 65 anni.2.12.4 Quadro macroeconomico e politicoIl rischio politico è medio: il presidente Mujica, in carica dal 1marzo 2010, mira a consolidare la crescita socioeconomica e lastabilità democratica. Il suo obiettivo prioritario è quello di
  • 131favorire lo sviluppo delle infrastrutture, della logistica e deitrasporti. Da segnalare che lo stato presenta un contenziosoancora aperto riguardo la produzione di due impianti di cellulosacon il Brasile.La situazione economia dell‟Uruguay nel primo semestre del2010 è stata caratterizzata da un sostenuto dinamismoconfermato da diversi indicatori economici. L‟economiauruguayana è cresciuta del 9,6% nel primo semestre del 2010,rispetto allo stesso periodo del 2009, e del 2,6% rispetto altrimestre precedente. (fonte Banco Central del Uruguay) Infattitutti i settori economici hanno registrato tassi positivi di attività:il settore agricolo e dell‟allevamento è cresciuto del 2,7%,l‟industria manifatturiera ha registrato un incremento del 5,2%,soprattutto riferito ai campi alimentare e chimico, il settorecommercio, ristorazione e alberghiero ha visto un incremento del13,5% e il settore trasporti e comunicazione del 14,9%. Il vero eproprio boom si è però visto nel settore dell‟elettricità, gas eacqua, che ha registrato un aumento del 327,9%, grazieall‟andamento positivo della produzione elettrica ottenuta pergenerazione idraulica. Il Fondo Monetario Internazionale segnaleche il paese ha affrontato in modo positivo la fase di recessione
  • 132globale grazie a politiche economiche solide ed equilibrate ed èattualmente meno vulnerabile dei grandi paesi vicini (fonterapporto sull‟Uruguay, Marzo 2010). Ciò è dovuto al fatto che gliindicatori macroeconomici sono migliori rispetto al passato, vi èuna minore esposizione delle banche verso l‟Argentina, le banchesono più affidabili e i mercati di destinazione delle esportazionisono più diversificati.Il rischio economico è medio: il PIL pro capite di circa 11966dollari, valore piuttosto elevato per l‟America meridionale. Laprevisione del PIL globale per l‟anno 2011 prevede un aumentodel 4,2% e ciò consentirà un aumento della domanda interna edelle importazioni. L‟inflazione è in leggero aumento (+3,09%nel 2010) e la posizione debitoria è diminuita anche se resta unfattore critico: il debito è di natura pubblica e in maggioranzacontratto in valuta estera.Il rischio finanziario è medio: gli indicatori di solidità finanziaria,nonostante la crisi, restano soddisfacenti. Tuttavia l‟elevatadollarizzazione del sistema rimane un fattore di rischio elevato.Negli ultimi mesi del 2009 si è assistito ad un costanteapprezzamento, in media del 7%, del peso uruguayano neiconfronti del dollaro. Ciò ha comportato l‟intervento delleautorità monetarie uruguayane che hanno acquistato dollari sulmercato per evitare un eccessivo apprezzamento del peso cheavrebbe reso meno competitive le esportazioni uruguayane. Glieffetti di tale intervento hanno portato ad un leggero recupero dientrambe le valute. Il governo prevede inoltre di recuperare laqualifica di “investment grade”, persa a seguito della crisi del2002. Essa permette agli assets finanziari del paese di essereacquistati da parte di fondi di investimenti e compagnieassicurative straniere. Questo permetterebbe una riduzione dei
  • 133tassi di interesse che il paese deve pagare per finanziare il suodebito pubblico.Il rischio operativo è medio: il sistema giudiziario funziona inmaniera trasparente, la forza lavoro è ben sviluppata e il tasso dicorruzione basso. Il tasso di disoccupazione è del 7,4% e l‟indicemedio dei salari nominali è aumentato del 6,95%, soprattutto nelsettore pubblico. Il limite è dato dalle carenze dell‟apparatoinfrastrutturale e dei trasporti.I principali partner commerciali sono Brasile, Russia, India e Cina(50%) e l‟Unione Europea (15,2%). Tuttavia il Brasile resta ilprincipale partner commerciale. Nei primi mesi del 2010 si èregistrata una significativa espansione delle esportazioni,cresciute del 26,4%, nonché delle importazioni, cresciute del21%. In particolare gli altri prezzi di alcune commodities agricole(cereali, carne e lana), hanno giovato alle esportazioniuruguayane. A livello normativo gli investitori esteri non sonodiscriminati rispetto a quelli nazionali, offrendo sicurezzagiuridica, disponibilità di materie prime agricole, manodoperaqualificata a basso costo ed un moderno sistema di incentivi edinvestimenti. Il governo ha inoltre migliorato ed aumentatosignificativamente i benefici e le esenzioni fiscali perl‟agevolazione degli investimenti in loco. I rapporti con l‟Italiasono in crescita ma molto esigui e si concentrano nei settorimeccanici, automotive, agricoli, metallurgici e quello delle fibresintetiche o artificiali. Le esportazioni sono aumentate del19,1%, passando da 54,0 a 64,3 milioni di dollari, e parimentisono aumentate anche le importazioni (+13,4%). I prodottiitaliani in Uruguay si collocano della fascia medio - alta delmercato, godendo di un ottimo rapporto qualità prezzo rispetto aquelli tedeschi e di una superiore qualità tecnologica rispetto a
  • 134quelli brasiliani. Il settore dei beni strumentale deve continuare arappresentare il comparto prioritario dell‟azione promozionaleitaliana: le imprese uruguayane devono ancora dotarsi dimoderne tecnologie necessarie per la trasformazione deiprodotti, soprattutto nel settore agro-industriale. Per quantoriguarda i beni di consumo è opportuno puntare su quei prodottiitaliani che soddisfano le esigenze della fascia alta di consumatorilocali e i turisti (nel settore moda soprattutto il comparto pret-a-porter). E‟ stato realizzato in accordo tra Italia e Uruguay unprogramma di aiuto, volto a fornire un credito di 20 milioni dieuro per le piccole e medie imprese italo-uruguayane eduruguayane, volto ad aumentare il livello occupazionale. Ilprogramma permette di stabilire joint venture che consente diaccedere alla linea di credito: i beni e i servizi finanziabili devonoessere per almeno il 50 % di origine italiana e per la restanteparte di origine uruguayana o di altri paesi dell‟america latina.
  • 1352.13 Venezuela2.13.1 Informazioni generaliIl Venezuela, o Repùblica Bolivariana de Venezuela, è unarepubblica federale e democratica situata nel nord dell‟AmericaMeridionale. E‟ diviso in 23 stati, il Distretto della Capitale e 11dipendenze federali (costituiti da un insieme di isole perlopiùdisabitate al largo della costa caraibica venezuelana). La capitaleè Caracas e le città più popolose sono Maracaibo, Valencia,Maracay e Barquisimeto.La lingua ufficiale è lo spagnolo; esso presenta numerose affinitàcon lo spagnolo parlato nei Caraibi e alcune differenze con quellodella madrepatria, soprattutto di carattere fonetico e lessicale.Ovviamente tanto più è alto il livello socio-culturale deivenezuelani tanto più le differenze si riducono. La costituzionebolivariana voluta dal presidente Chàvez nel 1999, prevedeinoltre che anche gli idiomi indigeni siano considerati una linguacoufficiale. Si tratta di oltre 30 idiomi autoctoni, parlati da pocopiù di 170000 venezuelani. Vengono inoltre parlate anche lingueextracontinentali, prima di tutte l‟italiano, seguito da portoghese,galiziano, arabo, francese e tedesco. Un posto a sé merital‟inglese, parlato come seconda lingua dall‟alta borghesiavenezuelana.La libertà di culto è garantita dalla Costituzione. I religiosi sonocosì divisi: 90% cattolici, 2% protestanti, 1% ortodossi, 0,5%musulmani e 6,5% di religioni minori. Numericamente esigua maimportante sotto il profilo economico è la comunità ebraica (circail 40% risiede a Caracas).La valuta ufficiale è il Bolìvar Venezuelano Fuerte (VEF).
  • 136La scoperta del territorio risale al 1498 ad opera di CristoforoColombo. L‟anno successivo Amerigo Vespucci diede il nome diVenezuela e la Spagna terminò la colonizzazione del paesedurante il XVI secolo. La proclamazione dell‟indipendenza non fucomplessa poiché gli spagnoli non amavano il clima subtropicaledella colonia. La nuova Repubblica del Venezuela fu però subitopresa da rivoluzionari locali, i caudillos, che diedero vita afrequenti colpi di stato e rivoluzioni locali. Nel 1920, sotto ilgoverno di Gòmez, vennero scoperti i giacimenti di petrolio e ciòportò a una vera e propria rinascita economica del paese. Nel1941 salì al potere Contreras che portò alcuni cambiamenti alpaese: si alleò con Stati Uniti e Gran Bretagna, dichiarò guerraall‟Asse, rese operativa un‟imposta sul reddito, reso più modernoil Codice Civile, intrapresa una lotta all‟analfabetismo e pose leprime basi per una normativa sulla previdenza sociale. Nel 1948prese il potere una giunta militare che sciolse il parlamento eistaurò una dittatura. Questa dittatura militare favorì alcontempo anche l‟immigrazione, credendola determinante per lacrescita del paese. Dal 1958 si susseguirono infine una serie dipresidenti democraticamente eletti, l‟ultimo dei quali, Chàvez, sista impegnando nel rafforzare i rapporti tra i vari governisudamericani e nel promuovere la scolarizzazione.
  • 1372.13.2 GeografiaIl Venezuela si estende su una superficie terrestre totale di916.445 km2, comprensiva della parte continentale, dell‟isola diMargarita e delle dipendenze federali. Inoltre il paese esercita lasovranità su 860.000 km2di superficie marina sotto il concetto diZona Economica Esclusiva e mantiene accesa una storicacontroversia con la Guyana su una superficie di 159.500 km2situata lungo il confine orientale.Esso confina a nord con il Mar dei Caraibi, a est con la Guyana, asud e a sud-est con il Brasile, a ovest e a sud-ovest con laColombia. Ha una popolazione totale di 28.384.000 abitanti (27abitanti/km2) e la regione più abitata è quella di Zulia, dove sitrova Maracaibo.
  • 138Geograficamente si possono distinguere tre diverse zone: nellaparte settentrionale del paese si trova una zona montuosacostituita da catene appartenenti al massiccio andino, nella partecentrale si trovano ampie pianure erbose chiamate Los Ilanos enella parte meridionale si trova un altopiano chiamato massicciodella Guyana. Il fiume principale, che nasce tra Venezuela eBrasile ed è lungo 2.574 km, è l‟Orinoco.Il Venezuela ha un clima tropicale, generalmente contraddistintoda una stagione piovosa (da maggio a ottobre) e da una secca(da novembre ad aprile). Le precipitazioni sono molto variabili ecolpiscono in misura maggiore l‟Amazzonia venezuelana a sud. Ilcaldo è spesso mitigato dall‟altitudine e dalla presenza di alcunevette delle Ande ricoperte da nevi perenni.2.13.3 PopolazioneLa popolazione è distribuita in forma poco omogenea nelterritorio: circa l‟85% si concentra nelle città settentrionali e benil 73% vive a meno di 100 km dalla costa. Al contrario solo il 5%vive nelle terre a sud del fiume Orinoco, superficie cherappresenta quasi la metà del paese.In Venezuela non sono state effettuate in età recente rilevazioniufficiali di carattere razziale. Generalmente si ritiene che dueterzi circa della popolazione siano meticci o mulatti, mentre solol‟1% sarebbe di etnia indios. I bianchi sarebbero infine un quintodella popolazione e in maggioranza figli di immigrati di origineeuropea. Le comunità europee più presenti nel paese sarebberoquelle spagnole, italiane e portoghesi. Il Ministero degli Affariitaliano ha calcolato che, tra la fine della Seconda GuerraMondiale e l‟inizio degli anni ‟70, sono emigrati in Venezuela oltre250.000 italiani (circa il 90% provenienti dall‟Italia meridionale).
  • 139Le zone che hanno accolto il maggior numero di italiani sonoquelle centro-settentrionali e, in particolare, la città di Caracas.Il tasso di fertilità è positivo ma non elevatissimo (2,46 neonatiper donna); purtroppo però anche il tasso di mortalità infantile èelevato (20,62 morti/1.000 nati vivi).Il tasso di crescita stimato della popolazione per il 2011 èpositivo (+1,49%) e l‟aspettativa di vita media è di 73,56 anni. Il29,5% della popolazione ha tra 0 e 14 anni, il 65,1% ha tra 15 e64 anni e il 5,4% ha 65 anni o più.2.13.4 Quadro macroeconomico e politicoIl Partito Socialista attualmente in carica non ha ottenuto alleultime elezioni un numero sufficiente di seggi da garantirel‟approvazione immediata delle leggi. La mancanza dellamaggioranza assoluta sta determinando un ulterioreirrigidimento politico del presidente Chavez che ha vistol‟ingresso ufficiale in parlamento dell‟opposizione nel 2011. Lapolitica adottata dal presidente continua a suscitare giudizicontrastanti: la classe imprenditoriale venezuelana e laborghesia locale sono sempre più critiche nei confronti delpresidente, avendo visto ridimensionare il proprio ruolo dalcontesto sempre più caratterizzato dalla presenza dello statonelle attività economiche. Il presidente viene sempre più spessoaccusato di demagogia e popolarismo dai media, mentre vienesostenuto dagli strati popolari. La situazione potrà portare nelbreve periodo alla creazione di scontri interni e ciò fa sì che ilrischio politico sia elevato.Le relazioni con gli Stati Uniti sono peggiorate a causadell‟espulsione dell‟ambasciatore statunitense dal Venezuela e
  • 140dalla successiva espulsione di quello venezuelano dagli USA. IlVenezuela resta comunque uno dei principali fornitori di petroliodegli USA. Anche i rapporti con Brasile e Argentina non sonoottimi e ciò a causa del legame che Chavez ha stabilito con Cubae Bolivia (paesi al di fuori dell‟influenza americana).Il rischio economico è alto: nonostante la quasi totalità dei paesidell‟America Latina abbia avuto una ripresa economica dopo lacrisi del 2009, il Venezuela continua ad attraversare una fase dipesante recessione economica a che non accenna a dare segni dimiglioramento. Il PIL nel 2010 è sceso del 3,5% e ciò è dovuto alcalo della produzione petrolifera, agli effetti della crisi elettrica eall‟assenza di investimenti produttivi. L‟economia dipende infattidal settore degli idrocarburi che è penalizzato da vincoliproduttivi e qualitativi e dalle difficoltà operative che scoraggianomolti investitori esteri (-1,7%). In brusco calo sono anche isettori legati ai consumi privati: manifatturiero (-3,7%),commercio (-6%), costruzione (-6,4%) e servizi (-8,8%). Ciò èdovuto principalmente alla minore disponibilità di beni di origineimportata, al piano di risparmio energetico, alla diminuzionedella domanda interna e anche al fatto che l‟inflazione continuaad aumentare dal 2006, nonostante i controlli sui prezzi dei benidi prima di necessità. Gli unici segnali positivi si sono registrati
  • 141nei settori delle comunicazioni (+6,5%) e dei servizi statali(+2,9%).Fonte: Istituti del commercio esteroIl debito estero resta contenuto (meno del 25% del PIL), anchese in lieve aumento. Per contenere il mercato del cambio nel2010 è stato adottato un doppio tasso di cambio, quasiraddoppiato dai beni primari a quelli secondari.Il sistema bancario è costituito da 55 istituti, di cui 10 statali,numero che appare eccessivo rispetto alle reali necessità diintermediazione creditizia. Il sistema nel complesso ècaratterizzato da scarsa efficienza e da forti ingerenze digoverno. L‟andamento del mercato azionario è strettamentedipendente dalla politica adottata sul momento da Chavez.Il contesto operativo è caratterizzato da elevata burocrazia,corruzione e ingerenza delle autorità. I tassi di criminalità sonotra i più elevati dell‟America Latina.
  • 142Negli ultimi anni il governo ha adottato un atteggiamentoaggressivo nei confronti degli investitori esteri, molti dei qualisono stati di fatto estromessi dal paese. Il clima di incertezza,dettato soprattutto dalle recenti nazionalizzazioni di compartichiave dell‟economia, sta influenzando negativamente le azioni diinvestitori stranieri. Il rischio operativo è dunque molto elevato.In particolare l‟interscambio con l‟Italia è diminuito (-23,7%), siaper quanto riguarda le importazioni che le esportazioni. Il settorepiù importante dell‟export italiano verso il Venezuela rimanequello dei macchinari meccanici (42,6% del totale).
  • 143CAPITOLO 3 – Analisi della strategia3.1 Analisi di attrattivitàDallo studio dei paesi finora condotto, possiamo arrivare adescludere dall‟analisi di attrattività più della metà dei paesi inquanto questi per svariate motivazioni presentano rischi moltoelevati e ad oggi non sono idonei ad un investimento.Decidiamo quindi di approfondire solo cinque paesi: Argentina Brasile Cile Guyana Francese UruguayI parametri sulla quale abbiamo effettuato la nostra valutazionesono: Rischio Politico Rischio Economico Rischio Finanziario Rischio Operativo Dazi: esprimono il surplus necessario per importare in paesiesteri le merci italiane. Situazione competitiva: esprime la presenza nel mercato diriferimento di competitors appartenenti al mondo dellamoda Sensibilità verso il settore moda: valuta congiuntamente lapresenza di negozi e centri commerciali all‟interno del paesee la rete distributiva presente Tasso di natalità: numero di nascite ogni mille nuovi natiQuesti quattro fattori sonovalutazioni oggettive enumeriche derivate dal rankingufficiale delineato per ogni paesedel mondo dalla Sace chedeterminano il rischio paese.
  • 144 Tasso di mortalità infantile: numeri di bambini deceduti ognimille nuovi nati PIL Pro Capite: rappresenta la ricchezza media prodotta daogni singolo abitante del paese Fascia di reddito elevato: considera le fasce di reddito A e Bsopra i 2.200 euro per nucleo familiare Percentuale di popolazione tra 0 e 16 anni Tasso di scolarizzazione: esprime una percentuale di abitantiche hanno portato a compimento almeno la scuoladell‟obbligoAbbiamo deciso di non considerare tra i fattori rilevanti il PILglobale del paese; questo perché il dato sarebbe stato falsato daipaesi di dimensioni maggiori. Ad esempio il Brasile non hasoltanto un reddito pro capite superiore ad altri, ma vanta ancheun‟estensione più elevata; dunque il dato risultante non sarebbeveritiero ai fini della nostra indagine perché inciderebbe sugliindici studiati in maniera eccessiva.Il grafico sottostante mostra quanto evidenziatoprecedentemente.
  • 145Nella prima tabella si evidenziano le valutazioni complessiveraggiunte dai paesi, dove ai dati più bassi corrispondono valoripositivi così come evidenziato di seguito in legenda.Dalla tabella emerge che il paese più attrattivo è il Cile. A pocadistanza si colloca la Guyana Francese; da considerare però chemolte variabili di questo stato esprimono una pura valutazionesoggettiva non avendo dati ufficiali a riguardo. In terza posizionesi collocano a pari merito Uruguay e Brasile, mentre fanalino dicoda è l‟ArgentinaLEGENDA1-2= basso3-4= medio-basso5=medio6-8=medio-alto9-10=altoVARIABILI Cile Uruguay BrasileGuyanaFranceseArgentinaRischio Politico 1 4 2 1 5Rischio Economico 5 4 5 1 10Rischio Finanziario 1 6 5 1 10Rischio Operativo 1 5 6 5 5Dazi 1 4 5 1 5Situazione Competitiva 2 4 6 2 5Sensibilità verso il settore moda 5 5 2 2 3Tasso di natalità 4 5 3 1 3Tasso di mortalità infantile 3 4 8 6 5Pil Pro Capite 2 4 6 2 3Fascia di reddito elevato 3 5 2 2 4% di popolazione tra 0 e 16 anni 5 5 2 8 4Tasso di scolarizzazione 2 1 4 5 1TOTALE 35 56 56 37 63
  • 146Tabella ATTRATTIVITA PAESIVARIABILI Cile Uruguay Brasile Guyana Francese Argentina TOTALEFattore di ponderazionedimportanza della variabileRischio Politico 0,12 0,48 0,24 0,12 0,6 1,56 12%Rischio Economico 0,7 0,56 0,7 0,14 1,4 3,5 14%Rischio Finanziario 0,11 0,66 0,55 0,11 1,1 2,53 11%Rischio Operativo 0,11 0,55 0,66 0,55 0,55 2,42 11%Dazi 0,1 0,4 0,5 0,1 0,5 1,6 10%Situazione Competitiva 0,06 0,12 0,18 0,06 0,15 0,57 3%Sensibilità verso il settore moda 0,05 0,05 0,02 0,02 0,03 0,17 1%Tasso di natalità 0,24 0,3 0,18 0,06 0,18 0,96 6%Tasso di mortalità infantile 0,09 0,12 0,24 0,18 0,15 0,78 3%Pil Pro Capite 0,36 0,72 1,08 0,36 0,54 3,06 18%Fascia di reddito elevato 0,09 0,15 0,06 0,06 0,12 0,48 3%% di popolazione tra 0 e 16 anni 0,05 0,05 0,02 0,08 0,04 0,24 1%Tasso di scolarizzazione 0,14 0,07 0,28 0,35 0,07 0,91 7%TOTALE 2,22 4,23 4,71 2,19 5,43 37,56 100%Tabella ATTRATTIVITA MONNALISAVARIABILI Cile Uruguay Brasile Guyana Francese Argentina TOTALEFattore di ponderazionedimportanza della variabileRischio Politico 0,05 0,2 0,1 0,05 0,25 0,65 5%Rischio Economico 0,35 0,28 0,35 0,07 0,7 1,75 7%Rischio Finanziario 0,05 0,3 0,25 0,05 0,5 1,15 5%Rischio Operativo 0,1 0,5 0,6 0,5 0,5 2,2 10%Dazi 0,11 0,44 0,55 0,11 0,55 1,76 11%Situazione Competitiva 0,3 0,6 0,9 0,3 0,75 2,85 15%Sensibilità verso il settore moda 0,6 0,6 0,24 0,24 0,36 2,04 12%Tasso di natalità 0,32 0,4 0,24 0,08 0,24 1,28 8%Tasso di mortalità infantile 0,03 0,04 0,08 0,06 0,05 0,26 1%Pil Pro Capite 0,1 0,2 0,3 0,1 0,15 0,85 5%Fascia di reddito elevato 0,33 0,55 0,22 0,22 0,44 1,76 11%% di popolazione tra 0 e 16 anni 0,3 0,3 0,12 0,48 0,24 1,44 6%Tasso di scolarizzazione 0,08 0,04 0,16 0,2 0,04 0,52 4%TOTALE 2,72 4,45 4,11 2,46 4,77 37,02 100%
  • 147Nella tabella “Attrattività Paesi” consideriamo, oltre allevalutazioni date in precedenza, anche un fattore di ponderazionedi importanza della variabile. Esso è espresso in percentuale erappresenta l‟importanza della variabile per ogni singolo statoconsiderato.Rispetto alla prima tabella, si può notare un‟inversione anche seminima dei primi due stati ovvero Cile e Guyana Francese.L‟Uruguay appare inoltre più attrattivo del Brasile, mentrel‟Argentina si mantiene costante.Nella tabella “Attrattività Monnalisa” consideriamo, oltre allevalutazioni presenti nella prima tabella, un fattore diponderazione di importanza della variabile. Questo non è riferitoal paese come nel caso precedente, bensì rispecchia la rilevanzadella variabile per l‟azienda Monnalisa.I risultati mostrano che la Guyana Francese appare sempre la piùattrattiva seguita a poca distanza dal Cile. Si sono invece invertitii valori di Brasile e Uruguay che si attestano rispettivamente alterzo e quarto posto; inoltre si è ridotto il gap dell‟Argentina neiconfronti degli altri paesi. Questo dimostra che per l‟aziendal‟Argentina è più attrattiva di quanto potesse apparire da unaprima analisi.La fase successiva ha previsto una media tra i risultati totaliottenuti dai vari paesi della seconda e terza tabella. Di seguitoriportiamo i valori ottenuti.Cile Uruguay Brasile Guyana Francese ArgentinaMEDIA 2,47 4,34 4,41 2,33 5,10
  • 148L‟esito si distanzia di poco da quelli precedenti. Si può notaresolamente una minima inversione tra l‟Uruguay e il Brasile, doveil primo risulta più attrattivo del secondo.Nonostante questo risultato optiamo per tenere in considerazionela terza tabella in quanto a nostro parere questa rappresenta ilfocus della richiesta di Monnalisa.Per l‟azienda i paesi in ordine di attrattività sono dunque iseguenti:1) Guyana Francese2) Cile3) Brasile4) Uruguay5) Argentina
  • 1493.2 Analisi PESTEL e dei concorrentiL‟analisi PESTEL si basa su alcune variabili del contesto (Political,Economical, Social, Technological, Environmental, Legal) al finedi individuare quali di queste possono essere rilevanti per ilprocesso decisionale aziendale e per le scelte strategiche –operative dell‟azienda.Per ogni paese abbiamo poi analizzato l‟ambiente competitivo delcomparto bambino rivolto alle classi più abbienti dellapopolazione.Queste analisi verranno effettuate per i cinque paesi che hannodimostrato maggiore attrattività dallo studio effettuatoprecedentemente.3.2.1 ArgentinaPOLITICALLArgentina è uno di quei paesi i cui sistemi politici si fondanosulle norme della democrazia rappresentativa dominato dalsistema federale. In questo sistema, l‟organizzazione di governoè suddivisa tra stato centrale e stati federati.Il presidente occupa la posizione di capo del governo e dellostato.Dopo un periodo di dittatura l‟Argentina gode attualmente di unagenerale stabilità politica, nonostante le difficoltà incontrate acausa del fallimento del paese e della crisi economica globale del2008.
  • 150La democrazia istaurata è messa a dura prova dalle difficoltà digestione di uscita dalla crisi, dal rischio di anarchia e dallavolatile credibilità del governo.La presidente Fernandez (prima donna eletta a capo del paese)succeduta al marito Kirchner è criticata per l‟accentramento delpotere e la politica estera isolazionista che ha creato una sorta dispaccatura tra l‟Argentina e gli altri paesi Sud Americani.Le nuove sfide del governo sono incentrate sull‟abbattimentodell‟inflazione, sulla carenza delle energie e il rinnovamento dellapropria immagine nei confronti del popolo.ECONOMICALL‟economia dell‟Argentina si caratterizza principalmente pergrande disponibilità di risorse naturali, tanto che il paese è unodei maggiori produttori agricoli e di allevamento.Dal 2009 al 2010 il PIL ha registrato nel primo semestre un+2,4% , mentre il tasso di disoccupazione ha registrato un calodi quasi un punto percentuale.Questo sta a significare che l‟Argentina non si è completamenteripresa dal default del 2001 anche a causa della crisi del 2008che ha colpito l‟intero pianeta.La principale preoccupazione che colpisce l‟economia argentinariguarda l‟inflazione; a questo proposito sono stati già presiprovvedimenti per tentare di bloccare questo andamentonegativo dovuto a continuo aumento dei prezzi.Al paese non manca di certo l‟ottimismo e la forza di combattereper garantirsi un futuro più roseo.
  • 151SOCIALL‟Argentina è uno dei paesi più alfabetizzati dell‟AmericaMeridionale. Questo grazie anche alla responsabilità condivisa diGoverno, Ministero della Pubblica Istruzione, Province, DistrettiFederali e Istituzioni Private.L‟istruzione scolastica è divisa in tre fasi: Educación General Básica (EGB) divisa in tre cicli (EGB I: 1°– 3° anno scolastico; EGB II: 4° - 6 anno scolastico; EGBIII: 7° - 9° anno scolastico)  istruzione obbligatoria Polimodal: istruzione secondaria dove lo studente puòscegliere il proprio orientamento. Questo percorso dura dai3 ai 4 anni a seconda delle materie scelte e non èobbligatorio per poter accedere ai college universitari. Sistema Universitario: è l‟università stessa a deciderel‟ammissione dello studente all‟università in quanto non èprevisto alcun esame di stato dopo il liceo.Per quanto riguarda il sistema sanitario argentino è suddiviso intre settori: Settore pubblico finanziato tramite la tassazione Settore privato finanziato attraverso volontari regimi diassicurazione Previdenza sociale finanziato tramite sistemi diassicurazione obbligatoria.Il Ministero della Salute e Azione Sociale (MSAS), supervisionatutti e tre i comparti del sistema di assistenza sanitaria ed èresponsabile della regolamentazione, della valutazione e dellaraccolta di dati statistici.
  • 152TECHNOLOGICALGli aspetti più importanti della scienza e della tecnologia inArgentina si occupano di medicina, fisica nucleare, biotecnologie,nanotecnologie e di diversi settori connessi con le attivitàeconomiche principali del paese.La scienza e la tecnologia del paese sono promosse da uninsieme di politiche, piani di lavoro e programmi realizzati dalgoverno, dalle università, dagli istituti nazionali, dalle imprese,dalle associazioni e da altre agenzie nazionali e internazionali.Dal momento in cui ha formato premi Nobel (il primo in materiadi scienza per il mondo ispanico) come Berardo Houssay,l‟Argentina è stata soprannominata “la dotta”.Nonostante possieda risorse umane ed alta capacità in materia, iproblemi riscontrati nel campo riguardano in primo luogo i bassiinvestimenti da parte del governo; ovviamente questo hacomportato nel corso degli anni una “fuga di cervelli” verso queipaesi che investono denaro nella ricerca e nello sviluppo diattività scientifiche come ad esempio gli Stati Uniti.Fino al 2007 l‟area amministrativa dedicata alla scienza e allatecnologia apparteneva al Ministero della Pubblica Istruzione conuna struttura gerarchica che a sua volta dipendeva dal ConsiglioNazionale per la ricerca Scientifica e Tecnica (CONICET). Dal2010 la situazione è cambiata in quanto il CONICET dipendedirettamente dal nuovo Ministero per la Scienza, la Tecnologia el‟Innovazione creato dalla presidente Fernandez.ENVIRONMENTALLe principali responsabilità in materia di ambiente spettano alMinistero della Salute Pubblica e dellambiente.
  • 153I principali problemi ambientali in Argentina sono linquinamentoe la perdita di terreni agricoli. Il suolo è minacciato dall‟erosione, dalla salinizzazione e dalla deforestazione.Lapprovvigionamento di acqua è minacciata da discaricheincontrollate di pesticidi, idrocarburi e metalli pesanti; questoanche a causa del disastro ambientale avvenuto nel 1999 dove laShell Petroleum non è riuscita a controllare la fuoriuscita di olionel Rio de la Plata.LEGALLArgentina è uno dei pochi paesi al mondo il cui sistemagiuridico utilizza una combinazione di entrambi diritto civile ecomune: il sistema di diritto civile segue uno specifico codice dileggi che vengono applicate da giudici in un tribunale, mentre ilsistema di common law utilizza casi precedenti e sentenze comefonte primaria di diritto.Il sistema utilizzato dall‟ Argentina risulta quindi da una miscelatra l‟ordinamento adottato negli Stati Uniti (common law) edellEuropa occidentale (civil law).Il sistema del diritto civile è costituito da due componentifondamentali che sono la costituzione di Argentina e il Codicecivile dellArgentina. nonostante il Codice civile dellArgentinaabbia avuto numerose modifiche, viene tuttora adoperato comebase per il diritto civile.La Costituzione dellArgentina è costituita da un preambolo, dauna carta dei diritti, da delle garanzie a tutte le persone e da unadescrizione dellorganizzazione del governo federale. Ilpreambolo dichiara gli obiettivi e le finalità della stessa, mentre ipassi seguenti definiscono la dichiarazione dei diritti civili, sociali
  • 154e politici e garanzie. Lultima parte definisce lorganizzazione delgoverno federale o “autorità della nazione", che consiste di treautonomi poteri di governo tra cui i rami legislativo, esecutivo egiudiziario.La Repubblica di Argentina comprende 23 province più la città diBuenos Aires. Ciascuna di esse possiede una propria Costituzioneed elegge il Governatore, i legislatori e gli altri funzionariprovinciali.Il potere esecutivo è esercitato dal Presidente che è responsabiledellamministrazione generale del paese, capo supremo dellanazione e comandante delle forze armate.Il Congresso Nazionale è composto dalla Camera dei Deputati edal Senato.Il Potere Giudiziario della Nazione spetta alla Corte Suprema. Innessun caso il Presidente della Nazione esercita funzionigiudiziarie, e può assumere la giurisdizione in casi pendenti otantomeno può riaprire sentenze già emesse.Ecco come si presenta la struttura di legge argentina:1) Carta dei Diritti – Costituzione Nazionale2) Forma di governo3) Delega al Governo Nazionale - Codici4) Precedenza delle leggi - trattati internazionali5) Costituzioni ProvincialiL‟argentina ha un territorio molto vasto, tanto che è il secondostato più esteso dell‟America Meridionale. Le città più popolosesono Buenos Aires, Cordoba, Rosario, Mar del la Plata. All‟interno
  • 155dello stato sono presenti molti centri commerciali dove siposizionano i concorrenti di Monnalisa.Competitors: Cheeky è un brand argentino di vestiti, accessori e cosmeticiper bambini da 0 a 12 anni. Nonostante esista da soli sedicianni è diventata l‟azienda leader nel mercato sudamericanoper il segmento infantile. Oggi conta più di 150 negozimonomarca in America e in Europa. In America Latina èpresente in Argentina, Bolivia, Brasile, Chile, Paraguay,Perù, Uruguay e Venezuela. Cheeky vanta inoltre unimpianto produttivo di 35.000 m2, la fabbrica tessile piùgrande del mercato argentino. A Buenos Aires sono presenti5 outlet e vengono effettuate le normali promozioni di finestagione. Gimos, impresa argentina presente da più di 25 anni nelmercato dell‟abbigliamento infantile (0-12 anni), è presentecon locali esclusivi propri e in franchising situati all‟internodei centri commerciali nel distretto della capitalecommerciale e a Buenos Aires. Esporta i suoi prodotti in vari
  • 156paesi dell‟America Latina: Perù, Bolivia, Colombia, Uruguaye Costa Rica. L‟azienda possiede anche vari outlet. Grisino nasce come una proposta di abbigliamento casual aBuenos Aires nel 1995 in due sedi a nord del quartieretradizionale della città. Nel 2002 Cresko, una societàdedicata al retail in Argentina nel segmento medio - alto,acquista i diritti del gruppo Grisino aggiungendo una visionestrategica di crescita a lungo termine. L‟unione di questequalità rendono possibile un progetto che rivoluzionalabbigliamento per bambini nel mercato argentino con unabase nei centri commerciali più importanti, segnando liniziodellespansione del modello di business a livellointernazionale.
  • 157 Mimo&Co, brand di abbigliamento, accessori e profumi perbambini da 0 a 12 anni. Il brand offre vestiti pratici, allamoda e di alta qualità. Vanta più di 100 negozi monomarcae 300 negozi multimarca in America, Sud Africa, Russia,Israele e Slovenia. In America Latina è presente inArgentina, Brasile, Bolivia, Chile, Colombia, Paraguay, Perù,Uruguay e Venezuela. L‟azienda ha un‟ area produttiva di6.000 m2.
  • 158 Little Akiabara è un brand che produce abbigliamentobambino da 0 – 16 anni. Per le bambine produce lookdistinti che vanno dal romantico al divertente. Vengonoutilizzati tessuti raffinati con dettagli ricercati e coloripastello. Per i bambini produce invece un look più retrò concolori come l‟azzurro, blu e marrone. Ha sette negozi intutto il paese. Magdalena Espósito nel 1989 ha iniziato a lavorare in quelloche era il suo hobby, lavoro a maglia per neonati e bambini.Nel corso del tempo, i membri della famiglia sono statiaggiunti al progetto e, quindi, Maddalena Esposito èdiventata un‟azienda di famiglia. In pochi anni ha già aperto150 punti vendita in tutto il paese. Fino al 2002 il marchioera specializzato nella produzione di tessuti, poisuccessivamente ha iniziato a produrre abbigliamento perbébé e bambini. Nel 2005 ha aperto il suo primo negozio aRecoleta. Oggi il marchio è presente in nove punti venditaesclusivi e distribuito nei migliori multimarca.
  • 159 Paula Cahen D‟Anvers nasce nel 1994 come aziendaargentina per abbigliamento donna. Crea abiti moderni conuna buona sartoria, ma al tempo stesso d‟eleganza. Estendesuccessivamente le sue linee dedicandosi ancheall‟abbigliamento per bambini e bambine. Possiede moltipunti vendita in tutta l‟Argentina; è presente anche in Cile,Uruguay, Bolivia e Perù.
  • 1603.2.2 BrasilePOLITICALLa politica generale intrapresa dal Brasile prevede di favorire gliinvestimenti, soprattutto legati alla produzione di energia,all‟industria e alla produzione di prodotti agricoli. Questi puntisono esplicitamente dichiarati nella Costituzione e servono da“passaporto” agli investitori esteri. L‟assenza di una legislazionesevera, funge da incentivo per gli investitori, che possonomantenere il 100% dell‟impresa senza obblighi di partnership odi assunzioni locali. Tuttavia, a volte, il sistema giudiziario èlento e ciò produce inefficienze dovute a difficoltà e costi.Per decisione del presidente brasiliano, quando gli investitorihanno già operazioni in corso, ci sono restrizioni sulla messa inatto di nuove operazioni finanziarie, anche se collegate. Ancheper questo motivo è molto difficile realizzare economie di scala,soprattutto nei settori più delicati (ad esempio la produzione dienergia). Infine il governo favorisce quegli investimenti cheriescono a migliorare l‟economia locale e le regioni più povere.ECONOMICALL‟economia brasiliana è in continua crescita: si colloca al settimoposto al mondo per GDP nominale e all‟ottavo per potered‟acquisto. Il Brasile ha dei moderati mercati liberi e uneconomia orientata allo sviluppo interno. E‟ la più larga economiadell‟America Latina e la seconda più larga nell‟emisferooccidentale. Il GDP annuale cresce a tassi superiori al 5% e gliesperti ritengono che sarà ammessa nei prossimi 10 anni tra lecinque economie più sviluppate di tutto il mondo.
  • 161Il Brasile è membro di diverse associazioni economiche, qualiMERCOSUR, Unasul, G8+5, G20. WTO e Cairns Group. I suoipartner commerciali sono centinaia e il 60% delle esportazioniriguarda beni lavorati e semilavorati. I principali partner sono:America Latina (25,9%), UE (23,4%), Asia (18,9%), USA (14 %)e altri (17,8%). Le esportazioni riguardano principalmente isettori idroelettrico e dell‟energia. Il Brasile è famoso soprattuttoper le sue risorse idroelettriche, che in futuro potranno essereampliate grazie all‟uso di reattori nucleari.L‟inflazione è piuttosto altalenante: nel 2004 aveva toccato il suopunto più alto (7,6%), per poi decrescere e risalire durante glianni della crisi (5,91% nel 2010). Gli esperti dicono checontinuerà a salire per tutto il 2011, toccando punti del 5,79%,valore considerato nella media dei paesi dell‟America Latina. Datenere in considerazione è anche il debito abbastanza alto che ilBrasile deve ripagare. Questo ha costretto le autorità monetariead aumentare i tassi di interessi per riuscire a ripagarlo.SOCIALI diritti di base, dati per scontati nei paesi sviluppati, sonocarenti in Brasile. Istruzione, sanità e sicurezza sono scarsi.Tuttavia, essendo un paese pienamente democratico, il Brasilesta lentamente migliorando alcuni indicatori sociali. Il governo èstato costretto dai cittadini a dare sempre più importanza allequestioni sociali.L‟istruzione si divide in: 8 anni di educazione primaria, 3 anni dieducazione media, tra 4 e 6 anni di educazione superiore el‟istruzione universitaria. Solo l‟educazione primaria èobbligatoria (essa non comprende l‟asilo).
  • 162Un problema molto sentito è quello della povertà, esemplificatodalle numerose favelas nelle aree metropolitane e non chesoffrono di un sottosviluppo economico. Il presidente Lula hamesso in atto, a partire dal 2003, un programma di aiutispecifico, “Bolsa Familia”, che fornisce aiuti economici allefamiglie per permettere ai figli di andare a scuola. Attualmente la% di persone povere si aggira intorno al 18,57% e quella dellepersone poverissime al 4%.Il Brasile deve anche affrontare l‟enorme problema dellacriminalità (23,8 omicidi su 100.000 residenti). Purtroppo labrutalità e la corruzione della polizia non aiutano a risolverequesto, ne tantomeno il Ministero della Giustizia istituito nel2004.TECHNOLOGICALLa tecnologia brasiliana ha assunto una posizione di rilievo negliultimi decenni. L‟autorità competente è il Ministero per le Scienzee la Tecnologia, che ha la diretta supervisione sull‟IstitutoNazionale per le Ricerche Spaziali, sull‟Istituto Nazionale per laRicerca Amazzonica e sull‟Istituto Nazionale per la Tecnologia.Anche se il ministro in carica è stato in grado di aumentare ilbilancio per il settore, è rimasto isolato dal governo e non haalcune influenza sulla formulazione delle politiche fatte perl‟economia.Con l‟avvento del nuovo ministro le agenzie di scienza etecnologia sono aumentate di volume, ma hanno perso partedella loro antica indipendenza e flessibilità, e sono diventate piùsensibili al volere politico. La maggior parte delle risorse sonostate erogate per programmi di borse di studio. Esse però nonhanno avuto chiare procedure di controllo qualità e nessun
  • 163meccanismo atto a rendere operativi i ricercatori nello stato.Nuovi gruppi, che comprendono professori e impiegatiuniversitari, partiti politici e società scientifiche, competono oraper l‟acquisizione di queste risorse. Il SBPC (Società Brasilianaper lo Sviluppo Scientifico) deve ora liberarsi della sua immaginedi associazione semi-autonoma di scienziati e diventare unalobbysta attiva per avere più risorse pubbliche e la tutela dellatecnologia nazionale dalla concorrenza internazionale.ENVIRONMENTALIl Brasile non è più un paese in via di sviluppo, ma un paeseemergente. Ma questa rapida crescita economica comportaanche una responsabilità in termini di sostenibilità ambientale.La crescita economica del Brasile è supportata dalla domanda dimaterie prima da parte della Cina, domanda che comporta lacostruzione di aziende, porti e aeroporti. L‟utilizzo di questerisorse comporta un prezzo da pagare a livello ambientale. L‟exMinistro dell‟ambiente, Marina Silva, si è dimessa nel 2008 dopoaver capito che la priorità del governo era diventata lasoddisfazione degli interessi delle grandi imprese e che lei stavacombattendo una battaglia ormai persa per proteggere le risorsenaturali, come la Foresta Amazzonica. Nonostante ciò il Brasile èstato lodato per la sua volontà di ridurre le emissioni di carbonio.A partire dal 1985, sono stati creati il Ministero dell‟Ambiente ealtre organizzazioni a tutela dell‟ambiente, come l‟IBAMA(Istituto Brasileiro do Meio Ambiente e dos Recursos NaturaisRenovàveis). Inoltre ha anche aderito, insieme ad altre potenzemondiali, al Megadiverse Like-Minded Countries Group, cheinclude il 70% delle biodiversità viventi sul pianeta e il 45% dellapopolazione mondiale.
  • 164Nel 1981 il governo brasiliano ha messo in vigore il NationalEnvironmental Policy (NEP). L‟obiettivo principale è quello distabilire norme che rendano possibile lo sviluppo sostenibile,utilizzando meccanismi e strumenti che siano in grado diassicurare una maggiore tutela per l‟ambiente. La NEP copremolte tematiche ambientali, inclusa la definizione degli standard,la licensing, la valutazione dell‟impatto sull‟ambiente le zonespeciali di conservazione, gli incentivi per la produzione più pulitae la zonizzazione ambientale.La politica ambientale brasiliana tende ad essere effettuata conun approccio top-down, il governo mette cioè in vigorelegislazioni a cui il mercato deve attenersi. Questo ha spessoportato a tensioni tra governi, imprese e comunità locali. Unesempio è l‟istituzione di aree marine protette che comportanorestrizioni in materia di pesca artigianale a danno delle comunitàlocali. Nel 1997 è stato istituito il National Water Resource Policy,che mira a promuovere l‟acqua come una risorsa dal valoreeconomico e a creare strutture di governance integrata per tuttigli usi dall‟acqua a livello di bacino idrografico.LEGALLa legge brasiliana deriva dal diritto civile portoghese e si basasu statuti. La Costituzione Federale, in vigore dal 5 ottobre 1988,è la legge suprema del paese ed è caratterizzata dalla sua rigidaforma scritta. La Costituzione organizza il paese come unaRepubblica Federale, formata dall‟unione indissolubile degli StatiComuni e del Distretto Federale. I 26 Stati Federati hanno ildiritto di acquisire proprie Costituzioni e leggi. La loro autonomiaè tuttavia limitata dai principi stabiliti dalla Costituzione Federale.
  • 165I poteri dell‟Unione, come definito nella Costituzione, sono:esecutivo, legislativo e giudiziario. Essi sono indipendenti earmoniosi tra loro. Il capo dell‟esecutivo è il Presidente dellaRepubblica, che è anche Capo di Stato e Capo del Governo ed èeletto direttamente dai cittadini. Il Consiglio Legislativo sicompone di due organi: la Camera dei Deputati (camera bassa)e il Senato Federale (camera alta), entrambi costituiti darappresentanti eletti dai cittadini. Il potere giudiziario spettarispettivamente (in ordine di importanza) al Tribunale Federale,alla Corte Suprema di Giustizia, ai tribunali federali regionali e aigiudici federali. Ci sono anche giudici specializzati nel campoelettorale, lavorativo e militare.Competitors:Il Brasile è uno stato vastissimo e con città molto popolate. Lacittà più ricca, nonché quella dove si concentra il maggiornumero di italiani è San Paolo. Gli italiani si possono trovareinoltre nelle città di Paranà, Santa Catarina e Rio Grande Do Sul.Oltre alle zone di residenza bisogna considerare nella nostraanalisi anche le città con il maggior numero di turisti, e cioèCuritiba, Camboriù, Recife, Maceiò, Natal e Rio de Janeiro.San Paolo, essendo una città piuttosto ricca (per gli standarddell‟America Latina) e in continua espansione economica, vantauna popolazione con una sempre maggior attenzione per la modae il lusso. Oltre a ciò da considerare anche l‟alta percentuale diItaliani che vi abitano, da sempre alla ricerca del prodotto Madein Italy. In questa città, oltre alle vie del centro, dove sonocollocate le grandi firme internazionali, si trovano importanticentri commerciali.
  • 166Nei mall di San Paolo e delle altre principali città già menzionate,sono presenti i seguenti competitors: Paola da Vinci è un‟azienda nata nel 1978 con nove puntivendita, collocati nei quartieri privilegiati e nei centricommerciali, in tre città (San Paolo, Campinas e Brasilia). Iprodotti si distinguono per la modernità, il lusso e il conforte sono divisi in 4 linee: Home, Bebè, Moda bebè (0-2 anni)e Moda Infantil (3-12 anni). Paola da Vinci veste inoltre ifigli di moltissime celebrities, tra cui Ben Affleck, SarahJessica Parker, Jessica Alba e Nicole Kidman (sotto la fotodella figlia). Petit Trousseau è un‟azienda non Sud Americana, bensì consede in Alabama nata nel 2006. Questa giovane aziendavede a capo Betsy Lefkovits Jinks, la figlia di un ufficialeamericano con la passione per i viaggi. L‟azienda produceabbigliamento e accessori per bambini dalla nascita,compresi i corredini, agli 8 anni. Ogni prodotto è artigianalee unisce tessuti preziosi alla necessità di soddisfare leesigenze di ogni mamma.
  • 167 Th Bike inizia la sua “carriera” nel 1990 con l‟apertura di unpiccolo negozio nel villaggio di Piracicaba (stato di SanPaolo). Col tempo l‟apprezzamento dei clienti è aumentatocosì come sono aumentate le linee di prodotto: jeans,maglieria, Baby Bike, bambini, adolescenti, Th Bike Top eaccessori vari. Attualmente esistono 7 negozi nello stato diSan Paolo e 1 a Recife. Lilica & Tigor del gruppo Marisol è un‟azienda brasiliana cheha festeggiato nel 2011 i vent‟anni di attività ed è proprietàdella famiglia Donini, di origini italiane. Il forte amoredell‟Italia porta a disegnare da 4 stagioni una parte dellacollezione in uno studio stilistico di Torino. Il marchio vestebambini da 0 a 12 anni. In particolare, la linea Lilica RiPILicae la sua mascotte del koala sono dedicate alle bambine eTigor e la sua mascotte della tigre sono dedicate ai
  • 168maschietti. Il brand è rinomato e riconosciuto (partecipaanche alle maggiori fiere di settore, tra cui la Fashion Weekdi Rio e Pitti Bimbo) e vanta tantissimi punti vendita in tuttoil Brasile. E‟ inoltre presente con negozi monomarca in Cile,Colombia, Costa Rica, Guatemala, Libano e Italia (con unfranchising nel centro di Milano e uno a Napoli). L‟aziendasta mettendo in atto una forte politica espansionistica neimercati esteri supportata da annunci pubblicitari neimaggiori siti internazionali. Inoltre vanta due siti internet(separati a seconda del sesso) con un‟interfaccia graficamolto accattivante e superiore a quella di molti siti diaziende di moda europee. Il gruppo Marisol gestisce inoltreuna marchio di costumi da bagno di lusso per donne ebambine, Rosa Cha.
  • 1693.2.3 CilePOLITICALIl Cile dopo essere cresciuto nella democrazia di Allende,sopravvissuto alla dittatura di Pinochet, si può considerare oggiuna democrazia giovane. Grazie a Michelle Bachelet prima e aSebastian Piñera poi, il paese ha voluto dimostrare al mondointero come è stato capace di ripartire nonostante il terremoto ela crisi economica globale abbiano rallentato questo processo.Sebastián Piñera è un personaggio un po‟ discusso, di lui sicriticano gli interessi economici trasversali, che vanno dalletelevisioni alle squadre di calcio fino alle compagnie aeree e lefrequentazioni di ambienti vicini a Pinochet.Queste critiche però non “disturbano” il mandato che staportando avanti; infatti il presidente sta lavorando molto sullacrescita del paese grazie anche all‟apertura del mercato astakeholders internazionali.ECONOMICALL‟economia cilena è ad oggi la più solida dell‟area latinaamericana. Dopo un periodo di totale chiusura economica sottola dittatura di Pinochet, il Cile si può dire risorto grazie ancheall‟apertura del proprio mercato a paesi esteri. L‟export si basamaggiormente su materie prime (rame) e prodotti finiti.Dal 2009 al 2010 il PIL ha registrato nel primo semestre un +4%, mentre è diminuito il tasso di disoccupazione; questo sta asignificare che l‟economia cilena è in crescita nonostante ancoraoggi senta i postumi della crisi e del terremoto che hanno colpitoil paese.
  • 170Il Cile rientra nei paesi aderenti al MERCOSUR non come statofondatore, ma come associato; gode quindi ugualmente deiprivilegi di scambio esistenti tra le nazioni appartenenti. Oltre aquesto accordo sono molti altri gli agreement vigenti; inparticolare ricordiamo quello con l‟Italia che permette diesportare prodotti senza alcun dazio doganale.Dal maggio 2010 è entrato a far parte delle economie sviluppatedell‟OCSE.SOCIALI diritti di libertà si sono affacciati nel panorama cileno dopo ilregime dittatoriale di Pinochet grazie anche alla rivisitazione dellacostituzione fino ad allora in vigore. Essendo oggi il Cile un paesetotalmente democratico e con un‟economia forte e trainante,sono gli stessi elettori a lottare in maniera maggiore per lequestioni sociali.Il sistema scolastico si suddivide in tre categorie: “Jardin infantil” e “kinder” (scuola materna) dai 3 ai 5 anni Scuola elementare dell‟obbligo dai 6 ai 13 anni(obbligatoria) Scuola media superiore dai 14 ai 17 anni (obbligatoria)L‟inglese essendo la seconda lingua parlata nel paese vieneimparato fin dal primo anno di scuola obbligatoria.Per quanto riguarda invece l‟accesso all‟università pubblica èprevista una prova di selezione.Passando poi al lavoro dipendente, le persone assunte sonotenute a pagare quote previdenziali per la pensione, che sono a
  • 171loro carico e vengono detratte dal loro stipendio. Il sistemacileno prevede la scelta tra diversi Fondi Pensione.La stessa detrazione avviene in materia sanitaria, dove illavoratore è tenuto a finanziare il sistema di prestazioni medichecon quote a suo carico, equivalenti al 7% del suo salario.TECHNOLOGICALIl Cile ha messo in atto da alcuni anni una strategia per ricercaresoluzioni ai bisogni interni alla nazione in modo tale che lenecessità non vengano soddisfatte altrove. In particolareuniversità, aziende private e governo stanno lavorandocongiuntamente per sviluppare quelle tecniche e quelleapplicazioni capaci di rispondere a pieno ai bisogni delle persone.Ne è un chiaro esempio il lavoro che si sta svolgendo nel campodelle biotecnologie dove tutti i partner contribuiscono a studiareapplicazioni per il settore che darà nel corso degli anni linfa vitaleall‟economia cilena.ENVIRONMENTALL‟ordinamento giuridico cileno prevede una serie di norme chepossono essere considerare come statuto ambientale.La Costituzione Politica della Repubblica, all‟ Articolo 19, n° 8,stabilisce come garanzia costituzionale il diritto di vivere in unambiente libero dall‟inquinamento, così come l‟obbligo delloStato di vegliare sul rispetto di tale normativa e sulla protezionedella natura. Altri principi generali (Legge 19.300) tutelanol‟ambiente, la preservazione della natura e la conservazione delpatrimonio ambientale.
  • 172Sono state emanate disposizioni particolari sulla protezione dellanatura, la cura del paesaggio, la protezione delle acque, laprotezione dalle emissioni (materiale particolato, residui solidi eliquidi, rumore, ecc.), la protezione dalle radiazioni, il controllodei prodotti chimici e la protezione del suolo, del clima, dellaflora e della fauna.L‟organismo preposto alla cura in materia ambientale è ilConama (Commissione Nazionale Ambiente) che principalmentepropone le politiche ambientali afferenti al governo.LEGALIl sistema cileno si basa su un quadro democratico repubblicano.Il presidente è sia capo di stato sia capo di governo e vieneeletto a suffragio universale ogni quattro anni. La repubblica delCile adotta la Costituzione del 1980 approvata sotto la dittaturaPinochet; nel corso degli anni è pressoché rimasta la stessa fattaeccezione per alcune modifiche apportate dopo il periodo delladittatura. Essa garantisce il pieno esercizio dei diritti politici, inconformità con il principio della sovranità popolare e con le leggiderivate dalla Costituzione.Lintento costituzionale è quello di garantire il principio dilegalità, lordine normativo, i diritti individuali, la sicurezzagiuridica, il divieto di arbitrarietà dei poteri pubblici el‟irretroattività delle norme punitive.La Costituzione (cap. V) crea un parlamento bicamerale notocome National Congress, composto dal Senato (Senado de laRepública) e la Camera dei deputati (Cámara de Diputados). Lafunzione del Congresso è quella di emanare leggi.
  • 173Il Cile è governato da una gerarchia di norme. Una normagenerale è la Costituzione; sotto questo testo, il Parlamentodovrebbe approvare le leggi o statuti (Ley), con una gerarchiainterna: atto istituzionale (Ley Organica Constitucional), leggespeciale (Ley de calificado quorum), legge ordinaria (ordinariaLey) in base al quorum di approvazione e in funzione dellamateria.La magistratura costituisce un ramo autonomo rispetto algoverno; Il sistema giudiziario cileno è storicamente suddiviso intre livelli: la Corte Suprema, le Corti dAppello e Tribunale diprimo grado.Competitors: In Cile sono presenti molti competitors diMonnalisa, già esposti in precedenza (Mimo&co., Cheeky, ecc…);l‟unico competitor di origini cilene presente nello stato è ilseguente: Limonada è il marchio appartenente all‟azienda ValverdeNorambuena, azienda a conduzione familiare fondata nel1985 da Andres Valverde e Carmen Gloria Norambuena,dedicata all‟abbigliamento da bambina. La missione è:“soddisfare le esigenze e le aspettative dei clienti conleccellenza, attraverso il lavoro di un team unito,appassionato e innovativo, che cerca di fare la differenza neimercati dove opera”. La strategia principale di questaazienda è la differenziazione. I prodotti sono conosciuti espiccano per aver un design innovativo e di ottima qualità.L‟azienda ha posto enfasi sul servizio al cliente, sulla propriacultura, suoi valori e sulla relazione che da lungo tempo è inessere con i suoi collaboratori.
  • 174
  • 1753.2.4 Guyana FrancesePOLITICALLa Guyana Francese non è uno stato indipendente, ma unterritorio d‟oltremare e un dipartimento francese. Esso gode dellestesse istituzioni governative della madrepatria francese. Ilcentro amministrativo, nonché capitale, è Cayenna.La Francia è rappresentata dal prefetto, Daniel Ferey, mentre ilpresidente del concilio generale è Alain Tien-Liong e il presidentedel concilio regionale è Antoine Karam. Il concilio generale ècomposto da 19 membri, eletti dal voto popolare e con unmandato di sei anni. Attualmente sono presenti esponenti di seipartiti differenti, la maggioranza dei quali (sette) appartiene alpartito misto di destra. Il concilio regionale è composto da 31membri, eletti sempre dal voto popolare e con un mandato di seianni. Attualmente sono presenti gli esponenti di tre partitidifferenti, la maggioranza dei quali (16) appartiene al partitosocialista.La Guyana elegge due senatori al Senato Francese: i senatoricorrenti sono Georges Patient e Jean-Etienne Antoinette,entrambi membri del partito socialista. Sempre la Guyana eleggeanche due deputati all‟Assemblea Nazionale Francese: alle ultimeelezioni di giugno 2007 è stato eletto un deputato del partitoWalwari, Christiane Taubira, e un deputato del partito socialista,Chantal Berthelot.ECONOMICALL‟economia della Guyana Francese è strettamente connessa aquella della madrepatria, da cui provengono la maggior partedelle importazioni e sussidi economici. A parte il centro spaziale
  • 176francese di Kourou (che produce da solo il 25% del GDP), leprincipali attività economiche sono la pesca e la silvicoltura. Legrandi riserve di legname tropicale, non pienamente sfruttate,supportano l‟espansione del settore della segheria, che forniscetronchi segati adatti all‟esportazione. La coltivazione dei prodottiagricoli è limitata alla zona costiera, dove la popolazione è ingran parte concentrata: le coltivazioni principali sono quelle delriso e di un arbusto chiamato manioca. Nonostante ciò, laGuyana Francese è fortemente dipendente dalle importazioni dicibo ed energia. La disoccupazione, anche se in calo, è unproblema serio, sentito particolarmente dai più giovani.SOCIALIl sistema di sicurezza sociale usato in Guyana Francese è ilmedesimo della madrepatria: prevede dei sussidi per infortuni,disoccupazione e maternità, così come facilitazioni familiari,pensioni di vecchiaia e di disabilità. La situazione di salutegenerale dello stato è tuttavia buona. Le principali cause dimorte sono i problemi alle arterie, gli incidenti e il cancro.L‟istituto Pasteur, con sede a Cayenna, conduce ricerche sullemalattie endemiche locali e tropicali ed è conosciuto in tuttal‟America Latina.L‟educazione è gratuita e obbligatoria dai 6 ai 16 anni. Tutti ibambini e ragazzi hanno il dovere di andare a scuola. Esistonocollege privati con insegnanti molto severi. L‟educazioneuniversitaria non è presente ma, per aumentare il livello diistruzione, vengono concessi permessi di studio per recarsi inFrancia o nelle Antille Francesi. I nuovi media sono liberi daldiretto controllo dello stato, ma sussidi e licenze inducono ad
  • 177avere un certo autocontrollo. Il quotidiano principale è “Le pressede Guyane”, pubblicato a Cayenna.Lo stile di vita della Guyana Francese riflette la varietà dellecomunità etniche. Gli usi e costumi indigeni e africanipredominano nelle etnie degli Indiani Americani e nelle etnienere. Nelle aree metropolitane invece, domina una distintivacultura creola, con colori brillanti e costumi tipici. La culturaafricani e francese del diciottesimo secolo influenzano le danze, ifestival (soprattutto il pre-Lenten Carnival) e le composizionimusicali.TECHNOLOGICALA livello tecnologico globale la Guyana Francese è benposizionata grazie al centro spaziale di Kourou. Questo è la sedeprincipale del lancio europeo di missili spaziali, usato per i razziAriane dell‟ESA. La località di Kourou venne scelta perché, graziealla sua vicinanza con l‟equatore, consentiva di effettuare lanci incondizionai ideali. Infatti essa si trova a soli 500 km a norddell‟equatore e ciò fa sì che la velocità di rotazione terrestreimprima una velocità aggiuntiva al razzo di circa 460 m/s. Inoltremanovrare i satelliti all‟orbita voluta è solitamente più semplicequando il lancio viene effettuato vicino all‟equatore. Il centrospaziale occupa una superficie di 96.000 ettari e conta unorganico di 1300 persone. Le infrastrutture a disposizione delcentro sono molte: edifici per la preparazione al lancio per isatelliti e i vettori, rampe di lancio e fabbriche di propellentesolido. Inoltre l‟ESA sta attualmente costruendo le infrastrutturenecessarie per lanciare le navicelle russe Sojuz da questospazioporto, a seguito di un accordo russo-europeo chepermetterà all‟Europa di sfruttare le navicelle russe (in grado di
  • 178volare con equipaggio umano) e alla Russia di utilizzare lospazioporto di Kourou come alternativa al cosmodromo diBaikonur, con il beneficio di migliorare la capacità di carico deipropri razzi grazie alla vicinanza dell‟equatore.A partire dal 2000, CNES (Centre Ntional d‟Etudes Spatiales),MEDES e CHC stanno lavorando insieme per migliorare la salutepubblica nello stato. Gli esperimenti puntano ad applicare allasalute le tecnologie comunicative. Grazie a questi esperimenti èora possibile per i medici diagnosticare a curare malattie dipazienti a distanza grazie alla stazione di telemedicina. Sonostati creati 12 laboratori (11 negli ospedali e 1 nella prigione diCayenna) che permettono ai dottori di diagnosticare a distanzamalattie citologiche, dermatologiche, cardiologiche (attraverso glielettrocardiogrammi), parassitologiche, ostetriche, oculistiche edematologiche.ENVIRONMENTALLe foreste pluviali della Guyana Francese sono in parteinesplorate e scarsamente popolate. La maggioranza dellapopolazione vive infatti nella zona costiera dell‟Atlantico.Nell‟immediato futuro, le foreste sono esposte a poche minacce,anche se l‟estrazione del legname è in aumento, così come sonoin aumento i guyanesi che decidono di abbandonare le cittàcostiera per rifugiarsi nelle zone interne. Altre preoccupazionesono date da un progetto stradale potenziale e dalla disponibilitàdi oro che desta l‟interesse degli speculatori esteri. Nonostante irecenti focolai provocati dagli indipendentisti, il paese ha persosolo il 2,6% delle sue foreste tra il 1990 e il 2010, minorepercentuale di tutto il Sud America. I tassi di deforestazione
  • 179annuale, grazie anche alle nuove leggi, sono diminuiti del 17%dal 1990 ad oggi.Ad oggi più del 90% della Guyana Francese è ricoperto daforeste e il 95% di queste è costituito da foreste primarie. Essesono popolate da 1064 specie di anfibi, uccelli, mammiferi erettili e 5265 specie di piante.LEGALLa Corte Suprema ha due divisioni: la corte alta, composta dalgiudice capo e da dieci giudici minori e con una giurisdizioneoriginale e una d‟appello, e la corte d‟appello, fondata il 30 luglio1966 e composta da un cancelliere, da un giudice capo e da piùgiudici minori. Il cancelliere della corte d‟appello è il primoufficiale giudiziario del paese. La corte dei magistrati esercita lasua giurisdizione sui crimini civili e penali minori. La Costituzionedel 1980 prevede inoltre un mediatore che indaghi sui criminigovernativi. Viene seguita la Common Law inglese. Nonostanteciò, al mediatore non è consentito di indagare su accuse relativealla cattiva condotta della polizia. Non esiste nessun organismoindipendente incaricato di controllare e giudicare l‟abuso dipotere da parte della polizia.Il 9 giugno 2003 i leader caraibici si riunirono a Kingston(Giamaica) per stabile la Corte di Giustizia della Comunità deiCaraibi (CCJ). Questa riunione portò alla stipula di un trattato acui aderirono otto province caraibiche, tra cui la stessa GuyanaFrancese.Ultimo punto da segnalare è che la Costituzione prevede unsistema giudiziario indipendente. I ritardi nei procedimenti
  • 180giudiziari sono causati da carenza di personale specializzato e darisorse inadeguate.Competitors: non siamo riusciti a reperire le informazioni néattraverso ricerche su internet, né attraverso richieste specifichea istituti competenti (Camera di commercio parigina, Camera dicommercio di Caracas, Istituto del Commercio Estero.)
  • 1813.2.5 UruguayPOLITICALLa costituzione uruguyana del 1967 ha istituito un tipo dipresidenza severa, sottoposta a controlli legislativi e giuridici. Ipresidenti hanno un mandato di cinque anni e alla scadenzapossono essere rieletti tramite le nuove elezioni. Vengono inoltreeletti tredici ministri, approvati dal presidente, con poteriesecutivi. La costituzione prevede una assemblea generalebicamerale responsabile dell‟emissione di nuove leggi edell‟amministrazione della giustizia. Essa è composta da 30membri del Senato, presieduti dal vice presidente dellarepubblica, e da 99 membri della camera dei deputati.La corte più importante è la Corte Suprema. Oltre a questaesistono corti per la legge, per la giustizia, per la pace, elettorali,amministrative, di appello e militari.ECONOMICALL‟economia uruguayana dipende in larga parte dai settoridell‟agricoltura e dei servizi. In particolare l‟agricoltura el‟industria agricola producono il 23% del GDP, e coprono più didue terzi delle esportazioni totali. I settori economici in crescitasono: agribussiness, legno, lavorazione della carne, lana,produzione di pelle e vestiti, tessuti e chimico. Nonostante siaquasi invisibile, anche l‟industria dei software informatici stacrescendo rapidamente.L‟economia uruguayana ha recuperato punti nel corso degli anni:dopo il tragico punto più basso del 2003 (crescita del 0,8% delGDP), nel 2010 ha toccato una crescita del 10,2%. Questa rapidacrescita è dovuta soprattutto al consistente aumento delle
  • 182esportazioni. L‟Uruguay gode infatti di un positivo climad‟investimento, con un forte sistema legale e mercati finanziariespandibili. Esso garantisce il medesimo trattamento adinvestitori nazionali e stranieri e, a parte in qualche settore, nonfa discriminazioni sull‟origine o la fonte dell‟investimento.Negli ultimi anni l‟Uruguay ha diversificato i suoi sbocchicommerciali, allontanandosi dalla sua dipendenza storica conArgentina e Brasile. E‟ un membro del MERCOSUR, ente cheprevede condizioni economiche agevolate per gli scambi traUruguay, Paraguay, Brasile e Argentina. Il segretariato delMERCOSUR si trova a Montevideo.Il principale partner commerciale al di fuori dell‟America Latinasono gli USA: più di 100 aziende americane operano in Uruguaycon investimenti diretti di oltre 656 milioni di dollari. I monopolisono permessi nei settori bancario e assicurativo, servizi postali,porti, acqua, luce ed energia, servizi telefonici e benzina.L‟Uruguay sta tentando di aumentare le sue esportazioni in nuovipaesi, migliorando altresì l‟economia generale. Molti settoristatali sono stati liberalizzati a partire dal 2003 e i principalimonopoli sono stati smantellati.SOCIALSpesso l‟Uruguay viene considerato come il primo stato welfaresudamericano. Il movimento per la riforma sociale iniziò sotto laleadership di José Battle y Orodonez nei primi anni del „900.Adesso questa riforma prevede un giorno non lavorativo asettimana (più il sabato pomeriggio), ferie pagate, salari minimi,premi annuali e bonus vacanza, facilitazioni familiari, compensiper licenziamenti e disoccupazione, compensi per infortunilavorativi, pensione minima per lavoratori rurali e casalinghe,
  • 183pensioni per vecchiaia e per disabilità, e condizioni di lavorospeciali per donne e minori. Lo stato si prende anche cure dallemamme single e dei disabili parziali. Cure mediche gratuite sonoa disposizione dei poveri, così come abitazioni popolari a costiirrisori o nulli. Occasionalmente vengo emessi report sull‟usoeccesivo dei poteri delle forze dell‟ordine e le cause legalipossono essere archiviate per lungo tempo. Le organizzazioniumanitarie operano senza ostacoli in tutto il paese.TECHNOLOGICALNegli ultimi anni, e soprattutto dopo l‟avvento del presidenteMujica, l‟Uruguay sta migliorando di molto la sua situazionetecnologica. Nel 2007 lo stato ha acquistato 100000 computerper gli studenti dai 6 ai 12 anni e nel 2009 ne ha acquistati altri300000. E stata inoltre garantita la connessione Internet a tuttele scuole del territorio.L‟ufficio regionale per le Scienze e le Tecnologie dell‟AmericaLatina dell‟Unesco ha sede a Montevideo. Sempre a Montevideohanno sede la Società Pediatrica, l‟Associazione degli IngegnieriUruguayani, l‟Associazione Chimica e Farmaceutica,l‟Associazione Odontologica e la Società Chirurgica. L‟università,fondata nel 1849 nella capitale, ha le facoltà di agronomia,scienze, ingegneria, medicina, chimica, odontoiatria eveterinaria. L‟istituto per gli studi superiori, fondato nel 1928sempre nella capitale, vanta invece corsi di biologiaclimatologica, geomorfologia, paleontologia e matematica.ENVIRONMENTALI due problemi più grandi per l‟Uruguay sono l‟inquinamentodell‟aria e dell‟acqua. L‟inquinamento dell‟aria, che è massimo
  • 184per la popolazione che abita nel centro dello stato, è causatodelle industrie e da un impianto energetico posseduto daUruguay e Brasile. L‟inquinamento dell‟acqua è dovuto inveceagli scarichi delle industrie e delle miniere.L‟Uruguay ha 59 km di risorse acquatiche, usate al 91% perattività agricole e per il 3% per attività industriali. Circa il 98%della popolazione ha accesso ad acque potabili. I probleminaturali includono ovviamente incendi, siccità e inondazioni. Lecittà producono in media 0,5 milioni di tonnellate di rifiutiall‟anno.Le agenzie governative con responsabilità ambientali sono laDivisione per la Salute Ambientale, il Ministero della SalutePubblica, il Ministero dell‟Agricoltura e il Ministero Interno. Negliultimi anni si sono estinte 5 specie di mammiferi, 11 specie diuccelli e 2 specie di piante.LEGALL‟Uruguay è uno repubblica unitaria democratica, di caratterepresidenziale. Si organizza su tre poteri indipendenti: esecutivo,legislativo e giuridico. Il potere esecutivo è esercitato dalpresidente e da 13 ministri. Il potere legislativo viene costituitodall‟Assemblea Generale, divisa in due camere: la Camera deiSenatori, con 30 membri, e la Camera dei Deputati, con 99membri rappresentanti i 19 dipartimenti statali. Il poteregiuridico si basa su normali leggi approvate dal Parlamento epromulgate dal Presidente della Repubblica. La fonte ultima dellalegge è la costituzione. I procedimenti giudiziari hannonormalmente due istanze, il verdetto di un tribunale o di ungiudice può fornire una guida negli altri casi non contemplati.
  • 185Tutti i giudici devono essere in possesso della competenzanecessaria e della conoscenza in materia di diritto.Competitors: Essendo Montevideo la città più ricca e popolatadell‟Uruguay, lo shopping si concentra qui. In particolare ci sonodue centri commerciali famosi e rinomati: Punta CarretasShopping e Montevideo Shopping.Punta Carretas è stato inaugurato nel 1994 ed è conosciuto alivello internazionale, nonché premiato per la sua propostaarchitettonica e urbanistica. L‟edificio è composto da tre piani,con più di duecento negozi, una piazza interna con ristoranti ebar, dieci sale del cinema, un teatro e un ampio parcheggio.Collabora direttamente con il moderno hotel Sheraton. Sonopresenti cinque negozi di abbigliamento infantile: Silvestre, Onlyfor Kids, Mimo&Co, Collage e Cheeky.Montevideo Shopping è il primo centro commerciale di Rio de laPlata inaugurato nel 1985. E‟ ubicato tra i quartieri residenziali diPocitos e Puerto del Buceo, a pochi minuti dall‟aeroporto e dalcentro storico, e ha una clientela benestante. E‟ il centrocommerciale dell‟America del Sud più premiato al ConcilioInternazionale dei centri commerciali. Si struttura su tre piani evanta più di 200 negozi, 12 piste da bowling, pista dapattinaggio, 10 sale del cinema, due teatri, 2.000 m2di spazioriservato ai bambini e un casinò con oltre 600 slots di ultimagenerazione. Al suo interno troviamo moltissimi negozi perbambini: Brillantina, Cheeky, Collage, Habia Una Vez, HumptyDumpty, Kevingston, Mimo&Co, Naranjita, Pappolino, Spy, Tatashop, Tienda Inglese e Zara Kids.
  • 1863.3 Strategia Guyana FranceseNonostante le difficoltà riscontrate nel reperire informazioni,essendo la Guyana Francese un territorio d‟oltremare francese,possiamo comunque ipotizzare di accedervi poiché ritenuto unmercato molto interessante per Monnalisa.Premettiamo subito che non abbiamo dati certi inerenti il rischiofinanziario, economico e operativo in quanto tutti i dati trovati siriferiscono alla madrepatria. Anche per quanto riguarda lasituazione concorrenziale non abbiamo registrato la presenza dicompetitor locali o internazionali, essendo però presenti altremarche del prêt-à-porter francese per adulto possiamo supporreche siano presenti sul territorio anche aziende del compartobambino (sempre appartenenti al comparto tessile francese).Siamo a conoscenza che la maggioranza della popolazione è diorigine europea, con una forte sensibilità al settore moda.Il PIL totale del paese risulta essere decisamente elevato;purtroppo questo potrebbe essere falsato sia dagli aiutiprovenienti dalla madrepatria sia dal Centre Spatial Guyanais cheda solo produce un quarto del PIL dello stato e impiega oltrel‟1% della forza lavoro.Tuttavia il segmento della popolazione con una fascia di redditotale da consentire l‟acquisto del prodotto Monnalisa è superiore aquella degli altri paesi dell‟America Latina, dato che rafforza lanostra convinzione ad effettuare un investimento nel paese.Bisogna anche prendere in considerazione, però, che la Guyanafrancese è uno stato di piccole dimensioni con una popolazionestimata attorno alle 217.000 unità, quasi tutte concentrate aCayenne. Questo dato è decisamente inferiore agli altri paesipresi in considerazione, ma la percentuale di abitanti complessivi
  • 187appartenenti al target di riferimento è pari al 29,9%. Consideratadunque anche la fascia reddituale con capacità tale da acquistareil prodotto Monnalisa, i clienti potenziali sono all‟incirca 30.000.Essendo la Guyana Francese uno stato appartenente a tutti glieffetti all‟UE non sono previsti dazi né per le importazioni né perle esportazioni; sarebbe quindi interessante provvedereall‟esportazione delle merci direttamente dall‟Italia abbattendocosì le barriere che, seppur minime, sono presenti negli altristati. Da considerare però che la Francia detiene il 63% deirapporti import-export con il paese e potrebbe quindi decidere diostacolare eventuali importatori stranieri; inoltre le importazionidall‟Italia sono molto contenute, surclassate nettamente daFrancia e USA.Anche la bontà degli indici socio - economici fanno propendereper una decisione di investimento: ad esempio il tasso di fertilitàè elevato (3,71 neonati per donna) così come è elevata lapopolazione con età compresa fra 0-14 anni (29,9%), infine iltasso di istruzione obbligatoria è alto (fino ai 16 anni).Non avendo individuato dei centri commerciali consoni perdimensioni e per marchi con l‟offerta di Monnalisa, escludiamo lapossibilità di aprire un negozio all‟interno di uno di questi.Siamo a conoscenza della presenza di boutique francesiappartenenti al settore lusso (come Yves Saint Lauren) nelcentro della città cuore pulsante non solo dello shopping maanche delle attività ricreative locali.Quale alternativa? Monomarca o Multimarca?
  • 188Monomarca:Multimarca:Alla luce del paese preso in considerazione e di quantoesaminato nelle tabelle che mostrano i vantaggi e gli svantaggi,optiamo per la seconda opzione, ovvero l‟entrata in un negoziomultimarca, in quanto complessivamente meno rischiosa.Per attuare questa strategia Monnalisa ha la necessità di trovareun partner commerciale che sia disposto ad assumersi il rischioimprenditoriale in quanto l‟azienda non ha intenzione di accollarsialcun esborso finanziario; quindi si propende per una licenza.
  • 189L‟intenzione è quella di non introdurre tutte le linee diabbigliamento essendo un mercato totalmente nuovo e quindirischioso per il business.Tuttavia trattandosi di un negozio multimarca è preferibileintrodurre però sia linee maschili sia femminili: più in particolarela nostra scelta verte su Ny&lon, Monnalisa bebè e Monnalisa. Lanostra scelta è giustificata dal fatto che riteniamo non ci sia iltarget appropriato per l‟acquisto di Monnalisa Chic.Il nostro suggerimento prevede una visita sul posto per studiareapprofonditamente il mercato ed eventuali partner in loco, inmodo tale da poter approcciare un eventuale partnercommerciale; dalle nostre analisi tuttavia non abbiamo reperitonegozi multimarca in grado di accogliere il brand Monnalisa.Di seguito riportiamo l‟analisi SWOT che illustra pro e contro diun possibile investimento.
  • 190Bisognerebbe dunque capire se sia opportuno fare uninvestimento in termini anche solo di viaggio conoscitivo; nonsolo non si ha la certezza di avere possibili partner, ma anchenon si conosce la reale convenienza ad entrare nel mercato conun solo punto vendita. Essendo infatti la popolazione complessivadella Guyana Francese paragonabile ad una città italiana dimedie dimensioni non sarebbe possibile essere presenti in piùstores.La nostra strategia si fonderebbe sull‟esportazione perché, comeci è stato spiegato dall‟ICE di Parigi, la Guyana Francese fa partedell‟Unione Europea e di conseguenza non sono previsti dazi diesportazione; le formalità da seguire sarebbero solamente dicarattere burocratico.Se da un lato questo garantirebbe un vantaggio competitivo intermini di trattative commerciali e di abbattimento delle “barriereall‟entrata”, dall‟altro il forte protezionismo dovuto allo spiccatosenso nazionalista e di appartenenza, unito allo storicocampanilismo Italia – Francia, rappresenterebbe il maggiorostacolo da superare nell‟investimento in Guyana Francese. È diconoscenza comune infatti l‟esaltazione che i “galletti” tendono adare a qualsiasi prodotto nei settori merceologici in cuiprimeggiano e il settore moda è uno di questi.Per quanto riguarda la comunicazione suggeriremmo diintensificare la presenza su giornali specializzati francesi (es.Vogue Bimbi), poiché le stesse testate disponibili in Franciavengono distribuite anche nei territori d‟oltremare. Un‟ulteriorepossibilità, anche se più costosa, è la diffusione di spotpubblicitari tramite canali francesi (es. TF1, France2). Non
  • 191esistono infatti fiere di settore specializzate in Guyana Franceseper poter rintracciare eventuali partner commerciali.In conclusione alla luce dei pro e contro riscontrati, anche seall‟inizio della nostra analisi i dati macroeconomici erano infavore di un ingresso nel mercato, i costi sostenuti sarebberosuperiori ai profitti. Dunque ad oggi non riteniamo più opportunoentrare in Guyana Francese.
  • 1923.4 Strategia CileDa attente valutazioni derivanti dalla ricerca che abbiamocondotto precedentemente sul Cile, risulta che il Paese èattrattivo sotto tutti i punti di vista macro economici.Come si evince dalla mappa d‟attrattività, infatti, si presentacome un paese stabile in termini economici, finanziari, politici. Èuna delle economie più ricche e sviluppate del Sud Americapresentando una sostanziale crescita costante, nonostante negliultimi anni abbia dovuto sopperire non solo alla crisi economicamondiale, ma anche ad un disastro ambientale che l‟ha colpitonel 2010.Il paese che gode di una “bilancia positiva” tra pro e contro dell‟investimento risulterebbe quindi essere il Cile il cui unico aspettonegativo è rappresentato dalla posizione geograficadiametralmente opposta all‟Italia. Questo alla luce delle nostreanalisi non dovrebbe comunque comportare grosseproblematiche logistiche in quanto sarebbe un “intoppo”facilmente superabile.A supporto di questo ragionamento, possiamo evidenziare diecibuoni motivi per investire in Cile:1) Economia dinamica: il tasso di crescita economicamedia annuale è del 5,5%, il più alto dell‟America Latinaed uno dei più alti al mondo.2) Alta competitività: secondo il World Economic Forum,il Cile si posiziona al 39 posto nella classifica mondiale2010-2011 dei 139 paesi più competitivi, il primo perl‟area sudamericana.
  • 193
  • 1943) Integrazione a livello globale: secondo l‟InternationalEconomic Relations General Management – DIRECON, ilpaese ha più di 20 accordi commerciali con 57 paesi nelmondo, che rappresentano il 90% del PIL mondiale. Nel2010 inoltre è diventato a tutti gli effetti membrodell‟OECD (Organization for Economic Co-operation andDevelopment), il primo paese membro per l‟AmericaLatina.4) Basso rischio Paese e una struttura finanziaria eistituzionale forte: il Cile ha il più basso tasso conriferimento al rischio paese dell‟area sudamericana,garantendosi giudizi positivi da le tre maggiori agenzie dirating internazionale (S&P: A+; Fitch: A+; Moody‟s:Aa3)5) Alta Trasparenza: secondo la TransparencyInternational 2010, il paese si posiziona al 21° postonella classifica dei 178 paesi del mondo per tasso dicorruzione percepita dalla popolazione, primo in AmericaLatina.6) Libertà economica e investimenti a salvaguardiadell’ambiente: il Cile si posiziona al 10° posto sui 179paesi del mondo per la libertà di iniziativa economica(Heritage Foundation) e al 15° posto sui 182 paesi delmondo per il ranking sugli investimenti a salvaguardiadell‟ambiente (Economist Intelligente Unit)
  • 195
  • 1967) Alto livello di competenza e competitività dellerisorse umane: i costi della manodopera sono tra i piùcompetitivi se comparati ai livelli statunitensi ed europei;inoltre il Cile ha occupato la prima posizione tra i paesisudamericani nel ranking “Latin American Talent Index2009”, che stima la disponibilità di manodopera per ilperiodo 2008-2013.8) Pressione Fiscale favorevole: secondo l‟InternationalEconomic Relations General Management – DIRECON, lapressione fiscale del paese si attesta al 17%(temporaneamente aumentato fino al 20% per il piano diricostruzione in seguito al terremoto del 2010), uno deitassi più bassi nel mondo; ha inoltre accordi bilateraliper contrastare la doppia tassazione con 22 paesi e lalegislazione in materia tributaria prevede esenzioni ebenefici per gli investimenti nel paese e nel R&D9) Infrastrutture e telecomunicazioni: il Cile dispone di37 aeroporti e 18 compagnie internazionali con oltre80.000 voli all‟anno, porti (10 statali e 23 privati) cheraccolgono il 90% degli scambi commerciali del paese,investimenti per 10.000 milioni di dollari americani inautostrade, aeroporti, ospedali, porti ed altre operepubbliche; il complesso di telecomunicazioni è a livellomondiale così come la copertura della rete internetsull‟area del paese.10) Alta qualità della vita: il Cile si posiziona al 71 postosu 194 paesi nella classifica 2010 sulla qualità della vita(International Living).
  • 197
  • 198Il Cile ha dal 2003 un rapporto di collaborazione con l‟UnioneEuropea, quindi può essere considerato un paese “amico”.Questo è possibile grazie anche all‟abbattimento delle barrieretariffarie che prevedono una tassa pari allo 0% per i prodotti diabbigliamento provenienti da Paesi della Comunità Europea.Tutto ciò non succede invece per le merci provenienti dalla Cina(11%).Uno dei primi elementi di competitività internazionale, ossia le“barriere all‟entrata”, è a favore delle imprese europee e nelnostro specifico caso italiane e proprio per questa ragione siconsiglia la spedizione delle merci direttamente dall‟Italia.Questo non può che rafforzare l‟immagine del “Made in Italy” e diMonnalisa stessa.L‟handicap principale di questa soluzione è costituita dallaposizione geografica del paese; siccome si affaccia sulla costaoccidentale (Oceano Pacifico), la spedizione graveràmaggiormente in termini di costi e di tempo.Per quanto riguarda la popolazione la quasi totalità è di origineeuropea (95%) e in particolare la fascia tra i 0 – 14 anni occupaun 22,3% su un totale che sfiora i 17.000.000 di unità; anche iltasso di natalità si mantiene su livelli buoni, in linea con glistandard dei paesi latino americani.La popolazione si concentra in maniera massiccia sulle costepiuttosto che nella parte interna del territorio e in particolare neigrandi centri come la capitale Santiago, Valparaiso, Conception,Iquique.
  • 199La nostra prima strategia prevede l‟esportazione dei prodottiMonnalisa direttamente dall‟Italia sfruttando così le agevolazionisui dazi doganali.Dall‟analisi dei precedenti dati e dalle opportunità finoraevidenziate, consigliamo a Monnalisa di entrare sul mercatocileno tramite l‟esportazione diretta dall‟Italia, sfruttando inquesto modo i vantaggi offerti dall‟annullamento dei dazidoganali.Per quanto riguarda lo stile cileno in materia di abbigliamento,sappiamo che è molto importante avere un‟immagine curata inogni occasione. Questo business attira molte imprese ad esigereun‟ “eleganza quotidiana”.Infatti, dall‟analisi del sistema moda cileno, si evince che il paesepresenta una propensione all‟acquisto nel segmento di altagamma – lusso. A supporto dei nostri studi sono presenti sulterritorio e in particolare nella capitale alcuni tra i brand piùfamosi come Louis Vuitton, Cartier, Bulgari, Armani, Max Mara,Zegna e altri; mentre non sono presenti a Santiago i competitoritaliani di Monnalisa.Abbiamo però individuato dei competitors locali sulla base dellostile in quanto la maggior parte di questi non fornisce dati sulprezzo.Di origine cilena è Limonada presente con un network caPILlarelungo tutto il paese con punti vendita monomarca; lamaggioranza di essi si colloca all‟interno di centri commerciali.Di origine argentina è Paula Cahen D’Anvers, mentre di originebrasiliana è Lilica & Tigor presenti solo a Santiago.
  • 200Altri competitors sono rintracciabili in Cheeky e Mimo & Co anchese riferibili ad una fascia di mercato più bassa.La quasi totalità dei brand si trova in centri commerciali di medie– grandi dimensioni come Parque Arauco Shopping Center aSantiago, Mall Zofri a Iquique, Mall Plaza Trebol a Conception eMall Arauco a Valparaiso tanto che sono in minoranza le boutiquedi abbigliamento bambino lungo le vie della città.In tutte le città principali vi sono numerosi centri commercialiutilizzati non solo come unico obiettivo di shopping, ma anchecome punto di incontro giovanile (infatti all‟interno oltre ai puntivendita sono presenti numerosi cinema, bar, ristoranti e parchigiochi per bambini). Questa impronta culturale ben marcata nellostile cileno dà l‟opportunità a Monnalisa di poter affermare ilproprio marchio all‟interno di questi centri commerciali.Monomarca:
  • 201Multimarca:A seguito della valutazione dei pro e dei contro riguardanti lascelta tra negozio monomarca e negozio multimarca, nelpanorama del mercato cileno sarebbe opportuno propendere perla prima soluzione, in quanto dalle nostre ricerche non si èevidenziata la presenza di multimarca tali per cui il prodottoMonnalisa possa entrare nella gamma.A questo punto il monomarca è l‟alternativa più ad hoc;all‟interno dei locali suggeriamo l‟introduzione delle lineefemminili Monnalisa Bebè, Monnalisa e Monnalisa Chic, con lapossibilità di introdurre il comparto bambino in un secondomomento una volta che il marchio ha raggiunto il propriosuccesso e ha conquistato una buona brand awareness.La nostra motivazione ricade sul fatto che per quanto riguarda lelinee maschili, sono presenti molti brand di livello medio con unostile prettamente sportivo quindi, seppur si presenti un “vuoto dimercato”, esso non è ancora pronto ad accogliere Ny&lon e Hitch– Hiker in quanto l‟orientamento dei consumatori finali èindirizzato verso prodotti più economici.
  • 202Di seguito vengono illustrati i punti di forza e di debolezzaraccolti nell‟analisi SWOT.La nostra strategia prevede nel concreto di aprire almenoinizialmente 3 punti vendita:1) Il primo nel centro commerciale Parque Arauco ShoppingCenter a Santiago. Esso è situato nel comune di LasCondes vicino ai grandi alberghi e alle attrazioni turistiche,con più di 350 negozi delle migliori marche nazionali edinternazionali. Sulla Boulevard Park si può gustare lacucina cilena e internazionale e visitare negozi unici.
  • 203All‟interno di questo centro commerciale, situato su viaPresidente Kennedy nelle vicinanze della boutique di LouisVuitton in via Alonso De Cordova, sono presenti numerosimarchi come: Armani Exchange, Guess, Zara, Diesel,Calvin Klein, Hugo Boss, Lacoste, Polo Ralph Lauren,Timberland e Tommy Hilfigher.2) Il secondo nel Mall Marina Arauco a Valparaiso. Costruitoalla fine degli anni novanta, oggi il centro commercialedispone di 150 negozi offrendo agli ospiti una vasta gammadi offerte; al suo interno vi sono anche 6 sale per il cinema,una pista da bowling, parchi giochi per i bambini e disponedi un ampio parcheggio sotterraneo con più di 2000 postiauto. Marina Arauco è uno spazio di intrattenimento doveanche i più esigenti possono trovare quello che amanocome dice lo slogan: “todo lo que le gusta”. Perl‟abbigliamento infantile sono presenti i seguenti negozi:Limonada e Mimo & Co., gli altri marchi come Opaline,Colloky e Hush Puppies Kids si dedicano alla produzione dicapi più sportivi.3) Il terzo nella città di Iquique che è una delle più ricche delpaese in quanto gode di sovvenzioni governative ed èinoltre la più estesa zona franca. (In questo caso non èpossibile dare una localizzazione precisa in quanto non èpossibile visionare i negozi all‟interno del Mall Zofri perchéappositamente tenuti “segreti”).Sapendo che Monnalisa non vuole rischiare un investimento startup con mezzi propri è necessario trovare un partnercommerciale.Le possibilità di ”scelta” sono molteplici:
  • 204 Si può ricercare un privato che si occupi prettamentedell‟apertura di punti vendita nel paese e che si assumadirettamente il rischio; Si può ricercare una società apposita (brand developmentgroup) che abbia come proprio oggetto sociale l‟apertura ela logistica di punti vendita in particolare in Cile. Si può ricercare una partnership con un‟impresa dello stessosettore che apra le porte al mercato sudamericano e nonsolo ristretta al Cile.Dagli studi condotti non esistono al momento brand developmentgroup cileni, che potrebbero operare congiuntamente aMonnalisa. Quindi, sicuramente oltre a una visita in loco, siconsiglia di esporre il problema alle camere del commercio italo –cilene e all‟istituto del commercio estero dell‟ufficio di Santiagoche potranno sicuramente operare e aiutare l‟azienda nellaricerca del partner ideale.Dall‟analisi sui marchi già presenti in loco, l‟indicazione che nederiva è quella di prendere contatto con Limonada, una delleaziende leader del settore moda comparto bambino, già presentesul mercato con punti vendita monomarca di sua proprietà. Uneventuale contatto e successivo accordo potrebbe garantire aMonnalisa una partnership vincente per penetrare nel mercatocileno.Una certa attenzione si deve riporre sull‟aspetto comunicativo edi espansione commerciale del brand.Siccome il brand Monnalisa risulterebbe completamente nuovo almercato cileno, suggeriamo di percorrere diverse strategiepressoché contemporanee:
  • 205 Pubblicazione della nuova apertura nelle principali testate dimoda infantile (es. Ser Padres presente sia in forma on lineche cartacea) Affissione pubblicitaria nei principali aeroporti del paese Comunicazione tramite fiere del settore: la fiera piùimportante in Cile per il settore bambino è Expo Bébé, fierabiannuale che si tiene a giugno e a novembre a Santiago.(www.interexpo.cl).
  • 2063.5 Strategia Brasile3.5.1 Analisi della strategia intrapresa da MonnalisaL‟espansione di Monnalisa in Brasile è iniziata circa tre anni fa,con una doppia partnership: la prima con un licenziatario localeincaricato della produzione in loco e la seconda con unresponsabile del negozio locale.La ricerca effettuata dall‟azienda è iniziata con l‟analisi macro –economica del sistema paese, che ha permesso l‟individuazionedi punti di forza e debolezza, minacce e opportunità tramite laSwot. L‟azienda, dopo essersi resa conto che il Brasile era unmercato estremamente attrattivo, si è resa conto che l‟approcciostandard della semplice esportazione non era praticabile. Infatti,il Brasile ha un regime doganale molto restrittivo e le politicheprotezionistiche scoraggiano le importazioni.Questo si traduce in un regime tariffario per cui alle merci delsettore manifatturiero viene applicato un incremento pari a circaal 70% dovuto a dazi doganali e all‟IVA imposta. In aggiunta aciò, il partner brasiliano incaricato della distribuzione deve avereuna licenza atta all‟importazione, chiamata RADAR, che ha uncosto molto elevato ed è difficile da ottenere. Infine occorreavere un broker doganale che segua la procedura disdoganamento delle merci; questa, se lasciata senza unopportuno controllo potrebbe richiedere settimane e addiritturanon essere garantita.Nonostante tutti gli accorgimenti del caso, l‟errore principalecommesso da Monnalisa è stato quello di non aver inviatopersonale competente sul posto per accertare il buonosvolgimento di tutte le operazioni.
  • 207Sappiamo ad esempio che il primo campionario (sett-ott.) non èmai giunto a destinazione in quanto il licenziatario non avevaeffettivamente compiuto tutto l‟iter burocratico per ottenere lalicenza di importazione.Per ottenerla, serve infatti un marchio registrato da un appositocontratto di trasferimento tecnologico. Questo ha comportatoinevitabilmente un ritardo nei tempi di produzione e vendita.Un altro errore commesso ha riguardato la scelta dellalocalizzazione geografica. Infatti nel territorio brasilianoprevalgono i centri commerciali a più piani e le tendenze dishopping si orientano verso questi ultimi. Probabilmente si èscelto di aprire nel centro città di San Paolo vista la vicinanza aboutique di lusso.Queste sono prevalentemente boutique internazionali che offronoprodotti rivolti ad un pubblico adulto di ceto elevato (es. Dior).Sempre nei paraggi è presente uno dei competitor locali indicatodall‟azienda come più simile a Monnalisa: Bonpoint.Da una nostra attenta analisi possiamo affermare con sicurezzache questo marchio internazionale è in linea in competizione conMonnalisa soltanto per la fascia di prezzo elevata, ma non per il
  • 208tipo di prodotto offerto. Sono infatti molto diversi lo stile, i colori,il layout e ecc….Abbiamo individuato altri competitors più simili come stile efascia di pubblico a Monnalisa.Questi sono: Lilica RiPILica & Tigor: la prima è una linea puramentefemminile, mentre la seconda maschile. La fascia di etàcoperta va da 0 a 12 anni e si trova con diversi puntivendita in tutto il Brasile (in particolare negli stati di Agra,Alagoas, Amazonas, Bahia, Cearà, Distrito Federal, EspiritoSanto, Goias, Maranhãs, Minas Gerais, Mato Grosso do Sul,Mato Grosso, Parà, Paraiba, Pernanbuco, Paranà, Rio deJaneiro, Rio Grande do Norte, Rondonia, Rio Grande do Sul,Santa Catarina, san Paolo, Sergipe e Tocantis); inoltre èpresente in Cile, Colombia, Guatemala, Costa Rica, Libano eItalia con due punti vendita (Milano e Napoli). Petit Trousseau: brand canadese che veste fino agli 8 annied è specializzato in particolare nel bébé. È presente nelCentro commerciale Iguatemi di San Paolo. Paola da Vinci: brand brasiliano presente a Brasilia, SanPaolo e Campinas con quattro linee di prodotti da 0 a 12anni e con negozi sia nei centri commerciali, sia nelle vie piùpregiose. Petit Cherie: brand nato nel nuovo secolo adatto ad unpubblico che segue la moda e l‟eleganza.(www.petitcherie.com.br)Abbiamo inoltre individuato altri due competitors non tanto similicome fascia di prezzo, ma comunque in concorrenza diretta per
  • 209la forte brand identity e per la presenza caPILlare su tutto ilterritorio sudamericano:• Cheeky: brand argentino che si è espanso a livellointernazionale varcando anche i confini dell‟Europa conoltre 150 boutique monomarca. Produce abbigliamento eaccessori per bambini da 0 a 12 anni.• Mimo&Co: brand argentino simile a Cheeky in possesso di100 negozi monomarca e 150 multimarca anche al di fuoridei confini latino americani. La fascia di età coperta va da 0a 12 anni.Venendo ora alla strategia vera e propria, abbiamo deciso didedicare più spazio al Brasile, non solo perché in possesso di unmercato in fortissima espansione, ma anche perché sono giàstati effettuati alcuni investimenti di comunicazione, che sarebbeopportuno sfruttare quali pubblicazioni su Vogue Bimbi,partecipazione a fiere di settore, evento istituzionale legatoall‟inaugurazione del punto vendita e utilizzo di testimonialfamosi.Alla luce della nostra elaborazione sul mercato brasiliano, tutti gliindicatori politici, economici, finanziari e operativi risultanoessere mediamente positivi. Anche gli indicatori socio –demografici ci fanno propendere per la decisione di entrare nelmercato carioca. Il 15% della popolazione complessiva del paeseè di origine italiana (circa 25.000 persone) rappresenta la piùnumerosa popolazione di immigrati italiani in tutto il mondo.Questa si concentra in particolare a San Paolo, ma anche aParanà Rio grande do Sul e Santa Catarina. Anche la crescitadella popolazione stimata dalla CIA è positiva (+1,2%) e il tassodi fertilità è elevato. L‟aspettativa di vita stimata, indice di
  • 210benessere sociale ed economico, è la più alta di tutto il SudAmerica e ben il 36,4% della popolazione ha tra 0 – 14 anni.3.5.2 Analisi della domandaLa domanda brasiliana presenta rilevanti differenze regionali edimportanti disparità di potere d‟acquisto, oltre a diversità a livelloculturale legate anche ai climi, alle temperature ed allo stadio disviluppo economico regionale.Le due maggiori metropoli sono San Paolo e Rio de Janeiro sia intermini di popolazione (19.960.000 e 11.836.000) che dieconomia. Gli stati di San Paolo, Rio de Janeiro e Mina Geraissono le regioni più rilevanti per il consumo del settore moda eformano il principale mercato dell‟abbigliamento del Brasile, checostituisce il mercato target del lusso e delle marcheinternazionali. Le aziende del settore, nazionali ed estere, checercano visibilità ed immagine sul mercato brasiliano operanoprincipalmente in queste aree, iniziando le proprie attività dipromozione e marketing nella città di San Paolo. La città è vistadal resto del paese come referenza, punto di partenza e lancioper nuove marche del settore in Brasile, la più aperta alletendenze internazionali del settore dell‟abbigliamento; inoltrecirca il 70% degli articoli di lusso è venduto in questa località.La tipologia del consumatore finale è funzione della sualocalizzazione a livello geografico e del suo potere d‟acquisto.Secondo la FECOMERCIO, Federazione di commercio di beni,servizi e turismo del Brasile, le classi medie della popolazionerappresentano il 51.6% del totale delle vendite del settoreespresse in volumi.
  • 211La crescita del potere d‟acquisto negli ultimi anni ha inoltrefavorito lo sviluppo del mercato della moda nel Brasile, chepresenta mercati rilevanti, anche se ben distinti, per tutte leclassi sociali, segmentate come mostra la figura.Fonte: Istituto de Pesquisa Economica Aplicada (IPEA) La classe A, considerata quella con il più alto potered‟acquisto, consuma prodotti dal costo elevato ed èinfluenza dalle marche internazionali e dalla stagionalitàdella moda; frequenta shopping centers di alto livello espesso punti vendita monomarca. Le classi medie B e C consumano prodotti sia high sia lowcost, di marche locali ed internazionali incontrate in diversipunti vendita. Le classi meno abbienti, D ed E, consumano prodottieconomici, senza marca, commercializzati in punti venditalocali, acquistati a loro volta all‟ingrosso.Buona parte della produzione locale o importata dalla Cina edestinata alle classi C, D ed E, è venduta in Brasile all‟ingrosso,acquistata dai piccoli negozi multimarca e rivenduta al dettaglio.
  • 212I grossisti funzionano come un agente intermediario tra ilproduttore ed il consumatore finale.I principali centri di vendita all‟ingrosso sono localizzati neigrandi centri urbani ed in particolare in alcuni quartieri del centrocittà, dove i prodotti vengono acquistati e rivenduti in tutto ilpaese.Secondo un sondaggio condotto congiuntamente da GfK e MCFConsultoria è emerso che la popolazione brasiliana individuacome ragione principale per acquistare una marca di lusso laqualità (38%), seguita poi da prezzo (16%) e serviziopersonalizzato (13%).3.5.3 Analisi dell’offertaL‟offerta del Settore è estremamente frammentata e polverizzataessendo la maggiore parte delle aziende microimprese. IlSettore presenta un gran numero di piccoli operatori ecommercianti al dettaglio che rivendono prodotti acquistatiall‟ingrosso. Pochi i produttori che possiedono reti di negozipropri che coprono l‟intero paese. I produttori di marcherinomate e che hanno come pubblico target i consumatori delleclassi più elevate, normalmente terziarizzano la produzione apiccole aziende non sempre specializzate e non sempreformalmente riconosciute. L‟offerta ed il flusso distributivo delSettore è rappresentato come segue:
  • 213Struttura dell’Industria della Confezione e della Moda
  • 2143.5.4 TendenzeLa moda brasiliana è condizionata dal clima caldo e tropicale delpaese che si manifesta in modelli colorati, con tessuti leggeri echiari, spesso in contrasto ai modelli europei ed americani. Lamoda, inoltre, è molto influenzata da celebrità locali e cè unaforte tendenza dei consumatori all‟acquisto impulsivo.Negli ultimi anni la moda ha mostrato una sensibilità sempre piùspiccata nei confronti di temi come la sostenibilità ambientalelegata a quella che è la Corporate Social Responsibility.3.5.5 Perché il Brasile?La motivazione di un‟internazionalizzazione in Brasile è daricercare nella combinazione di due fattori: La presenza di popolazione ad alto reddito che nonostante lacrisi, aumenta di anno in anno. Essa è composta in manieraprioritaria dai “nuovi ricchi”. La maggioranza dei prodotti venduti è acquistata in tutto lostato da consumatori ad alto reddito. Le imprese del settoreaffermano che esiste una clientela locale con alto potere d‟acquisto che, nonostante la crisi tuttora in corso, è ancora inpossesso di risorse finanziarie sufficienti ad acquistarearticoli di lusso.Per i marchi di lusso, le prospettive sono molto positive. Glianalisti del settore assicurano inoltre che la domanda non ècompletamente soddisfatta; il trend di crescita dei consumiaumenterà nei prossimi cinque anni.Il Brasile sta vivendo una vera e propria invasione da parte dellegriffe internazionali. Nel 2009 Gucci, Hermès, Marc Jacobs eLouboutin hanno fatto il loro ingresso sul mercato. Tali marchi si
  • 215aggiungono alle griffe pioniere, introdotte in Brasile in seguitoalle aperture commerciali degli anni ‟90.In primis Giorgio Armani, che ha aperto il suo primo negozio nel1999, e Louis Vuitton che ha inaugurato il suo punto vendita nel2000.Di seguito riportiamo anche l‟analisi SWOT dove si illustrano lepros & cons di un potenziale investimento.3.5.6 Proposte di interventoUna prima strategia percorribile prevede l‟export delle mercidall‟Italia al Brasile anche se il costo è molto maggiore rispettoalle precedenti strategie esposte per Guyana Francese e Cile.
  • 216Questo è dovuto agli alti dazi applicati in entrata nel territoriobrasiliano; a tutto ciò si andrebbero ad aggiungere i numerosiproblemi burocratici (dazi, licenze d‟importazione, ecc…) con iquali Monnalisa ha già avuto a che fare nel recente passato.Anche in questo caso si tratterebbe di una licenza di vendita, inquanto l‟azienda aretina non ha intenzione di investiredirettamente il denaro; quindi si tratterebbe di trovare un nuovopartner affidabile che sia disposto ad investire.Per questi delicati accordi vi è la necessità di una visita in locoper potersi accertare della serietà della controparte e in casopositivo giungere ad una negoziazione.Una seconda e differente strategia sarebbe legata ad un altropaese del Sud America, il Cile.Relativamente al Cile esistono due diverse proposte d‟intervento.La prima proposta prevede l‟export dall‟Italia al Cile di prodottiMonnalisa semilavorati per poi concludere il processo produttivonello stesso paese.Non è infatti possibile trasportare il prodotto dal Cile al Brasilesenza effettuare nessun processo produttivo nel primo stato.Ricordiamo infatti che nel caso del Cile i dazi d‟importazione sonopari a zero, mentre sono molto elevati nel caso del Brasile. Lalegge non consente di trasportare prodotti finiti spediti dall‟Italiaal Cile in Brasile a costo zero.Infatti, per poter approfittare delle agevolazioni commercialipreviste dal Mercosur, è necessario svolgere almeno una fasedella lavorazione in uno dei paesi interessati dall‟accordo.
  • 217La nostra strategia prevede l‟ultimazione del capo tramite larealizzazione di stampe e ricami in loco.Qui possiamo fornire alcune aziende cilene che si occupano delprocesso: Estampa Chile: l‟impresa si occupa sia della realizzazione distampe sia di ricami (http://estampachile.cl) Arauco Group: l‟impresa si occupa solamente dellarealizzazione delle stampe (http://mpchile.cl) JS Bordados: l‟impresa si occupa solamente dell‟attività diricamo (http://www.jsbordados.cl).In questo modo si continuerebbe a mantenere inalterato in“Made in Italy”.La seconda proposta prevede l‟intera produzione del prodottoMonnalisa in Cile.Anche qui forniamo possibili aziende partner adatte ad acquistarela licenza produttiva di Monnalisa. Ruecas y Telares (www.ruecasytelares.cl) Eliane Moda (www.elianemoda.cl)Sappiamo infatti che la manodopera cilena è sufficientementequalificata, ma non essendo ancora in essere la produzione diabbigliamento di lusso nello stato, sarà necessario fornire unsupporto tecnico e manifatturiero adeguato. Consigliamo diinviare sul posto almeno per i primi mesi uno staff aretinospecializzato nella produzione; in tal modo il know how praticotecnologico potrà essere trasmesso al personale locale.Una volta che il capo ha completato i suoi processi dilavorazione, verrebbe trasportato in Brasile tramite opportuno
  • 218corriere specializzato. Ovviamente in Brasile verrà tolta la licenzaall‟attuale produttore, valutando la possibilità di assumererappresentanti ben inseriti nel mercato locale.Alla luce delle due proposte attentamente valutate riteniamo cheentrambe le soluzione sarebbero fattibili, ma consideriamo comemigliore la prima opzione in quanto questa manterrebbeinalterati uno dei punti focali di Monnalisa: il Made in Italy.Infatti, l‟Italia è un paese rinomato anche in Brasile nell‟industriadella moda. A dimostrazione di ciò, il design, il taglio e la culturaitaliana sono estremamente riconosciuti in Brasile ed il “Made inItaly” é molto apprezzato nel mercato e in particolare all‟internodella gamma dei consumatori di classe A e B.Brand e aziende italiane che hanno come target le classi alto –borghesi, hanno dunque buone possibilità di avere successo sulmercato brasiliano. Tuttavia, a causa della frammentazione diquesto, sono necessari investimenti importanti nel marketing eduna strategia aziendale di lungo periodo.Quale alternativa? Monomarca o Multimarca?Monomarca:
  • 219Multimarca:Dopo aver preso in considerazione le informazioni disponibili sulBrasile e aver valutato vantaggi e svantaggi del Paese, siamopropensi a scegliere la formula monomarca. Siamo a conoscenzache il monomarca presenta rischi superiori, ma questi potrebberoessere attenuati grazie alla ricerca di un partner affidabile.Essendo infatti, il Brasile propenso e attento al settore moda,esso risulta “pronto” per accogliere nuovi entranti nel mercato eciò consentirebbe a Monnalisa di creare anche una forte brandawareness.Siccome Monnalisa non può assumersi il rischio imprenditorialedi aprire immediatamente negozi di proprietà in un mercato a leipraticamente sconosciuto, si dovrebbe valutare la ricerca di unafigura commerciale locale. In cambio del rischio assunto daquesta figura Monnalisa provvederà direttamente allacomunicazione necessaria per far conoscere il marchio.Per quanto riguarda la comunicazione suggeriamo di intensificarela presenza su riviste specializzate (es. Vogue Kids Brasile),pubblicità di riviste gestite da compagnie aeree locali e
  • 220internazionali (es. Tam, Gol, Tap, Air France, ecc…) e parteciparea fiere di settore.Considerando che la presenza di un partner locale è il primopasso per introdursi nel mercato, indichiamo una serie di fiere edeventi, relativamente al lusso, molto note e già sfruttate da altribrands internazionali. A tali manifestazioni partecipano grandiimprese di moda, investitori, distributori e banche interessati albusiness dell‟alta moda. Eventi International Herald Tribune: conferenza d‟affari dilusso annuale istituita nel 2001 che viene riproposta ognianno una città diversa, è diventata il luogo fondamentaleper la discussione e lo scambio di idee per la moda elindustria del lusso. A novembre di quest‟anno si terrà aSan Paolo (ating@iht.com) Momento Italia-Brasile (ottobre 2011 – giugno 2012):programma di eventi (397 eventi in 18 stati) che contribuiràal rafforzamento dei rapporti fra i due Paesi nei settorieconomico-commerciale, tecnologico, scientifico, culturaleed educativo. FIT 016: fiera internazionale del bambino da 0 -16 anni(www.fit016.com.br). Sao Paulo Fashion Week (SPFW): la SPFW è il principaleevento di moda del paese, è realizzato dal 1996 a San Paoloe conta di due edizioni annuali organizzate nel primosemestre di ogni anno. Sao Paulo Prêt-à-Porter: fiera realizzata a San Paolo nellastessa settimana di COUROMODA (la principale fiera dellecalzature dell‟America Latina). Rio Fashion Week: evento che ha luogo nel primo semestredi ogni anno, conta con due edizioni nella capitale dello
  • 221Stato di Rio de Janeiro, con un‟edizione invernale ed unadedicata alla collezione estiva.Per quanto riguarda la localizzazione dei punti vendita, abbiamoeffettuato una ricerca sia sugli shopping center sia sulle boutiquedi lusso presenti nelle vie principali dello shopping. Qui sotto vi èla piantina della localizzazione dei negozi nel centro di San Paolo,città considerata come maggior centro di moda di lusso di tutto ilBrasile.Abbiamo selezionato i centri commerciali sulla base di duedifferenti criteri:1) Presenza di brand di lusso;2) Presenza di competitors appartenenti al settore bambino.Nel primo caso abbiamo individuato i seguenti mall:
  • 222 Daslu (San Paolo) Villa Daslu: elegante multi-branddepartment stores esclusivo dell‟America Latina, in stileitaliano, situato a San Paolo nel quadrilatero del lusso, moltofrequentato dalle star. Secondo recenti notizie, però, Daslusta per essere chiuso: con un debito di R$ 80 milioni,lazienda deve infatti cambiare proprietà. La proprietaria,Eliana Tranchesi, in seguito ad investigazioni ed un processoiniziato nel 2005, è stata condannata a 94 anni per evasionefiscale derivante da importazioni illegali (per un importo dicirca R$ 1 miliardo fra tasse federali e statali, che sarebbeancora più alto se si considerassero le importazioni irregolarinon identificate), cospirazione, appropriazione indebita edichiarazione di falso. Tra i più grandi brand presenti siannoveravano: Chanel, Jimmy Choo, Louis Vuitton, Gucci,Prada, Dolce e Gabbana, Blumarine, Valentino, Chloè,Alberta Ferretti, in un‟area apposita denominata DasluImportados, oltre allo stesso marchio Daslu. Iguatemi Sao Paulo: Iguatemi è un trend-setter ed è il piùimportante shopping center in Brasile. E‟ l‟unica azienda delsettore che ha un unico marchio per i suoi centricommerciali, e gode di forte reputazione e credibilitàtestimoniata da numerosi premi ricevuti nei suoi 25 anni diesistenza. Si tratta di centri commerciali di alta qualità,situati in posizioni strategiche per il potere d‟acquisto ecategoria dei clienti (A e B) e il potenziale di consumo procapite; i brand ospitati, sia brasiliani che internazionali, sonodi alto livello e selezionati in base alla loro salute economica,ed il business è concentrato sui negozi monomarca: ilconsumatore brasiliano avverte il brand come una garanzia.Vanta una superficie enorme e si estende su tre piani. Al suointerno di trovano cinema, locali e negozi molto prestigiosi,
  • 223tra cui Gucci, Missoni, Chanel… Inoltre si trovano ben 19negozi per bambini: Baby basics, Best Baby, Cardsmania,Centopeia, Chicco, Chicletaria, Costume, Fraldario, Green,Le Lis Blanc, Paola da Vinci, Pylones, Rei das magicas, RiHappy, TKT’S, Petit Trousseau, Tyrol, Vilebrequin e ZaraKids. Tra questi i maggiori competitors di Monnalisa sonoPaola da Vinci e Petit Trousseau. Shopping JK: questo centro commerciale (di proprietà diIguatemi Empresa de Shopping Centers e del costruttoreWTorre), la cui apertura è prevista a settembre 2011, sarà ilpiù moderno e lussuoso dell‟America Latina: unoasi di lussomoderno con una scelta di ottimi ristoranti e nove salecinematografiche, che ospiterà anche eventi e mostre perconiugare l‟importanza di arte e cultura al piacere delloshopping. Situato nel cuore del distretto finanziario di SanPaolo, dove più di 99.000 veicoli passano ogni giorno,collegherà le zone residenziali e commerciali più raffinatedella città al Parque do Povo (“Eden urbano”) che si prevedericeverà più di 5000 persone nei weekend: JK Iguatemi siconfigura come la perfetta integrazione di business,shopping, comodità, tempo libero, spazi verdi,intrattenimento e sicurezza. Nei suoi 36.000 m2di superficielorda affittabile, sviluppati su 4 piani, si troverannoboutiques di stilisti di lusso (come Chanel, Hermes, Prada,che dopo la chiusura di Daslu apriranno qui i propri puntivendita), ma anche qualche negozio a prezzi accessibili:l‟intento è comunque quello di offrire varietà in modo dasoddisfare le differenti esigenze. Shopping Cidade Jardim (San Paolo): immerso in 55.000mtq di verde, si è affermato come uno dei punti diriferimento per i consumatori di lusso; ispirato ai centri
  • 224commerciali esteri più eleganti e di successo, è stato definitocome “città nella città”: oltre a 180 negozi, si annoveranotorri residenziali, ristoranti, cinema, palestra e la più grandeSPA dell‟America Latina.Fra i brand internazionali:o Piano terra: Chanel, Pucci, Zegna, Giorgio Armani,Hermes, Jimmy Choo, La Perla, Vuitton, Ferragamo,Tiffany, Rolex;o Primo piano: Furla, Gant, Zara; Shopping Leblon (Rio de Janeiro): Situato nel quartiere dovesi concentra il jet set di Rio de Janeiro, Shopping Leblon siestende per i principali quartieri del Sud (Leblon, Ipanema,Lagoa, Jardim Botanico e Topsail): più di 200 negozi neiquali si trovano le migliori marche, ristoranti, cinema eteatro, in uno spazio integrato con la natura e con una delleviste più belle della città; la struttura ospita inoltre eventi esfilate di moda.Vi si possono trovare firme come:o Secondo piano: Chanel, Zegna, Ferragamo, ArmaniExchange, Red Valentino, Svarovski, ma anche Zara;o Terzo piano: AvecNuance è un multi-brand store che offrealcuni dei più desiderati e famosi marchi famosi delmondo, come Bottega Veneta, Chloé, D&G, Paul Smith,Marc Jacobs e ValentinoNel secondo caso invece abbiamo individuato i seguenti centricommerciali: Lo Shopping Centre Patio Higienopolis è stato inaugurato il18 ottobre 1999 e si trova nel cuore del ricco quartiere diHigienopolis. Il centro è completamente integrato con il
  • 225paesaggio urbano e mantiene alcune caratteristichedall‟architettura dal XIX secolo. Si suddivide in sei piani e alsuo interno si trovano 305 punti vendita, un cinema, unteatro e un parcheggio di quattro piani. Al mese èfrequentato in media da 1.626.000 consumatori,prevalentemente di ceto femminile e dal reddito elevato. Alsuo interno si trovano i seguenti negozi per bambini:Brooksfield Junior, Green, Lilica&Tigor, PamPILi, Paola daVinci, Petit Trousseau, Puc, Tip Top, Tyrol, Th Bike e You byMO. Lo Shopping Centre Patio Higienopolis è stato inaugurato il18 ottobre 1999 e si trova nel cuore del ricco quartiere diHigienopolis. Il centro è completamente integrato con ilpaesaggio urbano e mantiene alcune caratteristichedall‟architettura dal XIX secolo. Si suddivide in sei piani e alsuo interno si trovano 305 punti vendita, un cinema, unteatro e un parcheggio di quattro piani. Al mese èfrequentato in media da 1.626.000 consumatori,prevalentemente di ceto femminile e dal reddito elevato. Alsuo interno si trovano i seguenti negozi per bambini:Brooksfield Junior, Green, Lilica&Tigor, PamPILi, Paola daVinci, Petit Trousseau, Puc, Tip Top, Tyrol, Th Bike e You byMO. A Camboriù, altra località turistica rinomata, troviamo ilBalneario Camboriù Shopping, centro commerciale didimensioni minore rispetto ai precedenti, ma punto diriferimento per gli acquisti nella città. E‟ frequentato sia daturisti che da residenti e vanta molti negozi, bar, ristoranti eun cinema. Al suo interno troviamo 4 negozi per bambini:Cia da Crianca, Mamae Coruja Baby, PUC e Milon. Nessunodi questi potrebbe entrare in competizione con Monnalisa.
  • 226 A Recife troviamo lo Shopping Recife, creato il 7 ottobre1980 e diventato in breve tempo un punto di riferimento peril nord e nord-est del Brasile. E‟ il quarto centrocommerciale più grande dello stato e uno dei più grandidell‟America Latina. Vanta un‟ottima posizione: è vicinoall‟aeroporto, al centro e alla famosa spiaggia di BoaViagem. Ad oggi nel suo interno si trovano 410 negozi, 6megastore, 10 sale del cinema, 4 negozi di alimentari, 17ristoranti e 5000 posti auto. I negozi vendono per un terzomarchi locali, per un terzo marchi nazionali e per un terzofranchising internazionali. Sono presenti i seguenti negoziper bambini: Bebè basico, Brooksfield Junior, Familia Ovo,Lilica & Tigor, Malhasol, Nhac-nhec, PUC, Tip Top e Tyrol. Il più importante centro commerciale a Rio de Janeiro,nonché primo ad essere costruito (28 aprile 1980), èRIOSUL, grande centro commerciale vicino alle maggioriattrazioni turistiche della città, quali il Pan di Zucchero e ilCorcovado. Vanta un‟area di 128.320 m2, 4 piani, più di 400negozi e un afflusso medio di 65.000 persone al mese.Purtroppo i negozi non sono noti in quanto il sito è inmanutenzione. Infine a Brasilia, menzionata in quanto capitale e non inquanto a reddito medio della popolazione, possiede il ParkShopping, inaugurato l‟8 novembre 1983 e caratterizzatodalla sua continua innovazione. E‟ localizzato nei pressidell‟aeroporto, in un area di 51.525 m2, e vanta marchiesclusivi distribuiti in 347 negozi su 3 piani. I negozi dabambino sono: BB Trends, Brooksfield Junior, Chicco, Lilica& Tivor, Paola da Vinci, Tip Top e Tyrol.
  • 227Dopo questa lunga lista la nostra scelta prevede l‟apertura di piùpunti vendita all‟interno del Brasile e in particolare suggeriamo diposizionarsi all‟interno di centri commerciali in differenti città.Inizialmente si potrebbe entrare nel mercato aprendo quattrolocali di vendita in differenti centri commerciali. Optiamo perl‟apertura di tre punti vendita all‟interno dei centri commerciali dilusso, raggiungendo così il target con fascia di reddito elevata, euno all‟interno di un mall ove siano presenti i principalicompetitor del brand, raggiungendo in questo modo il targetinfantile.Solamente a seguito dell‟affermazione del brand Monnalisa sulmercato, l‟azienda potrà progettare l‟espansione tramitel‟apertura di altri negozi non solo all‟interno di altri centricommerciali, ma anche nelle principali vie dello shopping di lussodelle città sopra menzionate.
  • 228ConclusioniGrazie al lavoro che ci è stato commissionato è stato possibileentrare in contatto diretto con un‟azienda di moda per bambiniappartenente al settore lusso. Tramite ciò ci é stata fornital‟opportunità di conoscere le dinamiche aziendali, il comparto diriferimento e il valore reale che sta dietro all‟impresa Monnalisa.Dall‟analisi dei paesi effettuati abbiamo conosciuto e apprezzatola realtà sudamericana, realtà in forte espansione e in costantecrescita economica.Durante la formulazione delle strategie di espansione in questipaesi abbiamo riscontrato alcuni problemi, tanto che nel corsodello svolgimento le abbiamo modificate più volte. Da una primaanalisi il paese a tutti gli effetti più attrattivo sembrava laGuyana Francese e così pareva anche dalla mappa d‟attrattività.Ci siamo però accorti lungo il percorso che questo stato presentanumerose difficoltà: informazioni non sempre complete eaggiornate, appartenenza alla Comunità Europea come territoriod‟oltremare francese, totale assenza di competitors e centricommerciali, ecc… A fronte di ciò si è valutata la scarsaconvenienza a penetrare nella capitale, Cayenne, con un solopunto vendita vista la mancanza di un target potenziale generatasoprattutto dalla bassa densità demografica.Abbiamo poi formulato differenti strategie per Cile e Brasile, siaper quanto riguarda la produzione che la commercializzazione.Anche in questo caso la strategia è stata modificata nel corsodella elaborazione. Infatti, avevamo inizialmente pensato ad unatriangolazione Italia – Cile – Brasile rivelatasi in seguitocontraria, almeno formalmente, alle legislazioni locali.
  • 229Alla luce dei fatti, abbiamo dovuto procedere ad un nuovodisegno di implementazione.Per quanto riguarda il Cile è stata individuata la possibilità diinviare direttamente dall‟Italia il prodotto finito, sfruttando inquesto modo l‟accordo Italia Cile che azzera i dazi doganali.Per quanto riguarda il Brasile invece, abbiamo strutturato duedifferenti alternative che presentano vantaggi e svantaggicomplementari.La prima prevede la totale produzione delle merci in Cile, checonsentirebbe di ridurre i costi di produzione, ma al contempo siandrebbe a perdere il Made in Italy.Da un punto di vista etico ritenemmo più appropriato mantenereil Made in Italy, ma è opportuno valutarne la convenienza intermini economico – finanziari. L‟azienda disporrebbe infatti dellapossibilità di sfruttare il fattore di differenziazione costituito dal“Made in Monnalisa”.La seconda alternativa prevede invece di inviare il prodotto semi– lavorato in Cile e concludere la sua realizzazione in loco; cosìfacendo non si andrebbe a perdere il Made in Italy, ma i costisarebbero superiori.In entrambe le alternative si è deciso di togliere l‟attuale licenzadi produzione all‟attuale partner brasiliano.Nell‟immediato decidiamo di aprire punti vendita solo in questidue stati per effettuare una sorta di test sul mercatosudamericano. A seguito dell‟apertura di questi e nel caso dirisultati positivi, dopo circa tre – quattro anni sarà possibilevalutare l‟estensione del brand Monnalisa anche in Argentina e di
  • 230riflesso in Uruguay, in quanto meta turistica di lusso del popoloargentino.Attualmente, infatti, il mercato di questi due paesi non è ancorasufficientemente sviluppato per accogliere il prodotto Monnalisa,prodotto che essendo quasi totalmente sconosciuto al mercatosudamericano otterrà riscontri positivi solo nel lungo termine.Crediamo che le nostre proposte di intervento siano efficaci edefficienti e possano portare Monnalisa ad ottenere una fortebrand awareness nel contesto latino americano. Raccomandiamoinoltre la massima cautela nell‟interagire con gli stakeholders,inviando sul posto un proprio staff sia in fase conoscitiva che disviluppo vero e proprio del progetto.
  • 231Appendice AA1 – MessicoA.1.1 Informazioni generaliIl Messico è una democrazia rappresentativa composta da 31Stati Federali e da un Distretto Federale, dove si trova lacapitale, Città del Messico. La capitale è la città più popolosa con19231829 abitanti. Le altre città hanno tutte meno di un quartodella popolazione di Città del Messico; tra le più importantitroviamo Guadalajara, Monterrey, Puebla, Toluca de Lerdo eTijuana.In Messico non esiste una lingua designata come ufficiale.Tuttavia la lingua più parlata e compresa dalla quasi totalità dellapopolazione è lo spagnolo, seguita da lingue indigene degliIndios. Queste lingue sono parlate da circa il 7% dellapopolazione e sono 62, tra le quali le più parlate sono il Nahuatle il Maya. L‟inglese è molto conosciuto nelle grandi città, nellecittà al confine con gli Stati Uniti e nelle località turistiche. Le piùprestigiose scuole private offrono da qualche anno un‟educazionebilingue e ciò rende questa lingua molto diffusa tra i giovani. Dasegnalare anche il caso della comunità di ChiPILo nello stato diPuebla: essendo stata fondata nel 1882 da emigrati veneti i lorodiscendenti conservano inalterato il dialetto originario.La religione predominante è quella cattolica (89%), seguita daiprotestanti (6%) e da altre religioni minori (5%). Alcuniamerindi, pur dichiarandosi cattolici, praticano in realtà unareligione sincretista, che mescola il cristianesimo con alcunielementi degli antichi culti atzechi e maya.La valuta ufficiale è il peso messicano.
  • 232Il territorio messicano fu abitato da cacciatori e raccoglitori apartire da circa 30000 anni fa. L‟agricoltura iniziò a svilupparsinel IX secolo a.C., tuttavia la coltivazione più importante, quelladel mais, non iniziò fino al V secolo a.C.. Il vasellame fuintrodotto nel 2500 a.C., data che segna l‟inizio della civiltàmesoamericana. Dal XII secolo a.C. fino alla conquista spagnoladel 1521, il Messico fu la patria di civiltà avanzate quali: gliOlmechi, la civiltà di Teotihuacàn, gli Zapotechi, i Maya, i Toltechie gli Aztechi.Nel 1517 gli spagnoli raggiunsero la penisola dello Yucatan daCuba. Gli spagnoli vennero inizialmente accolti pacificamentedall‟imperatore azteco Montezuma, perché scambiati da emissaridi una delle loro principali divinità. Nel 1521 l‟impero aztecocadde e nel giro di cinque anni tutti i popoli mesoamericanivennero assoggettati. I soldati spagnoli arrivarono nel paeseaccompagnati da missionari, che procedettero alla conversionedegli indigeni al cattolicesimo.Hernàn Corteés iniziò quindi la conquista di un vasto territorio,comprendente anche parte degli attuali Stati Uniti, chiamandoloNuova Spagna, e fondò la nuova capitale, Città del Messico. Lamadre patria si arricchì grazie all‟agricoltura e alle attivitàminerarie, ma la popolazione indigena si ridusse dell‟80% acausa di epidemie e massacri.
  • 233Nel 1811 iniziò un movimento indipendentista che dopo 10 anniottenne l‟indipendenza del paese. Il 4 ottobre 1824 nasce larepubblica sulla base di una Costituzione. Il XIX secolo fucaratterizzato però dall‟invasione statunitense, che vide ladrastica diminuzione dei territori in mano al Messico, el‟insediamento di Spagna, Francia e Inghilterra. A seguito diquesto, scoppiò una guerra tra Messico e Stati Uniti per riavereuna parte del territorio, che si concluse con il Trattato diGuadalupe Hidalgo a favore degli Stati Uniti.Nel 1876 divenne presidente Porfirio Diaz. I suoi obiettivi eranola pace, il progresso e l‟apertura verso investitori stranieri.Tuttavia l‟insoddisfazione di alcuni ceti, in particolare la classemedia, suscita nel 1910 la rivoluzione. Nel 1911 Diaz, per evitareuna guerra civile, scelse l‟esilio in Francia e lascia il paese. Larivoluzione si concluse però solo più tardi (nel 1917), con lapromulgazione della nuova Costituzione, e le violenze siprotrassero sino al 1930. Tra il 1926 e il 1929 ci fu un‟altrarivoluzione ad opera dei cristiani, che terminò con un accordoche imponeva allo stato di rispettare la libertà religiosa.In seguito si alternarono vari presidenti di partiti diversi, daquello socialista a quello cristiano democratico, fino ad arrivareall‟attuale, Felipe Calderòn. Il presidente, in carica dal 2006, hapuntato sulla lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata eha permesso di recuperare il rapporto con gli Stati Uniti.
  • 234A.1.2 GeografiaIl territorio messicano di trova nel Centro America ed è il 14°paese più esteso al mondo con una superficie di 1.964.375 km2.La popolazione complessiva è di 112.336.538 abitanti (57,1abitanti per km2).Esso confina è nord con gli Stati Uniti, a est con il Golfo delMessico e il Mar dei Caraibi, a sud-est con Belize e Guatemala ea ovest con l‟oceano Pacifico. Il territorio è in gran partemontuoso, ad eccezione della penisola dello Yucatan e delle costedel Golfo del Messico. Le principali catene montuose sono laSierra Madre Occidentale e la Sierra Madre Orientale. Fra inumerosi fiumi del paese, il più importante è il Rio Bravo, chetraccia il confine con gli Stati Uniti. Inoltre nei due oceani sitrovano numerose isole, che insieme occupano uno superficie di5.073 km2: le più importanti del pacifico sono le Revillagigedo ele Maria, le più importanti dell‟atlantico sono Guadalupe, Cedros,Angel de la Guarda, Coronado, Rocas alijos, Tiburòn e delCarmen. Numerosi sono anche i vulcani attivi.Il Messico è un paese con forti diversità climatiche: è infattidiviso dal Tropico del Cancro e ciò potrebbe idealmente separaredue zone dal clima diverso (tropicale e temperato). In Messico sipossono trovare climi freddi delle cime montane a pochichilometri dai climi più caldi della pianura costiera. Letemperature variano dai -20° dello stato di Chihuahua ai 45° deldeserto di Sonora. La temperatura media del paese tuttavia siaggira intorno ai 19°.
  • 235A.1.3 PopolazioneIl 60% della popolazione è costituita da meticci, di discendenzamista europea (soprattutto spagnola) ed indigena, il 20% è diorigine amerinda appartenente a varie nazioni indigene, il 19% èdi origine europea e l‟1% è composta da minoranze varie. Glieuropei sono soprattutto di origine creola (spagnola), ma vi sonoanche italiani, francesi, tedeschi, polacchi, russi ed inglesi.Il Messico è lo stato che ospita il maggior numero di statunitensi,e ciò è dovuto ai legami economici sempre più intensi, a seguitodell‟accordo di libero commercio tra i due paesi. Ospita invecepochi italiani: è infatti il paese con la più bassa presenza dipopolazione di origine italiana di tutta l‟America Latina.Il tasso di fertilità è simile a quello dei paesi del Sud America(19, 13 nati su 1.000 persone), così come il tasso di mortalitàinfantile (17,29 morti su 1.000 nati vivi). Il tasso di crescita dellapopolazione stimato per il 2011 è positivo (+1,102%) el‟aspettativa di vita media è in linea con quelli europei (76,47anni). La distribuzione della popolazione per età è così
  • 236composta: il 28,2% ha tra 0 e 14 anni, il 65,2% ha tra 15 e 64anni e il 6,6% ha 65 anni o più.A.1.4 Quadro macroeconomico e politicoIl rischio politico è medio: il deterioramento della situazioneeconomica del paese sta riducendo la popolarità del presidenteCalderon. La politica estera messicana è incentrata soprattuttosulle relazioni con gli Stati Uniti, che vertono sui temidall‟immigrazione, della regolarizzazione dei flussi migratori, delcontrollo dei traffici di droga e della lotta alla criminalitàorganizzata. Inoltre il paese, già membro del North AmericanFree Trade Agreement (NAFTA), con Canada e Stati Uniti, hainiziato il processo di adesione al South American CommonMarket (MERCOSUR).Il rischio economico è medio. L‟economia messicana dell‟ultimobiennio è cresciuta a tassi moderati, tuttavia lo slowdown degliStati Uniti (che assorbono circa l‟80% dell‟export) sta causandoun rallentamento della crescita. In particolare ne risente ilsettore manifatturiero, che costituisce più del 70% dell‟attivitàdel paese. Al momento il settore petrolifero assicura rendimentielevati, ma la capacità produttiva è in calo e le previsioni per iprossimi anni sono negative. La riforma petrolifera avviata miraa contenere la spesa pubblica e diminuire la dipendenza dallerendite petrolifere. Tuttavia il peso della gestione di Petromex ela diminuzione dei ricavi dovuta al calo produttivo influiscono suldeficit di bilancio.Grazie ad una politica prudente, il livello dell‟inflazione continuaad essere contenuto (4,4 % nel 2010). Resta fondamentale per ilfuturo l‟attuazione di riforme per le infrastrutture, per il mercatodel lavoro e per la liberalizzazione del settore energetico. La
  • 237.posizione debitoria del Messico nei confronti dell‟estero èmigliorata e l‟importo totale è sceso al di sotto del 20% del PIL.Il PIL è pari a 1.548.007 milioni di dollari, mentre il PIL procapite è pari a 14.634 $. Esso è cresciuto nel 2010 del 5,3%dopo aver subito una contrazione del 6,1% nel 2009.L‟eliminazione delle restrizioni alla partecipazione straniera,avvenuta nel 1998, ha comportato in questi anni un significativoaumento della presenza estera nel sistema bancario messicano.Banche straniere controllano infatti tutte le principali banchecommerciali del paese, con la sola eccezione della Mercantil delNorte. Il governo messicano resta in possesso di otto banche disviluppo, mirate a fornire finanziamenti a specifici settoridell‟economia, quali le piccole e medie imprese, le infrastrutturee le opere pubbliche, l‟agricoltura e il commercio estero.L‟apparato burocratico del Messico resta ingombrante, costoso edinefficiente, come dimostra la diffusa pratica dei pagamentiirregolari per aggirare gli ostacoli amministrativi. Infatti lacorruzione è molto diffusa.Con l‟adesione alla NAFTA e con accordi bilaterali con l‟UE, ilgoverno messicano ha adottato un atteggiamento legislativo edoperativo di maggiore apertura nei confronti degli investitoriesteri. Tuttavia in alcuni settori, come quello energetico,permangono alcuni ostacoli.Il sistema delle infrastrutture è soddisfacente nelle aree urbanema scarso nell‟entroterra. Il livello di criminalità resta elevato,situazione peggiorata dalla corruzione della polizia. Il paese nonè soggetto a nessun rischio naturale particolare.
  • 238Nel 2008 l‟export italiano in Messico è diminuito del 17% a causadi un calo delle esportazioni di prodotti meccanici e manifatturieridi circa 2,3 miliardi di euro. I settori di punta dell‟export italianosono i prodotti energetici raffinati (27 %), la meccanicastrumentale (25 %) e la metallurgia (17 %).Il mercato dei beni di consumo di lusso riscontra in Messico uninteresse crescente: una vasta classe sociale ad alto redditoricerca sempre di più la novità e la qualità nell‟offerta deiprodotti, come dimostra le crescita vertiginosa delle boutique dilusso. Tra le imprese italiane di moda quelle che hanno apertostabilimenti produttivi in Messico sono Max Mara, SalvatoreFerragamo, Ermenegildo Zegna e Benetton. Secondo uno studiodi Nielsen il Messico è il quarto paese del mondo per consumo dimarche di lusso e in America Latina supera nettamente il Brasile.Infatti circa 7 milioni di abitanti del Messico hanno un redditotale da consentire l‟acquisto di beni di lusso e la vicinanza delpaese con gli USA ha imposto status symbol tipici, così comeanche il credito al consumo.
  • 239A2 – Analisi PESTEL e dei concorrentiPOLITICALIl Messico è una repubblica federale rappresentativademocratica: si basa su un sistema congressuale, dove ilpresidente è sia a capo del governo che a capo dello stato, e suun sistema multipartitico. Il governo federale rappresenta gliStati Uniti del Messico ed è diviso in tre rami: esecutivo,legislativo e giudiziario, come stabilito dalla Costituzione Politicadegli Stati Uniti del Messico del 1917. Anche gli stati checostituiscono la federazione devono avere una forma di governorepubblicana basata su un sistema congressuale, come stabilitodalle loro rispettive costituzioni.Il potere esecutivo è esercitato dal ramo esecutivo, che èpresieduto dal presidente e sottoposto alla revisione di ungabinetto di segretari indipendenti dal ramo legislativo. Il poterelegislativo spetta al Congresso dell‟Unione, una legislaturabicamerale composta dal Senato e dalla Camera dei Deputati. Ilpotere giudiziario è infine esercitato dalla magistratura, costituitadalla Corte Suprema di Giustizia della Nazione, dal ConsiglioFederale Giudiziario e dai singoli tribunali.La politica del Messico è dominata da tre partiti: il Partito AzioneNazionale (PAN), il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) eil Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI). Tutti i partiti politicidevono essere registrati presso l‟Istituto Federale Elettorale(IFE), l‟istituzione incaricata di organizzare e supervisionare iprocessi federali elettorali. Per essere ammessi in questo registroè necessario ottenere almeno il 2% di voti alle elezioni federali. Ipartiti politici registrati ottengono finanziamenti pubblici e privatientro i limiti imposti dalla legge.
  • 240ECONOMICALIl Messico ha un‟economia di libero mercato e fa parte dei paesia reddito medio - alto. E‟ infatti all‟ 11° posto fra le più grandieconomie della terra in termini di PIL misurato a parità di potered‟acquisto. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale ilMessico ha il secondo reddito più alto fra i paesi dell‟AmericaLatina in termini nominali e il più alto in termini di parità dipotere d‟acquisto.Il Messico, dopo la crisi del 1994, ha intrapreso una notevolefase di recupero, modernizzando e diversificando la propriaeconomia. Le recenti amministrazioni hanno anche permesso unmiglioramento delle infrastrutture e l‟apertura alla concorrenza insettori quali quello portuale, ferroviario, delle telecomunicazioni,dell‟energia elettrica, della distribuzione di gas naturale e degliaeroporti. La più grande fonte di reddito è il petrolio, ma moltoredditizio è anche il settore auto motive (il Messico è il piùgrande produttore di autovetture di tutta l‟America). Secondo laGoldman Sachs nel 2050 il Messico sarà tra le cinque economiepiù grandi del paese, insieme a Cina, Stati Uniti, India e Brasile.La popolazione in condizioni di povertà è notevolmente diminuitanel corso dell‟ultimo decennio, tuttavia le disparità di redditorestano notevoli, non solo tra ricchi e poveri, ma anche tra ilnord e il sud del paese e tra le zone urbane e quelle rurali.Con il North American Free Trade Agreement (NAFTA) è statostipulato un accordo di libero scambio per il 90% delle merci conoltre 40 paesi. Infatti il 90% delle esportazione va verso USA eCanada e il 65% delle importazioni provengono da questi duepaesi. Altri importanti accordi commerciali sono stati firmati conl‟Unione Europea, il Giappone e Israele. Il valore totale delle
  • 241esportazioni è al 15° posto del mondo, valore pari a tutte leesportazioni considerate insieme del MERCOSUR.SOCIALFin dagli anni ‟90 il Messico ha registrato indicatori socialipositivi, come il tasso di mortalità infantile e il tasso discolarizzazione, al pari dei paesi altamente sviluppati. Purtroppoil settore della salute pubblica non lo è altrettanto: nonostantetutti i messicani abbiano diritto a ricevere cure pubbliche dallostato solo poco più della metà ne usufruisce. Le infrastrutturesanitarie sono eccellenti nella maggiori città, ma ancora scarsenelle piccole città rurali. I servizi sanitari privati rappresentano il13% di tutte le attività mediche del paese e hanno costimediamente inferiori a quelli degli USA.Dal punto di vista dell‟istruzione, il Messico è il primo paese cheha reso universale l‟educazione già ai tempi degli Aztechi. Hainoltre uno dei più alti corpi docente dal mondo, con solo 26alunni per insegnante. Gli studenti messicani sono quarti percapacità di problem solving, terzi per i settori della scienza edella tecnologia e ottavi nella matematica. Il tasso dialfabetizzazione è pari al 94% sotto i 14 anni e al 91% sotto ai19 anni.Problemi molto sentiti sono quelli del traffico di droga e di armi edella criminalità organizzata. La polizia locale rispetta i dirittiumani dei cittadini ma compie abusi di potere nei confronti dellecomunità indigene e degli abitanti dei quartieri più poveri. Icittadini messicani, non avendo grande fiducia nella polizia, nonsegnala i crimini come nelle società sviluppate, favorendo ancoradi più i numerosi casi di corruzione.
  • 242TECHNOLOGICALL‟Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) è stataistituita nel 1910, istituto che diventerà uno dei più importanticentri di istruzione superiore. Al suo interno spuntano i corsi discienza, medicina e ingegneria. Nuovi istituti di ricerca, come ilNational Polytechnic Institute, sono stati fondati nel corso deglianni ‟20.Nel 1959 Rodolfo Neri Vela è diventato il primo cittadinomessicano ad entrare nello spazio. Numerosi anche i premi nobelmessicani, come quelli per la chimica assegnati a Mario Molina,Paul Crutzen e Sherwood Rowland.Il più grande progetto scientifico degli ultimi anni è stata lacostruzione del telescopio Millimeter, il più grande e sensibiletelescopio nella sua gamma di frequenza.Inoltre una grossa percentuale di elettrodomestici a brandamericano sono in realtà di creazione o design messicano. Nel2008 uno su quattro era messicano. Questa produzione crea il22% di tutto il PIL e il settore dell‟high tech è in costante crescita(circa + 63% all‟anno). In Messico vengono anche prodottemoltissime autovetture a marchio BMW e Mercedes-Benz eprodotti elettronici, come televisori e playstation Sony.ENVIRONMENTALIl Messico possiede una vasta gamma di ambienti naturali:presenta regioni temperate, tropicali e deserti. Inoltre la suatopografia montagnosa genera innumerevoli microclimi checreano l‟habitat ideale di una vastità di specie vegetali e animali.Eppure molte specie sono in pericolo: l‟impatto dell‟uomo è
  • 243spesso disastroso e la lista dei problemi ambientali èlunghissima.I principali fattori di rischio sono: Scarsità di impianti di smaltimento dei rifiuti pericolosi Migrazione degli abitanti dalle zone rurali a quelle urbane Scarsa disponibilità di acqua naturale: inaccessibilità al norde inquinamento al sud Liquami e scarichi industriali fortemente inquinanti nei fiumiurbani Deforestazione Diffusa erosione Deterioramento dei terreni agricoli Aria e acqua inquinate nella capitale e nei centri urbani alconfine con gli Stati Uniti Cedimenti del terreno nella Valle del Messico causati dalprogressivo esaurimento delle risorse idricheUna trentina di gruppi ecologisti si sono fatti avanti negli ultimianni per far comprendere al governo la serietà di questiproblemi. Tra questi troviamo il Movimento Messicano Ecologista,composto da circa 10.000 membri, e il Gruppo di Cien, compostoda 100 intellettuali che cercano di imprimere nella mente dellapopolazione le questioni ecologiche sfruttando la loro popolarità ela possibilità di accedere ai media.LEGALContrariamente alla diffusa credenze statunitense, il sistemalegale messicano è funzionale. Esso si basa su dogmi greciantichi e su dogmi francesi moderni, che lo rendono molto simile
  • 244a quello europeo. Il Messico utilizza al pari dell‟Europa diversicodici, come il Codice Civile e il Codice del Commercio.In Messico il diritto amministrativo, così come le leggi sulletassazioni, le banche e i servizi finanziari, decisioni vincolanti eregolamenti, sono spesso emessi dalle agenzie di corrispondenteregolamentazione. Queste norme e sentenze hanno valore digiurisprudenza vincolante. Il diritto amministrativo ha assunto,nel corso degli anni, una valenza tale da superare a livello diimportanza il diritto civile. I singoli giudici hanno comunque lapiena libertà di applicare la legge a seconda dei casi e non sono,nella maggior parte dei casi, vincolati da sentenze precedenti eda corruzione.Il sistema giudiziario si divide in giurisdizione ordinaria especiale: nel primo caso si localizzano le corti federali e le cortistatali, nel secondo le corti create per risolvere problemi gravi einaspettati, come il disastro petrolifero che ha colpito il Messiconel 2010.Il diritto penale messicano ha alcune caratteristiche interessanti:in primo luogo l‟imputato è considerato colpevole fino a provacontraria, spetta dunque ai suoi legali dimostrarne l‟innocenza.Non esiste la pena di morte e le carceri sono generalmente piùpermissive (non esiste la libertà vigilata, ma sono possibili uscitee visiti coniugali regolari). La frode non è considerata, come inmolti stati, reato civile, ma reato penale.CompetitorsI principali centri commerciali del Messico si concentrano nellecittà con più di 2.000.000 di abitanti e con capacità di spesa
  • 245elevate. Queste sono, oltre ovviamente alla capitale Città delMessico, Guadalajara, Monterrey e Puebla.A Città del Messico si trovano moltissime tipologie di negozidifferenti, dai grandi centri commerciali alle boutiques di lussonelle vie del centro. I più importanti centri commerciali sono:Sanborns, Liverpool e Palacio de Hierro.Saborns è il più grande centro commerciale del Messico ed èstato fondato il 19 giugno 1903 da due immigrati californiani,Walter e Frank Saborn. Durante la rivoluzione messicana èdiventato un vero e proprio punto di riferimento ed è tuttoraconosciuto come luogo di riunioni e incontri di Emiliano Zapata.Attualmente il centro commerciale appartiene al Gruppo Carsocontrollato da Carlos Slim, la persone più ricca al mondo, e hapiù di 18.000 dipendenti. Del gruppo fanno parte anche SearsMexico, 125 Sanborns Stores, 34 Sanborns bar e 65 negozi dimusica. Il gruppo è anche presente con on-line con un sito di e-commerce. Purtroppo, proprio a causa del sito di e-commerce,non è possibile reperire i negozi presenti al suo interno.Liverpool è il più grande department store messicano, operantein 79 negozi e in un centro commerciale di lusso, GaleriasInsurgentes. E‟stato fondato del 1847 da Jean Baptiste Enrard,un francese che ha iniziato la sua carriera vendendo abiti porta aporta. Il centro ha ora più di 30.000 dipendenti e vende abiti,cosmetici, prodotti elettronici e complementi d‟arredo. Ogni annosi tiene al suo interno la Fashion Fest of Liverpool, evento chemostra le nuove tendenze a vanta collaborazione con le piùfamose modelle al mondo, come Valeria Mazza, Eva Herzigova eHeidi Klum.
  • 246All‟interno di Galerias Insurgentes si trovano 5 negozi perbambini: Campanita, Candy, Ferrioni, Georgie Boy e Oshkosh.Tra questi l‟unico possibile competitor di Monnalisa è Campanita.Campanita è un gruppo imprenditoriale fondato nel 1970 cheproduce abbigliamento per bebè e bambini da 0 a 12 anni. Il suopunto di forza è la qualità, caratteristica che ha permesso albrand di espandersi, contando oggi ben 57 negozi monomarcanel distretto federale e in altre città importanti, comeGuadalajara e Puebla.Galerias Insurgentes appartiene ad un gruppo con altri 12 centricommerciali dai nomi simili. In questi sono presenti moltissiminegozi per bambini oltre a Campanita. Un competitor possibile diMonnalisa è sicuramente Neck and Neck.Neck and Neck è una marca spagnola leader nella produzione diabbigliamento per bambini da 0 a 14 anni. E‟ nata nel 1993 ma èdiventata famosa a livello mondiale solo nel 1998. Oggi detiene161 punti vendita in Spagna e 51 nel resto del mondo(Portogallo, Francia, Regno Unito, Andorra, Cipro, Italia, Libano eMessico) e offre più di 800 modelli differenti.
  • 247Un‟altra popolosa città del Messico è Guadalajara. Guadalajara èconosciuta soprattutto per la sua industria calzaturiera e vantaaddirittura un centro commerciale solo di scarpe, la Galeria delCalzado.Tra i centri commerciali più importanti troviamo: Plaza Galerias,Plaza del Sol e Plaza Patria.Plaza Galerias è il più grande centro commerciale della città esorge su una superficie di 160.000 m2con più di 220 negozi. Alsuo interno si trova il cinema più grande di tutto il mondo latino-americano, un‟ampia scelta di ristoranti e un bingo per tutta lafamiglia. Questo centro è orientato ai marchi di lusso, comeErmenegildo Zegna, Salvatore Ferragamo, Max Mara e altri, e alMade in Italy. Sono presenti inoltre cinque negozi per bambini:Bambola, Campanita, Fullsand, Prenatal e Zyleris.Oltre al già citato Campanita, è interessante il negozio Zyleris.Quest‟ultimo è un negozio monomarca di abbigliamento eaccessori che vende esclusivamente prodotti Made in Italy e,come tale, potrebbe essere una buona vetrina per Monnalisa. Ilnegozio produce infatti un prodotto dal taglio classico e sartorialeesclusivamente per maschi. L‟azienda è stato fondata nel 1959 a
  • 248Città del Messico e, ad oggi, vanta sette negozi monomarcaall‟interno dei centri commerciali più prestigiosi di tutto lo stato.Plaza del Sol è un centro commerciale fondato nel 1968 ed èsituato in una centrale posizione strategica, posizione che lorende un punto di passaggio quasi obbligato per tutti i turisti chevisitano annualmente la città. Purtroppo dal punto di vista delmarketing on-line non è molto sviluppato e il sito non èattualmente funzionante. Al suo interno sappiamo però che sitrovano i negozi Bambola e Infantkids.Un altro centro commerciale della città è Plaza Patria. Anche ilsito di questo è attualmente in costruzione ma possiamosupporre che vi si trovino alcuni negozi per bambini.
  • 249Monterrey, città molto conosciuta per essere meta turistica, staassumendo un posto di rilievo fra le città dello shoppingmessicano. In questo luogo si trovano tantissimi centricommerciali, tra cui quelli della catena Sanborns, Sears eSuburbia.Il Cita del Mall, della catena Sears, vanta due negozi perbambini: Justice e The Children’s Place.The Children’s Place è un marchio di abbigliamento e accessoristatunitense per bambini da 0 a 14 anni. Ha tre linee differenti:Girls and Boys (4-14 anni), Baby Girls and Boys (6 mesi-4 anni)e Newborn (0-12 mesi). Vanta tantissimi negozi in tutti gli StatiUniti, Canada, Hawaii, Porto Rico e Messico e uno shop on line.Lo stile e il prezzo del brand sono di categoria inferiore rispetto aMonnalisa (più simile a Cheeky e Mimo&Co), ma potrebbecomunque competere per la sua presenza insistente inmoltissime città differenti.
  • 250All‟interno del centro Paseo San Pedro, inaugurato nell‟omonimoquartiere in forte espansione il 25 novembre 2005, si trova unsolo negozio per bambini: Nanos.Nanos è un brand spagnolo in forte espansione: vanta negozi inSpagna, Portogallo, Messico e Regno Unito. Possiede inoltre unoshop on line. Esso produce abbigliamento e accessori perbambini da 0 a 14 anni. Ha un range di prezzo elevato e uno stilesimile a quello di Monnalisa. Il colore predominante, non solo neiprodotti, ma anche negli stores, non è però il rosa bensì il panna.Galeria Valle Oriente è un altro centro commerciale che vantauna posizione strategica nella città e ha al suo interno marchi
  • 251internazionali quali Mont Blanc, Prada e Massimo Dutti. Presentaquattro negozi di moda per bambini: Prenatal, Mimo&Co, OshKosh e Mon Caramel. A parte Mimo&Co nessuno di questi è indiretta competizione con Monnalisa.A Puebla infine, quarta città del Messico per popolazione, il piùgrande centro commerciale prende il nome di Centro ComercialAngelopolis. Esso si estende su una superficie di 204037 m2 e haal suo interno Sanborns, Liverpool, Sears e Palacio de Hierro.Nella luxury hall di recente costruzione sono inoltre ubicati 32negozi esclusivi, come Emporio Armani e Burberry’s. Al suointerno si trovano inoltre cinque negozi per bambini: Baby care,Campanita, Catimini, Garoto e Sparkling Princess.Oltre all‟ormai noto Campanita, un competitor diretto diMonnalisa è Catimini. Catimini è un brand francese nato nel 1972che produce abbigliamento e accessori per bambini da 0 a 14anni. Esso è presente in America, Europa, Africa, Asia eIndonesia con tantissimi punti vendita mono e multimarca. InMessico possiede sei punti vendita, 4 multimarca e duemonomarca, a Città del Messico e a Puebla.
  • 252A3 – Strategia MessicoNonostante il Messico non rientri nei paesi dell‟America del Sud,abbiamo comunque deciso di studiarlo in quanto a nostro parereben più attrattivo di Brasile, Cile e Guyana Francese.Attualmente presenta rischi politici, economici, finanziari eoperativi giudicati dalla CIA come medi. In realtà questo valoremedio non può essere però comparato a quello del Brasile inquanto in realtà è sicuramente inferiore.L‟economia, dopo la crisi degli anni passati, si sta infattiriprendendo. Il PIL è nettamente cresciuto e, nonostante siaaumentata la distinzione tra le classi più povere e quelle piùabbienti, la fascia di popolazione in situazione di povertà ènettamente diminuita. Il ceto abbiente invece, con una capacitàeconomia tale da poter comprare il prodotto Monnalisa, si ènotevolmente allargato, contando ora più di 7.000.000 dipersone. Queste si concentrano soprattutto nella grandi cittàdell‟entroterra e nella città turistiche costiere, come Città delMessico, Guadalajara, Monterrey e Puebla.La vicinanza dello stato con gli Stati Uniti ha inoltre diffuso lacultura e gli status symbol americani, apportando una notevolecrescita delle vendite di prodotti legati al lusso. Molti branditaliani, approfittando della crescente ricerca della moda Made initaly, hanno aperto corner o negozi di proprietà nello stato.Questo è stato possibile anche grazie ad un recente accordo traMessico e Unione Europea che ha permesso l‟ abbattimento deidazi doganali. Attualmente sono molto esigui e si aggiranoattorno al 10% comprensivi di IVA.
  • 253Il Messico ha inoltre avviato le pratiche per entrare a far partedel MERCOSUR entro il 2013; ciò consentirebbe a Monnalisa diapprofittare di economie di scala facendo arrivare i prodottidirettamente dall‟Uruguay.Le esportazione e le importazione da e per gli Stati Uniti, seppurmolto alte, stanno ultimamente calando grazie agli accordimenzionati in precedenza che favoriscono gli scambi con l‟UE. Datenere però in considerazione che Messico e Stati Uniti hanno incorso già da molti anni un accordo di libero commercio chepermetto lo scambio di merci a costo zero. Questo potrebbeessere sfruttato da Monnalisa per un ulteriore espansione: lemerci dirette al negozio di New York potrebbero arrivaredirettamente dal Messico, abbattendo i dazi doganali, e, sempresfruttando questa facilitazione, si potrebbe valutare l‟apertura dialtri negozi nel territorio nord americano.Dal punto di vista della popolazione, tutte le informazioni innostro possesso ci fanno propendere per una decisione diinvestimento. Il Messico è lo stato con più popolazione di tutto ilterritorio latinoamericano (112.336.538 abitanti); anche ilturismo è molto sviluppato e garantisce la maggior fonte direddito al paese: ogni anno in media 20.000.000 di turistivisitano il paese. Questi ultimi sono in larga parte di origineeuropea, così come i residenti (circa il 79% tra europei puri emeticci). Il tasso di crescita della popolazione stimato è positivo,così come il tasso di natalità. Inoltre la popolazione èdecisamente giovane (il 28,2% ha tra 0 e 14 anni) e istruita. IlMessico è infatti il paese latinoamericano con il tasso dialfabetizzazione più elevato.
  • 254Per quanto riguarda la situazione competitiva, essa si presentadiversa rispetto a quella degli altri paesi analizzati. Nonprevalgono brand locali, ma brand internazionali. Tra questi gliunici presenti anche in Sud America sono Cheeky e Mimo&Co, ilprimo con un solo negozio e il secondo con due (tra l‟altro direcente apertura in quanto nemmeno menzionati sul sito ufficialedell‟azienda).I principali competitors internazionali presenti in Messico sicollocano, come per i paesi sudamericani, nei grandi centricommerciali delle maggiori città, quali Galerias Insurgentes aCittà del Messico, Plaza Galerias a Guadalajara, Galeria ValleOriente e Paseo San Pedro a Monterrey e Centro ComercialAngelopolis a Puebla.In questi centri è spesso presente un brand, di fascia di prezzoinferiore a Monnalisa, ma molto apprezzato dai messicani:Campanita. Non riteniamo che possa essere uno dei maggioricompetitors ma va comunque considerato in quanto in costanteespansione nello stato.I maggiori competitors di Monnalisa sono invece: Zilerys Nanos CatiminiTra questi un competitor ma anche un possibile partnercommerciale è Zilerys. Con i suoi sette negozi monomarcaquesto brand è conosciuto e apprezzato in tutto il paese. Essoproduce prodotti Made in Italy e ha sede a città del Messico. Lacosa forse più interessante è che produce abbigliamento per soli
  • 255maschietti. Ciò lo rende un complementare di Monnalisa, il cuicore business è l‟abbigliamento per bambine. Sarebbe dunqueinteressante, dopo un‟opportuna visita in loco, capire se vi è unareale possibilità di stilare un accordo tra le due società. Essoconsentirebbe infatti a Zilerys di ampliare il proprio target diriferimento e a Monnalisa di farsi conoscere in Messico grazie aipunti vendita del partner collocati in zone strategiche.Ovviamente sarebbe possibile proporre al mercato solo le lineefemminili.La nostra proposta strategica sarebbe dunque quella dicontattare quest‟azienda (www.zilerys.com) per proporre unapartnership commerciale che consentirebbe di abbattere anche icosti di promozione.I costi di promozione, sfruttando la popolarità già acquisita daZilerys, potrebbero essere ridotti alla partecipazione a fiera disettore, quali Expo Bebè y tu a Puebla, Expo maternidad y bebèe Expo mi nina (per bambine da 5 a 15 anni) a Monterrey e ExpoBaby Show a Guadalajara.Se la via della partnership non fosse praticabile opteremmocomunque per l‟apertura di negozi monomarca all‟interno deicentri commerciali menzionati in precedenza e in particolare aPlaza Galerias a Guadalajara, in quanto qui si concentrano ibrand di lusso internazionali.
  • 256Monomarca:Multimarca:La nostra scelta ricade sui monomarca in quanto il Messico è unmercato in forte espansione destinato a diventare una delleeconomie più potenti del mondo entro il 2050. Nonostante moltibrand stiano ora iniziando ad investire in Messico c‟è ancora unsostanziale vuoto di mercato, soprattutto nel segmento dellamoda di lusso per bambini, sempre più richiesta dalla crescenteclasse alto-borghese. In questo caso si potrebbe entrare con unapiù ampia gamma di prodotti, sia maschile che femminile,raggiungendo più velocemente l‟obiettivo prioritario di formare
  • 257brand identity. Ovviamente i costi promozionali sarebbero piùelevati, ma i risultati, anche se non nell‟immediato, nontarderanno ad arrivare.
  • 258Sitografiahttp://en.wikipedia.org/wiki/Law_of_Argentinahttp://estampachile.clhttp://it.fashionmag.com/http://it.wikipedia.org/wiki/http://mkaccdb.eu.inthttp://mpchile.clhttp://petittrousseau.com/http://www.alphabeto.it/continenti/americhe/paraguay.htmhttp://www.ambsantiago.esteri.it/NR/rdonlyres/36C1A9691DFD496BB722818C6538EA47/0/FAREAFFARIINCILEGUIDAPRATICAPERLEIMPRESEITALIANE2011.pdfhttp://www.asuntospublicos.clhttp://www.bonpoint.com/http://www.bravibimbi.it/news-bimbi/il-lusso-traina-il-mercato-dellabbigliamento-bambini/http://www.cameramoda.it/download/stat_fet/230_allegato_1_full.pdfhttp://www.ccib.it/scheda.htmhttp://www.cepchile.clhttps://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/http://www.csjn.gov.ar/
  • 259http://www.derechotributario.clhttp://www.dipres.clhttp://www.elianemoda.clhttp://www.fit016.com.brhttp://www.fondazionemonnalisa.org/http://www.grupocampanita.com.mx/campanita.asphttp://www.ice.gov.it/http://www.ice.gov.it/paesi/america/statiuniti/modalusso.pdfhttp://www.ice.gov.it/paesi/pdf/argentina.pdfhttp://www.ice.gov.it/paesi/pdf/bolivia.pdfhttp://www.ice.gov.it/paesi/pdf/brasile.pdfhttp://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdfhttp://www.ice.gov.it/paesi/pdf/colombia.pdfhttp://www.ice.gov.it/paesi/pdf/ecuador.pdfhttp://www.ice.gov.it/paesi/pdf/paraguay.pdfhttp://www.ice.gov.it/paesi/pdf/peru.pdfhttp://www.ice.gov.it/paesi/pdf/uruguay.pdfhttp://www.ice.gov.it/paesi/pdf/venezuela.pdfhttp://www.indexmundi.com/it/http://www.ine.clhttp://www.interexpo.cl
  • 260http://www.jsbordados.clhttp://www.libertadydesarrollo.clhttp://www.limonada.cl/limonada/index.phphttp://www.mi.camcom.it/upload/file/1664/832086/FILENAME/Settore-moda-Iulm.pdfhttp://www.mimo.com.ar/http://www.mineduc.clhttp://www.mondimpresa.it/infoflash/scheda.ASP?st=484http://www.mondimpresa.it/infoflash/scheda.ASP?st=500http://www.mondimpresa.it/infoflash/scheda.ASP?st=512http://www.mondimpresa.it/infoflash/scheda.ASP?st=516http://www.mondimpresa.it/infoflash/scheda.ASP?st=528http://www.monnalisa.eu/http://www.nyulawglobal.org/globalex/chile.htmhttp://www.pambianconews.com/http://www.paoladavinci.com.br/http://www.petitcherie.com.br/inverno2011/http://www.ruecasytelares.clhttp://www.sace.it/GruppoSACE/content/it/index.htmlhttp://www.weforum.org/http://www.zilerys.com
  • 261RingraziamentiEccoci giunti alla fine di questo lavoro, non senza soddisfazioni esacrifici, dove pensiamo sia doveroso ringraziare chi ci ha seguitopasso passo in questo percorso.Vorremmo ringraziare in primis il nostro professore, Dott.Brandigi, per averci dato la possibilità di essere seguiti non solonella stesura di questo progetto, ma anche durante tutto il corsodi Managemet della Moda.Un ringraziamento all‟azienda Monnalisa S.p.A. e in particolare alDott. Iacomoni, alla Dott.ssa Bertocci e al Dott. Simoni peraverci dato la possibilità di “entrare a far parte del mondoMonnalisa”.Tanta stima e riconoscenza vanno al nostro tutor aziendale, Dott.Bessi, che con i suoi preziosi consigli, tanta pazienza edisponibilità ci ha permesso di approfondire questo argomento.Un grazie va anche allo staff del Campus della Moda e di AlmaGraduate School per il loro costante appoggio durante tutto ilmaster.