Le Forme Della Narrazione - Presentation Transcript
Le forme della na rrazione In prosa e in versi Romanzo-romance, novella, lai, vida, exemplum, agiografia etc Da pag 181a 184
Il romanzo cavalleresco
Sintesi delle tradizioni letterarie medievali
Nuovo genere letterario
Nasce a metà del XII secolo
È Sintesi di
Tradizione classica
Epica delle canzoni di gesta
Elementi della agiografia cristiana
Poesia trobadorica e amor cortese
Tradizione celtica anglo-irlandese
Tutto questo si elabora nelle corti anglonormanne
Inghilterra meridionale e Francia del Nord
La letteratura cavalleresca fiorì in Francia tra l'XI e il XIII secolo.
Inizialmente, quando la diffusione orale risultò predominante, essa era caratterizzata da opere composte in versi : la struttura ritmica, la rima o l'assonanza, facilitavano la memorizzazione.
Successivamente, a partire all'incirca dal XIII secolo, cominciarono a circolare anche testi in prosa.
Nell'ambito di questa produzione spiccano le chansons de geste e il romanzo cavalleresco .
Le chansons de geste
sono componimenti di lunghezza variabile in strofe di lasse assonanzate o rimate che rielaborano o trasfigurano in forma epico-leggendaria degli avvenimenti storici e assumono come nucleo tematico le imprese di una geste , cioè delle imprese eroiche, appunto "gesta", di nobili e condottieri.
si possono riconoscere diversi cicli che riguardano le imprese del re di Francia o le imprese di particolari dinastie feudali.
Le gestes più famose e diffuse riguardano i Carolingi e in particolare Carlo Magno.
In esse, infatti, attraverso la lotta del re e dei suoi paladini contro i saraceni, si trasmettevano valori condivisi nel mondo medievale: il coraggio, la lealtà, l'eroismo, l'amor di patria, e soprattutto la difesa della fede cristiana.
la più antica, certamente la più nota tra le opere pervenute, è la Chanson de Roland . Essa, attraverso il racconto di un episodio storico di non grande rilievo (la sconfitta della retroguardia dell'esercito franco sui Pirenei), celebra in modo eroico le vicende del paladino Orlando, creando dei miti che poi godranno di immensa fortuna.
I romanzi cavallereschi :lunghi componimenti narrativi in versi o in prosa.
nel Medioevo il termine "romanzo" designa semplicemente un componimento in lingua romanza, senza un genere particolare.
nei romanzi cavallereschi emerge l'esperienza dell'amore, che si presenta in multiformi aspetti:
dedizione assoluta all'amore inteso come processo di ingentilimento
amore come rituale sociale di comportamento
amore come rapporto fisico e al tempo stesso sentimento complesso e raffinato
legame soprattutto, adulterino, secondo le ideologie dell'"amor cortese".
I romanzi cavallereschi vengono tradizionalmente classificati in base alla materia trattata
La "materia bretone" narra le vicende di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda (l'interprete più importante è Chrétien de Troyes, della fine del XII sec.).
La "materia antica" reinterpreta miti e vicende storiche dell'antichità classica in chiave cortese.
In Italia l'opposizione iniziale chanson de geste /romanzo perde il suo primitivo significato e sfuma in un'opposizione di materie: carolingia, bretone e antica.
Accanto alla divisione in materie compare una divisione per generi: romanzo in prosa, cantari, poemi cavallereschi.
La letteratura cavalleresca ebbe una circolazione notevole soprattutto nell'Italia centro-settentrionale nel Trecento
A un certo punto si giunse a una contaminazione tra le varie materie che aprì la strada a sviluppi successivi
tra Quattro e Cinquecento compariranno i poemi cavallereschi di Pulci ( Morgante ), Matteo Maria Boiardo ( Orlando innamorato ) e Ludovico Ariosto ( Orlando furioso ), punto di arrivo del genere.
Wace nel 1155 traduce queste storie in volgare d’oil
Chretien de Troyes >Dopo il 1170 scrive in lingua d’oil romanzi cavallereschi su questi temi
Geoffrey di Monmouth ± 1148 scrive l’ Historia regum Britanniae (in latino) vi compare per la prima volta la figura di re Artù
Le corti sono quelle di Eleonora d’Aquitania due volte regina e delle figlie Maria e Aelis
Nipote del grande trovatore Guglielmo IX
Erede dell’Aquitania e del Poitou
Prima sposa il re di Francia, LUIGI VII
Poi divorzia da lui e sposa il re d’Inghilterra ENRICO II Plantageneto
Anche il nonno del secondo marito di Eleonora è importante: era infatti Enrico I (che regna dal 1100 al 1135) alla cui corte visse proprio Goffredo di Monmouth
Eleonora d’Aquitania
Locandina del film su Eleonora d’Aquitania ed Enrico II Monumento sepolocrale di Eleonora
Andrea Cappellano
Scrisse il De Amore proprio alla corte di Maria di Champagne, una delle figlie di Eleonora
L’amore può albergare solo nel cuore delle persone oneste, gentili, di animo nobile
Queste qualità non sono determinate dalla categoria sociale a cui si appartiene
L’amore vero è quello libero (non nel matrimonio)
Invece, prima, nell’Alto medioevo
Secondo Adalberone di Laon , vescovo
Teoria dei tre ordini
Oratores
Bellatores
Laboratores
La gerarchia sociale e le disuguaglianze di classe sono volute da Dio
Non si possono superare le barriere di classe
Tentare di infrangere questo ordine è peccato
L’amore
È sempre Extraconiugale
Perciò rinuncia a ogni legittimazione sociale
> ma è sempre infelice, perché gli amanti per amarsi devono collocarsi fuori dagli schemi imposti dalla società
È condannato dalla Chiesa (insieme con la letteratura che lo racconta)
Artù Lancillotto Ginevra Vedi Dante Inferno canto V
Il romanzo nuovo genere
In prosa o versi (distici ottosillabici)
Sintassi complessa
reversibilità >fatto per essere letto e riletto da soli o in compagnia
Non è da recitare davanti a un vasto pubblico come le canzoni di gesta
Racconta avventure e peripezie di un eroe cavaliere che incarna l’ideale cortese
Il Protagonista
Eroe che compie grandi imprese
Generoso, magnanimo
Raffinato e colto
gentile con le donne
Capace di amare e di nobilitarsi amando
I paladini Orlando e Oliviero sul portale del duomo di Verona
Il romanzo poteva trattare materia
Antica o di Roma (vista con “occhi” medioevali)
(rielabora argomenti di storia antica, greca o latina; le storie più famose sono il Roman de Thebe e il roman d’Alexander)
Bretone
(racconta le storie di Artù e delle sue guerre contro i Sassoni, di Merlino, di Morgana, di Lancillotto e Ginevra, di Tristano e Isotta)
Alle origini della novella
Giovanni Boccaccio (1313-75) nell'introdurre il Decameron (1349-51) dichiara:
«intendo di raccontare cento novelle, o favole o parabole o istorie che dir le vogliamo».
Novella: Incertezza terminologica : perché?
Dipende dalla lunga gestazione di ciò che noi oggi chiamiamo "racconto".
Da pag 224 a 243
All'origine della novella non c'è una forma specifica di narrazione, bensì tante forme di narrazione diverse.
Non c'è solo una fonte, ma una molteplicità di fonti, orientali e occidentali.
il processo letterario che conduce alla novella è poligenetico (cioè parte da più origini), non monogenetico (cioè derivato da un'unica origine).
NARRATIVA BREVE
storie brevi
possono essere raccontate dai giullari in piazza o dai commensali a tavola, in viaggio o nei mercati
narrazione orale, sempre occasionale
Legenda
Exemplum
Lai
Fabliaux
Vida
breve racconto agiografico che ha come tema la vita di un santo o di un martire
Narrazione in ottosillabi con temi bretoni e cortesi Narrazione in ottosillabi parodia dei temi cortesi Biografia dei trovatori
Legenda ed exemplum
breve racconto moraleggiante
raccoglie alcuni momenti della vita di un santo, di un martire o di un uomo qualunque alle prese con diavoli e tentazioni diaboliche
da esso il lettore può trarre insegnamenti di vita
Funzione edificante, didascalica
Da dove derivano gli exempla
i primi a utilizzare questi brevi racconti (legenda ed exemplum) sono stati i Padri della Chiesa e, primo fra tutti, Gregorio Magno , che nel latino cristiano ha fatto di questi due generi un utilissimo strumento di predicazione
derivano dai repertori di exempla presenti nella letteratura latina per gli oratori e dalla storiografia “ mimetica ” latina (vedi Valerio Massimo)
- il lai
(dal celtico laid, "canto, melodia")
prima realizzazione profana della narrativa breve in lingua d'oil
fonde temi celtici e cortesi, provenienti dai coevi romanzi breton I
composto in distici di octosyllabes a rima baciata;
l'invenzione del lai si deve a Maria di Francia
- da non confondersi con Maria di Champagne, figlia di Eleonora d'Aquitania -
- il fabliau ("favolello")
è un breve racconto in lingua d'oil in distici di octosyllabes a rima baciata che si contrappone al lai
il lai si propone come uno specchio idealizzante della società cortese
il fabliau presenta invece un'immagine deformata parodica di questo mondo comico, ironico e burlesco
la vida
è un breve racconto in prosa di provenienza occitanica che si propone di divulgare la vita e le opere dei trovatori.
Testi ed esercizi
Per il romanzo cavalleresco: leggi e analizza il testo di pag 202-207 (Perceval)
Esegui gli esercizi di pag 210
Per il genere agiografico (legenda)
Vita di san Colombano di Giona da Bobbio pag 227-29
L’exemplum
Gregorio Magno, Dialoghi sulla vita e i miracoli dei santi padri I, 4
Anonimo senese, conti morali Contio 6
Lai e fabliaux
Lai
Pag 233-37
Maria di Francia
Lai dell’usignolo
Fabliaux
Pag 237-42
Un villano in paradiso
La vida
Pag 243-44
Vida di Jaufre Raudel con modello di analisi testuale
IL FASCINO DELL’ORIENTE
Il mondo musulmano rappresenta per il Medioevo l'intermediario obbligato tra l'Europa e le terre estreme d'Oriente: l'India e la Cina.
I contenuti e le forme narrative orientali sono trasmessi all'Occidente cristiano grazie alla pratica delle traduzioni in latino.
Viene ripresa l'organizzazione del materiale novellistico mediante il ricorso a una cornice in cui inserire i racconti.
Valenza esemplare
la comune valenza esemplare e pedagogica dei racconti orientali di provenienza araba e indiana si combina con il filone occidentale delle raccolte di exempla (che fiorisce dal XII al XIV secolo), dovute all'opera di predicatori appartenenti per lo più all'ordine francescano o domenicano.
l'amalgama condurrà all'elaborazione dell'exemplum novum ("esempio nuovo")
CONTATTI FRA ORIENTE E OCCIDENTE
Tra il XII e il XIII secolo
ciò si deve in primo luogo all'attività di due grandi uomini, regnanti e intellettuali al tempo stesso, che governano in questo periodo in terre di frontiera:
Federico Il Svevia (1194-1250) in Sicilia
Alfonso X il Saggio (1221-84), re di Castiglia e di León, Spagna.
Promuovono le traduzioni dai testi arabi (non solo di narrativa ma anche filosofici etc)
IL LIBRO DEI SETTE SAVI
raccolta anonima di quattordici racconti esemplari (exempla), formatasi probabilmente in India e successivamente tradotta in persiano, arabo, greco ed ebraico;
arriva in Europa ai tempi delle crociate
è tradotta intorno al 1180 in latino da un monaco, Giovanni di Altaselva.
ha una storia portante, che contiene la vicenda di un giovane principe, ingiustamente accusato dalla sua matrigna (creazione di una "cornice" che giustifica e tiene insieme le altre narrazioni)..
ALTRI ESEMPI DI traduzioni importanti
Barlaam e Josaphat , una raccolta di 182 vite di santi che verrà inclusa nella Legenda aurea (Leggenda aurea) del frate domenicano lacopo da Varagine (1228-98)
Disciplina clericalis dello scrittore spagnolo Alfonso Pedro (1062-1110), opera in cui si compie la sintesi del materiale narrativo circolante in Europa intorno al XII secolo.
Il Novellino
è una raccolta di 99 testi narrativi brevi di autore anonimo.
Contiene fabliaux, racconti esemplari di origine orientale, biografie antiche, vidas
Il titolo Novellino è stato usato per la prima volta da Giovanni Della Casa (1503-56) autore del Galateo, in una lettera del 1525 al primo curatore di quest'opera
il titolo originale è probabilmente un altro: nel MS Panciatichiano 32 della Biblioteca Nazionale di Firenze questa raccolta è indicata infatti come Libro di novelle et di bel parlar gientile .
LA STRUTTURA DEL TESTO
lacunoso-
non presenta una cornice, ma un Prologo dell'anonimo autore in cui sono presentate le finalità del narrare
l'autore dichiara di raccontare "novelle" non solo per offrire ai suoi lettori, dotati di «cuore nobile e intelligenzia sottile», utili consigli a bene operare, ma anche per " dilettare ".
LE CARATTERISTICHE FORMALI DELLA NOVELLA
Paul Zumthor (Semiologia e poetica medievale, Feltrinelli, Milano 1973)
l' unità dell'evento narrato
- la brevitas (brevità): la novella è breve e l'azione narrativa si risolve nella parte finale;
- la linearità : ESORDIO, SPANNUNG, EPILOGO
- la delectatio (divertimento)
la novella è un racconto di intrattenimento, piacevole e disimpegnato: non mira a divulgare un insegnamento morale (come l'exemplum cristiano) e non vuole comunicare un significato allegorico.
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