La Civiltà Cretese

Loading...

Flash Player 9 (or above) is needed to view presentations.
We have detected that you do not have it on your computer. To install it, go here.

2 comments

Comments 1 - 2 of 2 previous next Post a comment

Post a comment
Embed Video
Edit your comment Cancel

2 Favorites & 1 Group

La Civiltà Cretese - Presentation Transcript

  1. La civiltà cretese thera Creta
  2. 000 km2 250km 55km • L’isola è in buona parte occupata da catene montuose, e dominata dal massiccio dell’Ida (duemilacinquecento metri), monte sacro dove gli antichi collocavano la grotta nella quale si credeva fosse stato allevato Zeus.
  3. dal 2300 a.C.circa fino al 1200 circa a.Ch. • l’isola si popolò di città e di palazzi che testimoniano un elevato livello di benessere • le navi cretesi si spingevano a commerciare negli empori di tutto il Mediterraneo i Cretesi erano conosciuti ovunque come mercanti e marinai- intermediari nei commerci tra oriente ed Egitto: • nei documenti egiziani di questo periodo si parla infatti dei tributi (in realtà, commerci) portati alla corte dei faraoni dagli «uomini di Keftiu » (così erano definiti i Cretesi nella lingua egiziana).
  4. Protetti dal mare favoriti dalla presenza di innumerevoli isole che costituivano punti di approdo al crocevia delle rotte commerciali • l’isola produceva un surplus alimentare (olio e vino in particolare) che poteva essere facilmente smerciato • metalli preziosi e materie prime a loro volta alimentavano lo sviluppo dell’artigianato locale.
  5. Talassocrazia (dal greco θαλασσα, mare, e κρατος, potere), letteralmente dominio marittimo > Tucidide, V sec a.C • Grazie alla supremazia marittima i Cretesi poterono estendere il loro potere sino alle regioni costiere della Grecia; • lo storico Tucidide, nel secolo v a.C., racconta che il re cretese Minosse aveva imposto il suo dominio su Atene e altri luoghi della Grecia, dai quali esigeva tributi. (mito di Teseo e del Minotauro)
  6. Civiltà non incastellata • Le città di Creta non avevano mura o difese militari: poiché non si temevano minacce dall’esterno. • Le ricchezze accumulate non andavano ad alimentare spese militari o imprese di conquista, ma furono investite in nuovi commerci (i quali a loro volta producevano benessere) e nella costruzione di sontuosi e palazzi
  7. Gli inizi della civiltà cretese • più antiche tracce di civiltà a Creta e nelle isole dell’Egeo risalgono all’epoca neolitica (6ooo a.C. circa) • inizio della cultura cretese verso il 3000 a.C.
  8. Di che stirpe erano questi popoli? • I Greci dell’epoca successiva avevano la nozione che i primitivi abitanti delle loro isole appartenessero a una razza diversa dalla propria e li definivano Pelasgi oppure Cari. Dalle raffigurazioni pittoriche è possibile anche avere un’idea del loro aspetto fisico: uomini piccoli, con la pelle scura una popolazione dai tratti mediterranei.
  9. I palazzi ritrovati • Cnosso, Haghia Triada, Festo, Mallia. • Omero: « C’è una terra nel mezzo del mare scuro come il vino, Creta, fertile e bella, circondata dall’acqua: in essa vi sono innumerevoli uomini e novanta città: chi ha una parlata, chi un’altra, un miscuglio.., tra loro è Cnosso, una grande città, nella quale regnò per nove anni Minosse, confidente del grande Zeus »(Odissea, xix, 172 sgg.).
  10. Lingua cretese • I Cretesi parlavano una lingua che ci è tuttora sconosciuta, anche se alcune parole si conservarono in greco  erano di derivazione cretese molti nomi di piante e frutti, oggetti e materiali che a Creta erano già diffusi quando giunsero i Greci, come i metalli  era cretese gran parte della terminologia marinaresca compreso lo stesso nome del mare (thalassa), nonché molti oggetti di uso quotidiano, come la vasca da bagno (asàminthos) e vari tipi di vesti e calzature.  dati linguistici sono utili come segnali storici • dimostrano sia l’alto livello di civiltà raggiunto dai Cretesi, sia il loro influsso sui popoli successivi, i quali dovettero apprendere dai Cretesi usi e parole a essi ignoti.
  11. civiltà cretese detta anche minoica periodi della civiltà minoica fasi palaziale prima neopalaziale crisi dominio miceneo 2300 distruzione 1700 1400 1700 ac 1400 ac 1200 ac crisi definitiva 1200 circa
  12. Fase palaziale (2300-1700 a.C.). • a Cnosso, Festo e a Mallia sorsero i primi grandi palazzi, situati nelle zone più fertili dell’isola e appartenenti a sovrani locali che senza alcun dubbio traevano le loro ricchezze dallo sfruttamento delle campagne circostanti.
  13. Palazzo di Festo
  14. caratteristiche architettoniche dei palazzi • né mura né torri delimitavano gli edifici,  si allargavano in direzione del mare seguendo la linea naturale del terreno. • All’interno del palazzo si trovavano solitamente grandi magazzini, ove sono stati rinvenuti enormi vasi di terracotta – utilizzati per conservare ricche provviste di olio e di grano evidentemente ammassate nel palazzo grazie all’opera dei contadini che coltivavano le terre circostanti. Sulle condizioni di vita di questi contadini non abbiamo informazioni precise.
  15. Phaistos, Festo
  16. Knossos, foto aerea
  17. Organizzazione sociale • L’imponenza dei palazzi e il lavoro di livellamento delle colline su cui alcuni di essi furono costruiti (in particolare, quelli di Festo e di Cnosso) rivelano chiaramente l’esistenza di una società in cui era stata stabilita una precisa divisione del lavoro, e che poteva disporre di una manodopera capace di consentire la realizzazione di grandi opere. • manodopera servile.
  18. Vita nei palazzi • ritrovamento, nei palazzi più antichi (e in particolare in quello di Festo), di una grande quantità e varietà di sigilli, presumibilmente appartenenti ad alti ufficiali. • Da questo sembra potersi desumere che nei palazzi esisteva una organizzata e potente classe burocratica, che aiutava il signore locale ad amministrare le sue ricchezze. – Il grande numero dei locali di cui erano composti i palazzi fa inoltre pensare che il numero dei dignitari di corte fosse piuttosto elevato.
  19. La ceramica Kamares • in questo periodo nacque e fiorì un nuovo tipo di decorazione della ceramica, detto stile Kamares, dal nome di una grotta sul lato sud del monte Ida, dove furono trovati per la prima volta dei vasi di quello stile.  Questi vasi, che contenevano originariamente degli alimenti (cibi o bevande), erano stati offerti alla divinità il cui culto veniva celebrato nella grotta, e provenivano con ogni probabilità da Festo. • Moltissimi vasi decorati nello stile Kamares provengono infatti da questo palazzo, ove vennero scoperti durante gli scavi condotti dall’ archeologo italiano Doro Levi.
  20. kamares
  21. • Metallurgia Oltre alla ceramica, in questo periodo i Cretesi svilupparono raffinate tecniche di lavorazione dei metalli e delle pietre semipreziose (agata, calcedonia, cristallo di rocca). Con queste ultime produssero gemme e sigilli incisi con motivi sia naturalistici sia astratti.
  22. La bipenne • in alcune località dell’isola sono state rinvenute delle asce, alcune delle quali con una sola lama, altre con due lame. • L’ascia a due lame (la famosa bipenne, che ritroveremo in Etruria e a Roma) era il simbolo del potere minoico.
  23. La prima catastrofe • Questa fiorente civiltà crollò -a quanto pare improvvisamente, -poco dopo il 1700 a.C.  Gli scavi archeologici documentano una catastrofe che colpi i palazzi di Festo, di Cnosso e di Mallia, distruggendoli. • Quale fu la causa di una simile rovina?  un terremoto • accreditato anche dal ritrovamento di alcuni scheletri che hanno fatto supporre l’usanza di sacrifici umani volti a placare l’ira degli dèi  un’incursione di nemici provenienti dal mare (in quello stesso periodo gli Hyksos avevano soggiogato l’Egitto)  una serie di guerre e di disordini civili.
  24. Fase neopalaziale (1700-1400 a.C.). • dopo il crollo, i Palazzi vennero ricostruiti senza fortificazioni e senza apparati difensivi: la pax minoica continuava a regnare. I palazzi vennero ricostruiti sulle loro rovine, ancora più splendidi di prima, e nessun elemento fa pensare a una rottura con la cultura della fase precedente. – Le rovine che oggi possono essere visitate appartengono, nelle linee fondamentali, a questa fase.
  25. Architettura dei nuovi palazzi • I palazzi di Festo e di Cnosso vennero adornati di propilei, colonnati, lunghi corridoi, terrazze, cortili e ampie gradinate che collegavano i diversi piani. • L’insieme comprendeva vasche, tubature per l’acqua e bagni. • Le colonne terminavano in un capitello, che può essere considerato l’antenato di quello dorico. • Nella nuova costruzione venne ampiamente usato un tipico alabastro cretese (calcio solfato), con cui vennero ricoperte pareti, pavimenti e gradinate. • Le pareti interne dei palazzi, erano adorne di splendidi affreschi policromi, rappresentanti persone, piante, fiori, animali e scene di vita sociale e religiosa.
  26. KNOSSOS
  27. Zakro
  28. Mallia immediatamente ricostruito, appare assai più sobrio, con i muri fatti di larghi blocchi di fango e mattone seccati al sole, e senza alcuna traccia di alabastro
  29. ville • In questo periodo vennero costruiti anche altri edifici, di dimensioni più ridotte ma non meno lussuosi dei palazzi, e a loro volta adorni di splendide opere d’arte: celebre, tra di essi, la villa di Haghia Triada, presso Festo, considerata da alcuni la residenza estiva dei sovrani di questo palazzo.
  30. Haghia Triada
  31. GOURNIA
  32. Vita quotidiana • La vita che si svolgeva nei nuovi palazzi, e in particolare in quello di Cnosso — che in questo periodo aveva imposto il suo potere sull’isola —, era sfarzosa e allietata da intrattenimenti ai quali il pubblico assisteva da gradinate e tribune. • Tra questi intrattenimenti, era particolarmente apprezzati i giochi acrobatici con i tori, testimoniati in celebri affreschi
  33. Il toro e il cane
  34. Scultura e ceramica
  35. La Parigina
  36. Divinità del papavero e degli uccelli
  37. Acrobata che salta su toro
  38. Affreschi naturalistici
  39. Ragazze e dee
  40. Particolari di un sarcofago dipinto
  41. la fine • Il secondo periodo ebbe una fine altrettanto tragica del precedente. • Vi fu una enorme catastrofe naturale, rappresentata da una serie di cataclismi che attorno al 1300 a.C. sconvolsero il Mediterraneo orientale, stroncando un numero incalcolabile di vite umane, distruggendo abitazioni, templi e palazzi, e mettendo in seria difficoltà l’organizzazione dei regni cretesi. • Tra questi cataclismi, il più grave fu quello testimoniato dagli scavi nell’isola di Thera, oggi Santorini.
  42. Thera e Creta • Il porto, dove oggi attraccano le navi, dalla forma naturale di un cerchio, era anticamente il cratere di un vulcano. E’ probabile che there is l’esplosione del vulcano di some archaeological, seismological, and vulcanological evidence that the Thera abbia avuto effetti myth of Atlantis, described by Plato, is devastanti anche a Creta, based upon the Santorini eruption che non dista molto da Thera
  43. Tera è Atlantide? • Nel 1967, un archeologo greco, Spyridion Marinatos, iniziò degli scavi sull’isola di Santorini (antica Thera) • Questi scavi portarono alla luce dei resti di eccezionale valore storico. • Sull’isola, un tempo, sorgeva un palazzo minoico, adorno di affreschi a colori vivaci, che oggi è possibile ammirare al museo archeologico di Atene.
  44. Le antilopi, affresco da Thera
  45. Thera: il pescatore
  46. Thera , sala della primavera
  47. La piccola flotta di Thera
  48. I pugili bambini Thera, figura femminile
  49. I micenei • Verso il 1400 i Micenei o Achei avevano occupato la Grecia, costituendovi solide monarchie militari e provvedendo all’arruolamento di soldati mercenari che compaiono spesso nei dipinti dell’epoca con i loro scudi e le lance di bronzo. • Già indeboliti dagli eventi sopra descritti, i signori di Creta non furono in grado di resistere alla minaccia che veniva dall’esterno e si arresero all’invasore.
  50. Chi sono gli Achei o Micenei • Nell'Iliade con il nome Achei (in greco Αχαιοί) vengono indicati i popoli greci che presero parte alla Guerra di Troia, chiamati da Omero anche Argivi o Danai, i discendenti di Danao. Si ritiene generalmente che le popolazioni indoeuropee degli Achei, degli Ioni e degli Eoli provenienti da nord siano migrate nella penisola greca verso la fine del terzo millennio a.C- occuparono dopo il 2000 a.C. il Peloponneso. La coesione con l'elemento pre-greco e l'influsso della vicina civiltà minoica portarono allo sviluppo della civiltà micenea. • L'importanza di questo popolo sarebbe attestata dalla presenza del vocabolo Achei in documenti ittiti (Ahhiyava) ed egiziani (Aqaivasa) della seconda metà II millennio a.C.
  51. Fase micenea (1400-1200 a.C.). • Conquistata l’isola di Creta, i Micenei si insediarono nei palazzi reali imponendo il loro dominio sulla popolazione locale: in questo periodo fu elaborato un secondo tipo di scrittura (Lineare B), identica a quella usata sul continente greco.
  52. Cultura materiale • la vita quotidiana rimase pressoché immutata anche durante il dominio della nuova dinastia. • i contadini continuavano a vivere in capanne di fango e di paglia e a coltivare i campi trattenendo per sé solo quanto era necessario alla loro sopravvivenza. • Tutto l’eccedente spettava al palazzo, nei confronti del quale i contadini erano tenuti a prestare servizi e attività lavorative di vario genere.
  53. Il periodo miceneo sull’isola fu breve: attorno al 1200 a.C. (secondo la datazione oggi più accreditata) una catastrofe definitiva si abbatté su Creta. • I palazzi reali furono distrutti e dati alle fiamme e non risorsero più; da allora in poi non si parla più di Cretesi nei documenti egiziani, l’artigianato s’immiserisce, la scrittura locale scompare.
  54. Le cause di questo disastro rimangono ignote. • Sono state avanzate varie ipotesi per spiegarlo: una ribellione contro i principi stranieri;  una guerra tra i Micenei del continente e quelli di Creta;  un’incursione rovinosa di popolazioni straniere. • sulle macerie dei palazzi furono costruite modeste abitazioni • In generale comunque dopo il 1200 tutta l’area greca entra in crisi
  55. Le tre scritture di Creta
  56. Il geroglifico cretese • Il primo tipo, risalente al periodo più antico (2ooo- 16oo a.C.), era una scrittura geroglifica, chiamata da Evans (l’archeologo degli scavi di Cnosso) geroglifico cretese, documentata dal celebre disco in terracotta di Festo, conservato al museo di Heraklion. tuttora indecifrato.
  57. Simboli del disco di Festo
  58. La Lineare A • Il secondo tipo, anch’esso indecifrato, fece la sua comparsa attorno al 1750 a.C., e si presenta come una semplificazione dei geroglifici di cui sopra, ridotti a semplici contorni. • Questa scrittura, rinvenuta su tavolette provenienti per la gran parte da Hagia Triada, nelle vicinanze di Festo, fu chiamata da Evans Lineare A.
  59. La Lineare B • Il terzo tipo verso il 1300 aC venne chiamato Lineare B, ed è una scrittura sillabica, che oggi siamo in grado di leggere • quella scrittura «nasconde » una lingua greca; • prima di adottare l’alfabeto fenicio, attorno all’8oo a.C., i Greci, tra il 1400 e il 1200 a.C., avevano utilizzato la scrittura Lineare B.
  60. • Queste tavolette d’argilla, ritrovate a Cnosso , e tante altre tavolette analoghe, contengono un testo inciso in scrittura sillabica «Lineare. B », che Michael Ventris ha decifrato nel 1953 • esse non sono altro che documenti di carattere amministrativo, lunghe liste di merci e inventari.
  61. linea 1: TI-RI-PO-DE AI-KE-U KE-RE-SI-JO WE-KE (ideogramma tripode II) TI-RI-PO E-ME PO-DE O-WO-WE (ideogramma tripode I) linea 2: DI-PA ME-ZO-E QE-TO-RO-WE (ideogramma vaso I) DI-PA-E ME-ZO-E TI-RI-O-WE-E (ideogramma vaso II) DI-PA ME-WI-JO QE-TO-RO-WE (ideogramma vaso I) linea 3: DI-PA ME-WI-JO TI-RI-JO-WE (ideogramma vaso I) DI-PA ME-WI-JO A-NO-WE (ideogramma vaso I) FORMA GRECA IPOTIZZATA CON RIPRODUZIONE DEGLI IDEOGRAMMI: TRADUZIONE: Due tripodi Egeo cretese fece; un tripode su un piede con un orecchio-ansa; un vaso maggiore a quattro anse; due vasi maggiori a tre anse, un vaso minore a quattro anse; un vaso minore a tre anse, un vaso minore senza anse.
  62. La rivoluzione di Ventris • La scoperta rivoluzionava tutte le opinioni correnti sulla civiltà greca e sui suoi rapporti con quella cretese: sino a quel momento, infatti, si riteneva che i Greci non avessero mai dominato Creta. • Se la scoperta di Ventris era esatta, bisognava anticipare di alcuni secoli l’inizio della storia greca e pensare che, sia pur per breve tempo, i signori del palazzo di Cnosso erano stati dei Greci.
  63. La conferma • Ulteriori ricerche, compiute dal glottologo John Chadwick e dall’archeologo W. Biegen, confermarono i risultati di Ventris. • a partire dal 1400 a.C. i dominatori di Cnosso erano stati gli stessi Greci che, sul continente, avevano dominato Micene e Pilo. • Quella che sino era stata genericamente definita civiltà minoica, si era rivelata la successione di due diverse civiltà, quella pre-greca cretese (o minoica) e quella greca-micenea.
  64. La religione cretese: la Grande Madre • Un sigillo aureo che faceva parte dei tesori ritrovati nelle tombe dell’isola di Creta; vi è rappresentata una cerimonia religiosa in onore della Grande Madre.
  65. Il culto della DEA MADRE • culto antropomorfo (di entità divine aventi forma umana): • predominava una figura femminile, che viene descritta con varie forme, sempre collegate al mondo della natura e della fertilità. • Si trattava di una Dea Madre, signora della vita vegetale e animale. • In un sigillo sacro proveniente da Cnosso la si vede ergersì in cima a un monte, circondata da belve che le rendono omaggio (Potnia teron).
  66. Fonti: manufatti e miti • Creta era la sede di un’antica religione di cui ci possiamo fare un’idea da una serie di raffigurazioni minoiche (statuette, sigilli, pitture) dai miti dei Greci • che, insediandosi a Creta, vennero a contatto con la cultura di quel popolo e ne assorbirono alcuni elementi .
  67. Religione con caratteri di feticismo • considerare oggetto di culto e tutto ciò in cui veniva percepita la presenza di una magica energia divina alberi sacri, rocce (in alcuni casi magnetiche), grotte, manufatti (in particolare l’ascia a doppio taglio o bipenne, emblema del potere regale), animali – tra cui soprattutto il toro, che divenne, attraverso la mitica figura del Minotauro (dal corpo di uomo e dalla testa taurina), il simbolo stesso della civiltà minoica.
  68. Il culto delle grotte • il mito Il re degli dèi, Zeus, era stato nascosto in una grotta a Creta in molte caverne dell’isola sono stati rinvenuti oggetti votivi, statuette, vasi e gioielli lasciati in offerta, e inoltre ceneri e ossa di animali sacrificati. • La religione cretese cercava l’incontro con il divino non in un tempio costruito dall’uomo, ma in ambienti naturali in siti difficilmente accessibili, oscuri, misteriosi. Culto misterico- individuale
  69. http://projectsx.dartmouth.edu/class ics/history/bronze_age/lessons/les/1 Culto degli alberi 5.html#17 • alcuni sigilli cretesi descrivono un rito che sembra consistere nello sradicamento di un albero, una sorta di sacrificio della vegetazione compiuto in un luogo montano, alla presenza di demoni animaleschi.
  70. Versioni greche • Presso i Greci questa dea era nota con vari nomi: Rea, oppure Dictinna (ossia “la dea del monte Ditti”, che sorge nel centro di Creta) oppure la Grande Madre. Si diceva che Rea fosse stata la madre di Zeus; in effetti, la dea cretese compare in associazione con una figura maschile subordinata (detta, in greco, paredro, ossia “colui che siede accanto”), che di volta in volta può essere un figlio o un marito mortale. » La grande dea femminile e il suo compagno formano una primordiale coppia divina, profondamente radicata nella mitologia dei popoli del Mediterraneo orientale; la si ritrova con vari nomi in ambienti diversi: » i Fenici la chiamavano Astarte e la associavano al suo sposo mortale Adone; » in varie zone dell’Asia la coppia era formata dalla dea Cibele e dal suo giovane figlio e amante Attis (la stessa divinità che, col nome di Tammuz, era venerata anche a Babilonia).
  71. • Presso i Greci, alcuni tratti di questa divinità dell’amore e della fertilità, confluirono nel culto di Afrodite (che infatti si diceva fosse nata a Cipro, nel cuore del mondo egeo). • La dea femminile è stata definita dagli storici della religione la “dea veneranda” (o, con parola greca potnia • Questo culto è comune alle varie religioni dell’età del bronzo e da connettere con i primitivi rituali delle popolazioni agricole.
  72. Culto • Il culto di questa dea avveniva all’aperto; • assumevano particolare significato le danze rituali, spesso celebrate al suono del flauto e del tamburo, durante le quali il danzatore sprofondava in uno stato di esaltazione irrazionale (o trance) in cui percepiva dentro di sé la misteriosa presenza di una forza divina; • ancora presso i Greci, molti secoli dopo, erano noti i seguaci della dea cretese, i Coribanti, che danzavano al suono di musiche cadenzate sino a cadere in delirio durante la celebrazione del rito.
  73. I miti di Creta • Minosse e Pasifae • il Minotauro nel Labirinto Dedalo e Icaro • Teseo e Arianna • Europa
  74. Minosse • Minosse, mitico re di Creta, aveva promesso a Poseidone di sacrificargli il primo animale che fosse venuto dal mare. • Poseidone inviò un toro talmente bello che Minosse non ebbe il coraggio di ucciderlo, e sacrificò al suo posto un altro animale. • Per punire la disobbedienza di Minosse, Poseidone, con l’aiuto di Afrodite, la dea dell’amore, fece innamorare la regina Pasifae — moglie di Minosse — del toro venuto dal mare. L’architetto di corte, il famoso Dedalo, costruì per la regina una vacca di legno • Pasifae, entrata nella falsa vacca, si unì con il toro. Ne nacque così un animale mostruoso, dal corpo di uomo e dalla testa di toro, il Minotauro (letteralmente, “il toro di Minosse”).
  75. • Il Minorauro venne rinchiuso all’interno di un palazzo-prigione, formato di tanti corridoi che si incrociavano a caso tra loro, dal quale era difficilissimo uscire una volta entrati: il Labirinto, anch’esso attribuito a Dedalo. • Poi Dedalo fu rinchiuso nel Labirinto insieme al figlio Icaro: per fuggire, egli costruì per sé e per il figlio due paia di ali fatte di penne di uccelli tenute assieme da cera. ma Icaro, non obbedendo ai consigli del padre, volle avvicinarsi troppo al sole, che sciolse la cera delle sue ali facendolo precipitare in mare. • Dedalo riuscì invece a salvarsi e ad arrivare in Sicilia.
  76. • Per nutrire il Minotauro, gli Ateniesi, che erano politicamente sottomessi a Creta, erano obbligati a inviare nell’isola, ogni nove anni, sette ragazzi e sette ragazze. • La terza volta, gli Ateniesi mandarono, insieme ai quattordici giovani, anche il loro eroe Teseo: una delle figlie di Minosse e Pasifae, la bellissima Arianna innamoratasi di Teseo, lo aiutò dandogli un gomitolo, il famoso « filo di Arianna », che Teseo srotolava man mano che procedeva all’interno del labirinto • l’eroe ateniese — dopo aver ucciso il Minotauro e liberato Atene dal tributo — uscì dal labirinto.
  77. • Sulla via del ritorno, Teseo, che aveva portato con sé Arianna con la promessa di sposarla, la abbandonò sull’isola di Nasso mentre era addormentata. • Secondo una versione del mito, Arianna si uccise per il dolore; • secondo un’altra versione, il dio del vino, Dioniso, la vide mentre dormiva, se ne innamorò e la sposò. • Significati del mito subordinazione economica e politica dell’Attica a Creta.

+ M.N SpadaM.N Spada, 2 years ago

custom

8915 views, 2 favs, 0 embeds more stats

breve ricognizione sui principali aspetti del mondo more

More info about this document

© All Rights Reserved

Go to text version

  • Total Views 8915
    • 8915 on SlideShare
    • 0 from embeds
  • Comments 2
  • Favorites 2
  • Downloads 151
Most viewed embeds

more

All embeds

less

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate. If needed, use the feedback form to let us know more details.

Cancel
File a copyright complaint
Having problems? Go to our helpdesk?

Categories

Tags

Groups / Events