Grazie a questo titolo i re macedoni erano ammessi in quanto greci alle gare olimpiche
Paese montagnoso: il nome makedonos significa abitanti dei luoghi alti
Economia a base prevalentemente agricolo pastorale
Il legname delle foreste veniva esportato per soddisfare le grandi esigenze della flotta ateniese
Popolazione di stirpe greca e pre greca
Non vi sono poleis
Contadini liberi assoggettati con rapporti feudali ai nobili
Re= primus inter pares
Nobili= etairoi (=compagni del re, non sudditi)
ma
Le classi dirigenti erano da tempo ellenizzate
Macedonia
Filippo
Nel 359 sale al potere FILIPPO II
Aveva vissuto come ostaggio a TEBE e aveva studiato la tattica militare di Epaminonda
Introduce una nuova tattica che rafforza l’esercito la cosiddetta falange macedone:
Fanteria pesante armata di picche simili a pertiche lunghe dai 5 ai 7 m
ai fianchi la cavalleria pesante
La tomba di Filippo
A Vergina, identificata con l’antica città di Ege, sono state da poco ritrovatetre tombe reali una delle quali attribuita a Filippo II.
La tomba presentava un eccezionale corredo funebre, compresa l’armatura del sovrano
Falange macedone
16 file di 16 uomini
I soldati delle prime file puntavano le sarisse direttamente sul nemico, gli altri le tenevano sollevate formando una cortina impenetrabilecontro picche e giavellotti
Strategia politica di Filippo
Consolida la monarchia
Sottomette le regioni limitrofe nei Balcani e soprattutto la Tracia con miniere d’oro (erano degli ateniesi)
L’ascesa della potenza macedone coincideva con un periodo di grande debolezza di Atene e Sparta.
L’occasione per l’intervento nella penisola ellenica fu offerta dal conflitto tra alcune poleis della Grecia settentrionale che sfociò nel saccheggio del santuario di Delfi
Si intromette nella prima guerra sacra (contesa tra focesi e locresi) come garante dei diritti del santuario di Delfi
Sottomette l’intera regione e diviene presidente della anfizionia delfica (346)
Reazione di Atene
Vi erano già stati scontri per le città della Calcidica (Anfipoli, etc.) ed Atene era stata costretta a cedere le sue colonie in Tracia
Ad Atene si formano due partiti
Filomacedone (guidato da Eschine, pagato da Filippo)
Radicale (Demostene, il più grande oratore greco)
Si decide su suggerimento di Demostene per la guerra contro Filippo
Demostene pronunciò contro Filippo le sue più celebri orazioni, le Filippiche
Infine vi era Isocrate che voleva unire tutte le forze dei greci intorno a Filippo per distruggere definitivamente i persiani
Atene si allea con Tebe, pur a condizioni gravose
Scontro a CHERONEA -338. La battaglia è vinta dai macedoni grazie al coraggio di Alessandro, figlio di Filippo, diciottenne, che guidava la cavalleria
Dopo Cheronea
Fine delle libere poleis
Filippo agisce da moderato:
337 a.C.: Filippo crea una Lega (di Corinto) subordinata alla Macedonia,in chiave antipersiana; da essa resta esclusa Sparta
Per compattare i greci annuncia il piano di una grande spedizione contro la Persia
Nel 336, mentre erano in corso i preparativi per la spedizione, Filippo viene assassinato
Morte di Filippo
Nel 336 a.C. una oscura congiura di palazzo armò la mano di un sicario che assassinò Filippo
Filippo venne assassinato durante le nozze della figlia Cleopatra con il re Alessandro I d'Epiro, da un ufficiale della sua guardia, di nome Pausania.
Si riteneva tradizionalmente, seguendo il racconto di Plutarco che della congiura fossero almeno a conoscenza, se non direttamente coinvolti, sia Olimpiade, che Alessandro, venuto a contrasto con il padre a causa del suo divorzio dalla madre
è invece possibile che l'assassinio sia stato istigato dal re di Persia Dario III, appena salito sul trono.
Alessandro Magno
in greco Μέγας Αλέξανδρος [pron. Mégas Aléxandros] ( P ell a , Macedonia, 21 luglio 356 a.C. - Babilonia 10 ? giugno 323 a.C.)
ufficialmente Alessandro III , re di Macedonia a partire dal 336 a.C.
È conosciuto anche come Alessandro il Grande , Alessandro il Conquistatore o Alessandro il Macedone .
in greco Αλέξανδρος Γ' ὁ Μακεδών [ Alexandros trìtos (III) ho Makedôn ]
il nome Alexandros deriva da αλέξ [aléx] e ἀνὴρ, ἀνδρὸς [anèr, andròs] e significa protettore dell'uomo
Alessandro
"Alessandro nacque all'inizio del mese Ecatombeone, che i Macedoni chiamano Loo, e precisamente il 6, nel medesimo giorno in cui fu bruciato il tempio di Artemide ad Efeso(21 luglio). Tutti i Magi che si trovavano ad Efeso videro nella distruzione del tempio il segno di un'altra sventura e corsero per la città battendosi il viso e gridando che in quel giorno aveva avuto origine una grande disgrazia per l'Asia. Filippo fu raggiunto invece a Potidea, dove aveva appena presa la città, da tre messaggi contemporaneamente: uno gli annunciava che gli Illiri erano stati sconfitti da Parmenione in una grande battaglia, il secondo che un suo cavallo aveva vinto la corsa ad Olimpia, e il terzo che gli era nato un figlio. Egli si rallegrò, com'è naturale , di queste notizie, ma ancor più lo esaltarono gli indovini, dichiarando che questo figlio, venuto al mondo insieme a tre vittorie, sarebbe stato invincibile".
Era nato nel 356, da Filippo e Olympiade, donna di grande personalità Da Plutarco Intorno alla sua nascita fiorirono molte leggende
Celebre cammeo in cui sono raffigurati Alessandro e la madre Olimpiade
Filippo volle dare al figlio un'educazione greca e, dopo Leonida e Lisimaco di Acarnania, scelse come suo maestro nel 343 a.C. il filosofo Aristotele, che lo educò come un vero greco, insegnandogli la scienza e l'arte, gli preparò appositamente un'edizione annotata dell'Iliade e gli restò legato, come amico e confidente, per tutta la vita.
All'età di dodici o tredici anni si narra che il giovane Alessandro manifestasse la propria straordinaria natura riuscendo a domare da solo il cavallo Bucefalo regalatogli dal padre Filippo: avendo infatti notato che era spaventato dalla propria ombra, lo mise col muso rivolto verso il sole prima di montargli in groppa.
Nel 340 a.C., a soli sedici anni, durante una spedizione del padre contro Bisanzio gli fu affidata la reggenza in Macedonia.
Nel 338 a.C. Alessandro guidò la cavalleria macedone nella battaglia di Cheronea.
L’educazione di Alessandro
Il suo maestro fu Aristotele*, il più grande filosofo del tempo
Aneddoti: Alessandro lettore accanito dell’Iliade e ammiratore di Achille, Campaspe, Alessandro, Aristotele e le ragazze affascinanti Se vuoi scoprire molto di più leggi Plutarco, Vita di Alessando o…Alexandros di V.M. Manfredi
Aristotele
Nato nel 384 a Stagira, nella Calcidica, figlio del medico di corte del re macedone
Allievo di Platone ad Atene
Educatore di Alessando a Pella
Tornato ad Atene fonda la sua scuola, il LICEO (likaios= lupo….perchè?)
La distruzione di Tebe-335
Quando Alessandro salì al trono aveva vent’anni
fu acclamato re dall'esercito e immediatamente si occupò di consolidare il suo potere, facendo sopprimere i possibili rivali al trono. Consolidato il suo potere in Macedonia, egli cominciò ad espandere la propria autorità nei balcani.
Avanzando nella Tracia, egli sterminò quasi completamente tutti i suoi nemici. In Grecia, si sparse la voce che fosse rimasto ucciso in battaglia, e questa notizia provocò una ribellione delle città greche, alimentata dai Persiani.
Con una marcia rapidissima di più di 200 km, Alessandro raggiunse Tebe la circondò e la rase al suolo, risparmiando unicamente i templi degli dei e la casa del poeta Pindaro, ottenendo la sottomissione completa delle altre città, eccetto Sparta.
La spedizione antipersiana
Nel 334 a.C. Alessandro, dopo aver consolidato la sua posizione in Grecia e Macedonia e dopo aver lasciato Antipatro come suo rappresentante in patria, sbarcò in Asia Minore con un esercito di circa 35.000 uomini.
Il nucleo era formato dall'esercito macedone, rafforzato dagli scarsi contingenti provenienti dalle città greche--sotto il comando di generali macedoni, amici di Alessandro
(Clito, Efestione, Perdicca…)
Alessandro è accompagnato da studiosi (storici, geografi, scienziati etc) valore culturale
La battaglia del Granico (334 a.C.) e la conquista dell'Asia Minore
Nel maggio del 334, presso il fiume Granico, vicino al sito della leggendaria Troia
tattica di Alessandro:
aprire dei varchi nella fanteria nemica, lasciando poi spazio alla cavalleria per spezzare l'esercito persiano (che era disposto lungo le ripide rive del fiume), permettendo alla falange macedone di caricare con le sarisse e porre fine alla battaglia.
Alle prime luci dell'alba, l'armata macedone si scagliò sui Persiani debellandoli. Durante l'avanzata, Alessandro fu ferito alla testa e molti degli uomini della sua guardia personale persero la vita
La battaglia del Granico
Granico: Alessandro, ferito, è salvato da Clito, vince la battaglia e libera tutte le città greche dell’Asia minore
Vedi i luoghi Isso Gordio
Il nodo di Gordio
L'Asia Minore era aperta alla conquista macedone. Tutte le città greche della costa salutavano in Alessandro il restitutore della libertà, mentre i regimi oligarchici, fedeli alla corte persiana, erano rimpiazzati da istituzioni democratiche ed entravano nella Lega di Corinto.
Mentre il grosso dell'esercito svernava in Lidia al comando di Parmenione, Alessandro passava in Licia, in Panfilia in Frigia.
Qui, nell'antica capitale Gordio si svolse l'episodio del celebre nodo gordiano un antico carro il cui giogo era assicurato da un nodo inestricabile ; un oracolo avesse promesso il dominio dell'Asia a chi fosse riuscito a scioglierlo. Alessandro dopo alcuni tentativi risolse il problema estraendo la spada e tagliando il nodo con un colpo netto.
Hierapoli, Frigia
Viaggia con Alessandro La Lycia Xanto Kas Myra Phaselis Termessus Aspendo Perge
la conquista della Siria e della Fenicia
La battaglia di Isso (333 a.C.)
Nella primavera del 333 a.C., il re persiano Dario III aveva radunato un esercito numeroso, che aveva preso posizione nella pianura all'uscita dei passi montani delle "porte siriache" e i due eserciti si fronteggiarono per qualche tempo.
A novembre, infine, il re persiano, temendo che l'inverno lo costringesse a ritirarsi nei quartieri invernali senza aver fermato Alessandro, e fiducioso della superiorità numerica del suo esercito, si spostò alle spalle dell'esercito macedone, nella pianura costiera di Isso, La scelta strategica di Dario non fu ottimale poiché non più di 60.000 poterono essere schierati nella ristretta pianura chiusa tra i monti del Tauro e il mare.
Appena Alessandro caricò con la cavalleria leggera sull'ala sinistra, dove si trovava Dario con la sua guardia personale, il re persiano si diede alla fuga, compromettendo irrimediabilmente l'esito della battaglia (che pure stava volgendo a favore dei Persiani in altri punti).
La battaglia si concluse con una completa disfatta dell'esercito persiano e vennero presi oltre ad un immenso bottino anche la madre, la moglie, due figlie e un figlio di Dario.
Il Grande Re perse le sue migliori truppe, quasi tutti i più validi ufficiali del suo esercito e soprattutto il proprio prestigio di condottiero, distrutto dalla sua precipitosa fuga davanti al nemico
Isso
Fasi della battaglia persiani greci Ala della cavalleria che decide l’esito della battaglia
Famoso mosaico proveniente da Pompei , che riproduce una pittura del IV-III secolo aC, conservato a Napoli, che rappresenta Dario in fuga alex
Alessandro non indossa abiti persiani, ma la corazza macedone: non è ancora entrato in possesso del tesoro di Dario III Dario indossa la mitra regale; è in fuga, alle spalle le sarisse della ala della cavalleria macedone, che decise l’esito della battaglia dopo lunga incertezza Quindi deve rappresentare la battaglia di Isso
Verso l’Egitto
Alessandro si dirige verso l’Egitto per sottomettere a pacificare tutta la regione prima di inoltrarsi in Asia
Vuole evitare di lasciare nemici nelle retrovie
Incontra difficoltà soprattutto nell’assoggettare la città fenicia di Tiro che oppose un'accanita resistenza e fu vinta solo dopo un assedio di sette mesi nel 332 a.C . .
Per conquistare Tiro Alessandro si servì dei detriti dell’antica città continentale, distrutta anni prima da Nabucodonosor II, per costruire una strada rialzata lunga 800 m e raggiungere così la città insulare.
Tiro
Fu presa dopo sette mesi di assedio
Dovettero costruire un molo e molte macchine da guerra
Tiro Alla fine è espugnata e rasa al suolo grazie ad ingegnose macchine da assedio*; Alessandro entra quasi senza combattere in Egitto dove è accolto come un liberatore Poliorcetica: arte di assediare le città
Gaza
Anche questa città manifestò resistenza
Nelle foto gli scavi di Gaza oggi
Alessandro in Egitto
fu accolto come un liberatore
ricompensò gli Egiziani riordinando l'amministrazione non sul modello persiano fino ad allora da lui adottato, ma nominando due governatori indigeni.
Ai macedoni e ai greci al seguito di Alessandro e ai membri della sua corte furono assegnate solo cariche militari, ma non civili.
Alessandro dimostrò inoltre grande rispetto per gli dei del paese.
si recò fino all'oasi di Siwa nel deserto libico, dove esisteva un celebre santuario oracolare del dio Amon (assimilato dai Greci a Zeus). Il responso dell'oracolo lo dichiarò figlio del dio
I sacerdoti (avvisati prima) lo salutano come figlio di Amon-Ra (il Sole) offrendogli un punto di partenza per l'istituzione di un culto divino centrato sulla sua persona.
Nella regione del Delta del Nilo, su una stretta lingua di terra tra la palude Mareotide e il mare, dove a un miglio dalla costa sorgeva l'isola di Faro, decise la fondazione di Alessandria d'Egitto, la prima delle molte città a cui diede il suo nome.
*oracolo “gemello” di Dodona, in Epiro Vedi fonti, Erodoto, l’origine dell’oracolo di Dodona
Gaugamela
Nella primavera del 331 a.C. Alessandro riprese la marcia verso oriente, dove Dario aveva raccolto un esercito nelle pianure dell'Assiria, nelle quali avrebbe meglio potuto sfruttare la propria superiorità numerica.
Il contatto con l'esercito di Dario avvenne il 20 settembre presso il villaggio di Gaugamela, non lontano dalle rovine di Ninive.
Per evitare di essere aggirato da un esercito più numeroso del suo e disteso su un fronte lunghissimo, aveva schierato appositamente una seconda linea dietro il fronte di battaglia.
La vittoria fu decisa dall'attacco della cavalleria all'ala destra, guidata dallo stesso re macedone, mentre il generale Parmenione teneva fronte sul lato opposto alla cavalleria nemica.
Caddero nelle mani di Alessandro i magazzini e il tesoro dell'esercito e decine di migliaia di prigionieri.
Il re Dario era fuggito nei territori montuosi della Media.
Alla fine di ottobre Alessandro entrò in Babilonia dove ricevette la sottomissione del satrapo Mazeo , che fu lasciato al governo della provincia con accanto un comandante militare e un tesoriere greco.
La battaglia di Gaugamela (vicino ad Arbela, nei pressi della antica NINIVE)
combattenti
Macedoni con Alessandro, 7,000 caval. - 40,000 fant. (secondo Arriano)
Persiani con Dario III, con circa 40,000 caval., 200,000 fant. 6,000 mercenarie (Arriano dà 1,000,000 di fanteria, numero esagerato)
luogo
Dario sceglie una pianura per manovrare con la cavalleria. Il sito esatto è sconosciuto
Il giorno prima, i persiani livellano il terreno per consentire l’uso dei carri falcati
Battaglia di Gaugamela? P. Bruegel il vecchio
Alessandro si inoltra in Asia
Il re Dario era fuggito nei territori montuosi della Media.
Alla fine di ottobre Alessandro entrò in Babilonia dove ricevette la sottomissione del satrapo Mazeo , che fu lasciato al governo della provincia con accanto un comandante militare e un tesoriere greco.
Si spostò quindi a Susa impadronendosi del tesoro che vi si conservava. Poté anche recuperare diverse opere d'arte che Serse aveva sottratto in Grecia nel 480 a.C.
Dopo aver sconfitto un'ultima resistenza presso le porte persiane nelle attuali montagne dello Zagros entrò infine a Persepoli , la capitale del re, dove venne in possesso del tesoro reale e diede alla fiamme il palazzo di Serse, vendicando così la sua invasione della Grecia.
Nel frattempo in Grecia, Antipatro aveva sconfitto nella battaglia di Megalopoli (autunno del 331 a.C.) il re spartano Agide, eliminando definitivamente l'ultima opposizione delle città greche al dominio macedone.
morte di Dario III, ultimo discendente degli Achemenidi
Nel 330 a.C. Alessandro marciò su Ecbàtana, costringendo alla fuga il re Dario che vi aveva passato l'inverno.
Questi, durante la fuga fu deposto dal satrapo della Bactriana, Besso , membro della famiglia reale achemenide che, poi, lo fece uccidere al sopraggiungere di Alessandro. Questi riportò indietro il cadavere del re persiano che fece seppellire con tutti gli onori nelle tombe reali.
Ad Ecbàtana, Alessandro congedò i contingenti delle città greche. Il compito di vendicare l'invasione della Grecia da parte di Serse si era infatti ormai concluso.
Il luogo della morte di Dario III
Alessandro si considerava ora il continuatore della monarchia persiana
considerò suo dovere punire l'usurpatore Besso, che aveva tradito ed ucciso Dario per dichiararsi re con il nome di Artaserse V .
Besso fu inseguito attraverso le regioni dell'Ircania, della Drangiana, oggi Afghanistan occidentale, e della stessa Bactriana, dove Besso fu infine sconfitto presso il fiume Osso
Una corte di giustizia persiana lo dichiarò colpevole di alto tradimento e venne quindi giustiziato.
In queste regioni fondò una serie di città con il nome di Alessandria, tra cui una presso l'odierna Herat e un'altra presso l'attuale Kandahar, in Afghanistan.
Assoggettò la regione della Sogdiana e giunse quindi ai confini dell'odierno Turkestan cinese, dove fondò un'altra Alessandria che chiamò Eschate , o "Ultima" (odierna Chodjend). Soggiornò ancora a Samarcanda e nella Bactriana e sposò Rossane figlia di un comandante della regione, per rafforzarvi il suo potere.
Viaggia con Alessandro Tagiki, abitanti della Battriana oggi Tombe vicino a Samarcanda
Alessandro accoglie costumi persiani
Accoglie i soldati fedeli fino all’ultimo a Dario
A volte veste l’abito di porpora regia e porta il diadema sopra il berretto macedone
Comincia il malcontento presso i suoi soldati,
Il proposito di Alessandro di unificare in un solo popolo Macedoni e Persiani e soprattutto la sua idea del carattere divino della monarchia, gli cominciarono ad alienare le simpatie del suo seguito. L'opposizione si manifestò soprattutto quando decise di imporre il cerimoniale della proskynesis , proprio della corte persiana, anche ai suoi sudditi occidentali. La cerimonia prevedeva infatti che chiunque comparisse davanti al re si prosternasse davanti a lui per poi rialzarsi e riceverne il bacio, e dunque andava contro all'idea greca di omaggio accettabile da parte di un uomo libero ad un altro uomo.
Le congiure di Filota e dei paggi
Nel 330 a.C. fu scoperta durante un soggiorno nella capitale della Drangiana una prima congiura contro Alessandro, nella quale fu coinvolto Filota , comandante della cavalleria e figlio di Parmenione,. Filota fu condannato per alto tradimento dal tribunale dell'esercito e Alessandro fece uccidere dai suoi sicari anche suo padre, il generale Parmenione, rimasto a Ecbàtana con una buona metà dell'esercito, per prevenirne una possibile ribellione.
A Samarcanda nel 328 a.C. Alessandro inoltre uccise in stato di ebbrezza nel corso di un banchetto per una piccola disputa il suo amico d'infanzia Clito.
Nel 327 a.C. fu inoltre scoperta una congiura tra i paggi del re , che furono tutti condannati a morte e giustiziati. Ne fece le spese anche Callistene, nipote di Aristotele e storiografo di corte, oppositore della cerimonia della proskynesis e maestro dei paggi, che venne giustiziato, alienando ad Alessandro molte simpatie del mondo intellettuale greco
Verso l’India
Dopo aver preparato un nuovo esercito con truppe in gran parte asiatiche (solo gli ufficiali e i comandanti erano tutti greci o macedoni), nell'estate del 327 a.C. Alessandro varca i confini dello stato persiano presso l'odierna Kabul, accolto come alleato dal re di Tassila e arriva all'Indo nel 326 a.C..
Sconfisse quindi nella battaglia dell'Idaspe il re Poro (Purushotthama) che cadde suo prigioniero.
fondò quindi le colonie di Nicea e di Bucefala.
Alessandro aveva forse intenzione di arrivare fino alla vallata del Gange, ma l'esercito giunto sul fiume Ifasi, stanco delle lunghe piogge tropicali, si rifiutò di seguirlo oltre verso est.
L’India e la Battaglia dell’Idaspe
Il ritorno
Una parte dell’esercito si imbarca, con Nearco
Il resto dell’esercito, con Alessandro, ritorna via terra fino a Babilonia
Nel 324 a.C. il re con l'esercito riunito fece ritorno a Susa
Qui scoprì la cattiva amministrazione di molti dei satrapi che aveva lasciato al potere e anche di parecchi comandanti greci o macedoni. Il re procedette energicamente contro i colpevoli e sostituì molti satrapi locali con governatori macedoni.
Per perseguire il suo scopo di fare di Greci e Persiani un solo popolo spinse ottanta alti ufficiali macedoni alle nozze con nobili persiane e altri diecimila veterani si sposarono con donne della regione. Egli stesso sposò Statira , figlia di Dario, mentre un'altra figlia del gran re persiano, Dripeti, andava in sposa al suo amico Efestione .
Passò per la prima volta in rassegna il nuovo corpo militare di 30.000 giovani persiani, accuratamente scelti ed addestrati a formare una falange macedone. Diecimila veterani furono congedati e rimandati in Macedonia con Cratero, destinato a sostituire Antipatro venuto a contrasto in patria con la madre di Alessandro, Olimpiade. Questi doveva ora recarsi in Asia con nuove reclute.
Durante l'inverno la corte si ritirò ad Ecbàtana secondo il costume della corte persiana e qui morì Efestione
La morte
Nella primavera del 323 a.C. Alessandro preparava una spedizione che egli stesso avrebbe guidato per conquistare e circumnavigare l'Arabia.
Una misteriosa malattia lo colse tuttavia durante i preparativi, portandolo alla morte il 10 giugno del 323 a.C. a trentatré anni,.
Sulle cause della sua morte sono state proposte varie teorie, che includono l'avvelenamento, o più probabilmente una ricaduta della malaria che aveva contratto nel 336 a.C..
Ebbe due figli, uno nato. da Barsine, figlia del satrapo Artabazus di Frigia, e uno figlio della moglie Rossane, nato nel 323 a.C.. Gli storici oltre alle mogli gli attribuirono anche numerosi amanti, tra i quali l'amico Efestione e Bagoas.
Il funerale di Alessandro
La successione
Al morente Alessandro fu chiesto il nome di colui che aveva scelto come successore. Egli diede una indistinta risposta
Subito dopo la sua morte l'esercito proclamò re il figlio avuto dalla moglie Rossane
i comandanti del suo esercito - i Diadochi - elessero tra loro un reggente, Perdicca, che fu formalmente accettato dall'assemblea dei soldati.
Nel 322 a.C. tuttavia Perdicca venne a conflitto con Tolomeo, uno dei diadochi e satrapo d'Egitto e mosse contro questi, ma durante la spedizione rimase ucciso.
Successivamente i diadochi elessero come reggente Antipatro che tuttavia non fu accettato da tutti.
Ne nacque una guerra civile nel corso della quale trovarono via via la morte i familiari ancora in vita di Alessandro, tra cui i due figli, la moglie Rossane, la madre Olimpiade, la sorella Cleopatra e la sorellastra Euridice e il fratellastro Filippo.
I diadochi
Le fonti
Le fonti storiche su Alessandro sono piuttosto numerose. Conosciamo l'esistenza di resoconti del suo storico di corte Callistene, del suo generale Tolomeo e del suo architetto militare Aristobulo, oltre che, poco dopo, di Clitarco, che sono tuttavia andati perduti.
I cinque principali storici che successivamente trattarono delle sue vicende sono:
Arriano, storico di Nicomedia (" Anabasis Alexandri ", ovvero "Le campagne di Alessandro" , scritto in greco)
Curzio Rufo, storico latino (" Historiae Alexandri Magni ", biografia di Alessandro in dieci libri, di cui rimangono gli ultimi otto)
Plutarco di Cheronea , storico greco ( "Vita di Alessandro" e due orazioni "Sulla fortuna" e "Sulla virtù di Alessandro" )
Diodoro Siculo , storico greco (i libri dal XVII al XXI della sua "Bibliotecha Historia" coprono le conquiste di Alessandro e la successiva storia dei Diadochi)
Giustino ci ha invece lasciato un'epitome (o "riassunto" ) con molti errori ( "Epitome della Storia Filippica di Pompeo Trogo" ).
Ciascuno di questi ci offre una differente immagine del re macedone e, come dice Strabone, " tutti coloro che scrissero di Alessandro preferirono il meraviglioso al vero ".
Nel secolo successivo alla sua morte i racconti leggendari sulla sua vita furono raccolti ad Alessandria d'Egitto in un "Romanzo di Alessandro" , falsamente attribuito a Callistene (l'autore è a volte citato come "pseudo Callistene" ). Questo testo ebbe grande diffusione per tutta l'antichità e durante il Medioevo, con numerose versioni e revisioni
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