I giovani e il lavoro a Milano: un destino da precari?
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I giovani e il lavoro a Milano: un destino da precari?

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Presentazione di Cristina Tajani ...

Presentazione di Cristina Tajani
Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare
Università di Milano
Camera del Lavoro di Milano.
La presentazione è utilizzata nell'ambito del progetto didattico "Diritto al lavoro", promosso dalla fondazione Roberto Franceschi di Milano

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  • Ringrazio anche Cristina Tajani per la disponibilità a condividere la sua presentazione. I materiali sono utilizzati nell'ambito del Progetto 'Diritto al lavoro' organizzato dalla fondazione Roberto Franceschi di Milano, con il patrocinio di Provincia di Milano, Ufficio Scolastico Regionale, Università Bicocca - Facoltà di Scienze della Formazione, Dipartimento di Scienze giuridiche ed economiche, Dipartimento di Economia Politica, CGIL FLC – Federazione Lavoratori della Conoscenza di Milano. In collaborazione con Università L. Bocconi. Con il contributo di Fondazione Cariplo. A tutti un ringraziamento per il lavoro che stanno facendo.

    Nilocram
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I giovani e il lavoro a Milano: un destino da precari? I giovani e il lavoro a Milano: un destino da precari? Presentation Transcript

  • Progetto Didattico DIRITTO AL LAVORO a.s. 2006-2007 I GIOVANI ED IL LAVORO A MILANO: UN DESTINO DA PRECARI? Cristina Tajani Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare Università di Milano Camera del Lavoro di Milano
  • “ Precario”. L’aggettivo più utilizzato quando si parla del lavoro dei giovani
    • Il mercato del lavoro oggi e quello conosciuto dai nostri genitori:
    • Precarizzazione e flessibilità dell’esperienza lavorativa;
    • Il lavoro dipendente è un po’ più “povero”.
  • I redditi di alcune categorie di lavoratori dal 2000 al 2004 (Fonte: Ires-CGIL 2006)
    • Operai -3,4%
    • impiegati -4,9%
    • pensionati -2,5%
    • Dirigenti 7,4%
    • Imprenditori 20,8%
    • altri autonomi 12,1%
  • Precario a chi?
    • Nel linguaggio comune intendiamo per “precario” un lavoratore che:
    • abbia un contratto di lavoro che contiene già un termine del rapporto (contratto a termine, interinale etc…).
    • abbia un contratto “fintamente” autonomo ma di fatto subordinato ai modi ed ai tempi imposti dal datore di lavoro (co.co.co e co.co.pro). Generalmente anche questi contratti sono “a tempo”.
  • La dimensione quantitativa della precarietà
    • Lavoratori a termine: 2.300.000
    • Interinali: 150.000
    • Apprendisti e contratti a causa mista: oltre 500.000
    • Iscritti al fondo separato INPS parasubordinati: oltre 3.000.000
    • Di cui circa la metà sono posizioni effettivamente attive.
  • Alcune tipologie contrattuali “atipiche” nel tempo (dal “pacchetto Treu” alla “legge 30”)
  • L’incidenza del lavoro a termine sullo “stock”
  • L’incidenza del lavoro instabile sui “flussi”
    • Secondo la Banca d’Italia è “precario” il 50% dei contratti di nuova stipula.
    • Secondo l'ISTAT sono a termine due nuovi contratti su tre
    • Secondo l’OML della Provincia di Milano sono “precari” il 68% dei nuovi avviati in provincia di Milano.
  • I giovani nei flussi degli avviati al lavoro
    • Poiché il lavoro instabile si concentra tra i “nuovi entrati” nel mercato del lavoro…
    • … ed i nuovi entrati sono soprattutto i giovani
    • La precarietà diventa un tratto tipicamente giovanile, diremmo “generazionale”.
  • Dove si concentrano i lavori instabili:
    • Stando ai dati dell'ISTAT relativi alla media del 2005, i lavoratori a termine vedono una prevalenza delle donne sugli uomini, del mezzogiorno e del nord sul centro Italia e del settore dei servizi sugli altri settori merceologici.
    • Inoltre le persone con istruzione maggiore sono più precarie di quelle con titoli di studio inferiori.
  • Le implicazioni della precarietà: pensioni, basse retribuzioni e transizioni
    • Secondo l'ISTAT, a parità di condizioni, un lavoratore instabile arriva a guadagnare il 15% in meno del suo collega “stabile”.
    • Pochi dati sulle transizioni: l’evidenza empirica segnala “trappola della precarietà” e maggiore vischiosità della precarietà per le donne.
    • La pensione dei precari: emergenza sociale per i decenni futuri.
  • L’occupazione a Milano: (ISTAT, dati provinciali in migliaia media 2005)
  • Avviamenti e cessazioni a Milano e provincia
  • Chi ha trovato lavoro a Milano negli ultimi mesi (Ragazze con maturità tecnica tra i 20 ed i 24 anni)
    • 26.4% APPRENDISTATO
    • 25.9% INTERINALE
    • 17.1% TEMPO DETERMINATO
    • 9.7% TEMPO DETERMINATO PART-TIME
    • 9.3% TEMPO INDETERMINATO
    • 4.6% AVVIAMENTO DI 1 GIORNO
    • 3.2% INTERINALE PART-TIME
    • 1.4% TEMPO INDETERMINATO PART-TIME
    • 1.4% CONTRATTO DI INSERIMENTO PART-TIME
    • 0.9% CONTRATTO DI INSERIMENTO
  • Chi ha trovato lavoro a Milano negli ultimi mesi (Ragazzi con maturità tecnica tra i 20 ed i 24 anni)
    • 34.3% INTERINALE
    • 19.8% TEMPO DETERMINATO
    • 18.6% APPRENDISTATO
    • 13.2% TEMPO INDETERMINATO
    • 3.6% AVVIAMENTO DI 1 GIORNO
    • 3.6% INTERINALE PART-TIME
    • 3% CONTRATTO DI INSERIMENTO
    • 2% TEMPO DETERMINATO PART-TIME
    • 1.4% TEMPO INDETERMINATO PART-TIME
    • 0.4% CONTRATTO DI INSERIMENTO PART-TIME
    • 0.2% LAVORO A CHIAMATA PART-TIME
  • Il lavoro atipico dei giovani in Lombardia
  • Il lavoro instabile in Lombardia (OML Milano)
    • I tratti caratteristici delle altre quattro figure, stabili e instabili, sono i seguenti:
    • a. dipendenti a tempo determinato : più donne, più giovani e anziani oltre i 65 anni, meno diplomati e con licenza media e più laureati, meno capofamiglia e coniugi.
    • b. collaboratori : più donne, più anziani oltre i 55 anni, più laureati e diplomati, più figli;
    • c. imprenditori e professionisti : più maschi, più anziani oltre i 55 anni, più laureati e diplomati, più capofamiglia e coniugi;
    • d. lavoratori in proprio e coadiuvanti : più maschi, più anziani oltre i 55 anni, più poco istruiti, più coniugi e figli.
  • I Centri per l’Impiego: chi può rivolgersi
    • Puoi dichiarare la disponibilità a lavorare se:
          • hai un’età compresa tra i 15 e i 18 anni e hai terminato la scuola dell'obbligo
          • hai un’età compresa tra i 19 e i 25 anni
          • hai meno di 29 anni e un diploma universitario o laurea
          • sei una donna e dopo almeno due anni di inattività desideri tornare a lavorare
          • hai perso il lavoro o cessato un’attività autonoma e cerchi un altro lavoro da più di 12 mesi o da più di 6 mesi se hai meno di 25 anni
          • non hai mai lavorato e cerchi un'occupazione da più di 12 mesi.
  • I Centri per l’Impiego: cosa fanno
    • Raccolgono i tuoi dati in un elenco anagrafico integrato con le informazioni che provengono dai datori di lavoro
    • I dati inseriti nell'elenco anagrafico formano una scheda professionale che contiene anche informazioni sulle tue esperienze formative, la tua disponibilità a lavorare, la certificazione delle tue competenze
    • Ti rilasciano una carta elettronica con le chiavi di accesso alle banche dati del Sistema Informativo Lavoro (S.I.L.)
    • Organizzano colloqui individuali per orientarti verso una scelta formativa o professionale adeguata alle tue esigenze, definire una strategia efficace di ricerca del lavoro, fornirti maggiori informazioni sui profili professionali.
    • Anche se il canale più utilizzato per accedere al mercato del lavoro è quello “informale” (parenti, amici, conoscenze di altro genere…)
  • Il Sindacato: cos’è e a cosa serve (1).
    • Il rapporto di lavoro costituisce una relazione in cui un dei due contraenti (il datore di lavoro) ha più “forza” dell’altro.
    • Il sindacato (associazione di lavoratori) firma i contratti collettivi che valgono per tutti i lavoratori del settore di riferimento (contratto dei metalmeccanici, contratto del pubblico impiego, etc…)
    • Nel nostro ordinamento si sancisce la libertà di associazione sindacale.
  • Il Sindacato: cos’è e a cosa serve (2).
    • Il Sindacato “rappresenta” i lavoratori nei luoghi di lavoro (elezione delle RSU).
    • Generalmente è il sindacato a proclamare gli scioperi (che erano vietati nell’ordinamento corporativo). Lo sciopero è un diritto a titolarità individuale ma di esercizio collettivo.
    • Il sindacato offre anche servizi e tutela individuale (le “vertenze” di lavoro).
  • Lo Statuto dei Lavoratori
    • La condotta antisindacale è vietata. L’ordinamento tutela l’azione sindacale (art. 28).
    • Sono vietate le discriminazioni (per genere, età, orientamento sessuale, religione) nei luoghi di lavoro.
    • L’art. 18 e il divieto di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo.
    • … però i contratto “atipici” il licenziamento lo hanno incorporato nel contratto...