Ibattericontrollanolamente
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  • 1. I batteri ci controllano la menteCambiamenti di umore, felicità inspiegabile, memoria migliorata, depressione. Tutti effettispiegabili da uninfezione batterica in corso, per la gioia degli ipocondriaci04 febbraio 2011 di Caterina ViscoContento o con il morale a terra, con atteggiamenti strani o affetto da veri e propri disturbimentali. La causa potrebbe essere, almeno in parte, di un’infezione batterica e dellaconseguente risposta del sistema immunitario. Alcuni studi, infatti, mostrano che questoprocesso può influenzare il nostro umore, la memoria e le capacità di apprendimento. E persinomodellare la nostra personalità, secondo quanto racconta un articolo su New Scientist. Labuona notizia? Comprendere questi legami tra cervello e sistema immunitario potrebbe portarea un nuovo modo di trattare alcuni disordini, dalla depressione alla sindrome di Tourette.ComportamentoSammy Maloney era un dodicenne di Kennebunkport nel Maine, sano, che suonava nellabanda della scuola e che più di ogni altra cosa amava andarsene in giro con i suoi amici dopo lelezioni. Nel 2002, però, qualcosa cominciò a cambiare nella sua personalità. Prima cominciò acamminare a occhi chiusi per tutto il cortile, poi a usare solo la porta sul retro per entrare incasa, a indossare solo alcuni indumenti, a impedire che le finestre venissero aperte o che leluce fossero spente. Nel giro di quattro-sei settimane al ragazzo venne diagnosticato prima undisturbo ossessivo compulsivo, poi una sindrome di Tourette. Fortunatamente, qualche tempodopo un amico di famiglia suggerì ai genitori di Sammy di sottoporlo a un test per lostreptococco, un comune batterio che di solito non provoca più di un mal di gola. Sam nonmostrava nessun sintomo da infezione da streptococco, ma le analisi rivelarono l’infezione in
  • 2. atto; quando il medico prescrisse una terapia antibiotica, i suoi sintomi cominciarono amigliorare. Oggi è un ventenne come tutti gli altri.Per quanto raro, il caso di Sammy, non è del tutto inusuale. Almeno secondo MadelineCunningham della University of Oklahoma che ha passato anni a studiare i disturbicomportamentali legati a infezioni infantili da streptococco, inclusa la sindrome di Tourette, undisturbo chiamato Pandas e la Corea di Syndenham (associata a tic e incapacità di controllarele proprie emozioni). Cunningham ha dimostrato che alcuni anticorpi contro un tipo distreptococco legano i recettori di alcune aree del cervello che controllano i movimenti, portandoal rilascio del neurotrasmettitore dopamina. Il che spiegherebbe i tic e i problemi emotivisperimentati in alcuni dei bambini con questi disordini. Betty Diamond del Feinstein Institute forMedical Research in Manhasset, New York, ha inoltre dimostrato che alcuni anticorpi associaticon il lupus, una malattia autoimmune, riescono a distruggere i neuroni legandosi a particolarirecettori nel cervello. Questo potrebbe in parte spiegare i cambiamenti di umore e il declinocognitivo associato alla malattia.FelicitàEsiste un batterio che regala il buon umore, si chiama Mycobacterium vaccae. Inizialmentedoveva essere un nuovo modo per sconfiggere il cancro.L’idea era che iniettando un certo batterio nelle persone si sarebbe stimolato il loro sistemaimmunitario a distruggere il tumore. Sfortunatamente, il trattamento non ebbe l’effetto
  • 3. desiderato. Tuttavia i ricercatori notarono che quanti si erano sottoposti al trattamento avevanosperimentato un radicale miglioramento dell’umore e della qualità della vita. I dettagli ancoranon sono chiari, ma alcuni studi su animali suggeriscono che la risposta immunitaria provocatadal Mycobacterium vaccae faccia rilasciare ai neuroni della corteccia prefrontale grandi quantitàdi serotonina, migliorando l’umore e il benessere.Graham Rook della Royal Free and University College Medical School di Londra harecentemente suggerito che la depressione è prevalente nelle società occidentali perché lepersone non sono più esposte naturalmente a organismi come M. vaccae nei primi anni di vita.A questo punto la domanda sorge spontanea: questo batterio potrebbe essere usato perrendere felici le persone? Ovviamente è più difficile ottenere l’approvazione per iniettare batterivivi in persone depresse che non in pazienti malati di cancro in fase terminale. Quindi ilprossimo passo previsto è lo studio clinico in pazienti con il cancro alla prostata. Se ci sarà unforte effetto di miglioramento dell’umore, allora forse le aziende farmaceutiche potrannoconcentrarsi di più sul potenziale antidepressivo del batterio. Se poi venisse scoperto ilmeccanismo preciso, chissà forse potrebbe essere possibile sviluppare un farmaco che ne mimil’effetto.MemoriaMigliorare il sistema immunitario per mantenere efficace la memoria con il trascorre del tempo?Jonathan Kipnis della University of Virginia ne è convinto. Con il suo team di ricerca, infatti, hafatto crescere alcuni topi deficitarii delle cellule Cd4 (un tipo di cellule del sistema immunitario),scoprendo che gli animali avevano limitate capacità di apprendimento e scarsa memoria.Quando poi i ricercatori somministravano ai topi le cellule Cd4, la memoria migliorava.Analogamente, quando Kipnis induceva la morte di queste cellule in roditori sani, la loromemoria diminuiva. Inoltre, altri studi del ricercatore mostrano che l’apprendere di nuovi compitiimplica una l’arrivo di cellule Cd4 alle meningi, le membrane che circondano il cervello. Qui ilrilascio di interleuchina 4, (che controlla la risposta immunitaria) dice alle cellule del cervello dirilasciare un fattore neurotico, una proteina che migliora l’apprendimento. Kipnis ora stasviluppando un tipo di farmaci mirati al miglioramento della memoria in risposta a unrafforzamento del sistema immunitario. Secondo il ricercatore, i farmaci potrebbero essere usatinon solo per invertire il declino cognitivo legato all’età o a determinate patologie, ma anche permigliorare la memoria nelle persone sane.
  • 4. La nostra concentrazione soffre e noi possiamo sentirci ansiosi, depressi e antisociali. Questicambiamenti sono causati da molecole segnale, chiamate citochine, che sono rilasciate dallecellule del sistema immunitario in risposta allo stress e alle infezioni. Recenti studi hannomostrato che se si inietta in una persona sana l’ interferone alfa, un farmaco antivirale chepromuove il rilascio di citochine, questa inizierà a mostrare i sintomi della depressione. “Teoricamente le citochine possono interagire con ogni meccanismo rilevante nelladepressione”, spiega Andrew Miller della Emory University School of Medicine di Atlanta, inGeorgia. Miller, inoltre, ha recentemente scoperto che il farmaco attiva la corteccia cingolataanteriore, una regione coinvolta nell’ individuazione degli errori e nella gestione del conflitto.Simili meccanismi di attivazione sono stati osservati nelle persone con gravi nevrosi ecomportamenti ossessivo compulsivi. “ Se aumenti l’attività in questa area del cervello lepersone tendono a essere più sospettose e a interpretare segnali innocenti come minacce”,spiega il ricercatore. Oltre alle infezioni e alle tossine, anche stress e obesità possonoprovocare il rilascio di citochine. Gli effetti di queste sostanze, tuttavia, non sono tutti negativituttavia, come sottolinea Naiomi Eisenberger della University of California Los Angeles. Insiemeai suoi colleghi, ha scoperto che alcune persone diventano più sensibili al dolore degli altri e aiproblemi della società se veniva iniettata loro tossina batterica che aumenta la secrezione dicitochine. In particolare una citochina, chiamata interleuchina 6, sembra aumentare l’attività delcervello coinvolta nell’ empatia.