IL MONTE AMIATA E LUOMO           Classi 5°A/B    Scuola Primaria L.Santucci       Di Castel del Piano    Giornata di Scuo...
Finita l’attivitò vulcanica, formati i suoli, prodotte le piante, eccoarrivare gli animali e, ovviamente, il più intellige...
ilcarbonaioè l’uomocapace dicatturarel’energiadell’alberoperusarlaanchedopomoltotempo
Fare il       Oggicarbone       serve              soprattuttocon lalegna è       per faredifficile e   la              ca...
Il luogo per costruire la carbonaiaveniva scelto con cura: nel bosco, inspazi aperti ma al riparo dal vento;vicino alla st...
Il legno più adatto è quello che ha unpeso specifico alto :di cerro, roverella,leccio, faggio e anche quelli della macchia...
Il legname viene tagliato nei mesi invernali, quando lepiante sono a riposo. Si usano rami lunghi circa un metro,di circa ...
Si copre tutto con foglie secche, fieno o erba, poi con la terra  di carbonaie precedenti. Si lasciano dei fori per regola...
Si alimenta la carbonaia       dal camino
PAUSA PRANZO…
La famiglia partecipa
GINO
Scelto il        Intorno alposto            camino siadatto, si       sistemano icostruisce       legni cheun’intelaiatur ...
Quando il carbone è pronto,dopo    4-5 giorni, si divide dalla  terra.Questa cosa va fatta di notte, perché si deve vedere...
Alla fine il carbone si vende in        balle di 75-80 kg
IL CESTAIO Costruisce contenitori in vimini, che  servono per i funghi, le olive, le   ciliegie, la frutta e la verdura…  ...
Quando si decide di fare un cestosi mettono i rami di salice, detti“venchi” o vimini, a bagno in unatinozza in modo che si...
Si inizia dal fondo, intrecciando ivenchi in una struttura a raggi..
Siaggiungono  via via   nuovi  pezzi…
Finito il fondo, “sialza” il paniere…
Si intrecciano il manico e         il bordo
Si chiude aiutandosi con un           fuso
FINITO!
Il calzolaio  Oggi siamo abituati ad andare al negozio e   scegliere scarpe già fatte; non molti anni fa, al tempo dei non...
La forma Corrispondeva allemisure del “cliente”…
Si veste la forma
Si mette la suola, si inchioda, si cuce,si       incolla…
Ecco una serie di mestieri di cuinon abbiamo foto; usiamo quindi ritagli di bellissimi disegni diAnna Prunai, che gentilme...
Il CORBELLAIO produceva cesti  usando striscie ricavate con  l’accettino dal legno giovane di  castagno che intrecciava…I ...
Il MANISCALCOferrava i cavalli
Il COCCIAIO riparava oggetti di coccio… oggiquando un oggetto si rompe abbiamo la tendenza a buttarlo via. Tanti anni fa n...
I materassi erano di crine, di foglie di mais, di                       lana.                      Di lana            vuol...
che con apposite bacchette”SCARMINAVA” la lana, cioè la rendevapiù morbida e ariosa…              Alla fine il materasso  ...
La CHICCAIA vendevafrutta secca e lupini, checoltivava e metteva a bagnodentro a delle balle nelFosso dei Cani per toglier...
Lo scalpellino dava formaal sasso peperino. Avevatanto lavoro perché questapietra era molto usata.Anche oggi è una figurar...
Anche le sedie non si compravano alnegozio, ma veniva il seggiolaio a casa acostruirle o a impagliarle se già c’erano.La s...
IL SEGGIOLAIO                   Emilio                            SCHIANCIA                            (Tipha             ...
Per impagliare una sedia serve circa 1 kg di schiancia. Schiancia è un nome locale. Inaltre zone dell’Amiata si chiama sca...
FAI 2CLIC SULNERO
Finisce qui la nostra     presentazione dei vecchi      mestieri, anche se nonfinirebbero qui: ce ne sono tanti     altri,...
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n lavoro per la Festa della , 30 novembre 2011, dei bambini delle classi 5°A/B, scuola Primaria di Castel del Piano

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Antichi mestieri

  1. 1. IL MONTE AMIATA E LUOMO Classi 5°A/B Scuola Primaria L.Santucci Di Castel del Piano Giornata di Scuola Aperta In occasione della FESTA DELLA TOSCANA 30 novembre 2011
  2. 2. Finita l’attivitò vulcanica, formati i suoli, prodotte le piante, eccoarrivare gli animali e, ovviamente, il più intelligente: l’uomo, che, ormai , è Homo sapiens sapiens… capace quindi, più dei suoiantenati, di adattarsi al terriorio anche difficile usando invenzionigià inventate: la coltivazione, l’allevamento, la trasformazione, la casa in muratura! E naturalmente il lavoro…Ogni territorio ha se sue esigenze e fornisce i suoi materiali; gliuomini imparano a usarli e si specializzano per vendere i prodotti ottenuti o per farsi pagare il lavoro..Da noi nascono mestieri che oggi non esistono più, o che si sono trasformati. Ne presentiamo qualcuno, con qualche immagine equalche disegno: abbiamo conosciuto e osservato un calzolaio, uncestaio,abbiamo ricevuto informazioni da un carbonaio e sentito parlare di altri…
  3. 3. ilcarbonaioè l’uomocapace dicatturarel’energiadell’alberoperusarlaanchedopomoltotempo
  4. 4. Fare il Oggicarbone serve soprattuttocon lalegna è per faredifficile e la carbonellafaticoso. per ilUna volta barbecue.il carboneserviva La legnaper più grossascaldarsi, si usa perper ardere,stirare, quella piùper piccolaprodurre per ilvapore carbone.
  5. 5. Il luogo per costruire la carbonaiaveniva scelto con cura: nel bosco, inspazi aperti ma al riparo dal vento;vicino alla strada
  6. 6. Il legno più adatto è quello che ha unpeso specifico alto :di cerro, roverella,leccio, faggio e anche quelli della macchiamediterranea; chi aveva un castagnetofaceva il carbone anche con il castagno
  7. 7. Il legname viene tagliato nei mesi invernali, quando lepiante sono a riposo. Si usano rami lunghi circa un metro,di circa quattro cm di diametro. Si fanno stagionare unaventina di giorni all’aperto; nel frattempo si preparano glispazi per le carbonaie, che spesso sono gli stessi dellecarbonaie precedenti.
  8. 8. Si copre tutto con foglie secche, fieno o erba, poi con la terra di carbonaie precedenti. Si lasciano dei fori per regolare il tiraggio…se c’è vento, il carbonaio leva il tiraggio e se c’è bisogno, spegne la carbonaia, perché rischia di bruciare producendo fiamma, rovinando il carbone.
  9. 9. Si alimenta la carbonaia dal camino
  10. 10. PAUSA PRANZO…
  11. 11. La famiglia partecipa
  12. 12. GINO
  13. 13. Scelto il Intorno alposto camino siadatto, si sistemano icostruisce legni cheun’intelaiatur diventerannoa che carbone infunzionerà mododa camino, ordinato eproprio concentrico,come un in modo davulcano… dare la caratteristica forma a cono.
  14. 14. Quando il carbone è pronto,dopo 4-5 giorni, si divide dalla terra.Questa cosa va fatta di notte, perché si deve vedere seper caso qualche tizzone è sempre acceso
  15. 15. Alla fine il carbone si vende in balle di 75-80 kg
  16. 16. IL CESTAIO Costruisce contenitori in vimini, che servono per i funghi, le olive, le ciliegie, la frutta e la verdura… La materia prima per fare i cesti o panieri è il salice bianco (Salix alba).Ogni ramo, raccolto in primavera o in estate, viene “sbucciato”, con l’aiuto di un legno spaccato detto “CHIOVA” e fatto asciugare
  17. 17. Quando si decide di fare un cestosi mettono i rami di salice, detti“venchi” o vimini, a bagno in unatinozza in modo che siammorbidiscano.
  18. 18. Si inizia dal fondo, intrecciando ivenchi in una struttura a raggi..
  19. 19. Siaggiungono via via nuovi pezzi…
  20. 20. Finito il fondo, “sialza” il paniere…
  21. 21. Si intrecciano il manico e il bordo
  22. 22. Si chiude aiutandosi con un fuso
  23. 23. FINITO!
  24. 24. Il calzolaio Oggi siamo abituati ad andare al negozio e scegliere scarpe già fatte; non molti anni fa, al tempo dei nonni e bisnonni, le scarpele faceva il calzolaio, e raramente; le misure ai bambini venivano prese “abbondanti”, così il piede poteva crescere senza cambiare scarpe…per far durare di più la suola, venivano inchiodate delle borchie metalliche, dette “bullette”, che facevano rumore e potevano far scivolare. Ma le scarpe erano robuste…
  25. 25. La forma Corrispondeva allemisure del “cliente”…
  26. 26. Si veste la forma
  27. 27. Si mette la suola, si inchioda, si cuce,si incolla…
  28. 28. Ecco una serie di mestieri di cuinon abbiamo foto; usiamo quindi ritagli di bellissimi disegni diAnna Prunai, che gentilmente li mette a disposizione…:
  29. 29. Il CORBELLAIO produceva cesti usando striscie ricavate con l’accettino dal legno giovane di castagno che intrecciava…I corbelli erano e sono destinati a contenere unaquantità di cose maggiore e più pesante delpaniere.si usava caricare il somaro con corbelliriempiti…
  30. 30. Il MANISCALCOferrava i cavalli
  31. 31. Il COCCIAIO riparava oggetti di coccio… oggiquando un oggetto si rompe abbiamo la tendenza a buttarlo via. Tanti anni fa non era pensabile buttare e ricomprare in continuazione e si cercava di riparare tutto… giustamente…
  32. 32. I materassi erano di crine, di foglie di mais, di lana. Di lana vuol dire che l’involucro era di cotone, quasi sempre a righe, e che l’imbottitura era di lana, di quella tosata alle pecore… Dopo tanto che ci si dormiva, i materassi di lana si schiacciavano e venivano degli abbozzi scomodi. Quindi si guastava il materasso, Si lavava e si faceva asciugare la lana, poi si chiamava il MATERASSAIO…
  33. 33. che con apposite bacchette”SCARMINAVA” la lana, cioè la rendevapiù morbida e ariosa… Alla fine il materasso veniva velocemente ricostruito e ricucito
  34. 34. La CHICCAIA vendevafrutta secca e lupini, checoltivava e metteva a bagnodentro a delle balle nelFosso dei Cani per toglierel’amaro. La potevamovedere soprattutto nellefiere o nelle feste…
  35. 35. Lo scalpellino dava formaal sasso peperino. Avevatanto lavoro perché questapietra era molto usata.Anche oggi è una figurarichiesta, ma sono rimastiin pochi gli uomini checonoscono questa arte.Nel nostro paese esisteanche un cognome chericorda questo mestiere.
  36. 36. Anche le sedie non si compravano alnegozio, ma veniva il seggiolaio a casa acostruirle o a impagliarle se già c’erano.La sedia tipica di Castel del Piano eraspesso costruita con faggio o castagno,interamente a mano ,fatta conaccettino,coltellaccio, pialla, seghetto.Spesso erano di legno anche i chiodi…Si costruivano anche seggiolini perbambini, sedie a dondolo, a due posti…
  37. 37. IL SEGGIOLAIO Emilio SCHIANCIA (Tipha angustifolia)La schiancia veniva raccolta nei corsid’acqua puliti. Oggi è difficile trovarla ecosta tanto
  38. 38. Per impagliare una sedia serve circa 1 kg di schiancia. Schiancia è un nome locale. Inaltre zone dell’Amiata si chiama scaggia. Il nome scientifico della pianta è “Thipha angustifolia”
  39. 39. FAI 2CLIC SULNERO
  40. 40. Finisce qui la nostra presentazione dei vecchi mestieri, anche se nonfinirebbero qui: ce ne sono tanti altri, magari inventati al momento: il cenciaio, il raccoglitore di prodotti del sottobosco, il norcino, il segantino, perfino l’infermiera, capace di fare medicazioni e iniezioni… non dimentichiamo!

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