26 Dicembre 2004

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l'evento del 2004, con foto d'epoca

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26 Dicembre 2004

  1. 1. Cos’è accaduto il 26 dicembre 2004?
  2. 2. Le placche
  3. 3. Il movimento delle placche
  4. 4. Faglie
  5. 5. Il piano di subduzione
  6. 6. Le fosse oceaniche
  7. 7. Il fatto <ul><li>Il giorno 26 dicembre 2004 , alle ore 1:58 italiane, si è verificato un forte terremoto che ha avuto l'eccezionale magnitudo di 9.0 . </li></ul>
  8. 8. Perché è avvenuto? <ul><li>Questo terremoto può essere considerato uno tra i più energetici eventi sismici registrati negli ultimi 100 anni. Eventi di magnitudo confrontabile si sono verificati nel 1960 in Cile e nel 1964 in Alaska. Si tratta di terremoti originati dal meccanismo della subduzione, attraverso il quale due delle placche in cui è suddivisa la litosfera terrestre si scontrano immergendosi l'una sotto l'altra. L'insieme delle zone di subduzione costituisce il cosiddetto anello di fuoco , uno stretto corridoio che si snoda attraverso gli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano e lungo cui hanno luogo innumerevoli terremoti ed eruzioni vulcaniche. Tali eventi generano onde sismiche che si propagano in tutto il globo e vengono quindi registrate dalla maggior parte delle stazioni sismiche esistenti. Tutte le stazioni della Rete Sismica Nazionale dell'INGV hanno registrato l'evento principale e molte delle numerose repliche. </li></ul>
  9. 9. SISMOGRAMMA (Catania)
  10. 10. Lo scontro tra placche L'attività tettonica è dominata dalla convergenza delle placche Indiana e Australiana verso la placca Euroasiatica ad una velocità di circa 6 centimetri l'anno.                                                                                          
  11. 11. L’epicentro
  12. 12. Lo sciame sismico
  13. 13. Il terremoto del 26/12/2004 (stella gialla in figura) è un evento superficiale di tipo compressivo, avvenuto al largo della costa nord-occidentale di Sumatra, all'interfaccia tra la placca Indiana e quella di Burma. Al largo della costa settentrionale di Sumatra, la placca Indiana si muove verso nord-est di circa 6 centimetri l'anno rispetto alla placca di Burma.
  14. 14. Sismotettonica della regione Indonesiana La regione indonesiana è una delle zone più sismiche della Terra e a più elevata attività vulcanica.                                                                                                                                                             
  15. 15. Lo tsunami <ul><li>Che cos'è ?: La parola tsunami (sinonimo di maremoto) è di origine giapponese e significa &quot;onda di porto&quot;, ad indicare un tipo di onda anomala che non viene fermata dai normali sbarramenti posti a difesa dei porti. Il fenomeno dello tsunami consiste in una serie di onde che si propagano attraverso l'oceano. </li></ul><ul><li>Come viene generato? </li></ul><ul><li>Queste onde sono generate dai movimenti del fondo del mare, generalmente provocati da forti terremoti sottomarini, ma possono anche essere generate da eruzioni vulcaniche e da grosse frane sottomarine. Eccezionalmente uno tsunami può essere generato dall'impatto di un'asteroide sulla superficie del mare. </li></ul>
  16. 16. L’altezza dello tsunami
  17. 17. Distribuzione degli tsunami nell'Oceano Pacifico e nella parte orientale dell'Oceano Indiano. In rosso quelli associati a grandi terremoti, in celesti quelli generati da attività vulcanica. La scala a destra dell'immagine ordina gli tsunami in relazione alla loro altezza di &quot;run-up&quot;, ovvero la quota massima sul livello del mare raggiunta dall'onda anomala. Come si può notare, in appena un secolo, numerosi tsunami significativi hanno colpito tutta l'area circumpacifica.
  18. 18. <ul><li>Come si propaga? Le onde di tsunami si propagano con una velocità proporzionale alla profondità del mare in quel punto e che negli oceani può superare gli 800 km/ora. La loro lunghezza d'onda, misurata da cresta a cresta, va da alcune decine fino ad alcune centinaia di km, con un periodo di oscillazione che puo' andare da 5 a 60 minuti e con una altezza da qualche centimetro ad 1 metro: per questo motivo le onde di tsunami che si propagano in mare aperto non sono percepibili dai marinai a bordo delle navi. Quando le onde di tsunami raggiungono le acque poco profonde dei litorali, rallentano la loro velocità di propagazione ma aumentano di altezza, superando anche i 10 metri. </li></ul>
  19. 19. <ul><li>Quali sono gli effetti sulla costa? </li></ul><ul><li>Queste onde sono di una potenza straordinaria: abbattendosi sulla costa, sono capaci di distruggere gli edifici, mentre le correnti generate dall'acqua, dell'ordine di 10-20 m/s, possono facilmente trasportare massi di parecchie tonnellate ed erodere le fondazioni degli edifici. In genere l'inondazione penetra solo per qualche centinaio di metri, ma può interessare tratti di costa di migliaia di km. E' proprio questa una caratteristica peculiare degli tsunami, quella cioè di potersi propagare su distanze di migliaia di km senza attenuarsi e di portare distruzione in luoghi anche molto lontani dalla zona di origine. </li></ul>

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