Intervento di nicola camurri

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Intervento come Presidente di Sophia Dalla Notte agli Stati Generali della Cultura, Genova, 21 Aprile 2012.

Intervento come Presidente di Sophia Dalla Notte agli Stati Generali della Cultura, Genova, 21 Aprile 2012.

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  • 1. Intervento di Nicola Camurri Stati Generali della Cultura di Genova, 21 Aprile 2012 Intervento di Nicola Camurri Stati Generali della Cultura di Genova, 21 Aprile 2012 Sophia Dalla Notte è nata come progetto che prevede lutilizzo strumentale dei DialoghiPlatonici come veicolo di conoscenza personale e come paradigma strumentale da applicare allarte– principalmente visiva - e alla comunicazione. Credo che dialogo, idee e valori siano parole chiavesu cui ci si incontra oggi nel cercare di superare la crisi economica ma soprattutto quella dei valori.Abbiamo iniziato Sophia come progetto artistico ma fin dallideazione ci siamo sentiti ripetere che ilnostro era in realtà un progetto politico o comunque un progetto con una forte connotazione politicae quindi, con la dedizione che noi artisti, o presunti tali, dedichiamo alla nostra autorappresentazione abbiamo analizzato la nostra impostazione fino a comprendere il perché di questaambiguità. Sono contento di essere intervenuto in uno spazio quale quello degli Stati Generali dellaCultura di Genova dove la politica e la cultura si uniscono in un termine: il valore. Il recupero deivalori è indispensabile per il recupero delle Culture, tra le quali non si può non menzionare lacultura di impresa, forse quella più messa in crisi oggi. Si deve sempre ricordare come questo paesesi sia fondato sul successo della piccola e media impresa. Molte imprese culturali, sebbene nonsempre si comportino come tali, sono piccole o medie imprese. Il problema politico implicito nella nostra proposta, a nostro avviso, è il seguente: perchédegli under 35 con dei curricula interessanti, laureati, molto professionalizzati, non si rivolgonoalla politica ma creano dei progetti culturali che poi si scoprono avere delle implicazioni politiche?La risposta secondo noi è questa: una grande confusione italiana tra quello che è la creatività equella che è la professionalità culturale e la necessità di una maggiore selezione della classedirigente che nasca dopo la creazione di uno spazio di apertura alla professionalità culturale chedeve rivedere la sua amministrazione in un ottica più esecutiva/imprenditoriale. La politica deve essere democratica e deve ricordarsi che questa democrazia va declinata infunzione di una responsabilità dovuta al concetto di rappresentanza mentre larte e la cultura nonsempre possono permettersi di essere democratiche nella loro attuazione perché molto spesso sitrovano ad essere linguaggi che hanno componenti iniziatiche ovvero sono comprese solo da chi ègià inserito nel nostro contesto. Anche realtà che funzionano meglio come quella di Roma in cuivivo, presentano delle gravi resistenze per quello che riguarda lentrata e la selezione. Lademocrazia deve esserci in entrata e la selezione poi deve essere per tutti. Bisogna scardinare quelsistema clientelare, che distrugge la qualità e la progettualità, spesso finanziato da denaro pubblico: Associazione Culturale Sophia Dalla Notte 1
  • 2. Intervento di Nicola Camurri Stati Generali della Cultura di Genova, 21 Aprile 2012limpresa culturale deve affrontare il mercato e le sue regole uscendo dalla dipendenza vassallaticadei finanziamenti e eliminando quelle personalità che non uniscono alla loro creatività anche lecapacità professionali. Noi chiediamo alla politica, soprattutto genovese, quello spazio di apertura che dia luogoalla selezione dei profili professionali. Limpegno deve essere quello della ricerca delle eccellenzeprofessionali e il recupero sistematico di tali professionisti, che possono utilizzare le propriecompetenze e relazioni professionali in altre realtà per “esportare” eccellenze Liguri/Genovesi epossono portare realtà esterne sul nostro territorio permettendo la condivisione di competenze efacendo tornare Genova quella terra di Culture e dialoghi che le spetta come storia e potenziale. Trovo uno spreco economico aver formato fino a 35 anni delle persone che ora sono adimplementare dei sistemi di rete in città come Torino e Milano che sono poco distanti da noi maanche a Roma che non è poi così lontana. Il “triangolo culturale” Torino-Milano-Genova avrebbe inGenova un potenziale enorme che oggi non viene utilizzato. Torino ha modificato molto la suaeconomia arrivando ad essere una città molto vivace dal punto di vista culturale. Si pensi alla DanzaContemporanea o alla crescita costante della produzione cinematografica professionale. Milano èmolto forte dal punto di vista musicale per non citare eventi come la Settimana della Moda oltre adaltri settori in cui è notoriamente molto solida. Queste sono occasioni di richiamo per iprofessionisti e occasioni per limpresa di incontro, pubbliche relazioni, crescita di sistemi di rete.Noi a Genova abbiamo grandi professionisti che raggiunti i 30 anni o se ne vanno o fanno altro.Non è un discorso personale riguardante le aspirazioni del singolo ma un discorso economico:siamo in crisi contiamo i soldi. Voglio portare un esempio relativo alla mia esperienza professionale citando una realtà comeil Teatro Instabile/Quinta Praticabile. Questa realtà ha un bacino di utenza di circa 350 allievi lannoper quello che riguarda i suoi corsi ludico/amatoriali, un bacino con potenziale enorme se fosseimpiegato in un ottica progettuale che non può competere al privato che già impiega totalmente lesue risorse per mantenere le sue attività. Voglio anche ricordare la Fondazione Bogliasco che, aquanto mi risulta, è un portafoglio Americano. Tale Fondazione è indubbiamente uneccellenza siacome gestione che come qualità dei “prodotti culturali” ma spesso ignorata. Ho avuto la fortuna di lavorare con realtà come il Liceo Linguistico Grazia Deledda che haoggi, a mio parere, una delle migliori politiche giovanili per la cultura attraverso la fondazione delGratia D. Ensamble con cui io ho iniziato la mia carriera, una realtà del tessuto sociale che nonviene utilizzata come punto di incontro tra i professionisti esuli. Questo denota un problema Associazione Culturale Sophia Dalla Notte 2
  • 3. Intervento di Nicola Camurri Stati Generali della Cultura di Genova, 21 Aprile 2012generale a livello cittadino in cui ci si trova spesso costretti a selezionare per i progetti culturalidelle persone presenti sul territorio dotate di grande entusiasmo ma non sempre di analogapreparazione. Non possiamo poi continuare ad avere finti professionisti auto nominati che mai nelleloro vite hanno avuto formazione o esperienza professionale nel mercato reale della cultura. Quelladella progettualità deve essere un impegno della politica, lartista che voglia avere riconoscimentosocialmente deve dialogare con le istituzioni e il territorio in funzione della progettualità magaririnunciando ad un po di protagonismo. Adam Smith diceva che una società solida da un punto di vista economico si può permetterela cultura ed io sono ancora daccordo. La solidità economica è una questione di competenzespecifiche. Molti artisti vivono di intuizioni ed estri che non combaciano con le esigenze analitichedelleconomia. Questo è un discorso che forse va contro di me ma sono per una maggior selezionedella classe dirigente nella cultura: evidentemente siamo troppi e con un problema strutturale: nonpossiamo essere democratici nel selezionarci, noi operatori non abbiamo questo strumento e lochiediamo al dialogo con le a politica. Durante un Workshop a Roma ho conosciuto un maestro Russo che spiegava il concettodell“Artisticità”: la capacità creativa e di dedizione che si mette nel proprio mestiere. Io oggiconosco commercialisti che sono grandissimi artisti, imprenditori che sono grandissimi artisti,conosco pochi artisti che sono grandissimi artisti e questo è un problema politico. Nicola Camurri Associazione Culturale Sophia Dalla Notte 3