Social media da difendere [La Repubblica, La Gazzetta di Mantova 26-01-13]

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Signor Direttore, in questi giorni a Davos si è tenuto uno dei più importanti convegni internazionali sulle prospettive economiche mondiali: il World Economic Forum. Si sono alternati importanti testimoni della realità economica mondiale tra cui Christine Lagarde e Ban Ki-moon, accompagnati dagli “speech” dei numerosi capi di stato internazionali e Ceo di aziende innovative.
Si è discusso in particolare del futuro economico mondiale collegato al binomio rischi/opportunità dei SocialMedia. Ancora una volta il tema dell’incertezza sugli strumenti più innovativi è formalmente diviso da una diffidenza generazionale. Da una parte i giovani impegnati in aziende innovative (StartUp tecnologiche in primis), stanno spingendo per un’adozione diffusa dei SocialMedia.
Dall’altra, le grandi aziende tradizionali, hanno difficoltà a comprendere l’importanza strategica della diffusione dei SocialMedia ed il loro impatto sull’economia.
In questo momento storico, le nuove tecnologie crescono ad un ritmo doppio rispetto alla capacità allocativa delle realtà territoriali, creando uno squilibrio tra “chi innova” e “chi adotta”. Puntare sui giovani per favorire l’innovazione tout court, è un passo importante ma non è sufficiente. È necessario favorire la creazione di Startup under 35 e, congiuntamente, stimolare il tessuto sociale rendendolo capace di assorbirne l’innovazione. In quest’ottica integrata si muove l’Unione Europea con i numerosi programmi a sostegno dei percorsi aziendali di innovazione strategica. Molti programmi comunitari infatti sono finalizzati a finanziare le innovazioni di processo e di prodotto e lo sviluppo delle nuove tecnologie. Come è stato messo in evidenza anche a Davos, l’U.E., nonostante le difficoltà economiche complessive, ha impegnato grandi risorse finanziarie per favorire l’innovazione e la crescita del sistema economico e sociale dei vari paesi dell’Unione.
Nei prossimi anni (2014-2020) l’U.E. proprio per recuperare il divario di innovazione tra Europa ed economie emergenti (Cina, Brasile, India, etc) dovrà necessariamente investire sul binomio giovani/innovazione . Rivalutando il rapporto rischi/opportunità, attraverso politiche di sistema basate su finanziamenti strategici alle giovani imprese innovative.Dovranno altresì essere avviate politiche di sostegno formativo dei giovani (scuola, istruzione, alta formazione) , raccordate con interventi di sensibilizzazione del territorio per stimolare tutti i cittadini dell’U.E. nelle pratiche di “consapevolezza attiva” verso l’innovazione, nelle sue varie applicazioni. Un ruolo centrale in questo dovrà essere svolto dai livelli amministrativi più vicini alle persone: Amministrazioni Comunali, Consorzi di Comuni , Province e Regioni.
Personalmente ritengo che, in questo momento di crisi economica, sia fondamentale avviare politiche di sostegno territoriale alle imprese innovative create da giovani. I Comuni, le Province e le Regioni potrebbero creare forme ....

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