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Trieste - Preghiere (Pellegrinaggio Famiglie)
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  • 1. MERCOLEDÌ V. O Dio, vieni a salvarmi. R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. INNO Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall’umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. 1 ant. Tu sei la mia difesa e il mio rifugio, Signore. SALMO 30, 2-6 In te, Signore, mi sono rifugiato, † mai sarò deluso; * per la tua giustizia salvami. Porgi a me l’orecchio, * vieni presto a liberarmi. Sii per me la rupe che mi accoglie, * la cinta di riparo che mi salva. Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, * per il tuo nome dirigi i miei passi. Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, * perché sei tu la mia difesa. Mi affido alle tue mani, * tu mi riscatti, Signore, Dio fedele. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen 1 ant. Tu sei la mia difesa e il mio rifugio, Signore. 2 ant. Dal profondo a te grido, o Signore! † SALMO 129 Dal profondo a te grido, o Signore; * † Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti * alla voce della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, * Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono, * perciò avremo il tuo timore. Io spero nel Signore, * l’anima mia spera nella sua parola. L’anima mia attende il Signore * più che le sentinelle l’aurora. Israele attenda il Signore, * perché presso il Signore è la misericordia, grande è presso di lui la redenzione; * egli redimerà Israele da tutte le sue colpe. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. ritorno alle “radici” per riscoprirsi “pietre” vive Pellegrinaggio delle famiglie - Comunità San Paolo
  • 2. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen 2 ant. Dal profondo a te grido, o Signore! LETTURA BREVE Ef 4, 26-27. 31-32 Non peccate (Sal 4, 5); non tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date occasione al diavolo. Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo. RESPONSORIO BREVE R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace. CANTICO DI SIMEONE Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace. Padre nostro. Lett 1 L’errore più stupido e grossolano – diceva Charles Péguy – “è immaginarsi che la vita di famiglia, siccome è una vita ritirata, sia anche una vita ritirata dal mon- do. E’ esattamente e diametralmente il contrario. La vita di famiglia è invece la vita più coinvolta nel mondo… C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede so- prattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Non corrono assolutamen- te alcun pericolo, al suo confronto. Tutto nel mondo moderno, e soprattutto il di- sprezzo, è organizzato contro lo stolto, contro l’imprudente, contro il temerario… contro l’audace, contro l’uomo che ha tale audacia, avere moglie e bambini, contro l’uomo che osa fondare una famiglia”. LETT 2. La trasmissione della fede, che brilla per tutti gli uomini di tutti i luoghi, passa anche attraverso l’asse del tempo, di generazione in generazione. Poiché la fede nasce da un incontro che accade nella storia e illumina il nostro cammino nel tempo, essa si deve trasmettere lungo i secoli. È attraverso una catena ininterrot- ta di testimonianze che arriva a noi il volto di Gesù. La persona vive sempre in rela- zione. Viene da altri, appartiene ad altri, la sua vita si fa più grande nell’incontro con altri. E anche la propria conoscenza, la stessa coscienza di sé, è di tipo relaziona- le, ed è legata ad altri che ci hanno prece- duto: in primo luogo i nostri genitori, che ci hanno dato la vita e il nome. Il linguaggio stesso, le parole con cui interpretiamo la nostra vita e la nostra realtà, ci arriva at- traverso altri, preservato nella memoria viva di altri. La conoscenza di noi stessi è possibile solo quando partecipiamo a una memoria più grande. Avviene così anche nella fede, che porta a pienezza il modo umano di comprendere. Il passato della fede, quell’atto di amore di Gesù che ha generato nel mondo una nuova vita, ci arriva nella memoria di altri, dei testimoni, conservato vivo in quel soggetto unico di memoria che è la Chiesa. LETT 3 La Chiesa, come ogni famiglia, trasmette ai suoi figli il contenuto della sua memoria. È attraverso la Tradizione Apo- stolica conservata nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo, che noi abbiamo un contatto vivo con la memoria fondante. E quanto è stato trasmesso da- gli Apostoli — come afferma il Concilio Vaticano II — « racchiude tutto quello che serve per vivere la vita santa e per accre- scere la fede del Popolo di Dio, e così nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto la Chiesa perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede » La fede, infatti, ha bisogno di un ambito in
  • 3. cui si possa testimoniare e comunicare, e che questo sia corrispondente e propor- zionato a ciò che si comunica. Per tra- smettere un contenuto meramente dottri- nale, un’idea, forse basterebbe un libro, o la ripetizione di un messaggio orale. Ma ciò che si comunica nella Chiesa, ciò che si trasmette nella sua Tradizione vivente, è la luce nuova che nasce dall’incontro con il Dio vivo, una luce che tocca la per- sona nel suo centro, nel cuore, coinvol- gendo la sua mente, il suo volere e la sua affettività, aprendola a relazioni vive nella comunione con Dio e con gli altri. Per tra- smettere tale pienezza esiste un mezzo speciale, che mette in gioco tutta la perso- na, corpo e spirito, interiorità e relazioni. Questo mezzo sono i Sacramenti, celebra- ti nella liturgia della Chiesa. In essi si co- munica una memoria incarnata, legata ai luoghi e ai tempi della vita, associata a tutti i sensi; in essi la persona è coinvolta, in quanto membro di un soggetto vivo, in un tessuto di relazioni comunitarie. (Lumen Fidei) ORAZIONE Signore Gesù Cristo, mite e umile di cuo- re, che rendi soave il giogo e lieve il peso ai tuoi fedeli, accogli i propositi e le opere di que- sta giornata e fa’ che il riposo della notte ci renda più generosi nel tuo servizio. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen. Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. GIOVEDI’ V. O Dio, vieni a salvarmi. R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. INNO Ave, o stella del mare, madre gloriosa di Dio, vergine sempre, Maria, porta felice del cielo. L’«Ave» del messo celeste reca l’annunzio di Dio, muta la sorte di Eva, dona al mondo la pace. Spezza i legami agli oppressi, rendi la luce ai ciechi, scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene. Móstrati Madre per tutti, offri la nostra preghiera, Cristo l’accolga benigno, lui che si è fatto tuo Figlio. Vergine santa fra tutte, dolce regina del cielo, rendi innocenti i tuoi figli, umili e puri di cuore. Dónaci giorni di pace, veglia sul nostro cammino, fa’ che vediamo il tuo Figlio, pieni di gioia nel cielo. Lode all’altissimo Padre, gloria al Cristo Signore, salga allo Spirito Santo, l’inno di fede e di amore. Amen. 1 ant. Dio, mio amore, mio rifugio, in te io confido. SALMO 143, 1-8 Benedetto il Signore, mia roccia, † che addestra le mie mani alla guerra,* le mie dita alla battaglia. Mia grazia e mia fortezza, * mio rifugio e mia liberazione, mio scudo in cui confido, * colui che mi assoggetta i popoli. Signore, che cos’è un uomo perché te ne curi? Un figlio d’uomo perché te ne dia pensiero? L’uomo è come un soffio, *
  • 4. i suoi giorni come ombra che passa. Signore, piega il tuo cielo e scendi, * tocca i monti ed essi fumeranno. Le tue folgori disperdano i nemici, * lancia frecce, sconvolgili. Stendi dall’alto la tua mano, † scampami e salvami dalle grandi acque, dalla mano degli stranieri. La loro bocca dice menzogne * e alzando la destra giurano il falso. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. 1 ant. Dio, mio amore, mio rifugio, in te io confido. 2 ant. Beato il popolo che ha Dio per Signore. SALMO 143, Mio Dio, ti canterò un canto nuovo, * suonerò per te sull’arpa a dieci corde; a te, che dai vittoria al tuo consacrato, * che liberi Davide tuo servo. Salvami dalla spada iniqua, * liberami dalla mano degli stranieri; la loro bocca dice menzogne * e la loro destra giura il falso. I nostri figli siano come piante * cresciute nella loro giovinezza; le nostre figlie come colonne d’angolo * nella costruzione del tempio. I nostri granai siano pieni, * trabocchino di frutti d’ogni specie; siano migliaia i nostri greggi, † a mirìadi nelle nostre campagne; * siano carichi i nostri buoi. Nessuna breccia, nessuna incursione, * nessun gemito nelle nostre piazze. Beato il popolo che possiede questi beni: * beato il popolo il cui Dio è il Signore. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. 2 ant. Beato il popolo che ha Dio per Signore. 3 ant. Ora si è compiuta la salvezza e il regno del nostro Dio. CANTICO Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, * che sei e che eri, perché hai messo mano alla tua grande potenza, * e hai instaurato il tuo regno. Le genti fremettero, † ma è giunta l’ora della tua ira, * il tempo di giudicare i morti, di dare la ricompensa ai tuoi servi, † ai profeti e ai santi * e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi. Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio * e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’Accusatore; † colui che accusava i nostri fratelli, * davanti al nostro Dio giorno e notte. Essi lo hanno vinto per il sangue dell’Agnello † e la testimonianza del loro martirio, * perché hanno disprezzato la vita fino a morire. Esultate, dunque, o cieli, * rallegratevi e gioite, voi che abitate in essi. 3 ant. Ora si è compiuta la salvezza e il regno del nostro Dio. LETTURA BREVE Gal 4, 4-5 Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. RESPONSORIO BREVE R. Ave, Maria, piena di grazia, * il Signore è con te.
  • 5. Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. V. Benedetta tu fra le donne, benedetto il frutto del tuo seno, il Signore è con te. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Ant. al Magn. Beata Vergine Maria, hai creduto alla parola del Signore: adesso regni con Cristo in eterno. CANTICO DELLA BEATA VERGINE L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salva- tore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chia- meranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua mi- sericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Beata Vergine Maria, hai creduto alla parola del Signore: adesso regni con Cristo in eterno. INTERCESSIONI Uniti nella preghiera di lode, rendiamo grazie a Dio che ha voluto Maria amata e venerata da tutte le generazioni. Diciamo con fiducia: Maria, piena di grazia, interceda per noi. Tu, che hai costituito Maria madre di mi- sericordia, – fa’ che sperimentiamo, in mezzo ai pericoli, la sua bontà materna. Hai voluto Maria madre di famiglia nella casa di Nazareth, – fa’ che tutte le mamme custodiscano la santità e l’amore. Hai reso forte Maria ai piedi della croce e l’hai colmata di gioia nella risurrezione del tuo Figlio, – sostienici fra le prove della vita e raf- forzaci nella speranza. In Maria, attenta alla tua parola e serva fedele della tua volontà, ci mostri il model- lo e l’immagine della santa Chiesa, – per sua intercessione rendici veri di- scepoli del Cristo tuo Figlio. Hai incoronato Maria regina del cielo, – fa’ che i nostri fratelli defunti godano la felicità eterna nell’assemblea dei santi. Padre nostro. LETT 1«Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà» (Lc 9,24). Qui c’è una sintesi del messaggio di Cri- sto, ed è espressa con un paradosso mol- to efficace, che ci fa conoscere il suo mo- do di parlare, quasi ci fa sentire la sua voce… Ma che cosa significa “perdere la vita per causa di Gesù”? Questo può av- venire in due modi: esplicitamente confes- sando la fede o implicitamente difendendo la verità. I martiri sono l’esempio massimo del perdere la vita per Cristo. In duemila anni sono una schiera immensa gli uomini e le donne che hanno sacrificato la vita per rimanere fedeli a Gesù Cristo e al suo Vangelo. E oggi, in tante parti del mondo, ci sono tanti, tanti, - più che nei primi se- coli – tanti martiri, che danno la propria vita per Cristo, che sono portati alla morte
  • 6. per non rinnegare Gesù Cristo. Questa è la nostra Chiesa. Oggi abbiamo più marti- ri che nei primi secoli! Ma c’è anche il martirio quotidiano, che non comporta la morte ma anch’esso è un “perdere la vita” per Cristo, compiendo il proprio dovere con amore, secondo la logica di Gesù, la logica del dono, del sacrificio. Pensiamo: quanti papà e mamme ogni giorno metto- no in pratica la loro fede offrendo concre- tamente la propria vita per il bene della famiglia! Pensiamo a questi! Quanti sa- cerdoti, frati, suore svolgono con genero- sità il loro servizio per il regno di Dio! Quanti giovani rinunciano ai propri inte- ressi per dedicarsi ai bambini, ai disabili, agli anziani… Anche questi sono martiri! Martiri quotidiani, martiri della quotidiani- tà! LETT 2 E poi ci sono tante persone, cri- stiani e non cristiani, che “perdono la pro- pria vita” per la verità. E Cristo ha detto “io sono la verità”, quindi chi serve la veri- tà serve Cristo. Quante persone pagano a caro prezzo l’impegno per la verità! Quan- ti uomini retti preferiscono andare contro- corrente, pur di non rinnegare la voce della coscienza, la voce della verità! Per- sone rette, che non hanno paura di anda- re controcorrente! E noi, non dobbiamo avere paura! Fra voi ci sono tanti giovani. A voi giovani dico: Non abbiate paura di andare controcorrente, quando ci voglio- no rubare la speranza, quando ci propon- gono questi valori che sono avariati, valori come il pasto andato a male e quando un pasto è andato a male, ci fa male; questi valori ci fanno male. Dobbiamo andare controcorrente! E voi giovani, siate i primi: Andate controcorrente e abbiate questa fierezza di andare proprio controcorrente. Avanti, siate coraggiosi e andate contro- corrente! E siate fieri di farlo! Su questa via ci precede, come sempre, la nostra Madre, Maria Santissima: lei ha perduto la sua vita per Gesù, fino alla Croce, e l’ha ricevuta in pienezza, con tutta la luce e la bellezza della Risurrezione. Ci aiuti Maria a fare sempre più nostra la logica del Vangelo. (Papa Francesco— Angelus) ORAZIONE O Dio, che ci hai dato come nostra Madre e Regina la Vergine Maria, dalla quale nacque il Cristo, tuo Figlio, per sua intercessione donaci la gloria promessa ai tuoi figli nel regno dei cieli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. R. Amen. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen. VENERDÌ V. O Dio, vieni a salvarmi. R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. INNO Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell’alba intoni la tua lode.
  • 7. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Ant. Giorno e notte grido a te, o Signore. Salmo 87 Signore, Dio della mia salvezza, * davanti a te grido giorno e notte. Giunga fino a te la mia preghiera, * tendi l’orecchio al mio lamento. Io sono colmo di sventure, * la mia vita è vicino alla tomba. Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, * sono come un uomo ormai privo di forza. È tra i morti il mio giaciglio, * sono come gli uccisi stesi nel sepolcro, dei quali tu non conservi il ricordo * e che la tua mano ha abbandonato. Mi hai gettato nella fossa profonda, * nelle tenebre e nell’ombra di morte. Pesa su di me il tuo sdegno * e con tutti i tuoi flutti mi sommergi. Hai allontanato da me i miei compagni, * mi hai reso per loro un orrore. Sono prigioniero senza scampo; * si consumano i miei occhi nel patire. Tutto il giorno ti chiamo, Signore, * verso di te protendo le mie mani. Compi forse prodigi per i morti? * O sorgono le ombre a darti lode? Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro * la tua fedeltà negli inferi? Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, * la tua giustizia nel paese dell’oblio? Ma io a te, Signore, grido aiuto, * e al mattino giunge a te la mia preghiera. Perché, Signore, mi respingi, * perché mi nascondi il tuo volto? Sono infelice e morente dall’infanzia, * sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori. Sopra di me è passata la tua ira, * i tuoi spaventi mi hanno annientato, mi circondano come acqua tutto il giorno* tutti insieme mi avvolgono. Hai allontanato da me amici e conoscenti mi sono compagne solo le tenebre. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen Ant. Giorno e notte grido a te, o Signore. LETTURA BREVE Ger 14, 9 Tu sei in mezzo a noi Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non ab- bandonarci, Signore Dio nostro. RESPONSORIO BREVE R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace. CANTICO DI SIMEONE Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvez- za, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
  • 8. Padre nostro. LETT 1 Il Calvario è lo scrigno nel qua- le si concentra tutto l'amore di Dio Quando io sento dire che la croce, mani- festazione suprema dell' amore di Dio, è una crudeltà che ha inventato il Signo- re... quando sento dire che non deve il Signore far soffrire coloro che per amore ha creato... quando sento dire qualche volta che il Signore è duro con noi... io mi sento male, perché non è così. La croce è la manifestazione, è l'epifania più alta dell' amore di Dio per noi. Ha mandato Suo Figlio sulla croce perché ci togliesse tutti i nostri peccati, ci redimes- se, ci rendesse puri. Anche noi, sulla nostra croce rendiamo più pura l'umanità e più buono il mondo. Anche il letto del nostro dolore dovrebbe essere fontana di carità. Ognuno dovrebbe dire: «Signore, io non soltanto mi affido a Te e sono felice di partecipare a questa o- perazione della carità in cooperativa con Te, ma Ti ringrazio di questo privilegio. Perché tra gli operai scelti, Tu hai preso proprio me. Mi hai chiamato per nome perché io collabori con la Tua opera di salvezza. Grazie perché il mio letto di dolore è fontana di carità, è sorgente di amore. Di amore per Te, ma anche di amore per tutti i fratelli». LETT 2 Ecco perché noi dovremmo prendere coscienza dei valori di cui sia- mo portatori. La mulattiera del Calvario, cioè la strada che porta da Gerusalem- me al Calvario è lunga, però finiremo di percorrerla. Non durerà per sempre. E sperimenteremo, come Cristo, l'agonia del patibolo, ma «per tre ore», non per molto. Coraggio! La nostra esistenza non è inutile. Il nostro dolore alimenta l'economia sommersa della grazia. Sì, ci sarà da qualche parte un immenso de- posito della grazia. La nostra sofferenza alimenta, rigonfia l'otre della grazia per- ché poi si riversi sul mondo in un empito di carità. E capiremo che il nostro martirio non è stato un assurdo, una crudeltà di Dio, una sua ingerenza nella nostra sto- ria disturbata dal dolore. Invece il nostro martirio, la nostra sofferenza ha alimen- tato il fiume della redenzione raggiun- gendo i più remoti angoli della terra. Il nostro dolore è come un rigagnolo che va ad ingrossare il fiume del sangue di Cristo. Il Calvario non è soltanto la fonta- na della Carità, ma anche la sorgente della Speranza. LETT 3 Il Calvario non è soltanto la fontana della Carità. Non è solo l'acque- dotto della Speranza, ma è anche la sor- gente della Fede. Fede significa abbandono: «Padre mio mi abbandono a te». Sul Golgota Gesù ha compiuto l'atto supremo di fede nei confronti del Padre. Sul Golgota risplende la fede di Maria che, quando Gesù emette l'ultimo sospiro, rimane l'unica a illuminare la terra per tutto il venerdì e il sabato san- to. Bene, è il luogo della fede, il Calvario. Ma anche per noi il nostro piccolo calva- rio, quello che si racchiude nel perimetro di quattro pareti, deve essere il luogo della fede, della fiducia, del nostro ab- bandono in Dio. (Don Tonino Bello) ORAZIONE Donaci, o Padre, di unirci nella fede alla morte e sepoltura del tuo Figlio per risorgere con lui alla vita nuova. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. R. Amen. Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. C'è una preghiera molto bella di Charles de Foucault, che traduce questo abbandono. «Padre mio, io mi abbandono a Te. Fa' di me ciò che ti piace. Qualsiasi cosa Tu faccia io Ti ringrazio! Sono pronto a tutto, purché la Tua volontà sia fatta in me e in tutte le tue creature. lo non desidero altro, mio Dio! Rimetto la mia anima nelle Tue mani, Te la dono, mio Dio, con tutto l'amore del mio cuo- re, perché Ti amo. Ed è per me una ne- cessità di amore donarmi e rimettermi nelle Tue mani, senza misura, con infini- ta fiducia, perché Tu mi sei Padre».