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Pellegrinaggio - Subiaco - San Benedetto
 

Pellegrinaggio - Subiaco - San Benedetto

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Pellegrinaggio 2011 - Subiaco - San Benedetto.

Pellegrinaggio 2011 - Subiaco - San Benedetto.
Visita Arezzo, Alatri, Certosa di Trisulti e Abbazia di Casamari.
Subiaco: Monasteri di Santa Scolastica e San Benedetto (Sacro Speco)

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    Pellegrinaggio - Subiaco - San Benedetto Pellegrinaggio - Subiaco - San Benedetto Presentation Transcript

    • DEGNATI, PADREDegnati di concedermi,Padre buono e santo,un’intelligenza che ti comprenda,un sentimento che ti senta,un animo che ti gusti,una diligenza che ti cerchi,una sapienza che ti trovi,uno spirito che ti conosca,un cuore che ti ami,un pensiero che sia rivolto a te,un’azione che ti da gloria,un udito che ti ascolti,degli occhi che ti guardino,una lingua che ti confessi, Giovedì 18 agostouna parola che ti piaccia,una pazienza che ti segua, Partenza dal piazzale dell’Oratorio S.G.Bosco ore 6.00 (ritrovo 5,45 per carico bagagli)una perseveranza che ti aspetti, Arrivo ad Arezzo entro le ore 10.30 Ore 12.30 (pranzo al sacco)una fine perfetta, Arrivo a Subiaco prima di cena Serata: visita alla cittàe la tua santa presenza, FORESTERIA SANTA SCOLASTICA, 0774/85569 - 3486537743 -la resurrezione, E-Mail foresteria@benedettini-subiaco.orgla ricompensa e la vita eterna. Romagnolo. Come testimonia larchitettura Arezzo stessa della città, vanta unorigine antichissi- ma che lha vista essere una delle maggioriSan Benedetto da Norcia DESCRIZIONE città etrusche e successivamente una strate- Arezzo sorge su una collina nella Toscana gica città romana. La parte più elevata della orientale a ridosso dellAppennino Tosco- città conserva uno spiccato aspetto medieva-Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 44 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 1
    • le, dominata dalla Cattedrale e dalla Fortezza Cilnio Mecenate, il Museo Statale dArte Me-Medicea. La Cattedrale, che presenta nel suo dioevale e Moderna, il Museo e Casa Vasari,aspetto tratti gotici, custodisce pregevoli la Casa Museo Ivan Bruschi e il Museo Dioce-opere darte tra le quali La Maddalena di sano.Piero della Francesca e le vetrate istoriate di ANFITEATRO ROMANOGuillaume de Marcillat. Al centro della città Lanfiteatro romano di Arezzo è un sito arche-Piazza Grande dispiega una vera antologia di ologico di epoca romano realizzato ad Arezzo,stili architettonici. Accanto alle torri medieva- situato nella zona meridionale della "cittàli, si ergono limponente Loggiato Vasariano, murata", è accessibile da Via Margaritone euna delle più interessanti opere architettoni- da Via F.Crispi. Realizzato tra la fine del I eche rinascimentali; il Palazzo della Fraternita linizio del II secolo d.C. con blocchi di arena-dei Laici, bellesempio di sintesi di architettu- ria, laterizi e marmi, presenta una forma ellit-ra gotica e rinascimentale e labside della tica, a due ordini di gradinate. Lasse maggio-Pieve di Santa Maria. Piazza Grande, il penul- re misura 121 metri; la capienza raggiungeva,timo sabato di giugno e la prima domenica di presumibilmente, gli 8.000 spettatori. Ripetu-settembre, diventa lo scenario della Giostra tamente saccheggiato, nel corso dei secoli èdel Saracino, torneo stato privato dei mate-cavalleresco di origini riali più preziosi per eri-medioevali. La stessa gere edifici di culto. An-piazza e gran parte del cora visibili la platea ecentro storico ospitano, parte degli ambulacri.ogni prima domenica Sui resti dellemiciclo suddel mese ed il sabato è stato costruito nel XVIprecedente, la Fiera secolo il Monastero diAntiquaria. La cappella San Bernardo, oggi sedeBacci nella Basilica di del Museo Archeologico.San Francesco accoglie PIAZZA GRANDElo straordinario ciclo di La piazza grande di Arez-affreschi della Leggenda della Vera Croce di zo è lo scenario della Giostra del Saracino ePiero della Francesca, una delle più alte testi- della fiera antiquaria. Si apre nel cuore dellamonianze della pittura rinascimentale italia- città medioevale ed ha una caratteristicana. Nella Chiesa di San Domenico, semplice forma trapezoidale, adattata su un pianocostruzione a navata unica, si conserva la inclinato. La piazza risale al XIII secolo e subìcroce dipinta di Cimabue, opera giovanile la ristrutturazione più importante nel corsodellartista. Molte altre chiese e palazzi testi- del XVI secolo, con l’abbandono emoniano con la loro bellezza e la loro origina- l’abbattimento di Palazzo del Comune e pa-lità stilistica la civiltà aretina e la sua impor- lazzo del Popolo e la realizzazione del loggiatotanza nelle varie epoche storiche. Ricordiamo vasariano nel lato nord. Gli altri tre lati, dovetra queste la Badia delle Sante Flora e Lucilla, le trasformazioni edilizie furono meno impor-la Chiesa della Santissima Annunziata, edifici tanti, ci permettono di ammirare una sintesicome Palazzo Pretorio e Palazzo dei Priori, e a dellarchitettura toscana dal Duecento alqualche minuto fuori le mura della città, la Settecento.Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Pieve Ai lati si ammirano dunque edifici e palazzi diromanica di SantEugenia al Bagnoro. I musei carattere civile come Palazzo Lippoli e Palazzodella città offrono ai visitatori la possibilità di Còfani, labside della pieve di Santa Maria, ilammirare una varietà di beni di inestimabile palazzo del Tribunale e il palazzo della Frater-valore artistico: il Museo Archeologico Gaio nita dei Laici.Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 2 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 43
    • Sulla Piazza si aprono cinque vie. Via G. Vasa- costruzioni del III-II secolo a.C. e poi ri, dove dal 1484 era situato il Monte di Pietà, dall’antica cittadella medievale, rasa al suolo con la scalinata di Vicolo dellArco; la Piaggia per eliminare ogni impedimento al tiro delle di San Martino, con resti di costruzioni medie- bocche da fuoco. È una possente costruzione vali, Via Borgunto che conserva una casa- poligonale con impianto stellare a cinque torre degli ultimi anni del XII secolo, Via Pe- punte, inserita magistralmente nella cintura scaia, con resti medievali inseriti nelle case, muraria. Via di Seteria abitata nel 1300 dalle botteghe La costruzione inglobò parte del forte a forma dei setaioli. trapezoidale progettato da Giuliano e Antonio LA GIOSTRA DEL SARACINO il Vecchio da Sangallo nei primi anni del Cin- La prima domenica di settembre e la terza quecento. Della precedente costruzione ri- domenica di giugno (ma quest’ultima non è mangono due baluardi del fianco est e alcuni una data fissa) si svolgono l’edizione principa- tratti di cortina. I bastioni del fianco occiden- le e l’edizione secondaria della Giostra del tale, del Belvedere, della Spina, della Diac- Saracino. Si tratta di un antico torneo cavalle- ciaia, e gli ambienti interni, risalgono alla resco medievale ripristinato nel 1931 come nuova costruzione. rievocazione storica. Il primo documento Originariamente dotata di tre porte e circon- aretino che menziona la giostra è del 1535, data da un ampio fossato, la fortezza rimase per cui le autorità cittadine ordinavano di funzionante fino alla fine del XVIII secolo, giostrare "ad burattum" per solennizzare la quando venne parzialmente smantellata dai festa del martire Donato, patrono di Arezzo. francesi. Fu restaurata nel 1868 e successiva- Il torneo si svolge nella piazza Grande prece- mente più volte rimaneggiata. Alla fine duto da evoluzioni equestri ed esibizioni degli dellOttocento venne donata dal Conte Enrico Sbandieratori della città di Arezzo. I quartieri Falciai Fossombroni al Comune di Arezzo. che si sfidano sono Porta Crucifera, Porta del IL “PRATO”, PARCO FORTEZZA MEDICEA Foro, Porta Sant’ Andrea e Porta Santo Spiri- Il parco cittadino più antico e sugestivo di to. La giostra consiste in lanciarsi al galoppo Arezzo è il “Prato”. Si trova in posizione eleva- contro un automa corazzato armato di flagel- ta tra la Cattedrale e la Fortezza medicea, in lo, raffigurante il saraceno "Buratto, Re delle un’area di alto interesse archeologico. Gli Indie". Si tratta di unevoluzione di un eserci- alberi secolari che lo contraddistinguono zio militare che vedeva un cavaliere armato di poggiano le radici su una vasta depressione lancia affrontare un automa con le sembianze naturale, che alcuni secoli fa separava le due del nemico. colline con gli insediamenti della Cattedrale e La coppia di giostratori che nel colpire lo scu- della Fortezza. Oggi, il parco si estende da do del Saracino realizza il maggior punteggio porta Stufi al bastione meridionale della For- vince. Al Quartiere vincitore viene invece tezza. premiato con la "lancia doro". LA CATTEDRALE DI SAN DONATO CINTA MURARIA E FORTEZZA MEDICEA La cattedrale di Arezzo fu costruita per volere La fortezza medicea di Arezzo è un del vescovo Guglielmo degli Ubertini verso il bell’esempio di architettura militare cinque- 1278. Il nuovo edificio sostituiva quello vec- centesca, realizzata su direzione di Antonio chio, ormai periferico rispetto alla cttà e la da Sangallo il Giovane e Nanni Unghero tra il sua costruzione durò fino allinizio del Cinque- 1538 ed il 1560, per volere di Cosimo I de’ cento. Infatti la chiesa soffrì una storia molto Medici. travagliata. Venne consacrata una volta eret- Si alza sul colle di San Donato, a 305 metri di te la parte absidale e le due prime campate, quota, da dove si gode uno splendido panora- ma la fabbrica dovette fermarsi in seguito alla ma della città, nell’area occupata prima da morte del vescovo. I lavori ripresero con ilSubiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 42 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 3
    • cotte robbiane. LA PIEVE DI SANTA MARIA La pieve di Santa Maria è una delle più sugge- stive espressioni dellarte romanica ad Arez- zo. Di origine antichissime e paleocristiane, la costruzione originale subì diversi rimaneggia- menti tra i secoli IX e XI, fino ad assumere il suo aspetto romanico verso la metà del XII secolo. Nel XIII secolo fu rifatto lesterno, con una facciata in stile pisano-lucchese, e il seco- lo successivo, nel 1330, la torre campanaria, detta delle "cento buche", fu terminata connuovo vescovo Guido Tarlati, e si conclusero cinque ordini di bifore accoppiate per ogniverso il 1380 con la realizzazione della terza lato. Ma la sua travagliata storia continuò finocampata e del portale laterale. Nel 1384, il al XIX secolo, con il ripristino della cripta e lacomune di Arezzo venne ceduto a Firenze e la rimozione di diversi altari sei-settecenteschi.costruzione subì una nuova sospensione. Si L’interno è a tre navate con arcate leggerme-riprese nel 1471 per finire definitivamente, te ogivali, congiunte al presbiterio da unonel 1511. La facciata però fu conclusa allini- pseudo-transetto. Ospita sia elementi goticizio del Novecento, in stile gotico, con tre che forme romaniche. Pregevoli opere d’arteportali ad arco acuto, separati da una coppia si trovano in tutta la chiesa. In controfacciatadi lesene, sovrastate da un bel rosone e un un raffinato bassorilievo dell’XI-XII secolocoronamento di archetti pensili. Sul lato de- raffigurante l’Epifania; lungo la navata destra,stro dell’edificio, il portale romano-gotico in il trecentesco fonte battesimale a pianta esa-stile fiorentino è del XIV secolo, fiancheggiato gonale e formelle con Storie di San Giovannida due tronconi di colonna in porfido, resti di Battista; nella navata sinistra, gli affreschiun edificio preesistente, forse romano. Nella della Cappella del Sacramento di Luigi Ade-lunetta si trova un gruppo trecentesco raffi- mollo, un grande Crocifisso ligneo del XV-XVIgurante la Madonna con Bambino, tra San secolo e un bassorilievo del XIII secolo in mar-Donato e Gregorio X. A metà del XIX secolo, a mo raffigurante il Presepio.fianco dellabside fu eretto il campanile. Nella zona presbiteriale, sopra l’altare mag-Linterno è diviso in tre navate da alti pilastri giore, si trova la pala di Pietro Lorenzettia fascio, sormontati da archi ogivali che con- (1320), Madonna col Bambino e i Santi Gio-feriscono un forte slancio ascensionale, e in vanni Evangelista, Donato, Giovanni Battista ecinque campate con volte a crociera affresca- Matteo. Nella cripta absidata si ammiranote. Da segnalare le vetrate a colori, in gran una statua lignea policroma della Vergine e ilparte opera di Guglielmo de Marcillat del XVI busto reliquiario di San Donato, in argentosecolo; il gotico sepolcro di Gregorio X del XIV dorato e pietre preziose, realizzato nel 1346secolo nella navata destra, presso il primo dagli orafi aretini Pietro Vanni e Paolo Ghisel-altare di Burali di Teofilo Torri (1614) e la li.cappella Tarlati del 1334. Sopra laltare mag- IL PALAZZO DEI PRIORIgiore si ammira lArca di San Donato del XIV Il palazzo dei Priori, oggi sede comunale, sisecolo, mentre nella navata sinistra si trova affaccia sul lato occidentale di piazza dellal’affresco di Piero della Francesca raffigurante Libertà. Venne costruito nel 1333, ma dellala Maddalena ed il Cenotafio di Guido Tarlati. struttura originaria rimangono solo la faccia-La cappella della Madonna del Conforto, ope- ta, e alcune parti murarie della torre, erettara della fine del XVIII secolo, contiene terra- nel 1337, a cui venne aggiunto l’orologio nelSubiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 4 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 41
    • 1468, prelevato dalla Pieve di Santa Maria. Il Lorentino di Andrea, la Cappella Guasconi, palazzo subì numerosi rifacimenti e restauri interamente affrescata da Spinello Aretino nel corso dei secoli fino al 1800. L’ultima ri- verso la fine del 1300 e la Cappella Tarlati, strutturazione, opera di Giuseppe Castellucci che ospita lAnnunciazione e i SS.Girolamo e ed Umberto Tavanti, risale al 1930. Francesco di Neri di Bicci. L’interno si apre su un cortile a portico del Nel coro troviamo uno dei più alti capolavori Cinquecento. Sul pianerottolo è visibile una del Rinascimento italiano, gli affreschi di Piero “Madonna in trono della Francesca col Bambino e San- ispirati alla Leggen- ti” di Lorentino da Aurea di Jacopo d’Arezzo, mentre da Varazze: Leggen- lungo la scala da della Vera Croce, un’opera di Angelo dieci riquadri che di Lorentino (1465- narrano appunto la 1527) raffigurante storia della Croce. “San Francesco Lungo la parete stigmatizzato”. Le sinistra, si può am- sale della Giunta mirare la Cappella Comunale e del di Sant’Antonio, con Consiglio sono visitabili solamente su richie- affreschi di Lorentino di Andrea del 1480 sta. Nella prima sono conservati i fregi deco- Al di sotto della Basilica, estesa per la metà rativi di Teofilo Torri, dodici scene affrescate della sua lunghezza, sorge la Chiesa Inferiore, nel 1610, raffiguranti momenti della storia risalente al XIII-XIV secolo,a tre navate con aretina, mentre nella seconda sono conserva- capitelli di fattura romanica e una sinopia te il quattrocentesco affresco della Crocifis- della metà del Trecento. sione di Parri di Spinello, e San Giovanni e la LA CHIESA DI SAN DOMENICO Madonna, dello stesso artista, il Crocifisso e La Chiesa di San Domenico è un bell’esempio San Donato di Alessandro Forzori e il ritratto di gotico lineare del XIII secolo. Fu costruita di Pietro Aretino. grazie al sostegno dato all’ordine dalle fami- LA BASILICA DI SAN FRANCESCO glie aretine degli Ubertini e dei Tarlati. La basilica di San Francesco fu iniziata nella La facciata è scandita da quattro lesene, con seconda metà del XIII secolo per volere dei un bel portale romanico e piccolo campanile frati Francescani e venne completata verso la a vela, in stile gotico. fine del 1300, su progetto di frate Giovanni da L’interno è a navata unica con soffitto a ca- Pistoia, con aggiunte nei secoli XV-XVI di edi- priate ed è caratterizzato dai suoi numerosi cole, cappelle e dipinti. L’edificio è caratteriz- affreschi del XIV-XV secolo. Lungo la parte zato da semplici linee gotiche di influenza destra, tra gli altri, si trovano l’affresco raffi- umbro-toscana. La facciata è rimasta incom- gurante Santa Caterina d’Alessandria di Parri piuta e la torre campanaria appartiene ad una di Spinello, affreschi trecenteschi di scuola fase costruttiva della fine del XVI secolo. aretina, l’affresco con Gesù tra i dottori di L’interno, ad’unica grandiosa navata con co- Gregorio e Donato di Arezzo sull’altare in pertura a capriate, è uno scrigno di tesori pietra serena. Nella cappella a destra della d’arte. Nella controfacciata, tra le altre opere, maggiore, possiamo ammirare il pregevole si trova la vetrata del rosone, decorata con affresco staccato della Crocifissione, assegna- San Francesco e Papa Onorio III da Guillaume bile ad artista aretino della prima metà del de Marcillat. Nella parte destra, è possible Trecento; una Madonna col Bambino, opera ammirare la Cappella Carbonati, con opera di in pietra sempre di scuola aretina, del XIVSubiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 40 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 5
    • secolo; e l’Annunciazione, altro lavoro di Spi- Lungo la parte sinistra, è possibile ammirare Norcia (Perugia), ca. 480 - Montecassino (Frosinone), 21nello Aretino. un Crocifisso tra i SS. Giovanni e Michele, una marzo 543/560Nella zona presbiteriale si conserva al di so- Madonna col Bambino in trono e Santi edpra dell’altare maggiore, un bellissimo Croci- un’Annunciazione, assegnati a Giovanni È il patriarca del monachesimo occidentale. Dopo un perio-fisso dipinto, opera giovanile del Cimabue. d’Agnolo di Balduccio, il San Vincenzo Ferrari, do di solitudine presso il sacro Speco di Subiaco, passò allaNella cappella absidale di sinistra, si trova di Lazzaro Vasari, e l’affresco, con i Santi Filip- forma cenobitica prima a Subiaco, poi a Montecassino. Lainvece l’affresco Madonna col Bambino, di po e Giacomo Minore e storie della loro vita, sua Regola, che riassume la tradizione monastica orientaleAngelo Lorentino. di Spinello Aretino. adattandola con saggezza e discrezione al mondo latino, apre una via nuova alla civiltà europea dopo il declino di quella romana. In questa scuola di servizio del Signore han- no un ruolo determinante la lettura meditata della parola diVenerdì 19 agosto Dio e la lode liturgica, alternata con i ritmi del lavoro in un clima intenso di carità fraterna e di servizio reciproco. Nel PROGRAMMA : solco di San Benedetto sorsero nel continente europeo e Visita ai Monasteri di Santa Scolastica e San Benedetto nelle isole centri di preghiera, di cultura, di promozione ore 13.00 pranzo umana, di ospitalità per i poveri e i pellegrini. Due secoli ore 15.00 Possibile visita al Monte Livata e/o Laghetto dopo la sua morte, saranno più di mille i monasteri guidati Rientro per cena dalla sua Regola. Paolo VI lo proclamò patrono dEuropa (24 ottobre 1964). (Avvenire) SERATA: M OMENTO DI PREGHIERA E VISITA ALLA CITTÀ DI SUBIACO Patronato: Europa, Monaci, Speleologi, Architetti, Ingegneri romanico. Nel secolo XI l’abate francese Um- Etimologia: Benedetto = che augura il bene, dal latinoSubiaco berto edificò il campanile, il dormitorio dei Emblema: Bastone pastorale, Coppa, Corvo imperiale monaci, una sala comune riscaldata e una Martirologio Romano: Memoria di san Benedetto, abate,STORIA parte del chiostro con colonne di marmo.Il II° Libro de “I Dialoghi” di San Gregorio Ma- Successivamente Giovanni V, considerato che, nato a Norcia in Umbria ed educato a Roma, iniziò agno racconta che San Benedetto fondò nella l’abate più grande tra tutti gli abati di Subia- condurre vita eremitica nella regione di Subiaco, raccoglien-valle sublacense dodici cenobi, abitati da do intorno a sé molti discepoli; spostatosi poi a Cassino, co, dotò il monastero di altri locali, che diven- fondò qui il celebre monastero e scrisse la regola, che tantoaltrettanti monaci. Egli andò a vivere in un nero ancora più numerosi sotto l’abate Ro-luogo poco distante, situato nella villa nero- si diffuse in ogni lugo da meritargli il titolo di patriarca dei mano. In questo periodo prese vita il mona- monaci in Occidente. Si ritiene sia morto il 21 marzo.niana, posta sulla riva stero di San Benedetto,destra dell’Aniene: que- (21 marzo: A Montecassino, anniversario della morte di san Benedetto, abate, la cui memoria ad opera del Beato Pa- si celebra l’11 luglio).sto fu il primo monaste- lombo che chiese a Ro-ro, che si chiamò “San mano il permesso di di-Clemente”. morare, come eremita,San Benedetto dedicò a presso la “sacra grotta”;papa Silvestro un altro PREGHIERA AI PASTI altri si avvicinarono a luimonastero, che più tardi e, alla fine del XII secolo,si chiamerà “Santa Scola- si impiantò il primo ceno-stica”. Nel IX secolo fu Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito bio, con un priore dipen-distrutto dai Saraceni: dente dall’abate della sottostante abbazia. Santo. Amen.papa Gregorio IV lo riedificò, Leone IV lo com- Vi furono, quindi, due monasteri e un’unicapletò e Benedetto VII lo consacrò col nome di comunità (salvo l’interruzione dal 1739 al O Dio, amante della vita, che nutri gli uccelli delSan Benedetto e Santa Scolastica. 1853), che i papi seguirono con grande cura, li cielo e vesti i gigli del campo, benedici noi eNel X secolo, sotto l’abate Leone III, fu co-struita una grande e nuova chiesa in stile beneficarono generosamente e spesso in essi questo cibo perché possiamo servirti meglio nei soggiornarono. Tra questi ricordiamo Inno- nostri fratelli. Amen.Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 6 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 39
    • 1990, p. 58). Cercando il vero progresso, a- riposo), col quale Benedetto rivaluta il tempo cenzo III, Gregorio IX e Alessandro IV. In se- stro”, successivamente (IX secolo) fu dettoscoltiamo anche oggi la Regola di san Bene- come un bene da non sperperare mai. Lo guito ad un fatto increscioso, gli abati furono “Monastero di San Benedetto e di Santa Sco-detto come una luce per il nostro cammino. Il spirito di fraternità, infine, incoraggia e rasse- eletti dalla Curia romana: non sempre ciò fu lastica” e nel XIV secolo prese il nome attuale.grande monaco rimane un vero maestro alla rena l’ubbidienza: c’è l’autorità dell’abate, ma conveniente, tanto che i monaci diminuirono Si presenta come un complesso di edifici co-cui scuola possiamo imparare l’arte di vivere Benedetto, con la sua profonda conoscenza di numero e tra essi vi furono molti nobili, struiti in epoche e stili diversi: un ingresso, sull’umanesimo vero. dell’uomo, insegna a esercitarla "con voce figli cadetti, obbligati ad entrare in monastero quale figura la scritta “Ora et Labora”, con grande e dolce". e, perciò, insofferenti. strutture del XX secolo, introduce nel primoAutore: Papa Benedetto XVI (Udienza Gene- Il fondatore ha dato ai tempi nuovi ciò che Nel 1363 fu eletto abate Bartolomeo III, di chiostro o “Chiostro Rinascimentale” del se-rale 9.04.2008) essi confusamente aspettavano. C’erano già Siena, che, non riuscendo a ridurre a discipli- colo XVI, dal quale si passa in un secondo tanti monasteri in Europa prima di lui. Ma con na i monaci, espulse quelli più indocili e invitòchiostro o “Chiostro Gotico” del secolo XIV lui il monachesimo-rifugio diventerà mona- altri, di nazioni diverse, a venire a Subiaco. I ed, infine, in un terzo, detto “Chiostro Cosma- chesimo-azione. La sua Regola non rimane Tedeschi accorsero e dal 1364 ai primi decen- tesco”, del secolo XIII. Il Campanile è del XII italiana: è subito europea, perché si adatta a ni del 1500 a Subiaco ci fu una comunità eu- secolo e la Chiesa attuale è della fine del tutti. ropea. Tra il XIV e il XV secolo l’abbazia fu 1700, l’ultima di ben cinque chiese stratifica-La sua nobile famiglia lo manda a Roma per Due secoli dopo la sua morte, saranno più di intitolata a Santa Scolastica e il monastero tesi lungo i secoli.gli studi, che lui non completerà mai. Lo attra- mille i monasteri guidati dalla sua Regola (ma dello Speco si chiamò “San Benedetto”. Il monastero ebbe il periodo di maggioree la vita monastica, ma i suoi progetti iniziali non sappiamo con certezza se ne sia lui il Tra i monaci tedeschi arrivarono anche due splendore tra il secolo XI e il secolo XIII. Nelfalliscono. Per certuni è un santo, ma c’è chi primo autore. Così come continuiamo ad chierici tipografi Corrado Sweynheym e Ar- 1465 i due chierici tedeschi A. Pannartz e C.non lo capisce e lo combatte. Alcune canaglie essere incerti sull’anno della sua morte a noldo Pannartz, che, nel 1464, introdussero Sweynheym vi impiantarono la prima tipogra-in tonaca lo vogliono per abate e poi tentano Montecassino). Papa Gregorio Magno gli ha l’arte della stampa. Nel 1456 nei monasteri di fia italiana, che arricchì la Biblioteca, già esi-di avvelenarlo. In Italia i Bizantini strappano ai dedicato un libro dei suoi Dialoghi, ma soltan- Subiaco fu disposto l’istituto della Commen- stente, di incunaboli e di libri di grande valo-Goti, con anni di guerra, una terra devastata to a scopo di edificazione, trascurando molti da; sui monaci, cioè, doveva vigilare un eccle- re.da fame, malattie e terrore. Del resto, in Gal- particolari importanti. siastico di nomina pontificia. La Biblioteca è oggi situata sul lato nord dellia le successioni al trono si risolvono in fami- Nel libro c’è però un’espressione ricorrente: i Nel 1514 gli abati furono temporanei ed eletti Chiostro Gotico, mentre il Refettorio si trovaglia con l’omicidio. visitatori di Benedetto – re, monaci, contadini dal capitolo generale della Congregazione nel lato ovest del Chiostro Cosmatesco, un"Dovremmo domandarci a quali eccessi si – lo trovano spesso "intento a leggere". An- Cassinese, della quale i due monasteri erano tempo sormontato dal Dormitorio.sarebbe spinta la gente del Medioevo, se non che i suoi monaci studiano e imparano. Il entrati a far parte. Sotto i Giacobini i monaci Il monastero di Santa Scolastica si trova adsi fosse levata questa voce grande e dolce". cenobio non è un semplice sodalizio di eruditi dovranno andarsene dall’ottobre 1798 est di Subiaco, a 510 metri di altezza, ed èLo dice nel XX secolo lo storico Jaques Le per il recupero dei classici: lo studio è in fun- all’ottobre 1799 e sotto Napoleone per cin- disposto longitudinalmente e parallelamenteGoff. E la voce di Benedetto comincia a farsi zione dell’evangelizzare. Ma quest’opera fa que anni. Nel 1850 Pio IX chiamò a Subiaco alla valle, dove, per secoli, vissero nella con-sentire da Montecassino verso il 529. Ha cre- pure di esso un rifugio della cultura nel tem- Pier Francesco Casareto con monaci liguri, templazione e nella preghiera, eremiti e mo-ato un monastero con uomini in sintonia con po del grande buio. che riportarono la comunità ad una sequela naci, che le meritarono il nome di “valle san-lui, che rifanno vivibili quelle terre. Di anno in Autore : Domenico Agasso più rigorosa. ta”.anno, ecco campi, frutteti, orti, il laborato- Nel 1915 la commenda fu soppressa. Nel CHIESA DI S. SCOLASTICArio... Qui si comincia a rinnovare il mondo: qui 1944 Subiaco subì i danni della guerra, ben- La Chiesa del Monastero di Santa Scolasticadiventano uguali e fratelli “latini” e “barbari”, ché limitati e senza vittime. Oggi è un punto sorge sul primo oratorio di San Benedetto, diex pagani ed ex ariani, antichi schiavi e antichi di riferimento per tutti coloro che, sulle orme cui, nel 1962, si sono scoperte le tracce.padroni di schiavi. Ora tutti sono una cosa di San Benedetto, vogliono “cercare Dio”. Molto probabilmente nel secolo IX una secon-sola, stessa legge, stessi diritti, stesso rispet- da chiesa fu costruita su quella preesistente,to. Qui finisce l’antichità, per mano di Bene- MONASTERO DI SANTA SCOLASTICA come si può dedurre dai resti che affioranodetto. Il suo monachesimo non fugge il mon-do. Serve Dio e il mondo nella preghiera e nel Dei dodici monasteri voluti da San Benedetto da sotto il campanile e presenti nella chiesalavoro. nella valle sublacense, l’unico sopravvissuto ai più moderna. Una terza chiesa, consacrataIrradia esempi tutt’intorno con il suo ordina- terremoti e alle distruzioni saracene fu quello nel 980 da Benedetto VII, fu edificata in stile di Santa Scolastica, che, sino alla fine del XII romanico e, nel 1300, fu rifatta, mantenendomento interno fondato sui tre punti: la stabili- secolo, fu il solo monastero di Subiaco. immutate le dimensioni, secondo lo stile goti-tà, per cui nei suoi cenobi si entra per restar-ci; il rispetto dell’orario (preghiera, lavoro, In origine si chiamò “Monastero di San Silve- co-cistercense. È ancora possibile vedere, nel transetto, iSubiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 38 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 7
    • resti del rosone originario. Nella zona supe- e lo si deduce dalla cornice di archetti roma- dall’amore (5,2), il monaco conquista l’umiltà anche un uomo che sa ascoltare e sa impara-riore ed inferiore della parete orientale dello nici intrecciati. Il lato rivolto ad est presenta (5,1), alla quale la Regola dedica un intero re da quanto ascolta.stesso vi è un dipinto che rappresenta la Pen- minor rilievo decorativo: non ci sono trifore, capitolo (7). In questo modo l’uomo diventatecoste ed è ambientato in una città; nella ma bifore con pilastro al centro. Nel lato sud sempre più conforme a Cristo e raggiunge la Benedetto qualifica la Regola come “minima,parete occidentale è raffigurata l’Ascensione; la decorazione è a due ordini di nicchie a vera autorealizzazione come creatura ad im- tracciata solo per l’inizio” (73,8); in realtànella parete settentrionale oggi sono visibili fondo piatto, con gli archivolti circondati da magine e somiglianza di Dio. però essa offre indicazioni utili non solo aisolo le scene laterali, che rappresentano l’ ghiere di laterizi di forma romboidale. monaci, ma anche a tutti coloro che cercano“Incoronazione della Vergine”, di un affresco, Nell’arcata del lato est, vicino alla Chiesa, è All’obbedienza del discepolo deve corrispon- una guida nel loro cammino verso Dio. Per lail cui centro è presente una pit- dere la saggezza sua misura, la suaandato distrutto tura del secolo IX, dell’Abate, che nel umanità e il suonella costruzione che raffigura un monastero tiene “le sobrio discernimen-della volta di co- cerchio, simbolo di veci di Cristo” (2,2; to tra l’essenziale epertura del tran- Dio, nel quale è 63,13). La sua figu- il secondario nellasetto attuale. Il evidente la Sua ra, delineata soprat- vita spirituale, essafamoso architetto mano benedicen- tutto nel secondo ha potuto mantene-Giacomo Quaren- te, quale segno di capitolo della Rego- re la sua forza illu-ghi, nel 1769, fecondità. la, con un profilo di minante fino adrestaurò la Chiesa Nell’arcata oppo- spirituale bellezza e oggi. Paolo VI, pro-in stile neoclassi- sta sono pitture di esigente impe- clamando nel 24co, seguendo la risalenti al IX-X gno, può essere ottobre 1964 sanstruttura gotica secolo e sono rap- considerata come Benedetto Patronoprecedente. presentati, al centro, l’Agnello di Dio, e agli un autoritratto di d’Europa, intesePossiamo ammirare il bel portale gotico, i cui angoli gli Evangelisti e i loro simboli zoomorfi. Benedetto, poiché – riconoscere l’operaelementi decorativi ricordano l’architettura Una novità, rispetto alla pittura tradizionale come scrive Grego- meravigliosa svoltacistercense del basso Lazio, con un affresco dello stesso periodo, è data dalla figura di San rio Magno – “il San- dal Santo mediantenella lunetta e, ai lati del portale, altri affre- Matteo, che ha la faccia di un uomo o di un to non poté in alcun la Regola per laschi di scuola senese del secolo XIV, con sce- angelo e il corpo di un animale. modo insegnare formazione dellane della vita di San Benedetto: l’episodio del CHIOSTRO DEI COSMATI diversamente da civiltà e della cultu-Goto, il tentativo di avvelenare il santo col "Magister Jacobus Romanus fecit hoc opus" si come visse” (Dial. II, ra europea. Oggivino e il castigo inferto al monaco infedele. legge nellarchivolto, in pietra calcare, del lato 36). L’Abate deve l’Europa – uscitaLa Chiesa è a croce latina, ad una navata di meridionale del terzo chiostro del monastero essere insieme un tenero padre e anche un appena da un secolo profondamente ferito daforma rettangolare irregolare, quasi un trape- di Santa Scolastica. severo maestro (2,24), un vero educatore. due guerre mondiali e dopo il crollo dellezio, con volta a botte e con decorazioni risa- La firma indica lautore, il marmoraro romano Inflessibile contro i vizi, è però chiamato so- grandi ideologie rivelatesi come tragiche uto-lenti ai restauri del Quarenghi, che si ispirò al Jacopo il Vecchio, figlio di Lorenzo di Tebaldo, prattutto ad imitare la tenerezza del Buon pie – è alla ricerca della propria identità. PerPalladio e in particolare alla chiesa del SS.mo che lo iniziò probabilmente prima del 1210. Pastore (27,8), ad “aiutare piuttosto che a creare un’unità nuova e duratura, sono certoRedentore alla Giudecca (Venezia); l’abside, a Suo figlio Cosma, dal quale prese il nome dominare” (64,8), ad “accentuare più con i importanti gli strumenti politici, economici esemicupola, sostenuta da due colonne, fu larte dei marmorari romani, alla morte del fatti che con le parole tutto ciò che è buono e giuridici, ma occorre anche suscitare un rin-terminata nel 1852 dall’architetto Giacomo padre, verso il 1240, insieme ai figli Luca e santo” e ad “illustrare i divini comandamenti novamento etico e spirituale che attinga alleMonaldi; nelle cappelle laterali sono visibili Jacopo, continuò e portò a termine la costru- col suo esempio” (2,12). Per essere in grado radici cristiane del Continente, altrimenti nonvari dipinti. Nel 1052-53, forse sulla torre zione È da notare lassenza dellincrostazione di decidere responsabilmente, anche l’Abate si può ricostruire l’Europa. Senza questa linfacampanaria della chiesa del 980, costruita a a mosaico caratteristica di quegli artisti; in deve essere uno che ascolta “il consiglio dei vitale, l’uomo resta esposto al pericolo disua volta sul nartece della chiesa del IX seco- compenso, però, sulle colonne sono presenti fratelli” (3,2), perché “spesso Dio rivela al più soccombere all’antica tentazione di volersilo, di cui restano quattro grossi pilastri con diverse testine mostruose, tipiche dello stile giovane la soluzione migliore” (3,3). Questa redimere da sé – utopia che, in modi diversi,altrettanti archi, fu fatto innalzare dall’abate romanico internazionale, che Jacopo tentò di disposizione rende sorprendentemente mo- nell’Europa del Novecento ha causato, comefrancese Umberto il campanile a cinque piani. imitare. derna una Regola scritta quasi quindici secoli ha rilevato il Papa Giovanni Paolo II, “un re-Gli ultimi due piani furono successivamente Al tempo dellabate Cirillo (1577-1581) fu fa! Un uomo di responsabilità pubblica, e gresso senza precedenti nella tormentatarifatti, anche se non si sa ben definire l’epoca, costruito, con arcate di tufo, il piano superio- anche in piccoli ambiti, deve sempre essere storia dell’umanità” (Insegnamenti, XIII/1,Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 8 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 37
    • vivevano in modo dissoluto, e non voleva simbolico: la vita monastica nel nascondimen- re, ma nel 1700 ne fu murato il lato nord, due colonne binate poste sul muretto, checadere negli stessi loro sbagli. Voleva piacere to ha una sua ragion d’essere, ma un mona- volendo dare una nuova sistemazione alla divide la galleria dal resto del chiostro.a Dio solo; “soli Deo placere desiderans” (II stero ha anche una sua finalità pubblica nella parte riservata ai novizi. Il Chiostro ha la for- Chi dal pozzo guarda lapertura, vede a sini-Dial., Prol 1). Così, ancora prima della conclu- vita della Chiesa e della società, deve dare ma di un rettangolo, i cui lati lunghi vanno stra una bifora, i cui archetti a tutto sesto esione dei suoi studi, Benedetto lasciò Roma e visibilità alla fede come forza di vita. Di fatto, nello stesso senso della chiesa. Il portico, da centinati poggiano sul capitello di una colon-si ritirò nella solitudine dei monti ad est di quando, il 21 marzo 547, Benedetto concluse ovest ad est, è costituito da archi romanici na tortile e su un robusto pilastro, posto sulRoma. Dopo un primo soggiorno nel villaggio la sua vita terrena, lasciò con la sua Regola e che poggiano su colonnine in parte binate, in muretto.di Effide (oggi: Affile), dove per un certo peri- con la famiglia benedettina da lui fondata un parte solitarie e tortili su una delle quali è Di fianco sta una quadrifora i cui archettiodo si associò ad una “comunità religiosa” di patrimonio che ha portato nei secoli trascorsi presente la faccia di un diavolo e su unaltra centinati, a tutto sesto poggiano, alle estremi-monaci, si fece eremita nella non lontana e porta tuttora frutto in tutto il mondo. una testa umana rovesciata, con capitelli tà, su massicci pilastri che partono dal muret-Subiaco. Lì visse per tre anni completamente sempre diversi, in marmo bianco di Carrara, to e nella parte centrale sui capitelli di colon-solo in una grotta che, a partire dall’Alto Me- Nell’intero secondo libro dei Dialoghi Grego- preso, dopo un terremoto, da S. Clemente, ne tortili e binate.A destra dellapertura sidioevo, costituisce il “cuore” di un monastero rio ci illustra come la vita di san Benedetto primo monastero benedettino sorto in uno trova una bifora identica a quella di sinistra e,benedettino chiamato “Sacro Speco”. Il perio- fosse immersa in un’atmosfera di preghiera, degli ambienti della vicina villa di Nerone. di fianco ad essa, una coppia di cinque archet-do in Subiaco, un periodo di solitudine con fondamento portante della sua esistenza. Le cornici hanno un andamento irregolare, ti centinati, poggianti sui capitelli di colonneDio, fu per Benedetto un tempo di maturazio- Senza preghiera non c’è esperienza di Dio. Ma perché scendono e risalgono, con un effetto binate lisce e tortili, alternate. Nella pur realene. Qui doveva sopportare e superare le tre la spiritualità di Benedetto non era plastico notevole. Larchitettura organica ed disorganicità il Lato Nord del Chiostro Cosma-tentazioni fondamentali di ogni essere uma- un’interiorità fuori dalla realtà. equilibrata di questo Chiostro non solo com- tesco è complessivamente armonioso, inno: la tentazione dell’autoaffermazione e del Nell’inquietudine e nella confusione del suo pensa lassenza del mosaico, presente in altri linea perfetta con le caratteristiche dellarchi-desiderio di porre se stesso al centro, la ten- tempo, egli viveva sotto lo sguardo di Dio e chiostri cosmateschi, ma ne fa un esempio di tettura medioevale, secondo le quali fu realiz-tazione della sensualità e, infine, la tentazio- proprio così non perse mai di vista i doveri stile, pressoché unico. zato.ne dell’ira e della vendetta. Era infatti convin- della vita quotidiana e l’uomo con i suoi biso- I pezzi che compongono gli archi sono nume- LATO ORIENTALEzione di Benedetto che, solo dopo aver vinto gni concreti. Vedendo Dio capì la realtà rati progressivamente da I a XVII e sui pilastri Il Lato Est del Chiostro Cosmatesco è il latoqueste tentazioni, egli avrebbe potuto dire dell’uomo e la sua missione. Nella sua Regola si notano segni identici a quelli delle lastre più breve dellasimmetrico "rettangolo" cheagli altri una parola utile per le loro situazioni egli qualifica la vita monastica “una scuola del collocate vicine orizzontalmente: ciò fa pen- costituisce il Chiostro stesso.di bisogno. E così, riappacificata la sua anima, servizio del Signore” (Prol. 45) e chiede ai suoi sare ad un lavoro prefabbricato a Roma e poi Lapertura è centrale ed è segnata da un ar-era in grado di controllare pienamente le monaci che “all’Opera di Dio [cioè all’Ufficio qui trasportato e ricomposto. Sulle pareti chetto a tutto sesto, centinato, leggermentepulsioni dell’io, per essere così un creatore di Divino o alla Liturgia delle Ore] non si ante- della galleria sono dipinti i simboli dei paesi più grande degli altri, che poggia su due capi-pace intorno a sé. Solo allora decise di fonda- ponga nulla” (43,3). Sottolinea, però, che la che nel Medioevo erano sotto la giurisdizione telli di colonne binate ed ha, a ciascun fianco,re i primi suoi monasteri nella valle dell’Anio, preghiera è in primo luogo un atto di ascolto temporale dellabate, come Cervara (bandiera una bifora i cui archetti centinati poggianovicino a Subiaco. (Prol. 9-11), che deve poi tradursi nell’azione col cervo), Ponza (bandiera con i ponti) e sulle lateralmente su un robusto pilastro. concreta. “Il Signore attende che noi rispon- volte sono presenti pitture del secolo XIV: Chi guarda lapertura dal pozzo, vede partireNell’anno 529 Benedetto lasciò Subiaco per diamo ogni giorno coi fatti ai suoi santi inse- lAgnello e gli Evangelisti; da notare locchio dal pilastro di destra una quadrifora che alter-stabilirsi a Montecassino. Alcuni hanno spie- gnamenti”, egli afferma (Prol. 35). Così la vita centrato di San Matteo, che guarda lo spetta- na colonne singole e lisce a colonne binategato questo trasferimento come una fuga del monaco diventa una simbiosi feconda tra tore, da qualunque parte egli si posizioni. altrettanto lisce, i cui archetti a tutto sestodavanti agli intrighi di un invidioso ecclesiasti- azione e contemplazione “affinché in tutto Il pavimento delle gallerie è più basso rispetto sono grandi ed ariosi. A sinistra, invece, laco locale. Ma questo tentativo di spiegazione venga glorificato Dio” (57,9). In contrasto con a quello del cortile interno, al centro del qua- quadrifora, pur presentando analoghe carat-si è rivelato poco convincente, giacché la una autorealizzazione facile ed egocentrica, le, dal 1578, sta un pozzo rivestito di marmi teristiche relativamente alle colonne, ha glimorte improvvisa di lui non indusse Benedet- oggi spesso esaltata, l’impegno primo ed provenienti dalla villa neroniana. archetti molto più piccoli e stretti.to a ritornare (II Dial. 8). In realtà, questa irrinunciabile del discepolo di san Benedetto LATO SETTENTRIONALE Tali anomalie non ostacolano la bellezza chedecisione gli si impose perché era entrato in è la sincera ricerca di Dio (58,7) sulla via trac- Il Lato Nord del Chiostro Cosmatesco corre complessivamente caratterizza il Chiostrouna nuova fase della sua maturazione interio- ciata dal Cristo umile ed obbediente (5,13), parallelamente alla Chiesa: è il lato lungo di Cosmatesco.re e della sua esperienza monastica. Secondo all’amore del quale egli non deve anteporre un rettangolo asimmetrico. Esso presenta LATO MERIDIONALEGregorio Magno, l’esodo dalla remota valle alcunché (4,21; 72,11) e proprio così, nel unapertura, non centrale, ma più spostata ad Il Lato Sud è il lato lungo del rettangolo asim-dell’Anio verso il Monte Cassio – un’altura servizio dell’altro, diventa uomo del servizio e ovest, contraddistinta da un arco centinato, a metrico del Chiostro Cosmatesco. Laperturache, dominando la vasta pianura circostante, della pace. Nell’esercizio dell’obbedienza tutto sesto, schiacciato, poggiante, per cia- è corrispondente a quella del lato nord ed èè visibile da lontano – riveste un carattere posta in atto con una fede animata scun lato, su un unico e massiccio capitello di caratterizzata da un arco che poggia su dueSubiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 36 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 9
    • robusti pilastri, che si innalzano dal muretto. stro, vede sei archetti centinati, a tutto sesto,Larco, a tutto sesto, è più alto degli altri ar- stretti, poggianti su grossi capitelli sovrastanti San Benedetto da Norciachetti ed ha una centina che tocca laggetto una colonna tortile, centrale, e colonne liscedella sottocornice, sulla quale si innalza il laterali, singole e binate. Sul pilastro che sta aprospetto degli ambienti del monastero. Chi sinistra dellapertura, è disegnata con vernice compiuti dal Santo, ed anche qui non vuoleguarda lapertura dal pozzo, a destra del pila- rossa una testa umana rovesciata. semplicemente raccontare qualche cosa distro, vede sei archetti centinati, a tutto sesto, Da questo pilastro si susseguono sei archetti strano, ma dimostrare come Dio, ammonen-stretti, poggianti su grossi capitelli sovrastanti centinati, a tutto sesto, poggianti su colonne do, aiutando e anche punendo, intervengauna colonna tortile, centrale, e colonne lisce singole, lisce, alternate a colonne binate. nelle concrete situazioni della vita dell’uomo.laterali, singole e binate. Sul pilastro che sta a Lultimo archetto poggia su un altro grosso Vuole mostrare che Dio non è un’ipotesi lon-sinistra dellapertura, è disegnata con vernice pilastro, dal quale partono altri sei archetti, tana posta all’origine del mondo, ma è pre-rossa una testa simili ai prece- sente nella vita dell’uomo, di ogni uomo.umana rovescia- denti , poggiantita. su colonne che Questa prospettiva del “biografo” si spiegaDa questo pila- si ripetono con anche alla luce del contesto generale del suostro si susseguo- la stessa disposi- tempo: a cavallo tra il V e il VI secolo il mondono sei archetti zione. I pezzi che era sconvolto da una tremenda crisi di valoricentinati, a compongono gli e di istituzioni, causata dal crollo dell’Imperotutto sesto, archi sono nu- Romano, dall’invasione dei nuovi popoli epoggianti su merati progres- dalla decadenza dei costumi. Con la presenta-colonne singole, sivamente da I a San Benedetto, Fondatore del monachesimo zione di san Benedetto come “astro lumino-lisce, alternate a XVII e sui pilastri occidentale, e anche Patrono del mio pontifi- so”, Gregorio voleva indicare in questa situa-colonne binate. si notano segni cato. Comincio con una parola di san Grego- zione tremenda, proprio qui in questa città diLultimo archet- identici a quelle rio Magno, che scrive di san Benedetto: Roma, la via d’uscita dalla “notte oscura dellato poggia su un delle lastre col- “L’uomo di Dio che brillò su questa terra con storia” (cfr Giovanni Paolo II, Insegnamenti,altro grosso locate vicine tanti miracoli non rifulse meno per II/1, 1979, p. 1158). Di fatto, l’opera del Santopilastro, dal orizzontalmen- l’eloquenza con cui seppe esporre la sua dot- e, in modo particolare, la sua Regola si rivela-quale partono te; molto proba- trina” (Dial. II, 36). Queste parole il grande rono apportatrici di un autentico fermentoaltri sei archetti, simili ai precedenti , pog- bilmente il lavoro fu fatto a Roma e poi fu qui Papa scrisse nell’anno 592; il santo monaco spirituale, che mutò nel corso dei secoli, bengianti su colonne che si ripetono con la stessa trasportato e ricomposto. era morto appena 50 anni prima ed era anco- al di là dei confini della sua Patria e del suodisposizione. I pezzi che compongono gli archi CHIOSTRO GOTICO ra vivo nella memoria della gente e soprattut- tempo, il volto dell’Europa, suscitando doposono numerati progressivamente da I a XVII e Il secondo Chiostro del monastero di Santa to nel fiorente Ordine religioso da lui fondato. la caduta dell’unità politica creata dall’imperosui pilastri si notano segni identici a quelle Scolastica, detto anche “Chiostro Gotico”, fu San Benedetto da Norcia con la sua vita e la romano una nuova unità spirituale e cultura-delle lastre collocate vicine orizzontalmente; costruito tra la fine del 1200 e gli inizi del sua opera ha esercitato un influsso fonda- le, quella della fede cristiana condivisa daimolto probabilmente il lavoro fu fatto a Roma 1300. mentale sullo sviluppo della civiltà e della popoli del continente. E’ nata proprio così lae poi fu qui trasportato e ricomposto. La sua forma irregolare, a sei lati, deriva cultura europea. La fonte più importante sulla realtà che noi chiamiamo “Europa”.LATO MERIDIONALE dall’unione di due rettangoli con diverso o- vita di lui è il secondo libro dei Dialoghi di sanIl Lato Sud è il lato lungo del rettangolo asim- rientamento: i lati adiacenti alla chiesa rispet- Gregorio Magno. Non è una biografia nel La nascita di san Benedetto viene datata in-metrico del Chiostro Cosmatesco. Lapertura tano la disposizione della parte più antica del senso classico. Secondo le idee del suo tem- torno all’anno 480. Proveniva, così dice sanè corrispondente a quella del lato nord ed è monastero, mentre gli altri seguono una dire- po, egli vuole illustrare mediante l’esempio di Gregorio, “ex provincia Nursiae” – dalla regio-caratterizzata da un arco che poggia su due zione che devia verso est. un uomo concreto – appunto di san Benedet- ne della Nursia. I suoi genitori benestanti lorobusti pilastri, che si innalzano dal muretto. Forse qui un tempo stava l’ingresso, come si to – l’ascesa alle vette della contemplazione, mandarono per la sua formazione negli studiLarco, a tutto sesto, è più alto degli altri ar- vede nellaffresco de “Il miracolo della falce”, che può essere realizzata da chi si abbandona a Roma. Egli però non si fermò a lungo nellachetti ed ha una centina che tocca laggetto posto nella galleria meridionale. Si chiama a Dio. Quindi ci dà un modello della vita uma- Città eterna. Come spiegazione pienamentedella sottocornice, sulla quale si innalza il “Chiostro Gotico” per gli archi a sesto acuto, na come ascesa verso il vertice della perfezio- credibile, Gregorio accenna al fatto che ilprospetto degli ambienti del monastero. Chi con doppio sguancio, che poggiano su robusti ne. San Gregorio Magno racconta anche, in giovane Benedetto era disgustato dallo stileguarda lapertura dal pozzo, a destra del pila- pilastri. Al centro sta un pozzo esagonale con questo libro dei Dialoghi, di molti miracoli di vita di molti suoi compagni di studi, cheSubiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 10 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 35
    • IL CUBICOLO DELLA VELATA ammirare una scena suggestiva: la Madonna parapetto e colonne di marmo, che, un tem- sono rappresentati alcuni angeli che incorni-Il cubicolo prende il nome dallaffresco della seduta col Bambino sulle ginocchia e accanto po appartenevano alla villa neroniana. ciano la statua della Madonna in trono, postalunetta di fondo, raffigurante una giovane a lei un profeta in tunica e pallio che addita Nel lato ovest, all’altezza del terzo e del quar- al centro. Questo particolare, unico in Italia, sidonna in ricca tunica e col capo velato,con le una stella, allusione alla profezia di Bala- to arco, è possibile ammirare il campanile e il trova, invece, in portali gotici doltralpe so-braccia alzate in atteggiamento di preghiera. am:"Una stella spunta da Giacobbe e uno monte Francolano. La parete del lato nord è prattutto spagnoli e catalani. Linflusso catala-Ai lati della figura orante sono rappresentate scettro sorge da Israele." (Nu 24,15-17) Lo ornata di reperti provenienti dalle diverse no, evidente nellArco, testimonia la presenzadue scene probabilmente riferentisi a mo- stile e la localizzazione (nella parte iniziale del chiese del monastero e dalla villa di Nerone. nel monastero, in quel periodo, di monacimenti importanti della vita della defunta. Al cimitero) la fanno ritenere limmagine della In una lapide, murata su un pilastro posto spagnoli e di altre nazionalità europee, secon-centro della volta è dipinto il Buon Pastore Madonna più antica del mondo: inizi del III dirimpetto al portale della chiesa, è raffigura- do lapertura culturale ed artistica dei mona-nel giardino paradisiaco. secolo. to il noto simbolo eucaristico: due cervi si steri sublacensi, e la presenza di un abateGli episodi dellAntico Testamento dipinti abbeverano ad un recipiente poggiato su una spagnolo (il cardinale Torquemada).nellambiente simboleggiano la salvezza: in- pianta. Sulla schiena dell’animale di sinistra Unulteriore conferma dellinflusso iberico èfatti, come per lintervento divino furono sta un’epigrafe, che allude alla consacrazione data dalledicola rettangolare che inquadrasalvati i tre giovani ebrei dal fuoco, Isacco dal della chiesa di Santa Scolastica (4 Dicembre lArco e che risulta leggermente aggettantesacrificio della sua vita e Giona dal mostro, 980). rispetto al muro. Gli Spagnoli avevano eredi-così lanima cristiana ottiene la salvezza gra- Non chiaro è, invece, il significato tato questo elemento architettonico daglizie alla Redenzione. Le pitture, incredibilmen- dell’iscrizione posta nella parte superiore Arabi, dei quali per anni subirono la presenza.te ben conservate, sono datate alla seconda della lapide. Dal XIII secolo in questo luogo CHIOSTRO RINASCIMENTALEmetà del terzo secolo. vennero stipulati gli atti pubblici, perciò era Il primo Chiostro o “Chiostro Rinascimentale”LA CAPPELLA GRECA accessibile anche ai laici; tale prassi cessò con è la parte più recente del monastero di SantaAmbiente riccamente decorato con pitture di l’abate Cirillo (1577-1581), che apportò radi- Scolastica.stile pompeiano, finto marmo e stucchi, pre- cali modifiche alla vita monastica. La sua costruzione iniziò nel 1580, durantesenta una forma particolare con tre nicchie ARCO GOTICO - FLAMBOYANT l’abbaziato di Cirillo di Montefiascone e fuper sarcofagi sul fondo e un bancone per Il lato ovest del secondo chiostro del mona- portata a termine nel 1689, quando era abaterefrigeri sul lato sinistro. Sono molti gli episo- stero di Santa Scolastica presenta al suo inizio Michelangelo Inurea, fratello del doge Lucadi dellAntico e Nuovo Testamento qui raffi- un grande Arco "flamboyant", del 1400, a Maria. Il lato ovest, ricostruito dopo il bom-gurati e anche alcuni simboli della mitologia doppia arcata, dal quale si vede la facciata bardamento del 23 Maggio 1944, e il lato sudpagana che alludono allimmortalità e alla della chiesa gotica e il campanile romanico. sono formati da archi poggianti su robustirisurrezione: le stagioni e la fenice che esce Grande importanza assumono i due archivol- pilastri; il lato nord ed il lato est, che, primadal rogo. ti, con larga modanatura a gola: larco interno del 1580, costituivano la facciata e l’ingressoNellarco di fondo viene raffigurata un ban- è acuto e ornato di grosse foglie, quello ester- del monastero, sono oggi occupati da altrichetto, la cosiddetta "Fractio Panis," e nellar- no è a chiglia, con nicchie allimposta e fiore edifici.co di fronte Gesù che chiama Lazzaro fuori sulla cuspide. Affreschi di autore ignoto, risalenti al 1600, sidalla tomba. Ci sono le figure bibliche che La novità dellArco sta proprio nella curvatu- trovano sui pilastri del lato sud e raffigurano irichiamano la salvezza attraverso lacqua del ra, detta appunto "a profilo di chiglia" dellar- papi che, nel tempo, visitarono il cenobio:battesimo (Noè e Mosè) e quelle che mostra- cata esterna, che fu un elemento decorativo Gregorio IX, Alessandro IV, Urbano VI, Pio II.no questa salvezza prefigurata nellAntico notevole nel gotico doltralpe; si usò soprat- Sulla parete dello stesso lato si trovano, in-Testamento: Daniele tra i leoni, i tre giovani tutto nelle entrate delle corniciate, fotocopie di docu-nella fornace e Susanna accusata dai vecchio- chiese e in qualche fac- menti, di codici e di incuna-ni e salvata dal profeta Daniele. ciata, ma fu poco pre- boli presenti nella bibliotecaLA PIU ANTICA IMMAGINE DELLA MADONNA sente in Italia. del monastero, come la Re-Sul soffitto di una nicchia approfondita a gal- La prima arcata contie- gola di San Benedetto e illeria per la presenza di una tomba venerata, ne, in tenero calcare, Regesto del IX secolo, non-cè lo stucco, in parte caduto, del Buon Pasto- figure di patriarchi o di ché fotografie che testimo-re, immagine di Cristo in un giardino con albe- profeti dai volti barbuti, niano la visita degli ultimiri in stucco e rami e fiori dipinti in verde e sorretti da mensole; papi: Giovanni XXIII, Paolo VIrosso. Allestrema destra della pittura si può nella seconda arcata e Giovanni Paolo II.Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 34 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 11
    • MUSEO to. Il recupero iniziò solo nel 1970, ad opera DAL BASSO MEDIOEVO AL XVI SECOLO affreschi (la più conosciuta è la "cripta deiIl Museo è oggi collocato in locali sottostanti del Direttore Generale delle Antichità e Belle Traslate le reliquie allinterno della città, le papi" nella catacomba di san Callisto).il monastero di Santa Scolastica, restaurati Arti, dottor Vito Agresti, per merito del quale catacombe furono completamente abbando- Infine, per ragioni di spazio alcune tombedall’amministrazione della Provincia di Roma è arrivato sino a noi. nate; gli accessi furono ostacolati dalla vege- erano scavate anche nel pavimento dei corri-con fondi del Giubileo del 2000. Un tempo, al BIBLIOTECA tazione e dalle frane, i santuari e i cimiteri doi (formae): questa tipologia di sepolturasuo posto, si trovava il vecchio frantoio; sono Nel monastero di Santa Scolastica, al piano caddero nelloblio. era diffusa soprattutto nei pressi della tombaancora visibili, infatti, buche profonde un paio superiore del lato nord del chiostro gotico, Durante il Medioevo si perse ogni traccia di un martire, luogo ricercato dai primi cristia-di metri, coperte da lastre di vetro, che indi- con finestre ad arco che vi si affacciano, è della loro ubicazione e si faceva gran confu- ni per la loro ultima dimora.cano il luogo nel quale un tempo si raccoglie- collocata la Biblioteca. sione sui nomi. Le uniche catacombe ad esse- CATACOMBE DI SANTA PRISCILLAva l’olio. Nella “Regola” San Benedetto impose ai mo- re ricordate furono quelle di San Sebastiano, LA REGINA DELLE CATACOMBENel museo sono presenti oggetti diversi ri- naci la lettura di libri sia privata, che comuni- di San Lorenzo (o di Ciriaca) e di San Pancra- La catacomba diguardanti le scienze geologiche, archeologi- taria, soprattutto in particolari momenti zio. Priscilla, conosciutache, paleontologiche, etnologiche e strumenti dell’anno liturgico. ETÀ MODERNA in tutti i documentiscientifico-didattici per la scuola. È dedicato a Era, quindi, necessario un luogo dove conser- In epoca moderna furono accidentalmente topografici e liturgi-Luigi Ceselli, ex ufficiale del Genio pontificio, varli, ma a Santa Scolastica non è rimasto riscoperte nel XVI secolo e cominciarono ad ci antichi, si aprepresidente della sezione di scienze naturali alcun segno di tale pratica. Si sa, invece, che essere esplorate prima con Antonio Bosio sulla via Salaria connell’Accademia Pontificia della Concezione, alla fine del 1100 l’abate Giovanni V, amante (1575-1629 col suo libro postumo Roma Sot- ingresso presso ilpresidente della sezione di mineralogia della cultura, dotò il monastero di uno terranea del 1634) e soprattutto con le ricer- monastero dellenell’accademia pontificia dei Quiriti, membro “Scriptorium”, nel quale chiamò miniatori di che di Giovanni Battista de Rossi (1822-1894). Suore Benedettineonorario dell’Istituto Filotecnico Nazionale e grande fama da monasteri italiani e stranieri. Negli anni cinquanta del XX secolo furono di Priscilla. Per lasocio corrispondente di altre Accademie na- Commissionò il “Sacramentarium Sublacen- ritrovate molte catacombe nei pressi di Ro- sepoltura di nume-zionali e straniere. se”, che oggi si trova alla Biblioteca Vallicellia- ma. rosi martiri questaEgli raccolse ossa di animali preistorici e molti na di Roma e molti altri libri, dando origine ad TIPI DI SEPOLTURA catacomba eraoggetti di utilità quotidiana, necessari ad una vera e propria biblioteca. Le catacombe romane sono costituite da denominata nellantichità "la Regina delleevidenziare il modo di vivere, familiare e so- Anche i suoi successori fecero altrettanto, gallerie sotterranee (ambulacra), lungo le cui catacombe".ciale, dell’epoca di appartenenza (dal VI seco- così che alla fine del 1300 la biblioteca di pareti erano ricavate le tombe (loculi). I locu- Il cimitero, scavato tra il II e il V secolo, inizialo a. C. fino all’età tardo-antica), che sono Santa Scolastica poteva contare diecimila li, generalmente disposti su file verticali da tre nuclei originariamente indipendenti eoggi preziosissimi, poiché l’espansione edilizia volumi. Nei secoli successivi molti libri anda- (pilae), potevano contenere uno o più cada- separati tra loro, dei quali i principali sono: unha distrutto buona parte dei siti archeologici rono dispersi, ma nel 1465 due stampatori di veri; esternamente erano chiusi da lastre di arenario, il criptoportico di una villa e lipogeodai quali provengono. Magonza, i chierici A. Pannartz e C. Swe- marmo, su cui spesso erano incisi il nome del a carattere familiare degli Acilii Glabrioni.Il Ceselli morì nel 1882 e della sua collezione ynheym, vi impiantarono la prima tipografia defunto ed il mestiere, accompagnati da ele- LE GALLERIE CIMITERIALInon si seppe nulla sino al 1915, quando Mar- italiana. menti simbolici cristiani o ebraici. Scavate nel tufo, si snodano per circa 13 chi-co Ceselli, suo nipote ed erede, ne fece dono Si mise fine, così, ad attività connesse con la Unaltra tipologia di sepoltura, tipica delle lometri in percorsi irregolari, ogni tanto inter-alla comunità benedettina di Subiaco, per preparazione di materiali scrittori, con la catacombe romane, è larcosolio rotte da piccole stanze, i cubicoli, tombe dionorare anche lo zio Mariano, fratello di Luigi copiatura dei testi e con la loro ornamenta- (arcosolium), costituito da una nicchia arcua- famiglia o sepolcri venerati.Ceselli, che era stato monaco in questa comu- zione, ma si diede vita, il 29 Ottobre 1465, al ta sovrastante una lastra marmorea posta in Il corpo del defunto, avvolto in un sudario enità. I reperti furono schedati e ordinati da primo libro stampato in Italia, in uno stile orizzontale, che chiudeva la tomba (il solium senza una cassa, veniva adagiato in una stret-Don Antonio Caselli, professore di scienze nel tipografico detto “stile Subiaco”. sub arcu). Larcosolio poteva essere semplice ta insenatura rettangolare, detta loculo, sca-seminario di Parma e furono messi a disposi- Molti altri libri furono stampati, ma non sem- (ossia per una sola persona), oppure compo- vata nelle pareti delle gallerie.zione di insegnanti e studenti del seminario pre gelosamente custoditi; fino al 1848, quan- sito, fino ad accogliere le sepolture di una Le lastre di chiusura, in marmo o in terracot-diocesano di Subiaco. do fu curato il riordinamento della Biblioteca intera famiglia. ta, sono state quasi completamente asporta-Le rovine causate al monastero dall’ultima e dell’archivio e furono acquistate opere ri- Lungo i corridoi non sono infrequenti i cubi- te col passare del tempo. Alcuni frammenti diguerra non risparmiarono il museo e i cimeli guardanti la Storia della Chiesa, la Sacra Scrit- coli (cubicula), camere sepolcrali di forma iscrizioni in latino o in greco sono affissi sullein esso custoditi, che solo in parte furono tura, classici latini ed autori stranieri. Durante quadrata o poligonale, contenenti più loculi o pareti o sui muri di sostegno eretti in zonerecuperati. Nel 1953 l’abate Salvi si interessò le incursioni garibaldine i libri furono nascosti arcosoli destinati a membri della stessa fami- pericolanti. Piccoli buchi tra una tomba epresso il Ministero della Pubblica Istruzione, in un luogo sconosciuto. Nel 1873 furono glia o di famiglie imparentate tra loro; oppure laltra servivano per appoggiare le lucerne aperché il patrimonio del museo venisse salva- confiscati dallo Stato e, come gli altri beni del le cripte (cryptae), cappelle decorate con olio che illuminavano il percorso.Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 12 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 33
    • monastero, furono messi all’asta; Santa Sco- “Capitolo Vecchio”.Domenica 21 agosto lastica divenne monumento nazionale. Sull’architrave, separate da una cornice a Successivamente un monaco fu incaricato di mosaico, stanno due iscrizioni, che dicono: ordinare i libri e i manoscritti rimasti, che, nel“SIT PAX INTRANTI · SIT GRATIA DIGNA PRE-PROGRAMMA MATTINA: 1875, ammontavano a 5256 e che, nel 1894, CANTI” e “LAURENTIUS CUM IACOBO FILIOore 9.00 partenza da Subiaco per Roma (Catacombe di santa Priscilla), arrivo previsto ore diventarono 8000. Oggi la biblioteca è SUO FECIT HOC OPUS”. La firma del marmo-10.30 (Visita di 1 ora e ripartenza per Tivoli) “Biblioteca Statale” annes- raro ci fa capire che an-ore 12.30-13.00 pranzo a Tivoli: . Trattoria Pizzeria Buca Di SantAntonio Vicolo S. Antonio 19 sa al Monumento Nazio- che in questa parte dellotel: 0774 318961 (Sig. Massimo Martone) nale di Santa Scolastica e Stato Pontificio, finoraore 15.30 partenza per Giussano (cena al sacco) contiene 100.000 volumi, poco toccata dal grandeore 24.00 previsto rientro 3780 pergamene, 15.000 rinnovamento religioso documenti cartacei dal voluto da Innocenzo III, no, al tempo di Nerone (tra il 64 e il 67), Do-Catacombe di Roma miziano (solo nel 96), Decio (249-251), Vale- 1500 in poi, 440 codici manoscritti e 213 incuna- arrivava l’arte cosmate- sca, espressione e con-Le catacombe di Roma sono antiche aree riano (253-260) e Diocleziano (303-305).cimiteriali sotterranee ebraiche e cristiane. boli, di cui solo 3 stampati trassegno dell’operato di III E IV SECOLO a Subiaco: un Lattanzio e questo papa, che lasciòErano solitamente scavate nel tufo al di fuori Nel III secolo, già nella sola Roma, si contava-dellantica cinta muraria della città, dato che no 25 cimiteri, alcune delle quali erano in due De civitate Dei. Dal 1996 ospita il famoso un’impronta particolare nella Roma solenne eallinterno della quale non era possibile sep- “Archivio Colonna”, che l’ha arricchita e le ha ufficiale di allora. All’interno, sopra la porta, si possesso della Chiesa (ad esempio le cata- dato ulteriore prestigio. trova un dipinto del 1400, che raffigura unapellire i defunti (hominem mortuum in urbe combe di San Callisto, datoneve sepelito neve urito, “Madonna col Bambino”, di Scuola Umbra e, che Ippolito Romano scrisse nella volta, si possono ammirare quattro im-"Non si seppellisca né si nei Philosophumena che MONASTERO DI S. BENEDETTOcremi nessun cadavere in papa Zefirino nominò il Pio II, visitando il Monastero di San Benedet- magini, forse della stessa Scuola.città") to nel 1461, lo definì “nido di rondini”. I dipinti della parete sinistra sono del XVI diacono Callisto custode eSTORIA amministratore della cata- Incassato nella roccia a strapiombo sulla valle secolo: al centro il Redentore e ai lati i quat-I E II SECOLO comba). Nella prima metà sottostante, tale appare al visitatore che per- tro Evangelisti, ognuno dei quali ha alle spalleI nuclei più antichi delle cata- corre il Bosco Sacro. Pareti, volte e scale, paesaggi lontani. In uno di questi è raffigurato del III secolo, inoltre, Roma il Sacro Speco, con vie di accesso diverse dacombe romane risalgono alla fu suddivisa in sette regioni perfettamente integrate nella pietra cui sifine del II secolo. Preceden- appoggiano, con la loro irregolarità, garanti- quelle attuali, cosa estremamente importante ecclesiastiche: ad ognuna ditemente i cristiani venivano esse vennero assegnati scono un’autentica suggestione in chi si avvi- per conoscere la sua evoluzione architettoni-sepolti insieme con i pagani; cina per visitarlo. ca nei secoli. Nella lunetta, inoltre, è rappre- luoghi di culto e diverse sentata la “Sacra Famiglia e Santi”, suggestivaquando la comunità divenne catacombe per la sepoltura Composto da due Chiese sovrapposte e dapiù numerosa, fu necessario Cappelle e grotte, interamente affrescate in eco dell’esperienza fiorentina e toscana di dei cristiani. Nel 313, il Pietro Perugino (sec. XVI).creare cimiteri collettivi. Per Cristianesimo diventò reli- epoche diverse, costituisce un monumentorisolvere il problema dello gione legittima ed almeno unico, per bellezza e spiritualità, tra quanti la COROspazio e grazie alla facilità storia della Chiesa e dell’Arte hanno abbon- Tra la seconda campata della Chiesa Superio- allinizio furono in molti a re e il braccio destro del Transetto, di frontedello scavo nel banco di te- voler essere sepolti vicino dantemente dotato il nostro Paese.nero tufo sottostante la cit- INGRESSO alla cappella più lontana dall’altare si apre ai martiri. l’ingresso ad un piccolo ambiente dove ètà, essi vennero realizzati con gallerie sotter- DAL V AL IX SECOLO L’Ingresso al Monastero di San Benedetto èranee a più piani. Allinizio le catacombe ven- Già dal V secolo si cominciò ad abbandonare ancor oggi costituito da una piccola entrata, situato il Coro.nero utilizzate esclusivamente per scopi fune- luso della sepoltura nelle catacombe, che sulla quale sta una croce a mosaico del XIII Al di sopra degli scanni lignei, sulle quattrorari e per il culto dei martiri ivi sepolti. Lopi- continuarono comunque ad essere meta di secolo. La porta, opera di un marmoraro ro- pareti sono affrescate una “Crocifissione connione comune che vuole che esse fossero mano, molto probabilmente smembrata, la Madonna, San Giovanni, San Benedetto e pellegrini a scopo di devozione. Santa Scolastica”, “L’Angelo Custode”, unautilizzate come nascondigli dai cristiani perse- Tra lVIII ed il IX secolo, in seguito ai saccheggi spostata e successivamente salvata comeguitati è probabilmente priva di fondamento. dei barbari, i santuari vennero gradualmente pezzo di spoglio nelle trasformazioni che il “Madonna con Bambino, Angeli e Santi” e laDel resto le persecuzioni caratterizzarono abbandonati e le sacre reliquie furono trasla- monastero subì, immette in una galleria, che “Deposizione dalla Croce”.solamente alcuni periodi dellImpero Roma- a sua volta, conduce in una stanza detta del Sulla sinistra c’è un organo del 1700, ad avvia- te nelle chiese. mento manuale.Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 32 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 13
    • CHIESA SUPERIORE polilobato, al di sopra del quale sta una corni- sviluppato leconomia agraria e hanno orga- san Benedetto come presupposto di fuga dalLa Chiesa Superiore è la struttura più alta del ce di archetti intrecciati, in pietra. nizzato lavori di bonifica con tecniche talora mondo.Sacro Speco e fu l’ultima parte del santuario È molto probabile che la facciata terminasse a anche originali, come le marcite in Lombar- Nei primi anni non fu necessario insisteread essere costruita. Il suo interno è formato capanna e che la porta stessa avesse una dia, per incrementare la produzione. sulla semplicità e su1lausterità di vita, siada due Campate irregolari, sia in pianta che in copertura, come dimostrano gli incassi a sol- In queste terre bonificate essi hanno edifica- nelle costruzioni che negli ornamenti e nelleelevazione, conseguenza delle varie modifi- co e le mensole. Sopra il rosone, invece del to, quali centri di irradiamento spirituale, le cerimonie di culto, in quanto la povertà stes-che apportate. calcare, c’è il tufo e questo fa supporre un loro abbazie dai nomi composti con riposanti sa imponeva tali restrizioni. Labate Alberico,La Campata più esterna, vicino all’ingresso, è innalzamento della struttura. L’ipotesi più aggettivi esornativi che creano una sensazio- secondo lExordium Parvum, inculcava solo larettangolare ed è molto più alta di quella accreditata è, quindi, che la Chiesa Superiore ne di luce, di freschezza, di profumo con tra- perfetta osservanza della Regola di san Bene-interna; le separa un arco, al di sopra del fosse costituita inizialmente solo dal vano sparente riferimento alla vita spirituale: Chia- detto e lausterità di vita dei monaci che, conquale sta l’affresco della “Crocifissione”. La della prima Campata, con ingresso e pulpito ravalle, Aiguebelle, Fontfroide, Bonneval, la rinunzia alle rendite feudali, volevano vive-prima Campata è tagliata da un arco trasver- nella parete di fronte: poteva essere uno Clairmont. re con il lavoro delle proprie mani, per ade-sale, che poggia su mensole decorate con spazio di stretta clausura, visto che tutti gli Con lapplicazione dei loro principi spirituali guarsi alla povertà del Cristo. Gli edifici, larre-motivi a foglie: da qui partono i costoloni altri luoghi erano accessibili ai numerosi pel- alla costruzione dei monasteri, essi hanno damento, le vesti e i vasi liturgici erano per-della prima crociera legrini. impresso allarchitettura meati di spirito di povertà. In ar-verso l’entrata, che Questo ambiente religiosa un carattere di chitettura la sola imposizione tas-si interrompono dal potrebbe essere forza, di grandezza, di sativamente formulata dal capito-lato della parete stato collegato col semplicità che ha forte- lo generale consisteva nel proibiredella “Crocifissione”, monastero che mente contribuito alla campanili in pietra, ritenuti inutilidopo aver appena l’abate Bartolomeo II nascita e allo sviluppo in quanto le abbazie erano costrui-accennato alla linea (1318-1343) aveva dellarte gotica così da te lontane dai centri abitati e dallecurva di un altra ingrandito creando il meritare lappellativo di vie di comunicazione.crociera, mai realiz- chiostro. Gli ambienti missionari dellarte gotica. Lo spirito di povertà determinòzata. più antichi, un tempo Le abbazie cistercensi soprattutto in seguito alla violentaLa seconda Campata esclusi, potrebbero presentano, dal punto di requisitoria di Bernardo, nellApo-presenta una crocie- essere stati inglobati vista architettonico, una logia, la decisione di escluderera molto più bassa, e potrebbe essere uniformità di linea ed una opere di scultura e di pittura nellesenza costoloni. stata demolita la disposizione costante degli chiese, nei chiostri e nelle altreAlcuni gradini immettono nel Transetto, un parete corrispondente a quella dell’attuale ambienti, secondo le esi- parti del monastero. San Bernar-tempo separato dalla Chiesa tramite un muro arco con l’affresco della “Crocifissione”. Le genze della loro spirituali- do, senza condannare altre formee che, oggi, costituisce una specie di iconosta- volte della prima Campata sarebbero state tà monastica, pur adattan- architettoniche, proponeva consi. L’abside è scavata nella roccia e di fianco rialzate e si sarebbe tentato di dividere lo dosi alle condizioni ambientali, alla configura- trasporto unarchitettura religiosa concepitaha un piccolo spazio rettangolare, al quale si spazio per ottenere tre campate uguali, ma, e zione del terreno, al corso delle acque e dei secondo una pura razionalità Larchitetturaaccostano le cappelle quadrangolari del brac- non si conosce il perché, i lavori si interruppe- venti. cistercense non è tanto affermazione di une-cio destro del Transetto. ro e tutto rimase come oggi si vede. La semplicità dello stile e la funzionalità della sigenza estetica, quanto espressione di unOgni spazio disponibile è affrescato e ciò in Questo sembra confermato anche dalle deco- struttura sono un esigenza di spiritualità ed ideale monastico vissuto nella povertà nellu-parte nasconde le incongruenze presenti. Una razioni: nella prima Campata lavorarono i un manifesto di povertà di cui lOrdine fa miltà e nel lavoro.anomalia vistosa, ad esempio, è costituita dal Senesi, chiamati dall’abate Bartolomeo da professione. Dagli Statuti sono severamente Così è più facile comprendere la mancanza dipulpito che si trova, per chi entra, sulla parete Siena (1363-1369) e, intorno al 1430, quando proibiti gli affreschi, le sculture, le opere di statue, di affreschi, di lampadari cesellati e disinistra della prima Campata, cioè in fondo si decise di sospendere i lavori, i maestri um- oreficeria, i cori riccamente intagliati, i prezio- sculture nelle chiese cistercensi, che presen-alla Chiesa, alle spalle dei fedeli. All’esterno, bro-marchigiani ornarono la parete più inter- si paramenti liturgici e quanto potrebbe ap- tano gli stessi caratteri in quanto espressioneinoltre, sul lato destro, in corrispondenza na della Chiesa ed il Transetto. parire", per ostentazione e ricchezza, contra- di una stessa spiritualità. I Cistercensi hannodella prima Campata, ci sono i resti di una PRIMA CAMPATA rio alla gravitas cistercense. La novità e lim- saputo creare, nella pratica della povertà e infacciata; si vedono, infatti, nell’intercapedine Chi entra nella Chiesa Superiore del Monaste- portanza storica dellOrdine cistercense consi- spirito di semplicità una struttura razionale,tra il fianco della Chiesa e il monastero, una ro di San Benedetto, non può non essere stette, forse, nellaver attuato il ritorno allos- funzionale, pulita e decorosa, servendosiporta murata, con spigoli smussati e una lu- colpito dalla “Crocifissione”, opera davvero servanza letterale, alla puritas, della Regola di della pietra e del cotto, materiali più facil-netta trilobata, sormontata da un rosone imponente del Maestro trecentesco del Sacro mente reperibili.Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 14 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 31
    • ste parole: "Bisogna tener presente che tutti i fatti, Casamari fu eletta canonicamente con- Speco, dipinta nella Trombettieri schie-suddetti monasteri non dispongono neanche gregazione monastica e riaggregata giuridica- parete di fronte rati in duplice fila,dei libri e della suppellettile necessari per la mente allordine, come le altre congregazioni. all’ingresso. che introducono alcelebrazione dellufficio divino". Se nel 1929 contava appena 50 monaci, distri- Il corpo di Gesù, camminare di Gesù,Nel 1623, la comunità ridotta a soli otto reli- buiti in 5 monasteri (Casamari, San Domenico disegnato con veridi- preceduto e seguitogiosi, fu annessa con altre otto abbazie alla di Sora, Valvisciolo, Santa Maria di Cotrino a cità e con seria par- da persecutori,Congregazione Cistercense Romana, sorta ad Brindisi e Santa Maria della Consolazione a tecipazione, è ac- ladroni e soldati.opera di papa Gregorio XV. Il pontefice con Lecce ), attualmente la congregazione di Ca- compagnato da nu- L’affresco del terzoquesto atto cercava di dare nuovo stimolo ad samari conta circa 200 monaci in 18 monaste- merosi particolari, registro, rappresen-alcune abbazie del ri. Nel corso degli che costituiscono ta “La Pentecoste”,Regno di Napoli e anni, difatti, sono mere “isole” compo- descritta secondo ildello Stato Pontificio. stati aggregati allab- sitive e cromatiche, modo tradizionale: iMa la situazione bazia di Casamari i non stonate rispetto all’unità dell’opera. dodici Apostoli, identificabili dal nome sotto-allinterno dellabba- monasteri di San Do- Un sapiente gioco di sguardi e di gesti, infatti, scritto, sono seduti, in atto di ricevere le lin-zia non migliorò. menico di Sora, di ricompone il tutto e lo spettatore stesso ne è gue di fuoco. Anche la parete di sinistra, aSolo nel 1717 questo Valvisciolo, di Chiara- coinvolto. La sua attenzione è attratta dal destra della Crocifissione, è divisa in tre zone.centro religioso co- valle della Colomba, volto sereno di Gesù morto e poi scorge i Nel primo registro è rappresentata: “L’entratanobbe una buona di S. Maria di Piona, di tanti episodi secondari, ma importanti, quali il in Gerusalemme di Gesù”, accolto da fanciullirinascita grazie allo- S. Maria Assunta in gruppo delle pie donne, quello degli armati e in festa e da canti di giovani, ma nelle faccepera di Clemente XI , Asmara, della Certosa dei notabili, che si muovono sul pendio o tra dei Notabili della città è evidente il presenti-in precedenza abate di Trisulti, di S. Maria le croci, gli angeli sgomenti, i ladroni vigoro- mento della imminente sciagura. Un poco piùcommendatario di di Chiaravalle in Brasi- samente legati, la Maddalena che tende la avanti sta l’affresco delle “Marie al Sepolcro”,Casamari. le, di S. Maria di Men- mano, giovani del tutto indifferenti, i soldati nel quale il Maestro ha ripreso le Marie diQuesti rimosse dallabbazia i cistercensi della dita in Etiopia, della certosa di Firenze, di che giocano a dadi per spartirsi le vesti e colei Duccio da Boninsegna. Nel secondo registroProvincia Romana e introdusse una colonia di Nostra Signora di Fatima negli Stati Uniti, che regge il corpo di Maria svenuta, di giotte- l’affresco rappresenta “L’Incontro di Cristomonaci cistercensi riformati, detti anche della Certosa di Pavia. La casa madre di tutta sca ispirazione. La parete, a destra di chi en- con la Maddalena”.Trappisti, provenienti da Buonsollazzo, in la Congregazione è labbazia di Casamari. tra, è divisa in tre zone o registri. La donna è tesa verso Gesù, che inalbera laToscana. Le fondazioni in Eritrea e in Etiopia sono state Nel registro inferiore sono rappresentati: “Il rossa bandiera crociata e le impedisce il con-EPOCA CONTEMPORANEA erette per incarico del pontefice Pio XI che, Tradimento di Giuda” con conseguente “Fuga tatto. Accanto a questo, un altro affrescoIl 13 maggio del 1799 soldati francesi di ritor- nel 1930, ha dato mandato alla comunità di degli Apostoli” e, ancora più a destra, “La rappresenta “L’incredulità di Tommaso”. Nelno da Napoli si fermarono a Casamari e, dopo Casamari della diffusione del monachesimo Flagellazione”. In questi affreschi è evidente terzo registro è rappresentata “L’Ascensione,aver ucciso alcuni religiosi, la depredarono. cattolico in queste nazioni: sono sorti, pertan- l’impostazione generale del Maestro trecen- tra Angeli in festa, Maria, i Discepoli e le PieDal 1811 al 1814 labbazia fu soggetta ai so- to, sei monasteri e delle stazioni missionarie, tesco, ma anche la mano degli Aiuti. Ne “La Donne”. Nelle vele della volta sono dipinti iprusi del regime napoleonico, ateo e materia- con quasi 100 monaci. Flagellazione” la prospettiva appare trascura- quattro dottori della Chiesa Latina, assisi sulista. Labbazia di Casamari è divenuta in questi ta, soprattutto se si guarda la colonna di un cattedre gotiche che, nel dorsale, hanno ilIl pontefice Pio IX, cercò di riportare in auge anni sede di varie attività che ancora oggi piccolo loggiato a volta, alla quale è legato busto di un evangelista.labbazia. Purtroppo, però durante la lotta vedono impegnati i monaci che, oltre alla Gesù. SECONDA CAMPATAche vide opposti i soldati borbonici a quelli partecipazione assidua alla preghiera, curano Nel registro mediano, è rappresentato “Il La seconda Campata della Chiesa SuperiorePiemontesi; questi ultimi incendiarono gran- anche linsegnamento presso il collegio San Giudizio di Pilato” e “Il Viaggio al Calvario”, del Monastero di San Benedetto è un am-de parte delledificio. Bernardo, interno allabbazia, la farmacia, la con grande ricchezza di particolari ed impo- biente più antico rispetto alla Prima CampataNel 1874 labbazia fu dichiarata monumento liquoreria, il restauro dei libri, la gestione nente movimento di personaggi. Ne “Il Giudi- e lo dimostra la volta, molto più bassa e privanazionale: da allora cominciò a riacquistare della biblioteca e del museo archeologico. zio” è descritta la città trecentesca con mura di costoloni.una posizione di prestigio e una certa flori- ARCHITETTURA E SPIRITUALITÀ merlate alla guelfa, terrazze e loggette; Pilato C’è chi lo ritiene il nucleo originario delladezza economica. Raggiunse lapice della sua Larchitettura delle abbazie cistercensi è è rappresentato come un giudice medioevale costruzione, in seguito ampliata con la Primarinascita ne1 1929, quando la congregazione strettamente legata alla storia ed alla spiri- di fronte a Cristo in veste regale. Campata, molto più alta, dalla quale lo sepa-di Casamari fu aggregata alle altre dellOrdine tualità dellOrdine, ne rispecchia la robustezza Ne “Il Viaggio al Calvario” si assiste al galoppo rava il muro, successivamente abbattuto eCistercense. Nel dicembre di quellanno, in- interiore e la semplicità. I Cistercensi hanno di Armati tra soldati e popolani e al centro sostituito con l’arco, al di sopra del quale,Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 30 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 15
    • nella controparete, è dipinta la al Sacro Speco nei primi anni del 1400. Nella poco chiaro. Il Chartarium Casamariense, colore della loro tonaca), si sostituirono i“Crocifissione”. prima Cappella a sinistra si possono ammira- redatto sul finire del 400 dal monaco di Casa- monaci "bianchi", cistercensi.Gli affreschi, che riempiono tutti gli spazi, re: una “Crocifissione”, “Santa Caterina del mari Gian Giacomo de Uvis, per incarico La Cronaca del Cartario riporta: "... nel 1143 isono attribuiti a pittori di Scuola Umbro- Monte Sinai” e i “Padri del deserto”. Davanti dellabate commendatario Giuliano della monaci neri erano diventati tanto indiscipli-Marchigiana, che vi operarono sin dai primi alla stessa Cappella si vede una “Madonna col Rovere, è il punto di riferimento fondamenta- nati, disonesti e dimentichi della salvezzaanni del 1400. Nella parete di fondo, in un Bambino, San Pietro e San Paolo” e un “San le per la ricostruzione storica dei primordi del della loro anima, che Eugenio III [...] trovò ilaffresco molto deteriorato, è rappresentato Cristoforo”. Dietro l’altare sta una monastero di Casamari. Nonostante alcuni monastero di Casamari dai sopraddetti mona-“San Benedetto in cattedra”, con abiti pontifi- “Crocifissione”. Nell’arco tra l’altare e le altre dubbi che ancora riguardano la datazione ci neri ridotto allindisciplina, dilapidato nellecali, insieme a santi e a membri della famiglia due cappelle di destra è dipinto l’ “Ultimo delle origini dellabbazia, questo documento sostanze e fatiscente nei fabbricati e comin-Anicia. colloquio di San Benedetto e Santa Scolasti- ci fornisce preziose informazioni. ciò allora a prenderne cura e vi introdusse iNella parete a sinistra sono tre affreschi: “San ca”, nel quale è stato notato l’influsso di Otta- Secondo il Cartario, nellanno 1005 alcuni monaci dellordine cistercense nellanno 1152Benedetto tentato dal diavolo”, “San Bene- viano Nelli di Gubbio e di Lorenzo Salimbeni ecclesiastici di Veroli, decisi a riunirsi in un [...]".detto che rotola fra le spine” e “San Benedet- di San Severino Marche, dai quali il Maestro cenobio, scelsero Casamari e riutilizzarono, I monaci cistercensi trovarono subito consen-to che prega nella grotta”. Nella lunetta, vici- Umbro trasse ispirazione. come era in uso allo- so per la austerità perno all’ingresso, si vede, a destra, “Il miracolo Nelle pareti laterali della prima Cappella a ra, materiale preleva- il rigore e per la sem-del veleno” e a sinistra “La guarigione del destra, di quella cioè, più vicina all’altare, to dai ruderi di un plicità della loro vita.monaco indemoniato”, opere di mano diversa stanno una “Crocifissione” e la “Morte di San tempio di Marte lì Tra la fine del XII se-rispetto alle altre descritte, che presentano Mauro”. Nella parete del Transetto, davanti a ubicato, per costruire colo e linizio del XIIIfigure di scarsa plasticità, in ambienti archi- questa prima cappella è raffigurato “Il marti- una chiesa in onore fu iniziata la costru-tettonicamente curati, ma scarsamente pro- rio di San Placido”, opera propria del Maestro dei Santi Giovanni e zione del nuovo mo-spettici. Umbro, che descrive nei dettagli più crudi le Paolo. Quattro di nastero. Nel 1203, fuNelle vele della volta sono dipinti “San Mau- torture e l’accanimento degli aguzzini contro essi, sacerdoti, si benedetta da Inno-ro”, “San Gregorio Magno”, “San Romano”, il martire; mentre nella volta del transetto, recarono nel vicino cenzo III la prima“San Martino” e, al centro, l’affresco rappresenta monastero di Sora e pietra della chiesa,“L’Agnello”. “Sant’Agostino, San Fran- ricevettero labito costruita secondo iTRANSETTO cesco, San Bernardo e San religioso dallabate, il canoni dello stileAl Transetto della Chiesa Domenico”. venerabile Giovanni: gotico-cistercense:Superiore del Monastero In una parete laterale erano Benedetto, Giovanni, Orso e Azo. ancora oggi il chiostro, la sala del capitolo, ildi San Benedetto si accede della seconda cappella di La maggiore parte degli storici che si sono refettorio, il dormitorio e tutti gli altri ele-attraverso alcuni gradini, destra, quella, cioè, più occupati dellargomento (il De Persiis, il Lon- menti che compongono labbazia destano lacostruiti durante i lavori di lontana dall’altare, goria, il Giraud e molti altri) contestano la viva ammirazione del visitatore.restauro del 1853, per l’affresco rappresenta “Il data del 1005 e, primo fra tutti il Baronio, A cominciare dal XII secolo labbazia di Casa-collegare questo ambiente martirio di San Paolo”, stabiliscono la data della erezione dellabbazi- mari non solo acquistò possedimenti nellecon le due Campate; tale nell’altra parete è descrit- a al 1036. zone limitrofe, ma intraprese anche nuoveingresso fu chiuso, in epo- ta una “Madonna con Labbazia acquistò in seguito, grande impor- fondazioni monastiche, soprattutto nel meri-ca imprecisata, da un mu- bambino, San Pietro e San tanza grazie a numerose donazioni. Ma subì dione dItalia. A questo momento di prosperi-ro, al quale fu addossato Paolo” e nella vetrata successivamente, una grave crisi a carattere tà seguì dalla metà del 400 un periodo diun altare. dell’altra parete, c’è una sia economico, che religioso: a carattere eco- decadenza così come avvenne per altre abba-È rimasta documentazione “Madonna con Bambino”. nomico per il venir meno delleconomia cur- zie. Causa di questo fenomeno fu ladi ciò in due litografie, ancor oggi ben conser- Nella volta della stessa cappella sono affre- tense con lavvento delleconomia commer- "Commenda", estesa a Casamari da Martinovate. scati i quattro evangelisti. Nella volta del tran- ciale (che ebbe come conseguenza un prolun- V ne1 1430, a favore del cardinale ProsperoIl restauro inserì i gradini in una specie di setto, davanti alla cappella appena descritta, gato stato di ingovernabilità con frequenti Colonna, suo nipote.iconostasi, tuttora visibile, secondo il “gothic sono raffigurati gli Apostoli. Nella parete del dimissioni di abati); a carattere religioso per il EPOCA MODERNArevival”, espressione culturale vigente nella Transetto, davanti alla stessa cappella è rap- generale disorientamento successivo alla Nel 1569, don Nicola Boucherat I, abate diseconda metà del XIX secolo. presentato il “Miracolo dello storpio”, nel riforma gregoriana. Citeaux, visitò 34 monasteri del meridione,Ogni spazio del Transetto fu affrescato dagli quale colpisce il gioco simmetrico dei colori e Nellarco di tempo tra il 1140 ed il 1152 ai tutti sotto commenda; dopo questo viaggioartisti di Scuola Umbro-Marchigiana, presenti la raffinatezza delle forme. monaci "neri", benedettini (così chiamati dal stilò una relazione che si concludeva con que-Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 16 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 29
    • correndo la via Mària, strada provinciale che CHIESA INFERIORE produce effetti ottici notevoli, perché sembraAbbazia di Casamari collega Frosinone a Sora. Tra il 1244 e il 1276, l’abate Enrico ristrutturò che si muova con colui che la guarda. TaleINTRODUZIONE Probabilmente tra i nomi "Casamari" e "Via il Sacro Speco, come si legge nel Chronicon, fenomeno, dai critici non sempre giudicatoNel territorio del comune di Veroli, a 9 km dal Mària" si è già notata una certa assonanza: trasformandone completamente l’aspetto. positivamente, risulta, invece, nuovo ed e-centro, sulla via Maria, - raggiungibile facil- ciò è dovuto alla loro comune etimologia, che A questo periodo risale la creazione del vasto stroso, anche perché le eventuali tecnichemente anche dallautostrada Frosinone-Sora - si riconduce al nome di Caio Mario ( II-I sec. piano della Chiesa Inferiore, un ampio spazio correttive non avrebbero risolto dalla radice ilsorge labbazia di Casamari. Essa fu edificata a.C.), insigne personaggio della storia di Ro- rettangolare, diviso in tre vani, coperti da problema. L’ispirazione dell’artista è di origi-sulle rovine dellantico municipio romano ma, sette volte console e avversario di Silla volte a crociera, uno rettangolare e due qua- ne bizantina, poiché il trono suggerisce ladenominato Cereatae, perchè dedicato alla nella guerra civile dell88 a C. La fama che drati. descrizione della Madonna come Madre delladea Cerere. Il nome Casamari è di origine assunse questo personaggio nel mondo ro- Alterò profondamente l’interno dello Speco Chiesa, ma l’opera nella sua realizzazione èlatina e significa "Casa di Mario", patria del mano fece sì che il luogo dove nacque e visse l’inserimento della pianta “ad quadratum”, cosmatesca e tardo duecentesca, avvicinabileconsole romano Caio i primi anni della sua bernardina, che i Cistercensi, in quel tempo, alla raffigurazione dei troni di Cimabue.Mario, celebre condot- vita fosse connotato dal andavano diffondendo in Europa e presente L’ovale del viso, la diversa grandezza deglitiero, nemico di Silla. suo nome: infatti Casa- nel Lazio a Fossanova e a Casamari. L’accesso occhi, il naso diritto, la piccola bocca, il colloLabbazia fu costruita mari (Casa Marii) signifi- alla Chiesa Inferiore avviene oggi dal transet- cilindrico mostrano nell’insieme dolcezza enel 1203 e consacrata ca etimologicamente to della Chiesa Superiore tramite una scala, a serenità, svelate dal movimento della mano,nel 1217. E uno dei più "casa di Mario". sinistra della quale (sulla parete settentriona- che nel Bambino, sereno e greve, indica laimportanti monasteri Precedentemente, le le) sta un affresco di matrice bizantina, che loro ultima origine.italiani di architettura fonti storiche indicava- raffigura il testo della bolla del 4 Luglio 1202, PRIMA CAMPATAgotica cistercense. La no questo luogo con il con la quale il papa Innocenzo III concedeva La Prima Campata della Chiesa Inferiore èpianta delledificio è nome di "Cereatae": speciali favori ai monaci residenti nello Speco. situata vicino alla Scala Santa, posta sullasimile a quella dei mo- Plutarco, nelle Vite, Nell’affresco tale testo è sorretto a destra sinistra di chi si mette di fronte alla Chiesa.nasteri francesi, men- riporta che "[Mario] dallo stesso Innocenzo III e, a sinistra, da San Nella parete di fondo sono rappresentati glitre la facciata della chiesa presenta allester- trascorreva il tempo nel villaggio di Cereate, Benedetto, che è seduto, e che, inginocchio episodi de “L’offerta del pane”, “Il pane avve-no un grandioso portico. Si entra nel mona- nel territorio di Arpino..."; Strabone, geografo davanti a lui, ha l’abate Romano. Sia Innocen- lenato sottratto dal corvo” e “Cristo benedi-stero attraverso unampia porta a doppio greco, nomina il villaggio di Cereate nella zo III che l’abate Romano hanno l’aureola cente tra angeli, con San Benedetto e Santaarco. Allinterno si trova un giardino la cui descrizione del territorio adiacente al fiume quadrata, ad indicare che erano ancora in vita Scolastica”. Il primo di essi, a sinistra di unaparte centrale è occupata dal chiostro. Esso è Liri; infine Frontino, storico latino del I secolo nel momento in cui fu fatto il dipinto e poiché finestra, è ambientato in una grotta, dove Sandi forma quadrangolare, con quattro gallerie d.C., riferisce che "...la famiglia di Caio Mario morirono entrambi nel 1216, tale fatto è si- Benedetto, seduto, riceve, in un ampio lino,a copertura semicilindrica. Laula capitolare è risiedeva nel municipio di Cereate..." gnificativo per le opere di ristrutturazione che da una donna vestita di rosa, il pane avvele-un ambiente formato da nove campate e da In base a queste testimonianze e a numerosi lo Speco subì in quegli anni. nato, dono del prete Fiorenzo, con grandequattro pilastri ed è usata per le riunioni. Dal ritrovamenti archeologici, possiamo afferma- Successivamente il Conxolus affrescò, sopra il sconcerto di Mauro e di Placido.chiostro, grazie a una porta, si entra nella re con certezza che labbazia di Casamari testo della bolla, un altro Innocenzo III, con L’autore, che non è Conxolus e neppure il suochiesa che è a pianta basilicale a tre navate. sorge nellantico municipio romano. piviale rosso, pallio e tiara ad una sola corona primo Collaboratore, ma un artista della suaDietro laltare dellabbazia troviamo il coro Durante i secoli di decadenza dellimpero, e ricoprì l’affresco con una pittura, ancora stessa bottega, segue lo schema di altri episo-costruito nel 1940. Allinterno della struttura Cereate subì la progressiva crisi economica, conservata, che raffigura San Benedetto. di dipinti in questa Campata, ma sa beneci sono alcune sale duecentesche, che con- conseguente alla decadenza della civiltà di Di questo artista non si sa molto: probabil- esprimere lo stupore dei due nel gesto delletengono reperti archeologici di epoca roma- Roma e alle invasioni barbariche. mente era romano e a lui, e ai suoi Aiuti si mani e nello sguardo pieno di domanda rivol-na. Di grande interesse sono: la biblioteca e il Le testimonianze riguardo a Cereate riaffiora- attribuisce la maggior parte degli affreschi to al Santo. A destra della finestra è raffigura-museo ricco di opere darte. no a partire dal secolo XI, da documenti che della Chiesa Inferiore, nei quali, come disse F. to San Benedetto che comanda ad un corvo diPROFILO STORICO DELLABBAZIA attestano la presenza di una comunità di Hermanin, è evidente che “guardò la vita e la portar via il pane avvelenato. Nella parete aEPOCA ROMANA monaci benedettini nel luogo chiamato Casa- prese direttamente a modello”. Nell’absidina, sinistra, sopra l’ingresso della Scala Santa, èLAbbazia di Casamari, ubicata nellomonima mari. vicino al bellissimo affresco della “Madonna affrescato il “Cristo benedicente tra Angeli”,contrada del territorio di Veroli, in provincia MEDIOEVO con Bambino tra due Angeli”, su fondo azzur- che fuoriesce dal rotondo scudo.di Frosinone, è un importante centro storico, La fondazione del monastero è descritta nella ro, ci ha lasciato il suo nome; si legge, infatti: Quest’opera presenta forti analogie con ope-culturale e spirituale del Lazio. E possibile "Cronaca del Cartario", documento del XIII “Magister Conxolus pinxit hoc opus”. re di Cimabue; in un angelo, inoltre, si ricono-ammirare questo secolare monumento, per- secolo, che presenta tuttavia qualche punto L’immagine, stesa sulla superficie concava, sce il modello del Conxolus e nell’altro unSubiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 28 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 17
    • modello bizantino. Nella parete a destra della debole convinzione lo vuole “alatrense”, es- Le reliquie di S.Sisto sono conservate nellaNella volta è dipinto scala è dipinto “Il funerale sendo a quei tempi Alatri un municipio e colo- Concattedrale di S.Paolo entro un’urna diCristo con aureola di San Benedetto”, dove è nia romana. piombo antichissima, sul cui coperchio vi ècruciforme dentro una evidente il rapporto del Il nome “Sisto”, probabilmente di origine incisa la scritta: “HIC RECONDITUM EST COR-cornice di rami e di Conxolus e dei suoi Colla- greca, potrebbe anche significare che fu il PUS XYSTI PP. PRIMI ET MARTIRIS”fiori, con Arcangeli boratori più stretti con sesto successore di San Pietro. Non c’è chiari- La ricorrenza della venuta del Santo si festeg-che si alternano ai altri autori coevi, quali to neanche quale dignità ricoprisse S.Sisto al gia ad Alatri l’11 gennaio con una solenneSanti Pietro, Giovanni Pietro Cavallini e il primo momento della sua elezione a Sommo Ponte- funzione religiosa, mentre, il mercoledì dopoEvangelista, Paolo e Giotto. fice. Pasqua, l’imponente statua è portata in pro-Andrea, considerati “i Nella stessa parete sono Il Catalogo Feliciano dei papi ed i vari martiro- cessione per le strade della città. Il motivo delpilastri del cielo” nella affrescati i santi “Stefano, logi lo indicano come martire sotto il crudele “doppio festeggiamento” è da ricercarsi in uncosmografia di Cosma Indicopleuste, mercan- Tommaso e Nicola”. Nella volta sono dipinti Antonino Pio, ma non ci sono dettagli sul tipo avvenimento storico.te e viaggiatore egiziano del VI secolo. papi, vescovi e monaci santi, San Benedetto, di martirio che patì. Nell’anno 1186, Alatri è assediata dalle trup-Nella lunetta della parete dove si apre la por- San Gregorio, San Silvestro, San Lorenzo e Alla sua morte, fu inumato nel sepolcreto pe di Arrigo VI°, figlio di Federico Barbarossa.ta del Coro, è descritto il “Miracolo del salva- altri santi dell’Ordine. della basilica Vaticana. Fu Papa dal 115 al 125 Dopo nove giorni di resistenza i viveri e letaggio di San Placido”, che si fa fatica ad attri- TERZA CAMPATA D.C. forze cominciano a mancare e gli alatrini van-buire al Conxolus. E’ più facile vedervi la ma- Nella Terza Campata della Chiesa Inferiore, a L’ ARRIVO AD ALATRI DELLE RELIQUIE DI S. no a prostrarsi innanzi al loro Patrono Sanno di un suo Collaboratore, che usa una mino- sinistra, si trova una grotta nella quale è alle- SISTO I PAPA E MARTIRE Sisto per invocare aiuto e protezione. Dopore consistenza plastica e un attento studio stito permanentemente un presepio. Correva l’anno 1132, Rainolfo, conte di Alife, fervide preghiere, si sentono animati da granpsicologico, evidente negli stretti occhi a Nella parete a destra sono dipinte le storie di decise di inviare degli ambasciatori a Roma forza d’animo. Riunite le forze, si scaglianomandorla, negli ovali allungati e nei riflessi San Benedetto: “Il miracolo del vaglio”, “Il per ottenere dal Papa Anacleto II° le reliquie come leoni contro il nemico, che si da a ver-che convenzionalmente segnano la direzione viaggio verso la chiesa di Affile” “La vestizio- di qualche santo con lo scopo di liberare la gognosa fuga verso la vicina Guarcino, nondella luce. ne”, “Il ritiro in orazione dentro la grotta”. propria città dalla pestilenza. resistendo all’attacco.Viene descritto San Mauro, che inconsapevol- Particolare attenzione merita il primo di essi, Anacleto concesse l’urna delle reliquie di S. Tutti attribuirono a San Sisto l’onore dellamente corre sull’acqua del lago, appena San nel quale colpiscono i volti, opera esclusiva Sisto agli alifani che la caricarono sul dorso di vittoria, ed essendo il fatto accaduto nel mer-Benedetto gli fa cenno di salvare San Placido, del Conxolus, descritti con forte plasticità. una mula per far ritorno fiduciosi ad Ali- coledì dopo la Santa Pasqua, decretarono cheinavvertitamente cadutovi. Anche ne “Il Mira- E’ evidente nel Santo lo stupore per fe.Giunti ad un trivio, probabilmente nei pres- d’allora in poi quel giorno dovesse esserecolo del falcetto” è presente la mano del l’avvenuto miracolo e nella nutrice, che tiene si di Fumone, la mula non volle più saperne di consacrato al loro Santo Protettore e ritenutosecondo Collaboratore, per la fisionomia dei il vaglio, l’incipiente vecchiaia, per le rughe proseguire per Alife e si avviò per il più importante dell’anno.visi, molto rassomiglianti a quelli dell’episodio poste intorno agli occhi rotondi. Nel secondo un sentiero che conduceva ad S.Sisto “gode” dunque di bendel pane avvelenato. affresco è messa in risalto la figura di San Alatri. due feste, entrambe avvertiteLa scena è vivace ed espressiva, benché il lago Benedetto teso verso la chiesa di Affile, chie- Nessun tentativo riuscì a far cam- profondamente dal popolosia rappresentato come una bianca macchia sa descritta con forte accentuazione plastica biare strada alla mula che si fer- alatrense.La statua del Santo èrettangolare, dai bordi ondulati: a sinistra sta dal Conxolus, che non dipinse molti edifici mò nei pressi della chiesa di S. in legno ricoperto d’oro (la te-il Goto che porge al santo il bastone senza sacri, ma che dimostra di conoscere bene le Matteo in località detta il Colu- sta, il braccio e la palma sono difalcetto, a destra San Benedetto immerge opere di Giotto dove tali edifici sono presenti. bro, dove fu accolta dal Vescovo, argento).nell’acqua il bastone, al quale il falcetto mira- Nell’affresco della “Vestizione di San Bene- dal clero e dal popolo alatrino. La Il suo peso è di circa 7 quintalicolosamente si unisce. detto ad opera dell’abate Romano”, mula proseguì il suo cammino ed essa è portata processional-SECONDA CAMPATA l’episodio è descritto in un paesaggio sassoso, dirigendosi senza esitazione ver- mente in spalla per le vie dellaLa Seconda Campata della Chiesa Inferiore si nel quale si erge la chiesa di Santa Croce, che so l’acropoli e davanti alla catte- città da 20/25 incollatori appar-trova allo stesso livello della Prima Campata e lega questo al dipinto precedente. I colori, la drale si inginocchiò aspettando tenenti alla Confraternita.ad un livello più basso rispetto alla Terza consistenza dei personaggi, le modalità e- che il Vescovo Crescenzio la liberasse dal suo Una curiosità: ogni qualvolta avviene il cam-Campata, poiché segue il digradare della roc- spressive sono del Magister; la sua mano è prezioso carico. bio del Vescovo di Alatri, il suo primo ingressocia. evidente nella testa rotonda, negli occhi gran- Da quel momento Alatri fu liberata dal conta- nella città è a dorso di una mula bianca, inA sinistra, vicino all’ingresso che porta alla di, nel collo robusto di San Romano. gio e i cittadini fecero dono agli alifani di un ricordo dell’episodio della venuta di S.Sisto.Grotta della Preghiera, vi è un affresco che Nell’ultimo episodio San Benedetto è descrit- dito del Santo.S.Sisto aveva scelto la sua di- Le città di Alatri e Alife, inoltre, sono uniterappresenta “Cristo benedicente tra Angeli”. to in preghiera, dentro la grotta immersa in mora: era l’11 gennaio 1132. nella fede al Santo attraverso un gemellaggio.Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 18 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 27
    • MIRACOLO EUCARISTICO OSTIA INCARNATA che, per quanto concerne la giovane, giacché un paesaggio realisticamente rappresentato, una propria amministrazione, guidati da unTra le molte testimonianze di fede che nel si valuta abbia sbagliato più per fragilità che del quale sono con accuratezza descritti gli priore dipendente dall’abate di Santa Scola-corso dei secoli hanno scandito la storia di per malizia e, soprattutto, poiché è da creder- alberi e la campagna circostante. stica, e la roccia nella quale la grotta è inseri-Alatri si inserisce il Miracolo dell’Ostia Incar- si che si sia sufficientemente tormentata in Anche qui il campanile a vela, con campana e ta subì adattamenti e modifiche strutturali,nata: una particola consacrata divenuta carne confessione, sia da infliggerle una punizione corda, stabilisce la connessione agli altri tre per agevolarne l’accesso e consentire il nor-umana in seguito ad un atto sacrilego, com- più mite. All’altra, piuttosto, che la indusse a dipinti e mette in evidenza la volontà del male svolgimento della vita monastica.piuto nella città tra la fine del 1227 e i primi peccare a causa della sua perversità, esclu- Conxolus di rappresentare con realismo gli Il papa che, in quel periodo, maggiormentemesi del 1228. La memoria di quest’evento è dendo ciò che riteniamo di dover lasciare al episodi della vita del Santo. ebbe a cuore l’esperienza benedettina, fino aracchiusa in un documento redatto nel palaz- tuo giudizio, (disponiamo) che tu la costringa, Nella parete a sinistra della scala che porta riformarla, fu Innocenzo III, che andò spesso azo lateranense il 13 marzo 1228: un Manda- portandosi al cospetto dei Vescovi viciniori, a alla Chiesa Superiore è dipinto il “Papa Inno- Subiaco e valorizzò lo Speco. Ancor oggi ètum pontificio di Gregorio IX° al vescovo dio- dichiarare con remissività il suo reato, implo- cenzo III”, “San Benedetto in cattedra e possibile ammirare, all’interno della grotta,cesano Giovanni V°. In questa Bolla è ufficia- rando umilmente il perdono. Dato in Laterano l’abate Romano” e a destra, nell’absidiola, la un paliotto d’altare di quell’epoca, operalizzato il giudizio del Pontefice, in risposta ad il 13 marzo, l’anno primo del nostro pontifica- “Madonna in trono col Bambino e Angeli”, cosmatesca, testimonianza del gusto che iuna precedente lettera infor- to." Agli inizi del’700, non rappresentata a mezzo busto, seduta su un marmorari romani allora diffondevano.mativa del presule di Alatri: senza l’indignazione del trono con schienale a baldacchino di fattura Alla fioca luce delle dodici lampade si puòIL MANDATUM clero e del popolo di Ala- cosmatesca, con la dicitura: “Magister Conxo- vedere, inoltre, la bianca statua opera di An-" Gregorio Vescovo, servo dei tri, una porzione della lus pinxit hoc opus”. tonio Raggi, allievo delservi di Dio, al venerabile Ve- Reliquia viene offerta dal GROTTA DI S. BENE- Bernini, che raffigura ilscovo di Alatri, nostro fratello, Vescovo Giuseppe Guerra DETTO giovane Benedetto insalute e apostolica benedizio- al proprio concittadino e La Grotta di San Bene- preghiera, con le brac-ne. Abbiamo ricevuto, fratello futuro cardinale Camillo detto, chiamata anche cia sul petto e gli occhicarissimo la lettera riguardan- Cybo che, a sua volta, ne “Grotta della Preghie- rivolti alla croce. Late il fatto che una giovane, a fece atto di donazione al ra”, è il principale pun- nuda roccia accresce lacausa della cattiva influenza di una donna Monastero e chiesa di S. Maria degli Angeli to di riferimento di profonda suggestionemalvagia, avendo ricevuto dalle mani del alle Terme di Diocleziano a Roma. Attualmen- tutto il sacro comples- del luogo, nel qualesacerdote il sacratissimo Corpo di Cristo, lo te, la restante particola consacrata è conser- so. non fu e non è difficiletrattenne temporaneamente nella bocca, vata nella Concattedrale di S. Paolo in E’ un anfratto del mon- “cercare” e trovarefinché, coltane l’opportunità, lo avvolse di un’apposita cappella fatta realizzare nel 1997, te Taleo, dove, come dice san Gregorio Ma- Dio.nascosto in un panno, fino a quando, dopo presso la navata destra. Entro una teca vitrea, gno nel II libro dei “Dialoghi”, San Benedetto CAPPELLA DI S. GREGORIOtre giorni, trovò il medesimo Corpo, che ave- è esposta alla venerazione di tutti i credenti. si ritirò a vita eremitica per tre anni, ignoto a La Cappella di San Gregorio è un piccolo am-va ricevuto sotto forma di pane, convertito in Si presenta con le fattezze di un piccolo pezzo tutti, fuorché a Dio e al monaco Romano, che biente absidato, in parte stretto alla roccia,carne, come appare in modo inequivocabile a di carne dall’aspetto omogeneo e di colore dall’orlo della roccia sovrastante, mediante con volta a crociera non costolonata, al qualechi tuttora lo osserva. Pertanto, avendoti brunastro. La materia evidenzia una forma una lunga corda, mandava al Santo il cibo si accede dalla Chiesa Inferiore, attraversoentrambe confessato umilmente tutto ciò, sferoidale del diametro di circa 1 cm, conferi- essenziale per la sopravvivenza. una scala a chiocciola, che sostituisce le fun-chiedi di essere istruito, con una nostra rispo- tale dal cilindro di cristallo nel quale è da In seguito al tentativo di avvelenamento da zioni di un antico passaggio voluto dall’abatesta, su quale debba essere la penitenza da sempre conservata. L’esistenza di una fonte parte di Fiorenzo, parroco della chiesa di San Giulio Graziani nel 1595.infliggere loro. Dunque, innanzitutto, rendia- di assoluto rilievo, quale la Bolla di Gregorio Lorenzo, situata sulla riva sinistra dell’Aniene, A destra della finestra si trova, in un pannellomo grazie, per quanto possibile, a Colui che, IX°, non può che inserire a pieno titolo il Mira- San Benedetto abbandonò la grotta ed essa rettangolare bruno-oliva, l’affresco che rap-sebbene operi mirabilmente in ogni cosa, colo alatrino tra i più antichi prodigi eucaristi- rimase per circa seicento anni solo luogo di presenta San Francesco d’Assisi, che ha intuttavia in alcune circostanze interviene in ci storicamente documentati. preghiera per quei religiosi che vivevano nel mano una carta, nella quale si legge: PAXmodo miracoloso e si avvale di eventi straor- SAN SISTO I vicino monastero di Santa Scolastica. HUIC DOMUI. Ai suoi piedi è raffigurato undinari, affinché, rinsaldando la Fede nella San Sisto ebbe i suoi natali a Roma dalla fami- Nel 1090 l’abate di tale monastero, Giovanni piccolo monaco, con tonaca rosso cupo, cheverità della Chiesa cattolica, ravvivando la glia Pastore (nome assai frequente tra i roma- V, dette al monaco Palombo, che gliene aveva è, forse, il committente dell’opera. Si nota laSapienza, riaccendendo la Carità, dissuada i ni del II secolo). Il suo anno di nascita è igno- fatto richiesta, il permesso di stabilirsi nelle grande intensità spirituale che l’autore, dettopeccatori, converta i malvagi e confonda to. La tradizione lo vuole appartenente alla immediate vicinanze della grotta e di condur- “il Maestro di Frate Francesco”, volle impri-l’errore degli eretici. Quindi, fratello carissi- regione di Via Lata, centro animato della vita vi vita eremitica. Dopo il 1193 al Sacro Speco mere nel suo personaggio principale.mo, con questa lettera apostolica ordiniamo civile al tempo dell’Impero. Una seconda si insediò una comunità di dodici monaci, con L’opera è anteriore al 1224, anno in cui SanSubiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 26 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 19
    • Francesco ebbe le stimmate, che qua non va e sofferenza coinvolgente, soprattutto dell’acropoli stessa: un piazzale dal panorama BADIA DI S. SEBASTIANO (SEC. VI) - Stupendofigurano, come non figura l’aureola, ad indi- nella figura del vecchio Giobbe, che richiama eccezionale. nucleo architettonico fondato nei primissimicare che il santo, in quel tempo, era ancora il san Giovanni della “Crocifissione”, opera LA PORTA MINORE che consente l’accesso ad anni del VI secolo accolse in origine una dellevivo. Dello stesso autore è l’altro affresco, rappresentata nella parte alta dell’abside, una salita verso l’acropoli su cui sono sorti il piu antiche comunita cenobitiche dOcciden-posto a sinistra della finestra, che rappresen- irrimediabilmente deteriorata e forse ingiu- Duomo seicentesco dedicato a S. Paolo e te. Successivamente pero, in seguito allaffie-ta il cardinale Ugolino, vescovo di Ostia, dive- stamente attribuita ad altri autori. Nella zona l’episcopio, forse su un tempio antico. volimento della comunita maschile, leremonuto poi papa col nome di Gregorio IX, dipin- sottostante è dipinto il “Salvatore benedicen- PALAZZO GOTTIFREDO - (Palazzo Case Grandi) fu abbandonato e solo nel 1233, dopo unato nell’atto di consacrare la cappella a San te” che ha ai lati san Pietro e san Paolo. - Costruzione gotica del XIII secolo con un totale ristrutturazione in forme romaniche, fuGregorio Magno. Nella volta sono affrescati i simboli degli e- corpo centrale ornato da due piani di bifore. nuovamente ripopolato dallordine delle Da-Molti riconoscono, nella figura che si trova vangelisti e quattro cherubini, dei primi anni Nei locali della torre del Palazzo (restaurata mianite di santa Chiara che vi dimoro fino alaccanto ad Ugolino, lo stesso San Francesco, del 1200, di autori bizantineggianti. L’ex voto, nel 1930) e del pianterreno, dal 1996, viene 1442.che avrebbe assistito a tale consacrazione. a destra della finestra, è la “Pietà”, opera ospitato il Museo Civico con sculture di epoca CHIESA DEI PADRI SCOLOPI - costruzione tar-Ugolino è dipinto secondo una formula com- quattrocentesca, attribuibile forse ad Anto- romana, la biblioteca e una sala per esposizio- do barocca (1734-1745) - Edificio di puropositiva, cara al Mae- niazzo Romano. ni. impianto seicentesco costruito fra il 1734 e ilstro di frate Francesco, SCALA SANTA Visita al MUSEO CIVICO (su prenotazione) e 1745 su progetto dallarchitetto Benedettodesunta da una matri- La Scala Santa fu fatta gratuita nelle ore 10 - 12 e 18 – 19. Magariti. Allinterno la chiesa e adornata dace culturale bizantina: costruire dall’abate IL DUOMO - Cattedrale di S.Paolo, XII secolo - dipinti del veneziano Benedetto Mora e Car-la curvatura della figu- Giovanni V (1060- Consacrato nel 1091, la facciata settecente- mine Spinetti.ra, nel rispetto della 1121) per sostituire lo sca, corsa da lesene, e preceduta da una CHIESA DI S. STEFANO (sec.XII) e Chiesa di S.cornice d’arco. stretto sentiero, lungo ampia scalinata. Custodisce la celebre reli- Silvestro (sec. X-XI)Nell’iscrizione posta il pendio del monte quia dellOstia incarnata, miracolo del 1227. CHIESA DI S. MADDALENA (sec. XII) con affre-sotto l’affresco si legge Taleo, che San Bene- CHIESA DI S. MARIA MAGGIORE (prospiciente schi del sec. XIVla data: il secondo detto percorreva per lomonima piazza) - Chiesa costruita nel XIII, CHIESA S. FRANCESCO (e convento dellordineanno del pontificato di passare dallo Speco o in forme romanico gotiche, ampliando e ri- francescano del sec. XIII) - Fu costruita allaGregorio IX (1227- “Grotta della preghie- strutturando le rovine di un preesistente fine del XII secolo con particolari pregevoli,1241); in tale periodo operò al Sacro Speco ra” alla “Grotta dei Pastori” ed incontrarvi le tempio consacrato alla dea Venere (V secolo); come il portale gotico e il rosone, e ristruttu-questo maestro, autore anche di altri dipinti persone desiderose di ascoltare le sue parole. la facciata romanico gotica presenta tre por- rata internamente in forme tardo barocche.della Cappella di San Gregorio. Il suo tocco si Oggi, a causa delle modifiche subite da tutto tali di accesso, il campanile a due piani di Accoglie i resti di un affresco raffigurante unariconosce nell’affresco, che sta a destra della il complesso nel corso dei secoli, l’originaria bifore simile a un torrione merlato e un origi- Madonna col Bambino e Santi (XV secolo), delfinestra, in alto, dove è rappresentato, su Scala Santa è ridotta ad un piccolo tratto, ma nale rosone a traforo (XIV secolo). Maestro della Scuola di Alvito.fondo color oliva, bordato di una fascia verde conserva tale nome quella che ha inizio dalla Nell’interno a tre navate scandite da una Fontana di porta S. Pietro, Fontana Antonimie di un listello, profilato di porpora, a T rossi e Cappella della Madonna. Ad occidente la doppia fila di massicci pilastri si conservano e Fontana Pia (al centro della piazza omonimabruni, “San Michele Arcangelo”, che scuote il Scala rasenta la roccia e ad oriente il muro numerose opere d’arte di notevole rilievo tra - 1869) realizzate su progetti dellarchitettoturibolo, piegato, a seguire la curva della esterno, dove sta una monofora. La copertura cui un gruppo di ligneo policromo dei secoli Giuseppe Olivieri.cornice d’arco. presenta una vasta crociera, ma la roccia XII e XIII raffigurante la Madonna di Costanti- GRANCIA DI TECCHIENA - Un mirabile esem-Un’altra opera, attribuita al Maestro di frate rende tutto un po’ asimmetrico, perché con- nopoli; vero capolavoro dellarte romanica, pio di architettura settecentesca alle pendiciFrancesco e presente in questa Cappella, è diziona lo spazio, peraltro affrescato in ogni con figurazioni policrome della vita di Cristo e del colle Monticchio (sec, XVIII).“San Gregorio e Giobbe piagato e afflitto”, sua parte. della vergine. Inoltre il Trittico del Redentore, PORTA PORTATI a Nord-Est dellAcropoli.sottoposto a tardivi restauri, che ne hanno Prima di arrivare alla Grotta di San Benedet- lavoro autografo di Antonio da Alatri, raffigu- PORTA S.FRANCESCO a Nord-Ovest dellAcro-irrigidito i profili di alcuni particolari. San to, sulla sinistra, si ha l’accesso ad una scala a rante Cristo benedicente, la Vergine col Bam- poli.Gregorio, assistito dallo Spirito Santo rappre- chiocciola, che porta alla cappella di San Gre- bino e S. Sebastiano (prima meta del XV sec) LE PIAGGE - Un caratteristico dedalo di ripidesentato sotto forma di colomba, con il piviale gorio, correzione fatta durante il restauro del e un fonte battesimale del XIII secolo. scalinate e strette viuzze attraverso gli antichirosso, il pallio e la tiara bordati e ricamati con 1925-31. Gli affreschi della Scala Santa, pur CHIESA DI S. SILVESTRO - In stile gotico roma- quartieri medievali della citta e raccolti lungooro e perle, si curva su Giobbe seminudo e nella asimmetria delle pareti, presentano tre nico fu eretta tra il X e l XI secolo ad una sola il versante meridionale dell’acropoli.ricoperto di piaghe. episodi descritti dal Maestro Trecentesco del navata; nel 1331 fu ampliata con laggiunta diIn tale opera, prescindendo dalle parti mal Sacro Speco, da un suo Collaboratore e un una seconda; la cripta custodisce affreschi delrestaurate, è possibile trovare forza espressi- Aiuto, su temi ricorrenti e letterariamente XIII - XIV. secolo.Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 20 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 25
    • cosicché alloriginaria struttura gotica si è Alla base del campanile della Chiesa di trattati in quegli anni. Santa. Nonostante l’irregolarità delle pareti,sovrapposto un impianto decorativo barocco; S.Agostino (Sec. XIV) sono ancora visibili i Il primo episodio, “L’incontro dei Tre Vivi e che seguono l’andamento della roccia, fula facciata è del 1798 ed è stata realizzata (Bartolomeo Sinibaldi) fu terminata nel 1536, dei Tre Morti, rappresenta tre giovani, due interamente affrescata dal Maestro trecente-dallarchitetto Paolo Posi. dopo la sua morte, da Bastiano Bertolani da dei quali, intenti a discorrere tra loro, col sco del Sacro Speco, dal suo Collaboratore eLinterno è suddiviso da uniconostasi in due Palazzo Pfanner (secc. XVII-XVIII) si distingue falco e la civetta tranquillamente appollaiati dagli Aiuti, tanto bene da coinvolgere lo spet-parti: quella dei conversi e quella dei padri, per il suo splendido giardino allitaliana attri- sui rispettivi guanti, incuranti o indifferenti a tatore nei fatti rappresentati.conformemente alla tradi- buito a Filippo Juvarra quanto San Benedetto mostra loro, a diffe- Nella vela di volta è dipinta “l’Annunciazione”zione certosina. Alla base (1678-1736), per limpo- renza di un loro amico, interessato alle parole e nel prospetto sottostante la “Natività” edelliconostasi trovano nente scalone e romana. del Santo, che gli indica l’inevitabile destino “l’Adorazione dei Magi”; se si ruota di 180posto i resti di due martiri Ai piani superiori si trovano dell’uomo: la corruzione del corpo (le tre gradi, nella vela opposta si vede lacristiani, in seguito vestiti capolavori duecenteschi i bare, infatti, mostrano non tre morti, ma tre “Presentazione al Tempio” e nei sottarchida cavalieri. Notevoli i due borghi di S.Alessandro, fasi diverse della della volta d’ingresso lacori lignei: uno, del 1564, è sulla via delle Saline colon- trasformazione di un “Strage degli Innocen-opera del certosino Mastro ne fu colorato di granito solo corpo operata ti” e la “Fuga in Egitto”.Iacobo, mentre laltro è rosa, e a spese del vescovo dalla morte); alle sue “L’Annunciazione” èstato realizzato nel 1688 fu fatto anche lattuale spalle un monastero raffigurata dentroper opera del certosino Frate Stefano. Nella turrito, nella solitudi- un’edicola triabsidata,chiesa sono conservate pregevoli opere pitto- ne della campagna, che, inserita tra i co-riche di Filippo Balbi, tra cui un dipinto sulla Alatri propone, quale con- stoloni della crociera, MURA CICLOPICHEstrage degli innocenti. tropartita di salvezza, dà l’impressione di una Alatri e notissima per la sua alta cinta di mu-Gli affreschi della volta, raffiguranti una Glo- la vita ascetica. finestra ogivale, la cui ra poligonali, in assoluto la più bella di quanteria del Paradiso, sono stati realizzati da Giu- Su un pannello irre- profondità è accentua- si conoscano, edificate nel II secolo a.C. daiseppe Caci nel 1683; sua è anche la pala dal- golare il cui bordo ta dal cielo stellato. Romani a protezione della cosiddetta Civita,tare che raffigura una Madonna in trono con superiore, curvilineo, L’ampio seggio ligneo, l’antica acropoli fortificata che occupava lail Bambino e i santi Ambrogio ed Agostino. muove la scena che ornato e traforato, è in sommita’ del colle.LA FARMACIA si stende lungo le rampe, è affrescata “La asse con la Vergine, ma non è da ogni parte Lungo il perimetro murario, fortificato nelLantica farmacia del monastero, del XVIII Cavalcata della Morte”. La morte, con spada visibile; come le absidi, evidenti solo a chi le medioevo con restauri medioevali e con lag-secolo, è costituita da vari ambienti su due sguainata, procede a ritmo sostenuto, incu- guarda da destra, in una prospettiva dinamica giunta di torri per dare rifugio alla popolazio-livelli; è decorata con realistici trompe-lœil di rante di quanti travolge nel suo passare e rotatoria imposta dalla struttura stessa ne, troviamo le cinque porte che consentonoispirazione pompeiana e presenta arredi set- (nobili, monaci, giovani, dame), desiderosa di della Cappella. l’accesso alla citta.tecenteschi. Segue lo stile pompeiano in voga colpire due cacciatori del tutto ignari del suo Nella parete ogivale sottostante, dall’oculo LACROPOLI (CIVITA)sul finire del Settecento anche la decorazione arrivo. Qui è evidente la presenza di un Colla- incorniciato, parte in verticale una linea im- Rappresenta il massimo monumento di ar-della volta a crociera della sala principale, boratore del Maestro, ben più esperto maginaria che divide la scena della “Natività” cheologia preromana di origine heteo - pela-realizzata da Giacomo Manco. Il salotto dat- dell’Aiuto, la cui mano è palese nel da quella dell’ “Adorazione dei Magi”, ben sgica (IV secolo a.C). Sorge sulla parte altatesa è detto salottino del Balbi: anchesso è “Battesimo di Gesù”, soprattutto nella faccia visibili entrambe soprattutto da chi sta a sini- della citta protetta da una cinta di mura tra-stato decorato — in maniera molto originale smunta di Cristo e di san Giovanni, dipinto nel stra. pezoidali a grandi blocchi poligonali di grande— dal pittore napoletano; il dipinto che ritrae sott’arco, vicino alla rappresentazione di un Nella prima, una sottile tettoia lignea sostitui- imponenza (enormi sassi di pietra calcareafrate Benedetto Ricciardi, allepoca direttore bosco lussureggiante. sce la grotta-montagna di tradizione bizanti- sovrapposti luno sullaltro in modo perfetto edella farmacia, si distingue per lelevato reali- La mano del Maestro, invece, si evidenzia na, mentre il bue e l’asinello sono piccoli e senza laiuto di sostanze cementizie).smo e la complessa costruzione prospettica. nell’allineamento del bosco, del lago e delle quasi lontani; San Giuseppe, pensoso, siede Delle cinque porte che aveva in origine, neNella farmacia si possono vedere i vasi in cui pietre e nell’impaginazione globale vicino alla Vergine, ben modellato nel corpo, restano due:erano conservate le erbe medicamentose e i dell’affresco. nonostante lo spazio ristretto; l’angelo e i LA PORTA DELLA CIVITA O DELLAEROPAGO –veleni estratti dai serpenti. CAPPELLA DELLA MADONNA pastori occupano spazi che ne lasciano presa- Sormontata da un architrave monolitico lun-Interessante il giardino antistante la farmacia La Cappella della Madonna, risultato costrut- gire altri più ampi: il piccolo Gesù si impone go 5,13 m per 1,80 di spessore, vi si accedein cui le siepi di bosso ripropongono forme tivo di un rifacimento del XIV secolo, è situata non solo perché è al centro della scena, ma salendo 12 gradini e conduce alla sommita’animali: un tempo era lorto botanico. sotto la Cappella di San Gregorio. perché un fascio radioso lo investe. La sua ampia apertura immette nella Scala Il Collaboratore del Maestro ha lasciato la suaSubiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 24 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 21
    • impronta nell’Adorazione dei Magi, soprattut- separate da due alberi, secondo gli schemi del Il refettorio: è il luogo del pasto comune in naria (Monti Ernici), a 825 m di altitudine e ato nel Re inginocchiato, senza corona, nel Maestro. Da segnalare, inoltre, la scena della occasione del quale, per elevare le minime 6 km a nord-est del centro abitato.bambino che gioca con i suoi capelli e negli “Dormitio Mariae”, alla quale, sul lato oppo- azioni della giornata ad atti profondamente STORIAaltri due Magi, ben contenuti nell’ansa della sto corrisponde la “Crocifissione”; la scena religiosi, si benedice il cibo e viene fatta la Una prima abbazia benedettina fu fondataroccia. dell’ “Assunzione”, alla quale corrisponde lettura pubblica di alcuni brani della Sacra nel 996 da san Domenico di Foligno: di essaLa “Presentazione di Gesù al Tempio” è dipin- “Maria in trono” e la scena della “Madonna Scrittura come prescrive la Regola: "mai la restano alcuni ruderi a poca distanza dallo-ta nella vela di volta, tra i costoloni ai quali della Misericordia”, alla quale corrisponde l’ lettura deve mancare alla mensa dei fratelli". dierno complesso. Labbazia attuale fu co-perfettamente si adattata. Nella “Strage degli “Incoronazione”: testimonianza del culto La foresteria: i monasteri, spesso localizzati struita nel 1204 nei pressi della precedente,Innocenti” l’uso di modelli convenzionali non mariano vivo nel Trecento. Nella volta di ac- lungo vie molto trafficate, erano attrezzati ma in un sito più accessibile, per volere dicontrasta con la descrizione, quasi recitativa, cesso alla Cappella sono presenti in medaglio- con luoghi riservati all’ospitalità a semplici papa Innocenzo III dei Conti di Segni e fu as-della morte inflitta dai soldati e con la dispe- ni mistilinei “San Giovanni Battista”, “San viaggiatori e a re, principi e vescovi. segnata ai Certosini. La chiesa abbaziale dirazione delle madri, espressa in forme diver- Lorenzo”, “Santo Stefano” ed altri Santi, non- L’infermeria e la farmacia: affidata a un mo- San Bartolomeo fu consacrata nel 1211.se. L’irregolarità della parete offre adeguato ché i busti dei Profeti, secondo l’uso dei pitto- naco-medico, era attrezzata per curare i mo- Il nome Trisulti deriva dal latino tres saltibusspazio alla “Fuga in Egitto”, con tre figure ri umbri di quegli anni. naci malati o deboli o gli ospiti che ne avesse- che è il nome con cui veniva chiamato un ro bisogno. A questa era annessa la farmacia. castello del XII secolo gestito dai Colonna e Il giardino dei semplici: così era denominato che dominava i tre valichi (i "salti") che im-Sabato 20 agosto l’orto destinato alla coltivazioni delle erbe medicinali che i monaci uti- mettevano rispettivamente verso lAbruzzo, verso Roma e verso la Ciocia- lizzavano per la preparazione ria. Tale castello è andato di-PROGRAMMA M ATTINO : di medicamenti. strutto, ne rimangono alcuneore 8.00 Partenza per la Certosa di Trisulti (arrivo previsto 9.30) La fattoria: sulle terre appar- rovine. In seguito il nome siore 11.00-11.30 partenza per Alatri (e pranzo presso RISTORANTE PIZZERIA BRIO BAR vl. Duca tenenti all’abbazia, interne a estese a tutta la zona situatadAosta tel: 0775 442948) essa e curate direttamente su tre appendici (tres saltibus)PROGRAMMA POMERIGGIO : Breve visita ad Alatri dai monaci o esterne e affi- del monte Rotonaria.Ore 14.30 partenza per Abbazia di Casamari date a contadini, si svolgeva Il complesso nel corso dei se-Ore 16.00 Rientro per la messa prefestiva a Subiaco (18.00 o 18.30) la produzione di beni e der- coli è stato ampliato e modifi-SERATA: M OMENTO DI PREGHIERA E VISITA ALLA CITTÀ rate alimentari rappresen- cato più volte, e si presenta tando unoccasione di lavoro attualmente con forme essen-INTRODUZIONE e un mezzo di sostentamento che assicurava zialmente barocche. Nel 1947 è passato allaGrandi o piccole che siano, le abbazie bene- I chiostri: spazi aperti spesso con al centro al monastero lautonomia alimentare. Con- Congregazione dei Cistercensi di Casamari.dettine rispecchiano nella loro struttura ar- aiuole fiorite e il tradizionale pozzo, circonda- nesso a tale attività ci sono i Magazzini e le ARCHITETTURA ED ARTEchitettonica la condotta monastica espressa ti da portici sostenuti da colonne e pilastri. Dispense dove, sotto la tutela del monaco Per entrare nella certosa, racchiusa da mura,dalla Regola. In esse i luoghi dell’animo ritro- Essi uniscono fra loro le varie costruzioni del cellaio, veniva conservato il cibo. bisogna varcare il grande portale sormontatovano altrettanti luoghi dello spazio. monastero di cui vengono così a formare Il cimitero: Alla loro morte, i monaci erano da un busto di San Bartolomeo, opera di Jaco-La chiesa: elemento che domina, con le sue lossatura e servono ai religiosi da deambula- seppelliti nel cimitero interno al monastero. po Lo Duca, allievo di Michelangelo. Sopra dicupole e le torri, all’interno del complesso di tori e riparo. Nei chiostri vige la Regola del Questo luogo permette ai monaci defunti di esso si apre una caditoia che rievoca lotte diedifici dell’abbazia in relazione alla centralità silenzio. non lasciare il monastero e a quelli in vita di altri tempi.delle attività che in essa si svolgono. In essa La biblioteca: ha sempre avuto grande impor- rinnovare il ricordo dei propri confratelli. Nel piazzale principale si trovano lantica Fo-spesso vi sono seppelliti i benefattori della tanza in un monastero perché la lettura e lo resteria romanico-gotica detta Palazzo dicomunità e conservate le reliquie dei santi. studio fanno parte integrante della vita mo- Innocenzo III, che si caratterizza per il porticoIl capitolo: è la sede delle assemblee ufficiali nastica benedettina. Custodiscono libri rari e Certosa di Trisulti e la terrazza e che ospita unantica bibliotecadella vita monastica, nonché il luogo di lettu- manoscritti raccolti dai monaci nei secoli. La Certosa di Trisulti è un monastero che si (36.000 volumi), e la chiesa di San Bartolome-ra di brani della Regola. Benché il passo letto Il dormitorio: da luogo comune di riposo, trova nel comune di Collepardo, in provincia o.quotidianamente non corrispondesse sempre come prescritto da S. Benedetto, fu sostituito di Frosinone. È monumento nazionale dal LA CHIESA DI SAN BARTOLOMEOa un capitolo, questo nome ancora oggi indica nel corso dei secoli dalle singole celle divenu- 1873. La chiesa è dedicata alla Vergine Assunta, ala sala ove i monaci prendevano conoscenza te di uso generale dal XV secolo. È collocata tra boschi di querce, nella cosid- San Bartolomeo e al fondatore dei certosinidel loro codice. detta Selva dEcio, alle falde del Monte Roto- san Bruno ed è stata più volte rimaneggiata,Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 22 Subiaco, il Monachesimo Benedettino agosto 2011 pag. 23