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Storia dell’illuminazione a gas nella città di napoli
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Storia dell’illuminazione a gas nella città di napoli

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  • 1. Storia dell’illuminazione a gas nella città di Napoli ANDREA LIZZA Storia dell’illuminazione a gas nella città di Napoli Con la scoperta dell’illuminazione a zione notturna, dal “Monitore Napo-gas, l’umanità ha fatto un significativo litano” si apprende che il 15 dicembrepasso avanti verso il desiderio di pro- 1806 Napoli ha finalmente il suo primolungare il giorno mediante la luce artifi- impianto di illuminazione a olio, attrez-ciale. L’illuminazione a gas fu anzitutto zato e funzionante come quelli già esi-utilizzata negli interni, ma solo con stenti nelle altre grandi città europeel’estensione alla pubblica illuminazione dove nel frattempo si stava sperimen-acquisirà il giusto merito. La città di tando un nuovo sistema di illuminazioneNapoli vanta il primato di essere stata che utilizzava il gas.nel 1837 la prima città italiana e la terzain Europa, dopo Londra e Parigi, ad es- Gli impianti di illuminazione a gassere illuminata a gas. Il gas compare a Napoli il 1 gennaio 1817 quando con decreto reale 611,Importanza dell’illuminazione nottur- Ferdinando I (già IV), concede la pri-na: i primi impianti a olio vativa per l’illuminazione a gas idroge- Il problema della pubblica illumina- no della città di Napoli a Pietro Andrielzione, realizzata dapprima mediante lan- di Montpellier ,tale diritto non verrà maiterne a olio, già verso la fine del Sette- esercitato. Si dovrà attendere sino alcento era molto sentito nelle grandi ca- 1837 quando il francese cav. Giovannipitali europee, infatti al calare delle te- De Frigiere, in società con M.Bodin,nebre le città venivano consegnate ai A.Cottin e A.Jumel, chiede ed ottienemalfattori e quindi si imponevano delle da Ferdinando II di poter illuminare laurgenti misure di ordine pubblico per li- città con il gas prodotto dall’olio di oli-mitare reati e crimini che si perpetrava- va.no con il favore della notte. Il giovane sovrano, salito al trono nel A Napoli il problema fu affrontato 1830, anche se incolto, amava il progres-per la prima volta nel 1770, quando per so come dimostrerà in più di un’occa-disposizione del governo, fu ordinato che sione favorendo l’applicazione delle in-tutti gli edifici pubblici, i palazzi dei venzioni più recenti, avendo poi visitatoministri,degli ambasciatori e dei nobili di Parigi illuminata dalla luce che i fanali agrande casato fossero dotati di fanali gas diffondevano e di cui era rimastoaccesi tutta la notte alle porte ed agli entusiasta, si trovò particolarmente fa-angoli delle case. vorevole alle richieste del Cav. De Fri- Dopo alterne vicende si cominciano giere e chiese espressamente un saggioa sviluppare i primi impianti di illumina- relativo alla illuminazione a gas. 1183
  • 2. ANDREA LIZZAPrimo esperimento di illuminazione a goccia dell’olio in un tubo di ferro delgas della città di Napoli diametro di due pollici che attraversava Il 10 settembre 1837, sotto gli occhi il fornello. Il tubo veniva riscaldato edel re, delle autorità e del popolo entu- reso incandescente dal calore del car-siasta, si tenne il primo esperimento per bone vegetale o fossile che serviva perilluminare a gas il porticato della basili- tenere acceso il fornello, a seguito delca di San Francesco di Paola. Al calar riscaldamento si aveva la formazione deldel sole le 29 lanterne disposte nel por- gas che passando attraverso una tuba-ticato si accesero una dopo l’altra bril- zione in piombo veniva avviato in alcu-lando di una luce bianchissima. Era nato ne vaschette di olio per consentirne lail primo impianto di illuminazione a gas. purificazione ed eliminare parte del cat-Si tratta infatti della prima realizzazio- tivo odore che il gas stesso emanava.ne, in Italia, di un impianto di produzione La tubazione terminava nella parte in-e distribuzione del gas. L’impianto spe- feriore di un gran tino di legno foderatorimentale era costituito da un piccolo internamente di piombo. Questo enor-opificio retrostante ai portici della basi- me tino presentava una capienza di cir-lica di San Francesco di Paola, si tratta- ca quindici botti ed era coperto da unva di un impianto per il cracking di olio altro tino rovesciato di lamine di ferrod’oliva la cui erogazione oraria, occor- avente dimensione minore e tale da la-rente per l’alimentazione dei 29 fanali sciare un certo spazio di pochi pollici tra(ciascuno dotato di due becchi della por- l’uno e altro. Lo spazio tra i due reci-tata complessiva di circa 200lt/h), è sti- pienti veniva colmato con acqua in modomata dell’ordine di 6mc. da realizzare una guardia idraulica per L’impianto di concezione francese impedire fughe di gas dal recipiente di(fig. 1) era particolarmente ingegnoso. accumulo. La parte superiore del reci-Era costituito da un fornello che su un piente tendeva a sollevarsi per la pre-lato esterno presentava un recipiente di senza del gas e, attraverso un sistemalatta da cui veniva distillato goccia per di carrucole, era collegata a un peso che si abbassava. Attraverso questo peso veniva calcolata la quantità di gas pro- dotta. Dal fondo del tino maggiore par- tiva un tubo in piombo che prelevando il gas al di sopra del livello dell’acqua, provvedeva alla adduzione del gas ai fanali che venivano accesi mediante un cerino, lo spegnimento avveniva me- diante la chiusura di una chiave di inter- cettazione (barrage) che serviva anche Fig. 1 - Apparecchio per l’illuminazione a gas per regolare l’afflusso di gas ai fanali. Ilidrogeno del portico di San Francesco di Paola sistema era inoltre dotato di un mano- 1184
  • 3. Storia dell’illuminazione a gas nella città di Napolimetro differenziale ad acqua per il con- ne una durata di quindici anni, a decor-trollo della pressione di erogazione del rere dal 1 gennaio 1839, per il servizio agas, inseribile mediante apertura di un’ul- gas, e di sei anni per il servizio ad olio.teriore chiave di intercettazione. Que- Nel contratto il cav. De Frigiere si im-sta rudimentale campana gasometrica pegnava ad illuminare entro 15 giornipresentava una capacità di 7mc, la tem- Palazzo Reale e l’inizio di via Toledoperatura del cracking era compresa tra (avvalendosi dell’impianto retrostante lai 700 e 750°C, la resa in gas era pari a basilica di San Francesco di Paola) e0,55mc/Kg di olio trattato, la resa in con- entro un anno di installare 408 fanali, didensati era pari a 138 gr/Kg di olio trat- cui 204 entro il primo semestre e gli altritato, il potere calorifico superiore nel secondo, realizzando per l’alimenta-(P.C.S.) era pari a 10.000 kCal/mc, la zione dell’impianto una canalizzazionedensità del gas era pari a 0,84. interrata lunga 62.010 palmi (16,120 km) il cui percorso era individuato in alcuneIl primo contratto di appalto per piazze e vie principali della città racchiu-l’illuminazione a gas se nel perimetro comprendente: via A seguito del successo dell’esperi- Toledo, via Chiaia, riviera di Chiaia,mento, il re chiese di estendere l’illumi- Chiatamone, largo Castello, Guantainazione anche a Palazzo Reale ed alle Nuovi, Pignasecca, Monteoliveto, Por-strade adiacenti. Prima di procedere al- t’Alba, via Tribunali, via Foria, Portal’affidamento dell’appalto furono fatte Nolana, strada Basso Porto. Il resto del-alcune considerazioni in merito all’illu- la città veniva illuminato ad olio fin quan-minazione a gas per stabilire se questo do una richiesta del Comune non aves-innovativo sistema potesse nuocere alla se provocato l’estensione delle cana-salute pubblica ed alla purezza dell’aria lizzazioni e quindi la progressiva sostitu-a causa delle esalazioni emesse, che tra zione delle lanterne ad olio con i fanali al’altro erano presenti anche negli impianti gas.di illuminazione ad olio. A riguardo furo- Il contratto riporta minuziosamenteno interpellati illustri clinici e chimici del informazioni e prescrizioni sulle modali-tempo che concordarono sul fatto che il tà di erogazione del servizio di illumina-gas sviluppato dall’olio non comportava zione. Tra l’altro, poiché l’effetto dellaalcun nocumento. Il 13 dicembre 1838 luce prodotta con il gas doveva essereviene stipulato il contratto di appalto del- non meno del doppio di quella prodottal’illuminazione a gas con De Frigiere a con le lanterne ad olio, è riportato uncui si associano i napoletani Andrea metodo piuttosto sommario per il con-Rocco e Nicola Scala appaltatori per trollo della luminosità dei fanali a gas chel’illuminazione ad olio allora in funzione. consisteva nel poter leggere a distanzaPoichè la realizzazione degli impianti a doppia rispetto alla illuminazione ad olio.gas non permetteva che l’appalto si fa- Le spese per l’impianto del gasometro,cesse per un periodo breve, si conven- delle officine e della canalizzazione era- 1185
  • 4. ANDREA LIZZAno interamente a carico degli appaltatori. stre. Lo stabilimento per la produzioneRiguardo all’olio da usare per la produ- del gas viene realizzato in una area dizione del gas per ottenere un’illumina- proprietà del Municipio situata nellazione brillante veniva richiesto espres- contrada vico Cupa a Chiaia, i gasometrisamente olio di oliva per rispettare una installati sono di produzione francese,delle principali produzioni del regno e nel mentre le tubazioni, i raccordi, gli stru-contempo si escludeva tassativamente menti e gli utensili provengono dalla fon-la produzione del gas illuminante median- deria napoletana Zino, Henry e Co. ini-te l’uso del carbone sia fossile, che di zia così il benefico effetto dell’industrialegno. Particolarmente interessante è il del gas sull’economia locale. Lo stabili-capitolo relativo alle penali applicate agli mento si estende originariamente su unaappaltatori nei casi di ritardata accen- superficie di 550mq, in esso vengonosione o anticipo dello spegnimento, non ospitate 14 storte per la produzione delaccensione, mancata pulizia delle lan- gas che liberano i prodotti della combu-terne, mancanza di gas etc. Il cav.De stione mediante un camino di 128,52pal-Frigiere, cede con atto notarile del 11 mi (34m). Inoltre in adiacenza allo sta-marzo 1839 al sig De Boissieu, nego- bilimento vi sono due padiglioni di 500mqziante di Lione, il contratto per l’illumi- utilizzati per gli uffici ed i magazzini. Lanazione pubblica di Napoli. Questi in- capacità gasometrica di primo impiantosieme a cinque soci, tutti cittadini fran- era di 2.000 mc su due unità uguali, lacesi, si fa carico di dirigere i lavori pre- potenzialità dell’impianto era di circavisti dal contratto. Inoltre a seguito del- 200mc/h, il processo produttivo era ba-l’osservanza di una disposizione reale, sato sul cracking dell’olio secondo unDe Boissieu e Co. si impegnarono a ri- brevetto inglese che tra l’altro avevaservare un quarto delle azioni della avuto poche applicazioni in quanto eracostituenda società anonima a cittadini una tecnica poco progredita rispetto allanapoletani, tra questi figurano banchie- produzione del gas dal carbone di terrari, industriali, commercianti e tra gli altri (litantrace) che a Napoli non si era vo-il fratello del re, don Leopoldo di Bor- luto adottare. Lo stabilimento fu inau-bone, conte di Siracusa, il gen. Carlo gurato il 28 maggio 1840 e subito dopoFilangieri, principe di Satriano, il conte iniziano i primi problemi dovuti alla resaEttore Lucchesi Palli. inadeguata dell’impianto attribuibile al ritardo nella consegna dello scisto, unLa realizzazione dei primi impianti elemento indispensabile per aumentare Inizia quindi la fase esecutiva del- il potere illuminante del gas, ed in partel’appalto che si rivelerà più lenta del pre- alle perdite di gas sulle canalizzazionivisto. Nel maggio del 1840 sono illumi- derivanti dalle varie giunzioni che si era-nati il teatro San Carlo ed altre impor- no rese necessarie a seguito della pre-tanti vie ma non risultano installati i 204 senza di altri sottoservizi nel sottosuolofanali programmati per il primo seme- (tubazioni d’acqua, serbatoi, fogne) che 1186
  • 5. Storia dell’illuminazione a gas nella città di Napoliavevano impedito un’uniforme posa delletubazioni. Il 15 giugno 1840 un’esplo-sione, fortunatamente senza danni, de-stò molta impressione nell’opinione pub-blica al punto di chiamare alla direzionedello stabilimento l’ingegnere Manduit.Ben presto si provvede alle necessarieriparazioni e si intensificano le azioni pervincere la resistenza all’utilizzo del gasanche per l’illuminazione domestica. Gli impianti di illuminazione eranocostituiti da pali in ghisa (fig. 2)o da mensole su cui erano installate lelanterne o fanali a gas, la cui alimenta-zione proveniva dalle tubazioni stradali,ogni palo era dotato di un sistema di in-tercettazione del gas, le lanterne eranogeneralmente equipaggiate da due bec-chi che venivano accesi mediante un Fig. 2 – Lampione a gascerino da un accenditore o “lampionaio”,un miglioramento delle caratteristiche città di Napoli con un capitale di 350.000dell’emissione della luce si fu ottenuta ducati, più di tre quarti delle azioni van-successivamente con l’introduzione dei no a cittadini francesi disattendendo lebecchi areati che consentivano una più indicazioni del contratto di appalto cheuniforme regolazione della fiamma e prevedeva che un quarto dei titoli an-quindi della stabilità della luce emessa dassero a cittadini napoletani. La gestio-rispetto a quelli a fiamma libera. ne societaria avviene attraverso una Le operazioni di accensione e spe- giunta di amministrazione composta dagnimento erano garantite da squadre di cinque membri di cui tre erano designa-accenditori, dotate di una lunga asta con ti dagli azionisti napoletani e due dagliin cima un lumino e di lunghe e strette azionisti residenti a Lione. I nuovi capi-scale a pioli per gli interventi di manu- tali non sono ancora sufficienti a copri-tenzione, tali squadre erano sottoposte re le necessità dovute ai rilevanti errorial controllo di ispettori che verificavano di progettazione iniziali, due anni dopol’andamento regolare del servizio. la costituzione della società non risulta ancora ultimata la prima parte dell’im-La Compagnia di Illuminazione a gas pianto che prevedeva i 408 fanali a gas.della città di Napoli. In questo contesto gli azionisti della Il 7 gennaio 1841 viene costituita la Compagnia il 6 aprile 1841, sostituironoCompagnia di illuminazione a gas della l’Amministratore sig. De Boissieu con 1187
  • 6. ANDREA LIZZAil sig. Alfonso Pouchain che resse le sorti sette anni, con l’Unità d’Italia, il consi-della Compagnia sino alla fine al punto glio comunale che nel frattempo avevadi farla denominare Compagnia Pou- sostituito il Decurionato non potendosichain in luogo di Compagnia del gas o liberare del contratto del 1854 si appre-Compagnia di Lione come si era usato sta ad indire una gara d’appalto per lafino ad allora. Il cambio del vertice del- parte della città esclusa dalla preceden-la Compagnia avvenne in un momento te convenzione con la Compagnia. Allacritico a causa del rincaro del prezzo gara partecipano oltre a Pouchain, undell’olio di oliva che era l’unica materia certo Accini ed Emilio Hemery in quali-prima prevista dal contratto di appalto e tà di rappresentante della Parent,dalla difficoltà di reperire a buon prezzo Schaken e Co. Nel 1862 il consiglio co-lo scisto bituminoso e i noccioli di olive munale, grazie al sostegno di Robertoper il miglioramento del potere illuminan- Savarese, delibera l’appalto della illumi-te del gas, uno dei primi atti del sig. nazione a gas alla Parent e Co., il sig.Pouchain fu quello di richiedere l’auto- Pouchain intuendo il mutamento di rottarizzazione ad estrarre gas dal carbone. dell’amministrazione cittadina, cede alla Nel 1843 l’impianto di illuminazione Parent per la somma di 1.750.000 fran-è completato e, nel contempo, vengono chi, gli impianti ed i diritti derivanti dal-avviate le trattative per l’estensione del- l’appalto del 1854.l’illuminazione a gas ad altre strade cen- La Parent si impegna a costruire untrali della città. Il Decurionato nel 1844 nuovo stabilimento entro diciotto mesiconcede questa ulteriore estensione e dalla consegna del suolo da parte del co-permette anche l’estrazione del gas dal mune ed a realizzare la costruzione dicarbone fossile. una canalizzazione per la fornitura gior- Ha così inizio l’importazione del car- naliera di 4500mc di gas. Anche in que-bone dall’Inghilterra che durerà fino ai sto caso il contratto è ricco di indicazio-primi anni successivi a quelli della guer- ni circa le modalità di erogazione del ser-ra 1915-18. Nel maggio 1851 l’inten- vizio di illuminazione a gas, vi sono ri-dente di Napoli, con l’approssimarsi della portate delle minute prescrizioni per lascadenza del contratto di appalto (31 sorveglianza del funzionamento del-dicembre 1853), attraverso gli ambascia- l’impianto, devoluta a dodici ispettori, unotori napoletani accreditati a Londra e per quartiere, che nelle loro ronde do-Parigi fa chiedere informazioni circa i vevano essere accompagnati da uncontratti in uso e sui sistemi di produzio- accenditore.ne adottati in quelle città, inoltre fa pre-sentare all’impresa del sig. De Gosse di La Compagnia Napoletana d’Illumi-Parigi un’offerta da contrapporre a quel- nazione e Scaldamento col Gasla della Compagnia Pouchain. Nel 1854 A seguito della delibera comunale delil contratto d’appalto con la Compagnia 1862, la Parent e Co. sottoscriveva ilPouchain viene rinnovato per altri dicias- contratto d’appalto per l’illuminazione a 1188
  • 7. Storia dell’illuminazione a gas nella città di Napoligas in nome di una costituenda società ne del gas illuminante era di 25.000mc/anonima con sede in Napoli con un ca- giorno, con un potere calorifico di 5000pitale non inferiore a 2.500.000 lire. Il kCal/mc. L’area dello stabilimento cre-18 ottobre 1862 viene costituita la Com- scerà successivamente fino a raggiun-pagnie Napolitaine d’Eclaraige e de gere un’estensione di 100.000mq. I la-Chauffage par le Gaz, ed il Sig.Hemery vori di canalizzazione procedono lenta-è nominato direttore della Compagnia. mente a causa di ritardi da parte dellaInizia così la fase di completamento del- ditta F.Edwards di Glasgow nella for-l’illuminazione a gas di Napoli. nitura delle tubazioni,il primo tratto di rete è di 135 km di tubi.Il nuovo opificio di produzione Il nuovo stabilimento viene proget- L’espansione della Compagnia Napo-tato dall’ingegnere Jean Daniel Colladon letana del Gas(1802-1893), nativo di Ginevra, e i lavo- Con la realizzazione del nuovo opifi-ri di canalizzazione vengono affidati al- cio di produzione e delle nuovel’impresa francese di M.Lacarriere. Per canalizzazioni viene chiuso il primo sta-la realizzazione dell’opificio viene pre- bilimento di Chiaia, la Compagnia si con-scelta l’area situata sulle sponde del fiu- solida sempre di più nel settore gas ac-me Sebeto. quisendo sempre più clienti privati, nel L’area presentava una estensione di 1881 viene acquistato un palazzo in via55.000mq di cui 1600mq destinati a de- Chiaia 138 che diventa la nuova sedeposito di carbone, l’inaugurazione avven- amministrativa della società. Una bat-ne il 21novembre 1863, alla presenza del tuta di arresto nell’illuminazione a gas siprincipe ereditario Umberto di Savoia, ha nel 1884 durante l’epidemia di cole-che diventerà successivamente re ra che provocherà a Napoli circa 7.150Umberto I. L’impianto di produzione ri- vittime.sultava costituito da:una sala di distilla-zione composta 4 gruppi di storte, ognu- Progressi nelle tecniche di illumina-no di 9 storte con 8 forni, per un totale zione a gas ed avvento dell’energiadi 36 storte a riscaldamento diretto e elettricacaricamento a mano; due condensatori Il progredire della tecnica ha fatto sìa canne d’organo, un estrattore, due che nel corso del tempo si passasse daigruppi di depurazione, due misuratori di primordiali becchi a fiamma libera afabbricazione, tre gasometri ad una sola quelli areati migliorando sempre più lealzata da 4.000 mc ciascuno, un regola- prestazioni dei fanali a gas, nello svilup-tore di emissione per una condotta da po si sono susseguiti successivamente: i500mm, un magazzino per i refrattari, becchi a farfalla, i becchi Argand, i bec-una tettoia per lo spegnimento del coke, chi di tipo intensivo Siemens sino ad ar-un impianto idrico (pozzi) per i bisogni rivare nel 1885, anno in cui il chimicodell’opificio. La potenzialità di produzio- austriaco Karl Von Welsbach Auer (1858- 1189
  • 8. ANDREA LIZZA1929) inventò e brevettò la reticella ad acquistando il pacchetto di maggioran-incandescenza, infatti costruì un becco za della Società Generale di Illumina-(becco di Auer) per far uscire la fiam- zione (SIG) e nel 1894 conclude un ac-ma in modo radiale e sopra vi pose una cordo con il Comune per l’illuminazionereticella o calzetta di fibra tessile (detta elettrica di alcune importanti arterie cit-reticella di Auer o calzetta di Auer) che tadine. La Compagnia abbandonerà neiera ricoperta da ossido di torio e da una primi anni del Novecento l’impegno nelpiccola quantità di cerio. La calzetta settore elettrico. L’illuminazione a gassenza bruciare diventava incandescen- pur sopravvivendo, attraversa una fasete e forniva una luce brillante bian- di declino che diventerà sempre piùchissima, a partire dal 1887 furono svi- marcata con il passare del tempo.luppate le cosiddette lampade a mantel- Il consumo pubblico per l’illumina-lo grazie all’utilizzo della reticella ad in- zione diminuirà sempre più fino a scom-candescenza, e utilizzati sul mercato parire del tutto tra il 1930 ed il 1935.becchi e lampade Auer che permette- L’ultimo lampione a gas della pubblicavano di ridurre notevolmente il consu- illuminazione fu spento nel 1935 e deimo di gas a parità di intensità luminosa. lampioni disposti sul lungomare che co- Nel 1885 compare l’illuminazione stituivano il cosiddetto filo di perle rima-elettrica che costituirà un grave perico- se solo il ricordo ed insieme ad essi quel-lo per la Compagnia del gas, l’ammini- lo degli accenditori che con le loro ca-strazione comunale, guidata dal sindaco sacche blu vagavano nella notte con ilNicola Amore, pone, come condizione fioco lumino in cima all’asta di cui era-per il rinnovo della concessione che ve- no muniti.nisse accolta la facoltà di applicazionedell’illuminazione elettrica e la riduzio- La tradizione continuane del prezzo al consumo. Anche se la funzione di illuminazio- La Compagnia tarda a prendere atto ne pubblica a gas è cessata da tempo,del pericolo che incombe dovuto alla la tradizione dell’illuminazione a gas èconcorrenza con l’elettricità e già nel sempre stata presente nella città di Na-corso degli anni a partire dal 1890, mal- poli a ricordo dell’indiscutibile primatogrado l’avvento della lampada Auer che che vanta.costituiva una efficace alternativa in ter- Attualmente nella città di Napoli sonomini di intensità luminosa, rispetto alla in esercizio e perfettamente funzionantilampada elettrica ad incandescenza, si quattro impianti di illuminazione a gas.comincia a rilevare una diminuzione nel La Compagnia Napoletana di Illumina-consumo di gas a favore dell’elettricità. zione e Scaldamento col Gas costituita nel 1862, è entrata a far parte del grup-Declino dell’illuminazione a gas po Italgas nel 1982 ed ha assunto la de- Nel 1893 la Compagnia del gas de- nominazione di Napoletanagas. Dopocide di intervenire nel settore elettrico aver trasformato a metano la rete citta- 1190
  • 9. Storia dell’illuminazione a gas nella città di Napolidina di distribuzione del gas, ha donato tati, ogni lume anche in questo caso èalla città di Napoli il 28 gennaio 1985, equipaggiato con 6 reticelle Auer.l’impianto di illuminazione a gas del I moderni impianti di illuminazione apontile di Castel dell’Ovo, costituito da gas anche se esteticamente sono iden-38 candelabri in bronzo, con una dispo- tici a quelli del passato, presentano unasizione dei centri luminosi del tipo serie di accorgimenti che li rendono si-bilaterale affacciata. Ogni fila è forma- curi durante il loro funzionamento anzi-ta da 19 candelabri equipaggiati con 3 tutto a valle del rubinetto di intercetta-lanterne all’inizio e alla fine e con due zione manuale al posto dei becchi c’è illanterne nei restanti per un totale di 72 bruciatore su cui attraverso dei supportilanterne, ogni lanterna è dotata di 6 ceramici vengono installate le reticellereticelle Auer. Auer, generalmente di tipo rigido a fila- Sin dal 1881 sia il cortile della sede to multiplo, l’alimentazione gas del bru-storica di via Chiaia che l’ingresso di via ciatore è comandata da una elettroval-Santa Caterina a Chiaia della Compa- vola alimentata in bassa tensione, l’ac-gnia del Gas, sono stati illuminati me- censione avviene attraverso un elettro-diante dei lumi a gas. do con un sistema piezoelettrico coman- A seguito dello spostamento della dato da un orologio temporizzatore, inol-direzione da via Chiaia all’opificio di via tre sono presenti delle sicurezze medianteFerraris i quattro lumi del cortile interno cui nel caso di spegnimento della fiam-del tipo a mensola (fig.3) per apparec- ma viene interrotta l’erogazione del gas.chi portati, sono stati ricollocati, nel giu-gno2002, presso l’ingresso principale di Conclusionivia Ferraris. I lampioni a gas vengono oggi adot- Mentre presso l’antico ingresso di via tati particolarmente per illuminare areeSanta Caterina a Chiaia del Palazzo del monumentali, piazze, centri storici, giar-Gas, si possono ammirare due lumi a dini pubblici. Il loro uso serve a dare unamensola di pregevole fattura ottocen- illuminazione di accento, ovviamente letesca di proprietà Napoletana-gas, come ragioni del loro impiego sono dettate daricorda la targa apposta il 10 giugno motivi di carattere estetici e non da prin-2005. In entrambi i casi ogni lume è equi- cipi tecnico-economici essendo eviden-paggiato con 6 reticelle Auer. te che sotto un profilo strettamente illu- Nel maggio del 2003, sempre a curadella Napoletanagas è stato ripristinatol’impianto di illuminazione a gas metanoesistente nel chiostro del conservatoriomusicale di San Pietro a Maiella. L’impianto ammirabile dall’ingressodel conservatorio, è composto da 10 lumidel tipo a mensola per apparecchi por- Fig. 3 – Mensola per lanterna a gas 1191
  • 10. ANDREA LIZZAminotecnico non si potranno ottenere con l’illuminazione a gas è possibile evo-risultati simili a quelli conseguibili con care atmosfere suggestive e romantichel’illuminazione elettrica. In compenso di altri tempi. 1192

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