L'apprendimento collaborativo, fattore di sviluppo dell\'impresa turistica

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Attraverso l’apprendimento declinato in maniera collaborativa si dimostra l’occasione offerta alle Piccole e Medie Imprese turistiche europee di innovarsi in vista di un turismo europeo sostenibile e perciò responsabile

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  • Macerata, 3 aprile 2009 Master ODL 2007/2008
  • L'apprendimento collaborativo, fattore di sviluppo dell\'impresa turistica

    1. 1. Stare al di là dello steccato<br />L’apprendimento collaborativo, <br />fattore di sviluppo dell’impresa turistica<br />di Nadia Giuliani<br />Master in Open DistanceLearning 2007 – 2008<br />
    2. 2. Questa ricercatrattadiapprendimentocollaborativocollocandoloneiprocessirealieconomici. <br />Attraversol’apprendimentodeclinato in manieracollaborativasi è cercatodidimostrarel’occasioneoffertaallePiccole e MedieImpreseturisticheeuropeediinnovarsi in vista di un turismoeuropeosostenibileeperciòresponsabile.<br />Introduzione<br />1<br />
    3. 3. L’approfondimento preliminare dello spazio condiviso è condotto attraverso il concetto di “ba” e della spirale di SECI e introduce la nozione di learningorganization.<br /> L’individuazione dell’Unione Europea come soggetto rilevante per l’innovazione delle politiche turistiche mi ha consentito di porre l’accento sul concetto della TourismLearning Area attraverso l’esame di documenti UE.<br />Struttura della ricerca<br />2<br />
    4. 4. Secondo Nishida (1911) il “ba” è un luogo, uno spazio condiviso che serve da fondamento per la creazione della conoscenza. <br />Nonaka e Konno teorizzarono successivamente (1998) che la conoscenza, che è intangibile, risiede nello spazio condiviso e se viene separata dal “ba”, si trasforma in semplice informazione, che è tangibile. <br />Il “ba” o spazio condiviso <br /><ul><li>può essere:</li></ul>fisico (il luogo di lavoro)<br />mentale (esperienze condivise, ideali)<br />virtuale (mail, videoconferenza)<br />Il “ba” e la spirale di SECI<br />Kanjiba<br />3<br />
    5. 5. Nonaka e Konno concettualizzarono il processo circolare di creazione della conoscenza attraverso una spirale di interazioni tra conoscenza tacita ed esplicita composta da quattro processi di conversione:<br /><ul><li>Socialization
    6. 6. Externalization
    7. 7. Combination
    8. 8. Internalization</li></ul>Il “ba” e la spirale di SECI<br />3<br />
    9. 9. <ul><li>Socialization , condivisione della conoscenza tacita tra individui che vivono nello stesso ambiente
    10. 10. Externalization, esplicitazione della conoscenza tacita in forme comprensibili agli altri
    11. 11. Combination, diffusione della conoscenza che si fa segnale digitale
    12. 12. Internalization, la nuova conoscenza diventa conoscenza tacita dell’entità collettiva</li></ul>Il “ba” e la spirale di SECI<br />3<br />La spirale di SECI, secondo Nonaka e Konno<br />
    13. 13. Ai quattro processi della spirale corrispondono quattro tipi di “ba” : <br /><ul><li>Originatingba, luogo fisico di interazioni tra individui, ambito di conversione della conoscenza tacita
    14. 14. I nteractivebain cui si generano i modelli comuni di conoscenza nell’interazione tra individui
    15. 15. Cyber ba, luogo di interazione in un mondo virtuale in cui la conoscenza preesistente e la nuova conoscenza acquisita si diffondono attraverso le reti
    16. 16. Exercisingbain cui ha luogo il processo di conversione della conoscenza da esplicita a tacita ormai interiorizzata dalla collettività</li></ul> Il “ba” e la spirale di SECI<br />3<br />
    17. 17. Con la rivoluzione dell’ICT, che ha pervaso ogni ambito, il cyber basi compie nel web e attraverso il web 2.0 favorisce la learningorganization.<br />Peter Senge (1990) definisce la learningorganizationcome “organization … where people are continuallylearninghowtolearntogether” 1<br />realizzando il passaggio <br /> dal paradigma industriale <br />a quello dell’apprendimento<br />1Peter Senge “The Fifth Discipline: the Art and Practiceof the LearningOrganization”, New York 1990<br />ICT e la learningorganization<br />Paradigma industriale e dell’apprendimento secondo Maggioni<br />4<br />
    18. 18. Secondoil “Tourism Learning Area Handbook” (CommissioneEuropea, 2006) , le Piccole e MedieImprese (PMI) turistichedebbonodivenirelearning organization in gradoditrasformarel’apprendimentoindividualeorganizzativo in accrescimentodellaconoscenzadell’intera area <br />La TourismLearning Area TLA<br />5<br />
    19. 19. In questodocumento la Tourism Learning Area vienedefinita “a concept of a multi-stakeholder intersectoral, problem solving approach aimed at improving SME1/micro-enterprise performance and human potential in the tourism sector at the destination level”.<br />Infatti il turismo, che secondo la UNWTO2 è in costante crescita, soffre di cattiva immagine dovuta a scarsi livelli di istruzione ed elevato turn-over.<br />Crescita del Turismo ricettivo secondo la UNWTO<br />1 SME Small Medium Enteprise<br />2 UNWTO United Nations World Tourism Organization<br />La TourismLearning Area TLA<br />5<br />
    20. 20. Il concettodellaTourismLearning Area vedeilcoinvolgimentodituttiglistakeholder del settore, daglientipubblicialleorganizzazionidiapprendimento (tra cui le università) per generarecircoli virtuosi tra le learning organization, gliindividuiedilterritorio<br />La TourismLearning Area TLA<br />5<br />
    21. 21. Il coordinamentodituttigli stakeholder (ruotadinamicadegli stakeholder), <br /> grazie ad attivitàdicircolazionedellaconoscenza(ruotadinamicadell’apprendimento), <br /> a condizioneche vi sia un ambientedilavorofavorevole(ruotadeifattoridicompetitività) <br /> genera un meccanismodinamicofavorevolealla TLA<br />Le tre ruote dinamiche della TLA<br />5<br />
    22. 22. Alcuniesempidiportali internet cherealizzanoilconcettodellaTLAnelquadro del programmaeuropeodi lifelong learning denominatoLeonardo da Vinci<br />http://www.worklearntogether.org/it/index.htm<br />La TourismLearning Area TLA<br />5<br />
    23. 23. Nadia Giuliani<br />

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