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La localizzazione del software
 

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    La localizzazione del software La localizzazione del software Document Transcript

    • Gruppo L1 0N Università di Padova, 6 aprile 2006 Convegno “Tradurre: professione e formazione”La localizzazione del software Luigi MuziiCopyright © 2006 Gruppo L10N
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software Primo postulato del commercio globaleDiversi anni fa, l’ex cancelliere tedesco Willy Brandt, premio Nobel per la pace 1971, dettò quello che oggi ènoto come il primo postulato del commercio globale: «If I am selling to you, I speak your language. If I ambuying, dann müssen Sie Deutsch sprechen». È in fondo uno dei principi della globalizzazione, intesa con l’accezione positiva dell’integrazione degliscambi e dell’interdipendenza delle nazioni. Ovviamente, dello sviluppo di mercati globali hanno goduto innanzitutto le multinazionali cui va riconosciutoil merito di aver saputo favorire e sfruttare la diffusione dei mezzi di comunicazione. Microsoft trae oltre il 50% dei propri profitti dalle vendite in paesi di lingua e cultura diversi dalla propria edè un perfetto esempio di azienda globale. La nascita di mercati globali ha posto nuovi problemi che hanno portato alcuni paesi ad autorizzare la venditadi alcuni prodotti, come i medicali, solo se adattati al mercato di destinazione. In Europa, per esempio, ladirettiva macchine prevede che ogni macchina venduta sul territorio dell’Unione sia accompagnata da istruzioniper l’uso redatte nella lingua o nelle lingue del paese di destinazione.Copyright © 2006 Gruppo L10N 2
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software LocalizzazioneNel 1990, alcuni dei più importanti produttori di software, diedero vita a un organismo di normazioneindipendente, la LISA (Localization Industry Standards Association), il cui primo atto fu quello di fissare unadefinizione per il concetto di localizzazione: “localization involves taking a product and making it linguisticallyand culturally appropriate to the target locale (country/region and language) where it will be used and sold”. Localizzare un prodotto vuol quindi dire adattarlo alla cultura del paese di destinazione. La localizzazione di un prodotto software consiste prevalentemente nella traduzione delle componentilinguistiche: stringhe di interfaccia, guida in linea, documentazione. Tuttavia, non si può parlare semplicementedi traduzione, anzi, la traduzione è solo una delle attività della localizzazione: oltre ad essa, un progetto dilocalizzazione ne prevede molte altre, tra cui project management, software engineering, testing e desktoppublishing. Oltre a fare riferimento a una realtà oggettiva di carattere tecnico, i testi da tradurre ne sono parteintegrante ed entrano nei suoi meccanismi quali componenti: di un programma localizzato occorre garantire allostesso tempo comprensibilità e chiarezza, nonché il corretto funzionamento. Inoltre, nella localizzazione del software trovano applicazione pratica molte delle discipline a cavallo tralinguistica e informatica quali il trattamento automatico dei testi, la gestione della terminologia, la traduzioneassistita e quella automatica. Infine, se l’aspetto tecnico della localizzazione presenta maggiori peculiarità rispetto alla traduzione tecnicatradizionale, anche quelli culturale e linguistico mostrano caratteri distintivi particolari. Ogni riferimentoculturale presente nel prodotto originale deve essere adattato al mercato di destinazione. In particolare, ilmateriale collaterale (confezioni, etichette, materiale promozionale, schede di riferimento e di registrazionedel prodotto, accordi di licenza) subisce in genere profonde modifiche nella presentazione e nei contenuti.Copyright © 2006 Gruppo L10N 3
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software Livelli di localizzazioneA seconda della natura di ciascun programma, sono possibili livelli di localizzazione diversi. Per ogni livello sononecessari maggiori investimenti e sono previsti ritorni superiori.1° livello Nessuna localizzazione o particolare programma di enabling. È questo il caso di un primo ingresso in un mercato straniero, per cui l’obiettivo principale è sondare la reazione al prodotto prima di assumere ulteriori impegni. Spesso si traducono comunque i manuali.2° livello Minima localizzazione, limitata a menu e finestre di dialogo senza guide in linea e altri file a corredo. Il prodotto è comunque predisposto alla localizzazione.3° livello Corrisponde al 2° livello con in più le guide in linea, il programma di autoapprendimento e gli altri file a corredo. A questo livello si ferma il 70% dei prodotti localizzati.4° livello Adattamento del programma per il funzionamento su piattaforme hardware diverse da quelle previste in origine.5° livello Localizzazione completa del prodotto. Integrazione, sostituzione e modifica di parti di codice per arricchire il programma di caratteristiche che lo rendano accettabile alle varie classi di utilizzatori locali. È senza dubbio il livello più costoso: si pensi che per la localizzazione di un prodotto destinato al mercato internazionale, quindi in almeno 12 lingue o culture, per un totale complessivo di circa 500.000 parole, deve prevedersi un bilancio di almeno 3 milioni di Euro. Tuttavia questo è anche il livello di localizzazione che offre i massimi ritorni.Copyright © 2006 Gruppo L10N 4
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software Internazionalizzazione e localizzazioneL’internazionalizzazione e la localizzazione di un prodotto software non interessano solo la sua interfacciautente; sempre più spesso insieme a questa si decide di localizzare anche la documentazione e gli esempi.Questi ultimi sono del resto utilizzati in supporto ai programmi di autoapprendimento legati al prodotto. Per i contenuti è in forte crescita la diffusione di sistemi (CMS) che ne consentono il riutilizzo continuo(single sourcing) per le guide in linea e i manuali come per i siti Web di supporto. Questi ultimi, poi, sono ilprincipale strumento del personale di assistenza che, non per niente, lamenta spesso di ricevere domande chepotrebbero trovare risposta nella lettura della documentazione. Agli stessi repository si attinge anche per ilmateriale di marketing.Copyright © 2006 Gruppo L10N 5
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software Profili professionaliIl processo di localizzazione coinvolge numerose figure professionali, in alcuni casi estranee alla traduzione insenso stretto, con percorsi formativi diversi e competenze di tipo linguistico, tecnico e gestionale.Project manager È il responsabile del progetto di localizzazione. Svolge attività di coordinamento e predispone il kit di localizzazione. Ha competenze tecniche e organizzative.Language specialist È la figura di riferimento per la soluzione dei problemi terminologici e linguistici e interagisce con gli sviluppatori per la soluzione dei problemi tecnici. Talvolta questa figura si occupa anche della revisione del materiale tradotto verificando l’applicazione dei glossari di riferimento forniti dal cliente e risolvendo le incongruenze terminologiche e della gestione delle memorie di traduzione. Ha competenze di tipo spiccatamente linguistico.Localizzatore Si occupa concretamente della traduzione del materiale. Molto spesso si tratta di liberi professionisti che collaborano con le agenzie e le società di localizzazione. Le competenze richieste sono numerose e spaziano da quelle tecnico-informatiche necessarie per utilizzare correttamente gli strumenti di traduzione a quelle squisitamente traduttive.Responsabile QA (Quality Assurance) Implementa i processi di assicurazione qualità per verificare che il prodotto di ogni attività di progetto rispetti i livelli di qualità stabiliti.Localization engineer Si occupa della soluzione degli aspetti tecnici del progetto quali l’internazionalizzazione e la compilazione del codice sorgente e delle guide in linea. Verifica inoltre il corretto funzionamento e l’aspetto finale del prodotto localizzato. Dispone di specifiche competenze tecniche.Specialista DTP Si occupa della parte grafica del progetto (immagini, diagrammi, schemi ecc.). Dispone di specifiche competenze tecniche.Copyright © 2006 Gruppo L10N 6
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software Il processo di localizzazioneIn linea generale, il processo di localizzazione si articola in un ciclo iterativo di otto fasi: 1. pianificazione 1. analisi delle esigenze e stesura del piano di progetto 2. elaborazione del preventivo di spesa 3. selezione delle risorse e definizione dei ruoli 2. preparazione del materiale 1.estrazione delle stringhe di testo 2.selezione degli strumenti di lavoro 3.predisposizione memorie di traduzione e glossari 4.predisposizione kit di localizzazione 3. traduzione della GUI 4. traduzione della guida 5. traduzione della documentazione e del materiale collaterale 6. preparazione versione di prova 1. importazione del testo tradotto 2. compilazione 7. assicurazione qualità 1. collaudo linguistico 2. collaudo funzionale 8. rilascioCopyright © 2006 Gruppo L10N 7
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software L’interfaccia utenteLa localizzazione dell’interfaccia utente è probabilmente la localizzazione per eccellenza. Oggetto di questaparte di attività sono i le “risorse” che possono essere costituite da elementi di interfaccia (un’immagine,un’icona o un cursore), da dati necessari all’applicazione, o menu e finestre di dialogo. Le risorse possono essererecuperate in fase di esecuzione e visualizzate nell’interfaccia utente. Un file di risorse può essere • uno script di risorsa (.rc) • un modello di risorsa (.rct) • un’intestazione generata dall’ambiente di sviluppo (.h) Le risorse si possono trovare anche in file binari che in genere presentano estensione .exe o .dll. Solitamente si lavora su file di script di risorsa in formato testo e, in linea di principio, possono esserelavorati con qualunque programma di elaborazione testi; in essi, però, le stringe sono, per così dire, “nascoste”tra numerose altre informazioni descrittive. Una volta tradotti, questi file devono essere compilati nuovamenteinsieme al codice del programma. La traduzione avviene solitamente mediante strumenti di traduzione che supportano il formato .rc, ossiaquasi tutti quelli attualmente disponibili sul mercato. Dato che la lunghezza delle opzioni varia da lingua a lingua in modo significativo, non sono infrequentisovrapposizioni dei menu. La maggiore difficoltà nella localizzazione dell’interfaccia utente consiste comunquenel mantenere o ricostruire gli acceleratori (p. es. Alt+F per aprire il menu File) e nel non eccedere nellalunghezza della traduzione, anche se ormai i moderni ambienti di sviluppo permettono ai menu diridimensionarsi orizzontalmente in modo automatico. La difficoltà di mantenere o ricostruire gli acceleratori e di non eccedere nella lunghezza della traduzione sipresenta anche con le finestre di dialogo. i moderni ambienti di sviluppo permettono di impostare finestre didialogo dinamiche anche in questo caso, ma spesso è comunque necessario variare posizione e dimensione deglielementi in funzione della maggior lunghezza del testo. Nei file di risorse, le parti di testo sono associate a codici che il localizzatore potrebbe accidentalmentemodificare o cancellare durante la traduzione. Stante la capacità degli strumenti di traduzione e dilocalizzazione di estrarre e disporre le stringhe di testo in tabelle, la traduzione si può effettuare piùagevolmente con strumenti di localizzazione che permettono di visualizzare l’oggetto cui fanno riferimento,menu o finestra di dialogo, e intervenire sulle parti di testo senza pericolo di danneggiare codici o altri elementinon traducibili. In questo modo è anche più semplice controllare che menu e finestre di dialogo non siano inconflitto con i bordi dello schermo. Dell’interfaccia utente fanno ugualmente parte i messaggi, stringhe di testo di cui il programmatore si serveper comunicare con l’utente, che vengono visualizzati in apposite aree di testo, all’interno di finestre di dialogoo nella barra di stato. Sono un elemento critico perché spesso del tutto isolati e privi di contesto, senza cioèpoter disporre di informazioni su dove e come appaiano nel prodotto finito e in che relazione siano gli uni con glialtri. Inoltre, non di rado, contengono una parte “dinamica”, che varia in base a parametri inseriti dall’utente oa suoi comportamenti e può determinare errori di interpretazione. Infine, benché si tratti di una praticadeprecata e scoraggiata, è tutt’altro che insolito per un programmatore, specie se alle prime armi, costruisca lestringhe concatenandone altre. Il programma, al momento dell’esecuzione, compone la frase con i vari tronconie la completa con i valori assunti dalle variabili a seconda del contesto e dell’esito dell’operazione. Questosignifica che il significato di un messaggio potrebbe comprendersi con precisione solo eseguendo il prodottofinito e riproducendo le condizioni esatte che lo provocano. Questo problema assume caratteristiche imponentiin fase di assicurazione della qualità. È uno dei momenti più delicati di un progetto di localizzazione in cui siverifica la corrispondenza delle caratteristiche del prodotto alle specifiche. I test vengono svolti alla fine delprocesso di localizzazione e mirano a verificare che il prodotto sia stato localizzato correttamente ecompletamente. Si cerca quindi di riprodurre tutte le possibili condizioni di funzionamento in modo da verificarenon solo se il risultato finale sia linguisticamente accettabile, ma soprattutto se la localizzazione abbiainfluenzato le caratteristiche funzionali e visive del prodotto. Per questo, si predispongono apposite specifiche eCopyright © 2006 Gruppo L10N 8
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del softwarescript di collaudo. Le prime descrivono i passi da effettuare per ottenere la condizione da verificare e il risultatoatteso; i secondi sono sequenze di comandi la cui esecuzione produce precise condizioni di test.Copyright © 2006 Gruppo L10N 9
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software Guide in linea, documentazione utente e materiale collateraleLe guide in linea (on-line help) sono parte integrante della documentazione elettronica fornita a corredo con ilsoftware e sono realizzate a partire da normali documenti Word redatti con particolari accortezze o da pagineHTML/XML. Nel primo caso il localizzatore si troverà a lavorare con un file di testo i cui contenuti sono identificati damarcatori che ne indicano anche gli attributi tipografici e di struttura. Un file della guida in linea di un prodottoin formato RTF è a tutti gli effetti un documento Word nel quale nome, titolo e parole chiave di ogni argomento(topic) o pagina sono contrassegnati da altrettanti codici referenziati in note a pie’ di pagina: #, $ e K. I rimandiipertestuali sono codificati con una sottolineatura semplice per le finestre a comparsa e doppia per i rimandiveri e propri, seguita dall’argomento di destinazione in caratteri nascosti. La traduzione di una guida in linea è molto vicina alla traduzione tecnica tradizionale, ed è necessarioconoscere a fondo il formato in lavorazione e disporre di competenze specifiche nella materia di cui trattano icontenuti. Si effettua normalmente servendosi di comuni strumenti di traduzione che permettono di proteggerele istruzioni di formattazione e di intervenire solo sulle parti di testo senza pericolo di danneggiare gli elementidi accesso e navigazione. Col tempo, il formato RTF è stato soppiantato dall’HTML o dall’XML che permettono di realizzare una guida inmodo molto più semplice con maggiori capacità grafiche e di animazione. In questo caso, gli argomenti sonocostituiti da singoli file. Anche la traduzione risulta notevolmente semplificata giacché tutti gli strumenti ditraduzione attualmente disponibili sul mercato trattano senza problemi entrambi i formati, seppure conaccorgimenti diversi. Inoltre, sempre più spesso, la documentazione a corredo è realizzata in modalità single sourcing servendosi disistemi per la gestione dei contenuti (CMS) che privilegiano generalmente il formato XML. Il caso più tipico didocumentazione utente è la manualistica che accompagna quasi ogni prodotto software, contenenteinformazioni descrittive del prodotto finalizzate all’istruzione dell’utente e alla consultazione. A questa sipossono aggiungere tutti gli altri documenti a corredo, dalle licenze ai pieghevoli per finire alle confezioni. La localizzazione di questo materiale è del tutto assimilabile alla traduzione tecnica tradizionale, benché losviluppo degli strumenti informatici renda oggi necessarie competenze che in passato erano considerate un plus.È utile, per esempio, conoscere i fondamenti del desk top publishing, anche se, data la varietà di prodotti usatiper questo scopo, è di fatto impossibile disporre di tutti e destreggiarsi con tutti. Anche in questo caso, sono glistrumenti di traduzione a rivelarsi fondamentali per gestire i vari formati attraverso appositi filtri, permettendodi proteggere formattazione e disposizione dei vari elementi e di intervenire solo sulle parti di testo. La localizzazione della documentazione a corredo di un prodotto software si può svolgere agevolmente conuno qualunque dei numerosi strumenti di traduzione comunemente disponibili sul mercato. Una delle ragioniall’oigine della crescente diffusione degli strumenti di traduzione è la sempre più rara opportunità di lavorare suun prodotto del tutto nuovo. Gli strumenti di traduzione permettono infatti di far leva sulle memorie ditraduzione provenienti da precedenti cicli di lavorazione condotti su versioni anteriori del software abbattendo icosti, riducendo i tempi e mantenendo coerenza e coesione del materiale testuale.Copyright © 2006 Gruppo L10N 10
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software La graficaSebbene rientri logicamente nel campo della localizzazione di documenti, la localizzazione di immagini,diagrammi e disegni è attività trasversale alle altre e costituisce sempre più campo di applicazione separato. Il ventaglio dei formati di file da trattare può essere molto ampio, dalle presentazioni agli screenshot perfinire alle animazioni multimediali. Per le presentazioni si può utilizzare l’applicazione di un normale ambiente di office automation o unostrumento di traduzione in grado di lavorare il formato in cui è stata realizzata o uno di scambio in cui èpossibile convertirla e ri-convertirla a traduzione ultimata senza danneggiarla. Per manipolare le immagini, invece, spesso occorrono l’editor specifico con cui sono state realizzate e isorgenti in formato layered in cui, cioè i vari elementi sono disposti su livelli indipendenti, ovvero devono esserericreate inserendovi il testo magari prelevandolo da tabelle di corrispondenze. Un classico esempio di questeimmagini sono i cosiddetti splash screen, quelle schermate solitamente contenenti i messaggi di saluto checompaiono all’apertura di un programma. Anche gli screenshot, le “istantanee” delle finestre di un’applicazione, sono immagini bitmap, e, anche sesono piuttosto semplici da ricreare, farlo è piuttosto laborioso e richiede una piattaforma configurataesattamente come quella su cui sono stati realizzati gli originali. Le animazioni, infine, possono essere un vero e proprio incubo, specialmente quelle in Flash che sono direalizzazione così semplice da essere alla portata di chiunque, ma proprio per questo sono spesso prodottetrascurando eventuali successive esigenze di localizzazione.Copyright © 2006 Gruppo L10N 11
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software Siti WebSe la localizzazione di pagine Web è riconducibile a quella della documentazione elettronica, tutt’altra cosa èquella di script, applet, servlet, moduli e altri oggetti componenti un’applicazione Web. In questo caso, lepagine costituiscono “solo” l’interfaccia utente, mentre il cuore risiede in file che non sono esposti all’utente. Èquindi necessaria una conoscenza delle tecnologie, delle modalità e dei linguaggi di realizzazione e di sviluppo edei relativi ambienti e piattaforme. Inoltre, lo sviluppo di un sito o di un’applicazione Web, siano essi pubblici o ad uso interno, è solitamenteininterrotto. Per questo è necessaria una strategia di gestione dei contenuti per la quale sempre più spesso si faricorso a sistemi specifici, i CMS. Per un’applicazione Web, invece, dal momento che i cicli di sviluppo normalmente non seguono quelli delleapplicazioni tradizionali, l’impegno richiesto è funzione del livello di internazionalizzazione. La localizzazione di siti statici si esplica nella traduzione di documenti di testo ordinari il cui formato (HTML)non pone particolari problemi di trattamento ed è riconducibile alla traduzione della documentazioneelettronica e, come questa, si può condurre servendosi di un qualunque strumento di traduzione tra quellicomunemente disponibili sul mercato. La particolarità di un documento HTML, che è un normale file di testo, consiste nel fatto che la suavisualizzazione è determinata da marcatori attraverso i quali si definiscono la disposizione e la formattazionedegli elementi, nonché i rimandi ipertestuali che garantiscono la navigazione. Solo le parti descrittive sono quindi di interesse per la localizzazione. Tra queste vanno considerati alcuniattributi, come quelli relativi alle immagini o al documento stesso, i cosiddetti metadati. I siti dinamici sono invece basati su pagine costruite al momento in base alle richieste inviate al server. Lepagine sono realizzate servendosi di un linguaggio di scripting e possono assolvere compiti diversi, dal disporre illoro contenuto in funzione della piattaforma utente a visualizzare i dati prelevati da un database. La rapidità disviluppo imposta dai ritmi di aggiornamento costanti di un sito Web può portare a trascurare le best practicedell’internazionalizzazione e a inserire stringhe di testo all’interno del codice. La separazione di codice epresentazione, invece, permette di limitarsi alla manutenzione di una sola copia di ogni paginaindipendentemente dal numero di locale previsti giacché per il programmatore è possibile servirsi del localeidentifier per istruire il motore che analizza il codice sul server a interpretare i parametri relativi al localedell’utente e a restituire le stringhe nella lingua associata inserendole all’interno di template. I linguaggi di scripting non si limitano al lato server. Le pagine possono contenere elementi attivi cheprovvedono a visualizzare stringhe di testo nascosto in seguito ad eventi successivi ad azioni dell’utente. Sitratta solitamente di funzioni di controllo che innescano messaggi al pari delle applicazioni tradizionali. Lestringhe associate a questi elementi attivi fanno generalmente parte della pagina e si trattano insieme ad essa,ma, nel caso di siti dinamici o applicazioni Web multilingue, possono essere isolate in file separati. Negli script eseguiti sul server prima dell’invio all’utente della pagina richiesta non è improbabile imbattersinegli stessi problemi che interessano le applicazioni tradizionali. Le stringhe di testo che costituiscono leetichette degli elementi di una pagina o il suo contenuto, così come i messaggi inviati all’utente sonolargamente “dinamici”, nel senso che vengono composti al momento e variano in base a parametri inseritidall’utente. Gli errori di interpretazione, e le difficoltà di traduzione, che possono derivarne sono svariati.Inoltre, per poter riprodurre le condizioni di esercizio del sito, in modo da disporre di informazioni su dove ecome le etichette e messaggi appaiOno nelle pagine e in che relazione siano gli uni con gli altri, è necessarioreplicare l’intero ambiente, a partire dal server Web per finire ai motori di scripting e installare tutti icomponenti associati. Disporre un test bed per un’applicazione Web può quindi presentare diverse difficoltà perun localizzatore. La diffusione del Web come strumento di comunicazione e di supporto ha favorito il trasferimento, e ladistribuzione, di molte attività dando vita a strumenti che si integrano con le applicazioni di gestione perl’automazione di interi processi, del cosiddetto workflow. I principali attori in questo scenario sono i CMS (Content Management System), sistemi per la definizione, ilposizionamento, il flusso, l’amministrazione e la pubblicazione dei contenuti di un sito Web indipendentementedalla posizione geografica, l’esperienza e le competenze tecniche degli autori senza la mediazione di struttureCopyright © 2006 Gruppo L10N 12
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del softwaretecniche di supporto, attraverso processi automatici di controllo dei contenuti, delle immagini, della struttura edella veste grafica del sito. Ai CMS si abbinano con sempre maggior frequenza i GMS (Globalization Management System) che permettonodi rilevare e segnalare le modifiche apportate ai documenti presenti su un sito Web con l’invio automatico aitraduttori dei documenti da aggiornare o di loro porzioni. Per massimizzare la convenienza di questi sistemi, neè stata estesa la funzionalità ad ogni tipo di contenuti, non solo, quindi, a quelli destinati alla pubblicazione suWeb, arrivando a integrare la gestione remota delle memorie di traduzione; per questo rappresentano il futuroprossimo venturo.Copyright © 2006 Gruppo L10N 13
    • Gruppo Università di Padova, 6 aprile 2006 L1 0N Convegno “Tradurre: professione e formazione” La localizzazione del software Video giochiLa localizzazione dei video giochi è, attualmente, il segmento di mercato con le migliori prospettive. Si tratta tuttavia di un processo complesso per il quale sono necessarie amplissime competenze, coinvolgendodi fatto tutti i media con intervento artistico e culturale sui contenuti. Si va, infatti, dalla localizzazione classicadi risorse, grafica e animazioni alla traduzione dei “copioni” utilizzati per i dialoghi dei personaggi e perl’interazione dei giocatori, che presenta per questo alcune delle caratteristiche tipiche della traduzione per ildoppiaggio, a cominciare dal lip sync per finire al trattamento dei componenti multimediali che, a sua volta, vadalla manipolazione delle tracce al doppiaggio e al voice over.Copyright © 2006 Gruppo L10N 14