Trib pa ric paternità rimborso spese genitore
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Famiglia - Dichiarazione giudiziale di paternità: "[...] la sentenza di accertamento della filiazione naturale pone a carico del genitore ...

Famiglia - Dichiarazione giudiziale di paternità: "[...] la sentenza di accertamento della filiazione naturale pone a carico del genitore
tutti i doveri propri della procreazione legittima, ossia il dovere di mantenere, istruire ed educare il figlio ai sensi degli artt. 147 e 261 c.c. compreso quello del mantenimento che, non avendo natura di obbligo alimentare nell'ambito della dichiarazione giudiziale di paternità, decorre dalla data della nascita del figli. [...] Dalla stessa decorrenza il genitore ha l'obbligo di rimborsare pro quota l'altro genitore il quale abbia provveduto integralmente al mantenimento
del figlio e ciò fino alla pronuncia del giudice. [...] In relazione alla richiesta di attribuzione del cognome paterno,va rilevato che ai
sensi dell'art. 262 commi secondo e terzo c.c., il Giudice decide circa l'assunzione del cognome paterno tenendo conto dell'interesse del minore, da apprezzare sia riguardo all'ampliamento della sfera dei suoi rapporti affettivi sia ai fini di una più completa definizione dell'identità personale, familiare e sociale". (Trib. Palermo, sent. 2-13.03.2012)

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Trib pa ric paternità rimborso spese genitore Document Transcript

  • 1. REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOTRIBUNALE DI PALERMOSEZIONE MINORENNIRiunito in camera di consiglio e composto daiDott. Alessandra Puglisi - Giudice -Dott. Fulvia Fratantonio - Presidente -Dott. Elena Volpes - Comp. Priv. -Dott. Giuseppe La Face - Comp. Priv.- Ha emesso la seguenteSENTENZAnella causa civile iscritta al numero di ruolo 2/2011, discussa alludienza collegialedel 2 marzo 2012, promossa con ricorso depositato in data 2.2.2011IN FATTO E INCon ricorso depositato in data 2.2.2011 (...) in proprio e nella qualità di genitoreesercente la potestà sul figlio minore chiedeva che (...) venisse dichiarato padrenaturale del bambino e fosse gravato dellonere di contribuire al suo mantenimento.Il (...) costituiva negando la paternità ed in subordine chiedeva di limitarelassegno di mantenimento.Nel corso del processo veniva ammessa consulenza genetica diretta ad accertarela paternità e alludienza del 16.9.2011 le parti concordemente depositavanoconsulenza ematologica attestante che B.A. e P.B. "sono in rapporto di padre -figlio con una probabilità di paternità del 99,99999719%".Il Collegio revocava, quindi lordinanza ammissiva della C.T.U. e le partiprecisavano quindi le conclusioni sopra richiamate.Ciò premesso va rilevato che la ricorrente, premettendo di avere intrattenutouna relazione con il (...), esponeva di aver dato alla luce un bambino, nato (...),frutto della predetta relazione.La perizia ematologia espletata in fase istruttoria e depositata concordemente dalleparti, ai quali esiti questo Collegio aderisce essendo sorretta da idonea motivazioneimmune da vizi logici, ha concluso per la compatibilità genetica fra il sangue delPa. e quello del minore, con una percentuale del 99,999999719%. Deve, pertanto,affermarsi che B.A. è il padre naturale di P.B. e deve, inoltre, essere valutatopositivamente linteresse del minore alla dichiarazione di paternità del resistente,
  • 2. atteso che solo con tale riconoscimento il minore potrà acquisire quella posizionedi figlio, di cui ha diritto ai fini del riconoscimento della sua identità personale e diuna giusta collocazione nellambito familiare e sociale.In ordine alle altre richieste della parte attrice, relative alla condanna del resistentea corrispondere un assegno mensile di Euro 600,00 a titolo di mantenimento delfiglio fin dalla nascita da rivalutarsi annualmente secondo gli indici I.S.T.A.T.nonché a tutte le mensilità arretrate ed a quantaltro sborsato dalla madre per lacura, leducazione, listruzione e lo svago del bambino a far data dalla nascita, varilevato quanto segue.La sentenza di accertamento della filiazione naturale pone a carico del genitoretutti i doveri propri della procreazione legittima, ossia il dovere di mantenere,istruire ed educare il figlio ai sensi degli artt. 147 e 261 c.c. compreso quello delmantenimento che, non avendo natura di obbligo alimentare nellambito delladichiarazione giudiziale di paternità, decorre dalla data della nascita del figli.(cfr. Cass. 5586 del 4.5.2000; Cass. n. 2196 del 14.2.2003; Cass. 13296 del17.7.2004). Dalla stessa decorrenza il genitore ha lobbligo di rimborsare proquota laltro genitore il quale abbia provveduto integralmente al mantenimentodel figlio e ciò fino alla pronuncia del giudice.Tale diritto al rimborso pro - quota delle spese sostenute spetta iure - proprioalla ricorrente, con conseguente diritto di agire in regresso, secondo le regolegenerali sul rapporto fra condebitori solidali per il recupero della porzione dipertinenza del genitore giudizialmente dichiarato.In ordine alla quantificazione del predetto rimborso va rilevato che secondocostante orientamento della Suprema Corte (cfr. per tutte Cass. 10861dell1.10.1999): "in materia di dichiarazione giudiziale di paternità naturale, ilrimborso delle spese spettanti al genitore che ha provveduto al mantenimento delfiglio fin dalla nascita, ancorché trovi titolo nellobbligazione legale dimantenimento imputabile anche allaltro genitore ha natura in senso latoindennitaria, essendo diretta ad indennizzare il genitore che ha riconosciuto ilfiglio a causa degli esborsi sostenuti da solo per il mantenimento del figlio; poichéè principio generale (desumibile da varie norme quali ad esempio gli artt. 379comma 2, 2054, 2047 c.c.) che lequità costituisca il criterio di valutazione delpregiudizio non solo in materia di responsabilità extra - contrattuale ma anchequando la legge si riferisca in genere ad indennizzi o indennità, il giudice di meritopuò utilizzare il criterio equitativo per determinare le somme dovute a titolo dirimborso" ed è a tale criterio che questo Collegio fa riferimento.In conclusione, tenuto conto della documentazione prodotta dalle parti e dellacapacità patrimoniale di entrambi i genitori, appare equo quantificare nella sommadi Euro 300,00 mensili, rivalutabile annualmente secondo gli indici I.S.T.A.T., ilcontributo mensile da porre a carico del P. ed a favore della madre P.L. a titolo dimantenimento del piccolo B. - a decorrere dalla data di presentazione del ricorso -
  • 3. oltre il 50% delle spese straordinarie concordate nonché nella somma di Euro24.000,00 Euro (ventiquattromila) il rimborso pro - quota sempre a favore dellaricorrente, per le spese di mantenimento del figlio minore, sostenute per interodalla madre dalla nascita del bambino fino ad oggi, tenuto conto delletà dellostesso e delle condizioni economiche di entrambi i genitori.Nulla deve essere disposto in ordine alla richiesta di rateizzazione della predettasomma ovvero di deposito della stessa presso autonomo conto da intestare alminore, trattandosi di provvedimenti non consequenziali alla pronuncia dipaternità, di cui agli artt. 269 e ss c.c.In relazione alla richiesta di attribuzione del cognome paterno,va rilevato che aisensi dellart. 262 commi secondo e terzo c.c., il Giudice decide circa lassunzionedel cognome paterno tenendo conto dellinteresse del minore, da apprezzare siariguardo allampliamento della sfera dei suoi rapporti affettivi sia ai fini di unapiù completa definizione dellidentità personale, familiare e sociale.Nella specie rimane appare maggiormente rispondente allinteresse del minoreaggiungere il cognome paterno a quello materno.Dagli atti emerge, infatti, che il minore ha risentito dellassenza della figurapaterna ed appare necessario che lo stesso definisca la propria identità anche alivello di riconoscimento sociale.Né sussistono o sono state opposte ragioni di indegnità che escludano linteressedel minore allattribuzione del cognome paterno.Deve, quindi, disporsi che il minore aggiunga al cognome materno quello paterno. Riguardo alle richieste di affidamento e regolamentazione del diritto di visita se ne evidenzia linammissibilità nel corso del presente giudizio, essendo la materia disciplinata dagli artt. 317 bis, 155 e ss. c.c., applicabili solo dopo il passaggio in dellagiudicato presente sentenza e comunque esigenti autonomo procedimento edautonoma istruzione.Stante la natura della causa e la parziale reciproca soccombenza ritiene il Collegioche sussistano ragioni per compensare interamente fra le parti le spese del giudizio.P.Q.M.Definitivamente pronunciando nel contradditorio delle parti, visti gli artt. 269 e ss.c.c.Dichiara(...) nato (...), padre naturale del minore (...) nato (...).Visto lart. art. 262 commi 2 e 3 c.c.Dispone
  • 4. che il minore P.B. aggiunga al proprio cognome quello del padre naturale "B."Disponeche a cura della Cancelleria copia della presente sentenza sia comunicataallUfficiale di Stato civile del Comune di nascita del minore, affinché procedaallannotazione sui registri dello Stato Civile, per ogni effetto di legge e perchéproceda ai sensi dellart. 89 n. 6 R.D. 9.7.1939.Ponea carico di B.A. lobbligo di corrispondere a (...) nella qualità, la somma mensiledi Euro 300,00 per il mantenimento del minore (...), somma rivedibileannualmente in base ai coefficienti di rivalutazione I.S.T.A.T., a decorrere dalladata di presentazione del ricorso, oltre il 50% delle spese straordinarieconcordate. Condanna(...) al pagamento in favore di (...) della somma di Euro 25.000,00(venticinquemila) a titolo di rimborso pro - quota delle spese di mantenimentodel figlio (...) sostenute dalla madre dalla nascita e fino alla data di presentazionedel ricorso.Dichiara leInammissibili ulteriori domande presentate dalle partiCompensaInteramente fra le parti le spese del giudizio.Così deciso in Palermo il 2 marzo 2012.Depositata in Cancelleria il 13 marzo 2012.