Cass 24 02 2012 n 2874

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Cass 24 02 2012 n 2874

  1. 1. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVOROComposta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:Dott. VIDIRI Guido - PresidenteDott. DE RENZIS Alessandro - ConsigliereDott. STILE Paolo - rel. ConsigliereDott. TRIA Lucia - ConsigliereDott. TRICOMI Irene - Consigliereha pronunciato la seguente:SENTENZAsul ricorso proposto da:(OMISSIS), gia titolare della ditta F.C.E. (OMISSIS), gia elettivamente domiciliato in (OMISSIS),-presso lo studio dellavvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende unitamente allavvocato(OMISSIS), giusta delega in atti e da ultimo domiciliato presso la CANCELLERIA DELLA CORTESUPREMA DI CASSAZIONE;- ricorrente -contro
  2. 2. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dellavvocato (OMISSIS),rappresentata e difesa dallavvocato (OMISSIS), giusta delega in atti, giusta delega in atti;- controricorrente -avverso la sentenza n. 257/2008 della CORTE DAPPELLO di ANCONA, depositata il 22/05/2008,r.g.n. 274/08;udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 10/01/2012 dal Consigliere Dott.PAOLO STILE;udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. MATERA Marcello, che haconcluso per linammissibilita o in subordine accoglimento per quanto di ragione.SVOLGIMENTO DEL PROCESSOCon ricorso notificato in data 18 luglio 2008 (OMISSIS) ha impugnato per cassazione la sentenzadella Corte di Appello di Ancona n. 257/08, pubblicata in data 22 maggio 2008, con cui la Corterespingeva lappello proposto dal medesimo (OMISSIS) avverso la sentenza n. 829/07, emessa indata 14.11.2007 dal Tribunale di Ancona, in funzione di Giudice del Lavoro, confermandointegralmente la decisione di primo grado.In particolare, la Corte di merito ha ritenuto cosi come il Tribunale - lillegittimita del licenziamentointimato dalla F.C.E. (OMISSIS) di (OMISSIS) nei confronti di (OMISSIS), non sussistendo ipresupposti del dedotto giustificato motivo oggettivo del recesso, tenuto conto che la lavoratriceera stata sostituita con unapprendista per lo svolgimento delle medesime mansioni, al fine dirisparmiare sul costo della manodopera. Di conseguenza la ditta datrice di lavoro venivacondannata al pagamento della indennita sostitutiva della reintegra - come richiesto - in misurapari a quindici mensilita dellultima retribuzione globale di fatto, con gli accessori come per legge,oltre al pagamento di tutte le retribuzioni maturate dalla data del licenziamento sino alla data dipagamento dellindennita sostitutiva della reintegra, con gli accessori di legge e regolarizzazionedella posizione assistenziale e previdenziale.Per la cassazione di tale pronuncia ricorre (OMISSIS) con tre motivi. Resiste (OMISSIS) concontroricorso.
  3. 3. MOTIVI DELLA DECISIONECon il primo motivo di ricorso da ritenersi ammissibile, riguardando detto motivo la legittimita delrecesso alla luce della normativa di riferimento e non una mera valutazione dei fatti di causa,diversa da quella operata dal Giudice di merito - (OMISSIS), denunciando violazione e falsaapplicazione della Legge n. 300 del 1970, articolo 18 circa la sussistenza del giustificato motivooggettivo, lamenta che il Giudice di secondo grado, come quello di primo, non abbia tenuto conto,nel pervenire alla impugnata decisione, che il licenziamento in oggetto era legato allaumentocostante dei costi, alla grave crisi aziendale - come confermato dalla testimonianza dellaconsulente della ditta (riprodotta in ricorso nel rispetto del principio di autosufficienza) -, che avevaportato al trasferimento di parte della produzione in (OMISSIS) ed alla successiva cessazionedellattivita nel marzo 2006. Tale situazione lo aveva inevitabilmente obbligato ad intevenire sulleparti rigide del bilancio ed, in particolare, sui costi per il personale, tante che, nella specie -contrariamente allassunto del Giudice dappello - non si era provveduto alla semplice sostituzionedi un dipendente con un apprendista ma ad una modifica dellassetto produttivo mediante lasostituzione di tre operai con due apprendisti. Il motivo e fondato.La giurisprudenza e unanime nel ritenere che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo siverifica ogni volta che si presenta la necessita di sopprimere determinati posti di lavoro a causa discelte attinenti allattivita produttiva, allorganizzazione del lavoro e al regolare funzionamento diessa con conseguente e inevitabile licenziamento dei lavoratori che ricoprano detti posti e che nonpossano essere impiegati altrimenti (ex plurimis, in motivazione, Cass. S.U. n. 3353/1994).Rientra, pertanto, nella previsione di cui alla seconda parte della Legge 15 luglio 1966, n. 604,articolo 3 lipotesi di un riassetto organizzativo dellazienda attuato al fine di una piu economicagestione di essa e deciso dallimprenditore, non pretestuosamente e non semplicemente per unincremento di profitto, bensi per far fronte a sfavorevoli situazioni - non meramente contingenti -influenti in modo decisivo sulla normale attivita produttiva, ovvero per sostenere notevoli spese dicarattere straordinario, senza che sia rilevante la modestia del risparmio in rapporto al bilancioaziendale, in quanto, una volta accertata leffettiva necessita della contrazione dei costi, in undeterminato settore di lavoro, ogni risparmio che sia in esso attuabile si rivela in direttaconnessione con tale necessita e quindi da questa oggettivamente giustificata (Cass. S.U. cit;Cass.n.3127/1986).Nella specie, la Corte territoriale, pur muovendo dai medesimi presupposti di fatto illustrati dal
  4. 4. (OMISSIS), perviene alla conclusione della illegittimita del licenziamento "poicheincontestabilmente evitabile", ulteriormente specificando che "lassunzione di un apprendista (ocomunque di un nuovo dipendente) per svolgere le mansioni della ricorrente spezzainsuperabilmente il legame di causalita tra il recesso datoriale ed una eventuale situazione di(necessaria) riorganizzazione aziendale".Ma nella specie - come del resto, se non affermato, certamente non negato dalla stessa Corteterritoriale - la prospettazione, da parte del (OMISSIS), di un ridimensionamento del personale (datre dipendenti a tempo indeterminato a due apprendisti con riduzione del costi) costituiscecircostanza di per se non sovrapponibile alla mera sostituzione di un lavoratore a tempoindeterminato con un apprendista, potendo costituire espressione di una riorganizzazionedellattivita produttiva, considerato anche la dedotta delocalizzazione in (OMISSIS) di un settoredellazienda e la cessazione dellattivita nel 2006; sicche, in questo quadro fattuale, potrebbeemergere che il licenziamento della lavoratrice sia stato determinato da effettive esigenze dicontenimento dei costi, giustificato da concrete difficolta nellimpresa, nei sensi indicati dallagiurisprudenza appena richiamata.Il motivo va, pertanto, accolto con assorbimento degli ulteriori motivi concernenti questioniriguardanti lobbligo di repechage, laliunde perceptum e gli obblighi contributivi.Ne consegue lannullamento della impugnata sentenza in relazione al motivo accolto, con rinvioper il riesame ad altra Corte di Appello, designata in dispositivo, che provvedera anche allaregolamentazione delle spese del presente giudizio.P.Q.M.La Corte accoglie il primo motivo di ricorso e dichiara assorbiti gli altri; cassa la sentenzaimpugnata in relazione al motivo accolto e rinvia anche per le spese alla Corte dappello diBologna.

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