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  • 1. La rivalutazione turistica di Santiago de Compostela e del suo Cammino The tourist revaluation of Santiago de Compostela and of its Route Lucrezia Lopez, Miguel Pazos Otón Universidade de Santiago de Compostela Riassunto - Durante gli ultimi anni il Cammino di Santiago e la città di Compostela sono diventati le risorse turistiche più importanti di Galizia, entrambe Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO (Santiago nel 1985 e il Cammino Francese nel 1993). Anche se la conversione del Cammino in prodotto turistico iniziò dopo la seconda guerra mondiale, in seguito ad un’ascesa negli anni Ottanta nel mercato spagnolo e internazionale, Santiago ed il Cammino hanno raggiunto il culmine in occasione dell’Anno Santo 1993: uno “spartiacque” per la politica turistica galiega. Il punto di partenza per la loro rivalutazione turistica è stato riabilitare il Cammino da un punto di vista storico-culturale per produrre un’alternativa al turismo religioso e con ciò la città di Compostela è divenuta meta turistica internazionale. L’obiettivo del contributo è mettere in evidenza tale rivalutazione, prendendo in considerazione le alternative al turismo religioso che il Cammino e la città offrono; a partire dagli strumenti di pianificazione turistica, vogliamo analizzare quali sono le conseguenze delle politiche turistiche attuali, dato che “oggi il turismo presenta nuove sfide perché il turista è più esigente” presenteremo i successi, i rischi e le possibilità dell’offerta turistica del Cammino e della città. Abstract - During the latest years the Route to Santiago and the city of Compostela have become the most important tourist resources of Galicia, both are World Heritage Sites of UNESCO (Santiago in 1995 and the Route in 1993). Although the transformation of the Route into a tourist product began after the Second World War and a later ascension in the 80 years in the Spanish and international market, Santiago and the Route have reached their apogee thanks to the Holy Year 1993, which can be considered a “watershed” for the Galician tourist policy. The starting point for their revaluation was the rehabilitation of the Route from a historic-cultural point of view in order to produce an alternative to the religious tourism, thus the city turned into an international tourist destination. The objective of the present paper is to present this revaluation, taking into consideration the alternatives to the religious tourism that the Route and the City offer, starting from the instruments of tourist planning, we intend to analyze which are the consequences of the present tourist policies, as today “tourism presents new challenges because the tourist is more exigent”, we will show the successes, the risks and the possibilities that the Route and of the City still offer. Parole chiave: Patrimonio dell’Umanità, rivalutazione turistica, turismo culturale, politiche turistiche Key words: World Heritage Site, tourist revaluation, cultural tourism, tourist policies 1. Introduzione Il 1993 è lo spartiacque della storia della politica turistica compostelana e galiziana, in quanto segna l’inizio della valorizzazione contemporanea del Cammino e della città; è ricco d’eventi: è l’anno Santo Giacobeo 93, ma è un anno Santo diverso dai “soliti” perché per la prima volta si mette in moto un’incredibile macchina di promozione turistica a livello internazionale che approfitta di un evento religioso per incentivare altre forme di turismo; in secondo luogo, dopo Santiago, anche il Cammino Francese (reputato il Cammino Storico) è dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Il termine re-vitalizzare va inteso quale obiettivo di dare al Cammino e a Santiago un nuovo significato, valorizzando le risorse del territorio, patrimoniali, storiche e culturali, per superare un significato prettamente religioso e poter creare alternative turistiche. Cultura e turismo si sono “sposati” per dar vita a dei prodotti turistici d’indubbia centralità nel mercato turistico galiego, cui punti di forza sono stati: - la presenza di risorse patrimoniali, etnografiche e paesaggistiche vincolate al turismo culturale; - una politica turistica pubblica interessata a creare un’immagine diversa e che ha adattato le risorse del territorio al nuovo mercato turistico, il suo successo è dovuto anche ad una cooperazione fra settore pubblico e settore privato; - una risemantizzazione del Cammino di Santiago quale punto di riferimento per una politica turistica interessata da un lato a conservare un turismo religioso e dall’altro a promuovere un turismo culturale. Il recupero e la dinamizzazione delle risorse del Cammino e della città sono partiti dal presupposto di diversificare l’offerta turistica, e quindi in primo luogo l’obiettivo è stato quello di creare un turismo differente dal tradizionale turismo religioso e di peregrinazione, cosicché inizialmente si è trattato di valorizzare il patrimonio per incentivare un turismo culturale. Tra i settori economici maggiormente favoriti dalla rivalutazione turistica di Santiago e del Cammino va considerato quello dei trasporti, 415
  • 2. sopratutto quello del trasporto aereo. In particolar modo, l’apertura alle compagnie di basso costo ha permesso collocare Santiago in mercati prima irraggiungibili, divenendo quindi un aeroporto internazionale. Un aspetto indubbiamente positivo è quindi l’aumento della presenza straniera, ma anche nazionale, in periodi di bassa stagione. Vedremo ora nel dettaglio le politiche turistiche più significative adottate per Compostela e quelle adottate per il Cammino, i loro risultati e le sfide che si trovano ad affrontare. 2. Le politiche turistiche per la città di Santiago de Compostela La designazione del centro storico di Santiago quale Patrimonio dell’Umanità nel 1985 fu il risultato di un processo di rivalutazione e protezione dei primi anni ‘80, che ha permesso riabilitare edifici del centro storico, molti dei quali con una rivalutazione turistica (alberghi, ostelli, ristoranti). In questo modo, dal 1985 la città non è più solo considerata meta religiosa, punto d’arrivo del Cammino di Santiago ma inaugura un processo di rinnovazione della sua immagine quale “città culturale” e con essa una nuova formula turistica “il turismo culturale”. Bisogna tener presente che la designazione di Santiago de Compostela quale Città Patrimonio dell’Umanità avvenne nello stesso periodo in cui si verificava un cambio nelle tendenze turistiche, vale a dire che si abbandonava il modello di turismo di massa per andare alla ricerca di un “turismo alternativo” che offrisse al turista qualcosa di più autentico e originale. La valorizzazione della cultura ha svolto un ruolo fondamentale per la città, che oramai consolidata come meta di un turismo culturale, mira negli ultimi anni a consolidare nuove formule turistiche, d’accordo con gli obiettivi fissati dagli strumenti di pianificazione turistica, quali il Piano d’eccellenza turistica, il Piano di Marketing strategico, il Piano di destagionalizzazione turistica. Tra le politiche turistiche più significative che contribuiscono ad un cambio d’immagine e ad una rivalutazione turistica della città bisogna considerare: a) le politiche di diversificazione turistica; b) le politiche di destagionalizzazione turistica; c) un’intensa politica di promozione e cambio dell’immagine; d) le politiche di formazione. a) La diversificazione è una necessità per Santiago, in quanto essendo il suo spazio turistico ridotto è necessario puntare su altre forme di turismo per diversificare l’offerta: - turismo di congresso e professionale: è un prodotto con alta priorità, poiché organizzare congressi 416 è contemporaneamente un modo per conoscere la città, le sue attività culturali e ricreative; inoltre permette una destagionalizzazione del turismo ed una continuità in termini d’impiego e d’occupazione alberghiera. In realtà, Santiago ricopre una posizione privilegiata perché può sfruttare il fatto d’essere capitale politica e amministrativa e città universitaria; - turismo gastronomico: considerato una potenzialità per lo sviluppo della città, è allo stesso tempo una forma di turismo culturale. A conferma di quest’obiettivo, si è tenuto dal 16 al 20 Febbraio il Forum Gastronomico 2008 che ha riunito nella città cuochi di tutto il mondo specializzati nella cucina atlantica; - turismo educativo –universitario: è un prodotto turistico particolare che permette conciliare settore educativo e settore turistico, sostenerlo serve a rinforzare l’immagine di Santiago come città dove studiare spagnolo, anch’esso favorisce una destagionalità turistica; - turismo familiare: è una nuova formula turistica che s’intende sviluppare per attrarre sopratutto famiglie con bambini, vale a dire un nuovo segmento del mercato turistico. L’INCOLSA sta studiando quali possono essere dei fattori d’attrazione per sviluppare un modello tipico compostelano, ad esempio creando una rete d’itinerari d’escursionismo attorno al Monte Pedroso (punto più alto di Santiago e che offre un magnifico panorama della città) oppure utilizzando spazi pubblici per l’installazione di parchi per bambini. Inoltre la diversificazione riguarda l’offerta della città: offerta culturale e offerta di spazi verdi e parchi; in generale si considera che i turisti che visitano Santiago conoscano già la storia di San Giacomo il Maggiore, per questo motivo la loro visita o il loro soggiorno dovrebbe essere arricchito da un’offerta culturale amplia, come, di fatto, è in Santiago. Fra i musei di maggior rilievo vanno considerati i musei di tema religioso (il Museo della Cattedrale, il Museo delle Pellegrinazioni), il museo etnografico: Museo del Popolo Galiego, inoltre il Centro Galiego d’Arte Contemporanea, ed il Museo di Storia Naturale, oltre alle innumerevoli esposizioni e mostre. Ora, la posta in gioco è la Città della Cultura, un megaprogetto, realizzato dall’architetto Peter Eisenman, che rappresenta un nodo turistico collocato fuori della città, la sua importanza è dovuta al fatto che rappresenterà il primo museo storico galiego, con l’intento di offrire un nuovo prodotto culturale che attragga nuovi segmenti di visitanti, allunghi la permanenza dei turisti ma soprattutto decongestioni il centro storico. b) Riteniamo che le politiche di diversificazione e di
  • 3. destagionalizzazione siano strettamente collegate fra loro, difatti le nuove “forme turistiche” mirano ad una destagionalizzazione che garantisca una presenza turistica durante tutto l’anno. Ciò è importante da un lato per assicurare stabilità d’impiego e professionalità alla popolazione e per migliorare la redditività degli investimenti, e dall’altro per ovviare al problema della massificazione nel centro storico durante il periodo estivo e in determinati momenti dell’anno. Inoltre la destagionalizzazione può divenire un modo per allungare la permanenza nella città, dato che spesso i turisti riducono la loro visita a pochi giorni, o addirittura a poche ore. Per questo, attraverso un Piano di destagionalizzazione turistica, l’INCOLSA Turismo di Santiago realizza ogni anno delle campagne, come ad esempio Compostela Aperto tutto l’anno o Compostela Reserva Monumental, basate su accordi fra hotel e tour operator, e su azioni di marketing che permettano di prenotare via Internet o per telefono. c) Riposizionare l’immagine di Santiago significa, creare “immagini forti” che diano visibilità alla città, combinare tradizione e modernità è un obiettivo fondamentale per la nuova politica turistica che da importanza alla promozione turistica. Della promozione della città si occupa l’INCOLSA Turismo di Santiago, che ha inaugurato a Gennaio una nuova campagna di promozione turistica della città e il primo slogan di Santiago: “Santiago e’...” le formule di promozione della città sono differenti: - adesione ad organizzazioni e associazioni internazionali; - partecipazione e organizzazione di congressi, fiere; - organizzazione d’esposizioni, a tal proposito va citata l’esposizione itinerante Roma-Santiago/ Santiago-Roma. Itinerari, segni e memorie dell’Europa di Pellegrinazione, organizzata dalla Giunta di Galizia e dal Centro di Studi Compostelani di Perugia. d) Altro aspetto chiave per la revitalizzazione turistica di Santiago è l’importanza attribuita alla professionalizzazione, alla specializzazione e alla formazione. Consapevoli del fatto che una buona gestione del turismo si basa sull’innovazione e sulla conoscenza, nella città specializzazione e professionalizzazione sono la chiave per un turismo di successo, in questo modo sono sorti enti e istituzioni competenti, il cui obiettivo è il miglioramento della qualità turistica. Tra i principali bisogna menzionare: - l’INCOLSA Turismo de Santiago: responsabile della pianificazione, strutturazione, commer- cializzazione e promozione della città; - il CETUR (Cento di Studi e d’Investigazione Turistica): un progetto interdisciplinare dell’Università’ di Santiago de Compostela, la cui attività si basa sulla collaborazione con differenti organismi extra-universitari che rappresentano gli ambiti d’interesse della società. Il suo obiettivo principale è la ricerca, l’insegnamento, l’informazione, la formazione continua e l’assistenza tecnica relativa a qualsiasi aspetto riguardante il turismo in Galizia. La sua attività s’articola in aree differenti: docenza (promozione e organizzazione di corsi di formazione continua nell’ambito turistico); attività di ricerca (promozione, incentivazione e coordinamento dei differenti gruppi di ricerca esistenti), Osservatorio di Turismo; attività di relazioni esteriori (stipulazione d’accordi con altri centri a livello nazionale ed internazionale) ed infine sviluppo attività finalizzate alla divulgazione, all’apprendimento e alla conoscenza del turismo (come ad esempio seminari, congressi); - l’Osservatorio Turistico di Santiago di Compostela, gestito dal CETUR, svolge un’attività’ fondamentale per la conoscenza del turismo in Santiago. Partendo dal presupposto che il turismo è una pratica sociale, e per poter prendere delle decisioni adeguate è importante conoscere i turisti, la sua attività si basa sull’utilizzo di tecniche d’investigazione qualitativa (inchieste), la cui analisi e il cui studio permettono individuare le principali componenti della domanda e dell’offerta, in definitiva è uno strumento di conoscenza delle necessità del turista; - il nuovo Istituto di Studi Turistici, creato per volontà dell’Assessorato al Turismo: Dirreción Xeral del Turismo. Ed infine per quanto riguarda la formazione, sono concesse borse di studio e finanziamenti per la ricerca nel settore turistico, sono promossi corsi di formazione, ad esempio per volontari incaricati d’informazioni, o corsi d’inglese per gli addetti a settori direttamente collegati con il turismo (tassisti, commercianti), oltre al sorgere di corsi di studio relativi al turismo. 3. Le politiche turistiche per il Cammino di Santiago Il Cammino di Santiago custodisce differenti identità: religiosa, sociale e culturale e presenta una pluralità di risorse, architettoniche, naturali, culturali. Il pretesto di un evento religioso come l’anno Santo 1993 ha permesso riscoprire la sua unicità e particolarità; data la sua poliedricità turistica è definito un nuovo prodotto turistico perché rappresenta una “forma turistica differente 417
  • 4. dalle altre” (Santos Solla, 1993, pp. 787), in quanto un’adeguata valorizzazione delle sue risorse permette conciliare forme di turismo differenti: - il tradizionale turismo religioso e di pellegrinazione, - turismo storico-culturale, valorizzazione del patrimonio architettonico; - turismo d’avventura, a partire della valorizzazione del patrimonio naturale diventa possibile percorrere il Cammino non più solo a piedi, ma anche in bici e a cavallo. Questa interazione d’identità e risorse implica motivazioni differenti per percorrere i Cammini, pertanto è un prodotto turistico complesso che si rivolge ad un target eterogeneo, per soddisfare esigenze altrettanto eterogenee. Agli inizi del 1990 si posero le basi per delineare le linee d’azione per il Programma Xacobeo 1993, cui obiettivi erano il recupero fisico del Cammino medievale, la costruzione d’alberghi per pellegrini, la celebrazione d’atti culturali e scientifici; inoltre, il Programma intendeva anche creare i presupposti affinché questa rivalutazione fosse protratta nel tempo e non solo con rispetto agli anni santi. Il primo Cammino a conoscere un’eccezionale rivalutazione è stato il Cammino Francese, grazie a strategie di differenziazione realizzate da parte de la Giunta di Galizia, insieme all’amministrazione locale compostelana. Il punto di partenza è stato considerarlo una “ marca” e tale posizione continua ad essere il principio ispiratore delle politiche turistiche odierne. Essere una marca, significa godere di una proiezione internazionale, pertanto è necessario intraprendere misure e politiche che permettano rivalutarlo appieno nel senso turistico. Fra le politiche più importanti messe in atto per recuperare il cammino vi è quella relativa alla riabilitazione e riqualificazione del patrimonio architettonico galiziano, che ha contribuito al miglioramento d’infrastrutture e dotazioni già presenti per adeguarsi alle esigenze turistiche. Per quanto riguarda le infrastrutture, da un lato sono state riabilitate antiche vie di comunicazione; mentre dall’altro lato sono state costruite dotaciones camineras, vale a dire spazi e edifici caratterizzanti il Cammino come alberghi pubblici, fonti, aree panoramiche, belvedere. La progressiva riscoperta del Cammino ha portato anche alla creazione di luoghi di soccorso per assistere i pellegrini in caso di problemi che possono sorgere durante il cammino (Lois González, 2000, p. 239). Otre alla riabilitazione del tracciato e alla costruzione d’infrastrutture, un contributo importante è stato la riscoperta dello “spirito dell’ospitalità’” che ha sempre caratterizzato il Cammino e che quindi ha comportato la riabilitazione d’antichi alberghi per pellegrini, cosicché monasteri, chiese, mulini, 418 antiche case in pietra, antichi edifici municipali e vecchie case rurali sono stati rivalutati per soddisfare le esigenze allocative dei pellegrini e turisti; ed infine, molti alberghi si sono dotati durante questi anni d’infrastrutture adeguate per biciclette e cavalli. Questo processo, che ha inizialmente interessato il Cammino Francese, riguarda oggi tutti i Cammini, anche per via dell’aumento del numero di pellegrini e turisti che rende necessario incrementare le infrastrutture, infine anche per gli altri Cammini si auspica il titolo di Patrimonio dell’Umanità. 4. Le sfide La rivalutazione turistica esige la valorizzazione di taluni attributi che se da un lato devono garantire profitti economici, dall’altro devono anche evitare che la destinazione perda la sua originalità per diventare banale e scontata. Per quanto riguarda Santiago de Compostela, fuggire dalla banalizzazione significa evitare che sia considerata solo come punto d’arrivo del pellegrinaggio, rivalutando la sua “identità” a partire del patrimonio storico e culturale. Nonostante ciò, un rischio che la città corre è quello di una “elitización y turistificazión”; si parla di elitizzazione perché il simbolismo della città storica la rende oggetto di desiderio di banche, imprese e persone con alto potere acquisitivo (Santos Solla, 2006, p. 144), divenendo quindi spazio d’elite, in altre parole per pochi che possono permettersi di vivere qui o che ci lavorano; mentre si parla di turistificazione perché con il passare del tempo l’espansione del commercio turistico “sta cacciando” le attività commerciali tradizionali e la città storica rischia di divenire una semplice “vetrina di gadget” per turisti, che ne diventano i veri protagonisti a scapito della popolazione residente. Pertanto, il centro storico Patrimonio dell’Umanità corre il rischio di ridursi ad uno spazio a misura di turista, per esempio la Strada di San Francesco è un’arteria che collega la darsena della stazione degli autobus con la Cattedrale, creata a fini logistici, oggi è sopratutto una strada di e per turisti, di fatto ci sono solo negozi di souvenir e prodotti tipici. Alla minaccia della banalizzazione si aggiunge il problema che lo spazio turistico di Santiago, vale a dire il centro storico, sia relativamente piccolo causando, quindi, una forte concentrazione di turisti attorno alla Cattedrale: attorno Plaza Obradorio e Plaza Quintana, dove si trovano le entrate alla Cattedrale, e lungo le vie principali: Rúa do Vilar, Rúa Nova e Rúa do Franco. Infine, altra “sfida” per la città è la realizzazione di una promozione che permetta una volta per
  • 5. tutte valorizzare appieno i suoi attributi: gioventù, dinamismo, vivacità e cultura sono aspetti che le immagini di Santiago consultate dai turisti italiani non trasmettono, e difatti nella nostra ricerca di campo i turisti italiani ci dicono: “Le aspettative suscitate dalle immagini sono facilmente superate, in quanto esse non valorizzano adeguatamente la città. Santiago è una città magica e unica. ma purtroppo non si evince”. Il cambio d’immagine è dunque un aspetto sul quale puntare per attrarre altri segmenti di mercato; per questo l’INCOLSA di Santiago sta continuamente innovando le sue iniziative e attività promozionali. Evitare la banalizzazione dell’offerta diventa quindi un obbligo da parte di tutti gli enti competenti nella pianificazione turistica, chiamati ad elaborare politiche turistiche miranti a creare un’immagine poliedrica della città, e per conseguire questo obiettivo è necessario anche elaborare nuovi prodotti turistici. Sempre i turisti italiani intervistati, ci segnalano che “Santiago si visita in massimo due giorni e che l’ideale sarebbe promuovere e organizzare pacchetti viaggio che partendo da Santiago permettano muoversi per tutta Galizia”. Il problema di saturazione riguarda anche i Cammini, in questo caso le ragioni sono differenti, nella maggior parte dei casi per “fare il Cammino” è importante che le condizioni climatiche siano favorevoli, e che si abbia a disposizione una certa quantità di tempo, pertanto il periodo estivo è considerato il migliore. In realtà sarebbe possibile ovviare a questo problema promuovendo maggiormente i cammini durante tutto l’anno mediante la creazione di pacchetti di viaggio, che permettono un’offerta trasversale, e non settoriale, in modo tale che ciascuno abbia la possibilità di “costruirsi le sue vacanze”, scegliendo le attività che preferisce, secondo le singole aspettative e necessità; ad esempio potendo scegliere la forma d’alloggio, il viaggio e le attività complementari che può svolgere. Pertanto in primo luogo è necessario identificare le risorse che s’intende utilizzare (l’ambiente, il paesaggio, la tradizione gastronomica, la cultura) e poi organizzare l’offerta secondo le motivazioni che permettono segmentare la clientela. Per esempio, promuovere il trekking per i giovani ai quali piace il turismo d’avventura, oppure attività di bird-watching, ed ancora promuover vacanze in roulotte, tende, bungalows. 5. Conclusioni Sicuramente i risultati ottenuti sino ad ora sono eccezionali, le risorse sono state adeguatamente valorizzate per rispondere alle necessità di un turismo in crescita, ma la minaccia della banalizzazione non manca, pertanto per evitare ciò è necessario un grande dinamismo che permetta riscoprire nuove potenzialità. Per quanto riguarda Santiago, non ci sono dubbi che la città sia conosciuta e famosa, ma anche se conosciuta il vero problema è capire come sia considerata. Nella rivista Xacobeo Noticias d’Aprile 2008 si legge che, secondo i risultati di una ricerca realizzata nell’ambito del Progetto Europeo Coesima, Santiago de Compostela è “la gran conocida de Europa”, il 60% dei Cittadini Europei intervistati la conosce per via del cammino e del pellegrinaggio. Ciò emerge anche dai risultati della già citata ricerca che stiamo svolgendo e che rivela che l’immagine di Santiago di Compostela è ancora troppo legata alla dimensione religiosa e di pellegrinazione. Nonostante, la città continui a crescere quale meta turistica, nonostante le politiche di destagionalizzazione permettano raccogliere i loro frutti, almeno nel mercato turistico italiano ci sono ancora molti “attributi” da rinforzare e migliorare. Per quanto riguarda il Cammino, il rischio è che un’eccessiva internazionalizzazione lo trasformi da prodotto turistico originale a prodotto di turismo di massa, difatti il considerevole aumento dell’affluenza rappresenta un problema per i pellegrini che spesso non trovano posto negli alberghi, sopratutto durante i mesi d’alta concentrazione. Inoltre, questa crescente presenza di turisti stranieri, induce a parlare di una sorta di “globalizzazione del cammino, del fenomeno giacobeo” e se da un alto tale globalizzazione ha i suoi effetti positivi in quanto permette un eco internazionale, dall’altro presenta il rischio che il cammino perda il suo valore originale e diventi solo “qualcosa che va di moda”. 419
  • 6. Bibliografia Aldrey Vázquez J.A., “Santiago de Compostela: medium-sized city, cultural and political capital of Galicia”, in Lois González R.C. (ediz.) Urban changes in different scales: systems and structures, León, Secretariado de Publicaciones, 2006. Barreiro Rivas J., La función política de los Caminos de peregrinación en la Europa Medieval, Madrid, Tecnos, 1997. Caucci P., Santiago, Roma, Jerusalén: Actas del III Congreso Internacional de Estudios Jacobeos, Santiago de Compostela, Xunta de Galicia, Consellería de Cultura, Comunicación Social e Turismo, Xerencia de Promoción do Camiño de Santiago, 1999. Crosta P., Politiche. Quale conoscenza per l’azione territoriale?, Milano, Franco Angeli, 1999. De Torres Luna Mª.P. - Pérez Alberti A. - Lois González R.C. (ediz.), Los Caminos de Santiago y el territorio, Santiago de Compostela, Consellería de Relacións Institucionais e Portavoz do Goberno, 1993. GarcíaGrindaJ.L.,“ElCaminodeSantiago:Conjuntohistórico-territorial.Patrimonio,PlaneamientoUrbanísticoy Gestión”, in López Trigal L. (cur.), Ciudades y villas camineras jacobeas: III Jornadas de Estudio y Debate Urbanos, León, Universidad de León, Secretariado de Publicaciones, 2000. García Iglesias X.M. - Carballo Perez P. - Rodriguez Fernandéz M., Galicia Xacobea: a revitalización dos Camiños de Santiago, Santiago de Compostela, Xunta de Galicia-Consellería de Cultura, Comunicación Social e Turismo, 1999. García Iglesias X.M. (cur.), Xacobeo 2004, Santiago de Compostela, Xunta de Galicia -Consellería de Cultura, Comunicación Social e Turismo, S. A. de Xestión do Plan Xacobeo, 2004. Lois González R.C., “Revitalización económica y desarollo urbano reciente de Santiago de Compostela”, in Rev. Comercio, turismo y cambios funcionales en las ciudades españolas Patrimonio de la Humanidad, Cáceres, Cámara de Comercio e Industria, 1999, pp.161-197. Lois González R.C., “Dotaciones y infraestructuras del Camino de Santiago. Una aproximación geográfica”, in López Trigal, L. (cur.) Ciudades y villas camineras jacobeas: III Jornadas de Estudio y Debate Urbanos, León, Universidad de León, Secretariado de Publicaciones, 2000. Lois González R.C. - Somoza Medina J., “Cultural tourism and urban management in north-western Spain: the pilgrimage to Santiago de Compostela”, in Rev. Tourism Geographies. An international Journal of Tourism Space, Place and Environment, Routledlge, London, 2003, vol. 5, n. °4, pp. 446-460. Murphy L. - Moscardo G. - Benckendorff P., “Using Brand Personality to Differentiate Tourism Destinations”, in Rev. Tourism Geographies. An international Journal of Tourism Space, Place and Environment, Routledlge, London, 2007, Vol. 46, pp.5-14. PLAN de Excelencia Turística 2001-2005, Memoria. Santiago de Compsotela. PLAN de Marketing Estratégico del Turismo: Santiago de Compostela, Santiago, Turismo Santiago de Compostela, 2004. Raffestin C., “La Natura e il ruolo della città d’arte nella società contemporanea”, in Zanetto G. - Calzavara A., Il Turismo delle città d’arte ‹‹minori››. Atti del Convegno ‹‹Viaggi nelle culture››, Treviso, CEDAM, 1990, pp. 27-34. Santos Solla X.M., “Mitos y realidades del Xacobeo”, Rev. Boletín A.G.E., 1999, n.° 28, pp. 103-117. Santos Solla X.M., Rev. “El Camino de Santiago: Turistas y Peregrinos hacia Compostela”, in Cuadernos de Turismo, Murcia, Universidad de Murcia, 2006, n.° 18, pp. 135-150. Santos Solla X.M., “El turismo cultural en Galicia”, in Rodríguez Campos X.S. - Santos Solla X.M., Galicia & Terranova & Labrador, Santiago de Compostela, Universidade de Santiago de Compostela, Servizo de Publicacións e Intercambio Científico, 2006. Santos Solla X.M., “The Saint James’ Way: from Urban axis to tourist product”, in Lois González R.C. (ediz.), Urban changes in different scales: systems and structures, Santiago de Compostela, Servicio de Publicacións, 2006. Santos Solla X.M., La Geografía y la Gestión del Turismo, Santiago de Compostela, Universidade de Santiago de Compostela, 2003. Somoza Medina J., “Cultural Tourism and new urban centralities. Examples from Spain”, in Lois González R.C. (ediz.) Urban changes in different scales: systems and structures, Santiago de Compostela, Servicio de Publicacións, 2006. Vázquez Santos R. (cur.), Elía Valiña. El renacimiento del Camino, Santiago de Compostela, Xunta de Galicia y S.A. de Xestión do Xacobeo, 2007. Viejo C. - Rodríguez M. (cur.), Xacobeo 93, Santiago de Compostela, Dirección Xeral de Promoción do Camiño de Santiago, 1994. Zanetto G., “Motivazioni e tipologie del turismo culturale”, in Zanetto G. - Calzavara A., Il Turismo delle città d’arte ‹‹minori››. Atti del Convegno ‹‹Viaggi nelle culture››, Treviso, CEDAM, 1990, pp. 41-77. 420

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