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Proposte per un'archeologia open in rete
 

Proposte per un'archeologia open in rete

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Open content in archaeology requires a careful consideration on our field of studies: knowledge conservation is linked to its spread, and the web is one of the most useful and important tools to be ...

Open content in archaeology requires a careful consideration on our field of studies: knowledge conservation is linked to its spread, and the web is one of the most useful and important tools to be used. In this paper two open projects are suggested: DecArch, a wiki site dedicated to Roman architectural decoration, and ArcheoCommons, in which archaeologists can publish their researches and mark them with one of the Creative Commons licenses.

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  • Nel presente intervento si segnalano due progetti open: DecArch, sito wiki dedicato alla decorazione architettonica romana, ed ArcheoCommons, per mezzo del quale è possibile pubblicare le proprie ricerche e rilasciarle secondo una delle licenze Creative Commons.
  • Nel presente intervento si segnalano due progetti open: DecArch, sito wiki dedicato alla decorazione architettonica romana, ed ArcheoCommons, per mezzo del quale è possibile pubblicare le proprie ricerche e rilasciarle secondo una delle licenze Creative Commons.
  • Il concetto di contenuto libero trae la sua ispirazione da quello di Open Source: la differenza sta nel fatto che ad essere liberamente disponibile ed utilizzabile non è il codice sorgente di un programma ma contenuti editoriali quali testi, immagini, musica e video. L’applicazione dell’open content in ambito archeologico rende necessaria una profonda riflessione sulle nostre discipline: la conservazione del sapere è legata alla sua diffusione, e la rete è uno dei mezzi potenzialmente più utili e significativi a riguardo.
  • Il concetto di contenuto libero trae la sua ispirazione da quello di Open Source: la differenza sta nel fatto che ad essere liberamente disponibile ed utilizzabile non è il codice sorgente di un programma ma contenuti editoriali quali testi, immagini, musica e video. L’applicazione dell’open content in ambito archeologico rende necessaria una profonda riflessione sulle nostre discipline: la conservazione del sapere è legata alla sua diffusione, e la rete è uno dei mezzi potenzialmente più utili e significativi a riguardo.
  • Il concetto di contenuto libero trae la sua ispirazione da quello di Open Source: la differenza sta nel fatto che ad essere liberamente disponibile ed utilizzabile non è il codice sorgente di un programma ma contenuti editoriali quali testi, immagini, musica e video. L’applicazione dell’open content in ambito archeologico rende necessaria una profonda riflessione sulle nostre discipline: la conservazione del sapere è legata alla sua diffusione, e la rete è uno dei mezzi potenzialmente più utili e significativi a riguardo.
  • wikipedia, nata a partire dal 2001 e con 12 milioni di articoli <br /> europeana: fase prototipale con il lancio previsto per il 2010 con 10 milioni di digital items
  • principalmente utilizzato per gli articoli di riviste o di ricerche universitarie passate in rassegna da pari, pubblicate gratuitamente; Budapest Open Access Initiative del 2001 e la dichiarazione di Berlino nel 2003.
  • principalmente utilizzato per gli articoli di riviste o di ricerche universitarie passate in rassegna da pari, pubblicate gratuitamente; Budapest Open Access Initiative del 2001 e la dichiarazione di Berlino nel 2003.
  • principalmente utilizzato per gli articoli di riviste o di ricerche universitarie passate in rassegna da pari, pubblicate gratuitamente; Budapest Open Access Initiative del 2001 e la dichiarazione di Berlino nel 2003.
  • principalmente utilizzato per gli articoli di riviste o di ricerche universitarie passate in rassegna da pari, pubblicate gratuitamente; Budapest Open Access Initiative del 2001 e la dichiarazione di Berlino nel 2003.
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  • principalmente utilizzato per gli articoli di riviste o di ricerche universitarie passate in rassegna da pari, pubblicate gratuitamente; Budapest Open Access Initiative del 2001 e la dichiarazione di Berlino nel 2003.
  • Numero totale di nuove riviste scientifiche italiane all&#x2019;interno di DOAJ: 78
  • Incremento annuo delle riviste scientifiche italiane all&#x2019;interno di DOAJ.
  • Germania e Gerusalemme, cmq studi biblici
  • raccoglie i repository on-line che seguono il principio della green road
  • solo due repository &#x201C;italiani&#x201D;: il Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology (JIIA) e l&#x2019;European University Institute (EUI), che accoglie tuttavia articoli riguardanti le discipline storiche.
  • discipline scientifiche, tecnologiche e mediche
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  • discipline scientifiche, tecnologiche e mediche
  • discipline scientifiche, tecnologiche e mediche
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  • Limiti fisici di distribuzione nello spazio; <br /> quantit&#xE0; limitata di copie..
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  • modello alternativo di gestione dei diritti d&apos;autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l&apos;autore (in quanto detentore originario dei diritti sull&apos;opera) indica ai fruitori dell&apos;opera che essa pu&#xF2; essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali.
  • modello alternativo di gestione dei diritti d&apos;autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l&apos;autore (in quanto detentore originario dei diritti sull&apos;opera) indica ai fruitori dell&apos;opera che essa pu&#xF2; essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali.
  • modello alternativo di gestione dei diritti d&apos;autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l&apos;autore (in quanto detentore originario dei diritti sull&apos;opera) indica ai fruitori dell&apos;opera che essa pu&#xF2; essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali.
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  • modello alternativo di gestione dei diritti d&apos;autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l&apos;autore (in quanto detentore originario dei diritti sull&apos;opera) indica ai fruitori dell&apos;opera che essa pu&#xF2; essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali.

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