2011 newsletter Dubbieverità 01

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  • 1. Newsletter DUBBI(E)VERITÀ Febbraio 2011 In questo numero: Perché non torni a fare la calzetta? Analisi linguistica, iconografica e storica — Quote e linguaggio. La legge provinciale della Provincia autonoma di Bolzano del 2010 — Il sessismo nella lingua italiana — François Poullain de la Barre. “De L’éducation Des Da- mes” (1674)— Vietato offendere l’amante del marito — Odile Decq: l’architettaPerché non torni a fare la calzetta?Interrogativi sul perché alcuni “slogan” non passano mai di moda. Una semplice frase, un invito scherzoso, una battuta: semplice sessismo ordinario. Quel sessismo strisciante, difficile da combat- tere, a volte addirittura da cogliere, sul quale Brigitte Gresy ha ritenuto si dovesse scrivere un trattato1, seppur breve. Tra le cita- zioni del testo quella celebre di Albert Einstein “È più facile spez- zare un atomo che un pregiudizio”. Perché non torni a fare la calzetta? È meraviglioso come in una sola immagine, in una frase così ele- mentare, si riesca a condensare lo spregio tanto per il lavoro delle donne di ieri, quanto per quelle di oggi; quando si dice il miracolo della sintesi! Disprezzo per il lavoro delle nostre nonne, che nei ritagli di tempo, per rilassarsi un po’: cucivano, ram- mendavano e lavoravano a maglia, Che la tasa, che la piasa, che la staga creando sciarpe, maglioni, guanti e a casa. Che taccia, che piaccia, che appunto perfino calzini. Disprezzo stia a casa: è l’indovinato titolo di un per il lavoro di molte donne di oggi convegno promosso dall’Assessorato che lavorano fuori casa, nel mondo per le Pari Opportunità della Provin- del lavoro vero, quello riconosciuto cia autonoma di Trento tenutosi pro- come tale, da cui il gentile invito di prio a Trento il 18 novembre 2010. tornare a fare altro, quel lavoro do- Un titolo che fa intuire che la questio- mestico, sotterraneo, nero e privo di ne “che la staga a casa” (a fare la cal- qualsiasi riconoscimento sociale zetta) non è solo uno scherzo o una che è, ed è stato, il lavoro di casa. battuta per sorridere del passato, ma è una questione di triste attualità. Perché non torni a fare la calzetta? Questa frase deve essere risuonata familiare anche alle orecchie di alcuni pubblicitari/e che, interpretando la società nella sua naturale evoluzione, superando gli ormai logori tentativi maschili di “fare la calzetta” interpretati da un magnifico Cary Grant, ripropongono per il mer- cato italiano un’immagine più attuale, più moderna, più in linea con i tempi, con la naturale evoluzione dell’essere donna e del fa- re la calzetta oggi, in Italia. E così trova adeguata spiegazione anche il mancato invito a fare la calza contenuto in una lettera ricevuta da Isabella Bossi Fedrigotti da parte del Sig. Ugo Agostini (Milano). Le scrive il Sig. Ugo: “… Devo anche dirle che a giudicare dalla foto il suo nome, Isa- bella, non le si addice. Non sarò così scortese da suggerirle di ri- scoprire la nobile occupazione di qualche sua nonna e cioè la cal- za…”. 1 Gresy Brigitte - Breve trattato sul sessismo ordinario - Castelvecchi, 224pp., € 16.00 1
  • 2. In effetti, visti gli standard estetici e lemise richieste oggi per fare la calzetta,suggerire questa attività alla Sig.ra Fe-drigotti, scrittrice e giornalista nata nel48, non sarebbe stato opportuno.Ecco la nuova frontiera del fare la cal-zetta: donna avvenente e seminuda, ada-giata dolcemente su una coltre di pellic-cia, forse per rimembrare antichi riti tri-bali, risalenti presumibilmente alletàdella pietra quando giovani donne veni-vano prese per i capelli (notare la codadi cavallo della modella) e trascinatecon forza “virile” in buie caverne lastri-cate di pellicce.Nella stessa rivista non ho potuto fare ameno di notare una pubblicità poche pa-gine dopo con protagonista un modello.La modernità sembra toccare solo alladonna, che fa la calzetta in negligé, perluomo resta sempre verde il modelloSupereroe, senza alcuna variazione sultema: nessun perizoma, nessuna moder-na stravaganza, neppure un orecchino.Sguardo concentrato, la potenza dei pet-torali pronta allesplosione, zoom sullostrappo di camicia per mostrare il segnoinequivocabile del Supereroe. Insomma,con un supereroe non sbagli mai conlui, qualunquemente, con “PIÙ PILU”non sbagli mai CON LEI! Monica Amici 2
  • 3. QUOTE E LINGUAGGIO. La legge provinciale della Provincia autonoma di Bolzano del 2010La Provincia autonoma di Bolzano festeggia l’8 marzo del 2010 regalando alla sua genteuna nuova legge in tema di pari opportunità. La legge ha l’espressa finalità di promuove-re la parificazione fra donne e uomini in ogni ambito sociale, rimuovere gli svantaggiesistenti e rendere più compatibili famiglia e lavoro per le donne e gli uomini (art. 1).Una legge semplice come semplici sono gli strumenti che sceglie: persegue le sue finalitàprincipalmente introducendo quote al suo interno, sostenendo l’introduzione di quote all’e-sterno, ponendo attenzione al linguaggio e autorizzando contributi per le aziende attivenella conciliazione lavoro-famiglia e, dimenticavo, dando il buon esempio.All’articolo 2 la LP 5/2010 introduce alcune definizioni. Vediamole per entrare nel vivo. Quote: ... situazione di equilibrio fra i generi, quella in cui ogni genere è rappresenta- to in proporzione di almeno un terzo; Linguaggio: ... linguaggio rispettoso dell’identità di genere, quello che dà visibilità alla donna sul piano linguistico; esso non abbisogna necessariamente di continue di- zioni doppie.Di LINGUAGGIO la legge si occupa nell’art. 7, quello delle“Disposizioni sulla parità negli atti normativi e amministrativi”,dove si afferma che: Le leggi provinciali, i regolamenti e le delibere della Giunta provinciale nonché i regolamenti e gli atti amministrativi dell’amministrazione provinciale devono essere formulati in un linguaggio rispettoso dell’identità di genere. La Giunta provinciale emana direttive in tal senso.Mi sono letta tutta le legge con attenzione, andando a cercareogni singolo sostantivo che facesse riferimento a una persona eprendendo nota di come esso fosse declinato rispetto al genere.Questo è il risultato. Nel complesso la legge rispetta Maschile e femminile i suoi stessi dettati: assessore eRappresentanti elette o eletti dal popolo 1 ricorrenza assessora, attenzione agli arti- coli, ai figli e alle figlie, rega-donne e uomini 4 ricorrenze landoci un bilancio complessi-delle/dei dipendenti, le dipendenti e i dipendenti 6 ricorrenze vamente positivo.delle figlie e dei figli 1 ricorrenza Le donne da sole sono citateuna candidata o di un candidato 3 ricorrenze molte volte ma in maniera as-giovani agricoltrici e dei giovani agricoltori 1 ricorrenza solutamente funzionale e nonl’assessore/l’assessora 4 ricorrenze per dimenticanza/assorbimento dell’altro genere. Per esempiosostituto/sostituta 1 ricorrenza il Servizio Donna è solo unlavoratrice o lavoratore 3 ricorrenze servizio donna.per occupati e occupate con famiglia 1 ricorrenza Per quanto riguarda le ricor- Voce generica renze al solo maschile lascioPersone, per persone con obblighi familiari, ecc. 5 ricorrenze giudicare voi. Forse pensareGenere 20 ricorrenze che i datori di lavoro possano essere anche delle datrici di Solo maschile lavoro e che i loro rappresen-datore di lavoro (pubblico o privato) 4 ricorrenze tanti possano essere anchei datori di lavoro e/o i loro rappresentanti 1 ricorrenza delle rappresentanti è ancoramisure di cura e assistenza per bambini 1 ricorrenza troppo futuristico. datrice di Lavoratrice passi, Solo femminile lavoro ancora no.donna 7 ricorrenze 3
  • 4. Quote all’interno dell’amministrazioneASSUNZIONI (Art. 5)Fino al superamento della sottorappresentazione nella relativa qualifica funzionale ovveroposizione si dà la precedenza nelle assunzioni, a parità di qualificazione, al genere sottorap-presentato, a meno che non prevalgano motivi comprovati e documentati inerenti alla personadi una candidata o di un candidato.AVANZAMENTO PROFESSIONALE (Art. 6)In sede di promozione a una funzione o posizione desiderata di livello più alto, a parità diqualificazione, si dà la precedenza al genere sottorappresentato, a meno che non prevalga-no motivi comprovati e documentati inerenti alla persona di un candidato o una candidata, finoal superamento della sottorappresentazione nella relativa qualifica funzionale ovvero posizio-ne.NOMINE E COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI (Art. 10)In tutti gli organi regolamentati per legge e nominati all’interno dell’amministrazione provin-ciale deve esserci complessivamente una situazione di equilibrio fra i generi.In tutti gli organi nominati dal Consiglio provinciale ovvero dalla Giunta Provinciale … Neicasi in cui la nomina di singoli componenti di organi spetta al Consiglio provinciale ovveroalla Giunta provinciale … Per le società a partecipazione provinciale, nei casi in cui la nominadi singole ovvero singoli componenti di organi o funzioni spetta alla Giunta Provinciale … lenomine devono avvenire secondo un rapporto complessivamente equilibrato fra i generi. La semplicità delle quote e laPROPOSTE NOMINATIVE (Art. 11) loro previsione in ogni ambi-Chi è legittimato a presentare proposte nominative in organi o funzioni di cui all’articolo 10 to fanno ben sperare chedeve indicare, a pena di inammissibilità, una candidata e un candidato per ogni componente dalle intenzioni la Provinciada nominare o funzione. Fanno eccezione le organizzazioni con più dell’80 per cento dei com- di Bolzano voglia passare aiponenti appartenenti allo stesso genere, non considerando i componenti in forma di società. fatti.MODIFICA ALLA LEGGE URBANISTICA (Art. 12) La modifica nella stessa leg-“ Ogni consiglio comunale deve costituire una commissione edilizia comunale composta di al- ge della composizione dellameno sette componenti e in ognuna devono essere rappresentati entrambi i generi. Se la commissione edilizia comu-commissione edilizia non è stata nominata in osservanza delle succitate disposizioni, sono nulli nale, pena nullità dei suoigli atti da essa emanati. La commissione edilizia comunale è composta dalle seguenti persone:” atti, evidenzia questa serietà d’intenti e nuovamente il suo Quote all’esterno dell’amministrazione voler passare ai fatti, alla concretezza delle soluzioni e superare la fase delle splen-PRINCIPI GENERALI (Art. 13) dide dichiarazioni in cui1. La parificazione delle dipendenti e dei dipendenti nell’economia privata e un ambiente di annaspiamo da oltre un ven-lavoro favorevole alla famiglia sono promossi con incentivi economici per i datori di lavoro. tennio.2. A tal fine, in sede di decisione su criteri e modalità per la concessione di contributi e agevola- Sulle quote all’esterno mizioni economiche alle imprese e alle loro associazioni di rappresentanza, si deve tener conto fermo alla mera enunciazio-della promozione del genere sottorappresentato, della promozione della compatibilità fra fami- ne dei principi, ma vi infor-glia e lavoro e della classificazione della o del beneficiario dell’agevolazione come mo che la loro applicazionefavorevole alla famiglia ai sensi della presente legge.3. La promozione del genere sottorappresentato nell’imprenditoria avviene con la concessione pratica è già avviata.di particolari contributi. Un esempio dei loro stru- menti lo offre pochi articoliCERTIFICAZIONE DI CONCILIABILITA’ FAMIGLIA-LAVORO (Art. 32) più in là l’utilizzo della certi- ficazione nell’ambito della1. La certificazione di conciliabilità famiglia-lavoro può essere rilasciata a tutti i datori di lavoroprivati che soddisfino i requisiti previsti dall’articolo 33. conciliazione famiglia- lavoro.2. Nei criteri di settore riguardanti la concessione di incentivi e benefici alle aziende la Provin- La Provincia ha già speri-cia prevede priorità di accesso e maggiorazioni dei punteggi per le aziende richiedenti che siano mentato una certificazionein possesso della certificazione di cui al comma 1. alla stregua di quella dei processi di qualitàCRITERI PER IL RILASCIO DELLA CERTIFICAZIONE (Art. 33) (ISO9000) applicandola allaLa certificazione è rilasciata ad aziende private che soddisfino almeno quattro dei seguenti crite-ri: conciliazione (Audit fami-a) mantenimento del posto di lavoro per almeno 1,5 anni in caso di assenza per obblighi fami- glia); ora sta ponendo le b a s i pe r a g e v o l a r e -liari; b) concessione a tempo determinato del lavoro a tempo parziale su richiesta della lavora- finanziare con precedenza letrice o lavoratore con obblighi familiari; c) flessibilità dell’orario di lavoro su richiesta dellalavoratrice o lavoratore con obblighi familiari; d) flessibilità del luogo di lavoro su richiesta aziende certificate. Se faràdella lavoratrice o lavoratore con obblighi familiari; e) misure di cura e assistenza per bambini; lo stesso con aziende che rispettino le “quote” c’è daf) prestazioni aggiuntive per occupati e occupate con famiglia; g) promozione della paternità ben sperare.attiva. E pensare che sembra sia già dimostrato che con l’Audit l’azienda ci guadagna! Monica Amici 4
  • 5. Il SESSISMO nella lingua italianaNon pensare all’elefante. Lo so, hai visto il tuo elefante.Negli USA l’elefante è il simbolo dei repubblicani e nel suo libro“Non pensare all’elefante” Lakoff analizza gli errori di comunicazio-ne dei democratici che, ricorrendo al linguaggio tipico della destra,di fatto spingono costantemente tutti a pensare all’elefante, alladestra e ai suoi valori, di fatto facendo il gioco dell’avversario.Per Lafoff tanto le singole parole quanto gli aggregati complessi cuiesse danno vita possono contribuire in maniera considerevole alprocesso di formazione dei pensieri da parte della mente umana, alpunto che quest’ultima non riesce a fare a meno di ricorrere a taliparole.“In principio era il Verbo”, la parola creatrice, dove la sua assenza,l’assenza di parola, di voce, nega l’esistenza e impedisce tanto l’im-magine quanto lo sviluppo del pensiero intorno a essa.La d is c us sio ne i ntor no al Un ringraziamento a tutte le donne del passato che, non so proprio“sessismo” nella lingua italiana na- come, son però riuscite e senza spargimenti di sangue a far passaresce nel 1987 quando Alma Sabati- termini come pittrice, scultrice, scrittrice. Grazie di cuore!ni pubblica per la Presidenza del desi- Femminile MaschileConsiglio dei Ministri uno studio nenzadal titolo “Il sessismo nella lingua L’amministratrice unica L’amministratore unicoitaliana”, di cui uno dei capitoli La direttrice Il direttorecentrali è quello delle La scrittrice, l’attrice Lo scrittore, l’attore“Raccomandazioni per un uso non TORE L’operatrice L’operatoresessista della lingua italiana”. TRICE L’informatrice L’informatoreNegli anni a seguire il testo di Alma La questrice Il questore La rettrice dell’Università Il rettore dell’UniversitàSabatini è stato ripreso, rimaneg-giato, riproposto, e a volte ingloba- La segretaria generale Il segretario generaleto, in varie altre pubblicazioni (p.e. TARIO La sottosegretaria Il sottosegretarionel Manuale di stile - Strumenti TARIA La segretaria Il segretarioper semplificare il linguaggio dellepubbliche amministrazioni del 19-97). Esso viene continuamente ci- ERE La consigliera comunale Il consigliere comunaletato ogni qual volta si affronta l’ar- ERA L’ingegnera L’ingegneregomento, tanto nelle Universi-tà quanto nei dibattiti sul tema, ATO L’avvocata L’avvocato ATA (NO Avvocatessa) Il magistratoma nonostante ciò, le raccomanda- La magistratazioni del 1987, ancora oggi attuali, ETTO L’architetta L’architettosono sostanzialmente disattese, sia ETTA La prefetta Il prefettodai media sia dalla pubblica ammi-nistrazione, salvo rare virtuose ec- La chirurga Il chirurgocezioni. L’arbitra L’arbitroNel 2007 la Direttiva Nicolais - Pol- La medica Il medicolastrini per le “Pari Opportunità” O La notaia Il notaionella Pubblica Amministrazione ci A La sindaca Il sindacoriprova, ma sembra tutto inutile. La deputata Il deputato La ministra Il ministroArriviamo al 2010 e la Provincia di La cancelliera Il cancelliereBolzano ne incorpora l’essenza inuna legge provinciale. Forse doma- E La preside Il presideni qualche giornale in più seguirà E La presidente Il presidentel’esempio, forse qualche altra am- La parlamentare Il parlamentareministrazione seguirà l’esempio, La vigile Il vigileforse qualche assessora e qualche ETA La poeta Il poetaingegnera e chissà che piano piano ETA L’atleta L’atletaaccanto all’elefante si legga e veda La profeta Il profetaanche un’elefantessa. Monica Amici 5
  • 6. François Poullain de la Barre De L’éducation Des Dames (1674).“De l’èducation des dames” viene pubblicata per la prima volta a Parigi nel 1674. È l’epoca di Luigi XIV e delle gran-di conquiste intellettuali, scientifiche e artistiche. Un secolo in cui autorità e assolutismo si confondono. Il re era unDio in terra e la disobbedienza al re era un atto sacrilego. La Chiesa era un "forte sostegno ideologico e morale dellamonarchia". Entrambe le istituzioni condividevano l’interesse per la gerarchia e per l’ordine e lottavano insieme con-tro la diffusione del cartesianismo che, per la sua natura dubitativa e critica nei confronti del sapere tradizionale e delcostume consolidato, rappresentava un potenziale attentato all’ordine. Con le grandi conquiste intellettuali, si facevastrada la preoccupazione per una adeguata istruzione delle donne che, con la loro emancipazione, potevano realiz-zare il progresso democratico di tutta la collettività. Il dibattito culturale provocato in quegli anni dal cartesianismoinvestiva un’intera generazione di filosofi e scrittori. Anche Poullain de la Barre recepisce da un lato la costante pre-occupazione per l’ordine; ritiene essenziale garantire la pacifica conviven-za fra gli uomini, e per questo bisogna eliminare tutto ciò che può costitui-re un attentato all’ordine politico. Dall’altra parte la sua teoria dell’ugua-glianza tra i due sessi sconvolge il costume tradizionale, comporta"la lotta al pregiudizio, e la necessità della istruzione femminile, pre-supposto indispensabile per l’inserimento della donna in ogni ambitosociale con un ruolo paritario a quello maschile". È la contraddizionedel secolo: si cerca di combattere teoricamente il pregiudizio, di criticare ilcostume, ma non si osa intaccare concretamente l’ordine politico. Poullainde la Barre, nella sua affannosa ricerca della verità, intorno al 1670 vienecolpito dalla nuova filosofia che rivoluziona la sua vita e la sua visione delmondo.Egli, seguendo il metodo cartesiano, proclama la supremazia della ragionequale soluzione per tutti i problemi: "stabilire tra gli uomini una ragionesovrana che li renda capaci di esaminare tutte le cose con giudizio esenza prevenzione", contesta il principio di autorità in ogni attività intellet-tuale e teorica.Sempre il 1670, considerato l’anno della conversione di Poullain al credocartesiano, è indicato come l’anno della "rivoluzione pedagogica" che ilfilosofo francese recepisce interamente applicandola anche all’educazionefemminile. Siamo di fronte a un processo iniziato nel 1500 secondo il qua-le ogni riforma della società passa attraverso l’educazione, non piùdestinata a trasmettere conoscenze ma a trasformare l’uomo e la col-lettività in cui vive. Per i maggiori rappresentanti dell’umanesimo cristia-no (Tommaso Moro, Erasmo da Rotterdam, Jean Luis Vives), l’educazio-ne rimane connessa con l’etica, considerata come strumento essen-ziale per "plasmare un buon cittadino e per conservare una buonasocietà".Poullain rigetta completamente la tesi della inferiorità naturale, dimostrando che questa ultima deve attri-buirsi esclusivamente alla cultura, al costume ed alla tradizione. Afferma che "solo motivi di interesse hannoguidato gli uomini a conculcare i diritti delle donne impedendo la loro istruzione, mentre non vi è che un uni-co metodo da adoperarsi per gli uni e per le altre, in quanto entrambi esseri appartenenti alla medesima spe-cie umana". Supera la tradizione classica e gli umanisti in quanto la sua opera educativa è volta a promuovere lospirito critico, la responsabilità e la maturazione del singolo individuo, in particolare quello femminile. Contesta ladistinzione tra l’educazione maschile e quella femminile derivante dalla diversa destinazione sociale dei duegeneri, affermando che il fine dell’educazione femminile non deve più essere quello di formare delle spose edelle madri cristiane, ma esseri pensanti in grado di conoscere e di avere idee chiare e distinte. L’educazio-ne deve essere la stessa per entrambi i generi che hanno la medesima natura umana composta di corpo e dispirito. L’affermazione viene supportata da una esplicita adesione al razionalismo (tramite la ragione sovrana si po-trà giudicare senza pregiudizi e prevenzioni), attraverso i riferimenti ai primi secoli dell’era cristiana quando moltedonne rivestivano ruoli importanti (diaconesse) all’interno delle comunità, nonché dal principio dell’uguaglianza se-condo natura di tutti gli uomini. Da questo principio deriva che nessuno deve essere sottomesso all’altro, anche senel contesto dell’opera de la Barre lo adopera per "affermare che non si deve aderire alle affermazioni di nessuno inquanto tutti sono soggetti all’errore; l’unica autorità riconosciuta è quella della ragione.Dalla recensione del libro di François Poullain de la Barre, De L’éducation Des Dames (1674), a curadi Maria Corona Corrias, Cagliari, Edizioni AV, 2005, pp. 163. Rosanna Marsalahttp://www.isspe.it/Dic2005/recensioni.htm 6
  • 7. Vietato offendere lamante del marito: multa di 800 euro per donna traditaNessuno sconto per lo sfogo avvenuto in pieno centro cittadinoRoma, 5 feb. (Adnkronos) - Lamante non si offende. Lavvertimento arriva dalla Cassazione chepromette multe a chi osa rivolgere epiteti sgradevoli a chi intrattiene una relazioneadulterina. Nessuno sconto nemmeno se lo sfogo ingiurioso rivolto allamante arrivadalla moglie tradita. In questo modo la Quinta sezione penale ha convalidato una mul-ta di 800 euro per ingiuria nei confronti di una 43enne di Catanzaro colpevole di es-sersi sfogata in pieno centro cittadino, a pochi metri dal Tribunale, dicendo alla-mante del marito di professione avvocato: "Sei un cesso, ma ti sei vista? Io sono lamoglie di Flavio e questo cesso è lamante...".È da tempo che propongo un’alleanza tra donne oltre ogni limite ed ecco che la Cassazioni viene in aiuto.Non è tra donne che ci si deve offendere in caso di tradimento del marito, ma con il fedifrago stesso.Inutile prendersela con lamante del marito, è il marito che tradisce.Lamante, se non è tua sorella o la tua migliore amica, non ti tradisce, ella non ha siglato alcun patto con te.Non è lei che ti ha promesso fedeltà e amore, quindi perché ingiuriarla? Odile Decq: l’architettaLiberi spunti su lingua e professioni al femminile con l’aiuto di un Il commento segue l’ar- ticolo passo passo nelarticolo di Repubblica dell’8 agosto 2010 di IRENE MARIA SCALISE box sottostante.ROMA Ha voluto diventare architetto quando progettare era un mestie- Forse è per questo che la giornalistare riservato agli uomini. E adesso che è adorata come una star si ribella non la chiama architetta?ai divismi e rivendica il diritto di costruire come impegno sociale. E, Un pizzico di descrizione fisica, sulsoprattutto, di sognare. Perché, come spiega sempre ai suoi studenti, trucco, l’abbigliamento, ecc. quando«quando si crea bisogna credere ai sogni». Odile Decq, classe 1955, ar- si tratta di una donna non sta maichitetto premiato con il Leone doro, Commandeur de lOrdre des Arts male, vero?et des Lettres, direttore della École spéciale darchitecture di Parigi e Mai che mi raccontassero la manicu- re curata di La Russa o il gessato,Chevalier de la Légion dHonneur, è una donna speciale. In Francia la fumo di Londra con righine biancochiamano "La dame noir". Ma lei è dark solo a modo suo. Basta incon- tendenti al panna di D’Alema o chetrarla una volta per non dimenticarla più. Controcorrente, e non per vez- so, la chioma sparsa al vento di Fas-zo, stupisce per la lunga chioma arruffata, nero corvino. Nero è anche il sino. Per fortuna che con il maquil-pesante trucco perennemente dipinto intorno agli occhi, il vestito am- lage di Berlusconi ogni tanto si pa- reggia la partita.pio, e lo smalto che decora le mani affusolate. La voce morbida, invece,è talmente femminile che conquista. Avvolta nella trasparente cornice Possibile che anche Odile Decq riba-del Macro, il museo che ha inaugurato a Roma, Odile Decq si racconta disca lo stereotipo che le donne noncon ironia: «Ho sempre saputo che avrei lavorato nellarte e nella creati- sono brave in matematica? Lo avràvità, ma escludevo larchitettura perché pensavo fosse un qualcosa detto veramente?riservato agli uomini. Poi, mentre studiavo arte controvoglia, mi sono Le paure dei genitori di ieri comeribellata. Per fortuna ho capito in tempo che si poteva diventare ar- quelle dei genitori di oggi: avere unachitetto pur essendo donna. E, soprattutto, senza essere brava in FIGLIA che diviene una ragazzamatematica». La sua determinazione, nel voler rovesciare le regole, perduta.. Una figliola perduta non èstupisce. Nata e cresciuta nel piccolo comune francese di Laval, negli mica un figliol prodigo … lei si per- de e basta, lui si perde ma ritorna,anni Settanta si trasferisce a Parigi allEcole dArchitecture de La come l’influenza.Villette. Porta con sé una valigia con poche cose e tanta energia. I geni-tori la guardano con sospetto: «La mia famiglia non voleva che andas- Nel passaggio sul rendimento scola-si nella metropoli, temevano che sarei diventata una ragazza perduta, stico e l’anticipo sui colleghi, in ef-ma io non ho sentito ragioni e ho fatto i miei scatoloni». La laurea, per fetti, si rispettano le statistiche che vedono da tempo le donne studiare dila ragazza bretone che vuole sognare, arriva con un anno danticipo più e riuscire meglio.rispetto ai compagni di corso. È bravissima, talento allo stato puro,lascia senza fiato i professori con la sua immaginazione. Con il diplo- Anche nel ruolo della segretaria cima ancora fresco in tasca, si catapulta nel mondo del lavoro. «Andavo ritroviamo perfettamente. In effettifiera alle riunioni e ci rimanevo malissimo perché i clienti mi scambia- da quando in qua una donna è l’ar- chitetta e non la segretaria dell’ar-vano per una segretaria e mi chiedevano come mai non cercavo lavoro chitetto?presso un architetto uomo. 7
  • 8. Era piuttosto deprimente e, in certi momenti, mi veniva una gran tenta- Perché gli operai dovrebbero disco-zione di mollare. Ma il desiderio di aprire il mio studio da sola è stato starsi dai luoghi comuni e darle cre- dito? Non sono forse immersi anchepiù forte di tutto». E così, sorridendo, prosegue per la sua strada. «È sta- loro nella società? Ecco affacciarsito un continuo esame per i primi dieci anni di vita professionale e persi- un altro luogo comune. Si ipotizzano gli operai nei cantieri non mi davano credito. Oggi, parlando con che per l’operaio debba esserele altre architette donne della mia generazione, ho capito che è stato “normale” un maggiore rispetto neiun problema comune per tutte ma allora non potevo saperlo». Nel 1985 confronti dell’architetta. Sbagliato, sono persone come tutte le altre,Odile Decq decide di aprire lo studio Odbc con Bernoit Cornette, condizionate dagli stesso luoghi co-architetto e medico, diventato suo compagno nel lavoro e nella vita. muni e imbevute degli stessi stereoti-Nel 1990 per la coppia arriva la svolta professionale con la realizzazione pi dei dirigenti d’azienda.della Banque Populaire de lOuest di Rennes. (…). Quindi il padiglionefrancese per la Biennale di Venezia. E proprio Venezia, nel 96, premia Compaiono le altre architette, ma perché scrivere appresso che sonolei e Cornette con il Leone dOro per larchitettura. Tutto sembra andare donne, se fossero stati uomini si sa-a meraviglia ma il destino decide di farle male. Nel 98 Bernoit muore rebbero chiamati architetti, o no?in un incidente dauto dove anche lei rimane coinvolta. È la fine di ArchitettA femminaun pezzo di vita, ma Odile prosegue a testa alta. Costruisce ancora. ArchitettO maschioDi nuovo urbanistica ma anche ristoranti e musei. (…) Loccasione per Vita familiare, piccolo assaggio. Indiventare più italiana è però lampliamento del Macro, il museo di arte effetti non troppo invasivo, per ora..contemporanea del Comune di Roma(…) «Era il suo obiettivo: inven- La vita privata continua …tando quello spazio così originale avendo in testa i cittadini dellacapitale, le persone comuni alla ricerca di uno svago fuori dal caos Grazie Odile per pensare che le per-dei centri commerciali e degli outlet a poco prezzo(…) Lo sfondo sone abbiano bisogno di posti dove incontrarsi che non siano outlet erosso fuoco del "suo" museo fa spiccare ancora di più la carnagione centri commerciali. Grazie!avorio e i capelli corvini. Indefinita e indefinibile si aggira nei salonicon lentusiasmo gioioso di una ragazza al suo esordio. (…) Per un O cielo! Ci risiamo con Cime tempe-attimo lo sguardo sincupisce, poi il broncio si trasforma in una risata: stose! La carnagione avorio suoi«Forse è per questo che gli architetti donne restano a lungo sole, mentre capelli corvini … basta! E basta an- che con le ragazzine esordienti. L’-i colleghi uomini cambiano spesso moglie». Ma il divismo che ultima- entusiasmo di una donna viene spes-mente circonda il suo mondo non le strappa alcun sorriso. Anzi. Detesta so associato a quello delle ragazzinela sola definizione di “archistar” e, per difendersi, punta dritta alla esordienti, non ricordo la stessa as-sostanza. «In un mondo sempre più bizzarro cè un forte bisogno di va- sociazione per gli uomini. Perché?lori e di profondità, che è esattamente lopposto del fanatismo ...». Per Forse il loro entusiasmo è più matu- ro, meno esordiente?una donna come Odile Decq il successo si deve fondare su altro. Su fat-ti concreti … Detesta le immense fabbriche di architettura. Nonluo- La parola broncio sarebbe stata maighi di disumanità. «Non mi piace realizzare edifici che non avrò modo usata per un uomo?di seguire personalmente ... amo seguire con attenzione tutti i mieiprogetti, lavorarli con le mani e curarne ogni aspetto, perché solo le Fatti concreti, niente fabbriche di architettura, seguire personalmente icose fatte così sono quelle che danno soddisfazione». … La gioia è an- propri progetti, trasmettere ai propriche quella che cerca di trasmettere ai suoi studenti. «Ai ragazzi dico studenti gioia e perseveranza.sempre che, nonostante le avversità del mercato e di questo terribile mo- Grazie Odile Decq per un finale dimento economico, hanno il diritto di sognare. Se rinunciano sarà la loro fatti e sostanza, tutta femmnile.fine».Vi ricordo che Dubbi(e)Verità è aperto ai contributi di tutti. Chi vogliaproporre video, articoli, commenti, vignette, e qualsiasi altro prodotto dicarattere giornalistico, culturale o artistico, su tematiche connesse aglistereotipi, alle questioni di genere o collegate alle pari opportunità, inarmonia con la linea editoriale del sito, può scrivere all’indirizzo(redazione@dubbieverita.it).I contributi proposti saranno sottoposti a controllo editoriale ed eventual-mente pubblicati sul sito: http://www.dubbieverita.it/, secondo le regoledella licenza di creative commons.I nostri contatti provengono dalla rete. Se non volete più ricevere la nostranewsletter, potete cancellare la vostra sottoscrizione semplicemente inviandouna e-mail vuota a: info@dubbieverita.it. Monica Amici 8