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2009 newsletter Dubbieverità 01 2009 newsletter Dubbieverità 01 Document Transcript

  • Newsletter di Dubbi(e)verità Numero 1 del mese di Dicembre 2008 Che genere di Cultura genera la cultura di Genere? E’ Natale: tempo di GIOCATTOLI Qualunque attività di gioco, ma in particolar modo il “gioco libero” è una attività fondamentale per lapprendimento, considerato da Sigmud Freud la base per le prime grandi conquiste culturali e psicologiche infantili. E il linguaggio con cui il bambino esprime se stesso nonché un mezzo con cui può comunicare. Ed è anche, secondo Winnicott, il ponte di passaggio dalla dipendenza all’autonomia e il mezzo che permette l’instaurazione di soddisfacenti rapporti affettivi con altre persone sostitutive della figura materna. Un genitore cosciente ed attento a non minare le potenzialità di suo figlio e di sua figlia dovrebbe intervenire con grande senso di responsabilità nella scelta del giocattolo da regalar loro in modo tale da non minarne la libertà individuale, ed anzi in modo da costruire per loro una capacità di “essere liberi” che è in antitesi con lassoggettamento agli stereotipi precostituiti. “Per diventare un membro competente della comunità sociale in cui vive, il bambino deve riconoscersi come appartenente a un determinato sesso (identità sessuale) e deve inoltre imparare a produrre i comportamenti appropriati al suo sesso, ovvero quei comportamenti che la società e la cultura caratterizzano come costitutivi dei ruoli rispettivamente maschile e femminile”. Con questa frase Luigia Camaioni inizia il paragrafo “Maschio/femmina: identità sessuale e ruoli sessuali” del testo di Istituzioni di Psicologia “La prima infanzia”. Salta subito allocchio, nellintroduzione alla materia fatta da Camaioni, il ruolo determinante dellapprendimento, funzione di un processo che il bambino acquisisce attraverso lesperienza dellinserimento in un gruppo, in una società che determina le sue risposte. Le formulazioni e le ipotesi di ricerca sulle quali si sono basati i ricercatori per lungo tempo miravano a “scoprire” le differenze più che le similitudini tra i due sessi ed è proprio da questo atteggiamento del ricercatore che si è sviluppata una branca a sé stante: la psicologia differenziale, assolutamente descrittiva di quanto veniva osservato ma minata da un limite concettuale di fondo: lincapacità di raggiungere la radice della differenza, di scoprirne le motivazioni e dunque il significato. Nel momento in cui la scienza psicologica ha cambiato il suo metodo dindagine, scrollandosi essa stessa il “preconcetto” secondo cui le differenze tra individui di sesso diverso costituivano un dato oggettivo, si è scoperto che in realtà tali differenze erano in massima parte generate dallaspettativa del ricercatore e, appunto, dallapprendimento di ruoli da parte del bambino. Maccoby e Jacklin già nel 1974 pubblicavano un manuale in cui analizzavano i risultati di circa 1600 ricerche concludendo che “levidenza empirica fornita dalle ricerche è assai incerta ed ambigua” Secondo quanto le due autrici riscontravano vi sono una serie di credenze sbagliate circa le differenze sessuali: 1. che le bambine sono più “sociali” dei bambini 2. che le bambine sono “più suggestionabili” dei bambini 3. che le bambine hanno “meno fiducia in se stesse” 4. che le bambine sono “più influenzate dallereditarietà” e i bambini dallambiente 5. che le bambine sono meno motivate nella “realizzazione di sé” e al “successo”. Gli unici risultati apprezzabili in termini statistici della ricerca del 74 rispetto alle differenze individuali furono: 1. le bambine sono superiori nella capacità verbale 2. i bambini sono superiori nella capacità visivo-spaziale e nella capacità matematica 3. i bambini sono più aggressivi Per spiegare la distanza dei risultati della ricerca rispetto alla credenza comune le autrici utilizzarono una semplice dichiarazione che mantiene ancora una attualità, da certi punti di vista, Pag 1/4
  • Newsletter di Dubbi(e)verità Numero 1 del mese di Dicembre 2008sconcertante: “la credenza comune è ampiamente basata sugli stereotipi, i quali rappresentano a loro volta ciò chela gente vuole o si aspetta che sia, che non corrisponde necessariamente a ciò che è in realtà”.Subito dopo, nel 1976 Fairwather e nel 1978 Macualay, effettuando altre ricerche nello stesso settore, sipronunciarono per la ininfluenza delle differenze cognitive e linguistiche riscontrate tra i due sessi, dichiarandoche “lunica posizione sostenibile è che non vi è nessuna differenza significativa tra i sessi nella capacitàlinguistica” [Macualay 1978 p.361].Nessuna delle ricerche successive ha messo in dubbio la “indifferenziazione” cognitiva di bambine e bambini, ma,stando allevidenza, la società continua a mantenere un atteggiamento diversificato nel rapporto con i bambini ele bambine, tanto da rinforzare con ogni mezzo lo stereotipo contro il quale si esprimevano Maccoby e Jacklin 30anni fa!La scelta dei giocattoli e degli stili di gioco proposti dagli adulti ai due sessi è caratterizzato, come riscontrabilesfogliando un qualsiasi catalogo di giochi per bambini o entrando in un qualunque negozio di giocattoli, da unafortissima “stereotipizzazione” e spesso la bambina o il bambino che non si assoggettano al ruolo proposto sonoconsiderati in alcuni casi negativamente “problematici” oppure, quando ladifferenza si giudica positivamente “fuori dallordinario”, in nessun caso“normali”. (Per approfondimenti www.dubbieverita.wordpress.com)Perchè un tale “accanimento”?Perchè non prendere atto dei dati scientifici emersi dalle ricerche?Perchè ostinarsi in una differenziazione “fittizia” dei due sessi tanto dadeterminarne la “reale” differenza nei comportamenti quando, di base, i duesessi nascerebbero uguali per competenze e possibilità?Molte autrici, prima fra tutte in Italia Elena Gianini Belotti con “Dalla partedelle bambine”, hanno messo in guardia generazioni di future madri sui danniprodotti alle figlie anche solo dalla semplice scelta dei giochi, danni che vannodalla diminuzione della sicurezza in se stesse, alla sottomissione, al nonappagamento ed alla rimozione di desideri personali. Ma per 30 anni gli stereotipi non hanno ceduto di unavirgola il passo alla ragione e così, Loredana Lipperini, proseguendo e attualizzando quella indagine dei primianni 70, ha praticamente confermato la loro presenza e il condizionamento generato da parte dei media tanto subambine e bambini quanto sui loro genitori... cambiano i giocattoli destinati a femmine e maschi, ma noncambiano i ruoli: il maschio attivo e produttivo, la femmina remissiva passiva ma oggi anche sexy (lunicaconquista di un ruolo attivo della bambina sembra essere quello di “adescatrice” o, se si vuole essere menopermalosi “seduttrice”)“Ma ci sono segnali di reazione che tracciano la possibilità di una produzione culturale capace di sottrarsi aimposizioni avvilenti, capace di lavorare a un immaginario diverso” scrive Lipperini nella recensione del suolibro (http://www.booksblog.it/post/3418/loredana-lipperini-ancora-dalla-parte-delle-bambine), e noi vogliamoprendere sul serio questa affermazione e contribuire a tracciare quellepossibilità. Quello affianco è l’elenco dei giocattoli più venduti sotto la categoria “Giocattoli per Bambina” sul sito http://www.ilgiocattolo.it/ segue un elenco di giocattoli etichettati come per bambini e per bambine e poi spazio alle immagini (notare la presenza accessoria delle bambine accanto al guidatore sulle automobiline elettriche) Pag 2/4
  • Newsletter di Dubbi(e)verità Numero 1 del mese di Dicembre 2008 Figura 3 Batman Figura 1 Beauty trolley 160 accessori per la tua bellezza Figura 2 Cucina completa COME LA MAMMA? Figura 4 Gru filoguidata Figura 5 Trolley vileda mocioFigura 6 Bratz Camminante con Cucciolo Figura 7 Winx cuore MAGIC tech Figura 8 Jeep rossa Invitiamo tutti a prestare particolare attenzione alle immagini con auto, cucine, alla parola “magia” e sinonimi, alle parole “bellezza e fascino”, alla parola “mamma” e alle immagini che la raffigurano. Saranno tutte oggetto di ulteriori, insoliti, approfondimenti. Pag 3/4
  • Newsletter di Dubbi(e)verità Numero 1 del mese di Dicembre 2008 E qualcuno sa spiegare perché lessere fortunato, oltre a essere maschio, significhi avere "una mamma che vuole fare la mamma" e non piuttosto una mamma che, madre per natura almeno quanto il padre, voglia poi cambiare il mondo, scoprire la cura per lAIDS, o diventare una scrittrice di fama internazionale? Psssss … sarà il leopardo che fa tanto giungla a ispirare simili moderne visioni?Qualcuno ha notato questa frase?Qualcuno ricorda lontani paesi in cui laverefiglie femmine fosse, e forse è ancora, unadisgrazia? Arte e dintorni, al femminile. Artemisia Gentileschi (Roma 1593 - la casta Susanna, sorpresa al bagno Napoli 1652/53) è una delle poche da due anziani signori che protagoniste femminili della Storia frequentavano la casa del marito, è dellarte europea. sottoposta a ricatto sessuale: o Artemisia che visse e operò in acconsentirà di sottostare ai loro un’epoca in cui la carriera artistica, appetiti o i due diranno al marito di come anche le altre, erano averla sorpresa con un giovane pressoché impraticabili alle donne, amante. costrette in un uno strettissimo Susanna accetta lumiliazione di una sistema patriarcale. ingiusta accusa, sarà Daniele a Potremmo conoscere tutti il suo smascherare la menzogna dei due coraggio, che arrivò fino ad laidi anziani. accettare di deporre sotto tortura, Il processo contro Agostino Tassi, nel tentativo di denunciare Agostino colpevole anche di mantenere una Tassi, il suo stupratore, e quindi di relazione con la sorella della moglie, averlo fatto passare alla storia, non cosa allepoca considerata incestuosa, tanto per la sua arte, anch’egli si concluse solo con una lieve pittore, ma per averlo ritratto, condanna. stupratore, in una delle sue opere Il volto di Agostino Tassi sarebbe più famose: “Susanna e i identificabile in uno dei dueSusanna e i Vecchioni, 1610, vecchioni”. "vecchioni”, quello caratterizzatocollezione Schönborn, L’opera a fianco raffigura un dalla folta chioma scura.Pommersfelden episodio del Libro di Daniele in cuiVi ricordiamo che Dubbi(e)verità è un’associazione aperta ai contributi di tutti. Chi voglia proporre video, articoli, commenti, vignette, e qualsiasialtro prodotto di carattere giornalistico, culturale o artistico, su tematiche connesse agli stereotipi, alle questioni di genere o collegate alle pariopportunità, in armonia con la linea editoriale del sito, può scriverci all’indirizzo redazione@dubbieverita.it.I contributi proposti saranno sottoposti a controllo editoriale ed eventualmente pubblicati sul sito nuke.dubbieverita.it, secondo le regole dellalicenza di creative commons. I nostri contatti provengono dalla rete. Se non volete più ricevere la nostra newsletter, potete cancellare la vostrasottoscrizione semplicemente inviando una e-mail con oggetto Cancellami a: info@dubbieverita.it Pag 4/4