Redditod'impresa

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Redditod'impresa

  1. 1. I redditi d’impresa E’ tassato come reddito degli imprenditori individuali e come reddito delle società ed enti Esso riguarda sia l’imposta sul reddito delle persone fisiche, sia l’imposta sul reddito delle società Secondo l’art. 55, sono redditi d’impresa quelli che derivano dall’esercizio di imprese commerciali
  2. 2. I redditi d’impresa Per le società commerciali (di capitali o di persone) l’attività svolta è attività di impresa Per gli imprenditori individuali, occorre distinguere l’attività d’impresa dalle altre attività economiche
  3. 3. Definizione fiscale di impresa L’art. 55 stabilisce che per esercizio di imprese commerciali si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate nell’art. 2195 del c.c.Sono commerciali, secondo l’art. 2195 c.c.: Le attività industriali dirette alla produzione di beni o di servizi Le attività intermediarie nella circolazione di beni Le attività di trasporto (per terra, per acqua o per aria) L’attività bancaria o assicurativa Le attività ausiliarie delle precedenti
  4. 4. Reddito degli imprenditori individuali Il reddito d’impresa degli imprenditori individuali e delle società di persone (società in nome collettivo e in accomandita semplice) è determinato con le regole dettate, in ambito ires, per le società soggetti a tale impostaalcune regole: Tra i ricavi, si comprende l’autoconsumo Participation exemption Tassazione separata per le plusvalenze realizzate con la cessione di aziende Sono beni relativi all’impresa i beni dell’imprenditore
  5. 5. Le imprese minori Sono esercitate da persone fisiche e da società di persone con ricavi non superiori ad un dato ammontare Sono ammesse al regime di contabilità semplificata La contabilità degli imprenditori minori si riduce ai registri iva
  6. 6. Determinazione del reddito d’impresa Art. 83: il reddito complessivo è determinato apportando all’utile o alla perdita risultante dal conto economico le variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti all’applicazione delle norme fiscali
  7. 7. Il principio di competenza e la correlazione costi-ricaviIl principio di competenza attribuisce rilievo al momento economico: i ricavi devono essere imputati all’esercizio in cui sono conseguiti in senso economico, ossia quando si verifica lo scambio con i terzi; i costi assumono rilievo quando sono realizzati i ricavi che contribuiscono a produrre (secondo il principio della correlazione dei costi ai ricavi)
  8. 8. Il principio di competenza e la correlazione costi-ricavi Per le cessioni di beni mobili, i corrispettivi si considerano conseguiti alla data della consegna o spedizione Per le cessioni di immobili e aziende i corrispettivi si considerano conseguiti alla data di stipulazione dell’atto Per le prestazioni di servizi, il ricavo è da imputare all’esercizio nel quale la prestazione è ultimata
  9. 9. Il principio di competenza e la correlazione costi-ricaviGli stessi criteri valgono per i costi: Se viene acquistato un bene (mobile o immobile), il costo è da imputare all’esercizio nel quale si verificano gli eventi già indicati per i proventi. Analogamente, per il costo dei servizi, vale la data di ultimazione In caso di prestazioni periodiche, quella di misurazione dei corrispettivi
  10. 10. la correlazione costi-ricavi Il principio di competenza economica comporta che i costi siano correlati ai ricavi: I costi devono essere dedotti, non nell’esercizio in cui sono sostenuti, ma nell’esercizio in cui sono conseguiti i ricavi che hanno concorso a produrre Le norme che rispecchiano il principio di correlazione riguardano le rimanenze, gli ammortamenti, le spese relative a più esercizi, le spese delle imprese di nuova costituzione rinviate all’esercizio in cui si hanno i ricavi, ecc.
  11. 11. Art. 109 TUIR e deroghe al principio di competenza I costi, se non certi nell’an, ed oggettivamente determinabili nel quantum, non sono deducibili nell’esercizio di competenza, ma nel successivo periodo in cui divengono certi nell’an e quantificabili con criteri oggettivi Gli oneri fiscali e contributivi (art. 99), i compensi dovuti agli amministratori (art. 95, comma 5) e gli interessi di mora (art. 109, comma 7) sono deducibili per cassa
  12. 12. I ricavi Ricavo è il corrispettivo della cessione di una merce o della prestazione di un servizio Sono ricavi, secondo l’art.. 85: I corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi  I corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e altri beni mobili  I corrispettivi delle cessioni di azioni o quote di partecipazione
  13. 13. I ricavi Sono ricavi anche:  Le indennità conseguite a titolo di risarcimento per la perdita o il danneggiamento di beni  I contributi in danaro in base a contratto e i contributi in conto esercizio a norma di legge  Autoconsumo
  14. 14. Le plusvalenze patrimoniali Art. 86 TUIR: Le plusvalenze derivano da beni diversi da quelli che generano ricavi La differenza tra tale valore e quello di mercato non è, di per sé, fiscalmente rilevante, fino a che resti latente e non si realizzi Gli eventi che rendono tassabile la plusvalenza sono i seguenti:  il realizzo mediante cessione a titolo oneroso  il distacco del bene dalla sfera dell’impresa
  15. 15. Le plusvalenze patrimoniali La plusvalenza è la differenza tra un valore finale ed un valore-base.  Il valore-base è dato dal valore fiscalmente riconosciuto, ossia dal costo del bene che non ancora ammortizzato  Il valore finale, in caso di realizzo, è dato dal corrispettivo o dal c.d. valore normale Le plusvalenze realizzate concorrono a formare il reddito, a scelta del contribuente, nell’esercizio di competenza o in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi (ma non oltre il quarto). La rateizzazione è consentita, però, solo per i beni posseduti per un periodo non inferiore a tre anni
  16. 16. Le plusvalenze esenti Le partecipazioni incluse tra le immobilizzazioni possono godere, del regime di participation exemptionIl regime di esenzione si applica se sussistono quattro condizioni: Le partecipazioni devono essere detenute ininterrottamente per almeno un anno prima dell’alienazione Le partecipazioni devono essere iscritte fra le immobilizzazioni finanziarie La società partecipata non deve avere sede, ai fini fiscali, in uno dei Paesi a regime fiscale privilegiato La società partecipata deve svolgere un’effettiva attività commerciale
  17. 17. Le plusvalenze esentiLe esenzioni sono: Per le plusvalenze realizzate da società di capitali ed enti commerciali, l’esenzione è del 95%: la plusvalenza concorre a formare il reddito del periodo, senza possibilità di rateazione, per il 5% Per le plusvalenze realizzate da società di persone (escluse le società semplici e assimilate) e imprese individuali in contabilità ordinaria anche per opzione, l’esenzione è del 50,28%: la plusvalenza concorre a formare il reddito del periodo, senza possibilità di rateazione, per il 49,72%
  18. 18. Le sopravvenienze attive Le sopravvenienze sono eventi che modificano componenti positivi o negativi di reddito che hanno già concorso alla formazione del reddito in precedenti esercizi.Sono disciplinate nell’art. 88 e possono derivare: Dal conseguimento di ricavi o altri proventi a fronte di spese, perdite od oneri dedotti o di passività iscritte in bilancio in precedenti esercizi Dal conseguimento di ricavi in misura superiore a quella che ha concorso a formare il reddito in precedenti esercizi Dalla sopravvenuta insussistenza di componenti negativi dedotti in precedenti esercizi (ad es. riscossione di crediti già considerati inesigibili, per i quali è stata dedotta la relativa perdita)
  19. 19. Sopravvenienze attive Rimborsi assicurativi Liberalità in denaro o in natura Acquisizioni a titolo definito di caparre Componenti di reddito relativi ad esercizi precedenti dovuti ad omesse o errate registrazioni contabili Le indennità conseguite a titolo di risarcimento per danni non connessi alla perdita di beni che generano ricavi (beni merce) o plusvalenze (beni strumentali) I proventi conseguiti a titolo di contributo o liberalità
  20. 20. I dividendi Con il principio di trasparenza, gli utili delle società partecipate si imputano ai soci a prescindere dalla distribuzione di dividendi Gli utili distribuiti a società di capitali ed enti commerciali, sono tassati solo nella misura del 5 per cento; non sono tassati in quanto esclusi nella misura del 95 per cento Gli utili percepiti da imprese individuali o società di persone sono tassati per il 49,72% del loro ammontare
  21. 21. Le rimanenze di magazzino La valutazione delle rimanenze finali si effettua assumendo come criterio di valutazione il costo Le rimanenze, nel primo esercizio in cui si verificano, sono valutate in base al costo medio Negli esercizi successivi, se vi è incremento, le maggiori quantità sono valutate con il criterio del costo medio Se negli esercizi successivi vi è diminuzione di quantità si applica il criterio del Lifo o della media ponderata o del Fifo o varianti del Lifo
  22. 22. Le rimanenze di magazzino Il c.c. prevede che il magazzino deve essere valutato in base al valore di costo o in base al valore di realizzo, se minore La valutazione in base al valore di realizzo è consentita anche ai fini fiscali
  23. 23. I lavori in corso e le opere di durata ultrannuale Le rimanenze dei prodotti in corso di lavorazione e dei servizi in corso di esecuzione sono valutate in base alle spese sostenute nell’esercizio Per le opere, le forniture e i servizi di durata ultrannuale bisogna rilevare tra le rimanenze i lavori effettuati, determinandone il valore in base ai corrispettivi pattuiti
  24. 24. Deducibilità dei componenti negativi Regole generali:  Il principio di competenza  Il principio di inerenza all’attività dell’impresa  L’iscrizione nel conto economico
  25. 25. Deduzione di ammortamenti, accantonamenti e rettifiche divalore L’ammortamento fiscale ha inizio da quando il bene materiale strumentale entra in funzione La misura massima di deducibilità fiscale è nel limite risultante dall’applicazione al costo del bene dei coefficienti di cui alle tabelle ministeriali Per quanto al primo esercizio di entrata in funzione del bene l’ammortamento deve essere ridotto alla metà La possibilità di recuperare gli ammortamenti non dedotti in precedenza, risulta percorribile solamente nei casi previsti dalla norma fiscale
  26. 26. Beni di importo fino ad € 516,46 Le disposizioni fiscali consentono la deducibilità integrale del costo per tali beni Il limite di € 516,46 è riferito ai beni idonei a fornire un’utilità nell’esercizio dell’impresa e suscettibili di autonoma utilizzazione
  27. 27. Beni di proprietà ad uso promiscuo Sono quei beni utilizzati sia per l’attività dell’impresa che per l’uso personale dell’imprenditore Distinzione fra beni immobili e beni mobili:  Immobili: è deducibile una somma pari al 50% della rendita catastale o del canone di locazione  Mobili: le spese ad essi relative sono generalmente deducibili al 50%  Telefoni sia cellulari che fissi: le spese sono deducibili nella misura dell’80%
  28. 28. Mezzi di trasporto La deducibilità varia in funzione sia del tipo di veicolo che del suo utilizzo  Utilizzo strumentale esclusivo: Sono integralmente deducibili le quote di ammortamento  Utilizzo strumentale non esclusivo: le quote di ammortamento deducibile e i canoni di leasing o di noleggio sono soggetti a 2 distinte limitazioni 1. Percentuale di deducibilità ammessa pari al 40% 2. Costi cui applicare la percentuale suddetta:  Autovetture e autocaravan: acquisto/leasing € 18.075,99; noleggio € 3.615,20  Motocicli: acquisto/leasing € 4.131,66; noleggio € 774,69.  Ciclomotori: acquisto/leasing € 2.065,83; noleggio € 413,17
  29. 29. Mezzi di trasporto Agenti e rappresentanti: 1. La percentuale di deducibilità delle spese è pari all’80% 2. Il limite massimo di 18.075,99 euro applicabile normalmente alle autovetture e agli autocaravan, è elevato a 25.822,84 euro
  30. 30. L’AMMORTAMENTO DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI Distinte tre categorie:  I diritti di utilizzazione di opere dell’ingegno, brevetti industriali, di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico:  Il costo è annualmente deducibile in quote non superiori al 50% del costo per ogni esercizio; per i marchi la quota massima deducibile è pari ad un diciottesimo del costo  I diritti di concessione:  le quote di ammortamento possono essere dedotte in rapporto alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge  L’avviamento:  ammortizzabile annualmente in misura non superiore ad un diciottesimo (5,56%) del valore iscritto nell’attivo
  31. 31. GLI ACCANTONAMENTI L’art. 107, comma 4, dispone che non sono ammesse deduzioni per accantonamenti diversi da quelli espressamente considerati dalle disposizioni fiscali Sono deducibili gli accantonamenti:  Ai fondi per le indennità di fine rapporto e ai fondi di previdenza del personale dipendente  Al fondo rischi su crediti: , un importo pari allo 0,50 % del valore nominale dei crediti, fino ad un massimo del 5%  Al fondo delle spese per lavori ciclici di manutenzione e revisione di navi ed aeromobili; quelli delle società concessionarie per spese di ripristino o di sostituzione dei beni gratuitamente devolvibili, e quelli per oneri derivanti da operazioni e concorsi a premio (art. 107)
  32. 32. ACCANTONAMENTI PER RISCHI DI PERDITE SU CREDITIArt. 106 c. 1, 2 DPR 917/86Per ciascun esercizio è deducibile un importo forfettario persvalutazione (o accantonamento) non superiore allo 0,50% delvalore nominale dei creditiLa deduzione non è più consentita quando lammontarecomplessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti abbiaraggiunto il 5% del valore nominale o di acquisizione dei crediticommerciali risultanti in bilancio alla fine dellesercizio.Quando i crediti in bilancio diminuiscono da un esercizioall’altro, le svalutazioni accantonate al fondo possono risultaresuperiori al 5% dei crediti: in questo particolare caso,leccedenza concorre a formare il reddito dellesercizio stessocome sopravvenienza attiva
  33. 33. LE SPESE PER PRESTAZIONI DI LAVORO Sono integralmente deducibili Alcuni fringe benefit sono deducibili nella stessa misura in cui costituiscono reddito di lavoro tassabile per il dipendente mentre altri sono deducibili entro determinati parametri (nella specie, 5 per mille dell’ammontare complessivo delle spese di lavoro dipendente: art. 100, comma 1)
  34. 34. GLI INTERESSI PASSIVI Sussiste un trittico di norme 1. Pro rata ordinario (art. 96) 2. Pro rata patrimoniale (art. 97) 3. Thin capitalization (art. 98) Gli interessi passivi sono deducibili solo per la parte corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e degli altri proventi che concorrono a formare il reddito e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi
  35. 35. GLI INTERESSI PASSIVI Pro rata ordinario: non si tiene conto del regime di participation exemption e del regime di esclusione (per il 95 per cento) previsto per i dividendi Pro rata patrimoniale: i costi assunti per l’acquisto di partecipazioni esenti non sono deducibili Thin capitalization: la remunerazione dei finanziamenti dei soci qualificati superiori ad un dato importo, non sono deducibili e la remunerazione del socio finanziatore è considerata dividendo
  36. 36. LE MINUSVALENZE PATRIMONIALI E LE SOPRAVVENIENZEPASSIVE Minusvalenze: concorrono a formare il reddito solo quando sono realizzate Sopravvenienze passive:  Il mancato conseguimento di ricavi o altri proventi che hanno concorso a formare il reddito in precedenti esercizi  Il sostenimento di spese, perdite od oneri a fronte di ricavi o altri proventi che hanno concorso a formare il reddito in precedenti esercizi  La sopravvenuta insussistenza di attività iscritte in bilancio in precedenti esercizi
  37. 37. LE PERDITE Riguardanti:  Benirelativi all’impresa  Crediti Le perdite sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi
  38. 38. LE SPESE INCREMENTATIVE Possono essere patrimonializzate Quando non capitalizzate, sono deducibili nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili quale risulta all’inizio dell’esercizio dal registro dei beni ammortizzabili L’eccedenza è poi dedotta nei cinque esercizi successivi
  39. 39. SPESE PER STUDI E RICERCHE, SPESE DI PUBBLICITÀ EPROPAGANDA Interamente deducibili nell’esercizio in cui sono sostenute con la facoltà di dedurre tali costi in quote costanti, in più esercizi, fino ad un massimo di cinque
  40. 40. RAPPRESENTANZA sono spese con requisito di inerenza sostenute per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni Condizione essenziale per la deducibilità delle spese è l’idoneità a generare benefici economici per l’impresa
  41. 41. RAPPRESENTANZA Rientrano le seguenti spese:  Spese per viaggi turistici per attività promozionali dei beni o dei servizi  Spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento per ricorrenze aziendali, mostre, fiere  Ogni altra spesa per beni o servizi distribuiti o erogati gratuitamente
  42. 42. RAPPRESENTANZA Le spese di rappresentanza sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento, entro un limite determinato in misura percentuale variabile in relazione all’ammontare dei ricavi della gestione caratteristica  Ricavi delle gestione caratteristica Limite deducibile (%) Limite di spesa deducibile  Fino a 10 milioni 1,3 130.000  Parte eccedente fino a 50 mil. 0,5 130.000 + 200.000  Parte eccedente 50 mil. 0,1 330.000 + (0,1% dell’eccedenza)
  43. 43. SPESE DI VIAGGIO, VITTO E ALLOGGIO Sono deducibili senza limiti, ritenute spese commerciali completamente inerenti a condizione che siano documentateSoggetto interessati spese di viaggio, vitto e alloggio per: generalità delle imprese - ospitare clienti anche potenziali, in occasione di mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili Imprese individuali - trasferte effettuate per la partecipazione a mostre, fiere ed eventi simili

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