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Contabilità e Fiscale - Modulo 3 - Redditod'impresa
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Contabilità e Fiscale - Modulo 3 - Redditod'impresa

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  • 1. I redditi d’impresa
    • è tassato come reddito degli imprenditori individuali e come reddito delle società ed enti
    • Esso riguarda sia l’imposta sul reddito delle persone fisiche, sia l’imposta sul reddito delle società
    • Secondo l’art. 55, sono redditi d’impresa quelli che derivano dall’esercizio di imprese commerciali
  • 2. I redditi d’impresa
    • Per le società commerciali (di capitali o di persone) l’attività svolta è attività di impresa.
    • Per gli imprenditori individuali, occorre distinguere l’attività d’impresa dalle altre attività economiche
  • 3. Definizione fiscale di impresa
    • L’art. 55 stabilisce che per esercizio di imprese commerciali si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate nell’art. 2195 del c.c.;
    • Sono commerciali, secondo l’art. 2195 c.c.:
    • le attività industriali dirette alla produzione di beni o di servizi;
    • le attività intermediarie nella circolazione di beni;
    • le attività di trasporto (per terra, per acqua o per aria);
    • l’attività bancaria o assicurativa;
    • le attività ausiliarie delle precedenti.
  • 4. Reddito degli imprenditori individuali
    • Il reddito d’impresa degli imprenditori individuali e delle società di persone (società in nome collettivo e in accomandita semplice) è determinato con le regole dettate, in ambito ires, per le società soggetti a tale imposta.
    • alcune regole:
    • tra i ricavi, si comprende l’autoconsumo
    • participation exemption
    • tassazione separata per le plusvalenze realizzate con la cessione di aziende
    • sono beni relativi all’impresa i beni dell’imprenditore
  • 5. Le imprese minori
    • sono esercitate da persone fisiche e da società di persone con ricavi non superiori ad un dato ammontare.
    • sono ammesse al regime di contabilità semplificata
    • La contabilità degli imprenditori minori si riduce ai registri iva
  • 6. Determinazione del reddito d’impresa
    • Art. 83: il reddito complessivo è determinato apportando all’utile o alla perdita risultante dal conto economico le variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti all’applicazione delle norme fiscali
  • 7. Il principio di competenza e la correlazione costi-ricavi
    • Il principio di competenza attribuisce rilievo al momento economico: i ricavi devono essere imputati all’esercizio in cui sono conseguiti in senso economico, ossia quando si verifica lo scambio con i terzi; i costi assumono rilievo quando sono realizzati i ricavi che contribuiscono a produrre (secondo il principio della correlazione dei costi ai ricavi).
  • 8. Il principio di competenza e la correlazione costi-ricavi
    • Per le cessioni di beni mobili, i corrispettivi si considerano conseguiti alla data della consegna o spedizione
    • Per le cessioni di immobili e aziende i corrispettivi si considerano conseguiti alla data di stipulazione dell’atto
    • Per le prestazioni di servizi, il ricavo è da imputare all’esercizio nel quale la prestazione è ultimata.
  • 9. Il principio di competenza e la correlazione costi-ricavi
    • Gli stessi criteri valgono per i costi:
    • se viene acquistato un bene (mobile o immobile), il costo è da imputare all’esercizio nel quale si verificano gli eventi già indicati per i proventi.
    • analogamente, per il costo dei servizi, vale la data di ultimazione
    • in caso di prestazioni periodiche, quella di misurazione dei corrispettivi.
  • 10. la correlazione costi-ricavi
    • il principio di competenza economica comporta che i costi siano correlati ai ricavi:
      • i costi devono essere dedotti, non nell’esercizio in cui sono sostenuti, ma nell’esercizio in cui sono conseguiti i ricavi che hanno concorso a produrre.
    • le norme che rispecchiano il principio di correlazione riguardano le rimanenze, gli ammortamenti, le spese relative a più esercizi, le spese delle imprese di nuova costituzione rinviate all’esercizio in cui si hanno i ricavi, ecc.
  • 11. Art. 109 TUIR e deroghe al principio di competenza
    • i costi, se non certi nell’an, ed oggettivamente determinabili nel quantum, non sono deducibili nell’esercizio di competenza, ma nel successivo periodo in cui divengono certi nell’an e quantificabili con criteri oggettivi
    • gli oneri fiscali e contributivi (art. 99), i compensi dovuti agli amministratori (art. 95, comma 5) e gli interessi di mora (art. 109, comma 7) sono deducibili per cassa
  • 12. I ricavi
    • Ricavo è il corrispettivo della cessione di una merce o della prestazione di un servizio.
    • Sono ricavi, secondo l’art.. 85:
      • i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi
      • i corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e altri beni mobili
      • i corrispettivi delle cessioni di azioni o quote di partecipazione
  • 13. I ricavi
    • Sono ricavi anche:
      • le indennità conseguite a titolo di risarcimento per la perdita o il danneggiamento di beni.
      • i contributi in danaro in base a contratto e i contributi in conto esercizio a norma di legge
      • autoconsumo
  • 14. Le plusvalenze patrimoniali
    • art. 86 TUIR: Le plusvalenze derivano da beni diversi da quelli che generano ricavi.
    • la differenza tra tale valore e quello di mercato non è, di per sé, fiscalmente rilevante, fino a che resti latente e non si realizzi
    • Gli eventi che rendono tassabile la plusvalenza sono i seguenti:
      • il realizzo mediante cessione a titolo oneroso
      • il distacco del bene dalla sfera dell’impresa
  • 15. Le plusvalenze patrimoniali
    • La plusvalenza è la differenza tra un valore finale ed un valore-base.
      • Il valore-base è dato dal valore fiscalmente riconosciuto, ossia dal costo del bene che non ancora ammortizzato.
      • Il valore finale, in caso di realizzo, è dato dal corrispettivo o dal c.d. valore normale.
    • Le plusvalenze realizzate concorrono a formare il reddito, a scelta del contribuente, nell’esercizio di competenza o in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi (ma non oltre il quarto). La rateizzazione è consentita, però, solo per i beni posseduti per un periodo non inferiore a tre anni
  • 16. Le plusvalenze esenti
    • Le partecipazioni incluse tra le immobilizzazioni possono godere, del regime di participation exemption
    • Il regime di esenzione si applica se sussistono quattro condizioni:
    • le partecipazioni devono essere detenute ininterrottamente per almeno un anno prima dell’alienazione.
    • Le partecipazioni devono essere iscritte fra le immobilizzazioni finanziarie;
    • La società partecipata non deve avere sede, ai fini fiscali, in uno dei Paesi a regime fiscale privilegiato.
    • La società partecipata deve svolgere un’effettiva attività commerciale.
  • 17. Le plusvalenze esenti
    • Le esenzioni sono:
    • Per le plusvalenze realizzate da società di capitali ed enti commerciali, l’esenzione è del 95%: la plusvalenza concorre a formare il reddito del periodo, senza possibilità di rateazione, per il 5%;
    • Per le plusvalenze realizzate da società di persone (escluse le società semplici e assimilate) e imprese individuali in contabilità ordinaria anche per opzione, l’esenzione è del 50,28%: la plusvalenza concorre a formare il reddito del periodo, senza possibilità di rateazione, per il 49,72%.
  • 18. Le sopravvenienze attive
    • Le sopravvenienze sono eventi che modificano componenti positivi o negativi di reddito che hanno già concorso alla formazione del reddito in precedenti esercizi.
    • Sono disciplinate nell’art. 88 e possono derivare:
    • Dal conseguimento di ricavi o altri proventi a fronte di spese, perdite od oneri dedotti o di passività iscritte in bilancio in precedenti esercizi;
    • Dal conseguimento di ricavi in misura superiore a quella che ha concorso a formare il reddito in precedenti esercizi;
    • Dalla sopravvenuta insussistenza di componenti negative dedotte in precedenti esercizi (ad es. riscossione di crediti già considerati inesigibili, per i quali è stata dedotta la relativa perdita).
  • 19. Sopravvenienze attive
    • rimborsi assicurativi
    • liberalità in denaro o in natura
    • acquisizioni a titolo definito di caparre
    • componenti di reddito relativi ad esercizi precedenti dovute ad omesse o errate registrazioni contabili
    • Le indennità conseguite a titolo di risarcimento per danni non connessi alla perdita di beni che generano ricavi (beni merce) o plusvalenze (beni strumentali),
    • I proventi conseguiti a titolo di contributo o liberalità.
  • 20. I dividendi
    • Con il principio di trasparenza, gli utili delle società partecipate si imputano ai soci a prescindere dalla distribuzione di dividendi.
    • Gli utili distribuiti da società di capitali ed enti commerciali, sono tassati solo nella misura del 5 per cento; non sono tassati in quanto esclusi nella misura del 95 per cento.
    • Gli utili percepiti da imprese individuali o società di persone sono tassati per il 49,72% del loro ammontare.
  • 21. Le rimanenze di magazzino
    • La valutazione delle rimanenze finali si effettua assumendo come criterio di valutazione il costo.
    • Le rimanenze, nel primo esercizio in cui si verificano, sono valutate in base al costo medio
    • Negli esercizi successivi, se vi è incremento, le maggiori quantità sono valutate con il criterio del costo medio.
    • Se negli esercizi successivi vi è diminuzione di quantità si applica il criterio del Lifo o della media ponderata o del Fifo o vairanti del Lifo
  • 22. Le rimanenze di magazzino
    • Il c.c. prevede che il magazzino deve essere valutato in base al valore di costo o in base al valore di realizzo, se minore.
    • La valutazione in base al valore di realizzo è consentita anche ai fini fiscali
  • 23. I lavori in corso e le opere di durata ultrannuale
    • le rimanenze dei prodotti in corso di lavorazione e dei servizi in corso di esecuzione sono valutate in base alle spese sostenute nell’esercizio.
    • Per le opere, le forniture e i servizi di durata ultrannuale bisogna rilevare tra le rimanenze i lavori effettuati, determinandone il valore in base ai corrispettivi pattuiti
  • 24. Deducibilità dei componenti negativi.
    • Regole generali:
      • il principio di competenza
      • il principio di inerenza all’attività dell’impresa
      • l’iscrizione nel conto economico
  • 25. Deduzione di ammortamenti, accantonamenti e rettifiche di valore
    • l’ammortamento fiscale ha inizio da quando il bene materiale strumentale entra in funzione
    • La misura massima di deducibilità fiscale è nel limite risultante dall’applicazione al costo del bene dei coefficienti di cui alle tabelle ministeriali
    • Per quanto al primo esercizio di entrata in funzione del bene l’ammortamento deve essere ridotto alla metà
    • la possibilità di recuperare gli ammortamenti non dedotti in precedenza, risulta percorribile solamente nei casi previsti dalla norma fiscale
  • 26. Beni di importo fino ad € 516,46
    • Le disposizioni fiscali consentono la deducibilità integrale del costo per tali beni.
    • Il limite di € 516,46 è riferito ai beni idonei a fornire un’utilità nell’esercizio dell’impresa e suscettibili di autonoma utilizzazione
  • 27. Beni di proprietà ad uso promiscuo
    • sono quei beni utilizzati sia per l’attività dell’impresa che per l’uso personale dell’imprenditore
    • distinzione fra beni immobili e beni mobili:
      • immobili: è deducibile una somma pari al 50% della rendita catastale o del canone di locazione
      • Mobili: le spese ad essi relative sono generalmente deducibili al 50%.
      • Telefoni sia cellulari che fissi: le spese sono deducibili nella misura dell’80%
  • 28. Mezzi di trasporto
    • La deducibilità varia in funzione sia del tipo di veicolo che del suo utilizzo
      • Utilizzo strumentale esclusivo: Sono integralmente deducibili le quote di ammortamento
      • Utilizzo strumentale non esclusivo: le quote di ammortamento deducibile e i canoni di leasing o di noleggio sono soggetti a 2 distinte limitazioni
        • percentuale di deducibilità ammessa pari al 40%
        • costi cui applicare la percentuale suddetta:
          • Autovetture e autocaravan: acquisto/leasing € 18.075,99; noleggio € 3.615,20.
          • Motocicli: acquisto/leasing € 4.131,66; noleggio € 774,69.
          • Ciclomotori: acquisto/leasing € 2.065,83; noleggio € 413,17.
  • 29.
    • Agenti e rappresentanti:
      • La percentuale di deducibilità delle spese è pari all’80%;
      • Il limite massimo di 18.075,99 euro applicabile normalmente alle autovetture e agli autocaravan, è elevato a 25.822,84 euro.
  • 30.
    • Distinte tre categorie:
      • i diritti di utilizzazione di opere dell’ingegno, brevetti industriali, di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico :
        • il costo è annualmente deducibile in quote non superiori al 50% del costo per ogni esercizio; per i marchi la quota massima deducibile è pari ad un diciottesimo del costo
      • i diritti di concessione:
        • le quote di ammortamento possono essere dedotte in rapporto alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge.
      • l’avviamento:
        • ammortizzabile annualmente in misura non superiore ad un diciottesimo (5,56%) del valore iscritto nell’attivo
  • 31.
    • L’art. 107, comma 4, dispone che non sono ammesse deduzioni per accantonamenti diversi da quelli espressamente considerati dalle disposizioni fiscali
    • Sono deducibili gli accantonamenti:
      • Ai fondi per le indennità di fine rapporto e ai fondi di previdenza del personale dipendente
      • al fondo rischi su crediti: , un importo pari allo 0,50 % del valore nominale dei crediti, fino ad un massimo del 5%
      • Al fondo delle spese per lavori ciclici di manutenzione e revisione di navi ed aeromobili; quelli delle società concessionarie per spese di ripristino o di sostituzione dei beni gratuitamente devolvibili, e quelli per oneri derivanti da operazioni e concorsi a premio (art. 107).
  • 32.
    • Art. 106 c. 1, 2 DPR 917/86
    • Per ciascun esercizio è deducibile un importo forfettario per svalutazione (o accantonamento) non superiore allo 0,50% del valore nominale dei crediti.
    • La deduzione non è più consentita quando l'ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti abbia raggiunto il 5% del valore nominale o di acquisizione dei crediti commerciali risultanti in bilancio alla fine dell'esercizio.
    • Quando i crediti in bilancio diminuiscono da un esercizio all’altro, le svalutazioni accantonate al fondo possono risultare superiori al 5% dei crediti: in questo particolare caso, l'eccedenza concorre a formare il reddito dell'esercizio stesso come sopravvenienza attiva.
  • 33.
    • Sono integralmente deducibili
    • Alcuni fringe benefit sono deducibili nella stessa misura in cui costituiscono reddito di lavoro tassabile per il dipendente mentre altri sono deducibili entro determinati parametri (nella specie, 5 per mille dell’ammontare complessivo delle spese di lavoro dipendente: art. 100, comma 1 ).
  • 34.
    • Sussiste un trittico di norme
      • pro rata ordinario (art. 96)
      • pro rata patrimoniale (art. 97)
      • thin capitalization (art. 98)
    • Gli interessi passivi sono deducibili solo per la parte corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e degli altri proventi che concorrono a formare il reddito e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi.
  • 35.
    • Pro rata ordinario: non si tiene conto del regime di participation exemption e del regime di esclusione (per il 95 per cento) previsto per i dividendi
    • Pro rata patrimoniale: i costi assunti per l’acquisto di partecipazioni esenti non sono deducibili.
    • Thin capitalization: la remunerazione dei finanziamenti dei soci qualificati superiori ad un dato importo, non sono deducibili e la remunerazione del socio finanziatore è considerata dividendo .
  • 36. LE MINUSVALENZE PATRIMONIALI E LE SOPRAVVENIENZE PASSIVE
    • Minusvalenze: concorrono a formare il reddito solo quando sono realizzate
    • Sopravvenienze passive:
      • il mancato conseguimento di ricavi o altri proventi che hanno concorso a formare il reddito in precedenti esercizi;
      • il sostenimento di spese, perdite od oneri a fronte di ricavi o altri proventi che hanno concorso a formare il reddito in precedenti esercizi;
      • la sopravvenuta insussistenza di attività iscritte in bilancio in precedenti esercizi.
  • 37.
    • Riguardanti:
      • Beni relativi all’impresa;
      • Crediti.
    • Le perdite sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi.
  • 38. LE SPESE INCREMENTATIVE
    • Possono essere patrimonializzate
    • Quando non capitalizzate, sono deducibili nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili quale risulta all’inizio dell’esercizio dal registro dei beni ammortizzabili.
    • L’eccedenza è poi dedotta nei cinque esercizi successivi
  • 39.
    • Interamente deducibili nell’esercizio in cui sono sostenute con la facoltà di dedurre tali costi in quote costanti, in più esercizi, fino ad un massimo di cinque.
  • 40.
    • sono spese con requisito di inerenza sostenute per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni
    • Condizione essenziale per la deducibilità delle spese è l’idoneità a generare benefici economici per l’impresa
  • 41.
    • rientrano le seguenti spese:
      • spese per viaggi turistici per attività promozionali dei beni o dei servizi
      • Spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento per ricorrenze aziendali, mostre, fiere
      • Ogni altra spesa per beni o servizi distribuiti o erogati gratuitamente
  • 42.
    • Le spese di rappresentanza sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento, entro un limite determinato in misura percentuale variabile in relazione all’ammontare dei ricavi della gestione caratteristica
      • Ricavi delle gestione caratteristica Limite deducibile (%) Limite di spesa deducibile
      • Fino a 10 milioni 1,3 130.000
      • Parte eccedente fino a 50 mil. 0,5 130.000 + 200.000
      • Parte eccedente 50 mil. 0,1 330.000 + (0,1% dell’eccedenza)
  • 43. SPESE DI VIAGGIO, VITTO E ALLOGGIO
    • Sono deducibili senza limiti, ritenute spese commerciali completamente inerenti a condizione che siano documentate
    • Soggetto interessati spese di viaggio, vitto e alloggio per:
    • generalità delle imprese - ospitare clienti anche potenziali, in occasione di mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili
    • Imprese individuali - trasferte effettuate per la partecipazione a mostre, fiere ed eventi simili