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Carlo Riva, Convegno Mitocon 2013
 

Carlo Riva, Convegno Mitocon 2013

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La comunicazione con i bambini disabili con problemi neuronali: come giocare e stimolarli creativamente

La comunicazione con i bambini disabili con problemi neuronali: come giocare e stimolarli creativamente
Carlo Riva, Associazione l'Abilità, Milano

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    Carlo Riva, Convegno Mitocon 2013 Carlo Riva, Convegno Mitocon 2013 Presentation Transcript

    • 3° Convegno NazionaleMalattie MitocondrialiLa comunicazione con i bambini condisabilità con problemi neuronali:come giocare e stimolarli creativamenteCarlo Riva2 giugno 2013
    • venerdì 14 giugno 2013gioco e qualità della vitadi un bambino con disabilitàCon quanti bambini oggi ho giocato?Con quanti bambini oggi ha giocato mio figlio?
    • venerdì 14 giugno 2013Convenzione ONUsui Diritti delle Persone con Disabilità…. gli Stati Parti prenderanno le appropriate decisioniper assicurare che i bambini con disabilità abbianoeguale accesso alla partecipazione ad attività ludiche,ricreative e di tempo libero, sportive, incluse tutte quelleattività che fanno parte del sistema scolasticoarticolo 30, comma d
    • venerdì 14 giugno 2013I diritti del bambino con disabilità.Quali opportunità?Dirittoad attivitàricreativeGioco e tempoliberoDiritto al progettoindividualeServizi socialiDiritto alla vitafamiliareDirittoall’educazioneScuolaDirittoall’accessibilitàBarrierearchitettonicheDiritto alla mobilitàAutoTrasportipubbliciDirittoalla saluteAusiliCureFarmaciDirittoall’assistenzaeconomicaProvvidenzeeconomicheBambinoVita pienaAutonomiaPartecipazione
    • salute e disabilitàvenerdì 14 giugno 2013SCHEDA ICF - CY / OMSversione 1. AParte 2Attività e PartecipazioneDireste che il bambino haqualche problemaFase 1Presenza delproblemaFase 2Qualificatore diperformanceFase 2Qualificatore dicapacitàd.8 Principali aree di vitad880. nel giocared8800 da solod8801 da spettatore: soloosservando gli altri che giocanod8802 parallelamente: giocare inpresenza di altri che giocano, masenza unirsi alle loro attivitàd8803 insieme ad altri: per un tempoadeguato e secondo obiettivi e finicondivisi
    • salute e disabilitàvenerdì 14 giugno 2013Parte 3Fattori ambientali Presenza delproblemae. 1 Prodotti e tecnologiae115 Ha a disposizione prodotti etecnologie per l’uso personale nella vitaquotidianae1152…per il giocoe11520 prodotti e tecnologie generali peril giocoe11521 prodotti e tecnologie adattati per ilgiocoSCHEDA ICF - CY / OMS versione 1. A
    • una definizione difficile… il gioco è difficile da trattare perché occorre abitare una sorte diconfusione per poter giocare, un «pasticcio» che si crea inun’oscillazione tra un’affermazione e qualcosa che negal’affermazione stessa e che occorre abituarsi a non trattare questidue opposti come tali…venerdì 14 giugno 2013
    • venerdì 14 giugno 2013il giocoIl mezzo educativo più efficace è il gioco … Il valore del gioco èriconosciuto da tempo, ma il suo significato, per l’educazione el’igiene mentale dei primi anni, è stato messo in evidenza dallescoperte più recenti.Il gioco costituisce il mezzo più normale per sviluppare l’abilitàmanuale, la fantasia, la curiosità di scoprire, il pensiero e ilragionamento.La funzione principale di chi segue il bambino, consiste nelcapire i suoi interessi e le sue attività spontanee allo scopo diprocurare i materiali, le occasioni e gli stimoli necessari percondurlo a realizzare il massimo in tutti i settori della crescita.Susan Isaacs
    • il giocovenerdì 14 giugno 2013
    • gioco e disabilitàvenerdì 14 giugno 2013 I bambini disabili giocano con i giocattoli a un livello minore rispetto aicoetanei con sviluppo nella norma (Blasco et al., 1993) I bambini disabili necessitano di interventi speciali volti ad aumentarel’utilizzo di giocattoli (Blasco et al., Reid et al., 2003) I bambini disabili spesso non riescono ad avviare tipi di giochi complessi(McCabe et al, Sigafoos, Graves, 1999) Il mancato passaggio a forme più avanzate di gioco può ridurre le opportunitàdi apprendimento e influire sullo sviluppo di abilità (Weinberger e Starkey,1994) Importanza del gioco di finzione e strategie per promuoverlo in un gruppo dibambini con disabilità inseriti in un contesto di inclusivo di interventoprecoce (Di Carlo, Reid, 2004)
    • venerdì 14 giugno 2013gioco e vitaLerrore più clamoroso della riabilitazione del bambino disabileè stato ignorare ciò che forse più caratterizza il bambino comeconnotazione specifica e peculiare, cioè il gioco, non tantoperché si è del tutto tralasciata la dimensione del gioco quantoil dimenticare i mondi senza fine che sono dentro il bambino:le fantasie, i desideri, gli spazi, la libertà.Il bambino disabile ha bisogno di un adulto che abbia questaparticolare disposizione cioè che ritrovi dentro di sé questispazi senza fine, quelli del fantastico, dellimmaginario, delpossibile e dellimpossibile per saper poi come scovare, tirarefuori quelli del bambino.G. Boccardi
    • venerdì 14 giugno 2013gioco e terapia Bisogno psicologico ebiologico del bambino Piacere e desiderio Comune a tutti Separazione della realtàoggettiva Attesa e ascolto Bisogno psicologico delgenitore Dovere Condivisibile con alcuni Confronto con la realtàoggettiva Esercizio e stimolo
    • QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀCHE SI RISCONTRANO NEL GIOCARE CON UN BAMBINO CONDISABILITÀ?•Livelli di attività molto bassi, con minima risposta sensoriale agli stimoli,anche quelli maggiormente gratificanti.•Deficit neuromotori che non consentono l’approccio e la presadell’oggetto.•Comportamenti stereotipati e tendenza ad utilizzare l’oggetto in funzioneautostimolatoria.•Diversa sensibilità e capacità di interpretare e rispondere agli stimolisensoriali.•Incapacità o scarsa motivazione all’interazione con l’oggetto o con uneventuale compagno di giochi.
    • bisogni primari dei bambini con disabilità Bisogno di contatto corporeo per poter fare le prime esperienze dirette Bisogno di contatto corporeo per poter percepire gli altri Bisogno di essere avvicinati in modo semplice al mondo che li circonda Bisogno di essere spostati e di poter cambiare postura Bisogno di essere capiti anche senza l’uso della parola Bisogno di comprensione di fame, sete, dolore Bisogno di sicurezza, stabilità e fiducia nei rapporti umani Bisogno di benessere psicoemotivo con attività ludiche
    • venerdì 14 giugno 2013come giocare Sviluppare una relazione Strutturare uno spazio fisico Ripensare il tempo di gioco Scegliere un gioco adeguato Formare un gruppo di gioco
    • relazione e comunicazioneascoltarlomotivarlosostenerlorecuperare le funzioniprogettare insiemediminuire la solitudinefare esperienza insiemeprendersi cura
    • lo spazio Lo spazio del corpo Lo spazio tra i corpi Lo spazio dell’oggetto Lo spazio del desiderio• il giusto spaziovenerdì 14 giugno 2013
    • il tempo Il tempo dell’osservazione Il tempo della relazione Il tempo dell’ascolto Il tempo della comprensione Il tempo della proposta Il tempo dell’attesa Il tempo della risposta Il tempo del fare…il tempo del vuotovenerdì 14 giugno 2013
    • venerdì 14 giugno 2013come giocareFacilitatoriAmbiente fisicoaccessibileTecnologiedi assistenzae ausili adeguatiServizie politiche adeguateAtteggiamenti positividelle personeverso la disabilità
    • venerdì 14 giugno 2013
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    • i confini Tutte le attività si trasformano in gioco nel momento in cui ilbambino le esercita per il puro piacere che esse provocano Il gioco è un’attività separata, circoscritta nel tempo e nellospazio Il gioco è un territorio incerto Il gioco è un’attività libera ma regolatavenerdì 14 giugno 2013
    • venerdì 14 giugno 2013non solo apprendimentolivello emotivo allenta lo stress del bambino con disabilità diminuisce l’ansia alleggerisce le realtà del mondo fornisce un ambiente libero da rischi dà benessere
    • venerdì 14 giugno 2013un gioco possibile l’orientazione il piacere l’equilibrio la libertà il contenuto la creatività
    • venerdì 14 giugno 2013identità e giocoNel gioco, come nella terapia riabilitativa, lo scopofinale è l’autonomia, cioè la capacità di scegliere,decidere, rapportarsi liberi e pari agli altri, al di là e al disopra dell’eventuale realtà invalidante.
    • www.rehabilitation-methods.netGiocare è ricchezza per tutti.Non è il gioco in sé che ha valore, ma il piacere e la crescita che produce nelparteciparvi.Alcuni bambini con particolari “difficoltà” non riescono a giocare con gli altri.Esistere senza poter giocare, a causa di uno “svantaggio”, equivale a “nonesserci”, significa venire rinchiusi definitivamente in un mondo vuoto e privo diqualsiasi senso, quello dell’handicap.Chi tra noi vuole negare ad un bambino l’essere bambino?Chi vuole distruggere così il significato universale e più profondo del gioco?venerdì 14 giugno 2013
    • Ora dobbiamo scegliere.Smettiamo tutti di giocare? Le regole del gioco sono più importanti di unbambino?Adattiamo le regole di quello specifico gioco perché tutti vi possano partecipare?Introduciamo nel gioco “svantaggi” per chi non ne ha, così da equilibrare le sorti?Inventiamo giochi speciali, studiati proprio per far giocare i bambini condisabilità?Progettiamo giochi in comune, ma con ruoli distinti che si integrino e sicompletino tra loro, valorizzando e compensando le abilità di ciascuno?Sta a noi decidere che senso attribuire alla “partita” e alla vita, in modo che gli esitidel gioco non siano mai più truccati.venerdì 14 giugno 2013