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Stragi italiane

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  • 1. Stragi Italiane Da Wikipedia PDF generato attraverso il toolkit opensource ''mwlib''. Per maggiori informazioni, vedi [[http://code.pediapress.com/ http://code.pediapress.com/]]. PDF generated at: Fri, 23 Apr 2010 10:27:11 UTC
  • 2. Indice Voci Lista delle stragi avvenute in Italia 1 Portella della Ginestra 19 Strage di piazza Fontana 23 Strage di Piazza della Loggia 33 Strage dell'Italicus 36 Strage di Ustica 38 Strage della stazione di Bologna 57 Strage di Capaci 65 Strage di via D'Amelio 68 Strage di via dei Georgofili 72 Bomba di via Palestro 73 Strage del Cermis 74 Strage di Castelvolturno 77 Note Fonti e autori delle voci 84 Fonti, licenze e autori delle immagini 85 Licenze della voce Licenza 86
  • 3. Lista delle stragi avvenute in Italia 1 Lista delle stragi avvenute in Italia Col termine strage si indica un omicidio di massa spesso rivolto verso civili. Quello che segue è un elenco in ordine cronologico di quelle che nella Storia d'Italia sono state definite stragi. Regno d'Italia Data Nome comune Vittime Luogo Responsabili Commenti 8 agosto Eccidio di dopo la strage di Bronte alcuni briganti tra i Rivolta contadina repressa nel sangue dai garibaldini 1860 Bronte 16 brontesi per quali Calogero mano di rivoltosi, Gasparazzo Bixio ordinò la capeggiarono la rivolta fucilazione di 5 e Nino Bixio capeggiò cittadini la repressione agosto Massacro di oltre 250 morti Pontelandolfo reazionari borbonici e massacri attuati nel contesto storico del conflitto che 1861 Pontelandolfo colonnello Gaetano insanguinò il sud Italia. Negri 16-22 Rivolta del 7 e quasi 1.300 morti Palermo rivoltosi palermitani e battaglia feroce tra palermitani di vario orientamento settembre mezzo tra rivoltosi, militari italiani guidati politico e soldati sabaudi, con bombardamento navale 1866 soldati e poliziotti dal generale Raffaele della città. Cadorna 8 maggio Protesta dello 300? Milano Governo italiano, l'esercito spara sulla folla che protesta per il forte 1898 stomaco generale Fiorenzo aumento del prezzo del pane. Bava-Beccaris 4 Eccidio di 3 Buggerru Carabinieri minatori in lotta per un aumento salariale, mentre si settembre Buggerru trovavano dinanzi alla direzione della miniera in 1904 sostegno della delegazione sindacale in trattativa, viene violentemente caricata dai carabinieri: un eccidio 3 morti e decine di feriti. La risposta del movimento operaio a livello nazionale non si fa attendere ed il 16. settembre si ha il primo sciopero generale nazionale, con l’adesione di tutto il popolo lavoratore italiano. 10 Eccidio di 11, tra cui 2 donne Canneto Reali Carabinieri I Carabinieri, si dice aizzati dagli agrari sparano sugli dicembre Canneto Sabino(RI) scioperanti che chiedono la ridefinizione dei patti 1920 Sabino colonici e aumento della paga giornaliera. 23 marzo Kursaal Diana 21 morti e 80 Milano militanti anarchici una banda di anarchici provocò una strage con 1921 feriti esplosivi. 2 agosto Strage di S. 5 morti (tra cui San Giovanni Carabinieri, Milizia Imponente manifestazione popolare spontanea in 1925 Giovanni in donna gravida al in Fiore fascista, Squadristi piazza contro l'imposizione del dazio sul grano da Fiore 9° mese) e 18 (Cosenza) parte del commissario del governo. Le forze feriti, alcuni molto dell'ordine spararono sulla folla. gravi 12 aprile Strage di 14 morti e 30 Milano ignoti Bomba esplosa prima del passaggio del corteo reale. 1928 Piazzale Giulio feriti Cesare
  • 4. Lista delle stragi avvenute in Italia 2 Seconda guerra mondiale Data Nome comune Vittime Luogo Responsabili Commenti maggio-luglio Bombardamenti quasi 20.000 Foggia Aviazione alleata nove bombardamenti massacrarono un terzo 1943 di Foggia del cittadini foggiani dei residenti foggiani 1943 uccisi 14 luglio Massacro di 76 prigionieri di Biscari, oggi Acate Esercito alleato Soldati statunitensi uccidono 76 soldati 1943 Biscari in Sicilia guerra tedeschi e italiani e tedeschi italiani 14 luglio Massacro di 8 civili Canicattì, Agrigento Esercito alleato Un ufficiale americano uccide dei civili 1943 Canicattì della siciliani dopo che i suoi soldati si erano Saponeria [1] rifiutati di fucilarli Narbone-Garilli 11 agosto Strage di 16 morti e 20 Castiglione di Sicilia Esercito tedesco Prima rappresaglia nazista contro la 1943 Castiglione feriti fra i civili popolazione italiana 14 agosto Bombardamento 6 morti e 17 feriti Casarano Aviazione inglese Si voleva colpire uno stanziamento di soldati 1943 di Casarano fra i civili polacchi 7 settembre Bombardamento 37 morti fra i Lauria Aviazione alleata Bombardamento finalizzato alla distruzione 1943 di Lauria civili del comando tedesco sito nel centro della città 9 settembre Massacri delle 15.000-27.000 Istria e Dalmazia Partigiani titoisti Pulizia etnica 1943-1947? foibe cittadini italiani 11 settembre Eccidio di Nola 11 militari, 2 Nola Esercito tedesco Uno dei primi episodi della resistenza 1943 civili italiana, la più grave strage nazista in Campania 12 settembre Eccidio di 11 Guardie Barletta Esercito tedesco uno dei primi massacri di civili per ritorsione 1943 Barletta Giurate,due Netturbini 19 settembre Eccidio di Boves 32 civili Boves Esercito tedesco Il primo massacro di civili durante la 1943 Resistenza 19 settembre Eccidio 10 militari Curtatone, Mantova Esercito tedesco Uno dei primi massacri di militari 1943 dell'Aldriga dell'Esercito italiano dopo l' Armistizio del 8 settembre 1943 21 settembre Strage di Matera 16 civili, 6 Matera Esercito tedesco Matera è la prima città del Mezzogiorno ad 1943 militari insorgere contro i nazi-fascisti. 22-23 Strage di Meina 16 persone Meina SS tedesche Il primo eccidio di ebrei in Italia settembre 1943 23 settembre Nove Martiri 9 Civili L'Aquila Esercito tedesco Nove giovani tutti non ancora ventenni 1943 Aquilani fuggono per sottrarsi al lavoro obbligatorio. Catturati e fucilati. 23 settembre Torre di Palidoro 1 militare Palidoro Esercito tedesco Fucilazione del vice Brigadiere Salvo 1943 D'Acquisto autoaccusatosi di un attentato per salvare dalla rappresaglia dei tedeschi 22 civili 2 ottobre Strage di Acerra 110 civili Acerra Esercito tedesco È la strage nazista più importante in 1943 (NA) Campania (un esempio unico di resistenza nel Sud al pari delle giornate di Napoli)
  • 5. Lista delle stragi avvenute in Italia 3 5-6 ottobre Insurrezione di 23 civili Lanciano Nazisti Subito dopo l'occupazione nazista alcuni 1943 Lanciano gruppi di giovani lancianesi prendono le armi contro gli invasori e li impegnano in due giorni di combattimenti (la rivolta degli martiri ottobrini). Alla fine dell'insurrezione persero la vita 11 ragazzi. Altri 12 civili sarebbero stati uccisi nelle rappresaglie dai nazisti. 7 ottobre Eccidio dei 54 54 civili Bellona Esercito tedesco I tedeschi per ostacolare l'avanzata degli 1943 martiri di alleati, fecero saltare diverse case. In quel Bellona periodo un giovane bellonese, accorso alla difesa della sorella, uccise un soldato tedesco e ne ferì un altro. Per ripicca, il 7 ottobre 1943 i tedeschi fucilarono 54 Bellonesi nei pressi di una cava di tufo. 15 novembre Eccidio di 11 civili Ferrara Squadristi fascisti Rappresaglia in seguito all'uccisione del 1943 Ferrara federale fascista Igino Ghisellini. Fra gli uccisi, sei ebrei italiani. Lo stesso Mussolini affermò trattarsi di "un atto stupido e [2] brutale" 21 novembre Eccidio di 128, di cui 34 al Pietransieri Esercito tedesco Rappresaglia contro la popolazione per il 1943 Pietransieri di sotto dei 10 sospetto che sostenesse le operazioni dei anni, compreso partigiani vicine alla linea Gustav un bambino di un mese 3 gennaio Eccidio di 4 partigiani Casatenovo Brigate Nere Rappresaglia in seguito all'uccisione del 1944 Valaperta di comandate da milite fascista Gaetano Chiarelli. I militi Casatenovo Emilio Formigoni della G.N.R., sparsi per la cascina, sparano all'impazzata nei cortili, incendiando le stalle e i fienili, razziando le case, percuotendo le persone inermi per tre giorni per ottenere i nomi dei partigiani. Vengono fucilati 4 partigiani. 21 gennaio Eccidio di 42 persone Gessopalena (CH) Esercito tedesco Dopo un periodo di numerose razzie nei 1944 Sant'Agata paesi della zona con sporadici omicidi di chi cercava di opporsi, all'alba del 21 gennaio, i militari tedeschi fecero stipare diverse decine di civili in una casa e, dopo aver lanciato contro di essi diverse bombe a mano e sparato a chi cercava di fuggire, diedero fuoco alla casa e ai corpi. Due soli superstiti: una ragazza di 16 anni e un bambino di 7. 11 marzo Eccidio di 10 civili Monticiano Guardia Nazionale Alcuni giovani civili che da poco tempo si 1944 Scalvaia Repubblicana erano dati alla macchia furono circondati e catturati dalla G.N.R.. Durante il combattimento due civili rimasero uccisi mentre 10 furono fucilati subito dopo. Altri 4 furono trasferiti a Siena e fucilati dopo due giorni seguito di un processo sommario, presso la Caserma La Marmora di Siena.
  • 6. Lista delle stragi avvenute in Italia 4 18 marzo Strage di 136 civili Monchio, Susano e Esercito tedesco Per rappresaglia contro la formazione delle 1944 Monchio, Susano compresi donne e Costrignano di prime fazioni partigiane, reparti tedeschi e Costrignano bambini Palagano incendiarono le case ed uccisero le persone che incontravano senza eccezione di donne e bambini, delle frazioni di Monchio, Susano e Costrignano nell'allora comune di Montefiorino. 22 marzo Eccidio di 27 giovani classe Montalto di Militi fascisti Fucilati nei pressi di una scarpata 1944 Montalto 23-24-25 Cessapalombo Cessapalombo provenienti in maggioranza da Tolentino 24 marzo Eccidio delle 335 civili e Roma Esercito tedesco Come atto di rappresaglia in seguito a un 1944 Fosse Ardeatine militari italiani attentato partigiano contro le truppe tedesche avvenuto il giorno precedente in via Rasella, le SS fucilano 335 italiani, prelevati dal carcere di Regina Coeli. 28 marzo Eccidio di 19 giovani Monteriggioni Guardia Nazionale Il 28 marzo 1944, in località la Porcareccia, 1944 Montemaggio partigiani fucilati Repubblicana sul Montemaggio, nel Comune di Monteriggioni, provincia di Siena, furono fucilati dalla Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.) 19 partigiani membri delle formazioni partigiane della Brigata Garibaldi che agiva tra le province di Siena, Pisa e Grosseto. I giovani erano fuggiti per sottrarsi alla leva e arruolarsi con le brigate partigiane nascoste nella zona. Furono trovati e dopo la loro resa con la promessa di aver salva la vita, fucilati. 2 aprile 1944 Eccidio del Pian 27 giovani, tra Pian del Lot, Torino Esercito tedesco Strage perpetrata dai nazisti, su ordine del del Lot civili e partigiani comando tedesco di Torino, verso giovani rastrellati rastrellati, come rappresaglia per l'uccisione di un caporale tedesco da parte di un commando gappista. Le vittime furono mitragliate con le mani legate a gruppi di quattro e gettate in una fossa comune. Alcuni di essi erano ancora in vita quando furono seppelliti da altri prigionieri; ai testimoni fu imposto il silenzio. La riesumazione delle salme avvenne soltanto a guerra finita. 3 aprile 1944 Strage di 50 civili e 1 Cumiana Ss italiane Il 3 aprile 1944, a Cumiana in provincia di Cumiana partigiano Torino, furono fucilati dalle Ss italiane, al comando di ufficiali tedeschi, 50 civili e 1 partigiano, per rappresaglia dopo un'azione delle formazioni Autonome della Val Sangone. Il presunto responsabile, il tenente delle Ss Anton Renninger, nato il 6 agosto 1918 a Bad Kissingen, in Germania, fu chiamato a giudizio dal tribunale militare di Torino nel 1999 (prima udienza: 16 novembre). Non si presentò mai alle poche udienze svolte, adducendo motivi di salute, e morì alcuni mesi più tardi, il 6 aprile 2000.
  • 7. Lista delle stragi avvenute in Italia 5 7-11 aprile Eccidio della 147 fucilati, più Bosio Esercito tedesco e Tentativo di piegare l'appoggio popolare alla 1944 Benedicta quasi 400 Guardia Nazionale nascente Resistenza e rastrellamento delle deportati, la metà Repubblicana prime Brigate partigiane dell'area dei quali morirà ligure-piemontese in Germania, oltre ad un numero imprecisato di contadini della zona uccisi durante gli scontri 30 aprile 1944 Strage di Lipa 269 civili Lipa (Provincia di Esercito tedesco Rappresaglia a seguito dell'uccisione di Fiume - oggi Rijeka in coadiuvato da quattro militari germanici durante l'azione Croazia fascisti italiani intrapresa per difendere il presidio militare fascista della località dell'entroterra di Fiume. L'eccidio venne eseguito in parte bruciando vivi i civili. Successivamente, per nascondere l'accaduto tedeschi e fascisti fecero esplodere [3] i corpi con la dinamite . 4 maggio Eccidio di Monte 63 tra civili e Monte Sant'Angelo, Esercito tedesco e Rappresaglia per le azioni partigiane che 1944 Sant'Angelo partigiani Arcevia (AN) fascisti avevano liberato la zona. 19 maggio Eccidio del 59 prigionieri, di località Fontanafredda Esercito tedesco e Rappresaglia per le azioni partigiane in zona, 1944 Turchino cui 17 risalenti ai presso il passo del Guardia Nazionale con un numero di fucilati superiore a quello rastrellamenti che Turchino Repubblicana previsto dal rapporto 1 a 10 del "bando portarono Kesselring". all'eccidio della Benedicta 26 maggio Eccidio dei 15 15 contadini, Madonna della Pace Esercito tedesco Rappresaglia per l'uccisione di un soldato 1944 Martiri rallestrati tra i tedesco. territori di Subiaco, Agosta, Cervara di Roma, Canterano, Rocca Canterano. 4 giugno 1944 Eccidio de La Giustiziate 14 La Storta, sulla via Esercito tedesco Presi dalla prigione di via Tasso, i 14 uomini Storta persone: 12 Cassia, presso Roma furono portati al 14mo km della via Cassia, italiani, un ebreo in una rimessa e ivi giustiziati. polacco e un inglese 11 giugno Eccidio di Borga 17 persone Borga dei Martiri, Esercito tedesco Rappresaglia per l'uccisione di un sergente 1944 fucilate frazione di Recoaro dell'esercito tedesco. Terme (Vicenza) 20 giugno Eccidio di Fucilati 42 tra Fondotoce (ora Esercito tedesco Dopo essere stati fatti sfilare con un cartello 1944 Fondotoce civili Verbania) denigratorio vengono fucilati 43 tra civili simpatizzanti per simpatizzanti per la resistenza e partigiani, la resistenza e uno dei quali, colpito solo ad un braccio ma partigiani e due creduto morto, si salverà. Altri due erano morti per le morti per via delle torture durante gli torture interrogatori che precedettero la fucilazione. Qualche informazione in Storia di Verbania
  • 8. Lista delle stragi avvenute in Italia 6 22 giugno Eccidio di 40 civili fra Gubbio, (Perugia) Esercito tedesco Dopo l'uccisione, nel pomeriggio del 20 1944 Gubbio (Strage uomini, donne e giugno, da parte dei Gap di un ufficiale dei 40 martiri) ragazzi medico nazista e il ferimento di un altro, l'esercito tedesco rastrella a più riprese la città, nonostante l'intervento del vescovo e le assicurazioni a quest'ultimo del comandante della zona. Vengono presi uomini e donne, giovani e meno giovani. Di notte, alcuni di essi vengono costretti a scavare delle fosse e obbligati ad aspettare il loro "turno"; gli altri vengono legati, fucilati e infine finiti a colpi di pistola. 23 giugno Eccidio della 32 civili La Bettola di Vezzano Esercito tedesco Vengono trucidati 32 civili per rappresaglia 1944 Bettola sul Crostolo dall'esercito tedesco 25 giugno Longarone 3 civili Longarone Belluno Ss. Durante un vasto rastrellamento con 300 Ss a 1944 caccia di partigiani sui monti di Longarone vengono uccisi tre pastori e le loro 400 pecore. 27 giugno Strage di Falzano 10 civili fatti Falzano, Cortona Esercito tedesco Il 26 giugno, dopo aver compito una razzia in 1944 di Cortona esplodere più altri una fattoria della zona, un gruppo di soldati morti uccisi con tedeschi viene bloccato da una formazione di armi da fuoco partigiani: due soldati muoiono e un terzo, ferito, raggiunge i compagni, intenti a supervisionare la riparazione di un ponte da parte di civili della zona. Il gruppo di soldati cerca di muoversi verso Falzano, uccidendo un giovane e bruciandone la casa durante il percorso, ma viene bloccato nuovamente dalla formazione partigiana. Il giorno successivo i tedeschi muovono nuovamente verso Falzano, uccidendo tre persone lungo il percorso e arrestando cinque uomini. Rastrellate altre 6 persone nelle campagne circostanti, vengono rinchiuse insieme agli arrestati in una casa già data alle fiamme il giorno prima e qui fatte saltare con dell'esplosivo. Uno degli uomini nella casa, allora quindicenne, riesce miracolosamente a salvarsi grazie alla caduta di una trave che lo protegge dall'esplosione.
  • 9. Lista delle stragi avvenute in Italia 7 29 giugno Strage di 115 morti a Civitella in Val di Esercito tedesco, Il 18 giugno i partigiani sorprendono nel 1944 Civitella Civitella, 58 a Chiana e frazioni Divisione Herman circolo ricreativo di Civitella quattro giovani Cornia e 71 a San limitrofe di Cornia e Göring soldati tedeschi. Si apre uno scontro a fuoco Pancrazio. Tutti San Pancrazio (Arezzo) in cui cadono uccisi 2 dei militari; un terzo civili, tra cui morirà di lì a poco per le gravi ferite molte donne e riportate. Il locale comando tedesco chiede bambini alla popolazione di fare i nomi dei colpevoli, lanciando un ultimatum di 24 ore. Nessuno collabora e molti civili lasciano il centro abitato per precauzione. Tuttavia i tedeschi non fanno nulla e, dopo alcune perquisizioni, assicurano che non sarà effettuata alcuna rappresaglia. Invece, il mattino del 29 giugno, la temuta strage si consuma. I tedeschi si dividono in tre squadroni, muovendo verso Civitella e le vicine frazioni di Cornia e San Pancrazio. Con estrema violenza i militari entrano nelle case, uccidendo a bruciapelo diversi civili. Nella chiesa di Civitella si sta celebrando la messa per i SS. Pietro e Paolo: i tedeschi irrompono nell'edificio sacro e aprono il fuoco, uccidendo anche il prete. Alla fine si conteranno 244 morti. 29 giugno Strage di 46 morti civili. 11 Guardistallo(Pisa) Esercito tedesco, La mattina del 29 giugno 11 partigiani 1944 Guardistallo partigiani. Divisione Herman vengono passati per le armi. Altri civili Göring inermi sorpresi in casa vengono fatti uscire e trucidati davanti ai parenti, altri vengono rastrellati portati ad un podere vicino al paese e uccisi. alla sera i morti saranno 57. 2 luglio 1944 Eccidio del Colle 26 partigiani Colle del Lys, Torino Esercito tedesco Dopo lunghi combattimenti i nazifascisti del Lys riescono a catturare 26 partigiani; questi vengono prima torturati e poi trucidati sul posto. Molti dei partigiani uccisi provenivano da Cremona. 4 luglio 1944 Strage di 191 morti, tutti Castelnuovo dei Esercito tedesco, Strage a lungo occultata, probabilmente Cavriglia civili maschi fra i Sabbioni, Meleto, San Divisione effettuata come vera e propria strategia 14 e gli 83 anni. Martino, Massa, Le Hermann Göring terrorista Matole. Tutte frazioni del comune di Cavriglia (Arezzo) 11 luglio Eccidio di 15 civili fucilati Padulivo di Vicchio Esercito tedesco Repressione contro la popolazione in seguito 1944 Padulivo davanti alla gente (Mugello, Firenze) al boicottaggio della raccolta del grano per dell'abitato impedire l'approvvigionamento ai nazifascisti
  • 10. Lista delle stragi avvenute in Italia 8 14 luglio Strage di San 65 civili, di cui San Polo di Arezzo Esercito tedesco A seguito di un'operazione dell'esercito 1944 Polo di Arezzo 17 partigiani tedesco per liberare una ventina di commilitoni tenuti prigionieri dai partigiani nel borgo di Pietramala, viene rastrellata tutta la zona circostante e catturati diversi civili. 48 civili (tra cui una donna incinta di 8 mesi e 3 bambini di 7 e 2 anni e 20 giorni) e 17 partigiani verranno uccisi, alcuni lungo il percorso per arrivare a San Polo, altri una volta arrivati a destinazione. Alcuni verranno fucilati ed altri verranno fatti esplodere dopo aver riempito loro di esplosivo le tasche. Alcune donne erano state violentate dopo il rastrellamento. Alcuni prigionieri verranno fatti fuggire da un sottufficiale e da un soldato tedesco, scampando quindi al massacro. 22 luglio Eccidio di 64 civili, in gran Tavolicci di Verghereto Militari I nazifascisti trucidarono 64 civili, di cui 19 1944 Tavolicci parte arsi vivi nazifascisti bambini di età inferiore ai 10 anni, e poi appartenenti al "IV donne e anziani. Le vittime furono sorprese battaglione di all'alba e rinchiuse in una casa al centro del Freiwilligen paese, dove vennero arse vive. I capi famiglia Polizei Bataillon dopo essere stati costretti ad assistere al Italia" - massacro dei familiari furono condotti in una Battaglioni casa vicina dove furono torturati e poi uccisi. autonomi della Nel tragitto i reparti operanti continuarono la Polizia rappresaglia incendiando le case e uccidendo repubblicana. le persone che trovarono. 25 luglio Eccidio del 27 civili, trucidati Passo del Carnaio di Militari I nazifascisti trucidarono 27 civili per 1944 Carnaio per rappresaglia Bagno di Romagna nazifascisti|SS rappresaglia, inermi cittadini furono rinchiusi italiane e naziste presso il locale asilo e poi portati sul Colle del Carnaio per essere uccisi.Il più giovane dei rastrellati fu impiccato durante il tragitto a un palo del telegrafo. Il prete Don Ilario Lazzeroni recatosi nel luogo della strage per chiedere pietà fu barbaramente trucidato assieme agli altri. Alla richiesta di clemenza da parte di coloro che furono trucidati, un originario del luogo appartenente alla polizia fascista rispose: prima le donne poi i bambini 10 agosto Strage di Fucilazione di 15 Milano Il capitano SS Rappresaglia per un presunto attentato subito 1944 Piazzale Loreto partigiani e Theodor Saevecke a Milano il 7 agosto 1944 da un camion antifascisti a e fascisti della tedesco che causò la morte di 6 civili italiani Milano e Repubblica e il ferimento di altri, senza causare vittime vilipendio dei Sociale Italiana tedesche. loro cadaveri esposti in piazza 12 agosto Eccidio di Malga 17 partigiani Malga Zonta, presso Esercito tedesco Durante un rastrellamento nella zona di 1944 Zonta Folgaria Folgaria-Passo Coe le truppe tedesche scovarono un nucleo partigiano a Malga Zonta e, dopo un conflitto a fuoco, fucilarono 17 partigiani.
  • 11. Lista delle stragi avvenute in Italia 9 12 agosto Massacro di Eccidio di 560 Sant'Anna, frazione di 16° Parte di un'operazione di rappresaglia 1944 Sant'Anna di persone, in Stazzema, in provincia Panzergrenadier effettuata durante l'agosto 1944 nella zona, Stazzema pratica l'intero di Lucca SS Reichsfuhrer contro la popolazione locale accusata di borgo, di cui solo appoggiare le operazioni dei partigiani. 391 corpi in Durante l'eccidio furono bruciate vive diverse condizioni tali da decine di persone (da qui la non completa essere identificati identificazione dei corpi). 13 agosto Strage di Borgo 12 giovani Borgo Ticino reparti delle SS, Come rappresaglia del ferimento di tre 1944 Ticino dell'esercito soldati tedeschi viene chiesto un risarcimento tedesco e della Xª 300.000 lire per non fucilare 13 giovani del Flottiglia MAS luogo e dare fuoco al paese. Pagato il risarcimento i giovani verranno fucilati ugualmente dai tedeschi (il capitano tedesco durante un'udienza sulla strage dirà che ""i quattrini non bastano pel sangue-tedesco"), ma uno riuscirà a salvarsi. Successivamente verranno fatti sgombrare con la forza i residenti e razziato e bruciato il paese. Fino al giorno dopo fu impedito ai residenti di rientrare nel paese e di recuperare le salme per dargli sepoltura. 19 agosto Eccidio di San 20 Pescia Esercito tedesco Il 17 agosto, furono assassinati due soldati 1944 Quirico tedeschi nei pressi del paese di San Quirico, sui monti di Pescia, da parte di un gruppo di militi compatrioti disertori. Il mattino del 19, il paese fu circondato da decine di soldati, saccheggiato e dato alle fiamme. La popolazione inerme si raccolse nella chiesa parrocchiale, unico edificio risparmiato dall'incendio. Alle ore 11, fu dato ordine al pievano Don Vincenzo Del Chiaro di radunare un gruppo di uomini del paese per far scavare una fossa nel cimitero capace di contenere 20 cadaveri. Alle 16, il comandante tedesco comunicò che sarebbero stati fucilati venti uomini dei quarantasette fermati il giorno precedente nella strada sottostante il paese. Si trattava di persone provenienti da tutta la Toscana, che erano state messe in libertà dopo aver lavorato alle fortificazioni della Linea Gotica, presso la Lima. 23 agosto Eccidio del 175 civili province di Pistoia e 26° divisione Il 23 Agosto, con il pretesto di eliminare 1944 Padule di Firenze corazzata tedesca bande partigiane, supposte residenti nel Fucecchio padule di Fucecchio,l'esercito tedesco apre fuoco indiscriminato su tutti i civili rifugiati nel padule, con lo scopo di sfuggire ai bombardamenti dei paesi e città circostanti. Nella strage muoiono 175 vittime innocenti tra cui donne vecchi e bambini. 4 settembre Eccidio di San 7 Fiesso Umbertiano, partigiani Uccisi sette componenti di una squadra 1944 Donato Rovigo comunisti annonaria alle dipendenze della locale Amministrazione Comunale. I resti vennero ritrovati solo nel 1983
  • 12. Lista delle stragi avvenute in Italia 10 14 settembre Massacro della 10 civili La Veneggia, Belluno Terzo reggimento Militari nazisti prelevano dieci persone a 1944 Veneggia Ss Polizei caso e le uccidono. Il Bellunese, un territorio "Bozen". in cui la Resistenza era molto attiva, il 13 settembre 1943 fu annesso al III° Reich nell'ambito dell'Alpenvorland che includeva anche le province di Trento e Bolzano. 29 settembre Strage di 770 Marzabotto, Bologna 16° Vengono uccisi gli abitanti di un intero paese 1944 Marzabotto Panzergrenadier Reichsfuhrer (comandato da Walter Reder) 15 ottobre Eccidio di 43 Villamarzana, Rovigo 19° Brigata Nera e Rappresaglia per l'assassinio di quattro militi 1944 Villamarzana truppe tedesche della G.N.R. 19 ottobre Strage del pane o 24 Palermo Militari sparano sulla folla, tra cui donne e bambini, 1944 Strage di Via dell'esercito che manifesta per la mancanza di pane e il Maqueda dell'Italia del Sud carovita 20 ottobre Strage di Gorla 480 Gorla, Milano I piloti di alcuni Vengono uccisi quasi tutti i bambini ed il 1944 bombardieri personale scolastico della scuola elementare americani) Francesco Crispi 19 novembre Eccidio di 4 Pieve Squadra fascista Cinque uomini, abitanti di Pieve Modolena, 1944 Cavazzoli Modolena-Cavazzoli, detta Banda Ferri sono torturati presso Villa Cucchi, sede della Reggio Emilia milizia fascista e luogo di interrogatori e torture. Quattro vengono uccisi, uno riesce a fuggire durante il trasporto dei corpi che sono lasciati in un fosso in località Cavazzoli 26 novembre La Strage della 5 partigiani e 2 Portula, Vercelli Brigata comunista Vengono uccisi 5 partigiani bianchi membri 1944 Missione loro spose Garibaldi-Biella della missione Strassera e successivamente le Strassera (comandata dal mogli di due di loro capo partigiano Gemisto) 2-3 dicembre L'eccidio di 22 civili Portofino SS sotto il Vengono uccisi senza che i motivi vengano 1944 Portofino comando di resi pubblici 22 cittadini italiani detenuti nel Siegfried Engel carcere genovese di Marassi, i loro corpi zavorrati con pietre saranno legati col filo spinato e scaricati in mare. 7 febbraio Eccidio di 17 partigiani Porzûs, Udine Brigata comunista Vengono uccisi 17 membri della Brigata 1945 Porzûs bianchi Garibaldi partigiana cattolica Osoppo, accusati falsamente di collaborare con i nazifascisti, in realtà anti-titini
  • 13. Lista delle stragi avvenute in Italia 11 23 marzo Le fucilazioni di 17 partigiani Cravasco, frazione di SS sotto il 15 partigiani detenuti e altri 5 partigiani che 1945 Cravasco Campomorone comando di si trovano nell'infermeria dove erano stati Siegfried Engel ricoverati (ad uno era stata amputata una gamba) in seguito ad un fallito tentativo di liberare un compagno vengono prelevati dal carcere genovese di Marassi e vengono portati nei pressi del cimitero di Cravasco per essere fucilati come rappresaglia per uno scontro a fuoco del giorno prima tra una decina di partigiani della Brigata "Balilla" e una pattuglia di militari tedeschi in cui morirono otto soldati tedeschi. Due di loro riusciranno a fuggire dal camion che li trasportava durante il viaggio grazie all'aiuto dei compagni, mentre un terzo, solo ferito al collo ma creduto morto, riuscirà a sopravvivere. 24 aprile-27 Strage di Cortile 27 persone Cortile di San Martino, Tedeschi in ritirata Vengono uccise 27 persone aprile 1945 di San Martino Perugia 25-26 Massacro di 10 persone Fonzaso, Provincia di Tedeschi in ritirata Vengono uccisi dieci civili. aprile-27 Frassené di Belluno aprile 1945 Fonzaso 26 aprile 1945 Strage di Narzole 66 persone Narzole, Cuneo Tedeschi in ritirata Vengono uccise 66 persone 26 aprile 1945 Strage di Bivio 13 persone Bivio di Moriglione, Tedeschi in ritirata Vengono uccise 13 persone di Moriglione Cuneo 27 aprile 1945 Strage di 50 persone Saonara, Padova Tedeschi in ritirata Vengono uccise 50 persone Saonara 27 aprile 1945 Strage di 9 persone Rodengo Saiano, Tedeschi in ritirata Vengono uccise 9 persone Rodengo Saiano Brescia 27 aprile 1945 Eccidio di Santa 23 persone Santa Giustina in Colle, Tedeschi in ritirata Vengono uccise 23 persone Giustina in Colle Padova 29 aprile 1945 Strage di 75 persone Castello di Godego, Tedeschi in ritirata Vengono uccise 75 persone Castello di Treviso Godego 29 aprile 1945 Strage di San 32 persone San Martino di Lupari, Tedeschi in ritirata Vengono uccise 32 persone Martino di Padova Lupari 29 aprile 1945 Strage di 22 persone Cervignano del Friuli, Tedeschi in ritirata Vengono uccise 22 persone Cervignano del Udine Friuli 29 aprile 1945 Strage di Villa 14 persone Villa del Conte, Padova Tedeschi in ritirata Vengono uccise 14 persone del Conte 29 aprile 1945 Strage di 12 persone Abbazia Pisani e S. Tedeschi in ritirata Vengono uccise 12 persone Abbazia Pisani e Giorgio in B., Padova S. Giorgio in B. 30 aprile 1945 Strage di 66 persone Grugliasco, Torino Tedeschi in ritirata Vengono uccise 66 persone Grugliasco 30 aprile-2 Strage di 82 persone Valdastico, Vicenza Tedeschi in ritirata Vengono uccise 82 persone maggio 1945 Pedescala maggio 1945 Eccidio di 50 persone Valdobbiadene, Partigiani 50 prigionieri di guerra repubblichini Valdobbiadene Treviso
  • 14. Lista delle stragi avvenute in Italia 12 1 maggio Strage di Ciriè e 8 persone Ciriè e Montanaro, Tedeschi in ritirata Vengono uccise 8 persone 1945 Montanaro Torino 1° maggio Massacro 11 persone Belluno, Tedeschi in ritirata Dopo uno scontro a Belluno in cui cadono 1945 dell'Oltrardo sette partigiani a porte Feltre, una colonna corazzata tedesca supera la città, massacrano 11 cittadini dell’Oltrardo, e viene annientata a Ponte nelle Alpi. Belluno è liberata prima dell’arrivo delle truppe alleate. 2 maggio Strage di 51 persone Avasinis di Trasaghis, Tedeschi in ritirata Vengono uccise 51 persone 1945 Avasinis di Udine Trasaghis 2 maggio Strage di Ovaro 22 persone Ovaro, Udine Tedeschi in ritirata Vengono uccise 22 persone 1945 2 maggio Strage di Val di 10 persone Val di Fiemme, Trento Tedeschi in ritirata Vengono uccise 10 persone 1945 Fiemme 3 maggio Strage di 15 persone Bolzano, Bolzano Tedeschi in ritirata Vengono uccise 15 persone 1945 Bolzano 4 maggio Eccidio di 27 persone: 11 Stramentizzo/Molina di Tedeschi in ritirata Un'autocolonna di SS in ritirata, dopo uno 1945 Stramentizzo partigiani e 16 Fiemme (Trento) scontro a fuoco attacca i villaggi di civili Stramentizzo e Molina di Fiemme, dandoli alle fiamme ed uccidendo rispettivamente 21 e 6 persone. Tra i 21 di Stramentizzo ci sono 11 partigiani, tra i quali Giorgio Marincola [4] [5] (M.O.V.M.) . Dopoguerra Data Nome comune Vittime Luogo Colpevoli Commenti 30 aprile-16 Strage di Oderzo 120-144 persone tra militari Oderzo, Partigiani di una Vengono uccise 120/144 persone, molte maggio 1945 della RSI e allievi ufficiali Treviso brigata Garibaldi a bastonate 4 maggio-5 Strage di Costa 26 persone tra militari della Oneglia, Partigiani di una Vengono uccise 26 persone. maggio 1945 d'Oneglia RSI e sospetti fascisti Imperia brigata Garibaldi 30 aprile-15 Eccidio di 98-365 persone tra militari Codevigo, Partigiani Vengono uccise 98/365 persone, spariti maggio 1945 Codevigo della RSI e sospetti fascisti Padova Comunisti di una molti corpi, una parte verranno ritrovati Brigata Garibaldi negli anni '60 aprile-maggio Strage cartiera numero vittime incerto, stime Carbonera, Partigiani Vengono uccise molte persone, stimate 1945 Mignagola da un minimo di 183 a 900 Treviso comunisti da un minimo di 183 a un massimo di persone, persone fermate per 900, spariti molti corpi, una parte accertamenti ai posti di distrutti, una parte gettati nei fiumi, una blocco, molte persone tra parte interrati nella campagna. militari della RSI, sospetti fascisti, persone danarose aprile-maggio Strage di Monte numero vittime incerto, le Monte Partigiani 1945 Manfrei stime di aggirano intorno ai Manfrei, Prov. comunisti 200 uomini del reparto San di Savona Marco che aveva pattuito la resa coi partigiani tramite l'Ufficiale in Comando.
  • 15. Lista delle stragi avvenute in Italia 13 11 maggio 1945 Eccidio di 17 Pieve di Partigiani Vengono seviziati e uccisi i 7 fratelli Argelato Il Cento Govoni (Dino, Emo, Augusto, Ida, massacro dei Marino, Giuseppe, Primo), e con loro fratelli Govoni Bonora Alberto, Bonora Cesarino, Bonora Ivo, Bonora Ugo, Bonvicini Alberto, Caliceti Giovanni, Malaguti Giacomo, Mattioli Guido, Pancaldi Guido, Testoni Vinicio. 11 maggio 1945 Eccidio di 38 Cadibona di Membri della Cadibona Quiliano scorta o partigiani locali 12 maggio - Strage da 75 a 89 persone tra sospetti Vercelli, Partigiani di una Non si poté mai accertare il numero giorni dell'Ospedale fascisti e famigliari e persone Vercelli brigata Garibaldi delle vittime, né l'identità - Alcuni autori successivi- Psichiatrico di in stato di arresto per errore saranno condannati nel processo del 1945 Vercelli 1948 6 luglio 1945 Eccidio di Schio 54 persone tra sospetti fascisti Schio, Partigiani di una Alcuni autori condannati ripareranno e famigliari e persone in stato Vicenza brigata Garibaldi e oltre la Cortina di ferro di arresto per errore della connessa polizia ausiliaria partigiana 7 luglio 1945 Eccidio dei conti 5 persone appartenenti al Lugo di Partigiani Alcuni autori condannati usufruiranno Manzoni mondo fascista e cattolico Romagna, comunisti della amnistie. Ravenna 20 novembre Strage di 10 persone Cascina 4 Banditi siciliani Ultime 3 condanne a morte in Italia, 1 1945 Villarbasse Simonetto, condannato in contumacia viene ucciso Villarbasse, dalla mafia di Mezzojuso (PA) Torino 18 agosto 1946 Strage di Da 60 a 110 persone Vergarolla, Sconosciuto Fonti degli archivi britannici parlano di Vergarolla Pola una responsabilità dell' OZNA, il servizio segreto jugoslavo. 1945-1949 Volante Rossa molte persone uccise, molti Milano Partigiani di una Alcuni autori condannati ripareranno corpi spariti brigata oltre la Cortina di ferro Italia repubblicana Data Nome comune Vittime Luogo Colpevoli Commenti 1 maggio Strage di 11 (2 Piana degli Mandanti politici. Esecutori: la banda di Gli uomini di Giuliano 1947 Portella della bambini e 9 Albanesi, Palermo Salvatore Giuliano / Stati Uniti (contatti spararono con un mitragliatore Ginestra adulti) più 27 accertati tra Giuliano e Charles Poletti della sulla folla. feriti CIA). 21 Strage di 4 (3 Canicattì, Colpi di arma da fuoco verso i dicembre Canicattì contadini e 1 Agrigento carabinieri dopo la 1947 carabiniere) manifestazione regionale più di 20 indetta dalla CGIL per feriti, tra cui l'imponibile di manodopera. 3 carabinieri 29 ottobre Strage di 3 contadini Melissa, Crotone In seguito all'occupazione delle 1949 Melissa 13 feriti terre incolte da parte dei contadini, furono uccise dalla Celere tre persone.
  • 16. Lista delle stragi avvenute in Italia 14 9 gennaio Eccidio delle 6 Modena Polizia Sei operai rimangono uccisi 1950 Fonderie dalla polizia in una Riunite di manifestazione che chiedeva la Modena riapertura della fabbrica. 5-6 Rivolta di 6 Trieste Polizia e esercito britannico Sei persone rimangono uccise novembre Trieste dalla polizia e dall'esercito 1953 britannico in una manifestazione che chiedeva l'annessione di Trieste all'Italia. 7 luglio Strage di 5 Reggio Emilia Polizia Cinque operai iscritti al PCI 1960 Reggio Emilia rimangono uccisi nel corso di una manifestazione sindacale repressa dalla polizia 30 giugno Strage di 7 Palermo Mafia La strage avvenne nell'ambito 1963 Ciaculli della Prima guerra di mafia. Le vittime furono tutti membri delle forze dell'ordine che morirono a seguito dell'esplosione di un'Alfa Romeo Giulietta imbottita di esplosivi. 25 giugno Strage di Cima 4 più un Cima Vallona e BAS Befreiungsausschuss Südtirol - Comitato Il più cruento attentati compiuti 1967 Vallona ferito Sega Digon per la liberazione del Sudtirolo dalle BAS: dopo aver abbattuto un traliccio provocando una vittima, esse disseminarono il territorio di mine, una di queste fu attivata dalla squadra inviata ad indagare, provocando altri 3 morti 10 Strage di Viale 6 più 2 feriti Palermo Mafia La strage avvenne nell'ambito dicembre Lazio della lotta tra i Corleonesi e la 1969 cosca del boss Michele Cavataio 12 Strage di 16 più 88 Milano Ignoti - Attualmente, dopo 37 anni, non è Una bomba scoppia all'interno dicembre Piazza Fontana feriti ancora stata emessa una condanna definitiva della Banca dell'Agricoltura, 1969 per la strage. Il 3 maggio 2005 sono stati assolti facendo 16 morti e 88 feriti. definitivamente gli ultimi indagati. Non vi è attualmente alcun provvedimento giudiziario aperto. Franco Freda e Giovanni Ventura, neofascisti, sono stati accusati come esecutori materiali della strage. Assolti per insufficienza di prove in 3 processi (1981, 1984, 1985), sono dichiarati non più imputabili nel processo del 1999 a causa delle assoluzioni precedentemente ottenute. Delfo Zorzi, neofascista, ammetterà, nel 1990 di aver piazzato personalmente la bomba nella banca. Fuggito in Giappone nel 1974 ne acquisirà la cittadinanza che gli permetterà l'immunità da ogni vicenda giudiziaria. Il Giappone rifiuterà le richieste di estradizione dall'Italia.
  • 17. Lista delle stragi avvenute in Italia 15 22 luglio Strage di Gioia 6 Gioia Tauro Ignoti (sospettati 'Ndrangheta ed eversione Un ordigno squassa le rotaie nei 1970 Tauro nera) pressi della stazione di Gioia Tauro causando il deragliamento del Direttissimo PT (Treno del Sole) dopo la decisione di fissare Catanzaro come capoluogo di regione a scapito di Reggio Calabria. 31 Strage di 3 Peteano di Vincenzo Vinciguerra, appartenente a Ordine Una telefonata segnala ai maggio Peteano Sagrado (Gorizia) Nuovo carabinieri la presenza di 1972 un'auto sospetta. L'auto esplode durante il sopralluogo effettuato da tre carabinieri. 15 aprile Rogo di 2 Roma Achille Lollo, Marino Clavo, Manlio Grillo, Muoiono due suoi figli, i fratelli 1973 Primavalle attivisti di Potere Operaio, incendiano, nella Mattei, il più piccolo aveva 11 notte, l'abitazione del segretario della locale anni. sezione del MSI. Saranno aiutati a espatriare all'estero da dirigenti dell'Organizzazione. 17 Strage della 4 Milano Esecutore materiale Gianfranco Bertoli; Durante il corteo in occasione maggio Questura di mandanti ignoti dell'anniversario dell'omicidio 1973 Milano Calabresi il Bertoli, seguace delle teorie di Max Stirner lancia una bomba a mano tra la folla. 17 Strage di 30 morti, Aeroporto di terrorismo palestinese-Abu Nidal Un commando di terroristi dicembre Fiumicino oltre 15 feriti Roma Fiumicino palestinesi fa irruzione 1973 1973 all'Aeroporto di Fiumicino gettando bombe su un aereo della Pam-Am. Sequestrarono un aereo della Lufthansa e fuggirono a Kuwait City. 9 e 10 Strage di 7 Alessandria Carcerati Una rivolta interna al carcere di maggio Alessandria Alessandria provocò 7 morti e 1974 14 feriti. 28 Strage di 8 Brescia Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Maurizio Una bomba scoppia, in maggio Piazza della Tramonte, di Ordine Nuovo sono tuttora adiacenza ai portici della 1974 Loggia indagati per "strage" piazza, durante una manifestazione sindacale. 17 giugno Attacco alla 2 Padova Roberto Ognibene, Fabrizio Pelli, Susanna Un gruppo di fuoco fa irruzione 1974 sede MSI di Ronconi, Giorgio Semeria, Martino Serafini, nella sede MSI di Padova e Padova delle Brigate Rosse giustizia con un colpo alla testa due persone trovate nei locali. 4 agosto Strage 12 Espresso Appartenenti a Ordine Nero per vendicare la Una bomba esplode in una 1974 dell'Italicus Roma-Brennero, morte del militante Giancarlo Esposti carrozza del treno Italicus presso San all'uscita della galleria della Benedetto Val di direttissima Bologna-Firenze. Sambro
  • 18. Lista delle stragi avvenute in Italia 16 7 gennaio Strage di Acca 3 Roma Rivendicato dai Nuclei Armati per il Un commando di fuoco uccide 1978 Larentia Contropotere Territoriale due attivisti del MSI. Durante i tafferugli che seguono, un capitano dei Carabinieri uccide un terzo attivista. Durante una manifestazione per commemorare il primo anniversario della strage, un poliziotto uccide un quarto attivista. 16 marzo Strage di via 5 Via Mario Fani, Brigate Rosse/ma c'è l'ombra della CIA Un commando delle BR assalta 1978 Fani Roma l'auto di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, sequestrandolo e uccidendo due carabinieri e tre poliziotti della scorta 3 maggio Attacco alla 2 Roma, Roma Brigate Rosse 2 Agenti vengono trucidati ed 1979 sede regionale un terzo ferito DC per il Lazio 10 Strage del 3 San Gregorio, Mafia 3 Carabinieri vengono trucidati novembre casello Catania per far evadere il cassiere della 1979 autostradale mafia di Catania 27 giugno Strage di 81 Ustica, Palermo Ignoti Un aereo DC-9 esplode sopra il 1980 Ustica mare al largo di Ustica 2 agosto Strage della 85 Bologna Ignoti 1980 stazione di Bologna 26 agosto Strage di 3 Salerno Brigate Rosse Un gruppo di terroristi attacca 1982 Salerno una pattuglia di militari per impossessarsi delle loro armi. Due muoiono nel conflitto a fuoco, un terzo pochi giorni dopo per le ferite riportate. 3 Strage di via 3 Palermo Mafia - Pino Greco, Antonino Madonia, Rappresaglia contro la lotta alla settembre Carini Calogero Ganci mafia in cui muoiono il Prefetto 1982 Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. 29 luglio Strage Chinnici 4 morti, 15 Via Federico Mafia-Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, La bomba esplode all'interno di 1983 feriti Pipitone, Palermo Giovanni Brusca un'autovettura imbottita di tritolo.Muoiono il magistrato Rocco Chinnici, due agenti di scorta e il portiere dello stabile. 26 agosto Strage dei 8 Circolo dei Camorra episodio inserito nella guerra di 1984 pescatori Pescatori di Torre camorra per il controllo del Annunziata Vesuviano 23 Strage del 17 morti, 250 Rapido 904 Mafia-Pippo Calò, Guido Cercola La bomba esplode all'interno dicembre Rapido 904 feriti Napoli-Milano, in della Galleria della 1984 galleria presso Direttissima, la stessa del treno San Benedetto Val Italicus. di Sambro
  • 19. Lista delle stragi avvenute in Italia 17 2 aprile Strage di 3 morti, 3 Pizzolungo, Erice Mafia In un attentato al giudice Carlo 1985 Pizzolungo feriti Palermo, muoiono Barbara Asta e i due figli 27 Strage di 13 morti, 77 Aeroporto di terrorismo palestinese-Abu Nidal Un commando di quattro dicembre Fiumicino feriti Roma Fiumicino terroristi palestinesi fa irruzione 1985 1985 all'Aeroporto di Fiumicino sparando e gettando bombe a mano sulla folla davanti ai banchi di check-in delle compagnie El Al e TWA. Contemporaneamente, un attentato analogo all'aeroporto Schwechat di Vienna fa tre morti e quaranta feriti 4 gennaio Strage del 3 Bologna Banda della Uno bianca tre carabinieri uccisi 1991 Pilastro 23 Strage di 5 Capaci, Palermo Mafia Tra le vittime c'era il giudice maggio Capaci Giovanni Falcone 1992 19 luglio Strage di via 6 Palermo Mafia Tra le vittime c'era il giudice 1992 D'Amelio Paolo Borsellino 27 Strage di via 5 via dei Georgofili, Mafia Un'autobomba esplode nei maggio dei Georgofili Firenze pressi del museo degli Uffizi, 1993 uccidendo cinque persone e provocando ingenti danni alla quattrocentesca Torre dei Pulci. 27 luglio Bomba di via 5 Milano Mafia Un'autobomba uccide due vigili 1993 Palestro del fuoco, un vigile urbano e un immigrato marocchino. Contemporaneamente, altre due autobombe esplodono a Roma, in piazza San Giovanni in Laterano e davanti alla chiesa di San Giorgio al Velabro, provocando in tutto una decina di feriti. 3 febbraio Strage del 20 Cavalese United States Navy Un aereo militare USA tranciò 1998 Cermis di netto i cavi della funivia del Cermis provocando la caduta della cabina con all'interno 19 turisti e il manovratore. 28 Strage di 6 Castelvolturno Camorra Uccisi tre ghanesi, un italiano, settembre Castelvolturno un liberiano e un cittadino del 2008 Togo.
  • 20. Lista delle stragi avvenute in Italia 18 Bibliografia • Maurizio Calvi, Alessandro Ceci, Angelo Sessa, Guilio Vasaturo. Le date del terrore. La genesi del terrorismo italiano e il microclima dell'eversione dal 1945 al 2003. Roma, Luca Sossella Editore, 2003. ISBN 88-87995-58-3. • G. C. Marino, La Sicilia delle stragi, Roma, Newton & Compton, 2007. • Gianpaolo Pansa, Il sangue dei vinti, Milano, Sperling & Kupfer editore, 2003 pag. 153 - 178. • Pasquale Totaro, Memorie dimenticate, pag. 94, 2007, Torino, La Nuova Grafica, ([6]) • Luca Telese, "Cuori Neri", S&K, 2006 Voci correlate • Vittime degli anni di piombo e della strategia della tensione • Lupara bianca Collegamenti esterni • Centro di documentazione storico politica su stragismo, terrorismo e violenza politica [7] • La strage del pane di Palermo [8] • La strage di Biscari (13-14 luglio 1943) [9] • La strage di Canicattì, 21 dicembre 1947 [10] • Strage alleata di Canicattì (14 luglio 1943) [11] • http://www.eccidi1943-44.toscana.it/azioni_tedesche_contro_civili.htm Note [1] Si veda Tragici fatti del '43 a Canicattì (http:/ / www. solfano. it/ canicatti/ tragicifatti43. html) e en:Canicatti slaughter [2] Gli ebrei nella Ferrara fascista (http:/ / daniele. apicella. com/ novecento/ libro/ ferruzzi. htm) [3] A Lipa un crimine contro l'Umanità (http:/ / www. rigocamerano. org/ fiudecleva. htm) [4] Storia di Giorgio Marincola (http:/ / www. razzapartigiana. it/ index. php?code=1). www.razzapartigiana.it. URL consultato il 19-04-2010. [5] Eccidio di Stramentizzo (http:/ / www. valdifiemme. it/ parrocchia. molina/ eccidio. htm). www.valdifiemme.it. URL consultato il 19-04-2010. [6] http:/ / www. italiatibet. org/ fonti/ libri/ libro. pdf [7] http:/ / www. cedost. it/ [8] http:/ / www. provincia. palermo. it/ pls/ provpalermo/ V3_S2EW_CONSULTAZIONE. mostra_pagina?id_pagina=1619 [9] http:/ / www. corrieredigela. it/ leggi. asp?idn=CDG224242& idc=1 [10] http:/ / www. perlasicilia. it/ canicattì/ storia/ strage_21. dicembre. 1947/ index. HTM [11] http:/ / www. solfano. it/ canicatti/ tragicifatti43. html
  • 21. Portella della Ginestra 19 Portella della Ginestra Coordinate geografiche: 37°58′34″N 13°15′20″E Portella della Ginestra è una località montana in provincia di Palermo, situata nei pressi del paese di Piana degli Albanesi. Prende il nome dai fiori selvatici che vi sbocciano in abbondanza in primavera, ed è nota per essere stata teatro della strage del 1º maggio 1947. Sul luogo della tragedia ora sorge un memoriale, opera dell'artista Ettore de Conciliis, costituito da numerose iscrizioni incise su pietre locali di grandi dimensioni, poste attorno al "sasso di Barbato", che prende il nome dal chianoto Nicola Barbato, che fu fra i fondatori dei Fasci siciliani. La strage Eccidio di Portella della Ginestra Salvatore Giuliano fu identificato come il responsabile della strage di Portella Luogo Portella della Ginestra Obiettivo Piana degli Albanesi Data 1º maggio 1947 10:15 Tipologia massacro Morti 11 Feriti 27 Sospetti Salvatore Giuliano e la sua banda Motivazione politica Il 1° maggio 1947, nell'immediato dopoguerra, si tornava a festeggiare la festa dei lavoratori, spostata al 21 aprile durante il regime fascista. Circa duemila lavoratori della zona di Piana degli Albanesi, in prevalenza contadini, si riunirono nella vallata di Portella della Ginestra per manifestare contro il latifondismo, a favore dell'occupazione delle terre incolte, e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle recenti elezioni per l'Assemblea Regionale Siciliana, svoltesi il 20 aprile di quell'anno e nelle quali la coalizione PSI - PCI aveva conquistato 29 rappresentanti (con il 29% circa dei voti) contro i soli 21 della DC (crollata al 20% circa). Sulla gente in festa partirono dalle colline circostanti numerose raffiche di mitra che lasciarono sul terreno, secondo le fonti ufficiali, 11 morti (9 adulti e 2 bambini) e 27 feriti, di cui alcuni morirono in seguito per le ferite riportate. La CGIL proclamò lo sciopero generale, accusando i latifondisti siciliani di voler “soffocare nel sangue le organizzazioni dei lavoratori”[1] . Solo quattro mesi dopo si seppe che a sparare materialmente erano stati gli uomini del bandito separatista Salvatore Giuliano, colonnello dell'E.V.I.S.. Il rapporto dei carabinieri sulla strage faceva chiaramente riferimento ad "elementi reazionari in combutta con i mafiosi locali".
  • 22. Portella della Ginestra 20 Nel 1949 Giuliano scrisse una lettera ai giornali, in cui affermava lo scopo politico della strage. Questa tesi fu smentita dall'allora ministro degli Interni Mario Scelba. Nel 1950, il bandito Giuliano fu assassinato dal suo luogotenente Gaspare Pisciotta, il quale morì avvelenato in carcere quattro anni più tardi, dopo aver affermato di voler rivelare i nomi dei mandanti della strage. Attualmente vi sono forti dubbi sul fatto che Pisciotta fosse l'autore dell'omicidio, come è stato fatto osservare nella trasmissione Blu notte ed emerge dal lavoro di Alberto Di Pisa e Salvatore Parlagreco [2] . Le vittime Queste le vittime commemorate dalla lapide posta sul luogo del massacro: 1. Margherita Clesceri 2. Giorgio Cusenza 3. Giovanni Megna (18 anni) 4. Giovanni Grifò (12 anni) 5. Vincenza La Fata (8 anni) 6. Giuseppe Di Maggio (7 anni) 7. Filippo Di Salvo 8. Francesco Vicari 9. Castrenze Intravaia (18 anni) 10. Serafino Lascari (15 anni) 11. Vito Allotta (19 anni) le vittime sono 14 Le prime ipotesi Sul movente dell'eccidio furono formulate alcune ipotesi già all'indomani della tragedia. Il 2 maggio 1947 il ministro Scelba intervenne all'Assemblea Costituente, affermando che dietro all'episodio non vi era alcuna finalità politica o terroristica, ma che doveva essere considerato un fatto circoscritto, e identificò in Salvatore Giuliano e nella sua banda gli unici responsabili. Il processo del 1951, dapprima istruito a Palermo, poi spostato a Viterbo per legittima suspicione, si concluse con la conferma di questa tesi, con il riconoscimento della colpevolezza di Salvatore Giuliano (morto il 5 luglio 1950, ufficialmente per mano del capitano Antonio Perenze) e con la condanna all'ergastolo di Gaspare Pisciotta e di altri componenti la banda. Pisciotta durante il processo, oltre ad attribuirsi l'assassinio di Giuliano, lanciò pesanti accuse sui presunti mandanti politici della strage.[3] « Coloro che ci avevano fatto le promesse si chiamavano così: L'onorevole deputato democristiano on. Bernardo Mattarella,l'onorevole deputato regionale Giacomo Cusumano Geloso,il principe Giovanni Alliata di Montereale, l'onorevole monarchico Tommaso Leone Marchesano e anche il signor Scelba… Furono Marchesano, il principe Alliata, l'onorevole Mattarella a ordinare la strage di Portella… Dopo le elezioni del 18 aprile 1948, Giuliano mi ha mandato a chiamare e ci siamo incontrati con Mattarella e Cusumano; l'incontro tra noi e i due mandanti è avvenuto in contrada Parrini, dove Giuliano ha chiesto che le promesse fatte prima del 18 aprile fossero mantenute. I due tornarono allora da Roma e ci hanno fatto sapere che Scelba non era d'accordo con loro, che egli non voleva avere contatti con i banditi.  » La seconda ipotesi fu quella sostenuta da Girolamo Li Causi in sede parlamentare, dalle forze di sinistra e dalla CGIL, secondo la quale il bandito Giuliano era solo l'esecutore del massacro: i mandanti, gli agrari e i mafiosi, avevano voluto lanciare un preciso messaggio politico all'indomani della vittoria del Blocco del Popolo alle elezioni regionali.[4] In seguito ai riscontri emersi dal processo, diversi parlamentari socialisti e comunisti denunciarono i rapporti tra esponenti delle istituzioni, mafia e banditi. Intervenendo alla seduta della Camera dei deputati del 26 ottobre 1951, lo stesso Li Causi affermava:
  • 23. Portella della Ginestra 21 « Tutti sanno che i miei colloqui col bandito Giuliano sono stati pubblici e che preferivo parlargli da Portella della Ginestra nell'anniversario della strage. Nel 1949 dissi al bandito: "ma lo capisci che Scelba ti farà ammazzare? Perché non ti affidi alla giustizia, perché continui ad ammazzare i carabinieri che sono figli del popolo come te?". Risposta autografa di Giuliano, allegata agli atti del processo di Viterbo: "Lo so che Scelba vuol farmi uccidere perché lo tengo nell'incubo di fargli gravare grandi responsabilità che possono distruggere la sua carriera politica e finirne la vita". È Giuliano che parla. Il nome di Scelba circolava tra i banditi e Pisciotta ha preteso, per l'attestato di benemerenza, la firma di Scelba; questo nome doveva essere smerciato fra i banditi, da quegli uomini politici che hanno dato malleverie a Giuliano. C'è chi ha detto a Giuliano: sta tranquillo perché Scelba è con noi; Tanto è vero che Luca portava seco Pisciotta a Roma, non a Partinico, e poi magari ammiccava: hai visto che a Roma sono d'accordo con noi? » Opinioni recenti In tempi più prossimi la tesi delle collusioni ad altissimo livello, fino al capolinea del Quirinale, è stata assunta e rilanciata da Sandro Provvisionato, in Misteri d'Italia (Laterza 1994), e da Carlo Ruta, il quale nel prologo de Il binomio Giuliano Scelba (Rubbettino 1995) scrive: « Sugli scenari che si aprirono con Portella della Ginestra, alcuni quesiti rimangono aperti ancora oggi: fino a che punto quegli eventi tragici videro realmente delle correità di Stato? E quali furono al riguardo le effettive responsabilità, dirette e indirette, di taluni personaggi chiamati in causa per nome dai banditi e da altri? Fra l'oggi e quei lontani avvenimenti vige, a ben vedere, un preciso nesso. Nel pianoro di Portella venne forgiato infatti un peculiare concetto della politica che giunge in sostanza sino a noi. » Una tesi recente Una tesi più grave, recente, attribuisce invece la strage ad una coincidenza di interessi tra i post-fascisti legati alla Xª Flottiglia MAS di Junio Valerio Borghese, i servizi segreti USA (preoccupati dell'avanzata socialista - comunista in Italia) ed i latifondisti siciliani.[5] « I rapporti desecretati dell'Oss e del Cic (i servizi segreti statunitensi della Seconda guerra mondiale), che provano l'esistenza di un patto scellerato in Sicilia tra la cosiddetta “banda Giuliano” e le forze paramilitari del fascismo di Salò (in primis, la Decima Mas di Junio Valerio Borghese e la rete eversiva del principe Pignatelli nel meridione) sono il risultato di [6] una ricerca promossa e realizzata negli ultimi anni da Nicola Tranfaglia (Università di Torino), dal ricercatore [7] indipendente Mario J. Cereghino e da chi scrive . » [8] ( da Edscuola, Dossier a cura del prof. Giuseppe Casarrubea ) « Il Giuliano allora si è avvicinato a me chiedendomi dove fosse mio fratello. Ho risposto che si trovava in paese con un foruncolo. Egli allora mi ha detto: 'E' venuta la nostra liberazione'. Io ho chiesto: -E qual è?- Ed egli di rimando mi disse: 'Bisogna fare un'azione contro i comunisti: bisogna andare a sparare contro di loro, il 1° maggio a Portella della Ginestra. Io ho risposto dicendo che era un'azione indegna, trattandosi di una festa popolare alla quale avrebbero preso parte donne e [9] bambini ed aggiunsi: 'Non devi prendertela contro le donne ed i bambini, devi prendertela contro Li Causi e gli altri capoccia' » (Dichiarazione di Gaspare Pisciotta) Non fu mai possibile dimostrare la veridicità di questo scenario, tramite testimonianza diretta, perché Giuliano fu ucciso nel 1950. Il probabile assassino, il suo luogotenente Gaspare Pisciotta, venne a sua volta ucciso nel 1954, avvelenato in carcere con della stricnina nel caffè, dopo aver preannunciato rivelazioni sulla strage. Sosteneva di aver ucciso Giuliano dietro istruzioni del Ministro dell'Interno Mario Scelba e di aver raggiunto un accordo con il colonnello Ugo Luca, comandante delle forze anti banditismo in Sicilia, di collaborare, a condizione che non fosse condannato e che Luca sarebbe intervenuto in suo favore qualora fosse stato arrestato.
  • 24. Portella della Ginestra 22 « Il nominato Gaspare Pisciotta di Salvatore e di Lombardo Rosalia, nato a Montelepre il 5 marzo 1924, raffigurato nella fotografia in calce al presente, si sta attivamente adoperando - come da formale assicurazione fornitami nel mio ufficio in data 24 giugno c. dal colonnello Luca - per restituire alla zona di Montelepre e comuni vicini la tranquillità e la concordia, cooperando per il totale ripristino della legge. » [10] (stralcio dell' attestato di benemerenza rilasciato al bandito Gaspare Pisciotta a firma del ministro Mario Scelba) Film sulla strage di Portella della Ginestra • Segreti di Stato • Salvatore Giuliano Voci correlate • Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia • Gaspare Pisciotta • Movimento Indipendentista Siciliano • Salvatore Giuliano Bibliografia • Giuseppe Casarrubea. Storia segreta della Sicilia. Dallo sbarco alleato a Portella della Ginestra. Bompiani • Giuseppe Casarrubea. Tango Connection. L'oro nazifascista, l'America Latina e la guerra al comunismo in Italia. 1943-1947 ". Bompiani • Giuseppe Casarrubea. Fra' Diavolo e il governo nero. «Doppio Stato» e stragi nella Sicilia del dopoguerra. Franco Angeli editore • Giuseppe Casarrubea. Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato. Franco Angeli editore • Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino. Salvatore Giuliano. Morte di un capobanda e dei suoi luogotenenti. Franco Angeli editore • Carlo Lucarelli. Il bandito Giuliano in Nuovi misteri d'Italia. I casi di Blu Notte. Torino, Einaudi, 2004. pp. 3-24. ISBN 8806176405. • Carlo Ruta. Il binomio Giuliano-Scelba. Un mistero della Repubblica?. Rubbettino editore, Soveria Mannelli, 1995 • Carlo Ruta. Giuliano e lo Stato. Documenti sul primo intrigo della Repubblica. Edi.bi.si., Messina 2004 • Carlo Ruta. Il processo. Il tarlo della Repubblica. Eranuova, Perugia 1994 • Francesco Petrotta. Portella della Ginestra. La ricerca della verità. Ediesse, 2007 (realizzato dalla Camera del Lavoro di Palermo e dalla Fondazione Di Vittorio [11]) ISBN 8823012011 Collegamenti esterni • Portella sul sito Misteri d'Italia [12] • Nonsoloportella.splinder.com [13] • Edscuola.com [14] • Rapporto sui legami fra Giuliano ed i fascisti [15] • centro [[Peppino Impastato [16]]] • Le inchieste [17] • stragi Dossier a cura di Giuseppe Casarrubea. Inchiesta di Giuseppe Casaribea [[Partinico [18]]] • L'attestato di benemerenza rilasciato al bandito Gaspare Pisciotta a firma del ministro Scelba [10] • LE STRAGI DEL 47 NEI RAPPORTI DI POLIZIA [19]
  • 25. Portella della Ginestra 23 • Documenti statunitensi e italiani sulla banda Giuliano, la Decima Mas e il neofascismo in Sicilia di [[Giuseppe Casarrubea [18]]] Note [1] Maria Gigliola Toniollo -Il Popolo di Portella della Ginestra (http:/ / www. cgil. it/ org. diritti/ documenti/ paesi_00007. htm), su cgil.it [2] Il grande intrigo. Parte prima (http:/ / www. parlagreco. it/ leggi. asp?tp=sc& idat=6& idsat=20& idarg=714& c=Le+ Storie& sc=Libri) [3] Archivio '900: 1950. Il bandito Giuliano (http:/ / www. archivio900. it/ it/ documenti/ doc. aspx?id=174) [4] Fabrizio Loreto, La memoria della strage di Portella della Ginestra (http:/ / www. fondazionedivittorio. it/ up/ docs/ Loreto_pdf. pdf) [5] Giuseppe Casarrubea; Mario J. Cereghino, Tango connection, Milano, Bompiani, 2007. [6] biografia di Nicola Tranfaglia (http:/ / www. mediamente. rai. it/ HOME/ BIBLIOTE/ biografi/ t/ tranfagl. htm) [7] Coordinamento delle ricerche presso gli Archivi Nazionali degli Stati Uniti (NARA, College Park, Maryland) e l'Archivio Centrale dello Stato (Roma): Nicola Tranfaglia (Università di Torino), Giuseppe Casarrubea (Palermo), Mario J. Cereghino (San Paolo del Brasile)... [8] http:/ / www. edscuola. com/ archivio/ interlinea/ banda_giuliano. htm [9] Intervento di [[Girolamo Li Causi (http:/ / www. leinchieste. com/ guliano_documenti2. htm)] all'Assemblea Costituente relativo a Portella della Ginestra nella seduta del 15 luglio 1947] [10] http:/ / www. leinchieste. com/ scelba_portella. htm [11] http:/ / www. fondazionedivittorio. it/ news_view. php?id=2244 [12] http:/ / www. misteriditalia. com/ giuliano/ strage-portella/ [13] http:/ / nonsoloportella. splinder. com [14] http:/ / www. edscuola. com/ archivio/ interlinea/ interlinea13. html [15] http:/ / montagna-longa. noblogs. org/ post/ 2006/ 05/ 06/ il-fascista-giuliano-i-legami-tra-il-bandito-e-l-estrema-destra-di-attilio-bolzoni-tratto-da-la-repubblica-sabato-28-aprile-2007 [16] http:/ / www. centroimpastato. it/ publ/ online/ portella_narcomafie. php3 [17] http:/ / www. leinchieste. com [18] http:/ / www. leinchieste. com/ casarrubea_dossier_stragi. htm [19] http:/ / www. edscuola. com/ archivio/ interlinea/ stragi_47. htm Strage di piazza Fontana Coordinate geografiche: 45°27′47″N 9°11′39″E Strage di Piazza Fontana L'interno della Banca Nazionale dell'Agricoltura dopo l'attentato. Luogo Milano Obiettivo Sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura Data 12 dicembre 1969 16.37 Tipologia Esplosione Morti 17 Feriti 88 Esecutori Ignoti
  • 26. Strage di piazza Fontana 24 Sospetti Terrorismo neofascista Motivazione Eversione; Strategia della tensione La strage di piazza Fontana fu conseguenza di un grave attentato terroristico avvenuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano, quando, alle 16:37[1] , una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana, provocando la morte di diciassette persone ed il ferimento di altre ottantotto. Per la sua gravità e rilevanza politica, tale strage ha assunto un rilievo storico primario venendo convenzionalmente indicata quale primo atto della strategia della tensione. Una seconda bomba fu rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, furono fatti i rilievi previsti, e successivamente fu fatta brillare[2] distruggendo in tal modo elementi probatori di possibile importanza per risalire all'origine dell'esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni. Una terza bomba esplose a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collegava l'entrata di via Veneto con quella di via di San Basilio della Banca Nazionale del Lavoro, facendo tredici feriti. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all'Altare della Patria e l'altra all'ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, facendo quattro feriti. Si contarono dunque cinque attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, concentrati, tra il primo e l'ultimo, in un lasso di tempo di soli 53 minuti, a colpire contemporaneamente le due maggiori città d'Italia, Roma e Milano. Sebbene la vicenda sia tuttora oggetto di controversie, le responsabilità di questi attacchi possono essere ricondotte a gruppi eversivi di estrema destra, che miravano a un inasprimento di politiche repressive e autoritarie tramite l'instaurazione di un clima di tensione nel paese. Periodo storico Il periodo storico è quello della contestazione studentesca e segna l'inizio della strategia della tensione: tra il 1968 e il 1974 verranno compiuti 140 attentati, quello di Piazza Fontana è uno dei più gravi; verrà ricordato insieme alla strage di Bologna come uno dei peggiori eventi della storia italiana del dopoguerra. Nella situazione politica precedente e culminante con questa strage sono state ravvisate molte similitudini con la fase preparatoria in Grecia del colpo di stato del 1967. Le indagini Le indagini iniziali Le indagini vennero orientate inizialmente nei confronti di tutti i gruppi in cui potevano esserci possibili estremisti, furono fermate per accertamenti circa 80 persone[3] , in particolare degli anarchici del Circolo anarchico 22 marzo. Il 12 dicembre l'anarchico Giuseppe Pinelli (già fermato ed interrogato con altri anarchici nella primavera 1969 per alcuni attentati[4] , successivamente anche questi rivelatisi in realtà di matrice neofascista), viene fermato e interrogato a lungo in Questura ed il 15 dicembre, dopo tre giorni di interrogatori, Pinelli precipita dal quarto piano della questura milanese e muore. L'inchiesta giudiziaria, coordinata dal sostituto Procuratore Gerardo D'Ambrosio, individuò la causa della morte in un "malore attivo", in seguito al quale l'uomo sarebbe caduto da solo, sporgendosi troppo dalla ringhiera del balcone della stanza: fu accertato che il commissario Calabresi non era nella stanza al momento della caduta. Il 16 dicembre viene arrestato anche un altro anarchico, Pietro Valpreda, indicato dal tassista Rolandi come l'uomo che era sceso quel pomeriggio dal suo taxi in piazza Fontana recando con sé una grossa valigia: il giorno dopo il Corriere della sera titolò che "il mostro" era stato catturato, e il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat indirizzò un assai discusso messaggio di congratulazioni al questore di Milano Guida avvalorando implicitamente la
  • 27. Strage di piazza Fontana 25 pista da lui seguita. Lo stesso PCI pare fosse convinto che l'attentato fosse stato opera degli anarchici; lo ricorderà Bettino Craxi nel 1993, sostenendo che il principale teste d'accusa contro Valpreda, il tassista Rolandi, era iscritto al partito e questo avvalorò la sua deposizione tra molti esponenti del PCI. Sul punto, in realtà, c'è scarsa chiarezza. In data 19 dicembre 1969, Sergio Camillo Segre ad una riunione del Pci, presente Berlinguer riferisce che Guido Calvi - allora avvocato d'ufficio di Valpreda ed iscritto allo Psiup, oggi senatore DS - aveva svolto una sua indagine tra gli anarchici; Segre riporta quanto dettogli da Calvi[5] : L'impressione è che Valpreda può averlo fatto benissimo. Gli amici hanno detto: dal nostro gruppo sono stati fatti attentati precedenti. Ci sono contatti internazionali. Valpreda ha fatto viaggi in Francia, Inghilterra, Germania occidentale. Altri hanno fatto viaggi in Grecia. Alle spalle cosa c'è? L'esplosivo costa 800 mila lire e c'è uno che fornisce i quattrini. I nomi vengono fatti circolare. Eppure agli atti processuali risulta che Guido Calvi - chiamato a svolgere funzioni di avvocato d'ufficio di Valpreda a Roma nel confronto tra Valpreda ed il tassista Rolandi richiese se Rolandi avesse mai visto prima un'immagine dell'imputato, ed ebbe la risposta che una sua fotografia gli era stata mostrata alla Questura di Milano nel corso della sua deposizione del giorno prima. La prassi prevede che nei casi di pluralità di persone possibili, attori del fatto indagato, eventuali testimoni, sfoglino le foto segnaletiche a disposizione delle forze dell'ordine; il codice di procedura penale attuale, (anno 2007), però, prevede che quando il sospetto assuma la veste di indagato - e Valpreda già lo era - egli abbia il diritto di presenziare alla maturazione delle prove a suo carico, mediante il contraddittorio (cioè un confronto con l'accusatore), mentre procedere ad influenzare il testimone con una disamina "mirata" vìola il principio del contraddittorio. Nel caso specifico l'eccezione difensiva era tuttavia infondata, poiché foto di Valpreda erano comparse sin dai primissimi giorni su tutti i quotidiani, e dunque appariva ininfluente che Rolandi le avesse viste anche nel corso dell'interrogatorio. La circostanza dell'accoglimento della tesi dell'avvocato Calvi fu dunque interpretata come manifestazione di un atteggiamento innocentista verso Valpreda, che andava peraltro diffondendosi nella pubblica opinione grazie al battage della stampa nazionale. Successive indagini e processi Le indagini e i processi (sette) si susseguiranno nel corso degli anni, con imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e di destra; tuttavia alla fine tutti gli accusati saranno sempre assolti in sede giudiziaria (peraltro alcuni vedranno condanne per altre stragi, e altri si gioveranno della prescrizione). Alcuni esponenti dei servizi segreti verranno condannati per depistaggi. In 38 anni, non è mai stata emessa una condanna definitiva per la strage, anche se Carlo Digilio, neofascista di Ordine Nuovo, ha confessato il proprio ruolo nella preparazione dell’attentato e ottenuto nel 2000 la prescrizione del reato per il prevalere delle attenuanti riconosciutegli, appunto, per il suo contributo. Il 3 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha assolto definitivamente gli ultimi indagati (Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, militanti di Ordine Nuovo condannati in primo grado all'ergastolo) scrivendo però nella sentenza che con le nuove prove - emerse nelle inchieste successive al processo milanese nel 1972 e alla definitiva assoluzione nel 1987 degli ordinovisti veneti Franco Freda e Giovanni Ventura - entrambi sarebbero stati condannati. Attualmente non vi è alcun procedimento giudiziario aperto. Dopo 38 anni, la morte di Pinelli è ancora oggetto di discussione, sebbene la Magistratura si sia pronunciata in modo univoco, nel senso della morte accidentale dell'anarchico. Delfo Zorzi, neofascista, ammetterà[6] nel 1990 di aver piazzato personalmente la bomba nella banca. Fuggito in Giappone nel 1974 ne acquisirà la cittadinanza che gli permetterà l'immunità da ogni vicenda giudiziaria. Il Giappone rifiuterà le richieste di estradizione dall'Italia.
  • 28. Strage di piazza Fontana 26 Il caso Pinelli Per chiarire le circostanze nelle quali si svolse la morte di Giuseppe Pinelli venne avviata un'inchiesta. La Questura di Milano affermò in un primo tempo che Pinelli si suicidò perché era stato dimostrato il coinvolgimento nella strage, ma questa versione fu smentita nei giorni successivi. Il fermo di Pinelli era illegale perché egli era stato trattenuto troppo a lungo in questura: il 15 dicembre 1969 (la data della sua morte) egli avrebbe dovuto essere libero, oppure in prigione, ma non in questura, infatti il fermo di polizia poteva durare al massimo due giorni. In un primo momento lo stesso questore Marcello Guida dichiarò alla stampa che il "suicidio" di Pinelli era la dimostrazione della sua colpevolezza, ma questa versione fu poi ritrattata quando l'alibi di Pinelli si rivelò credibile[7] [8] . La versione ufficiale della caduta venne fortemente criticata dagli ambienti anarchici e da parte della stampa, per via di alcune incongruenze nella descrizione dei fatti e perché gli stessi agenti presenti diedero via via versioni contrastanti dell'accaduto. Il provvedimento di archiviazione dell'inchiesta sulla morte di Giuseppe Pinelli fu depositato il 25 ottobre 1975. Il PM Gerardo D'Ambrosio scrisse : "L'istruttoria lascia tranquillamente ritenere che il commissario Calabresi non era nel suo ufficio al momento della morte di Pinelli". Il caso Calabresi A seguito della tragica morte di Pinelli, il commissario Luigi Calabresi, incaricato delle indagini, pur non essendo presente nella stanza dove era interrogato Pinelli al momento della sua caduta dalla finestra, in circostanze non ancora chiarite, sarà oggetto di una dura campagna di stampa, petizioni e minacce da parte di gruppi di estrema sinistra e di fiancheggiatori, che ebbero il risultato di isolarlo e renderlo vulnerabile. Oltre settecento tra intellettuali, scrittori, uomini di cinema e artisti (alcuni dissociatisi negli anni seguenti) firmarono una celebre petizione pubblicata dall'Espresso il 27 giugno 1971, che iniziava così: "Il processo che doveva far luce sulla morte di Giuseppe Pinelli si è arrestato davanti alla bara del ferroviere ucciso senza colpa. Chi porta la responsabilità della sua fine, Luigi Calabresi, ha trovato nella legge la possibilità di ricusare il suo giudice." La "petizione" contribuì ad isolare e colpevolizzare il commissario, già bersagliato da una ancor più feroce campagna di stampa, con minacce esplicite di morte, da parte del giornale "Lotta Continua". Eppure il commissario Calabresi riteneva che la strage fosse frutto di "menti di destra, manovali di sinistra" con il coinvolgimento dunque in sede di ideazione della strage di movimenti ed apparati di destra[9] . Il 17 maggio 1972 Luigi Calabresi fu assassinato da militanti di estrema sinistra membri di Lotta Continua. Gli autori della campagna di stampa non saranno mai condannati (Camilla Cederna arrivò a scrivere su "Lotta Continua" che un'eventuale inquisizione e condanna di Luigi Calabresi non sarebbe bastata: "noi per questi nemici del popolo esigiamo la morte"). Per l'omicidio Calabresi sono stati condannati in via definitiva Ovidio Bompressi e il pentito Leonardo Marino quali autori materiali, Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri quali mandanti. L'assassinio del commissario creò una certa indecisione sulle direzione da dare alle indagini.[10]
  • 29. Strage di piazza Fontana 27 La contro-inchiesta delle Brigate Rosse Sulla strage anche le Brigate Rosse svolgeranno una loro inchiesta, che venne rinvenuta il 15 ottobre 1974 in un loro covo a Robbiano di Mediglia, insieme ad altri materiali riguardanti gli avvenimenti politici e terroristici relativi agli anni '60 e '70. La parte del materiale sequestrato che riguardava Piazza Fontana fu messo a disposizione solo in minima parte ai magistrati che indagavano sulla strage, indebolendo così le loro indagini. Successivamente questo materiale scomparve e venne forse parzialmente distrutto nel 1992. L'indagine delle BR è stata ricostruita grazie alle relazioni stilate dai carabinieri, a vario materiale ritrovato e e alle testimonianze di un brigatista pentito. Originariamente l'indagine comprendeva anche un'intervista a Liliano Paolucci (colui che aveva raccolto la testimonianza di Cornelio Rolandi e l'aveva convinto a parlare ai carabinieri) e delle interviste di alcuni dirigenti del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa. Le conclusioni di questa indagine sono in parte differenti dalle ricostruzioni che si faranno nella lunga storia dei processi: secondo l'indagine, l'attentato era stato organizzato materialmente dagli anarchici. Costoro avrebbero avuto in mente un atto dimostrativo, che solo per un errore nella valutazione dell'orario di chiusura della banca si trasformò in una strage. Esplosivo, timer e inneschi sarebbero stati forniti loro da un gruppo di estrema destra. Pinelli, sempre secondo questa ricostruzione, si sarebbe realmente suicidato perché sarebbe rimasto coinvolto involontariamente nel traffico di esplosivo poi utilizzato per la strage. Le Brigate Rosse mantennero segreti i risultati della loro inchiesta, per motivi di opportunità politica. L'inchiesta delle BR ebbe una rinnovata notorietà durante i lavori della Commissione Stragi. La maggior parte dei documenti dell'inchiesta condotta dalle Brigate Rosse su Piazza Fontana era divenuta intanto irreperibile, apparentemente persa nel 1980 nei trasferimenti tra le varie procure e tribunali e forse distrutta erroneamente nel 1992, in quanto ritenuta non significativa.[11] [12]
  • 30. Strage di piazza Fontana 28 Affermazioni riferite ad Aldo Moro durante la prigionia da parte delle Brigate Rosse Nel Memoriale Moro compilato dalle Brigate Rosse deducendolo dall'interrogatorio cui lo sottoposero durante la prigionia, Aldo Moro avrebbe indicato come probabili responsabili della strage, così come in generale della strategia della tensione, rami deviati del SID (il servizio segreto), in cui si erano insediati negli anni diversi esponenti legati alla destra, con possibili influenze dall'estero, mentre gli esecutori materiali erano da ricercarsi nella pista nera.[13] Le vittime I nomi degli assassinati dalla bomba di piazza Fontana sono: Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Vittorio Mocchi, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silvia, Attilio Valè, Gerolamo Papetti. Le manifestazioni Negli anni numerose manifestazioni si sono svolte e si svolgeranno in ricordo della strage di piazza Fontana e di Giuseppe Pinelli, l'anarchico morto dopo un volo dal quarto piano avvenuto in circostanze mai chiarite, durante un interrogatorio di polizia nella stanza del commissario Calabresi, tre giorni dopo la strage. Diverse di tali iniziative sono degenerate in scontri tra polizia e manifestanti. Ancora oggi è attiva la contestazione, motivo ricorrente negli ambienti di sinistra milanesi e non solo, ma anche la riflessione, della quale si è fatto interprete anche il Capo dello Stato incontrando i familiari delle vittime il 7 dicembre 2009: in questa circostanza Giorgio Napolitano ha elogiato "la passione civile, l'impegno che mostrate per alimentare la memoria collettiva e la riflessione, due cose alle quali l'Italia e la coscienza nazionale non possono abdicare (...) quello che avete Lapide commemorativa delle vittime dell'attentato, vissuto voi mi auguro diventi parte della coscienza nazionale (...) apposta nel decimo anniversario della strage. comprendo il peso che la verità negata rappresenta per ciascuno di voi, un peso che lo Stato italiano porta su di sé (...) La riflessione è necessaria perché ciò che è avvenuto nella nostra società non è del tutto chiaro e limpido e non è del tutto stato maturato. Continuate a operare per recuperare ogni elemento di verità". Le manifestazioni che si svolgono ogni 12 dicembre per ricordare la strage e il 15 dicembre per commemorare Pinelli, sono diventate un appuntamento ricorrente per la città di Milano.
  • 31. Strage di piazza Fontana 29 La strage nella musica Molti artisti hanno dimostrato sensibilità rispetto all'attentato e l'hanno ricordato nelle proprie canzoni: • Francesco De Gregori si riferisce alla strage ("Viva l'Italia del 12 dicembre") nella canzone "Viva l'Italia" dall'omonimo album del 1979. • Giorgio Gaber fa riferimento alla strage di piazza Fontana nella canzone "Qualcuno era comunista" ("Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera...") • Il gruppo milanese Yu kung ha composto in memoria di questo evento la canzone Piazza Fontana. nel 1995 la ska band italiana Banda Bassotti ha reinciso la canzone intitolandola "Luna Rossa" nel loro album "Avanzo De Cantiere". • I Litfiba in una versione live della canzone "Il Vento", contenuta nella raccolta "Lacio drom", citano l'evento: "Con il cuore in quella piazza/tiene a mente Piazza Fontana" • I 99 Posse nella canzone "odio/rappresaglia" dell'album "NA 99 10" si riferisce all'evento con le parole: "penso al 12 dicembre '69, allo stato delle stragi, allo stato delle trame" e in "Rafaniello" con le parole "...cumpagne aret' e sbarre dint' e galere imperialiste, pe mezz' e gli interessi do Partito Comunista, e se sparteno e denar' cà Democrazia Cristiana, o partit' ca mettett' 'e bombe a Piazza Fontana" (...compagni dietro le sbarre dentro le galere imperialiste, a causa degli interessi del Partito Comunista, e si divisero i denari con la Democrazia Cristiana, il partito che mise le bombe a Piazza Fontana) • I Modena City Ramblers citano la strage e la morte di Pinelli nella canzone "Quarant'anni", contenuta nell'album "Riportando tutto a casa" (1994): "Ho visto bombe di Stato scoppiare nelle piazze / e anarchici distratti cadere giù dalle finestre". • Valerio Sanzotta ha partecipato al Festival di Sanremo 2008 con una canzone intitolata "Novecento" che cita la strage dicendo: "E non fu solo un sogno e non ci credemmo poco / mettere il mondo a ferro e fuoco, / mentre un’altra stagione già suonava la campana / il primo rintocco fu a Piazza Fontana". • Il cantautore Fausto Amodei nella canzone "Se non li conoscete", una satira sul Movimento Sociale Italiano e più in generale sui fascisti, cita così la strage: "Se non li conoscete pensate alla lontana, / ai fatti di Milano e di Piazza Fontana..." Bibliografia Libri • Andrea Barberi e Marco Fini. Valpreda. Processo al processo, Feltrinelli, 1972. • Paolo Barbieri e Paolo Cucchiarelli. La strage con i capelli bianchi. La sentenza per Piazza Fontana. Roma, Editori Riuniti, 2003. • Fulvio Bellini e Gianfranco Bellini. Il Segreto della Repubblica. La verità politica sulla strage di Piazza Fontana. Selene, 2005. ISBN 88-86267-94-0. • Gianfranco Bettin e Maurizio Dianese. La strage. Piazza Fontana. Verità e memoria. Milano, Feltrinelli, 1999. ISBN 88-07-81515-X. • Giorgio Boatti. Piazza Fontana. 12 dicembre 1969: il giorno dell'innocenza perduta. Torino, Einaudi, 1999. ISBN 88-06-15358-7 • Giorgio Bocca. Il filo nero. Milano, Mondadori, 1995. • Fabrizio Calvi e Laurent Frederic. Piazza Fontana. Milano, Mondadori, 1997. • Camilla Cederna. Una finestra sulla strage. Milano, Feltrinelli, 1971. • Mario Consani. Foto di gruppo da Piazza Fontana. Milano, Melampo, 2005. ISBN 978-88-89533-07-9.
  • 32. Strage di piazza Fontana 30 • Pino Corrias. Seduto in Piazza Fontana, con la sola interferenza del traffico e della verità, in Luoghi comuni. Dal Vajont a Arcore, la geografia che ha cambiato l'Italia. Milano, Rizzoli, 2006. pp. 23-41. ISBN 978-88-17-01080-1. • Paolo Cucchiarelli. Il segreto di Piazza Fontana. Ponte alle Grazie, 2009. • Eduardo M. Di Giovanni, Marco Ligini, Edgardo Pellegrini. La strage di Stato. Controinchiesta. Odradek, 2006 (edizione originale: Samonà e Savelli, 1970). ISBN 978-88-86973-80-9. • Hans Magnus Enzensberger. Prospettive sulla guerra civile. Torino, Einaudi, 1994. • Giovanni Fasanella, Claudio Sestieri, Giovanni Pellegrino. Segreto di Stato. Torino, Einaudi, 2000. • Luciano Lanza. Bombe e segreti. Piazza Fontana: una strage senza colpevoli [14]. Eleuthera, 2005. ISBN 88-89490-12-8. • Carlo Lucarelli. Piazza Fontana (Con DVD). Einaudi Stile libero, 2007. ISBN 978-88-06-18524-4. • Marco Nozza. Il pistarolo. Da Piazza Fontana, trent'anni di storia raccontati da un grande cronista. Il Saggiatore, 2006. ISBN 88-428-1429-6. • Sandro Provvisionato. Misteri d'Italia. Bari, Laterza, 1993. • Adriano Sofri (a cura di). Il malore attivo dell'anarchico Pinelli. Palermo, Sellerio, 1996. • Corrado Stajano e Marco Fini. La forza della democrazia. La strategia della tensione in Italia (1969-1976). Torino, Einaudi, 1977. • Sergio Zavoli. La notte della Repubblica, Mondadori Oscar Bestsellers, 1995. • Fortunato Zinni. Piazza Fontana: nessuno è Stato. Bresso, Maingraf, 2007. Articoli di giornale • "Strage di Piazza Fontana spunta un agente Usa" [15], La Repubblica, 11 febbraio 1998 • La storia di Carlo Digilio, morto il 12 dicembre, anniversario della strage di piazza Fontana [16] articolo di "Liberazione", del 8 gennaio 2006 • L´ex procuratore di Milano: tanti anni di indagini fra ogni tipo di ostacoli [17], articolo de "La Repubblica", del 4 maggio 2005 • La penna dell’oblio [18], articolo di "Diario", del 7 febbraio 2003 • Morto l'ex 007 Antonio Labruna [19], articolo de "Quotidiano Nazionale", del 27 gennaio 2000 Trasmissioni televisive • La strage di Piazza Fontana [20], puntata della serie Blu notte sul sito Raiclick • La strage di Piazza Fontana [21], servizio tratto dalla trasmissione Tg della Storia 1965 - 1969 (dal sito La storia siamo noi [22]) • La strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969) [23], servizio tratto dalla trasmissione Tg della Storia 1965 - 1969 (dal sito La storia siamo noi [22]) • La storia siamo noi ritrasmette un'inchiesta di Sergio Zavoli sulla strage di Piazza Fontana realizzata nel 1989 per il programma La notte della Repubblica [24]
  • 33. Strage di piazza Fontana 31 Cronologie delle indagini • Piazza Fontana. La strage impunita [25], cronologia delle inchieste, dal sito archivio900.it • L'ultima inchiesta sulla strage di Piazza Fontana [26], cronologia dal sito informagiovani.it • Piazza Fontana: cronologia [27], dal sito znet.it • I giorni delle bombe: cronologia essenziale [28], pubblicata sul sito della casa editrice Eleuthera Voci correlate • Giuseppe Pinelli • Omicidio Calabresi • Anni di piombo • Commissione Stragi • Strategia della tensione • Operazione CHAOS • Lista delle stragi avvenute in Italia • Vittime degli anni di piombo e della strategia della tensione Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali su Strage di piazza Fontana Collegamenti esterni • - 164k 73'seduta commissione Stragi- deposizione Allegra - specifica sul clima nella squadra politica dopo l'assassinio del Commissario Calabresi [29] • Commissione Stragi Verbale seduta n. 736 dell'8/6/2000 : sui documenti scomparsi Inchiesta Brigate Rosse [30] • Commissione Stragi - Verbale seduta n. 73 di Mercoledì 5 luglio 2000: interrogatorio Allegra [29] • Dossier del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa su Piazza Fontana [31] • Piazza Fontana su Psicomed [32] • Piazza Fontana e altre stragi: gli echi nella canzone italiana [33] • La strage di stato. Controinchiesta: testo integrale del libro pubblicato nel 1970 da Di Giovanni Eduardo M., Ligini Marco. Editore: Samonà e Savelli, Roma [34] • Sentenza - ordinanza del Giudice Istruttore presso il Tribunale Civile e Penale di Milano, dr. Guido Salvini, nel procedimento penale nei confronti di Rognoni Giancarlo ed altri [35] • Dossier su Piazza Fontana [36], dal sito "Osservatorio su Neofascismo, terrorismo e razzismo" • audizione del generale Gian Adelio Maletti [37], Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, 3 marzo 1997 • intervista a Franca Dendena (Associazione familiari vittime della strage di Piazza Fontana) [38] • Sito web ufficiale del libro di Fortunato Zinni "Piazza Fontana: nessuno è Stato" [39] • Alcuni video e documentari su Piazza Fontana, dal sito arcoiris.tv [40] • Premessa alla 2a edizione del libro Il Segreto della Repubblica. La verità politica sulla strage di Piazza Fontana, di Fulvio e Gianfranco Bellini. A cura di Paolo Cucchiarelli, Selene Edizioni, 2005 [41] • Bombe e segreti. Piazza Fontana: una strage senza colpevoli: testo integrale del libro di Luciano Lanza. Editore Elèuthera [14] • Piazza Fontana - Una strage di Stato? [42] La storia siamo noi - Rai Educational
  • 34. Strage di piazza Fontana 32 Note [1] Da notare che alle 16:37 l'orario di chiusura della banca era già passato, ma tuttavia vi erano ancora molte persone all'interno, in attesa di completare le loro incombenze. [2] A spiegazione per tale brillamento è stata addotta una direttiva generale emanata per risparmiare la vita degli agenti, dopo che a Verona erano morti due agenti di pubblica sicurezza spostando una valigia contenente esplosivo (Commissione Stragi, seduta n.73 di mercoledì 5 luglio 2000). [3] (Commissione Stragi, seduta n.73 di mercoledì 5 luglio 2000) [4] Colpo di scena: un fermato si uccide in questura (http:/ / isole. ecn. org/ ponte/ doss12/ pinelli/ pinellicorriere. html), articolo del "Corriere della Sera" del 16 dicembre 1969, riportato da isole.ecn.org [5] Istituto Gramsci, Prot. n. 2298 [6] Piazza Fontana. La strage impunita (http:/ / www. archivio900. it/ it/ documenti/ doc. aspx?id=30) [7] Una finestra sulla storia (http:/ / web. archive. org/ web/ 20070927063241/ http:/ / www. temporis. org/ storia_giuseppepinelli. htm), articolo di ricostruzione dei fatti del sito temporis [8] Dossier (http:/ / www. ecn. org/ ponte/ dossier. pdf) a cura del Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, contenente gli articoli Colpo di scena: un fermato si uccide in questura del "Corriere della Sera", Clamoroso colpo di scena nelle indagini sui terroristi e Gesto rivelatore da "La Notte" del 16 dicembre 1969 e l'articolo Improvviso dramma in questura: l'anarchico Pinelli si uccide del settimanale "Epoca" [9] V. articolo di D'Avanzo su Repubblica (http:/ / www. repubblica. it/ online/ cronaca/ calabresi/ delitto/ delitto. html) [10] * 73'seduta commissione Stragi- deposizione Allegra - specifica sul clima all'interno della questura dopo l'assassinio del Commissario (http:/ / www. parlamento. it/ bicam/ terror/ stenografici/ steno73. htm). [11] Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi - Settima relazione semestrale sullo stato dei lavori (http:/ / www. parlamento. it/ bicam/ terror/ relazioni/ rel7. htm), Comunicata alle Presidenze il 12 ottobre 2000 [12] XIII Legilatura, Seduta n. 736 dell'8/6/2000 (http:/ / es. camera. it/ _dati/ leg13/ lavori/ stenografici/ sed736/ aurg05. htm), interrogazione parlamentare relativa alla "Scomparsa di documenti relativi alla «Strage di piazza Fontana» ritrovati nel covo delle Brigate Rosse a Robbiano di Mediglia - Milano" [13] Interrogatorio di Aldo Moro, II tema: La cosiddetta strategia della tensione e la strage di Piazza Fontana. (http:/ / clarence. dada. net/ contents/ societa/ memoria/ moro/ tema2. html), estratti dei documenti della Commissione Moro e della Commissione Stragi, riportati dal sito Clarence.net [14] http:/ / www. eleuthera. it/ files/ materiali/ Luciano_Lanza_Bombesegreti_NE. pdf [15] http:/ / www. repubblica. it/ online/ fatti/ fontana/ fontana/ fontana. html [16] http:/ / www. reti-invisibili. net/ piazzafontana/ articles/ art_5423. html [17] http:/ / www. archivio900. it/ it/ articoli/ art. aspx?id=5626 [18] http:/ / www. societacivile. it/ memoria/ articoli_memoria/ bertoli. html [19] http:/ / quotidianonet. ilsole24ore. com/ 2000/ 01/ 27/ 486454-MORTO-L-EX-007-ANTONIO-LABRUNA. shtml [20] http:/ / www. raiclicktv. it/ raiclickpc/ secure/ folder. srv?id=1914 [21] http:/ / www. lastoriasiamonoi. rai. it/ pop/ schedaVideo. aspx?id=86 [22] http:/ / www. lastoriasiamonoi. rai. it/ [23] http:/ / www. lastoriasiamonoi. rai. it/ pop/ schedaVideo. aspx?id=944 [24] http:/ / it. youtube. com/ view_play_list?p=1717A4C3AFFB2B12 [25] http:/ / www. archivio900. it/ it/ documenti/ doc. aspx?id=30 [26] http:/ / www. informagiovani. it/ Terrorismo/ piazzafontana/ comm4. htm [27] http:/ / www. zmag. org/ italy/ aavv-cronologiapiazzafontana. htm [28] http:/ / www. eleuthera. it/ files/ materiali/ cronologia_giorni_delle_bombe. pdf [29] http:/ / www. parlamento. it/ bicam/ terror/ stenografici/ steno73. htm [30] http:/ / legxiv. camera. it/ _dati/ leg13/ lavori/ stenografici/ sed736/ aurg05. htm [31] http:/ / www. ecn. org/ ponte/ fontana/ index. php [32] http:/ / www. psicomed. it/ wiki/ index. php/ Piazza_Fontana [33] http:/ / www. prato. linux. it/ ~lmasetti/ canzonicontrolaguerra/ categoria. php?id=19& lang=it [34] http:/ / www. strano. net/ stragi/ tstragi/ pfontana/ index. html [35] http:/ / www. strano. net/ stragi/ tstragi/ salvini/ index. html [36] http:/ / web. tiscali. it/ locas/ pfont1. htm [37] http:/ / www. parlamento. it/ parlam/ bicam/ terror/ stenografici/ maletti1. htm [38] http:/ / www. reti-invisibili. net/ piazzafontana/ articles/ art_3567. html [39] http:/ / www. piazzafontana. it [40] http:/ / www. arcoiris. tv/ modules. php?name=Search& testo=piazza+ fontana& tipo=testo [41] http:/ / www. informationguerrilla. org/ Il_segreto_della_Repubblica. htm [42] http:/ / www. lastoriasiamonoi. rai. it/ puntata. aspx?id=703
  • 35. Strage di Piazza della Loggia 33 Strage di Piazza della Loggia Coordinate geografiche: 45°32′23″N 10°13′11″E Strage di Piazza della Loggia (Brescia) Lapide commemorativa Luogo Brescia Data 28 maggio 1974 10:12 Tipologia Esplosione Morti 8 Feriti 94 Esecutori Ignoti Sospetti Terrorismo neofascista Motivazione Eversione; Strategia della tensione La Strage di Piazza della Loggia è stato un attentato terroristico compiuto da gruppi neofascisti il 28 maggio 1974 a Brescia, nella centrale Piazza della Loggia. Una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista. L'attentato provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre novantaquattro. Le indagini e l'odissea giudiziaria La prima istruttoria La prima istruttoria della magistratura portò alla condanna nel 1979 di alcuni esponenti dell'estrema destra bresciana. Uno di essi, Ermanno Buzzi, in carcere in attesa d'appello, fu strangolato il 13 aprile 1981 da Pierluigi Concutelli e Mario Tuti. Nel giudizio di secondo grado, nel 1982, la condanne del giudizio di primo grado vennero commutate in assoluzioni, le quali a loro volta vennero confermate nel 1985 dalla Corte di Cassazione. La seconda indagine Un secondo filone di indagine, sorto nel 1984 a seguito delle rivelazioni di alcuni pentiti, mise sotto accusa altri rappresentanti della destra eversiva e si protrasse fino alla fine degli anni '80; gli imputati furono assolti in primo grado nel 1987, per insufficienza di prove, e prosciolti in appello nel 1989 con formula piena. La Cassazione, qualche mese dopo, confermerà l'esito processuale di secondo grado.
  • 36. Strage di Piazza della Loggia 34 I sospetti di coinvolgimento dei servizi segreti Nel corso dei vari procedimenti giudiziari relativi alla strage si è costantemente fatta largo l'ipotesi del coinvolgimento di rami dei servizi segreti e di apparati dello Stato nella vicenda.[1] Una ricostruzione siffatta appare sostenuta da una lunga serie di inquietanti circostanze: su tutte, basti pensare in primo luogo all'ordine - proveniente da ambienti istituzionali rimasti finora oscuri - impartito meno di due ore dopo la strage affinché una squadra di pompieri ripulisse con le autopompe il luogo dell'esplosione, spazzando via indizi, reperti e tracce di esplosivo prima che alcun magistrato o perito potesse effettuare alcun sopralluogo o rilievo[2] ; secondariamente, la misteriosa scomparsa dell'insieme di reperti prelevati in ospedale dai corpi dei feriti e dei cadaveri, anch'essi di fondamentale importanza ai fini dell'indagine; infine, va segnalata la recente perizia antropologica ordinata dalla Procura di Brescia su una fotografia di quel giorno [3] che comproverebbe la presenza sul luogo della strage di Maurizio Tramonte, militante di Ordine Nuovo e collaboratore del SID.[4] Gli oscuri intralci di provenienza istituzionale manifestatisi anche durante il secondo troncone d'indagine verranno definiti dal giudice istruttore Zorzi quale ulteriore "riprova, se mai ve ne fosse bisogno, dell'esistenza e costante operatività di una rete di protezione pronta a scattare in qualunque momento e in qualunque luogo".[1] La terza istruttoria Una terza istruttoria è tuttora pendente presso la Procura di Brescia. Il 19 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la richiesta di arresto per Delfo Zorzi (oggi cittadino giapponese, non estradabile, con il nome di Hagen Roi) per il coinvolgimento nella strage di Piazza della Loggia. Il 15 maggio 2008 sono stati rinviati a giudizio i sei imputati principali: Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi.[5] I rinviati a giudizio Zorzi, Maggi e Tramonte erano all'epoca militanti di spicco di Ordine Nuovo, gruppo neofascista fondato nel 1956 da Pino Rauti e più volte oggetto di indagini, pur senza successive risultanze processuali, in merito all'organizzazione ed al compimento di attentati e stragi. Ordine Nuovo fu sciolto nel 1973 per disposizione del ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani con l'accusa di ricostituzione del Partito Fascista. Gli altri rinviati a giudizio sono l'ex generale dei carabinieri Francesco Delfino, all'epoca responsabile - con il grado di capitano - del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Brescia, e Giovanni Maifredi, ai tempi collaboratore del ministro degli Interni Paolo Emilio Taviani. [6] La prima udienza si è tenuta il 25 novembre 2008. Le vittime • Giulietta Banzi Bazoli, • Livia Bottardi Milani • Euplo Natali • Luigi Pinto • Bartolomeo Talenti • Alberto Trebeschi • Clementina Calzari Trebeschi • Vittorio Zambarda[7]
  • 37. Strage di Piazza della Loggia 35 Immagini Lapide Punto nel quale è Manifesto che Piazza della Loggia commemorativa esplosa la bomba riproduce il manifesto originale della manifestazione che si teneva in Piazza della Loggia il 28 maggio 1974 Voci correlate • Strategia della tensione • Lista delle stragi avvenute in Italia • Terrorismo Italiano • Anni di piombo Bibliografia • Bianca Bardini, Stefania Noventa, 28 maggio 1974. Strage di piazza della Loggia. Le risposte della società bresciana, Brescia, Casa della Memoria, 2003. • Giancarlo Feliziani, Lo Schiocco - Storie dalla Strage di Brescia - Limina, 2006 • Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, I silenzi degli innocenti - BUR, 2006 • Paolo Pelizzari,La strage di Brescia tra risposta istituzionale e mobilitazione dal basso. Il punto di vista della sinistra extraparlamentare, Brescia, Casa della Memoria, 2007. • Silvia Boffelli, Cristina Massentini, Marco Ugolini, Noi sfileremo in silenzio - Ediesse, 2007 • Paolo Pelizzari, La strage di piazza Loggia e l’occhio statunitense, in «Storia e Futuro», n. 20, giugno 2009 (http:/ /www.storiaefuturo.com/it/numero_20/articoli/1_strage-loggia-usa~1245.html). Collegamenti esterni • Brescia 28 maggio 1974: Associazione Casa della Memoria [8] • La strage di Piazza Loggia: Dossier di Bresciaoggi.it [9] • Intervista a Manlio Milani (Presidente Associazione dei caduti di Piazza della Loggia) [10] • Verità e riconciliazione, di Manlio Milani in risposta a Sergio Segio [11] • Frankie hi-nrg: Voci di piazza [12] Canzone tratta dall album "Ero un autarchico" contenente il discorso pronunciato dal sindacalista Cisl Franco Castrezzati in Piazza della Loggia a Brescia il 28 maggio 74 durante la manifestazione antifascista organizzata contro il terrorismo nero che venne interrotto dallo scoppio di una bomba in un cestino dei rifiuti che provocò la morte di otto persone.
  • 38. Strage di Piazza della Loggia 36 Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali su Strage di Piazza della Loggia Note [1] Blu Notte - Piazza Della Loggia: Il Luogo Della Memoria (http:/ / it. youtube. com/ watch?v=52FBRia_DK8& feature=related) [2] Blu Notte - Piazza Della Loggia: Il Luogo Della Memoria (http:/ / it. youtube. com/ watch?v=yl9Ud8VCR2w) [3] http:/ / www. repubblica. it/ popup/ servizi/ 2008/ tramonte/ 1. html [4] Strage di piazza della Loggia, spunta la foto choc della strage - La Repubblica, 30 agosto 2008 (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 08/ sezioni/ cronaca/ strage-loggia-foto/ strage-loggia-foto/ strage-loggia-foto. html) [5] Brescia, sei rinvii a giudizio per la strage di piazza della Loggia - Repubblica.it, 15 maggio 2008 (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 05/ sezioni/ cronaca/ strage-loggia/ strage-loggia/ strage-loggia. html) [6] Piazza della Loggia: I nomi della strage - Senza Soste.it (http:/ / www. senzasoste. it/ per-non-dimenticare/ piazza-della-loggia-i-nomi-della-strage. html) [7] Le vittime (http:/ / www. 28maggio74. brescia. it/ index. php?pagina=4) [8] http:/ / www. 28maggio74. brescia. it/ [9] http:/ / www. bresciaoggi. it/ dossiers/ Dossier/ 175/ 1/ [10] http:/ / www. reti-invisibili. net/ piazzadellaloggia/ articles/ art_3072. html [11] http:/ / www. lastorianascosta. com/ news. php?extend. 36 [12] http:/ / www. youtube. com/ watch?v=5YVz1byxHhU Strage dell'Italicus Coordinate geografiche: 44°12′29″N 11°11′23″E Strage dell'Italicus Il treno Italicus dilaniato dall'esplosione Luogo San Benedetto Val di Sambro (BO) Obiettivo Treno espresso Roma-Brennero Data 4 agosto 1974 Tipologia Esplosione Morti 12 Feriti 44 Esecutori Ordine Nero Motivazione Eversione; Strategia della tensione La Strage dell'Italicus fu un attentato terroristico compiuto nella notte del 4 agosto 1974 a San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna.
  • 39. Strage dell'Italicus 37 La strage Una bomba ad alto potenziale esplose alle 1:23 nella vettura 5 dell'espresso Roma-Monaco di Baviera via Brennero. Nell'attentato morirono 12 persone e altre 48 rimasero ferite. La strage avrebbe avuto conseguenze più gravi, si ipotizza anche nell'ordine di centinaia di morti, se l'ordigno fosse esploso all'interno della galleria di San Benedetto Val di Sambro, come avvenuto dieci anni dopo nella Strage del Rapido 904. Aldo Moro si sarebbe dovuto trovare a bordo del treno, quella sera, in quanto doveva raggiungere la famiglia a Bellamonte, ma lo perse poiché venne raggiunto da alcuni funzionari del Ministero e fatto scendere all'ultimo momento per firmare delle carte importanti[1] [2] . Le indagini L'attentato venne rivendicato dall'organizzazione Ordine Nero attraverso un volantino che dichiarava: « Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l'autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti. » I colpevoli della strage non sono mai stati individuati, ma la Commissione Parlamentare sulla Loggia P2 ha dichiarato in merito: « Tanto doverosamente premesso ed anticipando le conclusioni dell'analisi che ci si appresta a svolgere, si può affermare che gli accertamenti compiuti dai giudici bolognesi, così come sono stati base per una sentenza assolutoria per non sufficientemente provate responsabilità personali degli imputati, costituiscono altresì base quanto mai solida, quando vengano integrati con ulteriori elementi in possesso della Commissione, per affermare: che la strage dell'Italicus è ascrivibile ad una organizzazione terroristica di ispirazione neofascista o neonazista operante in Toscana; che la Loggia P2 svolse opera di istigazione agli attentati e di finanziamento nei confronti dei gruppi della destra extraparlamentare toscana; che la Loggia P2 è quindi gravemente coinvolta nella strage dell'Italicus e può ritenersene anzi addirittura responsabile in termini non giudiziari ma storico-politici, quale essenziale retroterra economico, organizzativo e morale. » (Relazione di maggioranza della Commissione Parlamentare sulla Loggia P2) L'analisi effettuata dalla Commissione Parlamentare appare compatibile con la rivendicazione di Ordine Nero, in quanto diversi storici[3] e la stessa Commissione Parlamentare hanno nel tempo ricostruito i forti legami esistenti tra la Loggia P2 e diverse organizzazioni di estrema destra. Le vittime • Elena Donatini • Nicola Buffi • Herbert Kotriner • Nunzio Russo • Maria Santina Carraro • Marco Russo • Tsugufumi Fukada • Antidio Medaglia • Elena Celli • Raffaella Garosi • Wìlbelmus Jacobus Hanema • Silver Sirotti
  • 40. Strage dell'Italicus 38 Bibliografia • Giovanni Fasanella, Antonella Grippo, I silenzi degli innocenti, BUR, 2006 • Gianni Cipriani, Lo stato invisibile • Giorgio Bocca, Gli anni del terrorismo • Rita di Giovacchino, Il libro nero della Prima Repubblica Il cantautore Claudio Lolli, nel 1976, scriverà la canzone Agosto in memoria della strage. Voci correlate • Strategia della tensione • P2 • Organizzazione Gladio • Anni di piombo • Lista delle stragi avvenute in Italia Collegamenti esterni • La Strage dell'Italicus: scheda su reti-invisibili.net [4] Note [1] Giovanni Fasanella, Antonella Grippo, I Silenzi degli Innocenti , 114, BUR, 2006 . p.114 [2] Maria Fida Moro, La Nebulosa del Caso Moro , Milano, Selene Edizioni, 2004 . [3] Rita Di Giovacchino - Il libro nero della Prima Repubblica [4] http:/ / www. reti-invisibili. net/ italicus/ Strage di Ustica Coordinate geografiche: 39°43′N 12°55′E Strage di Ustica Il DC-9 Itavia I-TIGI caduto su Ustica, in una foto scattata otto anni prima durante un transito da Basilea Luogo Cielo tra Ustica e Ponza Obiettivo sconosciuto Data 27 giugno 1980 20:59 Tipologia incidente aereo Morti 81 (77 passeggeri e 4 membri dell'equipaggio) Esecutori sconosciuti Sospetti aviazione straniera
  • 41. Strage di Ustica 39 Motivazione sconosciuta Con strage di Ustica si indica il disastro aereo in cui persero la vita 81 persone nel cielo tra le isole di Ustica e Ponza, venerdì 27 giugno 1980, quando l'aereo di linea I-TIGI[1] Douglas DC-9 appartenente alla compagnia aerea Itavia si squarciò in volo senza preavviso e scomparve in mare. Dopo quasi trent'anni di inchieste, molti aspetti di questo disastro appaiono ancora poco chiari. Ricostruzione dell'accaduto • Alle 20:08 il volo IH870 diretto da Bologna a Palermo, inizia con due ore di ritardo, e si svolge regolarmente nei tempi e sulla rotta previsti fino all'ultimo contatto radio tra velivolo e controllore procedurale di "Roma Controllo", che avviene alle 20:58. • Alle 21:04, chiamato per l'autorizzazione di inizio discesa su Palermo, il volo IH870 non risponde. L'operatore di Roma reitera invano le chiamate; lo fa chiamare, sempre senza ottenere risposta, anche da due voli dell'Air Malta KM153, che segue sulla stessa rotta, e KM758[2] ; dal radar militare di Marsala e dalla torre di controllo di Palermo. Passa senza notizie anche l'orario di arrivo a destinazione, previsto per le 21:13. • Alle 21:25 il comando del Soccorso Aereo di Martina Franca assume la direzione delle operazioni di ricerca, allerta il 15º Stormo a Ciampino, sede degli elicotteri HH-3F del Soccorso Aereo. • Alle 21:55 decolla il primo HH-3F e inizia a perlustrare l'area presunta dell'eventuale incidente. L'aereo è ormai disperso. • Nella notte numerosi elicotteri, aerei e navi partecipano alle ricerche nella zona. Solo alle prime luci dell'alba viene individuata da un elicottero HH-3F del Soccorso Aereo alcune decine di miglia a nord di Ustica, una chiazza oleosa. Poco dopo raggiunge la zona un Breguet Atlantique dell'Aeronautica e vengono avvistati i primi relitti e i primi cadaveri. È la conferma che il velivolo è precipitato in quella zona del Tirreno dove la profondità supera i tremila metri. Il recupero delle vittime Le vittime del disastro sono ottantuno, di cui tredici bambini, ma si ritrovano e recuperano i corpi di sole trentotto persone. Sulle salme disposte per l'autopsia furono riscontrati sia "grandi traumatismi" da caduta a livello scheletrico e viscerale sia lesioni enfisematose polmonari da decompressione (l'aereo si era dunque aperto in volo). Nelle perizie gli esperti affermarono che l'instaurarsi degli enfisemi da depressurizzazione precedette cronologicamente tutte le altre lesioni riscontrate, ma non causò direttamente il decesso dei passeggeri facendo loro perdere solo conoscenza. La morte sopravvenne soltanto in seguito a causa di fatali traumi, riconducibili, assieme alla presenza di schegge e piccole parti metalliche in alcuni dei corpi, a reiterati urti con la struttura dell'aereo in caduta. Scatola nera e comunicazioni radio Comunicazioni radio del DC-9 con Roma Ciampino 18:26:06Z. (GMT, per ottenere l'ora locale aggiungere 2 ore.) • Roma - "870 identifichi." • IH870 - "Arriva." • Roma - "Ok, è sotto radar, vediamo che sta andando verso Grosseto, che prua ha?" • IH870 - "La 870 è perfettamente allineata sulla radiale di Firenze, abbiamo 153 in prua. Ci dobbiamo ricredere sulla funzionalità del VOR di Firenze." • Roma - "Sì, in effetti non è che vada molto bene." • IH870 - "Allora ha ragione il collega."
  • 42. Strage di Ustica 40 • Roma - "Sì, sì pienamente." • IH870 - "Ci dica cosa dobbiamo fare." • Roma - "Adesso vedo che sta rientrando, quindi, praticamente, diciamo che è allineato, mantenga questa prua." • IH870 - "Noi non ci siamo mossi, eh?!." 18:44:08Z • IH870 - "Roma, la 870." • Roma - "IH870 per Ponza, 127,35." • IH870 - "127,35. Grazie, buonasera." 18:44:44Z • IH870 - "È la 870, buonasera Roma." • Roma - "Buonasera 870. Mantenga 290 e richiamerà 13 Alfa." • IH870 - "Sì, senta: neanche Ponza funziona?" • Roma - "Prego?" • IH870 - "Abbiamo trovato un cimitero stasera venendo... da Firenze in poi praticamente non ne abbiamo trovata una funzionante." • Roma - "Eh sì, in effetti è un po' tutto fuori, compreso Ponza. Lei quanto ha in prua ora?" • IH870 - "Manteniamo 195." • Roma - "195. Si, va bene. Mantenga 195, andrà un po' più giù di Ponza di qualche miglio. • IH870 - "Bene, grazie." • Roma - "E comunque 195 potrà mantenerlo, io penso, ancora un 20 miglia, non di più perché c'è molto vento da ovest. Al suo livello dovrebbe essere di circa 100-120 nodi l'intensità." • IH870 - "Eh sì, in effetti sì, abbiamo fatto qualche calcolo, dovrebbe essere qualcosa del genere." • Roma - "Ecco, non lo so, se vuole continuare con questa prua altrimenti accosti a destra anche un 15-20 gradi." • IH870 - "Ok. Mettiamo per 210." 18:46:31Z • IH870 - "È la 870, è possibile avere un 250 di livello?" • Roma - "Sì, affermativo. Può scendere anche adesso." • IH870 - "Grazie, lasciamo 290." 18:50:45Z • Roma - "L'Itavia 870 diciamo ha lasciato Ponza 3 miglia sulla destra, quindi, quasi quasi, va bene per Palermo così." • IH870 - "Molto gentile, grazie. Siamo prossimi a 250." • Roma - "Perfetto. In ogni caso ci avverta appena riceve Palermo." • IH870 - "Sì, Papa-Alfa-Lima lo abbiamo già inserito, va bene e abbiamo il DME di Ponza." • Roma - "Perfetto. Allora normale navigazione per Palermo, mantenga 250, richiamerà sull'Alfa." • IH870 - "Benissimo, grazie." 18:56:00Z • IH870 - "È sull'Alfa la 870." • Roma - "Eh sì, affermativo. Leggermente spostato sulla destra, diciamo 4 miglia e comunque il radar termina. 28,8 per ulteriori." • IH870 - "Grazie di tutto, buonasera." • Roma - "Buonasera a lei." 18:56:54Z • IH870 - "Roma, buonasera. È l'IH870." • Roma - "Buonasera IH870, avanti."
  • 43. Strage di Ustica 41 • IH870 - "115 miglia per Papa-Alfa... per Papa-Romeo-Sierra, scusate. Mantiene 250." • Roma - "Ricevuto IH870. E può darci uno stimato per Raisi?" • IH870 - "Sì: Raisi lo stimiamo per gli uno-tre." • Roma - "870 ricevuto. Autorizzati a Raisi VOR. Nessun ritardo è previsto, ci richiami per la discesa." • IH870 - "A Raisi nessun ritardo, chiameremo per la discesa, 870." • Roma - "È corretto." 18:59:45Z - ultimo segnale del transponder Il Flight Data Recorder dell'aereo registra dati di volo assolutamente regolari: prima della sciagura la velocità era di circa 323 nodi, la quota circa 7630 m con prua a 178°, l'accelerazione verticale oscillava senza oltrepassare 1,15 g. Il tranquillo dialogo tra il comandante Domenico Gatti e il copilota che si raccontano barzellette, che ci restituisce il Cockpit Voice Recorder (CVR), è interrotto improvvisamente e senza alcun segnale allarmante che preceda la troncatura della registrazione. Gli ultimi secondi dal CVR: "Allora siamo a discorsi da fare... [...] Va bene i capelli sono bianchi... È logico... Eh, lunedì intendevamo trovarci ben poche volte, se no... Sporca eh! Allora sentite questa... Gua..." La registrazione si ferma tagliando l'ultima parola. Questi particolari indicherebbero - è stato ipotizzato - un'improvvisa interruzione dell'alimentazione elettrica, per cui l'evento causa della caduta del DC-9 sarebbe stato quindi, repentino e inavvertito. Le ipotesi Le principali ipotesi sulle quali gli inquirenti indagano sono: • il DC-9 sarebbe stato abbattuto da un missile; • vi sarebbe stata una collisione (o una quasi-collisione) con un altro velivolo; • sarebbe avvenuto cedimento strutturale; • sarebbe esplosa una bomba a bordo. Le indagini Al caso Ustica la Magistratura ha dedicato una massa tale di risorse, che esso non trova riscontro in nessun altro caso della storia giudiziaria italiana: venti anni di indagini, migliaia di cartelle di atti per oltre due milioni di pagine, e quasi trecento udienze processuali. Restano incerte le cause del disastro, come le eventuali responsabilità. Le indagini vengono iniziate subito sia dalla Magistratura che dal Ministero dei Trasporti. Aprono un procedimento le procure di Palermo, Roma e Bologna, ed il ministro dei trasporti, Rino Formica, nomina una commissione parlamentare d'inchiesta tecnico-formale che però non concluderà mai i suoi compiti, visto che dopo aver presentato due relazioni preliminari si autoscioglie nel 1982, a causa di insanabili contrasti di attribuzioni con la magistratura. Dal 1982 l'indagine diviene di fatto di esclusiva competenza della magistratura nella persona del giudice Bucarelli. La ricerca delle cause dell'incidente, nei primi anni e senza disporre del relitto, non permette di raggiungere ragionevoli certezze. Si rinvengono, sui pochi resti disponibili, tracce di esplosivi TNT e T4[3] in proporzioni compatibili anche con ordigni militari: secondo alcuni analisti i ritrovamenti sembrerebbero a prima vista compatibili sia con l'ipotesi del missile aria-aria, sia con quella della bomba a bordo.
  • 44. Strage di Ustica 42 Il recupero del relitto Nel 1987 il ministro Giuliano Amato dispone i fondi per il recupero del relitto del DC-9 che giace in fondo al mare. La profondità di 3700 metri alla quale si trova il relitto rende complesse e costose le operazioni di localizzazione e recupero. Sono pochissime le imprese specializzate che dispongono delle attrezzature e dell'esperienza necessarie: la scelta ricadrà sulla ditta francese Ifremer, che si ritiene collegata ai servizi segreti francesi[4] ; dalla operazione di recupero, effettuata dai DSRV della Ifremer, scaturiranno oltre ai pezzi recuperati (la maggior parte della cellula), molti dubbi sui filmati consegnati in copia e sul fatto che la prima ispezione al relitto sia stata proprio quella ufficiale e documentata appunto dalla ditta francese. Le difficoltà tecniche, i problemi di finanziamento e le resistenze esercitate da varie delle parti interessate contribuiscono a rimandare il recupero per molti anni. Buona parte del relitto viene riportato in superficie, mediante due distinte campagne di recupero nel 1987 e nel 1991, e il DC-9 viene recuperato per circa il 96%. In un hangar dell'aeroporto di Pratica di Mare viene ricomposto il relitto, dove resta a disposizione della Magistratura per le indagini fino al 5 giugno 2006, quando è trasferito e sistemato nel Museo della Memoria, approntato appositamente a Bologna. Frammenti di un aereo da caccia statunitense Durante la seconda campagna di recupero, nel 1991, al limite orientale della zona di ricerca, oltre ai resti dell'aereo è stato ritrovato un serbatoio esterno di un caccia americano, schiacciato e frammentato, ma completo di tutti i pezzi.[5] Il serbatoio, prodotto dalla Pastushin Aviation, Inc., è lungo 3 metri, ha una capienza di 300 galloni (1135 litri) di combustibile e potrebbe appartenere a un McDonnell Douglas F-4 Phantom II, ma ha la possibilità di essere montato anche sui Northrop F-5 e sui Vought A-7 Corsair II.[5] Il ritrovamento è collegabile sia con l'ipotesi della collisione in volo che con quella del combattimento aereo, in quanto i serbatoi esterni vengono sganciati solo in caso di pericolo o di estrema necessità per aumentare la manovrabilità.[5] I numeri di matricola (identificativi 225.48008, 2662835) hanno permesso di stabilirne con certezza l'appartenenza alle forze aeree statunitensi (USAF o US Navy), ma non il periodo o l'occasione di impiego. La Commissione Stragi Nel 1989 la Commissione Stragi, istituita l'anno precedente e presieduta dal senatore Libero Gualtieri, delibera di inserire tra le proprie competenze anche le indagini relative all'incidente di Ustica, che diviene pertanto, a tutti gli effetti, la "Strage di Ustica". L'attività istruttoria della Commissione, determina la contestazione di reati a numerosi militari in servizio presso i centri radar di Marsala e Licola.
  • 45. Strage di Ustica 43 Le indagini successive Anche gli inquirenti ipotizzano che il sostanziale fallimento delle indagini sia dovuto a estesi depistaggi ed inquinamenti delle prove, operati da personale dell'Aeronautica Militare.[6] Per questa ipotesi investigativa, assieme alle indagini per la ricerca delle cause si sovrappongono allora delle indagini per provare quegli inquinamenti, e depistaggi. Il registro del radar di Marsala Durante le indagini si appura che il registro del sito radar di Marsala ha "una pagina strappata" nel giorno della perdita del DC-9. Il pubblico ministero giunge quindi alla conclusione che si sia sottratta la pagina originale del 27 giugno e se ne sia riscritta poi, nel foglio successivo, una diversa versione. Durante il processo la difesa contesta che la pagina mancante non sarebbe riferita al giorno della tragedia, ma alla notte tra il 25 e il 26 giugno. L'analisi diretta della Corte conclude che la pagina tra il 25 e il 26 sia stata tagliata, come osservato dalla difesa, ma quella che riguarda la sera del 27 giugno è recisa in modo estremamente accurato, così che fosse difficile accorgersene [7] . La numerazione delle pagine non ha invece interruzioni ed è quindi posteriore al taglio. Interrogato a questo proposito, il sergente in servizio quella sera a Marsala non ha fornito alcuna spiegazione: Animazione del tracciato radar (a velocità doppia) degli ultimi minuti del volo. Il DC-9 è diretto a sud e vi è un vento a circa 200 "Non so cosa dirle". km/h verso sud-est. Si notino i due echi senza identificazione sulla La difesa ha in seguito riconosciuto che la pagina del 27 sinistra: secondo alcuni periti si tratta della traccia di un aereo, giugno era stata effettivamente rimossa dal registro. secondo altri di falsi plot, errori del radar. La scritta "IH870" scompare con l'ultima risposta del transponder. Altri contatti su cui si sono concentrate le indagini sono i plot doppi dopo il Telefonata anonima a Telefono Giallo disastro, sospettati di essere tracce di altri aerei in volo. Tali plot Nel 1988, durante la trasmissione Telefono giallo di potrebbero anche essere stati determinati, si è ipotizzato, dalla struttura principale dell'aereo in caduta e da fenomeni di chaffing Corrado Augias, con una telefonata anonima[8] qualcuno causati da frammenti, anche se restano i dubbi per i plot ad ovest dichiara di essere stato «un aviere in servizio a Marsala la del punto di caduta in quanto sopravvento e quindi difficilmente sera dell'evento della sciagura del DC9». L'anonimo attribuibili a rottami che cadono nel letto del forte vento di riferisce che i presenti come lui, avrebbero esaminato le Maestrale (che proviene appunto da Nord-Ovest e spinge verso Sud-Est). tracce, i dieci minuti di trasmissione di cui parlavano nella puntata, dichiarando: «noi li abbiamo visti perfettamente. Soltanto che il giorno dopo, il maresciallo responsabile del servizio ci disse praticamente di farci gli affari nostri e di non avere più seguito in quella vicenda. [...] la verità è questa: ci fu ordinato di starci zitti»[9] . Scontro aereo tra caccia In un articolo dal titolo Battaglia aerea poi la tragedia[10] , pubblicato dal quotidiano L'Ora il 12 febbraio 1992, il giornalista Nino Tilotta afferma che il sottufficiale autore della telefonata sarebbe stato in effetti in servizio allo SHAPE di Mons, in Belgio, e che avrebbe detto in trasmissione di essere a Marsala per non farsi riconoscere. Rivelò la sua identità rilasciando l'intervista anni dopo essere andato in pensione in quanto, come affermò, non più vincolato
  • 46. Strage di Ustica 44 dall'obbligo di mantenere il segreto militare. L'articolo parla di uno scontro aereo avvenuto tra due caccia F-14 Tomcat della US Navy ed un MiG-23 libico. Il traffico aereo Diversi elementi portano gli inquirenti ad indagare sull'eventuale presenza di altri aerei coinvolti nel disastro. Si determinano con certezza alcuni punti: • In generale la zona sud del Tirreno era utilizzata per esercitazioni NATO. • Sono state inoltre accertate in quel periodo penetrazioni dello spazio aereo italiano da parte di aerei militari libici. Tali azioni erano dovute alla necessità da parte dell'aeronautica libica di trasferire i vari aerei da combattimento da e per la Jugoslavia, nelle cui basi[11] [12] veniva assicurata la manutenzione ai diversi MiG e Sukhoi di fabbricazione sovietica presenti in gran quantità nell'aviazione del Colonnello Gheddafi. [13] • Il governo italiano, fortemente debitore verso il governo libico dal punto di vista economico (non si dimentichi che dal 1 dicembre 1976 addirittura la FIAT era parzialmente in mani libiche, con una quota azionaria del 13% detenuta dalla finanziaria libica LAFICO[14] ) tollerava tali attraversamenti e li mascherava con piani di volo autorizzati per non impensierire gli USA: spesso gli aerei libici si mimetizzavano nella rete radar disponendosi in coda al traffico aereo civile italiano, riuscendo così a non allertare le difese NATO.[15] [16] • Diverse testimonianze, inoltre, descrivono l'area soggetta a improvvisa comparsa di traffico militare USA [17] . Più specificamente, durante la giornata del 27 giugno 1980 è segnata nei registri, dalle 10.30 alle 15.00, l'esercitazione aerea USA "Patricia", ed era poi in corso un'esercitazione italiana h. 24 (cioè della durata di ventiquattro ore) a Capo Teulada, segnalata nei NOTAM. • Durante quella sera, tra le ore 20:00 e le 24:00 locali, sono testimoniati diversi voli nell'area, da parte di aerei militari non appartenenti all'Aeronautica Italiana: un quadrireattore E-3A Sentry (più noto come AWACS o aereo radar) che orbitava da oltre due ore a 50 km da Grosseto in direzione nord ovest, un CT-39G Sabreliner, un jet Executive militare e vari P3 Orion (pattugliatori marini) partiti dalla base di Sigonella, un Lockheed C-141 Starlifter (quadrireattore da trasporto strategico) in transito lungo la costa tirrenica, diretto a sud. • Inoltre, sembra che in quei giorni (ed anche quella sera) alcuni cacciabombardieri F-111 dell'USAF basati a Lakenheath (Suffolk, Gran Bretagna), si stessero trasferendo verso l'Egitto all'aeroporto di Cairo West, lungo una rotta che attraversava la penisola italiana in prossimità della costa tirrenica, con l'appoggio di aerei da trasporto strategico C-141 Starlifter. Gli aerei facevano parte di un ponte aereo in atto da diversi giorni, che aveva lo scopo di stringere una cooperazione con l'Egitto[18] e ridurre la Libia, con la quale vigeva uno stato di crisi aperta sin dal 1973,[19] a più miti consigli. • Intensa e insolita attività di volo fino a tarda sera è testimoniata anche dal generale dei Carabinieri Nicolò Bozzo[20] presso la base aerea di Solenzara, in Corsica, che ospitava vari stormi dell'Armée de l'air francesi. Intensa attività militare Successivamente, all'inizio dell'agosto 1980, oltre a vari relitti vengono ritrovati in mare anche due salvagenti e un casco di volo della marina americana; a settembre, presso Messina, si rinvengono frammenti di aerei bersaglio italiani, che sembrano però risalenti a esercitazioni terminate nel gennaio dello stesso anno. Questi dati evidenziano che nell'area tirrenica, in quel periodo del 1980, si svolgeva un'intensa attività militare. Inoltre, benché nessuno di questi fatti, se presi singolarmente, appaia in relazione diretta con la caduta del DC-9, si è notata da alcuni la coincidenza temporale dell'allarme degli F-104 italiani su Firenze, al momento del passaggio del DC-9, dell'esistenza di tracce radar non programmate che transitano ad oltre 600 nodi in prossimità dell'Aereo civile, della pluritestimonianza dell'inseguimento tra aerei da caccia sulla costa calabra[21] ed, infine, delle attività di ricerca, in una zona a 20 miglia ad est del punto di caduta, effettuate da velivoli non appartenenti al Soccorso aereo Italiano.
  • 47. Strage di Ustica 45 Due aerei militari italiani danno l'allarme Due F-104 del 4º Stormo dell'Aeronautica Militare di ritorno da una missione di addestramento sull'aeroporto di Verona-Villafranca, mentre effettuavano l'avvicinamento alla base aerea di Grosseto si trovarono in prossimità del DC-9 Itavia. Uno era un F-104 monoposto, con un allievo ai comandi; l'altro, un TF-104G biposto, ospitava gli istruttori: i comandanti Mario Naldini e Ivo Nutarelli. Alle ore 20:24, all'altezza di Firenze-Peretola, il biposto con a bordo Naldini e Nutarelli mentre era ancora in prossimità dell'aereo civile, emise un segnale di allarme generale alla Difesa Aerea (codice 73, che significa emergenza generale e non emergenza velivolo) e nella registrazione radar di Poggio Ballone «il SOS-SIF è [...] settato a 2, ovvero emergenza confermata, ed il blink è settato ad 1, ovvero accensione della spia di Alert sulle consoles degli operatori»[22] , cioè risulta Naldini e Nutarelli segnalarono un problema di sicurezza aerea e i controllori ottennero conferma della situazione di pericolo. I significati di tali codici, smentiti o sminuiti di importanza da esperti dell'Aeronautica Militare sentiti in qualità di testi, sono stati invece confermati in sede della Commissione ad hoc della NATO, da esperti dell'NPC (NATO Programming Center)[23] . Scrivono difatti costoro nel loro rapporto del 10 marzo 1997: "Varie volte è stato dichiarato lo stato di emergenza confermata relativa alla traccia LL464/LG403 sulla base del codice SIF1 73, che all'epoca del disastro veniva usato come indicazione di emergenza. La traccia ha attraversato la traiettoria del volo del DC9 alle 18:26, ed è stata registrata per l'ultima volta nei pressi della base aerea di Grosseto alle 18:39". L'aereo ripeté per ben tre volte la procedura di allerta, a conferma inequivocabile dell'emergenza. Né l'Aeronautica Militare né la NATO hanno mai chiarito le ragioni di quell'allarme. Il MiG-23 ritrovato 20 giorni dopo Una conferma che in quel periodo, si verificavano sull'Italia voli di aerei militari stranieri si ebbe dal ritrovamento di un aereo MiG-23MS con la livrea della Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Libiyya, l'aeronautica militare libica, precipitato a Castelsilano, nella Sila crotonese. L'Aeronautica Militare italiana, dopo aver lavorato in una commissione relativa al caso insieme ai libici, dichiarò che questo aereo sarebbe decollato dalla Libia e che, in seguito ad un malore del pilota, avrebbe proseguito il volo con il pilota automatico - quindi a quota livellata ed elevata - sino a precipitare sul territorio italiano per esaurimento carburante, venerdì 18 luglio, ossia venti giorni dopo il DC9. Nella sentenza ordinanza del giudice Priore tale versione, tuttavia, appare contrastata da alcune testimonianze e circostanze, che avrebbero potuto retrodatare la caduta del velivolo libico, ponendola a ridosso immediato della tragedia del DC9: tra queste, le dichiarazioni sullo stato di decomposizione della salma del pilota che i periti, professori Zurlo e Rondanelli, definirono "avanzatissimo" [24] , oltre a diverse altre testimonianze raccolte sul luogo e nelle aree limitrofe[25] , che riportavano l'evento ad una data prossima o coincidente con la scomparsa del volo Itavia. Un'ulteriore indagine tecnica relativa al meteo del 18 luglio ed alle caratteristiche di funzionamento del pilota automatico del MiG-23, concluse inoltre che il velivolo sarebbe dovuto cadere più ad ovest e ben prima di raggiungere le coste calabresi. Sulla copia della pellicola dell'FDR a disposizione dell'autorità giudiziaria non erano registrati né l'angolo di prua, né la data di volo[26] ; l'originale era stata consegnata al SIOS, e al momento delle indagini non era più disponibile agli atti per un confronto.[27] Tra l'altro, in piena contraddizione con le dichiarazioni dell'Aeronautica Militare italiana, esiste una missiva datata il 9 dicembre 1988 in cui lo Stato Maggiore della Difesa, dopo aver interessato le tre forze armate ed ottenuto le risposte ai quesiti richiesti, riferiva che:
  • 48. Strage di Ustica 46 "il 18 luglio 1980 l'area di competenza del 3º ROC di Martina Franca si era interessata ad una esercitazione NATO "Natinad - Demon Jam V" svoltasi dalle ore 8 alle ore 11 (l'esercitazione si tenne dal 15 al 18 luglio). Essa prevedeva l'impiego di velivoli che simulavano operazioni di penetrazione verso il territorio nazionale in presenza di disturbo elettronico e contro i quali intervenivano i velivoli intercettori. Nessun inconveniente si verificò nel corso dell'esercitazione." La conferma dell'esercitazione in corso il 18 luglio 1980 ed il conseguente stato di allerta che ne derivava, sia della rete radar che degli intercettori in volo, rende ancora più incompatibile la "penetrazione non identificata di un velivolo estraneo" nell'area in quella data, per lo meno nelle modalità descritte (pilota svenuto, quindi volo rettilineo, alta quota quindi altamente visibile da tutti i radar)[28] . Le contraddizioni Il giorno dopo il disastro, alle 12:10, una telefonata al "Corriere della Sera" annunciò a nome dei Nuclei Armati Rivoluzionari, un gruppo armato di estrema destra, i terroristi neofascisti, che l'aereo era stato fatto esplodere con una bomba da loro posta nella toilette[29] , da uno dei passeggeri: tal Marco Affatigato (imbarcato sotto falso nome), membro dei NAR che - invece - era in quei mesi al servizio dell'intelligence francese e che, nel settembre dello stesso anno, rientrato in Italia, venne rinchiuso nel carcere di Ferrara. Affatigato, però, sconfessò rapidamente la telefonata: per rassicurare la madre chiese alle Digos di Palermo e di Lucca di smentire la notizia della sua presenza a bordo dell'aereo precipitato. Circa un mese dopo, avvenne la strage di Bologna ed anche in questo caso ci fu la rivendicazione dei NAR. In entrambi i casi, Bologna era la città in cui avevano colpito i NAR ed in ambo i casi Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, ai vertici del gruppo terrorista, smentirono un coinvolgimento dell'organizzazione negli eventi, come la smentì il colonnello Amos Spiazzi dopo aver conosciuto in carcere Marco Affatigato. C'è quindi, chi ipotizza un depistaggio nel depistaggio, ovvero che la strage di Bologna sia servita ad avvalorare la tesi della bomba dei NAR collocata all'interno dell'aereo[30] . La tesi della bomba dividerà anche i periti incaricati dal giudice Vittorio Bucarelli di analizzare i resti ripescati dal fondale marino: un primo momento li vede concordi all'unisono circa il missile; successivamente, due dei cinque tecnici cambieranno versione a favore della bomba. I dialoghi registrati Alle 20.58 di quella sera, un dialogo registrato tra due operatori radar a Marsala si svolge dicendo: "... Sta' a vedere che quello mette la freccia e sorpassa !", ed anche: "Quello ha fatto un salto da canguro!". Alle 22.04 a Grosseto gli operatori radar non s'accorgono che il contatto radio con Ciampino è rimasto aperto e che le loro voci vengono registrate: "... Qui, poi... il Governo, quando sono americani...."; quindi: "Tu, poi... che cascasse..."; "È esploso in volo!". Alle 22.05, al centro radar di Ciampino, parlando dell'omologo di Siracusa: "...Stavano razzolando degli aerei americani... Io stavo pure ipotizzando una collisione in volo". Ed anche: "Sì, o... di un'esplosione in volo!".
  • 49. Strage di Ustica 47 I nastri telefonici e le testimonianze in aula « Allora io chiamo l'ambasciata, chiedo dell'attaché... eh, senti, guarda: una delle cose più probabili è la collisione in volo con uno dei loro aerei, secondo me, quindi...  » (27 giugno 1980, ore 22:39 locali. Dalla telefonata all'ambasciata USA) Nel 1991 gli inquirenti entrano in possesso di una piccola parte dei nastri delle comunicazioni telefoniche fatte quella notte e la mattina seguente. La maggior parte è andata perduta: riutilizzata sovraincidendo le registrazioni. Dall'analisi dei dialoghi si rileva che la prima ipotesi fatta dagli ufficiali dell'Aeronautica Militare fu la collisione e che in tal senso intrapresero azioni di ricerca di informazioni presso vari siti dell'Aeronautica e presso l'ambasciata USA a Roma.[31] Più volte si parla di aerei americani che "razzolano", di esercitazioni, di collisione ed esplosione, di come ottenere notizie certe al riguardo. Tutto il personale che partecipa alle telefonate viene identificato tramite riconoscimenti e incrocio di informazioni. Si ammette per la prima volta di aver contattato l'ambasciata USA o di aver parlato di "traffico americano" solo dopo il rinvenimento dei nastri, prima era sempre stato negato. Le spiegazioni fornite dagli interessati durante deposizioni e interrogatori contrastano comunque con il contenuto delle registrazioni o con precedenti deposizioni. • Udienza del 21 febbraio 2001: PM- "Furono fatte delle ipotesi sulla perdita del DC-9 in relazione alle quali era necessario contattare l'ambasciata americana?" Chiarotti - "Assolutamente no, per quello che mi riguardi [...] La telefonata fu fatta per chiedere se avessero qualche notizia di qualsiasi genere che interessasse il volo dell'Itavia, [...]" • Udienza del 7 febbraio 2001: capitano Grasselli- "Normalmente chiamavamo l'ambasciata americana per conoscere che fine avevano fatto dei loro aerei di cui perdevamo il contatto. Non penso però che quella sera la telefonata all'ambasciata americana fu fatta per sapere se si erano persi un aereo. Ho ritenuto la telefonata un'iniziativa goliardica in quanto tra i compiti del supervisore non c'è quello di chiamare l'ambasciata [...]". • Deposizione del 31 gennaio 1992 del colonnello Guidi:- "Ho un ricordo labilissimo anzi inesistente di quella serata. Nessuno in sala operativa parlava di traffico americano, che io ricordi. [...]" "[...] pensando che l'aeromobile avesse tentato un ammaraggio di fortuna, cercavamo l'aiuto degli americani per ricercare e salvare i superstiti." Una volta fatta ascoltare in aula la telefonata all'ambasciata, Guidi afferma di non riconoscere la propria voce nella registrazione e ribadisce che non ha ricordo della telefonata. Nel 1991 affermava: -"Quella sera non si fece l'ipotesi della collisione." E ancora "Non mi risulta che qualcuno mi abbia parlato d'intenso traffico militare [...]. Se fossi stato informato di una circostanza come quella dell'intenso traffico militare, avrei dovuto informare nella linea operativa l'Itav, nella persona del capo del II Reparto, ovvero: Fiorito De Falco." Nel nastro di una telefonata delle 22.23 Guidi informa espressamente il suo diretto superiore, colonnello Fiorito De Falco, sia del traffico americano, sia di un'ipotesi di collisione, sia del contatto che si cerca di stabilire con le forze USA. Ma nella deposizione dell'ottobre 1991, anche il generale Fiorito De Falco afferma- "[...] Guidi non mi riferì di un intenso traffico militare."
  • 50. Strage di Ustica 48 Le morti sospette « La maggior parte dei decessi che molti hanno definito sospetti, di sospetto non hanno alcunché. Nei casi che restano si dovrà approfondire [...] giacché appare sufficientemente certo che coloro che sono morti erano a conoscenza di qualcosa che non è stato mai ufficialmente rivelato e da questo peso sono rimasti schiacciati. » (sentenza ordinanza, capo 4, p. 4674) Per due dei 12 casi di decessi sospetti permangono indizi di relazione al "caso Ustica"[32] : • Maresciallo Mario Alberto Dettori: trovato impiccato il 31 marzo 1987 in un modo definito dalla Polizia Scientifica "innaturale"[33] , presso Grosseto. Mesi prima, preoccupato, aveva rovistato tutta la casa alla ricerca di presunte microspie[34] . Vi sono indizi fosse in servizio la sera del disastro e che avesse in seguito sofferto di «manie di persecuzione» relativamente a tali eventi. Confidò alla moglie: «Sono molto scosso... Qui è successo un casino... Qui vanno tutti in galera!». Il giudice Priore conclude: «Sui singoli fatti come sulla loro concatenazione non si raggiunge però il grado della prova». • Maresciallo Franco Parisi: trovato impiccato il 21 dicembre 1995, era di turno la mattina del 18 luglio 1980, data ufficiale dell'incidente del MiG libico sulla Sila. Proprio riguardo alla vicenda del MiG erano emerse durante il suo primo esame testimoniale palesi contraddizioni; citato a ricomparire in tribunale, muore pochi giorni dopo aver ricevuto la convocazione. Non si riesce a stabilire se si tratti di omicidio. Gli altri casi presi in esame dall'inchiesta, sono: • Colonnello Pierangelo Tedoldi: incidente stradale il 3 agosto 1980; aveva il comando dell'aeroporto di Grosseto, durante i fatti di Ustica. • Capitano Maurizio Gari: infarto, 9 maggio 1981; capo controllore di sala operativa della Difesa Aerea presso il 21º CRAM di Poggio Ballone, era in servizio la sera della strage. Dalle registrazioni telefoniche si evince un particolare interessamento del capitano per la questione del DC-9 e la sua testimonianza sarebbe stata certo "di grande utilità all'inchiesta" visto il ruolo ricoperto dalla sala sotto il suo comando, nella quale, peraltro, era molto probabilmente in servizio il maresciallo Dettori. La morte, appare naturale, nonostante la giovane età. • Giovanni Battista Finetti, Sindaco di Grosseto: incidente stradale; 23 gennaio 1983. Era opinione corrente che avesse informazioni su fatti avvenuti la sera dell'incidente del DC-9 all'aeroporto di Grosseto. L'incidente in cui perde la vita, peraltro, appare casuale. • Maresciallo Ugo Zammarelli: incidente stradale; 12 agosto 1988. Era stato in servizio presso il SIOS di Cagliari, tuttavia non si sa se fosse a conoscenza d'informazioni riguardanti la strage di Ustica, o la caduta del MiG libico. • Colonnelli Mario Naldini e Ivo Nutarelli: Incidente di Ramstein, 28 agosto 1988. In servizio presso l'aeroporto di Grosseto all'epoca dei fatti, la sera del 27 giugno, come già accennato, erano in volo su uno degli F-104 e lanciarono l'allarme di emergenza generale. Erano certamente a conoscenza di fatti inerenti il volo Itavia. La loro testimonianza sarebbe stata utile anche in relazione agli interrogatori del loro allievo, in volo quella sera sull'altro F-104, durante i quali è "apparso sempre terrorizzato"[35] . Appare sproporzionato organizzare un simile incidente, con esito incerto, per eliminare quei due importanti testimoni. • Maresciallo Antonio Muzio: omicidio, 1º febbraio 1991; in servizio alla torre di controllo dell'aeroporto di Lamezia Terme nel 1980, poteva forse essere venuto a conoscenza di notizie riguardanti il MiG libico, ma non ci sono certezze. • Tenente colonnello Sandro Marcucci: incidente aereo; 2 febbraio 1992. Non sono emerse connessioni con la tragedia di Ustica, a parte le dichiarazioni di un testimone. • Maresciallo Antonio Pagliara: incidente stradale; 2 febbraio 1992. In servizio come controllore della Difesa Aerea presso il 32º CRAM di Otranto, dove avrebbe potuto avere informazioni sulla faccenda del MiG. Le indagini propendono per la casualità dell'incidente. • Generale Roberto Boemio: omicidio; 12 gennaio 1993 a Bruxelles. Da sue precedenti dichiarazioni durante l'inchiesta, appare chiaro che la sua testimonianza sarebbe stata di grande utilità, sia per determinare gli eventi
  • 51. Strage di Ustica 49 inerenti il DC-9, sia per quelli del MiG libico. La magistratura belga non ha risolto il caso. • Maggiore medico Gian Paolo Totaro: trovato impiccato ad un'altezza di poco superiore al metro, il 2 novembre 1994. Le indagini partono a causa dalla strana modalità d'impiccagione, tuttavia concludono che si sia trattato di un'azione suicida. Gian Paolo Totaro era in contatto con molti militari collegati agli eventi di Ustica, tra i quali lo stesso Maresciallo Dettori. La sentenza-ordinanza Priore Sull'analisi del complesso scenario si muove il procedimento penale Nr 527 84 a G. I., meglio conosciuto come Inchiesta Priore. Nonostante le lunghe indagini, il recupero di parte consistente del relitto, le centinaia di perizie tecniche e le ingenti risorse finanziarie ed umane dedicate alle indagini, si rinvengono sì numerosi e gravi indizi, ma non prove definitive e conclusive per individuare gli autori del disastro. Le indagini si concludono il 31 agosto 1999 con il deposito della sentenza-ordinanza Priore, secondo la quale il DC-9 Itavia è precipitato perché coinvolto, direttamente o indirettamente, in uno scenario di battaglia aerea avvenuto nei cieli italiani. L'inchiesta - vi si legge - è stata ostacolata da reticenze e false testimonianze, sia nell'ambito dell'Aeronautica Italiana che della NATO, le quali hanno avuto l'effetto di inquinare o nascondere informazioni su quanto accaduto. La sentenza-ordinanza conclude: « L'incidente al DC9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento, il DC9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un'azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti. » Nella ricostruzione degli eventi, secondo le conclusioni del giudice Priore, le cause più probabili del disastro sarebbero da ricercarsi tra l'impatto di un missile, una collisione con un altro velivolo o al limite in una "quasi collisione" - un evento consistente in un passaggio di un velivolo ad alta velocità vicinissimo al DC-9, che ne avrebbe scomposto l'assetto di volo, provocando un sovraccarico tale da causarne la destrutturazione e la caduta. Questa teoria è in origine formulata dai professori Dalle Mese[36] e Casarosa[37] , due dei periti di ufficio. L'ipotesi di quasi collisione, evento inedito mai accaduto nella casistica mondiale degli incidenti aerei, viene aspramente criticata da vasta parte del mondo scientifico aeronautico, che lo ritiene nella pratica "sommamente improbabile pur se non impossibile" su un piano esclusivamente teorico. Tuttavia la perizia metallografica dei professori Donato Firrao (Politecnico di Torino), Sergio Reale (Università di Firenze) e Roberto Roberti (Università di Brescia), avrebbe escluso che sia avvenuta un'esplosione sia internamente (bomba), che esternamente (mancherebbero anche i segni di schegge dell'eventuale missile). Le tracce di esplosivi rinvenute sui reperti possono quindi essere spiegate o dall'esplosione di un missile a prevalente "effetto blast" e trascurabile produzione di schegge, o dalla temporanea custodia degli oggetti recuperati in mare in locali di navi militari in cui erano stati precedentemente collocati materiali esplosivi (la camera siluri). Le tracce rinvenute in seguito in tali locali non erano però di tale entità da giustificare una contaminazione, che rimane dunque una possibilità non provata. Nella sentenza-ordinanza viene dedicato anche un ampio spazio al MiG-23MS libico ritrovato a Castelsilano, ufficialmente, il 18 luglio 1980. Secondo l'ipotesi inquirente alcuni fatti, testimonianze e documenti, mettono in dubbio la sua data di caduta del 18 luglio e fanno invece ipotizzare un collegamento con la caduta del DC-9 Itavia. I responsabili materiali della strage non possono, al momento, essere individuati e il procedimento penale n. 527 84 a G. I. dichiara «il non doversi procedere in ordine al delitto di strage perché ignoti gli autori del reato». L'inchiesta non è priva di ulteriori strascichi giudiziari. Diversi i militari italiani che vengono considerati penalmente responsabili non per la caduta del DC-9, per le quali non sono attribuite responsabilità all'Aeronautica
  • 52. Strage di Ustica 50 italiana, ma per il comportamento successivo al disastro. Molti i reati contestati; tra cui: falso ideologico, abuso d'ufficio, falsa testimonianza, favoreggiamento, falso, dispersione di documenti. Per il vertice dell'Aeronautica del tempo furono rinviati a giudizio i generali: Bartolucci e Ferri[38] e i generali Melillo e Tascio[39] ; si aggiunge un'ulteriore ipotesi di reato: alto tradimento, per aver impedito, tramite la comunicazione di informazioni errate, l'esercizio delle funzioni del governo. Il processo in Corte di Assise sui presunti depistaggi Il 28 settembre 2000, nell'aula-bunker di Rebibbia appositamente attrezzata, inizia il processo sui presunti depistaggi, davanti alla terza sezione della Corte di Assise di Roma. Dopo 272 udienze e dopo aver ascoltato migliaia tra testimoni, consulenti e periti, il 30 aprile 2004, la corte assolve dall'imputazione di alto tradimento - per aver gli imputati turbato (e non impedito) le funzioni di governo - i generali Corrado Melillo e Zeno Tascio "per non aver commesso il fatto". I generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri vengono invece ritenuti colpevoli ma, essendo ormai passati più di 15 anni, il reato è caduto in prescrizione. Anche per molte imputazioni relative ad altri militari dell'Aeronautica (falsa testimonianza, favoreggiamento, ecc.) viene dichiarata la prescrizione. Il reato di abuso d'ufficio, invece, non sussiste più per modifiche successive alla legge. La sentenza non soddisfa né gli imputati Bartolucci e Ferri, né la Procura, né le parti civili. Tutti, infatti, presentano ricorso in appello. Il processo in Corte di Assise d'Appello, sui depistaggi Anche il processo davanti alla Corte di Assise d'Appello di Roma, aperto il 3 novembre 2005, si chiude il successivo 15 dicembre con l'assoluzione dei generali Bartolucci e Ferri dalla imputazione loro ascritta perché "il fatto non sussiste". La Corte rileva infatti che non vi sono prove a sostegno dell'accusa di "alto tradimento". Le analisi condotte nella perizia radaristica Dalle Mese, sono state eseguite con «sistemi del tutto nuovi e sconosciuti nel periodo giugno-dicembre 1980» e pertanto non possono essere prese in considerazione per giudicare di quali informazioni disponessero, all'epoca dei fatti, gli imputati. In ogni caso la presenza di altri aerei deducibile dai tracciati radar non raggiunge in alcuna analisi il valore di certezza e quindi di prova. Non vi è poi prova che gli imputati abbiano ricevuto notizia della presenza di aerei sconosciuti o USA collegabili alla caduta del DC-9. La Corte rileva inoltre che l'informativa trasmessa dagli imputati al governo non risulta errata: i radar militari di Licola, Marsala e Siracusa non rilevano alcun traffico sconosciuto[40] , come invece si può dedurre dai tracciati radar di Ciampino, che non è citato nell'informativa. Quindi viene ritenuta corretta l'affermazione che i radar militari «non confermano» (che non equivale ad esclude) traffico sconosciuto. L'unica informazione errata è relativa all'interruzione dei nastri di Marsala "effettuata da un operatore per dimostrare la procedura di cambio del nastro", quando invece secondo la sentenza, i motivi sarebbero da individuare nell'inizio di un'esercitazione simulata[41] circa 4 minuti proprio dopo il disastro aereo; errore che sarebbe privo di rilevanza ai fini processuali.
  • 53. Strage di Ustica 51 Le reazioni alla sentenza La sentenza provoca subito accese critiche da parte delle Parti Civili. La senatrice Daria Bonfietti, sorella di una delle vittime e presidente della "Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica", in una conferenza stampa definisce la sentenza "una vergogna". Nelle motivazioni della sentenza, pubblicate il 6 aprile 2006, alla pagina 48, la Corte (fatto inusuale) raccoglie la provocazione e replica a questa accusa: « A differenza delle altre parti processuali che hanno accettato comunque la decisione di questa corte, qualche familiare [42] delle vittime ha definito una vergogna l'assoluzione oppure ha accusato la magistratura di non aver voluto accertare fino in fondo la responsabilità dell'accaduto. La Corte era ben conscia dell'impatto negativo di una ulteriore sentenza assolutoria anche nei confronti dei due generali, ma a fronte di commettere una ingiustizia, perché tale sarebbe stata la conferma della sentenza o una condanna, andare contro l'opinione pubblica non costituisce un ostacolo. In quel caso, allora, si sarebbe trattato di una vergogna perché si sarebbero condannati o ritenuti responsabili di un reato persone nei cui confronti vi era un difetto assoluto di prova. » Il ricorso in Cassazione La Procura Generale di Roma propone ricorso per cassazione chiedendo l'annullamento della sentenza della Corte d'Appello del 15 dicembre 2005, e come effetto dichiarare che «il fatto contestato non è più previsto dalla legge come reato» anziché «perché il fatto non sussiste». La legge inerente all'alto tradimento è stata infatti modificata con decreto riguardante i reati d'opinione[43] . La differenza tra le due formule è rilevante. Immediatamente è stato evidenziato che l'assoluzione con la formula perché il fatto non sussiste indica che nel caso esaminato non c'è alcuna prova che gli imputati abbiano compiuto azioni tendenti a ostacolare, turbare o impedire le azioni del governo, e che quindi non hanno commesso i fatti per cui hanno dovuto rispondere in giudizio. L'annullamento della sentenza di appello perché «il fatto contestato non è più previsto dalla legge come reato» significa invece non escludere che gli imputati abbiano commesso i fatti per cui sono giudicati: solo la prima delle due formule, insomma, vale a dichiarare l'insussistenza originaria di ogni fatto-reato. Il 10 gennaio 2007 la prima sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Torquato Gemelli, conferma la sentenza pronunciata nel dicembre del 2005 dalla corte d'Assise d'appello di Roma, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla Procura Generale di Roma e rigettando quello dell'Avvocatura dello Stato, che rappresentava la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministero della Difesa, costituitisi parte civile. Nelle motivazioni della sentenza viene ribadita l'interpretazione che occorre dare all'assoluzione ai sensi dell'articolo 530 comma 2 c.p.p. con la formula «perché il fatto non sussiste» pronunciata dalla corte di Assise. L'opinione delle parti civili tende ad interpretare l'assoluzione degli imputati come non completa. In pratica, è convinzione comune che la battaglia aerea vi sia stata davvero e che gli imputati - per la posizione ricoperta all'epoca - non potessero non sapere; che abbiano effettivamente commesso i fatti loro contestati e che siano stati assolti, semplicemente perché non sono state raccolte prove sufficienti per condannarli. Le dichiarazioni di Cossiga: apertura di una nuova inchiesta A ventotto anni dalla strage, la procura di Roma ha deciso di riaprire una nuova inchiesta a seguito delle dichiarazioni rilasciate nel febbraio 2007 da Francesco Cossiga. L'ex presidente della Repubblica, presidente del Consiglio all'epoca della strage, ha dichiarato che ad abbattere il DC9 sia stato un missile «a risonanza e non a impatto», lanciato da un aereo della marina militare francese, e che furono i servizi segreti italiani a informare lui e l'allora ministro dell'Interno Giuliano Amato dell'accaduto[44] .
  • 54. Strage di Ustica 52 La definizione di Cossiga relativa ai missili a risonanza è poco precisa, a tal proposito il generale Vincenzo Manca, ex senatore e vicepresidente della commissione bicamerale d'inchiesta sulle stragi, ha dichiarato che «non esiste un missile che scoppia a risonanza: i missili si differenziano per il sistema di guida con cui agganciano l’obiettivo, non per il tipo di scoppio».[45] L'affermazione del generale Manca è però incompleta in quanto è perfettamente conosciuta la produzione di missili a prevalente effetto blast, cioè importante onda d'urto e trascurabile produzione di schegge, ed è probabile che l'affermazione di Cossiga si riferisca, con dizione poco esperta, proprio a tale tipo di missile. L'affermazione del generale Manca inoltre stupisce poiché, essendo egli un esperto di questioni militari, non poteva ignorare tali dettagli tecnici. Mentre nel 2002, lo stesso Cossiga aveva dichiarato invece, nella sua deposizione alle autorità inquirenti, che ai tempi della strage non aveva nessun elemento per non credere che si fosse trattato di un cedimento strutturale e che nell'arco di 22 anni aveva sempre saputo che al DC-9, fosse occorso un normale incidente aereo.[46] Restano ignote le motivazioni che hanno portato Francesco Cossiga ad un tale radicale cambiamento di opinione. Elenco delle vittime In grassetto l'equipaggio • Cinzia Andres • Carmela Fullone • Guglielmo Norritto • Luigi Andres • Rosario Fullone • Lorenzo Ongari • Francesco Baiamonte • Vito Gallo • Paola Papi • Paola Bonati • Com.te Domenico Gatti • Alessandra Parisi • Alberto Bonfietti • Guelfo Gherardi • Carlo Parrinello • Alberto Bosco • Antonino Greco • Francesca Parrinello • Maria Vincenza Calderone • Berta Gruber • Anna Paola Pellicciani • Giuseppe Cammarota • Andrea Guarano • Antonella Pinocchio • Arnaldo Campanini • Vincenzo Guardi • Giovanni Pinocchio • Antonio Candia • Giacomo Guerino • Gaetano Prestileo • Antonella Cappellini • Graziella Guerra • Andrea Reina • Giovanni Cerami • Rita Guzzo • Giulia Reina • Maria Grazia Croce • Giuseppe Lachina • Costanzo Ronchini • Francesca D'Alfonso • Gaetano La Rocca • Marianna Siracusa • Salvatore D'Alfonso • Paolo Licata • Maria Elena Speciale • Sebastiano D'Alfonso • Maria Rosaria Liotta • Giuliana Superchi • Michele Davì • Francesca Lupo • Antonio Torres • Giuseppe Calogero De Ciccio • Giovanna Lupo • Giulia Maria Concetta Tripiciano • Secondo assistente di volo Rosa De • Giuseppe Manitta • Pierpaolo Ugolini Dominicis • Elvira De Lisi • Claudio Marchese • Daniela Valentini • Francesco Di Natale • Daniela Marfisi • Giuseppe Valenza • Antonella Diodato • Tiziana Marfisi • Massimo Venturi • Giuseppe Diodato • Erica Mazzel • Marco Volanti • Vincenzo Diodato • Rita Mazzel • Maria Volpe • Giacomo Filippi • Maria Assunta Mignani • Alessandro Zanetti • Primo ufficiale Enzo Fontana • Annino Molteni • Emanuele Zanetti • Vito Fontana • Primo assistente di volo Paolo Morici • Nicola Zanetti
  • 55. Strage di Ustica 53 Museo per la memoria di Ustica Il 27 giugno 2007 viene aperto a Bologna il Museo per la memoria di Ustica. Il museo, che si trova in via di Saliceto 5 presso gli ex magazzini dell'ATC, contiene l'aereo così come era stato ricostruito durante le indagini. Christian Boltanski ha prodotto una installazione su misura composta da: • 81 lampade flebilmente pulsanti sospese sui resti dell'aereo • 81 specchi neri Dietro ciascuno specchio vi è un altoparlante che Il museo per la memoria di Ustica diffonde un semplice pensiero/preoccupazione. Sono presenti alcune casse di legno rivestite di plastica nera contenenti tutti gli oggetti ritrovati nei pressi dell'aereo. Un piccolo libro con le foto degli oggetti viene consegnato ai visitatori. Filmografia Di seguito sono riportati, in ordine cronologico decrescente, i film e le trasmissioni televisive dedicate alla strage di Ustica. • Blu notte - Misteri italiani: La strage di Ustica, a cura di Carlo Lucarelli, RAI, 2004 • Ustica. Una spina nel cuore, regia di Romano Scavolini, 2001 • I-TIGI Canto per Ustica, scritto da Daniele Del Giudice e Marco Paolini, con Marco Paolini e il Quartetto vocale Giovanna Marini (DVD, 150 minuti, con allegato il libro Quaderno dei Tigi), Einaudi Stile Libero/Video, 2001 • Il muro di gomma, regia di Marco Risi, 1991 Bibliografia La folta bibliografia sulla strage di Ustica è riportata di seguito in ordine cronologico decrescente. • Enrico Brogneri, Ai margini di Ustica 2. In tutta omertà, edito dall'autore, 2008 • Ray Cipson, Mark Demon, La Guerra di Ponza - Ustica: la cronaca, Lo Vecchio Editore, 2007 • Giovanni Minoli, Piero Corsini, Quella maledetta estate, Rizzoli, 2007 • Fabrizio Colarieti, Leonora Sartori, Andrea Vivaldo, Ustica, scenari di guerra, Becco Giallo, 2007 • Vincenzo Ruggero Manca, Ustica assoluzione dovuta, giustizia negata, Koinè, 2007 • Carlo Casarosa, Ustica. Storia di un'indagine, Plus, 2006 • Erminio Amelio, Alessandro Benedetti, IH870. Il volo spezzato. Strage di Ustica: le storie, i misteri, i depistaggi, il processo, Editori Riuniti, 2005 • Luigi Di Stefano, Il Buco. Scenari di guerra nel cielo di Ustica, Vallecchi, 2005 • Carlo Lucarelli, Strage di Ustica in Nuovi misteri d'Italia. I casi di Blu Notte (pagg. 46-73). Torino, Einaudi, 2004, ISBN 9788806167400. • Arcangelo Badolati, Il Mig Delle Bugie segreti di stato e verità nascoste , Pellegrini editore, 2004 • Daniele Biacchessi, Fabrizio Colarieti, Punto Condor: Ustica il processo, Pendragon, 2002 • Daniele Del Giudice, Marco Paolini, Quaderno dei Tigi (con il video I-TIGI Canto per Ustica, con Marco Paolini e il Quartetto vocale Giovanna Marini, 150 minuti), Einaudi Stile Libro/Video, Torino, 2001 • Lelio Lagorio, Il "Caso Ustica", Testimonianza davanti alla Corte d'Assise di Roma, 6 dicembre 2001,in www.leliolagorio.it (Documenti)
  • 56. Strage di Ustica 54 • Flaminia Cardini (a cura di), Ustica, la via dell'ombra, Sapere 2000, 1990 • Paolo Guzzanti, Ustica. Verità svelata, Edizioni Bietti, 1999 • Enrico Brogneri, Ai margini di Ustica, edito dall'autore, 1998 • Daria Lucca, Paolo Miggiano, Andrea Purgatori, A un passo dalla guerra - Ustica: Storia di un segreto inconfessabile, Sperling & Kupfer, 1995 • Giuseppe Zamberletti, La minaccia e la vendetta. Ustica e Bologna: un filo tra due stragi, Franco Angeli, 1995 • Andrea Purgatori, Daria Bonfietti, Michele Serra, Com'è profondo il mare, la strage di Ustica e la satira: moralità della risata e immoralità della vergogna, Cuore, 1994 • Claudio Gatti, Gail Hammer, Il quinto scenario - I missili di Ustica, Rizzoli, 1994 • Dario Celli, Roberto Superchi, Ustica 50 lire per la verità, Publiprint, 1993 • Franco Scottoni, Luigi Di Stefano, Ustica. Quel maledetto missile, Atlantis, 1990 • Enzo Catania, Ustica: un giallo nel cielo, Longanesi, 1988 Voci correlate • Affare Maltese • Lista delle stragi avvenute in Italia • Incidente aereo • Negabilità plausibile • Mario De Paolis • Ivo Nutarelli • Ran Goren Collegamenti esterni • Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica [47] • Intervista con Daria Bonfietti, Presidente della Associazione Parenti delle Vittime Strage di Ustica [48] • Stragi80 [49] • Video: The truth about Ustica's disaster (6/27/1980) [50] • La Storia Siamo Noi - trasmissione RAI sulla strage di Ustica [51] • Trasmissione Rai Telefono Giallo [52] • Archivio900 Molte recensioni bibliografiche inerenti la strage di Ustica [53] • Ai Margini di Ustica 2 - In tutta omertà [54] • Ai margini di Ustica di Enrico Brogneri [55] • L'Ora,Battaglia aerea poi la tragedia [56] • Comitato Studi per Ustica [57] • Un dossier sul caso pubblicato dalla Associazione Arma Aeronautica [58] • seeninside.net La vicenda vista "dall'interno" [59] • La strage di Ustica: per non dimenticare... [60] • Da airmanshiponline- una opinione sul MiG di Castelsilano [61] • Da airmanshiponline- una sintesi sull'incidente [62] • Sito critico verso l'ipotesi di battaglia aerea [63] • Vittime e testimoni. Strage di Ustica [64] • il caso di Sandro Marcucci [65] • lascia la tua firma vera per far riaprire il caso marcucci [66] • Articolo completo su misteriditalia.com [67] • Il museo a Bologna: 29 anni dopo, il relitto ricostruito [68] • (EN) AirDisaster.Com Accident Synopsis of Flight 870 [69]
  • 57. Strage di Ustica 55 Note [1] Marca del registro aeronautico: la lettera I (Italia) rappresenta la marca di nazionalità ed è seguita dalla marca di immatricolazione, composta da una sequenza di quattro lettere diversa per ciascun velivolo. [2] Sentenza ordinanza, titolo 2, pag. 468. [3] Nel 1982 solo T4, in una seconda repertazione, nel 1987, T4 e TNT. [4] Ustica, il giudice Priore indaga sul Supersismi (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1990/ 10/ 06/ ustica-il-giudice-priore-indaga-sul-supersismi. html). 06 ottobre 1990 [5] «Tra i rottami del DC9 i pezzi di un "caccia"» (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1992/ maggio/ 24/ tra_rottami_del_DC9_pezzi_co_0_92052411400. shtml). Corriere della Sera, 24-05-1992. [6] Procedimento penale n. 527/84 A G. I.; titolo 2, pag. 29, 185, 186 e successive. [7] Come era infatti sfuggito all'avvocato difensore. [8] http:/ / www. youtube. com/ watch?v=bXglTY3RykA http:/ / www. filefront. com/ 14242445/ telef%20giallo%20Ustica. flv http:/ / www. divshare. com/ download/ 8142378-809 [9] La registrazione della telefonata (http:/ / www. misteriditalia. com:80/ ustica/ ciFuDettoDiStareZitti. htm) [10] (http:/ / www. till-news. org/ ustica2. htm) (http:/ / www. stragi80. it/ rassegna/ press. htm) [11] Base aerea di Batajnica presso la vazduhoplovni zavod (fabbrica aeroplani) - VZ "Moma Stanojlović". [12] Aeroporto di Mostar presso la fabbrica aeroplani SOKO della quale la Libia era cliente in quanto in possesso dei modelli G2 Galeb e J1 Jastreb. [13] Procedimento penale n. 527/84 a G. I.; titolo 2, pagg. 1431-1435. [14] A tal proposito si veda anche il libro di A. Purgatori A un passo dalla guerra, pagg. 257-258. [15] Procedimento penale n. 527/84 a G. I. volume 6, capitolo XVII, La Libia, par. 8 e 9 (I sorvoli nelle nostre FIR e Il corridoio) - pagg. 1449-1462; capo 7 - capitolo III - pag. 4962. [16] Procedimento penale n. 527/84 A G. I.; sottotitolo 2, pag. 3956; capo 7, capitolo III, pag. 4963. Citiamo : «...Tutti, quelli che dovevano provvedere, erano a conoscenza di queste penetrazioni; nessuno se ne curava; non pochi ne lucravano in giochi di potere e denaro. Quasi si chiudeva, la Difesa, al tramonto ed altri apparivano come delegati alla bisogna...». [17] un traffico di tale intensità da far preoccupare piloti, civili e controllori: poche settimane prima della tragedia di Ustica, un volo Roma-Cagliari decide per sicurezza di tornare all'aeroporto di partenza, in altre occasioni i controllori di volo contattarono l'addetto aeronautico dell'ambasciata USA per la presenza di aerei pericolosamente vicini alle rotte civili. [18] Il presidente egiziano Sadat aveva appena espulso i vari consiglieri militari sovietici, portando di fatto il paese nella sfera di influenza della Alleanza Occidentale. [19] Tensione scaturita dall'azione unilaterale libica di estendere, nel 1973, le proprie acque territoriali tracciando la così detta "linea della morte", crisi che porterà, il 19 agosto 1981, ad un primo scontro aereo sul golfo della Sirte tra due F-14 Tomcat del VF-41 Black Aces, call sign Fast Eagle 102 (CDR "Hank" Kleeman/LT "DJ" Venlet) e Fast Eagle 107 (LT "Music" Muczynski/LTJG "Amos" Anderson) e due Sukhoi Su-22 Fitter dell'Aeronautica Militare Libica. [20] Commissione Parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. 28ª seduta. Mercoledì 21 gennaio 1998. (http:/ / www. stragi80. it/ documenti/ comstragi/ bozzo. pdf) [21] Procedimento penale n. 527 84 a G. I., capo 2, cap. 11, pagg. 4283 e successive. [22] Sentenza-ordinanza Priore, titolo 2, capitolo 4.14, I dati radaristici, pagina 564. [23] Procedimento penale n. 527 84 A G. I. capitolo LXV, pag. 2917. [24] Procedimento penale n. 527 84 a G. I., capo 2, titolo 1, pagg. 4080 e successive. [25] Procedimento penale n. 527 84 a G. I., capo 2, cap. 11, pagg. 4283 e successive. [26] Sentenza ordinanza, capo 2, pag. 4220. [27] Sentenza-ordinanza, capo 2, pag. 4225. [28] Procedimento penale n. 527 84 A G. I., titolo 2, cap 9, pagg. 4312 [29] Dal serial di RAI 3: "Blu notte". [30] Dal serial di RAI3 "Blu notte": http:/ / it. youtube. com/ watch?v=YZYHo5_ERlA& feature=related [31] La registrazione audio della telefonata all'ambasciata USA (http:/ / www. stragi80. it/ archivio/ audio/ ciampino_tel. rm) [32] Sentenza ordinanza, capo 4, pagg. 4670 e seguenti. [33] Dal serial di RAI 3: Blu notte. [34] Dal serial di RAI 3: Blu notte. [35] Sentenza ordinanza, Capo 4, p.4667 [36] Docente del Dipartimento di Ingegneria delle Telecomunicazioni all'Università di Pisa [37] Docente del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale all'Università di Pisa [38] Rispettivamente capo e sottocapo di Stato Maggiore [39] Rispettivamente capi del terzo e secondo reparto dello Stato Maggiore [40] Il traffico sconosciuto è stato rilevato dai radar della Difesa e codificato alfanumericamente: AG266, AJ441, Entry51, ecc.. (procedimento penale n. 527/84 a G. I., titolo 2, pagg. 229 e successive).
  • 58. Strage di Ustica 56 [41] "Synadex": Synthetic Air Defence Exercise [42] La repubblica del 16 dicembre 2005 pag. 30. [43] L'articolo 4 della legge 24 febbraio 2006, n. 85, ha abolito il punto riguardante la turbativa e ha dichiarato reato l'impedimento soltanto se violento. [44] Strage di Ustica, nuove indagini Sentito Cossiga: un missile francese (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 2008/ giugno/ 22/ Strage_Ustica_nuove_indagini_Sentito_co_9_080622064. shtml), Corriere della Sera, 22 giugno 2008 [45] Strage Ustica: Gen. Manca, non esistono missili che scoppiano a risonanza, Ecoradio, 27 giugno 2008 (http:/ / ilcorrieredelweb. blogspot. com/ 2008/ 06/ strage-ustica-gen-manca-non-esistono. html) [46] IH870 Il volo spezzato di Erminio Amelio e Alessandro Benedetti, pagg. 229 e 230. [47] http:/ / www. comune. bologna. it/ iperbole/ ustica [48] http:/ / www. reti-invisibili. net/ ustica/ articles/ art_3901. html [49] http:/ / www. stragi80. it [50] http:/ / www. liveleak. com/ view?i=62e_1172060667 [51] http:/ / www. lastoriasiamonoi. rai. it/ puntata. aspx?id=197 [52] http:/ / www. misteriditalia. com:80/ ustica/ ciFuDettoDiStareZitti. htm [53] http:/ / www. archivio900. it/ it/ libri/ index. aspx?c=1226 [54] http:/ / www. studiolegalebrogneri. it/ mdpro/ modules. php?op=modload& name=News& file=article& sid=1007& mode=thread& order=0& thold=0 [55] http:/ / www. studiolegalebrogneri. it/ mdpro/ modules. php?op=modload& name=News& file=article& sid=1001& mode=thread& order=0& thold=0 [56] http:/ / www. till-news. org/ ustica2. htm [57] http:/ / www. comitatostudiperustica. it/ [58] http:/ / gironda. it/ images/ imgblog/ imsargo/ big/ inserto_Ustica. pdf [59] http:/ / www. seeninside. net/ [60] http:/ / www. mclink. it/ personal/ MC9494/ ustica. htm [61] http:/ / www. airmanshiponline. com/ 30sept2003/ 16-mig%20libico. pdf [62] http:/ / www. airmanshiponline. com/ 30sept2003/ 15-Ustica. pdf [63] http:/ / www. strageustica. it [64] http:/ / www. strageustica. altervista. org [65] http:/ / www. strageustica. altervista. org/ pagina47. html [66] http:/ / blog. libero. it/ sandromarcucci/ view. php?reset=1& id=sandromarcucci [67] http:/ / web. archive. org/ web/ 20021201230525/ misteriditalia. com/ ustica/ [68] http:/ / bologna. repubblica. it/ multimedia/ home/ 6639363 [69] http:/ / www. airdisaster. com/ cgi-bin/ view_details. cgi?date=06271980& reg=I-TIGI& airline=Itavia
  • 59. Strage della stazione di Bologna 57 Strage della stazione di Bologna Coordinate geografiche: 44°30′22″N 11°20′32″E Strage di Bologna La stazione di Bologna dopo l'esplosione dell'ordigno che ha causato la strage Luogo Bologna Obiettivo Stazione ferroviaria Data 2 agosto 1980 10:25 Tipologia Esplosione Morti 85 Feriti 200 Esecutori Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini Sospetti NAR Motivazione Terrorismo La strage di Bologna, compiuta sabato 2 agosto 1980, è uno degli atti terroristici più gravi avvenuti in Italia nel secondo dopoguerra. Per Bologna e per l'Italia è stata una drammatica presa di coscienza della recrudescenza del terrorismo. Alle 10:25, nella sala d'aspetto di 2° classe della Stazione di Bologna Centrale, affollata di turisti e persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplode uccidendo ottantacinque persone e ferendone oltre duecento. La città reagì con orgoglio e prontezza: molti cittadini prestarono i primi soccorsi alle vittime e contribuirono ad estrarre le persone sotterrate dalle macerie. Non essendo sufficienti le ambulanze per trasportare i feriti agli ospedali cittadini, vennero impiegati anche autobus come il 37, auto private e taxi. Per curare i feriti medici e infermieri tornarono dalle ferie e furono riaperti i reparti chiusi per l'estate. Struttura dell'ordigno La bomba era composta da 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta "Compound B", potenziata da 18 kg di gelatinato (nitroglicerina ad uso civile). L'esplosivo, di fabbricazione militare, era posto in una valigetta sistemata a circa 50 centimetri d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest della stazione, allo scopo di aumentarne l'effetto.[1] La detonazione si udì nel raggio di molti chilometri e causò il crollo di un'ala intera della stazione investendo in pieno il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario e il parcheggio dei taxi antistante.
  • 60. Strage della stazione di Bologna 58 Indagini giudiziarie Subito dopo l'attentato, il governo italiano, presieduto da Francesco Cossiga, e le forze di polizia attribuirono lo scoppio a cause fortuite, ovvero all'esplosione di una caldaia nel sotterraneo della stazione. Non appena apparvero più chiare le dinamiche e fu palese una matrice terrorista, attribuirono la responsabilità della strage al terrorismo nero. Già il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari: Roberto Fiore e Massimo Morsello (futuri fondatori di Forza Nuova), Gabriele Adinolfi, Francesca Mambro, Elio Giallombardo, Amedeo De Francisci, Massimiliano Fachini, Roberto Rinani, Giuseppe Valerio Fioravanti, Claudio Mutti, Mario Corsi, Paolo Pizzonia, Ulderico Sica, Francesco Bianco, Alessandro Pucci, Marcello Iannilli, Paolo Signorelli, PierLuigi Scarano, Francesco Furlotti, Aldo Semerari, Guido Zappavigna, GianLuigi Napoli, Fabio De Felice, Maurizio Neri. Vengono subito interrogati a Ferrara, Roma, Padova e Parma. Tutti saranno scarcerati nel 1981. La stazione dopo l'esplosione Depistaggi e disinformazione Vi furono svariati episodi di depistaggio, organizzati per far terminare le indagini, dei quali il più grave è quello ordito da parte di alcuni vertici dei servizi segreti del SISMI, tra i quali Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, che fecero porre in un treno a Bologna, da un sottufficiale dei carabinieri, una valigia piena di esplosivo, dello stesso tipo che fece esplodere la stazione, contenente oggetti personali di due estremisti di destra, un francese e un tedesco. Musumeci produsse anche un dossier fasullo, denominato "Terrore sui treni", in cui riportava gli intenti stragisti dei due terroristi internazionali in relazione con altri esponenti dell'eversione neofascista, tutti legati allo spontaneismo armato, senza legami politici, quindi autori e allo stesso tempo mandanti della strage. Francesco Cossiga, il 15 marzo 1991, al tempo della sua presidenza della Repubblica, affermò di essersi sbagliato a definire "fascista" la strage alla stazione di Bologna e di essere stato mal indicato dai servizi segreti. Attorno a questa strage, come era già avvenuto per la Strage di piazza Fontana nel 1969, si sviluppò un cumulo di affermazioni, controaffermazioni, piste vere e false, tipiche di altri tragici avvenimenti della cosiddetta strategia della tensione. Condanne Lentamente e con fatica, attraverso una complicata e discussa vicenda politica e giudiziaria, e grazie alla spinta civile dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, si giunse ad una sentenza definitiva della Corte di Cassazione il 23 novembre 1995. Vennero condannati all'ergastolo, quali esecutori dell'attentato, i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini. Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: 9 anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007. Anche lui continua a dichiararsi innocente.
  • 61. Strage della stazione di Bologna 59 Eventuali mandanti della strage non sono mai stati scoperti. Ipotesi alternative A causa del protrarsi negli anni delle vicende giudiziarie e dei numerosi comprovati depistaggi, intorno ai veri esecutori e ai mandanti dell'attentato si sono sempre sviluppate numerose ipotesi e strumentalizzazioni politiche divergenti dai fatti processuali che hanno portato alle condanne definitive dei presunti esecutori materiali della strage. • Stando quanto riportato dai media nel 2004 e ripreso nel 2007[2] , Francesco Cossiga, in una lettera indirizzata a Enzo Fragalà, capogruppo di Alleanza Nazionale nella commissione Mitrokhin, ipotizza un coinvolgimento palestinese (per mano del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e del gruppo Separat di Iliz Ramirez Sanchez, noto come "comandante Carlos") dietro l'attentato.[3] Inoltre, nel 2008 Cossiga ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui ribadiva la sua convinzione secondo cui la strage non sia da imputarsi al terrorismo nero, ma ad un "incidente" di gruppi della resistenza palestinese operanti in Italia. Si dichiara oltresì convinto dell'innocenza di Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti.[4] • Dalla sua cella, a Parigi, il terrorista rosso Ilic Ramirez Sanchez afferma che «la commissione Mitrokhin cerca di falsificare la storia» e che «a Bologna a colpire furono CIA e Mossad», con l'intento di punire e ammonire l'Italia per i suoi rapporti di fiducia reciproca con l'OLP, che si era segretamente impegnato a non colpire l'Italia in cambio di una certa protezione.[5] • Nel maggio 2007 il figlio di Massimo Sparti (malvivente legato alla banda della Magliana e principale accusatore di Fioravanti) dichiara «mio padre nella storia del processo di Bologna ha sempre mentito».[6] • In un allegato pubblicato in fascicoli del settimanale di destra L'Italia Settimanale nel corso del 1994 intitolato "Storia della prima Repubblica" viene fornita una particolare ipotesi sulla strage; viene accomunata alla strage di Ustica (ne viene definita letteralmente il "bis"); poi viene paragonata al caso di Enrico Mattei e al caso Moro. Il testo prosegue con « L'Italia dalla nascita della prima Repubblica è stata, come tutti sanno, un paese a sovranità limitata (...) ora, nel momento in cui, per questioni contingenti (...) ha fatto - raramente - scelte che si sono rivelate in contrasto con le alleanze di cui vi dicevo, ha compiuto, detto in termini politico-mafioso-diplomatici, uno "sgarro". E come nella mafia quando un picciotto sbaglia finisce in qualche pilone di cemento o viene privato di qualche parente (in gergo si chiama "vendetta trasversale"). Così è fra gli Stati: quando qualche paese sbaglia, non gli si dichiara guerra; ma gli si manda un "avvertimento", sotto forma di bomba, che esplode in una piazza, su di un treno, su una nave, ecc ecc » Senza contestare le sentenze giudiziarie che hanno riconosciuto gli esecutori materiali, il testo vuole indicare i mandanti. Vittime • Antonella Ceci, anni 19 • Angela Marino, anni 23 • Leo Luca Marino, anni 24 • Domenica Marino, anni 26 • Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57 • Vito Diomede Fresa, anni 62 • Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14 • Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28 • Carlo Mauri, anni 32 • Luca Mauri, anni 6 • Eckhardt Mader, anni 14
  • 62. Strage della stazione di Bologna 60 • Margret Rohrs In Mader, anni 39 • Kai Mader, anni 8 • Sonia Burri, anni 7 • Patrizia Messineo, anni 18 • Silvana Serravalli In Barbera, anni 34 • Manuela Gallon, anni 11 • Natalia Agostini In Gallon, anni 40 • Marina Antonella Trolese, anni 16 • Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51 • Roberto De Marchi, anni 21 • Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60 • Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46 • Vittorio Vaccaro, anni 24 • Velia Carli In Lauro, anni 50 • Salvatore Lauro, anni 57 • Paolo Zecchi, anni 23 • Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23 • Catherine Helen Mitchell, anni 22 • John Andrew Kolpinski, anni 22 • Angela Fresu, anni 3 • Maria Fresu, anni 24 • Loredana Molina In Sacrati, anni 44 • Angelica Tarsi, anni 72 • Katia Bertasi, anni 34 • Mirella Fornasari, anni 36 • Euridia Bergianti, anni 49 • Nilla Natali, anni 25 • Franca Dall'olio, anni 20 • Rita Verde, anni 23 • Flavia Casadei, anni 18 • Giuseppe Patruno, anni 18 • Rossella Marceddu, anni 19 • Davide Caprioli, anni 20 • Vito Ales, anni 20 • Iwao Sekiguchi, anni 20 • Brigitte Drouhard, anni 21 • Roberto Procelli, anni 21 • Mauro Alganon, anni 22 • Maria Angela Marangon, anni 22 • Verdiana Bivona, anni 22 • Francesco Gomez Martinez, anni 23 • Mauro Di Vittorio, anni 24 • Sergio Secci, anni 24 • Roberto Gaiola, anni 25 • Angelo Priore, anni 26 • Onofrio Zappala', anni 27 • Pio Carmine Remollino, anni 31
  • 63. Strage della stazione di Bologna 61 • Gaetano Roda, anni 31 • Antonino Di Paola, anni 32 • Mirco Castellaro, anni 33 • Nazzareno Basso, anni 33 • Vincenzo Petteni, anni 34 • Salvatore Seminara, anni 34 • Carla Gozzi, anni 36 • Umberto Lugli, anni 38 • Fausto Venturi, anni 38 • Argeo Bonora, anni 42 • Francesco Betti, anni 44 • Mario Sica, anni 44 • Pier Francesco Laurenti, anni 44 • Paolino Bianchi, anni 50 • Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50 • Berta Ebner, anni 50 • Vincenzo Lanconelli, anni 51 • Lina Ferretti In Mannocci, anni 53 • Romeo Ruozi, anni 54 • Amorveno Marzagalli, anni 54 • Antonio Francesco Lascala, anni 56 • Rosina Barbaro In Montani, anni 58 • Irene Breton In Boudouban, anni 61 • Pietro Galassi, anni 66 • Lidia Olla In Cardillo, anni 67 • Maria Idria Avati, anni 80 • Antonio Montanari, anni 86 In memoria della strage Il 2 agosto è considerata la giornata in memoria di tutte le stragi, e la città di Bologna con l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 organizzano ogni anno un concorso internazionale di composizione musicale con concerto in Piazza Maggiore. Per ricordare la strage, nella ricostruzione dell'ala della stazione distrutta è stato creato uno squarcio nella muratura. All'interno, nella sala d'aspetto, è stata mantenuta la pavimentazione originale nel punto dello scoppio. Il settore ricostruito presenta l'intonaco esterno liscio e Una manifestazione in occasione dei funerali delle vittime non "bugnato" come tutto il resto del fabbricato, in modo che sia immediatamente riconoscibile e più visibile. È stato mantenuto intatto uno degli orologi nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, quello che si fermò alle 10:25; qualche tempo dopo la strage l'orologio venne rimesso in funzione, ma di fronte a decise rimostranze le Ferrovie convennero sull'opportunità che quelle lancette rimanessero ferme a perenne ricordo.
  • 64. Strage della stazione di Bologna 62 Il cippo commemorativo nella stazione di Bologna contiene l'elenco delle "vittime del terrorismo fascista". Durante il mandato di Giorgio Guazzaloca, sindaco di Bologna dal 1999 al 2004, l'esponente locale di Alleanza Nazionale Massimiliano Mazzanti propose al sindaco di non citare più la "matrice fascista" della strage nella commemorazione ufficiale del 2 agosto, anche se confermata con le condanne del 1995.[7] Nonostante le critiche dell'opposizione, il sindaco, pur non ammettendo di aver accolto l'invito che veniva da una parte della sua maggioranza, così fece per tutte e quattro le prime celebrazioni che lo videro protagonista. Dal 2004, invece il nuovo sindaco, Sergio Cofferati, è tornato a scandire la vecchia formula durante la manifestazione ufficiale. Cinema e letteratura La strage di Bologna fa parte dell'immaginario collettivo italiano e come tale è stata evocata in numerose opere cinematografiche e Cippo commemorativo delle vittime della strage letterarie. • Il cortometraggio di Massimo Martelli Per non dimenticare (1992) mostra la vita di diverse persone (interpretate perlopiù da attori famosi, come Giuseppe Cederna, Massimo Dapporto, Giuliana De Sio, etc.) nell'ora immediatamente precedente la strage. • Il documentario Iltrentasette di Roberto Greco (2005) contiene le testimonianze di diverse persone che presero parte ai soccorsi. • La strage di Bologna è stata ricordata nel romanzo di Giancarlo De Cataldo Romanzo criminale e, pertanto, mostrata nell'omonimo film di Michele Placido (2005), in cui viene fatta intendere la responsabilità di uomini dello Stato. L'omonima serie televisiva trasmessa da SKY Cinema 1 ne ha fatto il soggetto dell'undicesima puntata. • Maria Fresu, l'unica vittima di cui non venne ritrovato il corpo perché completamente disintegrato dall'esplosione, viene ricordata nella poesia Il nome di Maria Fresu di Andrea Zanzotto. • Il tragico evento viene ricordato anche nel film Da zero a dieci di Luciano Ligabue (2002), nel quale Libero, uno dei quattro protagonisti, rivela che un suo amico ha perso la vita, essendo rimasto coinvolto nell'esplosione mentre si trovava alla stazione di Bologna. • Il regista Filippo Porcelli ha dedicato tre film alla memoria del 2 agosto 1980: 2 agosto 1980. Oggi (2005), 2 agosto, stazione di Bologna. Binario 9 ¾ (2006) e NowHere (2007). • Nell'opera letteraria Sopra il mare, sotto il cielo viene ricordato l'episodio con la testimonianza di una vittima rimasta sorda a causa dell'esplosione. • Uno dei racconti della raccolta L'ultima lacrima di Stefano Benni si svolge nella stazione di Bologna la mattina della strage e termina un istante prima dell'esplosione.
  • 65. Strage della stazione di Bologna 63 Bibliografia • Carlo Lucarelli, La strage di Bologna in Nuovi misteri d'Italia. I casi di Blu Notte. Torino, Einaudi, 2004. pp. 190-213. ISBN 9788806167400. • Alex Boschetti e Anna Ciammitti, La strage di Bologna, fumetto con prefazione di Carlo Lucarelli. Casa editrice Becco Giallo • Andrea Colombo, Storia nera. Bologna, la verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, 2007, Cairo publishing; Voci correlate • Anni di piombo • Commissione Stragi • Iltrentasette • Lista delle stragi avvenute in Italia • Loggia P2 • Strategia della tensione • Nuclei Armati Rivoluzionari • Organizzazione Gladio • Affare Maltese Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali su Strage di Bologna Collegamenti esterni • Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 [8] • Testo integrale della sentenza di cassazione del 23 novembre 1995 [9] • Centro di documentazione storico politica su stragismo, terrorismo e violenza politica [10] • Ricostruzione della vicenda giudiziaria [11] • Bibliografia sulla strage [12] • Sito ufficiale della Stazione Centrale di Bologna [13] • blog de "iltrentasette, memorie di una città ferita" [14] • Comitato "L'Ora della Verità" [15] • Concorso 2 agosto (in memoria della strage) [16] • Osservatorio Democratico [17] • "REBUS Speciale: Bologna, la strage dai due volti?" [18], video della trasmissione speciale di Odeon tv incentrata sui misteri ancora irrisolti di questa strage. • "Bologna 2 agosto, 1980. La strage" [19] La Storia Siamo Noi, Rai Educational. • "10,25 Cronaca di una strage" [20] Racconto di Daniele Biacchessi sulla strage. • Intervista con Paolo Bolognesi (Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna) [21] • Le stragi dell'estate 1980: Bologna e Ustica [22] • I film di Filippo Porcelli sul 2 agosto 1980 [23]
  • 66. Strage della stazione di Bologna 64 Note [1] Filmato "Il Caso della Strage di Bologna" (http:/ / www. rai. tv/ dl/ RaiTV/ programmi/ media/ ContentItem-696acf5c-42b8-4105-925f-c606432beb81. html?p=0) di Carlo Lucarelli - Blu notte, quinta serie, puntata n.6 - 2002. [2] "Il giallo della strage di Bologna. Ecco le prove della pista araba" (http:/ / www. ilgiornale. it/ a. pic1?ID=214956), da Il Giornale del 22-10-2007. [3] "Strage Bologna: Cossiga, forse atto del terrorismo arabo" (http:/ / www. capperi. net/ stragebo. html) [4] "La strage di Bologna, fu un incidente della resistenza palestinese" (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_luglio_08/ cossiga_cazzullo_f6395d90-4cb1-11dd-b408-00144f02aabc. shtml), Corriere della Sera, 8 luglio 2008 [5] "A Bologna a colpire furono Cia e Mossad. Carlos: utilizzati giovani neofascisti, però per me Mambro e Fioravanti sono innocenti" (http:/ / www. corriere. it/ Primo_Piano/ Cronache/ 2005/ 11_Novembre/ 23/ biondani. shtml), Corriere della Sera, 23 novembre 2005 [6] "Strage di Bologna. Parla il figlio di Sparti, testimone chiave dell'accusa: «Mio padre ha sempre mentito»" (http:/ / www. ilsole24ore. com/ art/ SoleOnLine4/ Attualita ed Esteri/ Attualita/ 2007/ 05/ strage-bologna. shtml), Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2007 [7] I DS intervengono sulla strage di Bologna (http:/ / guide. dada. net/ democratici_di_sinistra/ interventi/ 2003/ 12/ 147057. shtml), 20/12/2003 [8] http:/ / www. stragi. it [9] http:/ / www. stragi. it/ 2agost80/ senindx. htm [10] http:/ / www. cedost. it [11] http:/ / web. mac. com/ zoboli/ iWeb/ La%20Strage%20di%20Bologna/ Inizio. html [12] http:/ / www. archivio900. it/ it/ libri/ index. aspx?c=1108& o=a [13] http:/ / www. bolognacentrale. it [14] http:/ / iltrentasette. blogspot. com [15] http:/ / www. loradellaverita. org [16] http:/ / www. concorso2agosto. it [17] http:/ / www. osservatoriodemocratico. org/ page. asp?ID=2854& Class_ID=1001 [18] http:/ / archivio. odeontv. net/ Rebus/ Rebus_Archivio_dettaglio_04. htm [19] http:/ / www. lastoriasiamonoi. rai. it/ puntata. aspx?id=338& [20] http:/ / www. retedigreen. com/ index-33. htm [21] http:/ / www. reti-invisibili. net/ stragedibologna/ articles/ art_3900. html [22] http:/ / www. stragi80. it/ [23] http:/ / it. youtube. com/ filippoporcelli
  • 67. Strage di Capaci 65 Strage di Capaci Strage di Capaci Luogo Isola delle Femmine (Palermo) Obiettivo Il giudice Giovanni Falcone Data 23 maggio 1992 17.58 Tipologia Esplosione Morti 5 Feriti 23 Esecutori Giovanni Brusca, Pietro Rampulla e almeno altri 3 collaboratori (Cosa nostra) Motivazione Rappresaglia contro la lotta alla mafia La Strage di Capaci è l'espressione di lingua italiana, coniata dai Media e ormai di uso comune, con cui si indica l'attentato mafioso in cui il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch'ella magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.[1] L'espressione "Strage di Capaci" è in effetti errata: è vero che la strage avvenne nei pressi dello svincolo autostradale di Capaci ma il luogo si trova nel territorio del comune di Isola delle Femmine. In siciliano l'espressione utilizzata per indicare l'eccidio è "l'attintatuni", "il grande attentato". Nel tragico attentato sono rimasti illesi altri quattro componenti del gruppo al seguito del magistrato: l'autista giudiziario Giuseppe Costanza (seduto nei sedili posteriori dell'auto blindata guidata da Falcone) e gli agenti Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo.[2] Gli esecutori materiali del delitto furono almeno cinque uomini (tra cui Pietro Rampulla che confezionò e posizionò l'esplosivo[3] e Giovanni Brusca, che fu la persona che fisicamente azionò il telecomando al momento del passaggio dell'auto blindata del magistrato, che tornava da Roma)[4]
  • 68. Strage di Capaci 66 I mafiosi avevano riempito di tritolo un tunnel scavato sotto l'autostrada (per assicurarsi la buona riuscita del delitto, ne misero circa 500 kg, come punto di riferimento gli attentatori presero un frigorifero bianco posto ai lati della strada) nel tratto che collega l'aeroporto di Punta Raisi (oggi "Aeroporto Falcone-Borsellino") al capoluogo siciliano. [5] A tutt'oggi sono conosciuti soltanto i nomi degli esecutori materiali della strage, poiché le indagini mirate a scoprire i mandanti ed eventuali intrecci di natura politica non hanno prodotto risultati significativi.[6] [7] . La strage di Capaci, festeggiata dai mafiosi nel carcere dell'Ucciardone, [8] ha segnato una delle pagine più tragiche della lotta alla mafia ed è strettamente connessa al successivo attentato di cui rimase vittima il giudice Paolo Borsellino, amico e collega di Falcone. Le stragi provocarono una reazione di sdegno nell'opinione pubblica[9] , oltre che l'intensificazione della lotta antimafia, con il conseguente moltiplicarsi dei pentiti e la cattura di latitanti quali Totò Riina [10] [11] [12] [13] albero Falcone, Palermo Per la strage sono stati riconosciuti colpevoli nel maggio del 2002 24 imputati[14] , mentre nel 2008 la prima sezione penale della Cassazione ha condannato 12 persone in quanto mandanti di entrambe le stragi: Salvatore Montalto, Giuseppe Farinella e Salvatore Buscemi, Giuseppe Madonia, Giuseppe Montalto, Carlo Greco, Pietro Aglieri, Benedetto Santapaola, Mariano Agate, Benedetto Spera, Antonino Giuffrè e Stefano Ganci. [15] Commemorazioni Ogni anno, il 23 maggio, si tiene a Palermo e Capaci piazza della Memoria, Palermo una lunga serie di attività, in commemorazione della morte del magistrato Giovanni Falcone e di Francesca Morvillo.[16] I resti dell'auto sono esposti a Roma, presso la scuola di formazione degli agenti di polizia penitenziaria[17] Nell'anno della strage è stata creata anche una fondazione intitolata a Giovanni e Francesca Falcone e guidata da Maria Falcone, sorella del magistrato, che si propone di combattere la criminalità organizzata e di promuovere attività di educazione della legalità. La Fondazione ha ottenuto dall'ONU nel 1996 il riconoscimento dello status consultivo in qualità di ONG presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.
  • 69. Strage di Capaci 67 Il coinvolgimento dei servizi segreti L'indagine sulla strage ha portato ad investigare sui servizi segreti e a chiedere che venisse tolto il segreto di Stato su alcuni fascicoli, per indagare sulla presunta collusione tra servizi segreti e mafia. [18] [19] Anche Gioacchino Genchi ha parlato di un coinvolgimento dei servizi segreti. [20] Voci correlate • Strage di via d'Amelio • Pool antimafia Bibliografia • Giovanni Bianconi. Gaetano Savatteri. L'attentatuni. Storia di sbirri e di mafiosi. Roma, Baldini Castoldi Dalai, 2001. ISBN 8880894609 • Luigi Garlando. Per questo mi chiamo Giovanni. Fabbri Editori, 2004. ISBN 9788845103032. • Pino Corrias. Davanti al rettilineo di Capaci, come in un labirinto, in Luoghi comuni. Dal Vajont a Arcore, la geografia che ha cambiato l'Italia. Milano, Rizzoli, 2006. pp. 127-144. ISBN 9788817010801. Filmografia • Giovanni Falcone, regia di Giuseppe Ferrara, 1993 • L'attentatuni, regia di Claudio Bonivento, 2001 • In un altro paese, regia di Marco Turco, 2006 Collegamenti esterni • Sito della fondazione Giovanni e Francesca Falcone [21] • Sito sulla strage [22] Note [1] UNA STRAGE COME IN LIBANO - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1992/ 05/ 24/ una-strage-come-in-libano. html) [2] ' BASTA, CHIUDIAMO PALAZZO DI GIUSTIZIA' - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1992/ 05/ 25/ basta-chiudiamo-palazzo-di-giustizia. html) [3] strage di Capaci: spunta Santapaola (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1993/ novembre/ 15/ strage_Capaci_spunta_Santapaola_co_0_9311156734. shtml) [4] CAPACI, CHIESTI 32 ERGASTOLI PER RIINA E TUTTA LA CUPOLA - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1997/ 05/ 23/ capaci-chiesti-32-ergastoli-per-riina-tutta. html) [5] LA RICOSTRUZIONE DELL' AGGUATO - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1992/ 05/ 25/ la-ricostruzione-dell-agguato. html) [6] È ciò che si evince dalla sentenza definitiva della Cassazione del 2002 che condannava gli esecutori ma scagionava i boss sospettati di essere i mandanti. Cfr.: "Annullate 13 condanne per la strage di Capaci" [[La Repubblica (http:/ / www. repubblica. it/ online/ cronaca/ scarcerati/ capaci/ capaci. html)] 31 maggio 2002]. URL consultato il 03-06-2009. [7] Per La Strage Di Via D' Amelio Contrada Davanti Al Giudice - Repubblica.It » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1994/ 04/ 14/ per-la-strage-di-via-amelio. html) [8] E I CLAN BRINDARONO ALL' UCCIARDONE - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1992/ 05/ 29/ clan-brindarono-all-ucciardone. html) [9] A PALERMO UN MESE DOPO PER NON DIMENTICARE - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1992/ 06/ 23/ palermo-un-mese-dopo-per-non. html) [10] Giovanni Di Cagno, Gioacchino Natoli, Cosa nostra ieri, oggi, domani: la mafia siciliana nelle parole di chi la combatte e di chi l'ha abbandonata (http:/ / books. google. it/ books?id=Mt-AZvJ4oOcC& ), Ed. DEDALO, 2004,ISBN 9788822062703, pag 52 [11] UN AEREO PER LA STRAGE - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1992/ 05/ 25/ un-aereo-per-la-strage. html)
  • 70. Strage di Capaci 68 [12] ' VERGOGNA, VERGOGNA ASSASSINI' - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1992/ 05/ 25/ vergogna-vergogna-assassini. html) [13] E Pappalardo Grida Dall' Altare ' Smascherate Chi L' Ha Tradito' - Repubblica.It » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 1992/ 05/ 26/ pappalardo-grida-dall-altare-smascherate. html) [14] gli errori dei politici - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 2004/ 05/ 23/ gli-errori-dei-politici. html) [15] Strage del '92 carcere a vita per i mandanti - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 2008/ 09/ 19/ strage-del-92-carcere-vita-per-mandanti. html) [16] La giornata della memoria tra l' albero Falcone e Capaci - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 2009/ 05/ 23/ la-giornata-della-memoria-tra-albero. html) [17] Strage di Capaci l' auto in mostra - Repubblica.it » Ricerca (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 2000/ 12/ 10/ strage-di-capaci-auto-in-mostra. html) [18] http:/ / www. repubblica. it/ 2009/ 07/ sezioni/ cronaca/ mafia-8/ inchieste-riaperte/ inchieste-riaperte. html [19] http:/ / www. repubblica. it/ cronaca/ 2009/ 12/ 11/ news/ stragi_di_mafia_ombre_sui_servizi_i_pm_togliere_il_segreto_di_stato-1820202/ [20] http:/ / www. antoniodipietro. com/ 2009/ 02/ gioacchino_genchi/ index. html [21] http:/ / www. fondazionefalcone. it/ [22] http:/ / digilander. libero. it/ inmemoria/ strage_capaci. htm Strage di via D'Amelio Strage di via d'Amelio Esterno del palazzo in via D'Amelio in cui abitava la madre del giudice Borsellino, davanti al quale avvenne l'attentato Luogo Palermo Obiettivo Paolo Borsellino, Procuratore della Repubblica di Marsala Data 19 luglio 1992 16:58 Tipologia Autobomba Morti 6 Feriti 24 Esecutori Cosa nostra Motivazione Rappresaglia contro la lotta alla mafia La strage di via d'Amelio fu un attentato di stampo mafioso messo in atto il pomeriggio del 19 luglio 1992 a Palermo in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta. L'attentato segue di due mesi la strage di Capaci, in cui fu ucciso il giudice Giovanni Falcone, segnando uno dei momenti più tragici nella lotta alla mafia.[1] L'esplosione, avvenuta in via Mariano d'Amelio dove viveva la madre di Borsellino e dalla quale il giudice quella domenica si era recato in visita, avvenne per mezzo di una Fiat 126 contenente circa 100 chilogrammi di tritolo.[2] [3] Secondo gli agenti di scorta, via d'Amelio era una strada pericolosa, tanto che era stato chiesto di procedere preventivamente ad una rimozione dei veicoli parcheggiati davanti alla casa, richiesta però non accolta dal comune
  • 71. Strage di via D'Amelio 69 di Palermo. Oltre a Paolo Borsellino morirono gli agenti di scorta Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonio Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l'esplosione, in gravi condizioni. La bomba venne radiocomandata a distanza ma non è mai stata definita l'organizzazione della strage, nonostante il giudice fosse a conoscenza di un carico di esplosivi arrivato a Palermo appositamente per essere utilizzati contro di lui. Si sospetta che il detonatore che ha provocato l'esplosione sia stato azionato dal Castello Utveggio.[4] Dopo l'attentato, l'"agenda rossa" di Borsellino, agenda che il giudice portava sempre con sè e dove annotava i dati delle indagini, non venne ritrovata. Indagini A pochi giorni dal 15° anniversario dalla strage, la Procura di Caltanissetta ha aperto un fascicolo per scoprire se persone legate agli apparati deviati del SISDE possano avere ricoperto un ruolo nella strage.[5] [6] In quell'occasione è stata pubblicata una lettera aperta del fratello del giudice Borsellino, Salvatore, indirizzata all'ex-Ministro degli Interni Nicola Mancino. Tale lettera, intitolata 19 luglio 1992: Una strage di stato, ipotizza che l'allora Ministro degli Interni Mancino fosse a conoscenza della causa dell'omicidio di Borsellino. In un passaggio si legge infatti: In via D'Amelio un albero è stato posto a memoria del luogo dell'uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta. « Chiedo al senatore Nicola Mancino, del quale ricordo negli anni immediatamente successivi al 1992 una lacrima spremuta a forza durante una commemorazione di Paolo a Palermo, di sforzare la memoria per raccontarci di che cosa si parlò nell'incontro con Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte. O spiegarci perché, dopo avere telefonato a mio fratello per incontrarlo mentre stava interrogando Gaspare Mutolo, a sole 48 ore dalla strage, gli fece invece incontrare il capo della Polizia Parisi e il dottor Contrada, incontro dal quale Paolo uscì sconvolto tanto, come raccontò lo stesso Mutolo, da tenere in mano due sigarette accese contemporaneamente... In quel colloquio si trova sicuramente la chiave della [7] [8] sua morte e della strage di Via D'Amelio  » Gaspare Mutolo era un pentito della mafia, Bruno Contrada, ex numero tre del SISDE, è stato condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Altri fatti, citati nella lettera di Salvatore Borsellino, misero in questione l'operato del Ministero degli Interni guidato allora da Mancino: la presenza in via D'Amelio di un poliziotto trasferito alcuni mesi prima alla questura di Firenze perché colluso con un gruppo di spacciatori di droga, e la presenza in Via D'Amelio dell'allora capitano dell'Arma dei Carabinieri Arcangioli, visto allontanarsi dal luogo della strage con in mano la borsa di Paolo Borsellino appena estratta dai rottami della Fiat Croma blindata nella quale sedeva il giudice qualche istante prima dell'esplosione. Secondo i familiari e i colleghi di Borsellino, questa borsa conteneva un'agenda che il giudice utilizzava per annotare
  • 72. Strage di via D'Amelio 70 le considerazioni più private sulle sue indagini e colloqui.[5] [9] A fronte delle critiche sul suo operato all'epoca della strage di via D'Amelio, Mancino sostenne di non ricordarsi di nessun incontro con il giudice nel mese di luglio 1992 e mise in dubbio l'attendibilità del pentito Mutolo. Salvatore Borsellino replicò con un'altra lettera aperta: « In merito alla persistenza delle lacune di memoria del sen. Mancino sull'incontro con Paolo Borsellino del primo luglio 1992, evidenti dalla sua risposta alle mie dichiarazioni e preoccupanti per chi è stato chiamato alla vicepresidenza del CSM, ritengo mio dovere fargli notare quanto segue. Se è vero che le dichiarazioni di un pentito come Gaspare Mutolo non possano assumere da solo valore probatorio se non suffragate da solidi riscontri è anche vero che di riscontro ne esiste almeno uno, e incontrovertibile, dato che è siglato dallo stesso Paolo Borsellino. Nella sua seconda agenda, quella grigia in possesso dei suoi familiari, che, essendo stata lasciata a casa da Paolo il 19 luglio non ha potuto essere sottratta come quella rossa, Paolo ha annotato: 1 luglio ore 19:30 : Mancino . In quanto alla credibilità dello stesso Mutolo, il quale riferisce la frase di Paolo durante l'interrogatorio: 'devo smettere perché mi ha chiamato il ministro, manco mezz'ora e torno...', devo ricordare al sen. Mancino che è proprio grazie alle dichiarazioni di Gaspare Mutolo che il dott. Contrada, funzionario del SISDE, ha potuto essere condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione. Inoltre lo stesso Vittorio Aliquò [procuratore aggiunto alla procura di Palermo] ha dichiarato di aver accompagnato Paolo fino alla soglia dell'ufficio di Mancino, ed è impossibile credere che lo stesso non possa ricordare di avere incontrato non un qualsiasi magistrato tra i tanti che quel giorno venivano a complimentarsi per la sua nomina, ma [10] un giudice ad estremo rischio di vita che in quei giorni era al centro dell'attenzione di tutti gli Italiani  » In seguito alle indagini del consulente Gioacchino Genchi si accertò la presenza di una sede coperta del SISDE sul Monte Pellegrino, che sovrasta Palermo e via Mariano d'Amelio, all'interno del Castello Utveggio che ospita il Cerisdi, un centro di ricerche e studi manageriali. La circostanza fu scoperta dall'analisi del tabulato telefonico del numero 0337962596, intestato al boss Gaetano Scotto, che chiamò un'utenza fissa del SISDE installata proprio in quel castello. Suo fratello, Pietro Scotto, per conto della società Sielte, compì lavori di manutenzione sull’impianto telefonico della palazzina di via D'Amelio. Lavori necessari, si scoprì successivamente, per intercettare abusivamente la linea telefonica della madre del giudice Borsellino e quindi ottenere la conferma del suo arrivo nel pomeriggio del 19 luglio 1992. Dal castello Utveggio il SISDE scompare subito dopo l'inizio delle indagini. Quella stagione, poi, fu segnata anche da un'altra discussa vicenda giudiziaria, scaturita in una condanna definitiva a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa, che vide coinvolto il numero tre del SISDE, Bruno Contrada.[11] Nel luglio 2009, in occasione del 17° anniversario della strage, Massimo Ciancimino ha annunciato che avrebbe consegnato ai magistrati il "papello", una sola pagina a firma di Totò Riina che conterrebbe le condizioni poste dalla mafia allo Stato[12] . Nella stessa occasione, Totò Riina ha riferito al suo avvocato di non essere coinvolto nella strage di via d'Amelio. Il boss ha dichiarato parlando al suo legale: « L'hanno ammazzato loro. Lo può dire tranquillamente a tutti, anche ai giornalisti. Io sono stanco di fare il parafulmine d'Italia » [13] [14] ( ) Il legale ha poi diffuso una nota che interpreta queste dichiarazioni: « Il signor Riina ha voluto, tramite me, rappresentare la sua convinzione: cioé che l'attentato a Borsellino fu opera di personaggi legati alle istituzioni. » La stessa nota, tuttavia, smentisce che Riina abbia partecipato a una trattativa fra Stato e mafia: « Con riferimento alla cosiddetta trattativa che sarebbe stata condotta tramite i signori Ciancimino, Vito e Massimo, Riina intende far presente che già diversi anni fa era stata la sua difesa a chiedere che venisse esaminato in aula Massimo Ciancimino, senza però ottenere tale prova, in maniera inspiegabile ancor più alla luce degli odierni approfondimenti. » [15] ( )
  • 73. Strage di via D'Amelio 71 L'avvocato, intervistato dal quotidiano La Repubblica dichiara: « Abbiamo parlato della trattativa. Riina sostiene che è stato oggetto e non soggetto di quella trattativa di cui tanto si è discusso in questi anni. Lui sostiene che la trattativa è passata sopra di lui, che l'ha fatta Vito Ciancimino per conto suo e per i suoi affari e insieme ai carabinieri: e che lui, Totò Riina, era al di fuori. Non a caso io, come suo difensore, proprio al processo per le stragi di Firenze già quattro anni fa ho chiesto che venisse ascoltato Massimo Ciancimino in aula proprio sulla trattativa. Riina voleva che Ciancimino deponesse, purtroppo la Corte ha respinto la mia istanza. » Bibliografia • Maurizio Torrealta, Antonio Ingroia, La trattativa. Mafia e stato: un dialogo a colpi di bombe, Editori riuniti, 2002 • Rizza Sandra Lo Bianco Giuseppe, L' agenda rossa di Paolo Borsellino, editore Chiarelettere, 2007 (collana Reverse). Collegamenti esterni • La versione di Genchi, Puntata su La7, 16.03.2009 (Genchi parla anche della strage di Via d'Amelio) [16] • Travaglio, M., Borsellino: omicidio di stato?, Voglio Scendere, 19.01.2009 [17] • Rassegna stampa [18] • 57 giorni a Palermo - La scorta di Paolo Borsellino [19] La Storia siamo noi - Rai Educational Voci correlate • Strage di Capaci • Pool antimafia • Lista delle stragi avvenute in Italia Note [1] Marco Letizia. «Borsellino, 10 anni fa la strage di via D'Amelio» (http:/ / www. corriere. it/ speciali/ stragedamelio/ ). Corriere della Sera, 19-07-2002. URL consultato in data 16-03-2010. [2] Giovanni Bianconi. «Il pentito e le stragi La nuova verità che agita l'antimafia» (http:/ / www. corriere. it/ cronache/ 09_aprile_22/ pentito_stragi_antimafia_bianconi_6cf4e8ee-2efe-11de-89c1-00144f02aabc. shtml). Corriere della Sera, 22-04-2009. URL consultato in data 17-03-2010. [3] Rita Di Giovacchino, Il libro nero della prima Repubblica, I ed., prefazione di Massimo Brutti, con un'intervista a Giovanni Pellegrino, Roma, Fazi Editore (collana Le Terre n° 59), 2003. p. 445 ISBN 88-8112-407-6 [4] Francesco Viviano. «Strage via D' Amelio, nuovo indagato» (http:/ / ricerca. repubblica. it/ repubblica/ archivio/ repubblica/ 2004/ 12/ 24/ strage-via-amelio-nuovo-indagato. html). la Repubblica, 24-12-2004, pag. 01. URL consultato in data 16-03-2010. [5] Cristina Bassi. «Strage di via D’Amelio: 15 anni dopo, ancora troppi dubbi» (http:/ / blog. panorama. it/ italia/ 2007/ 07/ 19/ strage-di-via-damelio-15-anni-dopo-ancora-troppi-dubbi/ ). Panorama, 19-07-2007. URL consultato in data 16-03-2010. [6] Attilio Bolzoni; Francesco Viviano. «Mafia e servizi, telefonate e carte sparite ecco gli indizi nelle inchieste» (http:/ / www. repubblica. it/ 2009/ 07/ sezioni/ cronaca/ mafia-8/ indizi-inchieste/ indizi-inchieste. html). la Repubblica, 18-07-2009. URL consultato in data 16-03-2010. [7] «Il fratello di Borsellino: «Mancino ora sveli perché incontrò Paolo»» (http:/ / www. ilgiornale. it/ a. pic1?ID=193201). Il Giornale, 17-07-2007. URL consultato in data 16-03-2010. [8] Salvatore Borsellino. «Strage in via D´Amelio, sono troppi i segreti» (http:/ / www. 19luglio1992. com/ index. php?option=com_content& view=article& id=893:strage-in-via-damelio-sono-troppi-i-segreti& catid=2:editoriali& Itemid=4). Il Cittadino, 06-12-2008. URL consultato in data 16-03-2010. [9] Chicco Alfano. «Quell'agenda rossa di Paolo Borsellino... luci ed ombre sulla strage di via D'Amelio» (http:/ / www. ammazzatecitutti. org/ articoli/ 070719_alfano_borsellino. htm). Ammazzateci tutti, 19-07-2007. URL consultato in data 17-03-2010. [10] Salvatore Borsellino. «La replica al Sen.Mancino» (http:/ / www. processionemisteritp. it/ per_non_dimenticare/ replica _borselliino_a_mancino. htm), 17-07-2007. URL consultato in data 17-03-2010. [11] Pizzini segreti (http:/ / www. 19luglio1992. com/ index. php?option=com_content& view=article& id=874:pizzini-segreti& catid=19:i-mandanti-occulti& Itemid=38)
  • 74. Strage di via D'Amelio 72 [12] Attilio Bolzoni; Francesco Viviano. «Ciancimino jr, l'ultimo segreto "Patto mafia-Stato, ecco la prova"» (http:/ / 209. 85. 129. 132/ search?q=cache:1IH-5kTmsEcJ:www. repubblica. it/ 2009/ 07/ sezioni/ cronaca/ mafia-8/ ciancimino-patto/ ciancimino-patto. html+ ciancimino+ luglio+ 2009+ papello& cd=1& hl=it& ct=clnk& client=opera). la Repubblica, 14-07-2009. URL consultato in data 16-03-2010. [13] La Stampa e La Repubblica del 19 Luglio 2009 [14] Marcello Zinola. «Parla Riina:«Delitto di Stato» In pochi alla cerimonia» (http:/ / ilsecoloxix. ilsole24ore. com/ p/ italia/ 2009/ 07/ 19/ AMg4NNlC-cerimonia_riina_delitto. shtml). Il Secolo XIX, 19-07-2009. URL consultato in data 17-03-2010. [15] Riina.- « SPACEPRESS (http:/ / spacepress. wordpress. com/ 2009/ 07/ 21/ riina/ ) [16] http:/ / www. la7. it/ approfondimento/ dettaglio. asp?prop=reality& video=23730 [17] http:/ / voglioscendere. ilcannocchiale. it/ ?id_blogdoc=2146153 [18] http:/ / www. 19luglio1992. com/ index. php?option=com_content& view=article& id=1549:rassegna-stampa-sulla-trattativa-tra-cosa-nostra-e-pezzi-dello-stato& catid=20:altri-documenti& Itemid=38/ [19] http:/ / www. lastoriasiamonoi. rai. it/ puntata. aspx?id=674 Strage di via dei Georgofili Strage di via dei Georgofili Luogo Firenze Obiettivo Uffizi Data 27 maggio 1993 01.04 Tipologia Autobomba Morti 5 Feriti 48 Esecutori Cosa Nostra Motivazione Inasprimento della lotta dello stato contro la mafia La strage di via dei Georgofili è un attentato di stampo mafioso attribuito all'organizzazione "Cosa Nostra". Nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, a Firenze, viene fatta esplodere una Fiat Fiorino imbottita di esplosivo nei pressi della storica Torre dei Pulci, tra gli Uffizi e l'Arno, sede dell'Accademia dei Georgofili. Nell'immane esplosione perdono la vita 5 persone: Caterina Nencioni (50 giorni di vita), Nadia Nencioni (9 anni), Dario Capolicchio (22 anni), Angela Fiume (36 anni), Fabrizio Nencioni (39 anni); 48 persone rimangono ferite. Oltre alla Torre vengono distrutte moltissime abitazioni e perfino la Galleria degli Uffizi subisce gravi danneggiamenti. La strage viene inquadrata nell'ambito della feroce risposta del clan mafioso dei Corleonesi di Totò Riina all'applicazione dell'articolo 41 bis che prevede il carcere duro e l'isolamento per i mafiosi. Due mesi dopo, il 27 luglio, altri attentati mafiosi vengono compiuti a Roma (alle chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro) e a Milano, in via Palestro, dove un'autobomba provoca cinque morti: tre vigili del fuoco e un vigile urbano intervenuti sul posto, e un cittadino straniero che dormiva su una panchina. Il giorno 4 Dicembre 2009, il pentito Gaspare Spatuzza durante una deposizione sul processo d'appello a Marcello Dell'Utri ha dichiarato sotto giuramento: "Per Capaci e via d'Amelio abbiamo vigliaccamente gioito. Quelle sono stragi che ci appartengono, l'attentato di Firenze non ci appartiene". Segnalando come mandanti di alcune stragi Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi.
  • 75. Strage di via dei Georgofili 73 Collegamenti esterni • Associazione tra i Familiari delle Vittime di Via dei Georgofili [1] • Intervista con Giovanna Maggiani Chelli (Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili) [2] • Dichiarazioni di Gaspare Spatuzza [3] Note [1] http:/ / www. strageviadeigeorgofili. org/ [2] http:/ / www. reti-invisibili. net/ georgofili/ articles/ art_11258. html [3] http:/ / www. agi. it/ news/ notizie/ 200912041410-cro-rt11010-spatuzza_strage_firenze_non_ci_appartiene Bomba di via Palestro Strage di via Palestro Luogo via Palestro, Milano Obiettivo il Padiglione di arte contemporanea di Milano Data 27 luglio 1993 23,14 Tipologia autobomba Morti 5 Esecutori ignoti Motivazione inasprimento della lotta dello Stato nei confronti di Cosa Nostra La strage di via Palestro è stato un attentato attribuito a Cosa Nostra. Alle ore 23,14 del 27 luglio 1993, un'autobomba esplose nei pressi del Padiglione di arte contemporanea sito in via Palestro a Milano. I morti furono cinque: i vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, il vigile urbano Alessandro Ferrari e Moussafir Driss, immigrato marocchino che dormiva su una panchina. Il Padiglione di arte contemporanea subì molti danni. Questo attentato viene considerato un episodio delle cosiddette "stragi del 1993", che già avevano colpito Roma e Firenze (vedi Strage di via dei Georgofili). Collegamenti esterni • (IT) Articolo sul Corriere della Sera [1] Note [1] http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1993/ ottobre/ 29/ sempre_negli_occhi_quell_inferno_co_0_9310296793. shtml
  • 76. Strage del Cermis 74 Strage del Cermis Strage del Cermis Coppia di Grumman EA-6B Prowler in volo Luogo Cavalese Data 3 febbraio 1998 Tipologia omicidio plurimo colposo Morti 20 Esecutori cap. Richard Ashby, pilota cap. Joseph Schweitzer, navigatore Il termine strage del Cermis è utilizzato in Italia per identificare la morte di 20 persone ad opera di un aereo statunitense nei cieli italiani. Il 3 febbraio 1998 alle ore 15:13 un Grumman EA-6B Prowler,[1] aereo militare statunitense del Corpo dei Marines al comando del capitano Richard Ashby, decollato dalla base aerea di Aviano alle 14:36 per un volo di addestramento, tranciò le funi del tronco inferiore della funivia del Cermis, in Val di Fiemme. La cabina, al cui interno si trovavano venti persone, precipitò da un'altezza di circa 80 metri schiantandosi al suolo. Il velivolo, danneggiato all'ala e alla coda, fu comunque in grado di far ritorno alla base. Nella strage morirono i 19 passeggeri e il manovratore, tutti cittadini di Stati europei, tra i quali tre italiani, sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci e un'olandese. Conseguenze immediate Il presidente Bill Clinton si scusò per l'incidente alcuni giorni dopo, e promise alle famiglie delle vittime risarcimenti in denaro. L'episodio creò un clima di tensione tra statunitensi e italiani. Ci furono manifestazioni anti-americane in Italia, con slogan quali «NATO per uccidere». Il nome dato alla strage in Italia, «Il massacro del Cermis», mostrò chiaramente la reazione dei media. I pubblici ministeri italiani richiesero di processare i quattro marine in Italia, ma il giudice per le indagini preliminari di Trento ritenne che, in forza della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951 sullo statuto dei militari NATO, la giurisdizione sul caso dovesse riconoscersi alla giustizia militare statunitense. Inizialmente tutti e quattro i membri dell'equipaggio furono indagati, ma solo il pilota cap. Richard Ashby e il suo navigatore cap. Joseph Schweitzer comparirono effettivamente davanti al tribunale militare americano per rispondere dell'accusa di omicidio colposo.
  • 77. Strage del Cermis 75 L'equipaggio del Prowler • Cap. Richard Ashby, pilota[2] • Cap. Joseph Schweitzer, navigatore • Cap. William Rancy addetto ai sistemi di guerra elettronica • Cap. Chandler Seagraves addetto ai sistemi di guerra elettronica Processo Il processo contro Ashby fu celebrato a Camp Lejeune nella Carolina del Nord. La Corte militare accertò che le mappe di bordo non segnalavano i cavi della funivia e che l'EA-6B stava volando più velocemente e a un'altitudine molto minore di quanto permesso dalle norme militari. Le prescrizioni in vigore al tempo dell'incidente imponevano infatti un'altezza di volo di almeno 2000 piedi (609,6 m). Il pilota dichiarò che egli riteneva che l'altezza di volo minima fosse di 1000 piedi (304,8 m). Il cavo fu tranciato a un'altezza di 360 piedi (110 m). Il pilota sostenne che l'altimetro dell'aereo era mal funzionante, e affermò di non essere stato a conoscenza delle restrizioni di velocità. Nel marzo del 1999 la giuria assolse Ashby, provocando l'indignazione dell'opinione pubblica italiana ed europea. Anche le accuse di omicidio colposo nei confronti di Schweitzer non ebbero seguito. I due militari furono nuovamente giudicati dalla corte marziale USA per intralcio alla giustizia per aver distrutto un nastro video registrato durante il volo nel giorno della tragedia. Per tale capo d'accusa furono riconosciuti colpevoli nel maggio del 1999. Entrambi furono degradati e rimossi dal servizio. Il pilota fu inoltre condannato a sei mesi di detenzione, ma fu rilasciato dopo quattro mesi e mezzo per buona condotta. Nel febbraio 2008 i due piloti hanno impugnato la sentenza e richiesto la revoca della radiazione con disonore, allo scopo di riavere i benefici finanziari spettanti ai militari; hanno anche affermato che all'epoca del processo, accusa e difesa strinsero un patto segreto per far cadere l'accusa di omicidio colposo plurimo, ma di aver voluto mantenere l'accusa di intralcio alla giustizia «per soddisfare le pressioni che venivano dall'Italia».[3] È comunque stato riconosciuto che l'aereo viaggiava a bassa quota e che la velocità era eccessiva per gli ostacoli presenti in zona[4] . 40 milioni di dollari in risarcimenti ai familiari Nel febbraio 1999 il Senato degli Stati Uniti ha stanziato circa 40 milioni di dollari per i risarcimenti ai familiari delle vittime e per la ricostruzione dell'impianto di risalita, ma nel maggio dello stesso anno lo stanziamento, respinto da una commissione del Congresso, non è stato confermato dal governo nella persona del ministro della difesa William Cohen. Dei risarcimenti hanno quindi dovuto farsi carico, quantomeno in prima istanza, la Provincia Autonoma di Trento e il Parlamento Italiano. Nell'immediatezza del fatto, la Provincia Autonoma di Trento ha stanziato cinquantamila euro per ogni vittima come concorso alle spese immediate, ed è intervenuta per finanziare la ricostruzione dell'impianto di risalita. Tali somme sono state rimborsate alla Provincia dallo Stato italiano nel settembre del 2004.
  • 78. Strage del Cermis 76 La legge del Parlamento italiano su risarcimenti Nel dicembre del 1999 il Parlamento Italiano ha approvato una legge che prevedeva un indennizzo per i familiari dei deceduti pari a 4 miliardi di lire per ogni vittima. In conseguenza di tali provvedimenti delle autorità italiane, e in ottemperanza ai trattati NATO, il governo degli Stati Uniti ha dovuto risarcire allo Stato italiano il 75% delle somme complessivamente erogate. Una tragedia simile avvenne in Francia nell'agosto 1961, quando sei persone morirono dopo che un aereo militare francese che volava a bassa quota tranciò i cavi di una funivia tra la Punta Helbronner e l'Aiguille du Midi, sul versante francese del Monte Bianco. Vittime • Hadewich Antonissen (24, Vechelderzande), belga; • Stefan Bekaert (28, Leuven), belga; • Dieter Frank Blumenfeld (47, Burgstädt), tedesco; • Rose-Marie Eyskens (24, Kalmthout), belga; • Danielle Groenleer (20, Apeldoorn), olandese; • Michael Pötschke (28, Burgstädt), tedesco; • Egon Uwe Renkewitz (47, Burgstädt), tedesco; • Marina Mandy Renkewitz (24, Burgstädt), tedesca; • Maria Steiner-Stampfl (61, Bressanone), italiana; • Ewa Strzelczyk (37, Gliwice), polacca; • Philip Strzelczyk (14, Gliwice), polacco; • Annelie (Wessig) Urban (41, Burgstädt), tedesca; • Harald Urban (41, Burgstädt), tedesco • Sebastian Van den Heede (27, Brugge), belga; • Marcello Vanzo (56, Cavalese) manovratore della Cabina in discesa, italiano; • Stefaan Vermander (27, Assebroek), belga; • Anton Voglsang (35, Vienna), austriaco; • Sonja Weinhofer (22, nata a Monaco, domiciliata a Vienna), austriaca; • Jürgen Wunderlich (44, Burgstädt), tedesco; • Edeltraud Zanon-Werth (56, nata Innsbruck residente a Bressanone), italiana. Voci correlate • Base aerea di Aviano • Grumman EA-6B Prowler Collegamenti esterni • Pagina del "Comitato 3 febbraio" su Valdifiemme.it [5] • Elenco componenti Commissione parlamentare d'inchiesta [6] • PROPOSTA DI RELAZIONE CONCLUSIVA Commissione parlamentare d'inchiesta [7] • Commissione parlamentare d'inchiesta, Relazione conclusiva [8]
  • 79. Strage del Cermis 77 Note [1] Grumman EA-6B ICAP II Block 82 Prowler, c/n MP-129/133, BuNo163045 (VMAQ-2) ripreso da http:/ / home. att. net/ ~jbaugher/ thirdseries21. html [2] Defense.gov News Article: Investigators Blame Marines for Cable Car Accident (http:/ / www. defenselink. mil/ news/ newsarticle. aspx?id=41284) [3] Andrea Visconti, "Cermis, patto segreto dietro il processo" (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ sezioni/ cronaca/ cermis-patto/ cermis-patto/ cermis-patto. html), la Repubblica.it, 2 febbraio 2008. [4] " Negli Usa i piloti della strage del Cermis " (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1998/ febbraio/ 28/ Negli_Usa_piloti_della_strage_co_0_98022810940. shtml) [5] http:/ / www. valdifiemme. it/ comitato3febbraio/ manifesto_di_propositi. htm [6] http:/ / www. camera. it/ _bicamerali/ compo/ elcermis. htm [7] http:/ / www. camera. it/ _dati/ leg13/ lavori/ bollet/ 200101/ 0130/ html/ 52/ allegato. htm [8] http:/ / new. camera. it/ _dati/ leg13/ lavori/ documentiparlamentari/ indiceetesti/ xxiibis/ 001/ pdf000. pdf Strage di Castelvolturno Strage di Castelvolturno Luogo Baia Verde, Castelvolturno Obiettivo Titolare di sala giochi pregiudicato, immigrati vittime innocenti Data 18 settembre 2008 21 21:00 – 21:30 circa Tipologia Agguato Morti 7 Feriti 1 Esecutori Giuseppe Setola, Giovanni Letizia, Alfonso Cesarano, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Granato Davide Motivazione Strage con finalità terroristica per la gestione del territorio Strage di Castelvolturno[1] e Strage di San Gennaro[2] sono le definizioni attribuite dai mass media italiani ad una strage di Camorra causata da un gruppo scissionista del Clan dei Casalesi facente riferimento a Giuseppe Setola, avvenuta la sera di giovedì 18 settembre 2008, che ha portato alla morte di Antonio Celiento, un pregiudicato affiliato ai casalesi, titolare di una sala giochi a Baia Verde e sei immigrati africani, vittime innocenti della strage: Kwame Antwi Julius Francis, Affun Yeboa Eric, Christopher Adams del Ghana, El Hadji Ababa e Samuel Kwako del Togo; Jeemes Alex della Liberia; che si trovavano presso la sartoria "Ob Ob exotic fashions" a Varcaturo,[3] in due operazioni distinte da parte dello stesso gruppo di fuoco. Dagli accertamenti effettuati dagli inquirenti, successivamente la strage, è emerso che nessuno degli immigrati (tutti giovanissimi, il più "anziano" aveva poco più di trent'anni), era coinvolto in attività di tipo criminale e che nessuno di loro era legato alla camorra locale né alla cosiddetta "mafia nigeriana", la quale, poco lontano da lì, all'ex hotel Zagarella, gestisce la piazza dello spaccio e il giro di prostituzione di ragazze africane per conto della potente camorra locale. Il massacro degli immigrati, attuato con modalità inedite, causò il giorno successivo una sommossa della comunità immigrata contro la criminalità organizzata e contro le autorità, chiedendo che gli assassini venissero assicurati alla giustizia,[4] un episodio unico nell'intera storia d'Italia. Per fronteggiare la delicata situazione che si era determinata furono immediatamente predisposti dei provvedimenti urgenti varati dal Ministero dell'Interno e dal Ministero della Difesa sulla lotta alla criminalità organizzata casertana e all'immigrazione clandestina.[5]
  • 80. Strage di Castelvolturno 78 Uno degli immigrati che si trovavano all'interno della sartoria, Joseph Ayimbora, un cittadino ghanese che abitava a Castelvolturno da otto anni, sopravvissuto, fingendosi morto, nonostante la mitragliata di colpi che lo aveva centrato alle gambe ed all'addome, riuscì ad avere il tempo di guardare in faccia chi gli aveva sparato ed altre due persone. In seguito la sua testimonianza è stata decisiva per riconoscere, tra le foto segnaletiche sottopostegli dagli inquirenti, Alfonso Cesarano, che sarebbe dovuto rimanere a casa ai domiciliari a pochi metri dal luogo del massacro.[6] Il precedente della Strage di Pescopagano del 1990 La Strage di Castelvolturno ha un precedente, per la sua efferatezza, con la strage di Pescopagano avvenuta il 24 aprile 1990 davanti al bar "Centro" della piccola frazione del comune di Mondragone. Nell'agguato al bar "Centro" morirono due persone, Naj Man Fiugy e Alfonso Romano, e sei rimasero ferite. Subito dopo il gruppo di fuoco uccise tre stranieri: Haroub Saidi Ally, Ally Khalifan Khanshi, Hamdy Salim, a bordo di una Fiat 127 parcheggiata vicino all'esercizio commerciale, e ferì il quarto occupante della vettura. Tra i morti ed i feriti anche due innocenti: Alfonso Romano, un imbianchino che stava bevendo una birra e che nei giorni precedenti, comparso in un filmato della Rai, aveva chiesto la testa degli extracomunitari; un ragazzo di 14 anni, Francesco Bocchetti, ferito gravemente alla spina dorsale e poi rimasto paralizzato. Si era trattenuto al bar per tenere compagnia al padre, il gestore del locale.[7] A distanza di 17 anni dalla strage furono arrestati tre pregiudicati, elementi di spicco del clan La Torre, in passato attivo nel casertano, nel gennaio 2007. Le indagini dei pm della Direzione Distrettuale Antimafia Raffaele Cantone e Giuseppe Noviello che portarono all'emissione di un ordine di custodia cautelare nei confronti di Giuseppe Fragnoli, 57 anni, Angelo Gagliardi, 53 anni, e Massimo Gitto, 53enne anche lui, tutti accusati di strage, omicidio aggravato, detenzione e porto illegale di armi comuni e da guerra, si conclusero con il processo in corte di assise di appello di Napoli. Massimo Gitto, Angelo Gagliardi, Giuseppe Frangoli (in concorso con Vincenzo De Falco, Ciro De Feo, Ferdinando Brodella, Aniello Sabatino, Mario Sperlongano, Augusto La Torre e Tiberio Francesco La Torre), che furono condannati in primo grado alla pena di 30 anni di reclusione per avere causato la morte di cinque persone ed il ferimento di altre sette, sono stati condannati a 15 anni e 4 mesi di reclusione dalla terza corte di assise appello di Napoli, presidente Ambrogio di Meo. La mattanza fu causata dall'obiettivo di bloccare per conto del boss Antonio Bardellino la vendita di droga nella zona tra Castelvolturno e Mondragone[8] , da un conflitto interno tra le due principali organizzazioni malavitose del posto, il clan La Torre[9] che gestiva da anni l'intero territorio ed i casalesi. Preludio della strage Alcune settimane prima della violenta strage si erano già verificati alcuni gravi episodi di intimidazione ai danni dei cittadini stranieri di Castelvolturno. Il 18 agosto del 2008, intorno alle 19.10, un commando di camorra, composto da motociclisti su due moto coi volti protetti da caschi integrali ed un furgone Fiat "scudo" sparò diversi colpi di Kalashnikov contro la sede dell'Associazione Nigeriana Campana, in Via Cesare Battisti nr. 1 di Castel Volturno, dove erano riunite 14 persone, tra cui 4 bambini, rimasti illesi solo perché giocavano all'interno della casa. [10] L'obiettivo dell'agguato, il presidente dell'associazione Teddy Egonwman, mediatore culturale ed interprete per la Polizia di Stato, si batte da anni contro il racket della prostituzione e della droga che coinvolge una parte della comunità nigeriana di Castelvolturno, e i cui boss sono agli ordini dei casalesi, secondo un patto nato poco dopo la strage di Pescopagano e che vede camorristi e mafiosi nigeriani vivere in parallelo sul litorale domizio con scambio di armi, garanzia della vigilanza per le case dei latitanti, la "tassa" pagata ai casalesi sul giro di affari di droga e prostituzione, la gestione dei "money transfer".[11]
  • 81. Strage di Castelvolturno 79 Dagli esami balistici condotti nei laboratori della Polizia scientifica, successivamente alla strage di Castelvolturno, è emerso che il fucile Kalashnikov usato nell'agguato agguato del 18 agosto, in cui furono ferite cinque persone, compresi Teddy Egonwman e sua moglie Alice, è lo stesso del massacro del 18 settembre.[12] L'agguato causò il ferimento di 6 persone, tra cui una donna, alcune delle quali in modo grave avendo riportato ferite al capo o al torace, circostanza questa che non lasciava dubbi sui propositi stragisti ed omicidiari degli autori. Nell'occasione venivano impiegate tre armi diverse, come è risultato dal rinvenimento di 24 bossoli riconducibili ad un fucile mitragliatore Kalashnikov, ed altri 4 esplosi da due diverse pistole una cal. 9x21 ed una cal. 40. [13] Nella ricostruzione effettuata dagli investigatori della Squadra Mobile è stato possibile ricostruire anche il ruolo dei protagonisti: Granato Davide impugnava la pistola cal. 40; Setola Giuseppe, disceso dal furgone Fiat guidato da Alluce Antonio, utilizzò il Kalashnikov sparando dopo avere appoggiato il mitra sulla inferriata del cancello, Letizia Giovanni, armato della pistola cal. 9x21, entrò all'interno del cortile. Le armi di Setola e Letizia dopo le prime raffiche si incepparono, circostanza che impedì che il gruppo attuasse il proposito di entrare nell'appartamento ed uccidere i presenti, circostanza, questa, confermata da Spagnuolo Oreste che rivestiva un ruolo di copertura. [14] La strage di Castelvolturno La strage di Castelvolturno, perpetrata con modalità inedite e con un impressionante volume di fuoco, fu tale da portare la magistratura ad individuare, oltre all'aggravante di avere agito con metodo mafioso e della finalità di agevolare l'associazione mafiosa denominata clan dei casalesi, anche l'aggravante di avere agito con finalità di discriminazione ed odio razziale, poiché le stragi erano indice di un odio indiscriminato che animava il gruppo di Setola che si fondava su un pregiudizio di razza in base al quale si voleva assoggettare l'intera comunità di colore che avrebbe dovuto sottostare alla volontà del clan. Altro aspetto assolutamente inedito della strage è stato individuato dall'ufficio del G.I.P. nell'aggravante della finalità terroristica della strage, finalizzata a destare il panico nella popolazione, ad ingenerare paura ed incutere terrore nella collettività, attraverso, appunto, una azione criminosa e violente, eclatante ed indiscriminata, con l'obiettivo di minare la fiducia della cittadinanza nell'ordinamento costituito e indebolirne così le strutture: l'intera comunità di immigrati di colore doveva sapere che qualsiasi cosa, lecita o illecita, essa facesse sul territorio necessitava dell'autorizzazione del clan e doveva sottostare al versamento di una tangente. [15] Antonio Celiento, gestore di una sala giochi in via Giorgio Vasari a Baia Verde, con precedenti penali per furto e rapina e affiliato al clan dei Casalesi, è stato colpito verso le 21 da una sessantina di proiettili davanti al suo esercizio[16] [17] ; ricoverato d'urgenza presso la clinica Pineta Verde, è morto poco dopo.[18] Dopo l'agguato a Celiento. il commando omicida, a distanza di venti minuti dal primo episodio, raggiunge la sartoria "O. Ob. Exotic Fashions", al civico 109761 della SS. Domitiana. Sei cittadini ghanesi, che si trovavano all'interno o nei pressi della sartoria rimangono vittime di un impressionante volume di fuoco esploso, come verrà poi accertato, da almeno sette armi di modello e calibro diverso: sul posto venivano infatti repertati ben 125 bossoli riconducibili a due mitra cal. 7x62 tipo AK7 c. d. Kalashnikov, una pistola mitragliatrice cal. 9 parabellum, 4 pistole semiautomatiche (due cal. 9 parabellum, una cal. 9x21 ed una cal. 9x17). Il raid stragista, secondo la ricostruzione
  • 82. Strage di Castelvolturno 80 della Polizia durò meno di trenta secondi. Anche in questo caso gli investigatori hanno potuto ricostruire la dinamica ed il ruolo degli stragisti: Cirillo Alessandro era l'autista della Fiat Punto, Granato Davide utilizzava una pistola semiautomatica 9x21, Letizia Giovanni impugnava una pistola mitragliatrice ed una semiautomatica, Setola Giuseppe un Kalashnikov, mentre il secondo era imbracciato da Spagnuolo Oreste. [19] I tre principali responsabili della strage sono stati inchiodati da foto segnaletiche dei carabinieri mostrate al ghanese Joseph Ayimbora durante il ricovero in ospedale. Grazie alla testimonianza dell'unico sopravvissuto, è emerso che i sicari indossavano divise della polizia.[20] Le vittime della Strage Kwame Antwi Julius Francis Nato nel 1977 in Ghana, era fuggito dal suo Paese nel 2002, attraversando il deserto del Niger e fermandosi in Libia per lavorare come muratore e guadagnare la somma necessaria per pagarsi il viaggio attraverso il Mediterraneo. Francis aveva formalizzato la sua domanda di asilo a Crotone e poi si era trasferito a Castel Volturno, ottenendo dopo diversi anni la "Protezione Umanitaria". Lavorava come muratore e piastrellista e si era iscritto ad un corso di formazione per apprendere il mestiere di saldatore. Viveva in un appartamento situato sopra la sartoria dove è avvenuta la strage ed era sceso in strada perché Eric, un'altra delle vittime, lo aveva chiamato: aveva un lavoro da offrirgli come muratore. Affun Yeboa Eric La più giovane tra le vittime: si trovava sul luogo della strage unicamente perché era passato a prendere Francis. Il suo cadavere è stato ritrovato riverso al volante della sua auto, parcheggiata davanti alla sartoria. Aveva chiamato Francis e lo stava aspettando: aveva ancora la cintura di sicurezza allacciata. Eric era in Italia dal 2004, proveniva dal Ghana ed era sprovvisto di permesso di soggiorno. Da poco tempo si era trasferito a Castelvolturno dove aveva iniziato a lavorare come carrozziere. Samuel Kwako Samuel Kwako veniva dal Togo. Faceva il muratore ma, come anche Alex, anche lui non rifiutava di lavorare nelle campagne. Come tanti altri connazionali e africani la mattina presto, prima dell’alba, si faceva trovare nelle rotonde di Giugliano, Villa Literno, Quarto, per aspettare il caporale di turno che gli offrisse il lavoro per la giornata. El Hadji Ababa Veniva dal Togo e viveva in Italia da cinque anni. Gestiva la sartoria "Ob Ob exotic Fashions". Il suo corpo è stato ritrovato senza vita accasciato sulla macchina per cucire, perché quella sera stava terminando di lavorare per poi consumare il pasto serale del periodo di Ramadan, insieme a due amici che lo avevano raggiunto. El Hadji era molto conosciuto e apprezzato come sarto: realizzava abiti tradizionali su misura e faceva riparazioni e rattoppi. Malgrado fosse sempre molto impegnato nel suo lavoro, era un punto di riferimento per gli altri cittadini africani, soprattutto per coloro che erano maggiormente disorientati e senza una comunità di riferimento. Jeemes Alex Cittadino togolese, aveva un permesso di soggiorno per "protezione umanitaria" ottenuto a Siracusa. Lavorava saltuariamente come muratore ma non rifiutava di lavorare nelle campagne. Come tanti altri connazionali e africani, Alex la mattina presto, prima dell’alba, andava nelle rotonde di Giugliano, Villa Literno e Quarto, per aspettare il caporale di turno che gli offrisse il lavoro per la giornata. Si trovava nella sartoria perché aveva iniziato a collaborare con El Hadji per la vendita dei vestiti.
  • 83. Strage di Castelvolturno 81 Christopher Adams Aveva 28 anni ed era ghanese. Era in Italia dal 2002 e aveva ottenuto il permesso di soggiorno per protezione umanitaria. Adams faceva il barbiere a Napoli, in piazza Garibaldi. La sera della strage era andato nella sartoria per un saluto agli amici. Quando il suo corpo inanime è stato raccolto, sono stati trovati 700 euro nei suoi calzini. Non erano i proventi di una partita di droga, come è stato scritto inizialmente dai giornali, ma i risparmi del suo lavoro da barbiere che metteva da parte e periodicamente inviava ai suoi familiari rimasti in Ghana. Joseph Ayimbora Anche lui ghanese, è l’unico sopravvissuto alla strage, nonostante le gravi ferite alle gambe ed all'addome. Ha un permesso di soggiorno dal 1998, vive con una compagna e con la loro bambina nata in Italia. La collaborazione di Ayimbora, che si è salvato fingendosi morto, con le forze dell'ordine e gli inquirenti è stata determinante per la ricostruzione dei fatti e l’individuazione degli assassini.[21] La rivolta L'indomani della strage, il 19 settembre, centinaia di extracomunitari, connazionali delle vittime uccise la notte, scatenarono una rivolta popolare cui parteciparono gran parte dell'intera comunità africana di Castelvolturno.[22] Nelle prime ore del pomeriggio, centinaia di immigrati diedero vita a un corteo di protesta che si avviò lungo la Domiziana,proseguendo per 10 chilometri. Gli africani, al grido di "italiani bastardi", bloccarono e intasarono il traffico autostradale per ore, rovesciando ed incendiando cassonetti dell'immondizia, ribaltando e danneggiando con bastoni e clavi le automobili parcheggiate, e inoltre distrussero alcuni esercizi commerciali ed attaccarono due autobus del comune causandone il fermo e l'uscita forzata dei passeggeri. [22] [4] Il sindaco di Castelvolturno, Francesco Nuzzo, e la prefettura di Caserta organizzarono durante la giornata un incontro con alcuni membri di spicco della comunità di origine africana riportando la calma.[22] La violenza scatenata provocò notevole tensione anche nella comunità italiana, tanto che si è temuta qualche ritorsione verso gli africani.[23] Conseguenze L'inaspettata guerriglia urbana scatenata dalla comunità africana e l'escalation di violenza portata dal clan dei Casalesi nel Casertano hanno determinato la creazione di una commissione straordinaria al Viminale il 20 settembre, con la presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, il capo della polizia, Antonio Manganelli e altre personalità politiche e militari, ed il conseguente invio di 400 agenti speciali e investigatori per il controllo della sicurezza al fine di evitare future stragi: « Dopo un’approfondita valutazione della situazione dell’ordine pubblico è stato deciso di intensificare il controllo del territorio e colpire duramente la criminalità organizzata, rafforzare al massimo l’attività investigativa e di intelligence per individuare gli autori dei recenti omicidi, per la cattura dei latitanti e dei responsabili di attività criminali, per i quali, laddove immigrati clandestini, saranno avviate con la massima celerità le procedure di espulsione. Sarà infine sottoposta dal ministro dell’Interno al Consiglio dei ministri l’ipotesi di rendere più flessibile l’utilizzo dei militari non solo per le aree urbane, ma anche per altre zone critiche, previa valutazione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. » [24] (Rapporto finale della commissione sui fatti di Castelvolturno. )
  • 84. Strage di Castelvolturno 82 Ipotesi sulle motivazioni della strage Sulle ragioni che hanno portato il gruppo degli scissionisti del gruppo di Setola a compiere il massacro sono state fatte diverse ipotesi. Le prime spiegazioni, che hanno trovato largo credito nelle cronache giornalistiche, hanno fatto riferimento alla possibile lettura di questo episodio nell'ambito di un regolamento di conti all'interno del clan dei casalesi, volto al controllo del mercato della droga e della prostituzione, gestito dalla mafia nigeriana per conto della camorra. Tale ipotesi è stata però smentita dalle indagini giudiziarie, le quali hanno accertato l'estraneità delle vittime africane rispetto ai traffici illeciti. Una delle ipotesi formulate successivamente alla strage, proposta da Roberto Saviano, autore del best seller "Gomorra", e da Franco Roberti, Procuratore aggiunto e capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ricondurrebbe invece la strage di Castelvolturno ad un messaggio che la camorra ha voluto dare alle comunità immigrate africane in vista dei progetti di riqualificazione del litorale domizio - un affare da diverse decine di milioni di euro - nel tentativo di creare le condizioni per pilotare investimenti volti a far diventare il litorale stesso un'area turistica. Dietro la strage si nasconderebbe quindi la volontà di fare una specie di pulizia etnica della zona, cacciando completamente gli immigrati che non vogliono scendere a patti e che non sono controllabili.[25] La strage può quindi aver rappresentato un atto primo atto intimidatorio verso una comunità di immigrati di circa 13.000 persone, tra regolari e non, che arriva a contare il 60%, forse più, degli abitanti attuali di Castelvolturno. Una comunità in espansione, che forse oggi la camorra vorrebbe arrestare e annullare.[26] Arresti Il 22 settembre 2008 è stato arrestato il primo sospetto, Alfonso Cesarano, pregiudicato camorrista vicino al clan dei Casalesi in detenzione domiciliare, trovato in casa dei genitori, a Baia Verde, luogo medesimo dove è stata uccisa la prima vittima della strage, Antonio Celiento.[27] In una maxioperazione antimafia dei carabinieri avvenuta lo stesso mese, il clan dei Casalesi viene smembrato con l'arresto di 107 persone, ritenuti elementi di spicco dell'associazione, di cui alcuni presenti nella lista dei 30 latitanti più ricercati d'Italia. Tra gli arrestati figurano Alessandro Cirillo e Oreste Spagnuolo, considerati, insieme al boss Setola, i principali coordinatori.[28] Il 14 gennaio 2009 viene arrestato l'imprendibile capo dei Casalesi, Giuseppe Setola stesso, pure nella lista dei 30, condannato in contumacia all'ergastolo e ritenuto mandante di varie stragi e omicidi, tra cui ora quella di Castelvolturno.[29] Note [1] L'Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nr. 45855/08 R.G. N.R. 40547/08 R.GIP 395/09 R.O.C.C., emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di SETOLA Giuseppe, CIRILLO Alessandro, LETIZIA Giovanni, GRANATO Davide contesta a quest'ultimi il reato di strage con l'aggravante delle finalità terroristiche, primo caso in Italia applicato ad un agguato di camorra. [2] «Strage nella terra dei Casalesi: 7 morti. Agguato contro il clan degli immigrati» (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 09/ sezioni/ cronaca/ caserta-sparatoria/ caserta-sparatoria/ caserta-sparatoria. html), La repubblica, 18-09-2008. URL consultato in data 24-05-2009. [3] Casalesi, è mattanza: 7 morti. I nomi delle vittime. Minniti e Picierno: servono azioni urgenti contro i clan (http:/ / www. casertace. it/ home. asp?ultime_news_id=2840). Casertace.it, 18-09-2008 [4] «Strage di camorra, immigrati in rivolta» (http:/ / www. lastampa. it/ redazione/ cmsSezioni/ cronache/ 200809articoli/ 36623girata. asp), La Stampa, 19-09-2008. URL consultato in data 28-02-2009. [5] «Camorra, arrivano 500 soldati. Stretta sull'immigrazione» (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 09/ sezioni/ cronaca/ caserta-sparatoria/ invio-soldati/ invio-soldati. html), La Repubblica, 23-09-2008. URL consultato in data 28-02-2009. [6] Roberto Saviano "Castelvolturno, Italia" in http:/ / www. oltregomorra. com/ documenti/ 9916/ 148/ 162 [7] Iuliano, Lorenzo (11 Novembre 2008). "Litorale story, venti anni di caccia al nero - Da Jerry Masslo al rumeno sospettato di furto, così camorristi e xenofobi sparano nel mucchio". Il Mattino Caserta. [8] «'MONDRAGONE Strage di Pescopagano, pene dimezzate per Fragnoli, Gagliardi e Gitto'» (http:/ / www. casertace. it/ home. asp?ultime_news_id=3874), Caserta c'é, 07-01-2009. URL consultato in data 19-08-2009.
  • 85. Strage di Castelvolturno 83 [9] Dda: clan "La Torre" appoggiò giunta centrodestra (http:/ / www. casertanews. it/ public/ articoli/ 200802/ art_20080213072756. htm). Caserta News, 13-02-2008. URL consultato il 01-03-2009. [10] Ordinanza di Custodia Cautelare nr. 45855/08 R.G. N.R. 40547/08 R.GIP 395/09 R.O.C.C., emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia [11] Rosaria Capacchione. «Casalesi:un patto tra casertani e africani» (http:/ / www. internapoli. it/ articolo_stampa. asp?id=12884), Il Mattino, 20-08-2008. URL consultato in data 19-08-2009. [12] Bianconi Giovanni. «La strategia anti-immigrati Un mitra incastra i Casalesi» (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 2008/ settembre/ 30/ strategia_anti_immigrati_mitra_incastra_co_9_080930040. shtml), Corriere della Sera, 30-09-2008. URL consultato in data 19-08-2009. [13] Ordinanza di Custodia Cautelare nr. 45855/08 R.G. N.R. 40547/08 R.GIP 395/09 R.O.C.C., emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia [14] Ordinanza di Custodia Cautelare nr. 45855/08 R.G. N.R. 40547/08 R.GIP 395/09 R.O.C.C., emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia [15] Ordinanza di Custodia Cautelare nr. 45855/08 R.G. N.R. 40547/08 R.GIP 395/09 R.O.C.C., emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia [16] «Strage nel Casertano, un altro morto» (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 09/ sezioni/ cronaca/ caserta-sparatoria/ morto-in-ospedale/ morto-in-ospedale. html), La Repubblica, 19-09-2008. URL consultato in data 28-02-2009. [17] Strage Castel Volturno: 7 killer hanno esploso 120 proiettili con pistole e kalashnikov (http:/ / www. casertanews. it/ public/ articoli/ 200809/ art_20080919182425. htm). Caserta News, 19-09-2008. URL consultato il 28-02-2009. [18] «Far West tra Napoli e Caserta, sette morti» (http:/ / www. corriere. it/ cronache/ 08_settembre_18/ far_west_caserta_morti_30dd5096-85c4-11dd-bcd5-00144f02aabc. shtml), Corriere della Sera, 18-09-2008. URL consultato in data 28-02-2009. [19] Ordinanza di Custodia Cautelare nr. 45855/08 R.G. N.R. 40547/08 R.GIP 395/09 R.O.C.C., emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia [20] Arrestato un responsabile della strage di Castel Volturno (http:/ / www. ultimenotizie. tv/ notizie-di-cronaca/ arrestato-un-responsabile-della-strage-di-castel-volturno. html). Ultime notizie.tv. URL consultato il 01-03-2009. [21] Redazione Melting Pot. «Chi sono le vittime della strage di Castel Volturno?» (http:/ / www. meltingpot. org/ articolo13381. html), Melting Pot, 01-10-2008. URL consultato in data 19-08-2009. [22] «Castelvolturno, rivolta degli immigrati dopo la strage di camorra» (http:/ / www. corriere. it/ cronache/ 08_settembre_19/ rivolta_castelvolturno_immigrati_de6698dc-8635-11dd-bef9-00144f02aabc. shtml), Corriere della Sera, 10-09-2008. URL consultato in data 28-02-2009. [23] «"Via gli africani da Castel Volturno"» (http:/ / www. corriere. it/ cronache/ 08_settembre_19/ rivolta_castelvolturno_immigrati_de6698dc-8635-11dd-bef9-00144f02aabc. shtml), Corriere della Sera, 19-09-2008. URL consultato in data 28-02-2009. [24] «Caserta, arrivano 400 super-poliziotti» (http:/ / www. lastampa. it/ redazione/ cmsSezioni/ cronache/ 200809articoli/ 36652girata. asp), La Stampa, 20-09-2008. URL consultato in data 01-03-2009. [25] «INTERVISTA A FRANCO ROBERTI, PARTE PRIMA: LA STRAGE DI CASTELVOLTURNO» (http:/ / politologi. splinder. com/ post/ 18512616), Politologi.com, 258-09-2008. URL consultato in data 21-08-2009. [26] Intervento di Roberto Saviano al World Social Summit sulle paure del nostro tempo, organizzato a Roma da Censis e Fondazione Roma http:/ / www. youtube. com/ watch?v=RElQUG65AKk [27] «Strage di Castel Volturno: Arrestato un sospetto» (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 09/ sezioni/ cronaca/ caserta-sparatoria/ blitz-sospetto/ blitz-sospetto. html), La Repubblica, 22-09-2008. URL consultato in data 28-02-2009. [28] Castelvolturno: arrestati presunti killer. Operazione anti Casalesi, 107 arresti (http:/ / www. tg5. mediaset. it/ cronaca/ articoli/ 2008/ 09/ articolo8010. shtml). Tg5, 09-2008. URL consultato il 28-02-2009. [29] «Camorra, arrestato il boss Setola» (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 11/ sezioni/ cronaca/ camorra-6/ arresto-setola/ arresto-setola. html), La Repubblica, 14-01-2009. URL consultato in data 28-02-2009.
  • 86. Fonti e autori delle voci 84 Fonti e autori delle voci Lista delle stragi avvenute in Italia  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=31507565  Autori:: Accurimbono, Aglaja, Airon90, Andrea0985, Arres, ArtAttack, Ary29, Ayers, BMF81, Barbaking, Biopresto, Borgil, Bramfab, Calabash, Castagna, Ceccorossi, Ciosl, Civa61, Civvì, Crabbymole, Dani 7C3, Demart81, Democrazia, Dinofly, Dommac, Dr Zimbu, Elbloggers, Elitre, Ernst Junger, Erroscia, Espresso, Fmon, FrAnCiS, Frack, Fredericks, Frihtrik, Fuoridalbranco, Gac, Gacio, Gian punk, GianMarco, Giovanni Messina, Gpaparcuri, Gregorovius, Griffo83, Guarracino, Guidomac, Ignlig, Il Moderato, Il palazzo, Illy78, Jacopo, Jalo, Jaqen, Jok3r, Kalumet Sioux, Klaudio, Kormoran, Lanerossi, Laribur, Le vittime, Ligabo, Lineagoticafight, Lingtft, Llodi, Lou Crazy, Loved.runner, Lucio Di Madaura, LuckyLisp, MM, Madaki, Mambro, Marco Comello, Marcordb, Martin Mystère, Mateola, Mau db, Mauro1087, MiGz, Mirco77, Nafutesfera, Nevermindfc, Nicovin, No2, Nrykko, Nuanda69, OrsOrazio, PMM, Pablowsky, Padanda, Pagnie, Parerga, Piero Montesacro, Pietrodn, Pil56, Quino87, Raffaele Giuralongo, Razzairpina, Rdocb, Robyfra1, Sailko, Salvai, Sbazzone, Servator, Sicariga, Smeno, Solfano, Stef Mec, Stefano Careglio, Tamburellista, Tanarus, Tomfox, Tooby, Trixt, Twice25, Valepert, Vermondo, Vu Duc Thang, Wallberg, Yoggysot, ^musaz, 179 Modifiche anonime Portella della Ginestra  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=31248890  Autori:: Biopresto, Bonaff, Ciquta, Codas, Democrazia, Elbloggers, Fale, Ginosal, Giuseppe ME, Gliu, Greta82, Griffo83, Grifone87, Hellis, Ignlig, Il palazzo, Jaqen, Klone123, Laribur, Lupo rosso, Marko86, Massimiliano Lincetto, Mcicogni, Montreal, Nrykko, Orric, Panz Panz, Pap3rinik, Samdalmas, Sbisolo, Squattaturi, Stonehead, Trikke, Twice25, Vipstano, Wikichri, Yuma, 54 Modifiche anonime Strage di piazza Fontana  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=31377229  Autori:: ALoopingIcon, Alfio, AnjaQantina, Archeologo, Bella Situazione, Biopresto, Blakwolf, Blues 1911, Bramfab, Cadria, Caemlyn, Catrafuse, Causa83, Cicciocotroneo, Cioppi, Consbuonomo, Cotton, DCGIURSUN, Dans, Davidegat, Don Tricheco, Duroy, Ediedi, Elbloggers, Enrico02, Erinaceus, Espresso, Eva Mathiasch, Ezio Tilli, Fiaschi, Formica rufa, G.dallorto, Gac, GiaGar, Giggiggio76, Giordaano, Guidomac, Il Moderato, Ilbibliotecario, Klaudio, Le vittime, Lependu, Lotho2, Lou Crazy, MM, Madaki, Makh, Mangiabambini, MapiVanPelt, Marcordb, Marte77, Maso, MatteoGuasti, Mau db, Maurizio Milano, MimmoMartinez, Miticobaro, Mox83, NGr, Nevermindfc, NiceIce, No2, Nrykko, Orric, OrsOrazio, Osk, Pacy, Piero Montesacro, Pirru, Pissipo, Polytropos, Privi, R1188, Ranma25783, Red Barker, Restu20, Rhobbit, Rio roma, Rionda, Sante Caserio, Sbazzone, Senza nome.txt, Servator, Shalom, Snowdog, Stef Mec, Stefanof, SuperQuark, Tanonero, Teletrasporto, Truman Burbank, Twice25, Urbokant, Verobgiu, Vipstano, Vituzzu, Vmoscarda, Ylebru, Yoggysot, Yone Fernandes, 167 Modifiche anonime Strage di Piazza della Loggia  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=28580452  Autori:: Ayato86, Bengio76, Biopresto, Blues 1911, Bolo, Bramfab, Codas, Crabbymole, Dans, Elbloggers, Fiaschi, Freedog, G.dallorto, Gabrio, Gnekko, Il Moderato, IlBeso, Lanerossi, Le vittime, Lou Crazy, Madaki, Marius, Mirco77, Miticobaro, Piero Montesacro, Privi, Rosmarino, Sailko, Vermondo, Voldemort87, 46 Modifiche anonime Strage dell'Italicus  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=28136385  Autori:: Adert, Andre86, Blues 1911, Bramfab, Ceccorossi, Codas, Cornolio, Dommac, Dr Zimbu, Elbloggers, Fiaschi, Freedog, Hanyell29, Jok3r, Jollyroger, Le vittime, Lou Crazy, LucaLuca, Marcok, Marcopete87, Marcus89, No2, Plutonide, Pracchia-78, Privi, Ricce, Servator, Simone, Snowdog, Truman Burbank, Vermondo, Voldemort87, 12 Modifiche anonime Strage di Ustica  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=31277165  Autori:: .jhc., Acehigh1971, Aiace, Alessio Rolleri, Alessiox.94, Alex92, AnjaQantina, Aracuano, Ary29, Ask21, AttoRenato, BMF81, Bettella, Biopresto, BlackSheep81, Bramfab, Brískelly, Buggia, Castagna, CavalloRazzo, Chiappinik, Ciquta, Cloj, Codas, Crisarco, Dainaccio, Danielejaiss, Davide Oliva, Demart81, Dia^, Django, Dr Zimbu, Elbloggers, Emanuele Saiu, England, F l a n k e r, Fiaschi, Fox2, Freakit, Frieda, Gac, Ghedolo, Gianfranco, Ginosal, Gtoffoletto, Gvf, Hal8999, Hauteville, Hellis, Iakopo, Ilario, Jacklab72, Jacopo, Jollyroger, Laura56, Lceline, Llorenzi, Lovecraft22, Lucas, Luisa, Madaki, Marcok, Marcol-it, Mau807, Maximianus, Melos, Microsoikos, Mircone, Mirkos, Miticobaro, Mnp, Murray, Nannini, Nickel Chromo, No2, Nrykko, O--o, One-Winged-Angel, P tasso, Paginazero, Paolo1957, Perrins87, Piero Montesacro, Pigr8, Pnc net, Privi, Pusk, Qbert88, Redecke, Retaggio, RiccardoP1983, Robmontagna, Ruthven, Rutja76, SCDBob, Sbazzone, Sbisolo, Sempreblu07, Servator, Sesquipedale, Simo82, Sir marek, Soprano71, Stef Mec, Stefanox1985, Swordsman, Threecharlie, Ticket 2007100310021314, Tilotta, To011, Trevinci, Trixt, Turgon, Twice25, Vipera, Vituzzu, Vivanoide, Yuma, Электромагнетизм, 309 Modifiche anonime Strage della stazione di Bologna  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=975185  Autori:: Ago76, AmonSûl, Andre 74, ArtAttack, Ary29, Auro, Biopresto, BlackSheep81, Borgolibero, Castagna, Codas, Contromano76, Demart81, Duroy, Elbloggers, EnBeg, Erinaceus, Fiaschi, Fmon, Fotogian, GJo, Gacio, Hal8999, Hauteville, Horatius, ITA32, IlBeso, Illy78, Joana, Jok3r, Kaspo, Limonadis, Lingtft, Lorisbbbb, Lou Crazy, Luckyboy, MM, MacLucky, Mach, Madaki, Maledetto, Marius, Matt 76, Melos, Mircone, Miticobaro, Moroboshi, Nevermindfc, Orric, Paginazero, Panairjdde, Phantomas, Pil56, Pippu d'Angelo, Privi, Rex Infernus, Riccardoghinelli, Salvatore Ingala, Serpik, Shaka, Simone.lippi, Sp1een, Stef Mec, Stefano Trento, Trixt, Twice25, Urbokant, UtentE, Vorticus, Wikichri, Xavier121, Ylebru, Yoggysot, Yossarian99, Zagor te nay, 61 Modifiche anonime Strage di Capaci  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=31336076  Autori:: Al Pereira, Alexdonnoli, AttoRenato, Barbaking, Beta16, Biopresto, Bonza, Cialz, Crisarco, Dedda71, Eddie619, Eius, Elbloggers, Ema.Giardina, Formica rufa, Frazzone, Gac, Giancarlo Rossi, IlBeso, Klaudio, Manutius, Marcol-it, Marcuscalabresus, Moloch981, PROXIMO, PersOnLine, Pigr8, Privi, Roccuz, SCDBob, Senpai, Sf71177, Sid-Vicious, Squattaturi, Stevo, Toobaz, Vermondo, Wiskandar, 34 Modifiche anonime Strage di via D'Amelio  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=3613766  Autori:: Aedo89, Agnellino, Baruneju, Birdkiller, Bronzino, Ciosl, Dedda71, Domino89, Ersill, Ginosal, Graz, Ignlig, KAUTSKY, Kar.ma, Kibira, L'Essere corretto dal Forse, Leoman3000, M.B., Maestro65, Marcoranuzzi, Marcuscalabresus, Moloch981, No2, PROXIMO, PersOnLine, Piddu, Piero Montesacro, Privi, PuerApuliae, Red devil 666, Reipher, Remulazz, SCDBob, Sandrobt, Sf71177, Siculo, Sky without clouds, Snowdog, Stefano.nicolucci, Stevo, Sveliamoimisteri33, Trixt, Veneziano, Wappi76, Wikiknowledge, Yuma, 67 Modifiche anonime Strage di via dei Georgofili  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=28889067  Autori:: Janus, Lillolollo, Miticobaro, Polinux, Privi, Rucoline23, Sailko, Tissot, Trixt, Vermondo, Yuma, 17 Modifiche anonime Bomba di via Palestro  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=20357102  Autori:: Ipstyl, Jok3r, Lingtft, Midnight bird, Pequod76, Tia solzago, 16 Modifiche anonime Strage del Cermis  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=31023945  Autori:: Alb, Andre86, BerlinerSchule, Biopresto, Cioppi, DarkAp, F l a n k e r, Fernandopescia, Fidio, Giancarlo Rossi, Gspinoza, Ilario, Lingtft, Lukespace, Maquesta, Massimiliano Lincetto, Maurizio.Cattaneo, Maxpendy, MiGz, Michele.B, Nickel Chromo, No2, Panairjdde, Paolotacchi, Paulatz, PersOnLine, Piero Montesacro, Radapanda, Resigua, RiccardoP1983, SCDBob, Sandrobt, Senza nome.txt, Tanarus, Truman Burbank, Vu Duc Thang, 28 Modifiche anonime Strage di Castelvolturno  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=31550760  Autori:: Avemundi, Bramfab, Brownout, DaniDF1995, Emilianodimarco71, Jok3r, Toobaz, Tormentor2, 11 Modifiche anonime
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