Testo mozione sel effettivamente messo ai votiEsito votazione : presenti 507 votanti 253 astenuti 254 a favore 230 contrar...
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possa essere praticata in ospedali pubblicigenerali e specializzati e « case di curaautorizzate e presso poliambulatori pu...
a promuovere il monitoraggio specificoregionale dell’interruzione volontariadi gravidanza farmacologica, anche praticatain...
Pilozzi, Piras, Placido, Quaranta,Ragosta, Ricciatti,Sannicandro, Scotto, Zan,Zaratti, Rigoni ».
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Testo mozione sel effettivamente messo ai voti

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  1. 1. Testo mozione sel effettivamente messo ai votiEsito votazione : presenti 507 votanti 253 astenuti 254 a favore 230 contrari 23ApprovataPubblicazione di un testo ulteriormente riformulato.Si pubblica il testo ulteriormente riformulato della mozione Migliore n. 1-00045, già pubblicatanell’allegato B ai resoconti della seduta n. 19 del 20 maggio 2013.La Camera, premesso che:nel nostro Paese, in ambito medico-sanitario il diritto all’obiezione di coscienzaè espressamente codificato e disciplinatoper legge riguardo: all’interruzionedella gravidanza, laddove l’obiezioneè riconosciuta dall’articolo 9 della leggen. 194 del 1978; alla sperimentazione animale,dove l’obiezione di coscienza è disciplinatadalla legge n. 413 del 1993; allaprocreazione medicalmente assistita, dovel’obiezione di coscienza viene prevista edisciplinata dall’articolo 16 della leggen. 40 del 2004;l’esercizio del diritto all’obiezionedi coscienza da parte del personale sanitarioin relazione all’interruzione volontariadi gravidanza riveste particolare importanza,per le sue ricadute socio-sanitariesulle donne e sulla stessa funzionalitàdel servizio sanitario nazionale;l’ultima relazione sullo stato di attuazionedella legge n. 194 del 1978, presentataal Parlamento dal Ministro dellasalute il 9 ottobre 2012, riporta – tral’altro – i dati definitivi sull’obiezione dicoscienza esercitata da ginecologi, anestesistie personale non medico nel 2010. Idati che emergono sono molto eloquenti eimpongono ancora una volta, e con forza,una seria riflessione sulla garanzia e laqualità del servizio per l’interruzione dellagravidanza disciplinata dalla legge n. 194del 1978;la relazione dice che in Italia benil 69,3 per cento dei ginecologi del serviziopubblico è obiettore di coscienza. In pratica,quasi sette medici ginecologi su dieciè obiettore. Se si analizzano i dati su baseterritoriale, si trova che, ad eccezione dellaValle d’Aosta, dove i ginecologi obiettorisono solamente il 16,7 per cento, le percentualiregionali non scendono mai al disotto del 51,5 per cento. I dati mediaggregati per Nord, Centro, Sud e Isoleindicano percentuali di ginecologi obiettoridi coscienza pari rispettivamente al 65,4per cento, al 68,7 per cento, al 76,9 percento e al 71,3 per cento. Il maggiornumero di ginecologi obiettori si trova alSud, con la punta più alta in Molise, dove
  2. 2. si raggiunge l’85 per cento;i dati della relazione al Parlamentoin realtà non riescono a fotografare lostato reale della sua applicazione sul territorionazionale, che risulta ben più gravedi quella riferita dal Ministro pro tempore;si ricordano, in tal senso, i dati resinoti da Laiga (Libera associazione italianadei ginecologi per l’applicazione della legge194) il 14 giugno 2012 e risultanti da unattento monitoraggio dello stato di attuazionedella legge nella regione Lazio, daiquali emerge una situazione reale ben piùgrave di quanto riportato nella relazionedel Ministro pro tempore: nel Lazio in 10strutture pubbliche su 31 (esclusi gli ospedalireligiosi che invocano una obiezione« di struttura » e le cliniche accreditate, lamaggior parte delle quali ignora semplicementeil problema) non si eseguonointerruzioni di gravidanza. Nella medesimaregione ha posto obiezione di coscienzail 91,3 per cento dei ginecologiospedalieri. In 3 province su 5 (Frosinone,Rieti, Viterbo) non è possibile eseguireaborti terapeutici, il che costringe le donnealla triste migrazione verso i pochi centridella capitale, sempre più congestionati, oin altre regioni, o all’estero;molte strutture ospedaliere, per garantirel’applicazione della legge, ricorronoa specialisti esterni convenzionaticon il sistema sanitario ed assunti esclusivamenteper le interruzioni di gravidanza(medici Sumai), o a medici « agettone », con un significativo aggravio peril sistema sanitario nazionale;a livello nazionale, la principaleconseguenza di un numero così elevato diobiettori di coscienza è quella di renderesempre più difficoltosa la stessa applicazionedella legge n. 194 del 1978, coneffetti negativi sia per la funzionalità deivari enti ospedalieri e, quindi, del sistemasanitario nazionale, sia per le donne chericorrono all’interruzione volontaria digravidanza;la drammaticità dello stato di applicazionedella legge comporta l’allungamentodei tempi di attesa, con maggioririschi per la salute delle donne e maggioririschi professionali per i pochi non obiettori,costretti loro malgrado ad una cattivapratica clinica;a fronte di questo stato « di emergenza» le donne devono spesso migrare dauna regione all’altra o addirittura all’esteroe, sopratutto tra le immigrate,risulta necessario il ricorso all’aborto clandestino;
  3. 3. il diritto all’obiezione di coscienzain materia di aborto per il personalesanitario ed esercente le attività ausiliarieè sancito dall’articolo 9 della suddettalegge n. 194 del 1978, che, allo stessotempo, prevede che gli enti ospedalieri e lecase di cura autorizzate siano « tenuti inogni caso ad assicurare l’espletamentodelle procedure e gli interventi di interruzionedella gravidanza. La regione necontrolla e garantisce l’attuazione ancheattraverso la mobilità del personale »;la legge n. 194 del 1978 prevede,quindi, scelte individuali e responsabilitàpubbliche. L’obiezione di coscienza è, infatti,un diritto della persona, ma nondella struttura;al personale sanitario viene garantitodi poter sollevare l’obiezione di coscienza.Ma quel che è un diritto delsingolo, non è un diritto della strutturasanitaria nel suo complesso, che ha, anzi,l’obbligo di garantire l’erogazione delleprestazioni sanitarie;i dati sopra indicati sulle percentualimolto elevate di obiettori compor-tano, oltre che evidenti ricadute negativesulla stessa effettiva attuazione della leggesull’interruzione volontaria di gravidanzae, quindi, sulle donne che rivendicanol’inviolabile libera scelta a farne ricorso,anche conseguenze oggettivamente pesantisui sempre più pochi medici non obiettori,che spesso si ritrovano relegati a occuparsiquasi esclusivamente di interruzioni digravidanza, con il rischio più che concretodi una dequalificazione professionale e diconseguenti effetti penalizzanti sulle lorostesse possibilità di carriera;il diritto della donna ad interrompereuna gravidanza indesiderata e quellodel personale sanitario a sollevare obiezionedi coscienza dovrebbero poter convivere,affinché nessun soggetto veda negatala propria libertà. Di fatto, tale ipotesitrova estrema difficoltà nel realizzarsi peri numeri esorbitanti dei medici obiettori,che spesso si rifiutano anche di segnalarealle pazienti un medico non obiettore oun’altra struttura sanitaria autorizzata all’interruzionevolontaria di gravidanza;dal 2009 l’Agenzia italiana del farmacoha autorizzato l’immissione in commerciodel mifepristone, o Ru486, perl’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica,nel rispetto dei precetti normativiprevisti dall’articolo 8 della leggen. 194 del 1978; tale articolo prevede chel’interruzione volontaria di gravidanza
  4. 4. possa essere praticata in ospedali pubblicigenerali e specializzati e « case di curaautorizzate e presso poliambulatori pubbliciadeguatamente attrezzati ». L’articolo8 non precisa il regime in cui deve esserepraticata l’interruzione volontaria di gravidanzafarmacologica (ricovero ordinario,day hospital, prestazione ambulatoriale). IlMinistro della salute pro tempore, in data24 febbraio 2010, ha chiesto in propositoil parere del Consiglio superiore di sanità;il Consiglio superiore di sanità, nella sedutadel 18 marzo 2010, ha individuato ilricovero ordinario come il regime piùidoneo per l’interruzione volontaria di gravidanzafarmacologica;i dati riportati dalla letteraturainternazionale, nonché i dati della regioneEmilia-Romagna che ha adottato il regimedi day hospital, non confermano la sceltae le raccomandazioni del Consiglio superioredi sanità; gli stessi dati del Ministerodella salute sull’interruzione volontaria digravidanza medica dicono che dal 2005 al2011 circa 15 mila donne hanno scelto ilmetodo farmacologico e che il 76 percento delle pazienti ha scelto la dimissionevolontaria dopo la somministrazione delmifepristone, senza che vi siano state complicazionimaggiori rispetto alle donne chesono state ricoverate fino all’espulsione;risulta improrogabile la necessitàdi valorizzare e ridare piena centralità aiconsultori, quale servizio per la rete disostegno alla sessualità libera e alla procreazioneresponsabile. Come confermaanche l’ultima relazione al Parlamentosullo stato di attuazione della legge n. 194del 1978, « nel tempo i consultori familiarinon sono stati, nella maggior parte deicasi, potenziati né adeguatamente valorizzati.In diversi casi l’interesse intorno alloro operato è stato scarso ed ha avutocome conseguenza il mancato adeguamentodelle risorse, della rete di servizi,degli organici, delle sedi »,impegna il Governo:a garantire la piena applicazione della legge n. 194 del 1978 su tutto il territorio nazionale nel pienoriconoscimento della libera scelta e del diritto alla salute delle donne, assumendo tutte le iniziative,nell’ambito delle proprie competenze; ad attivarsi, nell’ambito delle proprie competenze, al fine diassicurare, come prevede la legge, il reale ed efficiente espletamento, da parte di tutti gli entiospedalieri e delle strutture private accreditate, delle procedure e degli interventi di interruzione dellagravidanza chirurgica e farmacologica;a garantire il pieno rispetto della legge da parte di ogni struttura pubblica o del privato accreditato (siaessa un ospedale o un consultorio), posto che solo a fronte di questo impegno può essere concessol’accreditamento; ad attivarsi perché l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica siagarantita come opzione a tutte le donne,che, entro i limiti di età gestazionaleimposti dalla metodica, devono poter scegliere;
  5. 5. a promuovere il monitoraggio specificoregionale dell’interruzione volontariadi gravidanza farmacologica, anche praticatain day hospital, al fine di verificare lapiena applicazione della legge, nonché adattivarsi perché l’interruzione volontariadi gravidanza farmacologica sia propostacome opzione alle donne che, entro i limitidi età gestazionale imposti dalla metodica,devono poter scegliere quale percorso intraprendere,fornendo alle medesime lapiena conoscenza delle modalità e deirisultati emersi;ad assumere iniziative per costituireun tavolo tecnico di monitoraggio con gliassessori regionali per verificare la piena ecorretta attuazione della legge n. 194 del1978, con particolare riferimento agli articoli5, 7 e 9, al fine di evitare ogni formadi discriminazione fra operatori sanitari,obiettori e non obiettori;anche ai fini di una maggiore trasparenzanel rapporto tra cittadini e medicidi famiglia, ad assumere iniziative permettere in condizione gli ordini provincialidei medici chirurghi e degli odontoiatri dimonitorare l’applicazione della leggen. 194 del 1978, anche in riferimento agliarticoli 5, 7 e 9;ad assumere iniziative per valorizzaree ridare piena centralità ai consultorifamiliari, quale servizio fondamentale nell’attivarela rete di sostegno per la procreazioneresponsabile, nonché struttureassistenziali per l’attivazione del percorsoper l’interruzione volontaria di gravidanzanel rispetto delle scelte e della salute delledonne;fermi restando l’obbligo di dispensazionedei farmaci e l’adeguata informazionedegli utenti previsti dalla legislazionevigente, ad assumere iniziative affinché lecompetenti federazioni nazionali degli ordiniprofessionali del personale sanitario siadoperino per garantire uniformità sulterritorio nazionale in ordine agli indirizzideontologici relativi all’esercizio dell’obiezionedi coscienza.(1-00045) (Ulteriore nuova formulazione)« Migliore, Nicchi, Piazzoni,Aiello, Airaudo, Boccadutri,Franco Bordo, Costantino, DiSalvo, Duranti, Daniele Farina,Fava, Ferrara, Fratoianni,Giancarlo Giordano,Kronbichler, Lacquaniti, Lavagno,Marcon, Matarrelli,Melilla, Nardi, Paglia, Palazzotto,Pannarale, Pellegrino,
  6. 6. Pilozzi, Piras, Placido, Quaranta,Ragosta, Ricciatti,Sannicandro, Scotto, Zan,Zaratti, Rigoni ».

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