LA STORIA DI CORTINA Capitolo 17 – Ventinove mesi sulle Tofane Capitolo 18 – I primi dieci anni in Orbace
La quarta armata <ul><li>Cadorna venne avvertito tardivamente che l'Italia avrebbe fatto la guerra contro i vecchi alleati...
Il percorso che seguirono <ul><li>A ovest lungo il Cordevole, scavalcando la sella di Campolongo e scendere in val Badia p...
Le incertezze <ul><li>Cadorna con questo percorso contava di troncare alla base il Trentino. Gli strateghi austro-tedeschi...
Il Col di lana <ul><li>Durante giugno e luglio del 15 le artiglierie demolirono tutti i fortini costruiti alla fine del se...
Ad est ed al centro <ul><li>Ad est sulle montagne Peralba, Quaternà, Popera, Cima Undici e Croda Rossa, i soldati italiani...
Al Son Pouses <ul><li>Il 10 giugno le fanterie italiane si accostarono sul Son Pouses obbligando a  piegare  in direzione ...
<ul><li>Sulla strada di Misurina, che avrebbe consentito di calare su Carbonin e sulla ferrovia, l'azione si arenava contr...
Fine estate 1915 <ul><li>Alla fine dell'estate del 1915 bisognava avere il possesso delle vette e fu così che subentrò un ...
<ul><li>Nella quarta armata i reparti alpini erano limitati a pochi battaglioni quando gli austriaci avevano il fronte occ...
Le azioni <ul><li>Tra le azioni militari più rilevanti si ricordano: </li></ul><ul><li>La mina del Col di Lana </li></ul><...
Pezzi d’artiglieria sul fronte Tofane-Lagazuoi Il generale Cantore e (sotto) il suo berretto col foro della pallottola let...
Il Castelletto
Il Castelletto ieri, e come appare oggi, devastato dallo scoppio della mina
La Cengia Martini al Lagazuoi
Novembre 1917 <ul><li>La quarta armata venne richiamata sul Monte Grappa a difendere l'Italia, sul fronte dolomitico i due...
<ul><li>Gli italiani in due anni di guerra erano riusciti ad occupare quasi tutte le vette più importanti, ma gli austriac...
Capitolo  18 – I primi dieci anni in Orbace <ul><li>Nell' inverno 1917 gli anziani Apezzani che tre anni prima avevano com...
La fine dell'impero <ul><li>Soltanto dopo il novembre 1918, quando  i resti dell'esercito austriaco passarono in fuga, il ...
29 gennaio 1923 <ul><li>Dopo molte speranze Cortina, con Livinallongo e Colle S.Lucia viene assegnata alla provincia di Be...
Il turismo <ul><li>Fortunatamente a Cortina comincia a muoversi il turismo.  </li></ul><ul><li>Nel febbraio 1923 arriva il...
Settembre 1925 <ul><li>Mussolini sale al potere </li></ul><ul><li>Il sindaco Dalus si rifugia nelle dimissioni, al suo pos...
 
Cortina e il partito fascista <ul><li>Cortina d'Ampezzo è subito gradita al partito fascista. </li></ul><ul><li>Il  suo sv...
La crisi americana <ul><li>Nel 1929 la crisi americana colpisce anche Cortina </li></ul><ul><li>Nel novembre 1931 fallisce...
Gli anni trenta <ul><li>Sotto il profilo turistico questi anni sono un boom </li></ul><ul><li>Le presenze sono sempre in a...
<ul><li>Nel 1933 s'inizia a parlare della cassa del Balilla ma l'affare non va mai in porto. </li></ul><ul><li>Arriva il m...
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WW1 e fascismo a Cortina

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WW1 e fascismo a Cortina

  1. 1. LA STORIA DI CORTINA Capitolo 17 – Ventinove mesi sulle Tofane Capitolo 18 – I primi dieci anni in Orbace
  2. 2. La quarta armata <ul><li>Cadorna venne avvertito tardivamente che l'Italia avrebbe fatto la guerra contro i vecchi alleati </li></ul><ul><li>Affidò alla quarta armata il settore delle Dolomiti. </li></ul><ul><li>Dovevano impadronirsi della ferrovia di Klangefurt – Fortezza procedendo con decisione lungo le tre direttrici naturali. </li></ul>
  3. 3. Il percorso che seguirono <ul><li>A ovest lungo il Cordevole, scavalcando la sella di Campolongo e scendere in val Badia per arrivare a Brunico </li></ul><ul><li>A est lungo il Padola per superare Montecroce Comelico e occupare S.Candido </li></ul><ul><li>Al centro entrare in Ampezzo per la valle del Boite, superare la sella Cimabanche e calare su Dobbiaco </li></ul>
  4. 4. Le incertezze <ul><li>Cadorna con questo percorso contava di troncare alla base il Trentino. Gli strateghi austro-tedeschi che però l'avevano previsto, volevano arretrare le armate sulla linea del Brennero. Nava e Cadorna erano incerti. </li></ul>Il generale Luigi Cadorna
  5. 5. Il Col di lana <ul><li>Durante giugno e luglio del 15 le artiglierie demolirono tutti i fortini costruiti alla fine del secolo. </li></ul><ul><li>Il regio esercito inizia così un lungo logorio con azioni individuali eroiche ma il risultato strategico fu pari a zero. </li></ul><ul><li>Nella valle del Cordevole l'ostacolo peggiore risultò il Col di Lana. Quella dolce collina dissanguò le fanterie finchè una mina non consentì di impossessarsene di metà. </li></ul>Il Col di Lana Gli gli italiano attaccarono approssimativamente le posizioni fortificate delle forze di Ausro-ungherese sul Col di Lana
  6. 6. Ad est ed al centro <ul><li>Ad est sulle montagne Peralba, Quaternà, Popera, Cima Undici e Croda Rossa, i soldati italiani e i difensori austriaci per mesi e mesi dettero prova di tutto il loro valore. </li></ul><ul><li>Il vecchio confine rimase comunque immutato. </li></ul><ul><li>Al centro la guerra fu diversa, la conca d'Ampezzo, era orientata verso sud e chiusa a nord da catene incise da profonde forre con andamento longitudinale. La guerra ne prese atto molto presto. </li></ul>
  7. 7. Al Son Pouses <ul><li>Il 10 giugno le fanterie italiane si accostarono sul Son Pouses obbligando a piegare in direzione di Cimabanche. </li></ul><ul><li>Per gli attaccanti la posizione era difficile, essendo i difensori in posizione elevata e protetta. </li></ul><ul><li>Durante tutto il mese vennero tentate manovre di aggiramento </li></ul><ul><li>Da un lato con l'occupazione del Col Rosà, lasciando intatte le difese del Son Pouses. </li></ul><ul><li>D'estate, quando la manovra d'aggiramento era in fase di successo, i comandi interruppero l'azione. </li></ul><ul><li>Queste posizioni restavano per tutta la guerra le più avanzate sulla strada di Dobbiaco. </li></ul>
  8. 8. <ul><li>Sulla strada di Misurina, che avrebbe consentito di calare su Carbonin e sulla ferrovia, l'azione si arenava contro il monte Piana, insanguinato come pochi. </li></ul><ul><li>Solamente dopo mesi e mesi di assalti, durante il secondo anno di guerra, il pianoro venne conquistato, ma non per intero quindi senza alcun vantaggio strategico. </li></ul>Monte Piana: Ricoveri Sul versante italiano Principale trincea italiana di collegamento sul Monte Piana
  9. 9. Fine estate 1915 <ul><li>Alla fine dell'estate del 1915 bisognava avere il possesso delle vette e fu così che subentrò un nuovo metodo per fare la guerra. </li></ul><ul><li>Attorno alle Tofane, sui ghiaioni di Fontananegra, a metà luglio, il generale Antonio Cantore venne ucciso nell'intento di trovare un passaggio per scendere in val Travenanzes, da dove aggirare poi il Son Pouses. </li></ul><ul><li>Ma gli austriaci avevano già preso posizione sulle creste ed il controllo di tutta l'area. </li></ul>La Val Travenanzes Un disegno che raffigura l'estremo omaggio alla salma di Cantore, trasporata in teleferica dalle Tofane .
  10. 10. <ul><li>Nella quarta armata i reparti alpini erano limitati a pochi battaglioni quando gli austriaci avevano il fronte occupato quasi tutto da truppe di montagna. </li></ul><ul><li>Questa lacuna venne colmata nel 1916. Difatti per prendere punta Marietta e la vetta della Roces furono mandati i volontari alpini di Felt re. </li></ul>La punta Marietta
  11. 11. Le azioni <ul><li>Tra le azioni militari più rilevanti si ricordano: </li></ul><ul><li>La mina del Col di Lana </li></ul><ul><li>L’intrepido avamposto della cengia Martini al Lagazuoi </li></ul><ul><li>Le mine del Lagazuoi </li></ul><ul><li>La mina del Castelletto </li></ul><ul><li>I combattimenti in alta quota sul Cristallo e la Costabella </li></ul><ul><li>Il fronte ravvicinato sul Monte Piana </li></ul>
  12. 12. Pezzi d’artiglieria sul fronte Tofane-Lagazuoi Il generale Cantore e (sotto) il suo berretto col foro della pallottola letale Il Castelletto
  13. 13. Il Castelletto
  14. 14. Il Castelletto ieri, e come appare oggi, devastato dallo scoppio della mina
  15. 15. La Cengia Martini al Lagazuoi
  16. 16. Novembre 1917 <ul><li>La quarta armata venne richiamata sul Monte Grappa a difendere l'Italia, sul fronte dolomitico i due eserciti ai quali nel 1916 si erano aggiunti i tedeschi, si fronteggiarono su una nuova linea, che grosso modo, seguiva il corso del fiume Piave </li></ul>La vendetta più avanzata sul Monte Grappa
  17. 17. <ul><li>Gli italiani in due anni di guerra erano riusciti ad occupare quasi tutte le vette più importanti, ma gli austriaci continuavano a controllare i paesi e le vallate lungo le quali i primi avrebbero dovuto scendere a tagliare il famoso saliente trentino. </li></ul><ul><li>Era stata una guerra caratterizzata da eroismi e sofferenze ma, tutto sommato, fortunata. </li></ul><ul><li>Sommando tutti i caduti e dispersi sui due fronti, compresi i tanti travolti dalle valanghe, non si raggiunge il numero dei morti di una sola delle undici orrende battaglie sul Carso. </li></ul>Il gruppo delle Tofane
  18. 18. Capitolo 18 – I primi dieci anni in Orbace <ul><li>Nell' inverno 1917 gli anziani Apezzani che tre anni prima avevano combattuto contro i Russi, tornarono a casa. </li></ul><ul><li>Nonostante mancassero ancora centinaia di cittadini, dispersi, profughi o ancora in guerra, la vita riprese. </li></ul><ul><li>C'era da rimettere in piedi un paese che due anni e mezzo prima era stato occupato da circa 25 mila soldati italiani (stranieri). </li></ul><ul><li>Bisognava costruire i villaggi bruciati sotto le bombe o per l'incuria dei soldati, ripulire i boschi e i pascoli dai residui bellici, soprattutto c'era da pacificare gli animi. </li></ul>
  19. 19. La fine dell'impero <ul><li>Soltanto dopo il novembre 1918, quando i resti dell'esercito austriaco passarono in fuga, il futuro del paese fu drammaticamente chiaro. L'impero era finito. </li></ul><ul><li>Il confine venne spostato al Brennero. </li></ul><ul><li>L'amministrazione locale poteva riprendere come ai vecchi tempi, ma un funzionario del governo italiano rivedeva ogni decisione. </li></ul>
  20. 20. 29 gennaio 1923 <ul><li>Dopo molte speranze Cortina, con Livinallongo e Colle S.Lucia viene assegnata alla provincia di Belluno. </li></ul><ul><li>La maggior parte della popolazione però sperava di tornare a far parte della provincia di Trento o di Bolzano. </li></ul><ul><li>Le proteste sono deboli o quasi nulle perchè prevalgono altre urgenze come far riprendere l'economia del paese. </li></ul><ul><li>Oltre ai morti e dispersi che mancano alle famiglie c'è il problema delle vedove e delle centinaia di orfani </li></ul>
  21. 21. Il turismo <ul><li>Fortunatamente a Cortina comincia a muoversi il turismo. </li></ul><ul><li>Nel febbraio 1923 arriva il principe Umberto ad inaugurare la ferrovia di Calalzo. Anche se sosta una sola notte, all'hotel Cristallo naturalmente, è gradito segnale di normalità. </li></ul><ul><li>Nel 1924 il barone Carlo Franchetti di Venezia costruisce la prima funivia di Cortina, collegando la piazza antistante parrocchiale con Pocol. </li></ul>
  22. 22. Settembre 1925 <ul><li>Mussolini sale al potere </li></ul><ul><li>Il sindaco Dalus si rifugia nelle dimissioni, al suo posto viene eletto Amadeo Girardi, ma non vuole affrontare le tensioni che sta affrontando il paese </li></ul><ul><li>Il 19 settembre il prefetto, invocato dalla stampa, dichiara decaduto il consiglio comunale. </li></ul><ul><li>Le regole d'Ampezzo allora godevano solo del diritto di pascolo e non di quello di proprietà </li></ul>
  23. 24. Cortina e il partito fascista <ul><li>Cortina d'Ampezzo è subito gradita al partito fascista. </li></ul><ul><li>Il suo sviluppo turistico, di conseguenza, viene subito agevolato </li></ul><ul><li>Ad esempio nel 1928 venne facilitata loro la concessione dell' elettrificazione della ferrovia </li></ul><ul><li>Più avanti nascono le leggi apposite a favore del credito alberghiero </li></ul>
  24. 25. La crisi americana <ul><li>Nel 1929 la crisi americana colpisce anche Cortina </li></ul><ul><li>Nel novembre 1931 fallisce l'albergo Girardi </li></ul><ul><li>L'anno seguente c'è il dissesto dell'albergo tre Croci </li></ul><ul><li>Purtoppo un centinaio di piccoli creditori di Cortina e dei paesi vicini, artigiani professionisti, operai, risparmiatori e le loro famiglie precipitano nel lastrico </li></ul><ul><li>Un dramma sociale di cui si parlerà per decenni </li></ul>
  25. 26. Gli anni trenta <ul><li>Sotto il profilo turistico questi anni sono un boom </li></ul><ul><li>Le presenze sono sempre in aumento e così le tante iniziative che contribuiscono all'immagine di Cortina </li></ul><ul><li>L'anas asfalta le strade, le automobili cominciano ad essere più numerose e così nascono le prime autorimesse. </li></ul>
  26. 27. <ul><li>Nel 1933 s'inizia a parlare della cassa del Balilla ma l'affare non va mai in porto. </li></ul><ul><li>Arriva il ministro de Stefani che compra casa Manaigo </li></ul><ul><li>Italo Balbo costruisce lo chalet a Misurina dove viene spesso a fare le sue passeggiate </li></ul><ul><li>Giurati, amante dell'alpinismo, rappresenta volentieri il governo nell'inaugurare Rifugi ricostruiti dopo i guasti della guerra. </li></ul>

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