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Risorgimento

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  • 1. IL RISORGIMENTO Dal Quarantotto al completamento dell’Unità
  • 2. Il monumento a Cavour di Ancona Monumento a Camillo Benso, conte di Cavour – Aristodemo Costoli Eretto grazie alla sottoscrizioni raccolte nella città e nella provincia di Ancona, il monumento allo statista piemontese è svelato il 7 giugno 1868. Costoli (1803-1871) presenta un ritratto a figura intera di Cavour intento a mostrare l’obiettivo della sua politica – L’Italia unita – mentre i bassorilievi del basamento narrano l’uno del Congresso di Parigi del 1856 e della Proclamazione del Regno d’Italia (1861).
  • 3. L’Italia nel 1815 Mancata unità nazionale Egemonia austriaca Restaurazione dei sovrani legittimi, eccetto: Venezia Parma Ritorno dell’assolutismo Sopravvivenza, in alcuni stati, delle riforme napoleoniche
  • 4. LIMITI ALLO SVILUPPO ITALIANO frammentazione e ristrettezza del mercato interno; debolezza ed esiguità delle infrastrutture; agricoltura moderna solo in Pianura Padana difficoltà di integrazione economica reciproca tra gli Stati regionali italiani. SOLUZIONI IPOTIZZATE DAI LIBERALI RIFORMATORI lega doganale (sul modello dello Zollverein tedesco); unificazione dei pesi e delle misure; libero scambio (bassi dazi doganali); rete ferroviaria integrata; il Risorgimento
  • 5. Formazione di un’opinione pubblica riformista e “nazionale” Firenze: “ L’Antologia ” (1821, fondatore Giovan Pietro Viesseux) Milano: “ Annali universali di statistica ” (1827, fondatore Gian Domenico Romagnosi);“ “ Il Politecnico ” (1839, fondatore Carlo Cattaneo) CONGRESSI DEGLI SCIENZIATI ITALIANI, DAL 1839 il Risorgimento
  • 6. Il dibattito delle idee dopo il 1831 Nuovi elementi di consapevolezza: l’indipendenza regionale dal dominio dell’Austria non deve restare fine a se stessa, ma tendere a un’unificazione generale del territorio italiano; Il metodo delle società segrete, limitato e inefficace, va messo da parte, occorrono forme diverse di organizzazione e insurrezione. il Risorgimento
  • 7. Le principali correnti del dibattito risorgimentale Liberalismo moderato le proposte: riforme lega doganale gli esponenti: Vincenzo Gioberti (neoguelfismo) Cesare Balbo (monarchia piemontese) Repubblicanesimo - Giuseppe Mazzini Federalismo democratico (federazione di stati democratica e repubblicana): Carlo Cattaneo
  • 8. Moderati e democratici Moderati : 1) raggiungimento graduale degli obiettivi; 2) si alle riforme operate dai governanti legittimi, no all’insurrezione armata dal “basso”; 3) per il futuro Stato italiano: monarchie costituzionali federate. Democratici e Repubblicani : 1) iniziativa popolare; 2) per il futuro Stato italiano: costituzione repubblicana fondata sulla sovranità popolare (repubblica unita o federazione di repubbliche). il Risorgimento
  • 9. Giuseppe Mazzini
  • 10. Il pensiero mazziniano: le nazioni Concezione etica e finalistica della Storia. Ciascuna nazione è portatrice di un progetto, assolve a un compito che rispecchia il disegno provvidenziale divino. Il compito consiste nel conseguire la propria indipendenza e libertà, contribuendo anche alla indipendenza e libertà delle altre nazioni. Combattere per la libertà è un dovere sacro, una missione. Tutta l’umanità dovrebbe ricostituirsi come associazione paritaria di nazioni libere. il Risorgimento
  • 11. Il pensiero mazziniano: religione e vita civile Dio e popolo formano un binomio imprescindibile. La funzione della religione è civile: essa è indispensabile come fattore di coesione tra gli individui. 3) Perché la lotta per libertà sia efficace, è necessario estendere al popolo l’educazione morale. 4) Il conflitto tra le classi è disgregante, negativo, indebolisce la nazione a vantaggio degli oppressori, è un elemento di divisione interna che occorre superare. 5) La disparità tra ricchi e poveri, capitalisti e lavoratori va risolta operando riforme democratiche all’interno dello Stato repubblicano e parlamentare (associazionismo, cooperazione) il Risorgimento
  • 12. Carlo Cattaneo
  • 13. La posizione di Cattaneo Presupposti illuministi, tecnico-scientifici, non romantici, etico-religiosi; coincidenza tra progresso tecnologico, crescita economica, maturazione politica; no alla fiducia nella volontà di rinnovamento dei governanti, si all’insurrezione “di popolo”; repubblica, federalismo, riformismo. il Risorgimento
  • 14. Vincenzo Gioberti
  • 15. Il “neoguelfismo” di Gioberti Primato morale e civile degli Italiani; rispetto degli stati regionali esistenti, conservazione delle dinastie regnanti; monarchia costituzionale; federazione di Stati italiani presieduta dal Papa; cattolicesimo come elemento fondante e imprescindibile dell’identità nazionale italiana; Chiesa super partes , istituzione eterna, garanzia di continuità tra le generazioni e stabilità . il Risorgimento
  • 16. Cesare Balbo
  • 17. Il federalismo “sabaudo” di Balbo No alla guerra contro l’Austria, si alle soluzioni diplomatiche (crisi dell’Impero ottomano come possibile “compensazione” dell’eventuale perdita del Lombardo-Veneto); federazione di monarchie costituzionali presiedute dal Re di Sardegna (Carlo Alberto di Savoia). il Risorgimento
  • 18. Massimo D’Azeglio
  • 19. La Proposta di D’Azeglio: un modello di programma moderato Consigli comunali e provinciali elettivi; riforma dei codici, processi pubblici; libertà di stampa; rete ferroviaria; libertà di commercio interno al territorio italiano; unificazione della moneta in tutti gli Stati esistenti; unificazione dei pesi e delle misure; “ miglioramenti, istituzioni e temperate libertà”; l’indipendenza “quando ce ne vorrà Iddio concedere l’occasione”. il Risorgimento
  • 20. Camillo Benso di Cavour
  • 21. Pio IX
  • 22. 1846-1847: il biennio delle riforme ROMA E STATO PONTIFICIO: Pio IX (Giovanni Mastai Ferretti), papa “liberale”: amnistia per i reati politici, limitata libertà di stampa, ammissione dei laici negli organi di governo della Curia. TOSCANA: Leopoldo II di Asburgo-Lorena: libertà di stampa; REGNO DI SARDEGNA: Carlo Alberto di Savoia: riduzione della censura e dei poteri della polizia il Risorgimento
  • 23. Carlo Alberto di Savoia
  • 24. Il 1848 e la prima guerra di indipendenza Il tentativo moderato concessione degli statuti 18-22 marzo: “cinque giornate” di Milano 23 marzo: guerra all’Austria Carlo Alberto sconfitto a Custoza: luglio 1948 Novara: marzo 1849 abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele II (1849-78) Il Regno di Sardegna conserva lo Statuto albertino
  • 25. La fase democratica e popolare Il tentativo democratico rinascita della Repubblica di Venezia (22 marzo 1848) proclamazione della Repubblica romana (9 febbraio 1849) insurrezione popolare in Toscana (febbraio 1849) La repressione armata l’Austria riprende Venezia, Brescia e la Toscana i Borbone riconquistano la Sicilia la Francia di Luigi Napoleone Bonaparte liquida la Repubblica romana (3 luglio 1849)
  • 26. gennaio – marzo 1848 I moti insurrezionali ottengono la concessione di Statuti ne: Regno delle Due Sicilie; Granducato di Toscana; Regno di Sardegna; Stato Pontificio. Caratteristiche comuni: Carte “concesse” ( octroyées ); sovranità di origine divina; parlamento bicamerale, una camera elettiva (suffragio censitario), una di nomina regia; incarico di formazione dell’esecutivo affidato dal sovrano; governo responsabile di fronte al re, non di fronte al parlamento; cattolicesimo religione di stato. il Quarantotto
  • 27. Marzo 1848: il Lombardo-Veneto insorge contro l’Austria VENEZIA: movimento popolare anti-austriaco, sotto la guida di Niccolò Tommaseo e Daniele Manin; proclamazione della repubblica di San Marco, governo provvisorio retto da Manin. MILANO: “cinque giornate”: austriaci cacciati nel “quadrilatero” (Mantova, Peschiera, Verona, Legnago); proclamazione di un governo provvisorio liberale (Gabrio Casati); consiglio di guerra democratico (Cattaneo). il Quarantotto
  • 28. Ricorrere o no al Piemonte e ai Savoia? Governo provvisorio liberale: SI, l’esercito piemontese è necessario per portare avanti il conflitto contro l’Austria con strategie e armamenti opportuni -> monarchia costituzionale dell’Italia settentrionale sotto i Savoia (Piemonte, Lombardia e Veneto uniti: posizione “fusionista”). Consiglio di guerra democratico: NO, la liberazione dagli Austriaci deve avvenire per iniziativa popolare, possono bastare i volontari accorsi da tutta Italia, Carlo Alberto è un sovrano e mira più che altro all’espansione del proprio regno -> Lombardia e Veneto repubbliche autonome distinte dal Regno di Sardegna. il Quarantotto
  • 29. Le ragioni di Carlo Alberto Perche intervenire nel Lombardo-Veneto?’: sarà possibile realizzare l’espansione sabauda in Italia Settentrionale; i Savoia assumeranno il ruolo di sovrani “nazionali” e liberatori, mettendo “fuori gioco” i mazziniani e i democratici-repubblicani; prendendo le redini dell’insurrezione anti-austriaca, scongiureranno il rischio di una rivoluzione repubblicana nei loro stessi domini (Piemonte e Liguria). il Quarantotto
  • 30. Guerra all’Austria Successi iniziali Pio IX, Ferdinando II di Borbone, Leopoldo II di Toscana garantiscono rinforzi alle truppe piemontesi. Carlo Alberto dichiara guerra aperta all’Austria e i piemontesi raggiungono Milano. Giugno 1848: plebisciti pro fusione Piemonte-Lombardia-Veneto; Carlo Alberto sovrano di fatto del Nord Italia, vittoria del fronte liberale moderato e monarchico. Vittorie sugli Austriaci: Goito, Pastrengo, Peschiera (esercito piemontese), Curtatone e Montanara (volontari toscani). il Quarantotto
  • 31. Guerra all’Austria fallimento finale Gli Austriaci riprendono Vicenza. Papa Pio IX ritira il suo appoggio (non può scontrarsi con l’Austria cattolica; non approva l’ampliamento del Regno di Sardegna). Ferdinando II di Borbone, irritato dalla scissione della Sicilia, abolisce la Costituzione concessa e blocca le truppe in partenza per il Nord. Il generale austriaco Radetzsky sconfigge i piemontesi a Custoza. Carlo Alberto abbandona Milano e incarica il generale Salasco di firmare l’armistizio con gli austriaci. il Quarantotto
  • 32. Riscossa democratica La guerra delle repubbliche La repubblica di Venezia non accetta di arrendersi agli austriaci. In Toscana: allontanamento di Leopoldo II, costituzione della repubblica, governo provvisorio ai triumviri Guerrazzi, Montanelli, Mazzoni. A Roma: Pio IX costretto alla fuga, proclamazione della Repubblica romana sotto il triumvirato Mazzini-Saffi-Armellini; comando dell’esercito rivoluzionario affidato a Garibaldi. Carlo Alberto torna alla carica contro l’Austria per sottrarre l’iniziativa ai repubblicani e riportare la guerra per l’indipendenza sotto la guida dei Savoia. Definitiva sconfitta sabaudo-piemontese a Novara; Carlo Alberto abdica a favore del figlio Vittorio Emanuele II. Gli austriaci riconquistano le città ribelli del Nord e ricollocano Leopoldo II sul trono di Toscana; Venezia è presa per fame. Napoleone III interviene per abbattere la Repubblica romana e riportare Pio IX sul soglio pontificio (sbarco , assedio e vittoria del generale Oudinot). il Quarantotto
  • 33. Aldilà della sconfitta I lasciti del Quarantotto Importanza della partecipazione popolare e del sacrificio dei volontari. Coinvolgimento dei contadini nelle insurrezioni lombarde. Coinvolgimento di una parte del clero nella lotta per la libertà. Potenziamento dell’opinione pubblica nazionale. Interesse e simpatia internazionali per il “caso Italia”. il Quarantotto
  • 34. Cavour e la preparazione Riforme interne allo stato piemontese: connubio destra e sinistra moderate politica economica liberista intervento statale nella costruzione delle ferrovie e a sostegno dell’industria Politica internazionale: preparazione militare e diplomatica partecipazione alla guerra in Crimea (1854-56) posizione della questione italiana al congresso di pace di Parigi (febbraio-aprile 1856)
  • 35. La seconda guerra di indipendenza 1858: accordi di Plombières mobilitazione e “provocazioni” del Piemonte 26 aprile 1959: l’Austria dichiara guerra al Piemonte Intervento francese: 4 giugno: battaglia di Magenta 24 giugno: battaglie di Solferino e San Martino 11 Luglio: armistizio di Villafranca cessione della Lombardia al Piemonte La battaglia di Magenta
  • 36. Napoleone III
  • 37. La Contessa di Castiglione
  • 38. L’imperatrice Eugenia
  • 39. Giuseppe Garibaldi
  • 40. Vittorio Emanuele II
  • 41. Con la “bella Rosina ”
  • 42. Lo sbarco dei Mille in Sicilia
  • 43. Il percorso
  • 44. Sul campo
  • 45. L’incontro di Teano
  • 46. La proclamazione del Regno d’Italia Marzo 1860: plebisciti Toscana, Parma e Modena si uniscono al Regno del Piemonte Maggio 1860: impresa dei Mille Settembre 1860: intervento piemontese nello Stato pontificio 26 ottobre: incontro di Teano 17 marzo 1861: proclamazione del Regno d’Italia
  • 47. Costantino Nigra

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