Eurialo e Niso

727 views

Published on

Published in: Art & Photos
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
727
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
197
Actions
Shares
0
Downloads
2
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Eurialo e Niso

  1. 1. Eurialo e Niso a cura di Marco Biscaglia, Nicholas Guerrini, Gian Marco Sarti, Leonardo Urbini, Nicolò Zammarchi AMORE E MORTE NELL’ENEIDE
  2. 2. Niso era custode ad una porta, fortissimo in armi, figlio di Irtaco, che l’Ida ricca di caccia aveva inviato come compagno di Enea, veloce nel lancio e nelle frecce leggere, e vicino il compagno Eurialo, di cui un altro più bello non ci fu tra gli Eneadi né vestì armi troiane, ragazzo che segnava guance intonse dalla prima giovinezza. Essi avevano un unico amore e insieme si gettavan nelle mischie; […]”
  3. 3. Eurialo • E’ il più giovane • Guance intonse • Incredibilmente bello • Battagliero • Inesperto • Fedele a Niso Niso • Di famiglia nobile • Maturo • Esperto • Affezionato ad Eurialo
  4. 4. « Mentre cosí diceva, Volscente il colpo già con gran forza spinto, il bianco petto del giovine trafisse. E già morendo Eurïalo cadeva, di sangue asperso le belle membra, e rovesciato il collo, qual reciso dal vomero languisce purpureo fiore, o di rugiada pregno papavero ch'a terra il capo inchina. »
  5. 5. « In mezzo de lo stuol Niso si scaglia  solo a Volscente, solo contro lui pone la sua mira.  I cavalieri che intorno stavano a sua difesa, or quinci or quindi lo tenevano a dietro.  Ed ei pur sempre addosso a lui la sua fulminea spada rotava a cerco.  E si fe' largo in tanto ch'al fin lo giunse; e mentre che gridava, cacciogli il ferro ne la strozza, e spinse. Cosí non morse, che si vide avanti morto il nemico. Indi da cento lance trafitto addosso a lui, per cui moriva;                        e sopra lui contento giacque. »
  6. 6. « Fortunati ambedue! Se i versi miei tanto han di forza, né per morte mai, né per tempo sarà che il valor vostro glorioso non sia, finché la stirpe d'Enea  possederà del Campidoglio l'immobile sasso,  e finché impero e lingua avrà l'invitta e  fortunata Roma. » 
  7. 7. « Fortunati ambedue! Se i versi miei tanto han di forza, né per morte mai, né per tempo sarà che il valor vostro glorioso non sia, finché la stirpe d'Enea  possederà del Campidoglio l'immobile sasso,  e finché impero e lingua avrà l'invitta e  fortunata Roma. » 

×