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Massimo Caputi Feidos - Rassegna Stampa Marzo 2013
 

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Rassegna Stampa Marzo 2013 su Massimo Caputi, uno dei massimi di finanza immobiliare che da tempo denuncia la drammatica situazione del comparto real estate italiano, che sta vivendo una crisi senza ...

Rassegna Stampa Marzo 2013 su Massimo Caputi, uno dei massimi di finanza immobiliare che da tempo denuncia la drammatica situazione del comparto real estate italiano, che sta vivendo una crisi senza precedenti. Massimo Caputi aderisce alla petizione "Basta con il pessimismo": l'Italia ha un sistema produttivo solido, ma continua a pagare un rischio Paese che ormai non è più giustificato.

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    Massimo Caputi Feidos - Rassegna Stampa Marzo 2013 Massimo Caputi Feidos - Rassegna Stampa Marzo 2013 Document Transcript

    • RASSEGNA STAMPA Marzo 2013 I
    • 14/03/2013 pg. 18 ed. NazionaleLa retroattività delle leggi italiane ha fattoscappare i grandi fondi esteriCome noto si svolge in questi giorni in Francia il Mipim, saloneinternazionale di finanza immobiliare, manifestazione unica nelpanorama mondiale che vede il confronto annuale di tutte leproposte di investimento del mondo e di tutti gli investitori. Èlanno peggiore per lItalia! Con una politica economica ottusanel 2010 (DL 78/2010) e nel 2011 (DL 70/2011) sono stateintrodotte dal ministero dellEconomia alcune norme che, pensandodi drenare nuovi incassi per il fisco, hanno penalizzato gliinvestimenti immobiliari in Italia da parte degli operatoriesteri; aspetto ancora peggiore è stato che le norme erano attiveanche per gli investimenti stranieri già effettuati e ciò haprovocato la ricorrente frase «doesnt make sense!». Risultato:oggi il motto di tutti i principali investitori mondiali nel realestate è «Italy is out of the radar». E non è la situazionepolitica, come di solito si banalizza, il principale motivo ditale generalizzato atteggiamento; i grandi investitoriistituzionali investono con logiche diverse da quelle del piccolorisparmiatore, chiedono una sola cosa: certezza del diritto edelle norme. Modificare la tassazione con gli investimenti incorso e addirittura in modo retroattivo è violare un condizioneirrinunciabile se si vogliono attrarre investimenti: non cambiarele regole in corsa. È evidente che chi ha generato queste normenon ha valutato gli effetti sul mercato e ha fatto male i contisulla fiscalità recuperabile; soldi il Fisco ne ha incassati pochie ne ha persi moltissimi, intanto è stato prosciugato un flusso divaluta verso il Paese. In un mondo ideale lItaliarappresenterebbe il 2% dellasset class bene immobile a livellomondiale e il 15% in Europa. Oggi siamo vicini allo zero! E cosìal Mipim ceun susseguirsi di incontri che si concludono con lafrase: «Tutto bellissimo, ma lItalia è fuori dalla mente degliinvestitori esteri»; e si badi bene che linvestitore globale halogiche diverse da quelle del piccolo risparmiatore: oggi investein Grecia, in Spagna, persino in Libano, ma non in Italia. Lamancanza di investitori istituzionali esteri (e non parlo deifondi speculativi sempre pronti a drenare opportunità al ribasso)si riflette in modo drammatico su unampia fetta delleconomia delPaese: se non cè domanda esterna, crolla la domanda interna; cosìè stato in questi mesi e sarà sempre peggio nei prossimi mesi.Peraltro con le banche che stanno diventando delle gigantescheimmobiliari, i prezzi si deprimeranno sempre più. E non fa testoqualche ricco investitore singolo che acquista selezionati «trophyasset». Invertire il ciclo negativo non sarà assolutamente facile:ci vogliono soggetti che conoscono il mercato estero e in grado dirimontare la figuraccia fatta. E questo mentre in tutto il mondosi fa a gara ad attrarre investitori esteri: basti pensare che il
    • socialista Hollande ha ravvivato la norma fiscale che varò Sarkozya vantaggio degli investimenti del Qatar in Francia! E invitereiseriamente i nostri governanti passati, presenti e futuri avisitare lo stand del ministero dellEconomia tedesco al Mipim,nel quale fanno bella mostra i principali operatori privatitedeschi del settore che presentavano le loro proposte diinvestimento agli operatori internazionali; il governo tedesco nonsi è inventato fantasiose e inutili formule per tentare disvendere qualche inutile pezzo di patrimonio pubblico; hapreferito rendere appetibile il mercato interno con norme chiare ecertezza del diritto a tutela degli investitori. Il motto dovrebbeessere «Italy back in the radar».
    • 14/03/2013 pg. 15 ed. NazionalePrelios ricomincia dal facilityENTRA NEL GRUPPO GIANFRANCO RITUCCI COL COMPITO DI CREARE UNA DIVISIONE AD HOCPrende così forma la strategia messa a punto da Massimo Caputi edallad Sergio Iasi che punta sui servizi specialistici. Intantola società si aggiudica la gara per la gestione degli immobilidella regione MoliseRiparte dal facility management la nuova Prelios targata MassimoCaputi. Già nelle linee guida preannunciate a novembre per ilrilancio industriale del gruppo si sottolineava del resto «laforte focalizzazione sul segmento dei servizi specialistici asupporto di patrimoni italiani ed esteri». Da qui, secondo quantorisulta a MF-Milano Finanza, la decisione di ricreare unadivisione dedicata al facility management, compito per il quale èstato richiamato nel gruppo Gianfranco Ritucci, esperto delsettore. Ritucci avrà il ruolo di presidente e affiancherà AndreaBoeri, lamministratore delegato della sgr, nello sviluppo dellanuova business unit. In realtà in passato Prelios, o megliolallora Pirelli Re, aveva già al suo interno Pirelli ReIntegrated Facility Management (che nel 2007 fatturava circa 500milioni di euro e contava un migliaio di dipendenti), società adhoc ceduta nel 2008 a Manutencoop per fare cassa. Così, mentreloperazione straordinaria per il rafforzamento patrimoniale efinanziario e il rilancio industriale del gruppo si avvicina allebattute finali, sul fronte business Caputi e il neo amministratoredelegato Sergio Iasi stanno già sviluppando la nuova strategia. Alcentro del piano di rilancio sono proprio le attività core digestione patrimoniale, secondo un modello di matrice anglosassoneche viene ora integrato con il facility management, ovvero tuttiquei servizi a supporto dellutilizzatore di un edificio(reception, sicurezza, pulizia, catering, logistica interna etc.).Lidea di facility promossa dal nuovo management è a spettro piùlargo del solito e include anche tutti quei servizi nel campoenergetico sempre più importanti per limmobiliare: affiancamentodei proprietari nella gestione degli acquisti delle forniture evalorizzazione ai fini di una maggiore efficienza energetica,puntando anche a una condivisione del risultato tra operatore ecliente. Nel frattempo prosegue lattività del gruppo per ampliaregli asset under management e più in generale lattività, ancheattraverso la partecipazione a gare pubbliche. In questambito ilraggruppamento temporaneo di imprese composto da Prelios Property& Project Management, Exitone e Kpmg si sarebbe aggiudicato laprocedura competitiva organizzata dalla Regione Molise per leattività di gestione degli immobili della Regione, degli entilocali e di altri soggetti pubblici, per un totale di oltre 5 milaedifici e 4 mila terreni. La commessa avrebbe durata di 4 anni,per un valore complessivo tra 8,5 e 10,5 milioni, e avrebbe come
    • perimetro il censimento, il piano di alienazione e valorizzazionedegli immobili e le canoniche attività di gestione. Prelios èanche in corsa per il bando della Cassa Forense, in attesa diesito, e sta valutando la partecipazione a gare per servizi diconsulenza gestionale come quella per advisor finanziario e legaleper la realizzazione e gestione dei i nuovi mercati generali diMilano, lappalto delle architetture dei servizio per Expo 2015 eper il facility management per Atm Milano.
    • Affari Italiani, 14/03/2013LItalia è ormai fuori dai radar Limmobiliarenostrano cola a piccoMassimo Caputi, uno dei massimi di finanza immobiliare, da tempodenuncia la drammatica situazione del comparto, che sta vivendouna crisi senza precedenti, con 500.000 posti di lavoro persi e un"outlook", per dirla con le agenzie di rating, nero fumo.Affaritaliani ha avuto modo di intervistare lingegnere per capireinsieme a lui quale sia la situazione e, soprattutto, se il serenopossa tornare sullintero comparto. Anche perché, al momento,lItalia è completamente fuori dai "radar" degli investitoristranieri. Caputi, in Francia si svolge il Mipim, saloneinternazionale di Finanza Immobiliare. Visto comè ridotto ilsettore potremmo anche evitare di andarci, o no? "Per lItalia èlanno peggiore! In un mondo ideale lItalia rappresenterebbe il2% dellasset class bene immobile a livello mondiale e il 15% inEuropa. Oggi siamo vicini allo zero! E così al Mipim ceunsusseguirsi di incontri che si concludono con la frase: «Tuttobellissimo, ma lItalia è fuori dalla mente degli investitoriesteri»; e si badi bene che linvestitore globale ha logichediverse da quelle del piccolo risparmiatore: oggi investe inGrecia, in Spagna, persino in Libano, ma non in Italia. Ma lagrave crisi del settore è imputabile soltanto alla congiunturaeconomica o ci sono responsabilità della politica? "Con unapolitica economica ottusa sono state introdotte dal ministerodellEconomia alcune norme che, pensando di drenare nuovi incassiper il fisco, hanno penalizzato gli investimenti immobiliari inItalia da parte degli operatori esteri; aspetto ancora peggiore èstato che le norme erano attive anche per gli investimentistranieri già effettuati e ciò ha provocato la ricorrente frase«doesnt make sense!». E vero che lItalia viene considerata"out of the radar" nel settore? E come mai una terra come lanostra, che ha ricchezza paesaggistiche uniche al mondo, non fa laparte del leone nel real estate se non per lacquisto da parte diqualche eccentrico artista di questa o quella tenuta? "Oggi ilmotto di tutti i principali investitori mondiali nel real estate è«Italy is out of the radar». E non è la situazione politica, comedi solito si banalizza, il principale motivo di tale generalizzatoatteggiamento; i grandi investitori istituzionali investono conlogiche diverse da quelle del piccolo risparmiatore, chiedono unasola cosa: certezza del diritto e delle norme. Modificare latassazione con gli investimenti in corso e addirittura in modoretroattivo è violare un condizione irrinunciabile se si voglionoattrarre investimenti: non cambiare le regole in corsa. È evidenteche chi ha generato queste norme non ha valutato gli effetti sulmercato e ha fatto male i conti sulla fiscalità recuperabile;soldi il Fisco ne ha incassati pochi e ne ha persi moltissimi,intanto è stato prosciugato un flusso di valuta verso il Paese".
    • Si può invertire la tendenza? E come? "Invertire il ciclo negativonon sarà assolutamente facile: ci vogliono soggetti che conosconoil mercato estero e in grado di rimontare la figuraccia fatta. Equesto mentre in tutto il mondo si fa a gara ad attrarreinvestitori esteri: basti pensare che il socialista Hollande haravvivato la norma fiscale che varò Sarkozy a vantaggio degliinvestimenti del Qatar in Francia! E inviterei seriamente i nostrigovernanti passati, presenti e futuri a visitare lo stand delministero dellEconomia tedesco al Mipim, nel quale fanno bellamostra i principali operatori privati tedeschi del settore chepresentavano le loro proposte di investimento agli operatoriinternazionali; il governo tedesco non si è inventato fantasiose einutili formule per tentare di svendere qualche inutile pezzo dipatrimonio pubblico; ha preferito rendere appetibile il mercatointerno con norme chiare e certezza del diritto a tutela degliinvestitori".
    • Milano Finanza, 16/03/2013 pg.8 ed. NazionaleBasta depressioneCOPERTINA MANIFESTOBasta con il pessimismo. LItalia ha un sistema produttivo solido,ma continua a pagare un rischio Paese che ormai non è piùgiustificato. Nonostante limpasse post elettorale. LItalia ha unrapporto deficit/pil inferiore al 3%, ha uno dei regimiprevidenziali più solidi in Europa dopo la riforma e vanta unavanzo primario del 2,5%, tra i più alti in Europa. Inoltrelindebitamento complessivo del Paese, che tiene conto di debitopubblico e ricchezza privata, è tra i migliori in Europa. Oggiquindi è necessario che per lItalia ci sia un margine diflessibilità nel valutare il peso degli investimenti sul deficitpur nellambito della disciplina di bilancio. Le imprese italiane,come dimostrano i bilanci delle quotate in Piazza Affari, hannosaputo crescere nonostante il Paese in recessione e ora devonopoter contare su una maggiore fiducia per poter agganciare laripresa della crescita mondiale. Quindi basta con il pessimismo ela depressione, serve uniniezione di ottimismo. Cè bisogno diuna doppia fiducia, quella a un nuovo governo e quella al Paese eai suoi cittadini. È lappello firmato da imprenditori,professionisti, analisti e gestori italiani ed esteri che non siriconoscono più con questa immagine dellItalia sulla via deldeclino. Un appello che fa seguito alla dura presa di posizionedei Comuni italiani fermamente intenzionati a violare il Patto distabilità pur di sbloccare i crediti che le aziende vantano neiloro confronti. Un appello che passa necessariamente ancheattraverso una riduzione della pressione fiscale, davveroinsostenibile sia per le imprese che per i cittadini. Perfino larigorosa Angela Merkel ha promosso i conti dellItalia. È«pienamente giusto» per la cancelliera tedesca che lItalia, conun rapporto deficit/pil inferiore al 3%, possa avere maggiorespazio per gli investimenti, come previsto del patto di stabilitàe crescita. Una risposta alla lettera - invero piuttosto timida -del premier uscente, Mario Monti, che ha chiesto di combinare ilrigore con la crescita. In effetti oggi sono in primo piano ledifficoltà per lItalia di darsi un nuovo governo e un debitopubblico che è tornato a sfondare i 2 mila miliardi, «ma nelsecondo trimestre del 2013 laspetto fondamentale da valutare saràla direzione delle misure programmatiche del governo. Lausteritydi Monti è una realtà i cui benefici iniziano solo ora a esserepercepiti. Per il sistema-Italia sarebbero sufficienti limitatitagli di bilancio per raggiungere un punto di equilibrio ebloccare così laumento del debito pubblico, diversamente dalladifficile situazione di Spagna, Francia e Regno Unito, i cuidisavanzi di bilancio sfiorano il 10% del pil», dice Neil Dwane,responsabile investimenti per lEuropa di Allianz global
    • investors. E poi lItalia deve ancora giocare la carta delTagliadebito, un piano indispensabile cheè rimasto lettera mortacol governo Monti. Secondo il gestore, poi, «il settore bancarioitaliano è meno esposto alle dinamiche incerte dei mercatiglobali, in termini di volatilità e imprevedibilità, e puòricoprire un ruolo fondamentale per leconomia italiana. Gliistituti bancari si ritrovano con un settore privato forte econservativo, senza evidenze significative di bolle immobiliari».Allianz Global Investors stima che il mercato italiano attualmentesembra essere molto conveniente, con un rapporto prezzo utilimedio pari a 8, a fronte di 22 degli Usa, 16 del Giappone e 14dellindice Msci Europe. «Pensiamo che molti investitoricontinuino a confondere le prospettive delle società italiane coni problemi dellItalia, ma questo è un errore perché quasi il 50%degli utili di tali società deriva da business esteri. Noiriteniamo che sia possibile individuare un buon numero di societàitaliane che hanno una vera impronta globale e una limitatadipendenza dalla crescita del pil italiano». Proprio il made inItaly sale alla ribalta dallanalisi dei bilanci 2012 dellequotate a Piazza Affari. Lo scorso anno infatti il fatturato delleoltre 120 aziende industriali che finora hanno reso noto i propridati è balzato del 12,5% rispetto al 2011, con una redditivitàdelle vendite del 9,8%. Lutile è invece aumentato del 6,8% elindebitamento finanziario netto è sceso del 6%. A brillare sonosoprattutto le blue chip che portano i grandi marchi italiani nelmondo come Luxottica, Ferragamo, Pirelli, Campari, Prysmian eTods. Società che sono pronte a scommettere sul futurodellItalia. Come conferma proprio Brunello Cunicelli, ad epresidente della società: «In questi mesi ho incontrato diversiimprenditori e in loro ho trovato una comune voglia di reagire edi provare che lItalia è uno splendido Paese». Non a caso sono lesocietà che da inizio anno a Piazza Affari registrano performancesuperiori alla media. A partire proprio da Salvatore Ferragamo,miglior titolo del Ftse Mib con un rialzo da gennaio del 25,5%,seguito da Luxottica (+23,9%). Sempre nel lusso spicca il 16,5% diTods che ha sfondato la soglia dei 100 euro e ora quota 111 euroai massimi storici. «Quello che emerge è che abbiamo un sistemaproduttivo solido, se si valuta la gestione in base al parametrodella cassa e delle attività a breve emerge un quadro positivo.Dai bilanci emerge che il sistema Italia tiene, che sa puntaresulle esportazioni e ha un buon grado di resistenza nonostante larecessione. È un peccato che queste aziende paghino ancora unrischio Italia», dice Mario Spreafico, responsabile investimentidel private banking di Schroder. E proprio il rischio Italia fa sìche le imprese quotate, nonostante i conti positivi, abbiano corsomeno in borsa dei competitor europei. «La borsa italiana è davverosottostimata rispetto alle altre borse e questo penalizza ancheaziende che crescono», dice Massimo Caputi, presidente di Feidos.Certo, resta il nodo dei debiti di oltre 100 miliardi delleaziende nei confronti dello Stato che pesa come un macigno sullesocietà, un problema che riguarda non solo le quotate, ma tutto ilsistema Italia e che va risolto al più presto. Lo ha fatto neimesi scorsi la Spagna che in pochi mesi ha sbloccato pagamenti per
    • 27 miliardi e anche lItalia deve trovare le risorse necessarieper farlo. Non solo. LItalia deve diventare più attraente per gliinvestitori esteri, che chiedono uno Stato più efficiente e unquadro normativo che sia stabile nel tempo. (riproduzioneriservata)LANDAMENTO DEI TITOLI DEL FTSE MIB DA INIZIO ANNOSalvatore Ferragamo Luxottica Group Mediolanum Azimut PrysmianFiat Tods Exor Impregilo Buzzi Unicem StMicroelectronics FiatIndustrial Autogrill Enel Green Power Lottomatica Parmalat TernaPop. Emilia Romagna Unicredit Snam Campari Tenaris Popolare MilanoEni Mediaset Mediobanca A2a Generali Intesa Sanpaolo Ansaldo StsPirelli e C. Monte Paschi Siena Finmeccanica Ubi Banca AtlantiaTelecom Italia Diasorin Banco Popolare Enel SaipemI BILANCI 2012 DELLINDUSTRIA IN PIAZZA AFFARIEni Fiat (§) Enel Telecom Italia Fiat Industrial Saipem EdisonSaras Erg Tenaris (°) Prysmian (^) Luxottica STMicroelectronics(°) A2A Autogrill Pirelli & C. CIR Cofide Italcementi Snam AceaAtlantia Lottomatica Indesit Company Buzzi Unicem Enel Green PowerAstaldi Impregilo Esprinet Terna DeLonghi Piaggio & C. BremboCaltagirone Campari Sogefi Danieli (6 mesi - chiude al 30/6)Ansaldo Sts Marr Sias Autostrade Safilo Group Salvatore FerragamoAscopiave Cementir Holding Tods Astm Carraro Amplifon RecordatiEd. LEspresso Geox Engineering Ima Sorin La Doria GeminaInterpump Group Reply Reno de Medici Datalogic DiaSorin ElicaBiesse Yoox Emak Save - Aer. di Venezia Prima Industrie BeniStabili Cairo Communication Zignago Vetro Landi Renzo Nice FalckRenewables (*) Fiera Milano Aeffe DAmico Int. Shipping (°)Poltrona Frau Telecom Italia Media Servizi Italia Caltagirone Ed.Vianini Lavori El.En. Isagro Saes Getters Juventus (6 mesi -chiude al 30/6) Exprivia Gefran Sabaf Tesmec Bolzoni Igd SiiqDamiani (9 mesi - chiude al 31/3) It Way Cembre Centrale LatteTorino Acotel Group Valsoia Cdc Dada Autostrade Meridion. DigitalBros (6 mesi - chiude al 30/6) Risanamento TerniEnergia A.S. Roma(6 mesi - chiude al 30/6) Cad It Olidata Aer. di Firenze Fidia Txte-Solutions Lazio (6 mesi - chiude al 30/6) Poligrafica S.FaustinoPiquadro (9 mesi - chiude al 31/3) Mutui Online MC-link (Aim)Mittel (3 mesi - chiude al 30/9) Fullsix Vianini Industria GrandiViaggi (3 m. - chiude al 31/10) Primi sui Motori BonificheFerraresi Screen Service (3 m. - chiude al 30/9) Tamburi MolMedCell TherapeuticCHI SOTTOSCRIVE LA FIDUCIA ALLITALIAPaolo Ainio (ceo Banzai), Alberto Bartoli (ad Sabaf), TommasoBeolchini (Montezemolo&Partners sgr), Gianluca Beschi (Sabaf),Giuseppe Bernoni (Managing Partner di Bernoni Grant Thornton),Paolo Alessandro Bonazzi (presidente Service Trade), AntonioBottillo (Natixis Gam Succursale Italiana), Massimo Caputi(presidente Feidos), Stefano Catalano (direttore finanza Dexia
    • Crediop), Leo Civelli (ad di Reag), Pietro Colucci (presidente ead di Kinexia), Matteo Cordero di Montezemolo (ad diMontezemolo&Partners sgr), Roberto Crapelli (ad Roland BergerItalia), Giancarlo Cremonesi (presidente Camera di Commercio diRoma), Brunello Cucinelli (presidente e ad di Brunello Cucinelli),Guido Damiani (presidente Damiani), Zeno DAcquarone (Gwa Sim),Carlo Daveri (presidente DVR Capital), Ambrogio Caccia Dominioni(presidente e ad di Tesmec), Luca Dondi (Nomisma), MassimoFerretti (ceo e presidente di Aeffe), Alberto Franceschini(presidente Ambromobiliare), Guido Galimberti (presidente OperaArt Solutions), Furio Garbagnati (ceo Weber Shandwick), AnnaGervasoni (dg Aifi), Stefano Gianti (Cmc Markets), RenatoGiallombardo (partner Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli &Partners), Paolo Gualtieri (studio Gualtieri&Associati), LucianoJannelli (Mig Bank), Giovanni Landi (Anthilia), Isidoro Lucciola(managing partner Lucciola & Partners), Riccardo Lupi (dg diImprebanca), Vincenzo Manes (presidente e ad Intek), RaimondoMarcialis (consigliere delegato di Zenit), Giampiero Mazza (CvcCapital Partners), Roberto Mazzei (presidente Principia sgr),Massimo Maurelli (partner di Mathema advisors), Flavia DauniaMinutillo (Studio Simonelli&Associati), Luigi Monti (ad FormiaInternational), Gianfranco NegriClementi (Negri-Clementi studiolegale associato), Cosimo Pastore (Power Emprise), ErnestoPreatoni (imprenditore), Fabio Regolo (presidente di Ventunogroup), Marco Rosati (ad Zenit sgr), Luca Sacilotto (dg gruppoRandazzo), Marco Samaja (ad Lazard Italia), Massimiliano Sandri(ad The Stealth Tee), Fabio Sattin (presidente di Private equitypartners), Claudio Scardovi (Università Bocconi), Claudio Sposito(managing partner Clessidra sgr), Mario Spreafico (SchroderPrivate Banking), Cesare Vecchio (studio legale Vecchio), GabrieleVedani (Fxcm Italia), Daniele Viganò (presidente di Ventunogroup).
    • Affari Italiani 15/03/2013, di Marco ScottiIl più ricco del reame E la nuova etica IorItalia: benvenuti nel 1985 Ne abbiamo parlato ieri conlintervista a Massimo Caputi: il settore immobiliare stasprofondando, assai più velocemente di quanto non succeda ad altricomparti pur martoriati dalla crisi. Per questo, Lorenzo Salvia apagina 37 del Corriere, ci racconta che cosa stia succedendo in unmercato delle case che è in flessione del 26%, mentre i mutuiconcessi sono diminuiti del 38%. Forse anche per decoro versoquesti dati catastrofici, oltre che per loggettiva difficoltàdella situazione, il governatore di Bankitalia Visco ha impostouno stop ai bonus dei manager delle banche che abbiano registratoun rosso di bilancio. Un intervento che si è reso necessario anchese ai più potrebbe sembrare ovvio. Ne parla Francesco Ninfole apagina 3 di Mf. A pagina 52 del Corriere lex commissario ConsobSalvatore Bragantini rivolge un monito alle banche italiane,affinché si ricordino più spesso di essere sì aziende a scopo dilucro, ma al contempo talmente radicate nel contesto economico delnostro paese da non poter agire come una qualsivoglia impresa. Macome fare a ritornare in crescita, a creare nuovi posti di lavoro,a risalire la china? Secondo Renato Brunetta, intervistato apagina 23 di Libero da Giuliana Cazzaniga, lunico modo è tornarealla legge Biagi, e alla tanto agognata flessibilità. Sembranodettagli, allex ministro, che finora la flessibilità, in Italia,sia stata precarietà, uno strumento per tenere sulla corda ilavoratori e negare loro diritti acquisiti. Per Luigi Abete,intervistato da Dino Pesole a pagina 4 del Sole, lurgenza piùincalzante è invece quella relativa ai debiti della PubblicaAmministrazione nei confronti delle aziende, ormai giunte alcollasso. Aziende: la frenata di Bridgestone Dopo il clamore degliultimi giorni, lazienda produttrice di gomme sembra poterritornare sui propri passi: chiede scusa per aver comunicato invideoconferenza la decisione di chiudere lo stabilimento e, alcontempo, sembra poter rivedere la propria scelta. Ne parla MatteoMeneghello a pagina 43 del Sole. Altra situazione difficile:Alitalia. A pagina 48 de LEspresso Maurizio Maggi racconta come adistanza di cinque anni dalla prima offerta di Air France, quellache era stata quasi accolta da Prodi prima che Berlusconichiedesse lintervento degli "italiani", siamo tornati esattamenteallo stesso punto di prima: aspettare unofferta dai francesi, oridimensionarsi. Cambiamo scenario e passiamo a una delle pocheaziende italiane che, nonostante le svalutazioni del portafoglio,ha riscosso lentusiasmo dei mercati: parliamo di Generali, chedopo la presentazione del bilancio è letteralmente decollata inBorsa, facendo registrare un balzo di oltre il 9%. Non basta: ilpiano voluto da Mario Greco ha inciso anche dal punto di vistafiscale, poiché le svalutazioni sono indeducibili, con unconseguente aumento delle imposte per il Leone. Ci spiega tutto
    • Riccardo Sabbatini a pagina 25 del Sole. Per concludere ilcapitolo aziende, intervista di Gigi Riva a Tarak Ben Ammar - apagina 64 de LEspresso sulla questione La7 e sul fallimento, comeribadisce il manager franco-tunisino, del management di Ti Media.Europa ed esteri: la pulizia necessaria A pagina 7 del Sole MoryaLongo ci racconta la politica degli stipendi dei supermanagernelle grandi banche europee. Al confronto, gli italiani sembranoquasi dei morigerati impiegati. Ma cè unaltra banca a esseretornata al centro della scena, anche se non per gli emolumentidati ai propri manager: è lo Ior, che Angelo De Mattia a pagina 5de LUnità, auspica possa diventare un istituto etico. Un passo,sostiene lex direttore centrale di Bankitalia, non piùprocrastinabile.
    • MF 20/03/2013 pg. 4 ed. NazionaleCrescono le adesioni a «Basta depressione-LItaliacè»Basta con il pessimismo. In Italia il sistema produttivo è solido,il rapporto deficit/pil è sotto il 3%, la previdenza è tra le piùsolide dEuropa dopo la riforma, lavanzo primario è del 2,5% delpil, tra i più alti in Europa, e il Paese non ha chiesto dilazionisugli impegni presi. Inoltre il debito totale, che tiene contoanche della ricchezza privata, è tra i più bassi dEuropa. InsommalItalia continua a pagare un rischio-Paese ormai non piùgiustificato. Le va quindi riconosciuta più flessibilità nelvalutare il peso degli investimenti sul deficit pur nel rispettodella disciplina di bilancio. Le imprese italiane, come dimostranoi bilanci delle quotate a Piazza Affari, sono cresciute malgradola recessione e ora devono poter contare su una maggiore fiducianel Paese. Già 64 tra imprenditori, finanzieri e consulenti hannoaderito allappello lanciato da MF-Milano Finanza sabato 16 marzo.Ecco la lista completa: Paolo Ainio (ceo Banzai), Alberto Bartoli(ad Sabaf), Tommaso Beolchini (Montezemolo&Partners sgr), GianlucaBeschi (Sabaf), Giuseppe Bernoni (managing partner di BernoniGrant Thornton), Paolo Alessandro Bonazzi (presidente ServiceTrade), Giovanni Bossi (a.d. Banca Ifis), Antonio Bottillo(Natixis Gam Succursale Italiana), Massimo Caputi (presidenteFeidos), Stefano Catalano (direttore finanza Dexia Crediop), LeoCivelli (ad di Reag), Pietro Colucci (presidente e ad di Kinexia),Luigi Consiglio (presidente Gea-Consuleti di Direzione), MatteoCordero di Montezemolo (ad di Montezemolo&Partners sgr), RobertoCrapelli (ad Roland Berger Italia), Giancarlo Cremonesi(presidente Camera di Commercio di Roma), Brunello Cucinelli(presidente e ad di Brunello Cucinelli), Guido Damiani (presidenteDamiani), Zeno DAcquarone (Gwa Sim), Carlo Daveri (presidente DvrCapital), Ambrogio Caccia Dominioni (presidente e ad di Tesmec),Luca Dondi (Nomisma), Massimo Ferrari (direttore generaleImpregilo), Massimo Ferretti (ceo e presidente di Aeffe), AlbertoFranceschini (presidente Ambromobiliare), Guido Galimberti(presidente Opera Art Solutions), Furio Garbagnati (ceo WeberShandwick), Anna Gervasoni (dg Aifi), Stefano Gianti (CmcMarkets), Renato Giallombardo (partner Gianni, Origoni, Grippo,Cappelli & Partners), Paolo Gualtieri (studioGualtieri&Associati), Luciano Jannelli (Mig Bank), Federico Imbert(ceo per lItalia Credit Suisse), Giovanni La Croce (partnerStudio La Croce), Giovanni Landi (Anthilia), Isidoro Lucciola(managing partner Lucciola & Partners), Riccardo Lupi (dg diImprebanca), Vincenzo Manes (presidente e ad Intek), RaimondoMarcialis (consigliere delegato di Zenit), Giampiero Mazza (CvcCapital Partners), Walter Mainetti (ad Sorgente sgr), RobertoMazzei (presidente Principia sgr), Massimo Maurelli (partner diMathema advisors), Flavia Daunia Minutillo (Studio
    • Simonelli&Associati), Luigi Monti (ad Formia International),Fabrizio Montaruli (partner Kpmg), Giovanni Natali (adambromobiliare), Gianfranco Negri-Clementi (Negri-Clementi studiolegale associato), Franco Carlo Papa (consulente aziendale),Fiorella Passoni (Edelman), Cosimo Pastore (Power Emprise),Ernesto Preatoni (imprenditore), Fabio Regolo (presidente diVentuno group), Marco Rosati (ad Zenit sgr), Luca Sacilotto (dggruppo Randazzo), Marco Samaja (ad Lazard Italia), MassimilianoSandri (ad The Stealth Tee), Fabio Sattin (presidente di Privateequity partners), Dario Scannapieco (vicepresidente Bei), ClaudioScardovi (Università Bocconi), Claudio Sposito (managing partnerClessidra sgr), Mario Spreafico (Schroder Private Banking),Maurizio Stirpe (Unindustria), Giovanni Tamburi (presidente e addi Tamburi), Cesare Vecchio (studio legale Vecchio), GabrieleVedani (Fxcm Italia), Daniele Viganò (presidente di Ventunogroup), Maurizia Villa (managing director Corn Ferry Italia),Paolo Zanetto (partner di Cattaneo&Zanetto).