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Il punto di Massimo Caputi - MIPIM Cannes 2013 Real Estate

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Massimo Caputi, uno dei massimi di finanza immobiliare, da tempo denuncia la drammatica situazione del comparto real estate italiano, che sta vivendo una crisi senza precedenti, con 500.000 posti di lavoro persi e un “outlook”, per dirla con le agenzie di rating, nero fumo. Affaritaliani ha avuto modo di intervistare l’ingegnere per capire insieme a lui quale sia la situazione e, soprattutto, se il sereno possa tornare sull’intero comparto. Anche perché, al momento, l’Italia è completamente fuori dai “radar” degli investitori stranieri.

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  1. 1. LItalia è ormai fuori dai radarLimmobiliare nostrano cola a piccoAFFARITALIANI.IT - Giovedì, 14 marzo 2013Massimo Caputi, uno dei massimi di finanza immobiliare, da tempodenuncia la drammatica situazione del comparto, che sta vivendouna crisi senza precedenti, con 500.000 posti di lavoro persi e un“outlook”, per dirla con le agenzie di rating, nero fumo.Affaritaliani ha avuto modo di intervistare l’ingegnere per capireinsieme a lui quale sia la situazione e, soprattutto, se il serenopossa tornare sull’intero comparto. Anche perché, al momento,l’Italia è completamente fuori dai “radar” degli investitoristranieri.Caputi, in Francia si svolge il Mipim, salone internazionale diFinanza Immobiliare. Visto com’è ridotto il settore potremmo ancheevitare di andarci, o no?"Per l’Italia è l’anno peggiore! In un mondo ideale lItaliarappresenterebbe il 2% dellasset class bene immobile a livellomondiale e il 15% in Europa. Oggi siamo vicini allo zero! E cosìal Mipim ceun susseguirsi di incontri che si concludono con lafrase: «Tutto bellissimo, ma lItalia è fuori dalla mente degliinvestitori esteri»; e si badi bene che linvestitore globale halogiche diverse da quelle del piccolo risparmiatore: oggi investein Grecia, in Spagna, persino in Libano, ma non in Italia.
  2. 2. Ma la grave crisi del settore è imputabile soltanto allacongiuntura economica o ci sono responsabilità della politica?"Con una politica economica ottusa sono state introdotte dalministero dellEconomia alcune norme che, pensando di drenarenuovi incassi per il fisco, hanno penalizzato gli investimentiimmobiliari in Italia da parte degli operatori esteri; aspettoancora peggiore è stato che le norme erano attive anche per gliinvestimenti stranieri già effettuati e ciò ha provocato laricorrente frase «doesnt make sense!».E’ vero che l’Italia viene considerata “out of the radar” nelsettore? E come mai una terra come la nostra, che ha ricchezzapaesaggistiche uniche al mondo, non fa la parte del leone nel realestate se non per l’acquisto da parte di qualche eccentricoartista di questa o quella tenuta?"Oggi il motto di tutti i principali investitori mondiali nel realestate è «Italy is out of the radar». E non è la situazionepolitica, come di solito si banalizza, il principale motivo ditale generalizzato atteggiamento; i grandi investitoriistituzionali investono con logiche diverse da quelle del piccolorisparmiatore, chiedono una sola cosa: certezza del diritto edelle norme. Modificare la tassazione con gli investimenti incorso e addirittura in modo retroattivo è violare un condizioneirrinunciabile se si vogliono attrarre investimenti: non cambiarele regole in corsa. È evidente che chi ha generato queste normenon ha valutato gli effetti sul mercato e ha fatto male i contisulla fiscalità recuperabile; soldi il Fisco ne ha incassati pochie ne ha persi moltissimi, intanto è stato prosciugato un flusso divaluta verso il Paese".Si può invertire la tendenza? E come?"Invertire il ciclo negativo non sarà assolutamente facile: civogliono soggetti che conoscono il mercato estero e in grado dirimontare la figuraccia fatta. E questo mentre in tutto il mondosi fa a gara ad attrarre investitori esteri: basti pensare che ilsocialista Hollande ha ravvivato la norma fiscale che varò Sarkozya vantaggio degli investimenti del Qatar in Francia! E invitereiseriamente i nostri governanti passati, presenti e futuri avisitare lo stand del ministero dellEconomia tedesco al Mipim,nel quale fanno bella mostra i principali operatori privatitedeschi del settore che presentavano le loro proposte diinvestimento agli operatori internazionali; il governo tedesco nonsi è inventato fantasiose e inutili formule per tentare disvendere qualche inutile pezzo di patrimonio pubblico; hapreferito rendere appetibile il mercato interno con norme chiare ecertezza del diritto a tutela degli investitori".http://affaritaliani.libero.it/fattieconti/l-italia-ormai-fuori-dai-140313.html

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