Romano Guardini

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Anno pastorale 2012-13
Parrocchia Sant' Antonino Martire di Castelbuono (PA)
Parroco Don Mimmo Sideli
Ciclo di conferenze "I Maestri del sospetto e i Testimoni della fede" tenuto da P. Filippo S. Cucinotta, OFM; docente di Teologia orientale della Pontificia Facoltà Teologica "San Giovanni Evangelista" di Palermo
Incontro su Romano Guardini

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Romano Guardini

  1. 1. comunità parrocchiale “S. Antonino Martire” Castelbuono Anno pastorale 2012-2013
  2. 2. stanno alla porta e bussano In dialogo con i maestri del sospetto e i testimoni della fede
  3. 3. né in alto né nella casa né fuori della casa ma sulla soglia I maestri del sospetto e i testimoni della fede
  4. 4. Le domande di Gualtiero
  5. 5. sei sicuro di vederci bene? sei sicuro dell’arma? sei alla giusta distanza?
  6. 6. 27/10 B. Russell, Perché non sono cristiano 24/11 B. Croce, Perché non possiamo non dirci “cristiani” 15/12 P. Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani 26/01 E. Drewermann, I funzionari di Dio 16/02 R. Guardini, L’essenza del cristianesimo 16/03 H.U. von Balthasar, Solo l’amore è credibile 20/04 K. Rahner, Corso fondamentale sulla fede
  7. 7. i maestri del sospetto e i testimoni della fede
  8. 8. i maestri del sospetto e i testimoni della fede
  9. 9. Romano Guardini (1885-1968)
  10. 10. La ricerca dell’essenza del Cristianesimo
  11. 11. La ricerca dell’essenza del Cristianesimo La via filosofica
  12. 12. La ricerca dell’essenza del Cristianesimo La via filosofica La via storica
  13. 13. La ricerca dell’essenza del Cristianesimo La via filosofica La via storica La via teologica
  14. 14. La ricerca dell’essenza del Cristianesimo La via filosofica La via storica La via teologica Feuerbach Harnack Guardini
  15. 15. La ricerca dell’essenza del Cristianesimo La via filosofica La via storica La via teologica Feuerbach Harnack Guardini
  16. 16. L’essenza del cristianesimo(1841)
  17. 17. La religione ha un contenuto positivo che consente di scoprire quale sia l’essenza dell’uomo. La religione consiste nel sentimento dell’infinito: tale infinito esprime l’essenza dell'uomo.
  18. 18. Dio è l’oggettivazione ideale dell'essenza dell'uomo che in Dio rispecchia se stesso.
  19. 19. Nella religione è l'uomo a fare Dio a propria immagine e somiglianza attraverso un processo psichico di assolutizzazione dell’umano.
  20. 20. La colpa del cristianesimo: l’aver condotto alla spogliazione delle qualità umane a favore di Dio.
  21. 21. La ricerca dell’essenza del Cristianesimo La via filosofica La via storica La via teologica Feuerbach Harnack Guardini
  22. 22. Adolf von Harnack L’essenza del Cristianesimo (1900)
  23. 23. 1. Cogliere nella complessità di quel fenomeno storico che va sotto il nome di cristianesimo, l’“evangelo nell’evangelo”, i tratti “atemporali” che costituiscono il nucleosempre valido, distinto dalla scorza del mutevole rivestimento storico.
  24. 24. 2. L’evangelo, così come Gesù lo ha predicato, non annuncia il Figlio, ma soltanto il Padre.
  25. 25. 3. Tutta la costruzione della cristologia ecclesiastica sta al di fuori della personalità concreta di Gesù Cristo.
  26. 26. La ricerca dell’essenza del Cristianesimo La via filosofica La via storica La via teologica Feuerbach Harnack Guardini
  27. 27. DasWesendesChr istentums (1929/1938)
  28. 28. Un Testo e il suo autore Momenti della vicenda biografica
  29. 29. Italiano di nascita ma tedesco di adozione. Le sue teorie, la sua visione del mondo e il suo pluridecennale impegno come docente nascono, crescono, convivono in un ambiente anche protestante.
  30. 30. Studia teologia a Friburgo, Tubinga e Magonza. 1910: ordinato sacerdote. 1917: si laurea in Teologia con una tesi su San Bonaventura. A Belino dal 1923 insegna alla cattedra di Filosofia della religione e Weltanshauung cattolica, istituita appositamente per lui.
  31. 31. Con l'inizio della seconda guerra mondiale la cattedra viene soppressa. Terminata la guerra viene reintegrato nell’insegnamento universitario all’Università di Tubinga, che lascia dopo tre anni per l’università di Monaco di Baviera. 

  32. 32. Nel 1961 viene nominato membro della Commissione liturgica preparatoria del Concilio Vaticano II. Nel 1965 declina l’invito di Paolo VIche vorrebbe nominarlo Cardinale. Muore il 1 di ottobre del 1968 a Monaco.
  33. 33. Il con-testo del testo
  34. 34. Dai tempi della riforma di Lutero il cattolicesimo in Germania viveva in una condizione di inferiorità. Il contesto spirituale e sociale: - un senso di disorientamento, - un’atmosfera segnata dalla mancanza di un’identità. Crollo dello stato prussiano problemi sociali e politici
  35. 35. L’essenza della Weltanshauung
  36. 36. L’essenza della Weltanshauung
  37. 37. “… noi, nelle forme dell'assalto, istituendo una nuova concezione del mondoe difendendone con fanatismo i principi essenziali un giorno ” (A. Hitler, 1925).
  38. 38. L’essenza della Weltanshauung
  39. 39. “Se il popolo tedesco è già così corrotto e deteriorato nella sua più intima essenza … se i tedeschi, così privi di ogni individualità, sono ormai diventati una massa tanto insulsa e vile, allora davvero meritano la rovina” (Dal primo volantino della “Rosa bianca”, 1942).
  40. 40. L’essenza della Weltanshauung
  41. 41. CAPITOLO PRIMO LA QUESTIONE
  42. 42. 1. C’è il tempo durante il quale il credente è cristiano spontaneamente. 2. Essere cristiano significa per lui la stessa cosa che essere credente. 3. In seguito avverte che ci sono anche altre possibilità religiose. 4. Comincia a domandarsi dove stia la verità e si sente spinto a una decisione.
  43. 43. La questione: quello ch’è peculiare del cristianesimo. La qualità particolare solo a esso propria, in virtù della quale il cristianesimo si fonda in se stesso e si distingue da altre possibilità religiose. La questione si fa sempre più urgente.
  44. 44. Il cristianesimo non si risolve in categorie naturali. Quel che Cristo predica presuppone la figliolanza di Dio.
  45. 45. CAPITOLO SECONDO PER COMINCIARE
  46. 46. Il posto che occupa la persona di Gesù Cristo nella religione cristiana. La coscienza di un’autorità suprema. Egli esige obbedienza. Una poderosissima autorità in quanto riguarda la salvezza.
  47. 47. Gli esempi tratti dalla storia delle religioni
  48. 48. Buddha: - dice ciò che ognuno potrebbe dire; - mostra la strada, che, anche senza di lui, sussiste col valore di una legge cosmica; - la sua persona non è parte essenziale di quel ch’è propriamente religioso; - essa si estingue.
  49. 49. Mosè e Paolo: - strumenti di un incarico divino; - la persona dell'annunciatore non è nel messaggio stesso, nel contenuto della Rivelazione.
  50. 50. Da tutto questo emerge chiaro, come la persona di Gesù stia in una posizione fondamentalmente diversa nell’ordine di salvezza da Lui predicato.
  51. 51. CAPITOLO TERZO LA PERSONA DI CRISTO E L’ESSENZA DEL CRISTIANESIMO
  52. 52. Gesù ha fatto esplicite asserzioni su se stesso ed il suo rapporto tanto col Padre quanto con gli uomini, e queste asserzioni appartengono al contenuto fondamentale della buona Novella. Il suo messaggio rimane determinato dalla significazione assolutamente unica della sua persona.
  53. 53. 1. La richiesta della sequela da parte di Gesù Cristo
  54. 54. La sua sequela che viene espressamente richiesta perché la sua figura e la sua parola hanno un peso decisivo per la salvezza. In questa sequela si attua una decisione religiosa. La scelta richiesta intende la persona di Gesù e significa dono personale di sé.
  55. 55. 2. Gesù Cristo come misura e motivo del retto agire
  56. 56. Retto operare significa agire a causa di Cristo o mirando a Cristo. E’ Lui che costituisce la radice della realtà, il senso centrale e il titolo giuridico della comunità. E’ lui che giustifica l'approssimarsi religioso a Dio, la preghiera di domanda.
  57. 57. 3. Gesù Cristo provoca alla decisione
  58. 58. Gesù è la decisione in senso assoluto. Questo fatto suscita vivo consenso, fede, prontezza a seguire ma anche la ribellione altrettanto appassionata per l'inaudita pretesa, la protesta contro la “bestemmia”.
  59. 59. La radice della protesta è la circostanza che una persona storica pretende d'avere un'importanza decisiva per la salvezza.
  60. 60. Per riconoscere tale pretesa, l'ascoltatore deve - rinunciare a se stesso in un modo radicale, -sacrificare l’autonomia della propria volontà in un modo così sensibile come può avvenire solo nella fede e nell’amore.
  61. 61. 4. Gesù Cristo come Mediatore
  62. 62. Dal punto di vista cristiano non c’è nessuna immediata relazione dell'uomo con Dio. La relazione con Lui è legata al Mediatore. Tutto ciò che in senso cristiano viene da Dio a noi e va da noi a Dio deve passare attraverso il Mediatore.
  63. 63. La mediazione rappresenta la forma essenziale della relazione cristiana con Dio e non può mai essere eliminata senza che vada distrutta la sua essenza stessa.
  64. 64. La “Verità” è data e rivelata solo nel Mediatore e per opera di Lui. “La via” è la persona di Gesù Cristo. Questa via fu aperta con l’Incarnazione e resa transitabile, quando Cristo nello Spirito Santo risorse e fu trasfigurato.
  65. 65. 5. Gesù Cristo come Redentore
  66. 66. La mediazione diventa un inserimento redentivo: Cristo ha fatto suo ciò che era nostro: il peccato. Così è diventato nostro ciò che era suo: la vita divina. Noi siamo cristiani in virtù della Redenzione.
  67. 67. Questa azione ha significato e forza di Redenzione solo come azione di questo agente. L’agente deve rimaner collegato con l'azione.
  68. 68. 6. Gesù Cristo presente nel cristiano e nella Chiesa
  69. 69. La Redenzione è un avvenimento che - s’è compiuto nella storia, - compiuto fin dall’eternità, - collocato nell’eternità come perennemente valido.
  70. 70. Quando si compie l’azione liturgica, Cristo è presente con la sua vita, morte e risurrezione, in maniera pneumaticoreale “tra coloro che sono adunati nel suo Nome”; viene da essi “mangiato” ed è “in loro”. E’ il fenomeno del culto cristiano.
  71. 71. “Quando portarono gli olii sacri... il duomo si rianimò. Le sue forme si mossero. Entrando in relazione con le persone che avanzavano con solennità, nello sfiorarsi delle vesti e dei colori alle pareti e nelle arcate, gli spazi si misero in movimento...” (Settimana santa a Monreale, 1929)
  72. 72. 7. Gesù Cristo come principio e fine di tutte le cose
  73. 73. E’ il movimento dell'amore. L’eros, che dimora in tutto il creato - diventa acquista aspetto visibile; - si tramuta, perché il movimento discende “dal cielo, da Dio” (non ilsemplice anelito del creato verso il Creatore).
  74. 74. E che il movimento d’amore sia quello stesso di Dio, emerge chiaramente dal fatto che la parola dell'anelito alla fine dell’Apocalisse è pronunciata contemporaneamente “dalla Sposa” e “dallo Spirito”: lo Spirito e la sposa dell'Agnello dicono: «Vieni!».
  75. 75. CONCLUSIONE
  76. 76. L’essenza del cristianesimo: non c'è alcuna dottrina, alcuna struttura di valori morali, alcun atteggiamento religioso od ordine di vita, che possa venir separato dalla persona di Cristo, e dei quali poi si possa dire che siano l’essenza del cristianesimo.
  77. 77. Il cristianesimo è Egli stesso; ciò che per mezzo suo perviene agli uomini, e la relazione che per mezzo suo l’uomo può avere con Dio.
  78. 78. La persona di Gesù Cristo, nella sua unicità storica e nella sua gloria eterna, è di per sé la categoria che determinal'essere, l'agire, e la teoria di ciò che è cristiano.
  79. 79. L’essenza della Weltanshauung è il Cristianesimo
  80. 80. L’essenza della Weltanshauung è il Cristianesimo L’essenza del Cristianesimo è il Cattolicesimo
  81. 81. L’essenza della Weltanshauung è il Cristianesimo L’essenza del Cristianesimo è il Cattolicesimo L’essenza del Cattolicesimo è Gesù Cristo
  82. 82. L’essenza della Weltanshauung è il Cristianesimo L’essenza del Cristianesimo è il Cattolicesimo L’essenza del Cattolicesimo è Gesù Cristo L’essenza di Gesù Cristo è l’amore erotico di Dio
  83. 83. Un maestro nel ricordo dei suoi allievi
  84. 84. Guardini secondo H.U. von Batlhasar
  85. 85. “Le potenze cui egli si oppone si chiamano tecnica sfrenata, totalitarismo, ateismo – conseguenze logiche della prima emancipazione e dell’assolutizzazione dell’“epoca moderna”.
  86. 86. Guardini secondo Joseph Ratzinger
  87. 87. …Guardinileggeva le opere di questi autori, li ascoltava, imparava da loro come vedevano il mondo ed entrava in dialogo con loro, per sviluppare in dialogo con essi ciò che egli, in quanto pensatore cattolico, aveva da dire al loro pensiero.
  88. 88. La sua parola chiave era: “ Vedete…” perché voleva guidarci a “vedere” ed egli stesso stava in un comune dialogo interiore con gli uditori. Questa era la novità rispetto alla retorica dei vecchi tempi.
  89. 89. Parlava in modo del tutto semplice con noi e, insieme a ciò, parlava con la verità e ci induceva al dialogo con la verità.
  90. 90. Gli allievi nel ricordo di un maestro
  91. 91. I fratelli Scholl e “La Rosa Bianca” secondo Guardini
  92. 92. “I fratelli Scholl e i loro amici volevano che l’università ridiventasse ciò che deve essere: una comunità che vive nella dedizione alla verità, e per questo hanno osato tutto” (1958).

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