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Diritti digitali: chiusura o apertura dell’informazione? Quali le possibili soluzioni?

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Relazione in occasione di 'Librinnovando' - giornata sul futuro dell'editoria digitale tenutasi il 12 novembre 2010 allo IED di Milano. ...

Relazione in occasione di 'Librinnovando' - giornata sul futuro dell'editoria digitale tenutasi il 12 novembre 2010 allo IED di Milano.

Cinque i punti analizzati:

1- Il diritto digitale
2- Il controllo accentrato: cosa sono i drm?
3- Utilizzare i diritti degli autori per consentire e non per vietare, nasce il Copyleft
4- Spunti digitali euro-americani. Qualche soluzione pratica
5- Pirateria: si ripeteranno gli errori già visti con musica e film?

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    Diritti digitali: chiusura o apertura dell’informazione? Quali le possibili soluzioni? Diritti digitali: chiusura o apertura dell’informazione? Quali le possibili soluzioni? Presentation Transcript

    • Diritti digitali: chiusura o apertura dell’informazione? Quali le possibili soluzioni? Relatore: Marco Giacomello
      • 1- Il diritto digitale
      • 2- Il controllo accentrato: cosa sono i drm?
      • 3- Utilizzare i diritti degli autori per consentire e non per vietare, nasce il Copyleft
      • 4- Spunti digitali euro-americani. Qualche soluzione pratica
      • 5- Pirateria: si ripeteranno gli errori già visti con musica e film?
      5 i punti che toccheremo:
      • E’ in corso una guerra per il controllo delle informazioni digitali.
      • I valori in gioco sono:
        • Libertà di pensiero,
        • Privacy,
        • Progresso della scienza .
      1° punto: Il Diritto Digitale
      • La colpa è della rivoluzione digitale che ha modificato non solo la tecnica di riproduzione, ma anche le strutture e le forme del supporto con il quale il lettore fruisce delle informazioni.
      • Internet e l’informatica hanno mutato il ruolo che gli attori tradizionali si erano conquistati nel mercato delle informazioni.
      • Chi oggi legge, guarda o ascolta entra in concorrenza con l’autore il produttore o lo scrittore.
      • Effetto positivo: si crea così l’arte del remix.
      Di chi è la colpa?
      • Il mondo del diritto è travolto, le categorie create per i diritti e le tutele sono quasi inutilizzabili.
      • Non si può adattare quello che c’è al mondo futuro, si deve ripartire da zero utilizzando nuove basi.
      • Due le caratteristiche principali del diritto digitale:
        • Dematerializzazione,
        • Destatualizzazione.
      • - Nuove tecnologie nate distruggendo il controllo, ora lo rafforzano: lo scudo dei D.R.M.
      Siamo nell’era del diritto digitale
      • Mixando queste componenti si ottengono forme di controllo delle informazioni digitali opposte tra loro.
      • Due i principali modelli di controllo dell’informazione:
        • Chiusura dell’informazione (controllo accentrato e rigido),
        • Apertura dell’informazione (controllo flessibile e decentrato).
      Mix di leggi ip, contratti, consuetudini e standard tecnologici
      • I D.R.M. (Digital Rights Mangement) sono sistemi per la gestione delle regole di accesso all’informazione e ai contenuti.
      • Chiave di volta di questi sistemi è rappresentata dai RELs (Rights Expression Languages) il cui scopo è quello di:
      • “ esprimere le regole contenute negli accordi di licenza (EULAs) o nelle licenze d’uso, in un linguaggio comprensibile alle macchine”.
      • - I drm fanno questo attraverso tecnologie basate sulla crittografia digitale, sul watermarking (marchiatura) e sul fingerprinting (rintracciamento) digitali.
      2° punto: Il controllo accentrato, i DRM
      • Il diritto di esclusiva che spetta all’autore per come lo conosciamo è:
        • A. Limitato nel tempo,
        • B. Limitato nell’ampiezza,
        • c. Protegge la forma espressiva di un’opera originale.
      • Grazie ai d.r.m. il controllo esclusivo diventa:
        • Totale,
        • Relativo alla singola parola (non dotata di originalità),
        • Senza scadenza,
        • Rivolto ad una serie non determinata di soggetti, creando una sorta di proprietà dell’informazione.
      Cambia il concetto di diritto di esclusiva
      • C’è la consapevolezza che punire gli intermediari (es. provider, produttori di software p2p) risolve solo parzialmente il problema:
        • - v. caso Grokster dove i giudici americani hanno cercato di creare in capo al produttore di tecnologie abilitanti alla copia, una sorta di responsabilità sussidiaria secondo i tradizionali canoni americani della vicarious liability.
      • Perseguire tutti gli utenti finali che piratano rimane quasi impossibile.
      • Si cerca quindi di risolvere il problema alla base creando meccanismi che limitino molte operazioni.
      Perché si utilizzano i drm?
      • Forme ‘ leggere ’ di drm come il social drm:
      • “ consiste nell’includere all’interno del file che si acquista alcune informazioni sul proprietario (es. nome e indirizzo mail), in modo da poter risalire a lui nel caso in cui il documento venga immesso in reti di p2p o ne venga fatto un uso illegale” .
      • - Il social drm non limita l’utilizzo del file in alcun modo, ma ne permette una fruibilità completa.
      • Agisce al contempo come deterrente contro il file sharing.
      • Anche questi sono chiaramente rimuovibili ma vengono percepiti dagli utilizzatori come meno invasivi, limitando le motivazioni che portano a rimuovere i drm.
      Quali le forme attuali di drm?
      • Forme ‘ pesanti ’ di drm come quelli di Adobe utilizzati per la distribuzione di ebook da molte case editrici, arrivano a determinare se un contenuto legittimamente acquistato:
        • 1. può essere copiato,
        • 2. può essere stampato,
        • 3. con quali device è utilizzabile,
        • 4. in che luogo geografico è possibile utilizzarlo.
        • “ È questa l’era dell’accesso. Acquisto ma non possiedo.”
      Quali le forme attuali di drm?
      • Nascono come strumenti neutri.
      • Sono utilizzati anche nelle forme alternative al modello puro e repressivo del copyright (es. le licenze creative commons).
      • Tutto dipende da come si decide di distribuire la propria conoscenza.
      • Vediamoli come un qualcosa che regoli e stabilizzi, non che limiti.
      Non demonizziamo i d.r.m.
        • “ Il copyleft è un modello alternativo di gestione dei diritti d’autore, che opera – a differenza del modello tradizionale – in un’ottica non esclusiva e standardizzata e che deriva originariamente dalla libera scelta dell’autore.
        • Si realizza in concreto grazie all’applicazione di alcuni contratti-licenza che disciplinano la diffusione dell’opera e chiariscono a quali condizioni essa può essere condivisa, modificata e commercializzata”.
      • Esempi di licenze copyleft sono: la GNU GPL, la GNU FDL (utilizzata da Wikipedia fino al 2009) e le licenze CC.
      3° punto: Utilizzare i diritti degli autori per consentire e non per vietare, nasce il Copyleft
        • L’ebook Codice Libero (Free as in Freedom) – Richard Stallman e la crociata per il software libero di Sam Williams (edito da Apogeo) è rilasciato gratuitamente sotto licenza GNU FDL versione 1.2 (l’ultima versione è la 1.3 del 3 novembre 2008).
      Esempio di licenza per la documentazione libera GNU FDL
        • I punti fondamentali della licenza sono:
      • Scopo di questa licenza è di rendere un manuale, un testo o altro documenti utili e funzionali, ‘liberi’ nel senso di assicurare a tutti la libertà effettiva di copiarli e ridistribuirli, con o senza modifiche;
      • Si prevede per autori ed editori il modo per ottenere il giusto riconoscimento del proprio lavoro, preservandoli dall’essere considerati responsabili per modifiche apportate da altri;
      • QUESTA LICENZA è UN ‘COPYLEFT’, Ciò VUOL DIRE CHE I LAVORI CHE DERIVANO DAL DOCUMENTO ORIGINALE DEVONO ESSERE UGUALMENTI LIBERI;
      • Questa licenza non è limitata alla documentazione del software, può essere utilizzata per ogni testo che tratti un qualsiasi argomento e l di là dell’avvenuta pubblicazione cartacea. Si raccomanda questa licenza per opere che abbiano fini didattici o per manuali di consultazione;
      • La licenza garantisce l’utilizzo dell’opera, secondo e condizioni indicate, libera da diritti, in tutto il mondo, per una durata illimitata;
      • Non si possono utilizzare misure tecniche per impedire o controllare la lettura o la produzione di copie, ma si possono ricavare compensi per le copie fornite;
      • Le copie si possono prestare e possono essere utilizzate in pubblico.
        • William Fisher docente di IP all’Harvard Law School fu il primo a sostenere che gli internauti dovrebbero pagare una sorta di canone flat per l’accesso ai contenuti creativi presenti sulla rete , un canone sui supporti tecnologici, sui contenuti mediatici media e sui servizi, preventivando una quota al mese da aggiungere al costo di abbonamento ai fornitori di connettività internet.
        • Fisher sosteneva inoltre che ogni tipo di contenuto creativo dovesse da subito essere immesso in rete in formato digitale e che ogni file dovesse essere contrassegnato da una matricola virtuale (i c.d. metadati) che lo renda così riconoscibile con correttezza e che permetta di monitorare realmente la diffusione dell’opera e permetta quindi di distribuire gli utili derivanti dai canoni pagati in modo preciso ed equo .
      La proposta di Fisher
      • Il progetto nasce dalle idee del prof. Lawrence Lessig, guru in materia di diritti digitali.
      • L’ obbiettivo primario del progetto è quello di sviluppare un dibattito a livello globale sui nuovi paradigmi di gestione del diritto d’autore e diffondere strumenti giuridici e tecnologici (come le licenze e tutti i servizi ad esse connesse) che permettano l’affermazione di un modello “alcuni diritti riservati” nella distribuzione di prodotti culturali.
      Le licenze Creative Commons
      • Lo spirito del progetto è quello di volere risolvere quel dibattito sul controllo della creatività che fino a quel momento vedeva contrapposti i due estremi:
      • - Controllo totale dell’opera e “tutti i diritti riservati” (copyright);
      • - Controllo aperto dove i creatori di opere scelgono un ampio spettro di libertà ma sono lasciati in balia degli abusi (dominio pubblico).
      • Creative Commons vuole inserirsi a metà tra queste idee prevedendo solo “ alcuni diritti riservati ”.
    •  
      • Il progetto ha portato negli anni alla creazione di un s et di licenze che garantiscano il libero riutilizzo pubblico di un’opera.
      • Attraverso il meccanismo contrattuale della licenza titolare dei diritti (il licenziante) concede o meno alcuni diritti alla controparte (il licenziatario) ovvero qualsiasi fruitore dell’opera.
      • Si rende in questo modo semplice per il tirolare dei diritti d’autore esprimere in modo chiara che la ri produzione, diffusione e circolazione della propria opera è esplicitamente permessa.
      • Le licenze Creative Commons (definite dalla combinazione di quattro elementi) stabiliscono in modo esplicito quali sono i diritti riservati, modificando quindi la regola di default in cui tutti i diritti sono riservati
      A cosa ha portato il progetto cc?
      • P ermettono di pubblicare su Internet, favorendo l’accesso e la circolazione di quelle opere che non si vogliono blindare con il diritto d’autore tradizionale e non si vogliono lasciare nel pubblico dominio.
      • Le licenze sono g ratuite .
      • Non ci sono intermediari.
      • Sono a pplica bili a tutte le tipologie di opere tutelate dal diritto d'autore.
      • Sono v alide in tutto il mondo .
      • E’ un sistema flessibile che lascia all'autore la libertà di decidere come e quali diritti tutelare.
      • Consentono ai fruitori di sapere esattamente cosa possono e cosa non possono fare.
      • Danno la p ossibilità di dare vita in modo agevole e veloce a progetti aperti, distribuiti e condivisi,
      Quali i vantaggi delle licenza cc?
      • Il fair use (uso o utilizzo leale , equo o corretto ) è una clausola legislativa presente nel Copyright Act statunitense.
      • La clausola stabilisce la lecita citazione non autorizzata o l'incorporazione di materiale protetto da copyright nell'opera di un altro autore, sotto alcune condizioni.
      • La dottrina del fair use è per tradizione considerata una esclusiva della legislazione degli Stati Uniti, anche se col tempo alcuni principi sono stati recepiti nel diritto dai singoli stati europei.
      Il fair use
      • Negli Stati Uniti :
        • Il principio del fair use rende i lavori protetti da copyright disponibili al pubblico come materiale grezzo senza la necessità di autorizzazione, a condizione che tale libero utilizzo soddisfi le finalità della legge sul copyright, definite come promozione "del progresso della scienza e delle arti utili" (I.1.8)”
        • In questo modo si cerca di equilibrare gli interessi dei titolari di diritti esclusivi con i benefici sociali o culturali che derivano dalla creazione e dalla distribuzione dei lavori derivanti (la c.d. cultura del remix tanto cara al prof. Lessig).
      • In Italia:
      • Nel dicembre 2007 il Parlamento italiano ha approvato il comma 1 bis dell'art. 70 della Legge sul diritto d'autore, secondo cui:
      • «1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro . Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma».
      • In Africa:
      • Nei paesi dove la trasmissione della cultura locale avviene principalmente in forma orale, come i paesi africani, il concetto di copyright viene percepito come un retaggio dei tempi coloniali o come un tentativo dei paesi "ricchi" di mantenere i propri privilegi.
      • Il fair use viene quindi visto con grande favore, in quanto rappresenta una possibilità di attenuazione del problema della diffusione della alfabetizzazione e della cultura.
      • E nel mondo quali sono le soluzioni proposte per risolvere il conflitto tra copyright e drm?
      • ?
      4° punto: Spunti digitali euro-americani. Qualche soluzione pratica.
      • L'editore tedesco Springer Verlag ha annunciato di non voler adottare sistemi DRM per gli ebook che sono destinati alle biblioteche tedesche ed ha inoltre rilasciato i numeri relativi a 4 anni di esperienza drm free.
      • Editore specializzato in volumi scientifici ha avviato da qualche anno un programma che permette ai clienti istituzionali di prestare i titoli digitali da lei acquistati (cfr con il prestito promosso da Amazon per il Kindle).
      • Secondo l’editore questi grandi soggetti hanno bisogno di sapere che anche con il passaggio dal cartaceo al digitale, possono continuare ad effettuare il prestito e la messa a disposizione dei volumi per ogni tipo di ricerca e per garantire la diffusione della conoscenza.
      • Per quanto riguarda la vendita ai privati invece si prosegue con la logica dei drm.
      • I dati per ora sono positivi infatti nel 2008 i download sono cresciuti del 33 per cento rispetto al 2007 e nel 2009 sono ancora raddoppiati .
      • Inoltre per trarre ulteriore vantaggio dalla vendita alle biblioteche, Springer offre il servizio MyCopy che permette di avere una copia stampata del PDF ceduto alle biblioteche.
      Il caso Springer Verlag: in Germania le biblioteche senza drm
      • Electronic Frontier Foundation (EFF) gruppo in difesa dei diritti civili in Rete è una di quelle associazioni che hanno tentato di sfruttare quella zona grigia che è fornita dalla definizione di fair use.
      • Le loro azioni sono spinte dalla convinzione che spesso le misure a protezione di un contenuto (di un video o di un dispositivo, ma potremmo benissimo parlare di ebook e di ereader) sono superate non per violare la proprietà intellettuale a sua protezione, ma semplicemente per poter accedere a contenuti legalmente acquisiti o per poterli modificare con fini legittimi .
      • A legittimare le ragioni di EFF è stato il Copyright Office and Librarian of Congress che nel corso di un processo di revisione del DMCA (che si svolge ogni 3 anni) ha accolto alcune delle sue istanze.
      USA: Abuso legittimo di drm?
      • Legittimità del jailbreaking dei dispositivi mobile per utilizzare applicazioni non approvate dal produttore e lo sblocco per utilizzare diversi carrier.
      • Se è effettuato semplicemente per garantire un'interoperabilità altrimenti negata del dispositivo, non viola il copyright e rientra nel fair use .
      • Legittimità dell'accesso a spezzoni video altrimenti protetti per effettuare remix con fini non commerciali
      • Si è inoltre riconosciuto come non violano il DMCA circonvenzioni atte a permettere la lettura automatica "text-to-speech" di ebook altrimenti bloccati.
      • Si propone una riforma della legge sul copyright, prevedendo un approccio bilanciato al diritto d'autore e alle restrizioni tecnologiche.
      • Sanzioni per chi abusa delle protezioni ostacolando o prevenendo l'utilizzo gratuito di opere, trasmissioni radio e fonogrammi divenuti di pubblico dominio attraverso l’applicazione a queste opere di sistemi di drm.
      • Dal suo blog Michael Geist sottolinea come
      • “ la proposta brasiliana è una lampante esemplificazione del fatto che l'eccesso di protezione contro il fair use è nocivo e pericoloso tanto quanto la sua mancanza” .
      In Brasile si vuole troppo fair use?
      • Il Primo Ministro britannico David Cameron, ha annunciato 6 mesi di dibattito pubblico durante i quali istituzioni , protagonisti dell'industria e giuristi avranno il compito di studiare nuove forme di tutela del diritto d'autore, che risultino meno oppressive nei confronti dell'economia legata ad Internet .
      • L’invito ai tecnici del settore è quello di studiare una revisione dell'attuale legge britannica sul diritto d'autore che porti ad un testo più aperto ai possibili usi legittimi dei contenuti online , il c.d. fair use.
      UK arriva il fair use?
      • - Un giudice belga ha riconosciuto che le licenze cc sono direttamente riconducibili al diritto d'autore.
      • Il mancato rispetto dei possibili usi di un'opera rilasciata in Creative Commons è quindi equivalente ad una violazione delle leggi sul copyright .
      • - Il caso in esame è quello di una band locale che ha fatto causa ad una società specializzata in eventi teatrali (l' ASBL Festival De Theatre De SPA), in quanto un teatro aveva preso in prestito una canzone del gruppo, modificandola in più parti per adattarla ad un messaggio pubblicitario relativo alla prossima stagione .
      • - I componenti del gruppo avevano richiesto al giudice una sanzione di circa 10mila euro , in seguito alla violazione da parte della società dei termini fissati dalla licenza in Creative Commons a protezione del brano.
      Belgio: Creative commons riconosciute dalla legge?
      • - La licenza CC utilizzata per la distribuzione di quel brano prevedeva si dovesse chiedere l'autorizzazione a procedere per chiunque volesse sfruttare l'opera a fini commerciali , oltre che per effettuare modifiche.
      • Inoltre la licenza autorizzava il download e la condivisione delle opere solamente in seguito all'attribuzione della loro paternità , attraverso l’indicazione dell’autore di riferimento.
      • Nessuno di questi termini era stato rispettato nello spot del teatro e quindi il giudice belga ha condannato la società a versare 1500 euro per ogni termine di licenza non rispettato.
      • Una C grigia racchiusa in un cerchio e attraversata da una striscia obliqua è il simbolo scelto dall’organizzazione Creative Commons per il lancio del Public Domain Mark .
      • Questo è uno strumento che faciliterà l'individuazione di tutte quelle opere liberate dalle restrizioni imposte dal copyright .
      • Sarà questo un simbolo che permetterà agli utenti di capire immediatamente se sono abilitati al libero riutilizzo di un determinato contenuto ormai diventato di pubblico dominio
      • Gli utenti quando vedranno questo simbolo potranno modificare, copiare, sfruttare un'opera dell'ingegno anche per fini squisitamente commerciali senza chiedere alcuna autorizzazione.
      • .
      CC, un marchio per il pubblico dominio
      • È di Attributor l’ultima ricerca sul mercato degli ebook piratati. Risultato?
      • Download illegale di ebook in forte crescita.
      • La richiesta di ebook sui siti di condivisione on-line riguarderebbe circa 3 milioni di utenti al giorno.
      • I dati sottolineano come il book sharing si starebbe spostando dai grandi siti di condivisione (come RapidShare) a piattaforme più piccole e specializzate esclusivamente nella condivisione di documenti.
      • Dovrebbe questo essere un chiaro segnale per editori ed autori: la fine degli ebook non deve essere quella occorsa al mercato dei film e della musica.
      • I tempi sono maturi per un diritto digitale reale.
      • Dobbiamo leggere il contesto in prospettiva e anticipare il cambiamento, la linea dura del chiudere a tutti i costi non porterà da nessuna parte.
      6° punto: Pirateria. Si ripeteranno gli errori di musica e film?
      • “ La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie”
      • J .M. Keynes
      • Fonti bibliografiche:
      • L. LESSIG, Il futuro delle idee , Feltrinelli
      • P. MARZANO, Diritto d’autore e Digital Technologies , Giuffrè
      • U. IZZO, Alle origini del copyright e del diritto d’autore , Carocci
      • R. CASO, Forme di controllo delle informazioni digitali: il digital rights management " in Digital rights management : problemi teorici e prospettive applicative: atti del convegno tenuto presso la Facoltà di giurisprudenza di Trento il 21 ed il 22 marzo 2007, Trento: Università di Trento. Dipartimento di scienze giuridiche
      • S. ALIPRANDI, Capire il copyright. Percorso guidato nel diritto d'autore , Edizioni PrimaOra
      • copyleft-italia.it
      • punto-informatico.it
      • wikipedia.com
      • Diritti digitali: chiusura o apertura dell’informazione? Quali le possibili soluzioni? by MARCO GIACOMELLO
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