Congresso annuale sid 2011

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Congresso annuale sid 2011

  1. 1. G It Diabetol Metab 2011;31:56-60Attività Diabetologica e Metabolica in ItaliaCongresso Annuale SID Sezione Piemonte e Valle d’AostaTorino, 19 marzo 2011Comitato Scientifico: F. Broglio, A. Bruno, G. Bruno, G. De Corrado, L. Gentile, V. Inglese, R. Quadri,I. RabboneRiassunti – Comunicazioni orali mentale la delezione del CB2 peggiora le anomalie funzionali/strutturali della ND a conferma del ruolo protettivo del CB2 in tale complicanza. Effetto della delezione del recettore CB2 nella nefropa- tia diabetica sperimentale Un caso di diabete mellito neonatale permanente (DMNP): dal microinfusore alla sulfonilurea Barutta F, Corbelli A, Pinach S, Rastaldi MP, Cavallo Perin P, Gruden G Di Gianni V, Rabbone I, Tuli G, Gioia E, Sicignano S, Ignaccolo MG, Bertello MC, Cerutti F Dipartimento di Medicina Interna, Università di Torino SCDU Endocrinologia e Diabetologia, Dipartimento diIntroduzione. La nefropatia diabetica (ND) è caratterizzata da Scienze Pediatriche e dell’Adolescenza, Università di Torinoun aumento della permeabilità glomerulare alle proteine e da uneccessivo accumulo di matrice extracellulare nel mesangio. Gli Introduzione. Il diabete mellito neonatale (DMN) è una patolo-endocannabinoidi si legano ai recettori CB1 e CB2. L’attivazione gia rara (1/100.000 nati vivi) con esordio nei primi 6 mesi di vita.del CB2, espresso dalle cellule del sistema immunitario e dai Esistono due forme: una transitoria (DMNT) e una permanentepodociti glomerulari, riduce la proteinuria nel diabete sperimen- (DMNP).tale. Caso clinico. B.A., secondogenito, nato a termine in buoneScopo. Al fine di meglio definire il ruolo del CB2 nella ND, abbia- condizioni, a 58 giorni di vita è stato condotto presso il prontomo studiato le alterazioni funzionali e strutturali caratteristiche soccorso (DEA) di un Ospedale Pediatrico per vomito. Neidella ND in topi diabetici knockout per il CB2. giorni precedenti, aveva presentato febbre, diarrea e calo pon-Metodi. Topi wild type (CB2+/+) e knockout per il CB2 (CB2-/-) derale (440 g in 2 settimane). All’arrivo in DEA manifestavasono stati resi diabetici mediante iniezione intraperitoneale di condizioni generali scadenti e disidratazione. I primi accerta-streptozotocina. Dopo 16 settimane sono stati misurati: para- menti mostravano iperglicemia (736 mg/dl), glicosuria, cheto-metri fisici, glicemia, emoglobina glicata ed escrezione di albu- nuria, franca chetoacidosi (DKA), ipersodiemia. Veniva instau-mina (ELISA), quindi gli animali sono stati sacrificati. rata terapia reidratante e insulinica e successivamente venivaL’espressione di proteine podocitarie (nefrina e podocina), mar- trasferito in Terapia Intensiva dell’OIRM per scarsa risposta allacatori di fibrosi (fibronectina, CTGF, collageno, TGFβ1) e di terapia. Dopo 4 giorni, a risoluzione della DKA, veniva trasferi-infiammazione (MCP-1, CCR2, infiltrazione di monociti) è stata to presso il Reparto di Endocrinologia e Diabetologia-OIRMstudiata con tecniche di immunoistochimica, immunofluore- ove si instaurava terapia insulinica sc mediante microinfusore,scenza, immunoblotting e/o real-time PCR. Il danno istologico è utilizzando insulina ultrarapida (lyspro) non diluita, ma impo-stato valutato alla microscopia ottica (colorazione PAS) ed elet- stando velocità basali che variavano a seconda delle fascetronica. orarie da 0,025 a 0,075 U/h. Ai pasti venivano somministratiRisultati. Gli animali diabetici CB2+/+ e CB2-/- erano parago- boli di 0,05-0,1 U della stessa insulina. La ricerca degli anticor-nabili per peso corporeo, compenso glicemico e pressorio. Negli pi per DMT1 risultava negativa, la tipizzazione HLA non eraanimali diabetici l’assenza del CB2 determinava un aumento suggestiva di T1DM, il valore della fruttosamina era 476 µmol/Lsignificativo dell’albuminuria che si associava a un significativo (vn 204-285). Sospettando il DMN, veniva effettuata l’analisipeggioramento della downregulation di nefrina e podocina. genetica molecolare che dimostrava la presenza della mutazio-Inoltre, gli animali diabetici CB2-/- mostravano, rispetto agli ani- ne KCNJ11/R201H, suggestiva di DMNP non associata amali CB2+/+, un aumento dell’infiltrato monocitario glomerulare DEND (development delay, epilepsy, neonatal diabetes); die un grado maggiore di espansione mesangiale. conseguenza si iniziava lo svezzamento dalla terapia insulinicaConclusioni. Questi risultati dimostrano che nel diabete speri- a 103 giorni di vita mediante dosi crescenti (da 0,075 mg/kg
  2. 2. Congresso SID Sezione Piemonte e Valle d’Aosta 57fino a 0,36 mg/kg in 11 giorni di ricovero) di glibenclamide. con diabete di tipo 1 seguite mediante interventi di edu-Discussione. In soggetti con mutazioni del gene KCNJ11, la cazione strutturata e approccio intensivo tradizionalesomministrazione di sulfonilurea (SFU) determina la chiusura delcanale K ATP-dipendente e induzione della secrezione insulini- Trevisan M1, Raballo M1, Sicuro J1, Trinetta A1, Passera P1,ca, permettendo di sospendere la terapia insulinica, normalizza- Mazzaglia F1, Maldari P1, Porta M1, Cavallo F2, Trento M1re le glicemia e mantenere i valori di HbA1c < 6%. Nel nostro 1 Laboratorio di Pedagogia Clinica, Dipartimento di Medicinapaziente con DMN l’iniziale terapia insulinica con microinfusore Interna; 2Dipartimento di Salute Pubblica e Microbiologia,è stata sicura ed efficace, garantendo l’impiego preciso di Università di Torinomicrodosi dell’ormone. L’utilizzo poi della SFU ha permesso lasospensione della terapia insulinica e la quasi normalizzazione Introduzione. Il diabete mellito di tipo 1 (DM1) richiede unadei valori di fruttosamina (296 µmol/L). continua gestione da parte del paziente per prevenire compli- canze acute e croniche e raggiungere una soddisfacente quali- tà di vita. I miR-221 e miR-222 regolando post-trascrizionalmen- Scopo. Misurare qualità di vita, ansia, depressione, presenza di te p27KIP1 e p57KIP2 inibiscono la crescita vascolare disturbi del comportamento alimentare in donne DM1 seguite mediata dall’iperglicemia con educazione strutturata di gruppo (group care, GC) o Togliatto G, Trombetta A, Dentelli P, Rosso A, Olgasi C, Uberti approccio intensivo tradizionale (APIT). B, Iavello A, Castelli A, Mazzaglia F, Maldari P, Brizzi MF Pazienti e metodi. Uno studio trasversale ha coinvolto 23 donne seguite con GC e 34 con APIT, raccolto variabili sociode- Dipartimento di Medicina Interna, Università degli Studi di mografiche e cliniche, somministrato 3 questionari: DQOL (qua- Torino lità di vita specifico per il DM1), HADS (hospital anxiety depres- sion scale) e EAT-26 (fare dieta, bulimia, controllo oralità).Obiettivi/ipotesi. Meccanismi epigenetici sembrano sempre Risultati. Le GC partecipavano alla stessa da 5,7 ± 3,0 anni, nonpiù coinvolti nella regolazione delle complicanze vascolari indot- differivano dalle APIT per età, scolarità, lavoro, durata malattia, abi-te dall’iperglicemia. I microRNA (miRNA), un nuovo gruppo di tudine all’alcol, fumo, attività fisica, utilizzo reflettometro, frequenzapiccoli RNA non codificanti, sembrano giocare un ruolo impor- ipoglicemie, dosaggio insulina. I due gruppi non differivano pertante regolando l’espressione genica a livello post-trascriziona- BMI, colesterolo totale e HDL, trigliceridi. La glicemia a digiuno erale. Dati emergenti indicano che i microRNA svolgono un ruolo inferiore nelle GC rispetto alle APIT (126,9 ± 76,1 vs 185,0 ± 70,7;significativo nella regolazione del metabolismo del glucosio e dei p < 0,004), così anche l’HbA1c (7,6 ± 0,8 vs 8,6 ± 1,7; p < 0,005).lipidi intervenendo nella secrezione dell’insulina. Inoltre, un alte- La DQOL, dove ad alto punteggio corrisponde una qualità di vitarato profilo sierico dell’espressione di alcuni miRNA sembra cor- negativa, era migliore nelle donne seguite con GC (74,8 ± 7,9 vsrelare con il danno vascolare nei pazienti diabetici. Sulla base di 87,8 ± 18,1; p < 0,001). Le donne seguite con GC avevano piùtali dati è stato oggetto di questo studio la valutazione del con- bassi livelli di depressione/ansia (5,0 ± 3,4 vs 10,2 ± 6,8;tributo dei miR-221/miR-222, mediatori della disfunzione endo- p < 0,001). Il punteggio dell’EAT26 peggiorava nelle sole donneteliale, nelle alterazioni vascolari indotte dall’iperglicemia. seguite mediante visite tradizionali (4,4 ± 3,9 vs 7,5 ± 6,4).Metodi. Gli studi funzionali sono stati effettuati utilizzando cellu- Conclusioni. I risultati di questo studio dimostrano che l’educa-le endoteliali mature umane (EC) e cellule progenitrici endotelia- zione strutturata fornita in modo continuativo e con adeguateli umane (EPC) sottoposte ad alto glucosio (HG) o ad albumina metodologie didattiche favorisce il miglioramento della qualità diglicata (AGE). La PCR quantitativa (QRT-PCR) è stata utilizzata vita nelle donne con diabete di tipo 1, mentre nelle donne segui-per analizzare l’espressione dei miR-221/miR-222 in queste te con visite tradizionali aumentano i livelli di ansia e depressio-condizioni sperimentali. Abbiamo inoltre applicato metodiche di ne e i disturbi del comportamento alimentare.gain- and loss-of-function per convalidare gli studi funzionali. Ilsaggio della luciferasi è stato inoltre utilizzato per identificare ibersagli dei miR-221/miR-222. La metodologia del gain of func-tion è stata applicata anche in vivo. Valore predittivo della glicemia postprandiale sugliRisultati. L’esposizione ad AGE risulta compromettere la forma- eventi cardiovascolari e sulla mortalità per tutte lezione di nuovi vasi in un saggio di angiogenesi in vivo. Lo studio cause nel diabete di tipo 2: lezione dal “San Luigiin vitro ha dimostrato che HG e AGE inducono arresto del ciclo Gonzaga Diabetes Study” nel follow-up 1995-2010cellulare in fase G0/G1 in cellule endoteliali. Tale evento risulta Valle M, Cavalot F, Pagliarino A, Di Martino L, Bonomo K,essere in relazione all’inibizione dell’espressione dei miR- Ceraolo E, Massucco P, Anfossi G, Trovati M221/miR-222 e al conseguente aumento dei livelli di proteinenote regolare negativamente il ciclo cellulare, quali p27Kip1 e SCDU di Medicina Interna 3 ad Indirizzo Metabolico, Facoltàp57Kip2. Mediante esperimenti di gain of function o saggi di atti- di Medicina e Chirurgia San Luigi Gonzaga, Dipartimento dività luciferasica abbiamo inoltre dimostrato che in effetti l’arresto Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università degli Studi didella crescita vascolare in condizione di iperglicemia è il risultato Torino, Ospedale San Luigi Gonzaga, Orbassano (Torino)di una regolazione a livello post-trascrizionale di p27Kip1 ep57Kip2, quali bersagli genici dei miR-221/miR-222. Espe- Introduzione. È controverso il ruolo della glicemia postprandia-rimenti di gain of function in vivo confermano questi dati. le nella predizione degli eventi cardiovascolari (CV) e della mor-Conclusioni/interpretazione. I risultati di questo studio dimo- talità nel diabete di tipo 2 (DMT2). Nel follow-up a cinque annistrano che l’inibizione della crescita vascolare indotta dall’ipergli- del “San Luigi Gonzaga Diabetes Study” abbiamo dimostratocemia è controllata dai miR-221/miR-222. Inoltre questi dati che la glicemia postprandiale predice gli eventi CV in modo indi-identificano in tali regolatori post-trascrizionali potenziali bersagli pendente nel DMT2 (Cavalot F et al. JCEM 2005).terapeutici. Scopo dello studio. Valutare se la glicemia postprandiale pre- dice gli eventi CV e la mortalità totale nel DMT2 in un follow-up di lunga durata. Valutazione della qualità di vita, ansia e depressione e Disegno dello studio. In 505 pazienti consecutivi affetti da dei disturbi del comportamento alimentare, in donne DMT2 abbiamo valutato nel 1995 i principali fattori di rischio CV
  3. 3. 58 Attività Diabetologica e Metabolica in Italiae 5 parametri del controllo glicemico (glicemia a digiuno, glice- Nelle CMLV di LZR la preincubazione con H2O2 riduce la fosfori-mia 2 ore dopo colazione, glicemia 2 ore dopo pranzo, glicemia lazione di Akt e ERK-1/2 indotta dall’8-Br-cGMP, mentre nelleprima di cena ed emoglobina glicata - HbA1c). Nel follow-up fino CMLV di OZR la preincubazione con i sopra descritti antiossi-al 2010 sono stati valutati i primi eventi CV e la mortalità per tutte danti – tutti in grado di ridurre le concentrazioni di anione supe-le cause. rossido – incrementa la fosforilazione delle molecole Akt e ERK-Risultati. Nei follow-up 1995-2010 sono stati osservati 172 1/2 indotta dall’8-Br-cGMP.eventi CV (34,1% della popolazione) e 147 decessi (29,1% della Conclusioni. Questo studio dimostra che lo stress ossidativopopolazione). Quando le sole variabili glicemiche sono state gioca un ruolo importante nelle relazioni tra insulino-resistenza evalutate consensualmente (modello 1), sono risultati predittori resistenza all’ossido nitrico, fortemente coinvolte nella patoge-mediante analisi di Cox: I) per gli eventi CV: glicemia 2 ore dopo nesi dell’aterosclerosi e dell’ipertensione arteriosa.pranzo (HR: 1,507, p = 0,010) e HbA1c (HR: 1,792, p = 0,002);II) per la mortalità totale: glicemia 2 ore dopo pranzo (HR: 1,885,p = 0,0001) e HbA1c (HR: 1,907, p = 0,002). Le variabili glicemi- Il calcolo dei carboidrati con calcolatore di boli (BC) inche significative nel modello 1 sono risultate predittori significa- bambini con diabete mellito di tipo 1 (T1DM) in terapiativi anche quando considerate consensualmente ai principali fat- insulinica multiniettiva (MDI)tori non glicemici di rischio CV (modello 2): I) per eventi CV: gli-cemia 2 ore dopo pranzo (HR: 1,452, p = 0,021) e HbA1c (HR: Rabbone I, Ignaccolo MG, Sacchetti C, Tuli G, Gioia E,1,732, p = 0,004); II) per mortalità totale: glicemia 2 ore dopo Sicignano S, Bertello MC, Di Gianni V, Cerutti Fpranzo (HR: 1,846, p = 0,001) e HbA1c (HR: 1,896, p = 0,004). SCDU Endocrinologia e Diabetologia, Dipartimento diConclusioni. Nel T2DM la glicemia postprandiale predice even- Scienze Pediatriche e dell’Adolescenza, Università di Torinoti CV e mortalità per tutte le cause in un follow-up di lunga dura-ta anche dopo correzione per l’emoglobina glicata e per i princi- Introduzione. L’educazione alimentare rappresenta un elemen-pali fattori non glicemici di rischio CV. to basilare nella terapia del DMT1. L’utilizzo del metodo del cal- colo dei carboidrati è tuttora poco diffuso tra i pazienti pediatri- ci in terapia insulinica multiniettiva (MDI). Obiettivo. Valutare i parametri clinico-metabolici in bambini affettiRiassunti - Poster da DMT1 in terapia MDI in relazione all’utilizzo del calcolo dei car- boidrati con l’ausilio di un calcolatore di boli (BC: Expert-Roche). Materiale e metodi. Quarantacinque soggetti affetti da DMT1 (26 M/19 F, età 12,2 ± 3 anni, durata di malattia 3,6 ± 2,2 anni), Ruolo dello stress ossidativo nella ridotta attivazione sono stati suddivisi in 3 gruppi omogenei e rivalutati dopo 3 e 6 del segnale intracellulare dell’ossido nitrico in cellule mesi: i soggetti dei gruppi A e B sono stati istruiti al calcolo dei muscolari lisce vascolari in condizioni di insulino-resi- carboidrati con e senza utilizzo di BC rispettivamente; i soggetti stenza del gruppo C, che già utilizzavano il calcolo dei carboidrati, hanno introdotto il BC. Dopo 3 mesi i soggetti del gruppo B Doronzo G, Viretto M, Russo I, Mattiello L, Di Martino L, hanno iniziato a utilizzare il BC. Sono stati analizzati i parametri Ceraolo E, Anfossi G, Trovati M clinici, HbA1c, indici di variabilità glicemica (glicemia media, deviazione standard - DS, high blood glucose index - HBGI, low SCDU di Medicina Interna 3 ad Indirizzo Metabolico, Facoltà blood glucose index - LBGI), ottenuti dall’elaborazione dei valo- di Medicina e Chirurgia San Luigi Gonzaga, Dipartimento di ri glicemici prima (T0), durante (T3) e al termine (T6) dello studio. Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università degli Studi di Torino, Ospedale San Luigi Gonzaga, Orbassano (Torino) Risultati. Sono emerse differenze statisticamente significative tra i gruppi A e B rispetto al C per quanto riguarda HbA1c, glice-Premesse. In cellule muscolari lisce vascolari (CMLV) di ratto mia media, DS, HBGI, LBGI al T0. Al termine dello studio (T6) siZucker magro insulino-sensibile (LZR), il pathway NO/cGMP atti- è osservato un miglioramento dei parametri metabolici nei grup-va molecole della via di PI3-K e di MAPK: questo effetto è ridot- pi A e B e non sono emerse differenze significative tra i 3 grup-to nelle CMLV di un modello animale di insulino-resistenza, il pi. Nei soggetti del gruppo B è stato evidenziato un migliora-ratto Zucker obeso (OZR), caratterizzate da un maggiore stress mento dei parametri metabolici dopo 3 mesi di utilizzo del cal-ossidativo. colo dei carboidrati e un ulteriore miglioramento di HbA1c, media,Scopo del lavoro. Valutare il ruolo dello stress ossidativo nella HBGI e LBGI 3 mesi dopo l’utilizzo del BC (T6).ridotta attivazione delle vie del segnale di PI3-K (Akt) e di MAPK Conclusioni. La modifica del dosaggio insulinico sulla base del(ERK 1/2) da parte del pathway NO/cGMP nei ratti OZR. calcolo dei carboidrati permette una riduzione dei valori di HbA1cMateriale e metodi. In CMLV di LZR e OZR sono state misu- e dei parametri di variabilità glicemica. Il BC rappresenta un utilerate a) le concentrazioni di anione superossido in presenza di ini- e pratico strumento per migliorare ulteriormente il compensobitori: I) della NADPH ossidasi (apocinina, 30 µM); II) del com- metabolico, utilizzando al meglio il calcolo dei carboidrati.plesso mitocondriale (rotenone, 10 µM) e degli antiossidantiamifostina (300 µM) e PEG-SOD (60 U/ml); b) sintesi (westernblot) e attività della superossido dismutasi (SOD); c) l’attivazione Resistenza all’aspirina: ruolo dello stress ossidativo(western blot) delle molecole del segnale Akt ed ERK-1/2 dopo Russo I, Frascaroli C, Mattiello L, Viretto M, Doronzo G, Diincubazione (2 h) con 8-Br-cGMP (500 µM) nelle seguenti con- Martino L, Ceraolo E, Trovati M, Anfossi Gdizioni: I) in CMLV di LZR, dopo preincubazione con H2O2 (0,5µM) per riprodurre lo stress ossidativo; II) in CMLV di OZR, dopo SCDU di Medicina Interna 3 ad Indirizzo Metabolico, Facoltàpreincubazione con i sopra descritti antiossidanti per ridurre lo di Medicina e Chirurgia San Luigi Gonzaga, Dipartimento distress ossidativo. Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università degli Studi diRisultati. L’espressione e l’attività della SOD sono minori in Torino, Ospedale San Luigi Gonzaga, Orbassano (Torino)CMLV di OZR, suggerendo che lo stress ossidativo sia in parteattribuibile a una ridotta inattivazione dell’anione superossido. Introduzione. Da nostri studi precedenti è stato osservato che
  4. 4. Congresso SID Sezione Piemonte e Valle d’Aosta 59l’alto glucosio-mediante lo stress ossidativo-riduce la sensibilità to ai controlli, inferiori BMI (–1,09; IC al 95%: –1,56/–0,62),piastrinica all’aspirina in vitro. HbA1c (–1,49; IC al 95%: –1,63/–1,34) e migliore qualità della vitaScopo dello studio. Valutare gli effetti in vitro dell’alto glucosio (–16,8; IC al 95%: –18,29/–15,25), tutti p < 0,001. Il costo tota-sulla sensibilità piastrinica all’aspirina in pazienti non diabetici in le per paziente/anno è stato di € 496,67 (IC al 95%:trattamento con aspirina. 468,79/524,54) per GC, e € 519,35 (IC al 95%: 488,61/550,09)Metodi. Sono stati studiati 56 pazienti (M/F 33/23; età: 64,5 ± per i controlli, p = ns. Nei dati sul costo del personale si rileva la0,82 anni) in terapia con 100 mg/die di aspirina per la presenza maggiore economicità a favore della GC. Al basale GC e con-di elevato rischio cardiovascolare. I pazienti sono stati suddivisi trolli presentavano uguale rischio cardiovascolare, mentre al ter-in sensibili e resistenti all’aspirina a seconda della risposta mine dello studio la previsione di eventi è significativamente infe-aggregante all’arachidonato di sodio (maximal aggregation, MA: riore nei primi.< 20% e > 20%, rispettivamente). Sono stati valutati: marcatori Conclusioni. Promuovendo adeguati stili di vita e una maggio-del controllo metabolico, marcatori di stress ossidativo in vivo e re aderenza alla terapia farmacologica, la GC rappresenta un’al-l’effetto dell’alto glucosio sull’aggregazione piastrinica indotta da ternativa costo-efficace all’approccio tradizionale individualeagonisti. nella gestione clinica ed educativa del DMT2.Risultati. I soggetti aspirino-resistenti sono risultati 7/56(12,5%) e, rispetto ai soggetti aspirino-sensibili, hanno presenta-to: aumentati livelli del marcatore di stress ossidativo in vivo 8- L’acido palmitico, mediante l’attivazione del comples-OHdG (84,8 ± 8,0 vs 31,29 ± 15,47 ng/ml, p < 0,01), maggiore so trascrizionale STAT5/PPARγ inibisce l’espansionerisposta aggregante a ADP (10 µmol/L) (MA: 100,3 ± 5,9 vs 67,7 delle EPC: potenziali implicazioni nella patologia± 4,8%, p < 0,015), epinefrina (5 µmol/L) (48,1 ± 6,9 vs 24,7 ± vascolare associata al diabete3,0, p < 0,007) e collagene (4 mg/L) (49,6 ± 2,5 vs 29,8 ± 3,8,p < 0,05). Solo in piastrine di soggetti aspirino-sensibili l’incuba- Trombetta A, Togliatto G, Rosso A, Olgasi C, Iavello A, Ubertizione con glucosio 25 mmol/L ha aumentato la risposta agli B, Castelli A, Mazzaglia F, Maldari P, Dentelli P, Brizzi MFagonisti, essendo la MA con glucosio 5 e 25 mmol/L rispettiva- Dipartimento di Medicina Interna, Università degli Studi dimente: 6,4 ± 0,5 vs 10,85 ± 0,5 (p < 0 0001) con NaA; 67,7 ± Torino4,8 vs 77,0 ± 4,7 (p < 0,005) con ADP; 24,7 ± 3,0 vs 28,0± 4,1 (p < 0,05) con epinefrina; 29,8 ± 3,8 vs 36,4 ± 4,8 È stato dimostrato che, in EPC (cellule progenitrici endoteliali)(p < 0,006) con collagene. sottoposte a stimoli angiogenici, l’attivazione di STAT5 condizio-Conclusioni. I soggetti non diabetici aspirino-resistenti presen- na la formazione dell’eterodimero trascrizionale STAT5/PPARγtano aumentato stress ossidativo e un’esaltata risposta aggre- responsabile dell’espressione di ciclina D1 e della proliferazionegante piastrinica agli agonisti. Solo nei soggetti aspirino-sensibili cellulare. Al contrario, in alcuni modelli sperimentali, l’attivazionel’esposizione ad alto glucosio incrementa la risposta aggregan- di PPARγ indotta dal ligando, riducendo l’espressione di STAT5te agli agonisti. I risultati di questo studio confermano il ruolo interferisce negativamente con la proliferazione cellulare. Glidello stress ossidativo nella resistenza all’aspirina. acidi grassi sono ligandi naturali del PPARγ e, nel diabete, la loro concentrazione plasmatica aumenta significativamente. In parti- colare, l’acido palmitico (PA) raggiunge valori pari a 3-5 volte Analisi economica e rischio cardiovascolare nel trial quelli fisiologici ed è, per tale ragione, considerato un marker lipi- clinico ROMEO: ripensare l’organizzazione per miglio- dico del diabete di tipo 2. Recentemente, è stato dimostrato che rare l’educazione e gli outcome il PA, mediante attivazione di diverse vie di segnale, risulta esse- Sicuro J1, Bondonio PV2, Cavallo F3, Charrier L3, Raballo M1, re citotossico per le EPC. Al fine di chiarire i meccanismi mole- Trevisan M1, Mazzaglia F1, Maldari P1, Passera P1, Porta M1, colari implicati in questo processo, lo studio ha valutato l’effetto Trento M1 del PA sulle EPC e sul ruolo svolto dal complesso trascrizionale STAT5/PPARγ. A tale scopo le EPC sono state trattate con con- 1 Laboratorio di Pedagogia Clinica, Dipartimento di Medicina centrazioni fisiologiche (100 mM) e diabetiche (300 mM) di PA. Interna; 2Dipartimento di Economia; 3Dipartimento di Salute Metodiche. La proliferazione cellulare è stata determinata Pubblica e Microbiologia, Università di Torino mediante valutazione del contenuto di PCNA al citofluorimetro. I livelli di espressione di (p)STAT5, PPARγ, ciclina D1 e p21WafIntroduzione. Lo studio ROMEO, trial clinico randomizzato sono stati valutati mediante real time PCR e western blot.controllato multicentrico, durato 4 anni, ha verificato gli effetti del L’attività trascrizionale di PPARγ è stata analizzata mediantetrattamento di gruppo e individuale su controllo metabolico, gene reporter luciferase assay e ChIP. La formazione del com-qualità di vita e condotte di salute nei pazienti con diabete mel- plesso STAT5/PPARγ è stata determinata mediante coimmuno-lito di tipo 2 (DMT2). Lo studio ha dimostrato che la Group Care precipitazione. L’identificazione dei siti di legame sui promotori(GC) aiuta a migliorare questi outcome. dei geni di ciclina D1 e p21Waf è stata condotta mediante analisiScopo del lavoro. Verificare se la GC rappresenti un’alternati- bioinformatica e il legame del complesso trascrizionale è statova costo-efficace al tradizionale approccio individuale. determinato mediante ChIP.Pazienti e metodi. I dati sono riferiti a 581 pazienti (315 segui- I risultati ottenuti dimostrano quanto segue:ti mediante GC e 266 controlli, trattatati individualmente), prove- 1) contrariamente al PA 100 mM, il PA 300 mM induce inibizio-nienti da 11 servizi diabetologici, che hanno completato lo stu- ne della proliferazione cellulare associata a riduzione dell’e-dio. Sono stati calcolati i seguenti costi diretti (normalizzati in spressione di ciclina D1 e aumento di p21Waf;€ 2007): formazione del personale, farmaci, lavoro del persona- 2) l’arresto del ciclo cellulare indotto dal PA 300 mM dipendele, diagnostica, utilizzo della struttura sanitaria, costi di traspor- dall’attivazione di PPARγ che regola negativamente l’espres-to dei pazienti. Infine, con l’obiettivo di verificare l’impatto di pos- sione della proteina STAT5 e della sua forma attivatasibili futuri costi delle complicanze (nei successivi 10 anni), è (pSTAT5);stato calcolato, al basale e al termine dello studio, il rischio car- 3) nelle regioni promotore dei geni di ciclina D1e di p21Waf sonodiovascolare nei GC e nei controlli, applicando le formule presenti siti di legame per il complesso trascrizionaleFramingham, Ukpds e Cuore. STAT5/PPARγ;Risultati. Al termine dello studio i GC avevano ottenuto, rispet- 4) l’eterodimero STAT5/PPARγ è espresso sia nelle EPC tratta-
  5. 5. 60 Attività Diabetologica e Metabolica in Italia te con PA 100 mM (cellule proliferanti) sia in quelle trattate te, hanno portato a migliore aderenza terapeutica e a un nume- con PA 300 mM (cellule non proliferanti), ma nelle prime è ro minore di interruzione di terapia (drop out) con CSII. presente sul promotore di ciclina D1, mentre nelle seconde Materiale e metodi. Sono state valutate retrospettivamente su quello di p21Waf; le cartelle di 131 pazienti in età pediatrica affetti da diabete5) l’attività trascrizionale dell’eterodimero STAT5/PPARγ è mellito di tipo 1 (DMT1) seguiti presso la SCDU di modulata dal contenuto relativo intracellulare di pSTAT5. Endocrinologia e Diabetologia del Dipartimento di ScienzeLa rilevanza biologica di questi risultati è stata convalidata dalla Pediatriche; a questi pazienti era stato applicato il microinfuso-dimostrazione che le EPC isolate da soggetti diabetici esprimo- re nel periodo compreso fra il gennaio 2001 e il dicembreno bassi livelli di STAT5 e iperesprimono p21Waf e l’eterodimero 2010. I pazienti sono stati suddivisi in 2 gruppi a seconda delSTAT5/PPARγ è legato stabilmente al suo promotore. periodo in cui avevano iniziato la terapia con CSII: gruppo A diI risultati ottenuti da questo studio, oltre a fornire ulteriori prove 57 bambini e adolescenti (32 M/25 F, età media di inizio tera-sulla rilevanza biologica di STAT5 come modulatore dell’attività pia 11,48 ± 4 anni) che avevano iniziato la terapia con CSII nelfunzionale delle cellule vascolari, apportano nuovi elementi periodo compreso fra gennaio 2001 e dicembre 2005; gruppoconoscitivi sui meccanismi molecolari responsabili del danno B costituito da 74 pazienti (40 M/34 F, età media di inizio 9,7vascolare associato alla presenza di elevate concentrazioni di PA ± 5,5 anni) che erano stati sottoposti a terapia con microin-nel plasma. fusore nel periodo fra gennaio 2006 e dicembre 2010. L’applicazione del microinfusore avveniva in regime di ricovero previa adeguata istruzione da parte di personale specializzato. Interruzione della terapia con microinfusore (drop-out) Il follow-up era caratterizzato da visite ogni 2 mesi (esame in una popolazione pediatrica affetta da diabete di tipo 1 obiettivo, dosaggio HbA1c, eventuali correzioni delle velocità basali e dei boli prandiali di insulina), day-hospital annuale per Tuli G, Di Gianni V, Gioia E, Sicignano S, Ignaccolo MG, valutazione generale e costante contatto via internet (scarico Bertello C, Cerutti F, Rabbone I dati/e-mail) tra genitori e operatori sanitari. SCDU Endocrinologia e Diabetologia, Dipartimento di Risultati. Nella nostra casistica si sono verificati 18/131 drop- Scienze Pediatriche e dell’Adolescenza, Università di Torino out (14%) dalla terapia con CSII, di cui 12 (21%) del gruppo A e 6 (8%) del gruppo B. Non sono state evidenziate differenzeIntroduzione. La terapia con microinfusore (CSII) è una moda- significative nell’ambito dei singoli gruppi e fra i gruppi stessi perlità terapeutica efficace, ben tollerata, sicura anche in età pedia- quanto attiene sesso, BMI, dosi giornaliere di insulina, malattietrica. Dopo il 2006 sono state pubblicate raccomandazioni da associate, complicanze e stadio puberale, mentre l’età di appli-parte di società scientifiche internazionali (ISPAD, ESPE, cazione della pompa risultava essere significativamente inferioreLWPES, EASD, ADA), nonché linee guida italiane adattate alla nel gruppo B. La durata di malattia e i valori di HbA1c sono risul-realtà nazionale, per quanto attiene le corrette indicazioni, requi- tati significativamente maggiori nei pazienti che avevano sospe-siti e soprattutto la giusta selezione dei pazienti candidati alla so la terapia rispetto a quelli che continuavano.terapia con CSII. Lo scopo del nostro studio è stato quello di Conclusione. Criteri di selezione più adeguati che comprenda-valutare se i nuovi criteri di selezione introdotti dalle linee guida no non solo i parametri metabolici, ma soprattutto la motivazio-internazionali e nazionali, che valutano non solo i parametri ne dei pazienti anche in età precoce e dei loro familiari, compor-metabolici, ma anche la motivazione della famiglia e del pazien- tano migliore compenso metabolico e minori casi di drop-out.

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