Web2.0 e Conoscenza
by Prof Pauletto on Jan 27, 2007
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tutti le situazioni vengono elaborati dal cervello, che si tratti di internet o del tempo - non importa. 1 year ago Reply
e quindi credo che l'unica cosa fissa, oggi, sia proprio il cambiamento. quantomeno degli strumenti, delle metodologie, dei contenuti stessi
il che è un bel cambio paradigmatico rispetto a una società, come quella novecentesca, in cui invece si tendeva a ragionare in termini di 'progresso' lineare, tendendo quindi all'adeguamento rispetto a uno statu quo
ragionare, lavorare e sviluppare nell'ottica del cambiamento richiede quindi un approccio specifico. il problema non è 'quale sarà LO strumento migliore', bensì 'quali sono gli strumenti più efficaci adesso', sulla base di economicità e versatilità
poi si cresce man mano, in ottica 'perpetual beta'. e lo stesso vale per contenuti e conoscenza. bisogna creare piattaforme open su cui offrire dei temi, perché le persone possano condividere e, in prospettiva, arricchire la propria esperienza
my two cents, come si suol dire :) 4 years ago Reply
Il digital divide di solito è inteso come un problema tecnico, ma secondo è un problema prima di tutto culturale. Nel mondo del lavoro quando si chiede alle persone di proporre idee spesso semplicemente non ne hanno perchè nessuno ha mai chiesto loro di averne. Non basta lavorare con un pc per essere lavoratori della conoscenza: spesso si tratta di eseguire procedure standardizzate piuttosto banali. Quando poi scoprono che è possibile anche per loro regionare e proporee (in rete e fuori) è una scoperta che entusiasma e spaventa insieme... ben venga allora il web 2.0 !! 5 years ago Reply
Un'altra opinione: ammazza Solstizio, le vecchie generazioni hanno fatto praticamente tutto! (costruito l'arca, messo i contenuti...). Non credo che le giovani generazoni si accontenteranno di fare solo una 'combinatoria creativa'. Anche sulla costruzione del 'noi' tramite la sola fitta rete di comunciazioni digitali avrei qualche dubbio. Cioè, non credo che la costruzione di una cultura condivisa funzioni in questo modo...
Scusate, stamattina sono dubbioso 5 years ago Reply
Solo l'abbattimento delle Tassonomie che sono AUTORITARIE potrà permettere di linkare, catalogare, aggregare conoscenze DEMOCRATICHE! 5 years ago Reply
“Il futuro del web passa dal telefonino… non saranno i Pc ma i cellulari ad assicurare il futuro di internet…”
Vinton Cerf, uno dei padri fondatori di Internet
da slide Workshop Innovazione a Scuola 5 years ago Reply
animatori ,gateway, artisti della comunicazione, delle relazioni e delle esperienze 5 years ago Reply
La comunicazione è fatta di oggetti vuoti, che vanno riempiti con la consapevolezza di essere Abitanti sia fisici sia digitali di una certa estensione territoriale, di cui aver cura in quanto ambiente di vita e di crescita per le nuove generazioni.
Le collettività coinvolte possono così specchiarsi nel loro stesso produrre comunicazione, acquisire un'immagine di sé più vera in quanto composta dal contributo di tutti quelli che vogliono partecipare al dialogo collettivo, senza mediazioni da parte di proprietari di mezzi di comunicazioni di massa.
Della parola glocale, stabilità la fattibilità tecnica della connessione globale e della possibilità di accedere ad informazioni planetarie, va rivalutato il lato 'locale', quale luogo territoriale del vivere umano, in direzione di un Ben-stare che è applicazione concreta di un astratto benessere. 5 years ago Reply