Giovani fotoreporter

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Ebook del progetto "Giovani fotoreporter" realizzato da studenti delle classi II del Liceo "Giovanni Pico" di Mirandola.
Docenti Marina Marchi, Emanuela Zibordi

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Giovani fotoreporter

  1. 1. 1
  2. 2. GIOVANI FOTOREPORTERClassi seconde Liceo “G.Pico”Progetto giornalismoA.S. 2012-13iisgluosi Edizioni2
  3. 3. Giovani fotoreporterby: Davide Bagnolati, Miriam Gavioli, Caterina Golinelli, Gregorio Golinelli, Adelaide Iaccarino, Grace AttaMensah, Riccardo Palmesi, Melany Prandini, Silvia Rubizzani, Giorgia Salati, Alessia Tartamella, NishaThakur, Federica Zavatta, Veronica ZoniA cura della Prof.ssa Marina MarchiI edizione, maggio 2013Copyleft licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0 ITRealizzazione a cura di iisgluosi Edizionivia 29 Maggio, Mirandola, MOhttp://www.iisgluosi.com/ebook by http://www.emanuelazibordi.it/copertina di Riccardo Palmesi e Federica Zavatta3
  4. 4. IntroduzioneDa alcuni anni il Liceo Giovanni Pico di Mirandola (Mo) ha attivato un laboratorio digiornalismo nelle ore curriculari per le classi del biennio.Negli anni passati, il percorso è iniziato attraverso la storia del giornalismo, la nascitadei quotidiani e la struttura dei giornali.Dal punto di vista operativo, i ragazzi hanno affrontato l’articolo di cronaca e l’intervistacon le relative tecniche di scrittura, nonché la titolazione.L’attività è sempre stata affiancata dall’iniziativa de “Il quotidiano in classe” promossadall’Osservatorio permanente dei Giovani Editori, che consente di portare in classe alcunedelle testate nazionali più diffuse.Nel corso del corrente anno scolastico (2012-2013), si è pensato invece di puntarel’attenzione sull’uso dell’immagine nei quotidiani e nelle riviste, immagine intesa sia comedocumento e testimonianza del presente, sia come pubblicità.Pertanto il percorso è partito dalla conoscenza delle principali tecniche fotografiche, perla realizzazione di fotografie di paesaggi, ritratti, figure ambientate e oggetti.Gli studenti, sotto la guida esperta del fotografo Gianni Rossi, hanno messo alla provale loro abilità e hanno sviluppato competenze artistiche. Studiare l’inquadratura giusta, laluce, il punto di vista ha contribuito alla nascita di un senso critico di analisi della realtà eattraverso queste tecniche gli alunni hanno acquisito una maggiore sensibilitàall’osservazione.L’ultimo capitolo presenta le migliori fotografie scattate dai ragazzi, che, comefotoreporter, si sono addentrati nelle vie dei moduli abitativi costruiti vicino alle scuole,dopo il terremoto del 2012, per catturare attimi di vita, sguardi, persone.Questo ebook è la testimonianza del percorso svolto in classe e dell’autonomia ecompetenza raggiunta dai ragazzi in campo fotografico.Si tratta di una raccolta delle migliori fotografie di ciascun alunno, corredate di un titoloesplicativo o suggestivo.La realizzazione dell’ebook è stata poi resa possibile grazie al contributo e al lavorodella prof.ssa Emanuela Zibordi.Prof.ssa Marina Marchi4
  5. 5. Capitolo 1 - Il paesaggioI paesaggi sono di consueto il primo tema che si affronta nel fare fotografia perché:• sono lì, non si muovono!• Si ha tutto il tempo di riflettere con calma e studiare lo scatto.Alcuni degli errori più comuni nel fare una fotografia al paesaggio sono:• quello di lasciare troppi spazi vuoti all’interno del fotogramma;• non tenere conto delle linee geometriche sia del soggetto che, più spesso, dellosfondo.Un ottimo esercizio per evitare questi inconvenienti sarebbe quello di fare pratica sullaregola dei terzi e sulla regola della diagonale. La regola dei terzi divide il fotogramma innove rettangolini, tre sezioni per la base e tre sezioni per l’altezza. Bisogna cercare didividere in piani l’immagine, ogni piano ne occuperà appunto un terzo; occorre tenerpresente che si avranno a disposizione nove sottospazi in cui posizionare liberamente glielementi compositivi dell’immagine.La regola della diagonale segue lo stesso principio, ma divide il fotogramma in duetriangoli, uno sopra e l’altro sotto la diagonale.Basta guardare un qualsiasi paesaggio per riconoscere immediatamente quali elementisi riferiscono al primo piano, quali al secondo e quali allo sfondo; proprio abituandosi afare questo esercizio si allena l’occhio a creare inquadrature. Sarà così facile trasporrequesta tecnica da un soggetto statico come il paesaggio, a soggetti dinamici che in unamanciata di secondi vi lasciano appena il tempo di imbracciare la macchina, esporre escattare.5
  6. 6. Riccardo Palmesi - Ad alta quota6
  7. 7. Silvia Rubizzani - Cielo in terra7
  8. 8. Riccardo Palmesi – Selva oscura8
  9. 9. Silvia Rubizzani – Un tramonto di ombre9
  10. 10. Capitolo 2 - Ritratto fotograficoPer realizzare un buon ritratto è necessario che il soggetto guardi in una determinatadirezione, bisogna decentrarlo e lasciare spazio intorno, in maniera da enfatizzare il gestoe dare profondità al suo sguardo. Solo così si riuscirà a renderete partecipe chi guarda lafotografia.L’inquadratura usata nel ritratto va curata a dovere: se non c’è la necessità dicontestualizzare l’ambiente, è preferibile che il soggetto riempia il fotogramma lasciandopochi spazi vuoti.Dovranno avere un’attenzione particolare i fotografi di alta statura, perché sarannocostretti ad abbassarsi per fotografare le persone, soprattutto quelle più basse di loro,altrimenti si rischierà di farli sembrare più minuti di quello che sono..Bisogna sempre tenere la messa a fuoco sugli occhi, che devono diventare il polod’attrazione dello sguardo di chi osserva la foto.Nelle riprese a mezzo busto si deve rispettate la regola dei terzi ed inserite la testa delsoggetto in alto e a lato; porla al centro della foto infatti contribuirebbe a lasciare vuotometà fotogramma e non darebbe forza al soggetto.10
  11. 11. Alessia Tartamella - Cercasi stimolo11
  12. 12. Miriam Gavioli – Pretty woman12
  13. 13. Caterina Golinelli – Baby Gangster13
  14. 14. Riccardo Palmesi – Gatto sotto copertura14
  15. 15. Silvia Rubizzani – Uno sguardo più in là15
  16. 16. Capitolo 3 - Figura ambientataLa figura ambientata consiste nel riprendere una figura umana, inserita però all’internodi un paesaggio.La figura e ciò che la circonda diventano elementi inscindibili nel racconto dell’ immagine.Gli elementi organizzativi sono: la luce, lo sfondo, lobbiettivo e il soggetto.Analizziamo meglio la luce, che viene usata per creare alcuni effetti:1. La luce dietro limmagine crea leffetto silhouette.2. Si può avere anche la luce frontale.3. La luce diffusa è la più adatta per il ritratto.Le fotografie realizzate negli ambienti interni hanno meno luce rispetto a quelle fatteall’esterno; bisogna perciò regolare la luce delle macchine fotografiche, ovvero gli ISO,cioè la sensibilità del sensore. Più si aumentano gli ISO, più la fotografia potrebbe avereun effetto sgranato.Oltre agli ISO, molto importante è lesposizione, che consiste nell’apertura deldiaframma, il quale può rimanere aperto per un determinato periodo di tempo: 1/15secondi; 1/30 secondi; 1/60; 1/80 secondi...a seconda della luce presente nellambiente.Il punto di ripresa dipende da quale aspetto della persona si vuole esaltare.Quello che non si deve fare è inquadrare troppo dall’alto sopratutto i bambini.Nella figura ambientata l’altezza del punto di ripresa dipende da come si vuolerapportare l’osservatore con il soggetto.Una fotografia con il soggetto al centro è statica, perché vi manca un “punto di forza”.Decentrando il soggetto, si rende la fotografia più dinamica.Per posizionare la figura e le parti interessanti della scena, si usa, di solito, la regola deiterzi, per creare equilibrio.16
  17. 17. Veronica Zoni - Piccoli ingegneri crescono17
  18. 18. Veronica Zoni - La macedonia della nonna18
  19. 19. Federica Zavatta - Lo sguardo sull’autunno19
  20. 20. Gregorio Golinelli - Matematica time20
  21. 21. Miriam Gavioli - Lo studio continua...21
  22. 22. Miriam Gavioli - Le prime pedalate verso il futuro22
  23. 23. Nisha Thakur - Sorriso splendente23
  24. 24. Capitolo 4 - Gli oggettiE proprio la scelta della coppia tempo-diaframma che trasforma una foto da leggibilead interessante. Riprendendo brevemente quanto detto riguardo ai tempi di scatto si puòaffermare che a 100 ISO, i tempi di sicurezza sono più brevi di 1/60; ciò consente diottenere foto nitide nelle riprese di paesaggio, natura morta e ritratto.DiaframmiIl secondo parametro a disposizione del fotografo sono i diaframmi, che sonoparagonati ad un rubinetto: diaframmi aperti lasciano passare tanta luce, diaframmi chiusine lasciano passare poca. La loro funzione principale è regolare la profondità di campo,ovvero lampiezza della zona nitida davanti e dietro il piano di messa a fuoco.Utilizzando un diaframma aperto sarà maggiore la luce che potrà passare e, diconseguenza, per esporre correttamente, si userà un tempo breve; questo fa sì che solo ilpiano di messa a fuoco sarà impressionato in modo nitido, mentre gli altri piani nonavranno il tempo di fissarsi sul sensore e definire tutti i dettagli, creando un effettosfuocato.Utilizzando un diaframma chiuso, il foro fa passare meno luce: per esporrecorrettamente bisognerà perciò usare tempi più lunghi. A questo punto, sia il piano dimessa a fuoco che i piani limitrofi avranno il tempo di impressionare il sensore,arricchendolo dei dettagli che li caratterizzano, il campo di nitidezza aumenta, si dice chediventa più profondo.24
  25. 25. Veronica Zoni - Fiori daprile25
  26. 26. Melany Prandini - 7000 caffè26
  27. 27. Gregorio Golinelli - La rosa dei venti27
  28. 28. Miriam Gavioli - La vita dal nulla28
  29. 29. Silvia Rubizzani - L’amore tra le righe29
  30. 30. Riccardo Palmesi - M’illumino d’immenso30
  31. 31. Capitolo 5 - Post terremotoNei mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo la classe di giornalismo del Liceo Pico diMirandola, guidati dalla Prof.ssa Marina Marchi, ha partecipato a un corso di fotografiatenuto dal Dott. Gianni Rossi.I ragazzi perciò hanno avuto modo di imparare alcune tecniche fondamentali perfotografare persone, paesaggi, oggetti ed edifici, secondo le indicazioni ricevute.Dopo un rapido corso e alcune dritte, gli studenti sono stati messi alla prova comeFotoreporter.A Marzo infatti questo gruppo di neo-fotografi si è addentrato nellarea dei moduliabitativi, siti vicino alle nostre scuole, costruiti temporaneamente in seguito ai catastroficieventi del 20 e 29 Maggio 2012, che hanno colpito la provincia di Modena.Hanno vagato per le vie di questo villaggio post terremoto, per documentare lo stato deilavoro di ripresa e di ricostruzione, per rubare attimi di vita, per riprendere e interpretare, amodo loro, la situazione allinterno di essi, i volti, le persone, gli oggetti.Tra queste fotografie ci sono anche immagini riguardanti la nostra scuola, chemostrano la speranza degli studenti di una nuova crescita e di un futuro migliore.Si è preferito raccogliere questi scatti nella parte finale dell’ ebook, per testimoniare lacrescita e la consapevolezza raggiunta dai ragazzi a livello fotografico e contribuire alladiffusione delle informazioni circa la situazione a Mirandola dopo il terremoto.31
  32. 32. Caterina Golinelli - Cresceremo insieme32
  33. 33. Caterina Golinelli – Una scuola in gabbia33
  34. 34. Federica Zavatta - Infanzia segnata34
  35. 35. Federica Zavatta – La vita continua35
  36. 36. Giorgia Salati – Ci scusiamo per il disagio36
  37. 37. Grace Atta Mensah – Work in progress37
  38. 38. Grace Atta Mensah - Aspettando casa38
  39. 39. Gregorio Golinelli – I panni sporchi si lavano in famiglia39
  40. 40. Gregorio Golinelli – Terrae motus40
  41. 41. Marilisa Manicardi – Plasmando il domani41
  42. 42. Miriam Gavioli – Squarci di ricordi42
  43. 43. Riccardo Palmesi – Deserto Desolazione Distacco43
  44. 44. Riccardo Palmesi – Ice on Paradise44
  45. 45. Considerazioni finaliPer le conclusioni, si è preferito dare voce ai ragazzi, affinché esprimessero un pareresul laboratorio di giornalismo, quest’anno dedicato all’immagine, sia dal punto di vistacreativo sia nel suo utilizzo all’interno dei quotidiani e delle riviste.“L’attività di giornalismo svolta quest’anno è stata a mio parere molto stimolante. Illaboratorio più interessante è stato quello di fotografia, tenuto da Gianni Rossi, espertofotografo. Abbiamo imparato nuove tecniche per scattare fotografie e descriverle.Interessante è stata anche la parte relativa alla pubblicità” ( Miriam Gavioli)“Questo laboratorio è stato essenziale per farmi capire che il giornalista è più di unnome scritto alla fine di un articolo. E’ anche un artista” (Caterina Golinelli)“L’attività mi è piaciuta, perché oltre ad essere stata molto interessante, siamo riuscitiad imparare molte cose nuove.” (Veronica Zoni)“Sì, l’attività è piaciuta anche a me, perché ho avuto l’occasione di imparare cosenuove e di migliorare le mie conoscenze fotografiche” (Nisha Thakur)“L’attività ha suscitato grande interesse , perché è un laboratorio dove si svolgonoesperienze diverse dal solito e si ampliano le nostre competenze” (Giorgia Salati)“Ho imparato ad usare gli strumenti scolastici in modo alternativo. Ho potuto ancheconoscere aspetti diversi del giornalismo, come le fotografie e la pubblicità, che hannoreso il lavoro meno noioso” (Grace Atta Mensah)“L’attività mi è piaciuta molto perché è servita ad imparare cose nuove ed è stataaffrontata in modo divertente, dando anche a noi studenti la possibilità di mettere inpratica ciò che abbiamo appreso” (Melany Prandini)“Il corso di giornalismo di quest’anno penso sia stata una vera esperienza, piena dibei momenti, partecipazione ad eventi e realizzazione di tanti prodotti” (RiccardoPalmesi)45

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