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Società Di Massa E Industria Culturale Ver 4.2 Teorie Marcobinotto

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Società Di Massa E Industria Culturale   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto Società Di Massa E Industria Culturale Ver 4.2 Teorie Marcobinotto Presentation Transcript

  • Società di massa e industria culturale
  • Sommario Società di massa e industria culturale
    • L’approccio storico
    • I grandi contesti storici
    • Tracce e origini di un privilegio
    • L’industria culturale
  • Società di massa e industria culturale Un approccio storico
  • Teorie dei media Qual è l’oggetto delle teorie delle comunicazioni di massa?
    • Occorre aggiungere la presenza di un’oscillazione – abbastanza costante nelle teorie dei media – che riguarda l’oggetto stesso delle teorie. A volte esso è costituito dai mezzi di comunicazione di massa , in altri casi invece , dalla cultura di massa.
    M. Wolf, Teorie delle comunicazioni di massa , Bompiani, Milano 1985, p. 16.
  • La comunicazione di massa Qual è il punto di vista delle teorie dei media?
    • Esistono due principali differenze di prospettiva in rapporto a mass media e società.
    • Una di queste separa gli approcci «media-centrici» da quelli «sociocentrici». Se il primo riconosce un’autonomia e un’influenza molto forti alla comunicazione e si concentra sulla sfera di attività propria dei media, per il secondo i media sono un riflesso delle forze politiche ed economiche.
    D. McQuali, Sociologia dei media (tit. or. Theory of mass communication. An introdution) , Il Mulino, Bologna 2007, p. 21.
  • Riassumendo
    • Se due sono gli oggetti delle teorie due saranno gli approcci che seguiremo:
        • Lo studio della cultura di massa
        • Lo studio dei mezzi di comunicazione di massa
    • Approccio storico. Società di massa e industria culturale
    • Approccio mediologico. Le tecnologie come forme culturali
  • L’approccio storico «L’eredità nascosta»
    • Parallelamente alla ricerca amministrativa si sviluppa un altro filone di ricerca che, partendo da Simmel attraversa la Scuola di Chicago e giunge fino ai cultural studies britannici [...]. Si tratta di un percorso che è stato riscoperto solo da pochi anni, nascosto – quasi clandestino – rispetto al grande successo della communication research statunitense e della ricerca amministrativa.
    M. Sorice, Le comunicazioni di massa. Storia, teorie, tecniche , Editori Riuniti, Roma 2000, p.36.
  • L’approccio storico «L’eredità nascosta» di Georg Simmel
    • Nato a Berlino, il 1 marzo 1858 e morto a Strasburgo il 28 settembre 1918
    • Si occupa di filosofia e sociologia. In particolare di
        • Metropoli
        • Differenziazione sociale (la totalità non può essere colta, divisione del lavoro)
        • Filosofia del denaro (scambio, relazione, interazione)
    • Dallo studio della vita metropolitana si ispira una vera e propria «sociologia della vita quotidiana».
    • Opere principali:
        • 1890 La differenziazione sociale
        • 1892 Il problema della filosofia nella storia
        • 1900 Filosofia del denaro
        • 1908 Sociologia
        • 1918 Il conflitto della cultura moderna
    M. Sorice, Le comunicazioni di massa. Storia, teorie, tecniche ,Editori Riuniti, Roma 2000, p.36.
  • Società di massa e industria culturale I grandi contesti storici
  • La società Quando nascono le teorie sulla comunicazione di massa? Frères Lumière, Arrivée d'un train à la Ciotat, 1895.
  • La società Quando nascono le teorie sulla comunicazione di massa?
    • La nascita della modernità
    • La nascita della società di massa
    • L’avvento dell’industria culturale
    • La comparsa dei mezzi di comunicazione elettrici
    F. Boni, Teorie dei media , Il Mulino, Bologna 2006, p. 42.
  • La società 1. La nascita della modernità
    • Tra Ottocento e Novecento si verificano alcuni tra i cambiamenti più straordinari e affascinanti per la cultura occidentale, che porteranno a quella che viene definita la «società moderna». Già a metà dell’Ottocento è possibile scorgere i primi fenomeni che porteranno a questo mutamento, fenomeni che sono identificabili con gli effetti della Rivoluzione industriale.
    F. Boni, Teorie dei media , Il Mulino, Bologna 2006, p. 43, grassetto nel testo.
  • La società 1. La nascita della modernità
    • Emerge il «sistema-fabbrica»
    • La popolazione si concentra dagli ambienti rurali alle città
    • Cresce l’urbanizzazione
    F. Boni, Teorie dei media , Il Mulino, Bologna 2006, p. 43. Paul Klee, Angelus Novus 1920.
  • La società 2. La nascita della società di massa
      • Si formano «inedite masse umane»:
    • Folle metropolitane
    • Pubblico di massa
    • Masse operaie
    • Masse “politiche”
  • La società 3. L’avvento dell’industria culturale
    • Diffusione dei mezzi di informazione
    • Riproducibilità dell’arte (fotografia, collezionismo, illustrazione, etc.)
    • Industria cinematografica
    • “ Estetizzazione della merce”
  • La società 4. La comparsa dei mezzi di comunicazione elettrici
    • Nasce il telegrafo elettrico (1837)
    • Invenzione del telefono (1857-1871)
    • Edison inventa la lampadina elettrica (1878)
    • Comunicazione radio (Marconi 1896)
  • Società di massa e industria culturale Tracce e origini di un privilegio
  • L’industria culturale Tracce e origini di un privilegio
    • di Alberto Abruzzese e Davide Borrelli
      • «Una storia che non è soltanto storia di una industria: non è pura e semplice storia di apparati o di prodotti della società industriale. L'industria culturale è la complessa vicenda di continue sintesi e fratture tra lavoro e intrattenimento, tra produzione e consumo. Questo libro racconta la straordinaria avventura della "macchina" dell'immaginario collettivo e individuale, dalle sue più lontane origini ad oggi, attraverso i passaggi fondamentali dello sviluppo industriale. Dal mito e dal teatro classico al significato del collezionismo, dall'avvento del consumo letterario di massa al nesso spettacolo-metropoli, per arrivare al sistema televisivo e ai new media, Alberto Abruzzese e Davide Borrelli disegnano un quadro di quello straordinario intreccio di linguaggi che l'Occidente ha realizzato nelle forme della cultura di massa.»
    Carocci, 1° ed. 2000 – 6° Ristampa 2006; pp. 272 € 21,50 ISBN 9788843018420
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio
    • «Due concetti chiave nell’interpretazione dei fenomeni di modernizzazione»:
      • Mondanizzazione
      • Secolarizzazione
    • «Trasformazione definitiva dei sistemi di vita tradizionali in società complesse»
      • «Lungo periodo»
      • In opposizione ai valori premoderni
        • Del sacro
        • Delle forme “chiuse”, gerarchiche ed ereditarie del potere.
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 53.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio
    • «Due concetti chiave nell’interpretazione dei fenomeni di modernizzazione»:
      • Mondanizzazione
        • «TS filos., interpretazione e riduzione di un ente ideale esclusivamente all’ambito della realtà fenomenica e storica» (Dizionario DeMauro-Paravia)
        • Inizia nel XII sec.
          • Con la «legitimazione del desiderio e dell’amore profano»
        • «La passione mondana accende lo splendore degli oggetti»
          • «Potente impulso» allo sviluppo del lusso
      • Secolarizzazione
    Alberto Abruzzese, Davide Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 53.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: mondanizzazione Trinità affrescata, Masaccio, 1426-28.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: mondanizzazione
    • La trinità rappresenta entro uno spazio architettonico governato dalle leggi della prospettiva tre piani visivi: vicino all’osservatore il gruppo dei mortali, in uno spazio intermedio i santi, sullo sfondo il Cristo e Dio Padre. La composizione appare davvero rivoluzionaria se si pensa che per la prima volta uomini contemporanei di Masaccio erano raffigurati in soggetti sacri e per giunta in primo piano.
    Alberto Abruzzese, Davide Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 53.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: mondanizzazione Cappella Brancacci della Chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze, Masaccio, 1425.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: mondanizzazione
    • [...] i personaggi vengono dipinti come uomini in carne ed ossa che agiscono nel mondo, e non come significanti del testo nella storia sacra.
    • L’arte sacra – gli affreschi delle chiese e la loro funzione narrativa e illustrativa di tipo comunitario – è dunque il luogo in cui sin dal Quattrocento i processi di mondanizzazione si fanno manifesti e anticipano i grandi fenomeni di modernizzazione del Settecento e dell’Ottocento.
    Alberto Abruzzese, Davide Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 55-56.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio
    • «Due concetti chiave nell’interpretazione dei fenomeni di modernizzazione»:
      • Mondanizzazione
      • Secolarizzazione
    • Connessi
      • all’espansione del (valore simbolico del)le merci
      • all’indebolirsi del senso ultraterreno del mondo
        • L’individuo cerca nella vita quotidiana e nel mondo sensibile i surrogati della religione
    Alberto Abruzzese, Davide Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 53.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio
    • Dispositivi verso «l’universo ottocentesco delle merci»
      • Mercati e fiere
      • Collezionismo
      • La festa (pagana)
        • Carnevale
        • Festa rivoluzionaria
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 54-63.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: morte dell’arte
    • Tre grandi epoche della storia dell’arte:
      • Arte simbolica
        • L’idea è ancora astratta, la forma non è capace di rappresentarla (es. egizia)
      • Arte classica
        • La forma è «espressione immediata» dell’idea (es. staturia attica)
      • Arte romantica
        • L’idea è concepita come «interiorità autocosciente» quindi la forma è indifferente e “degradata”
    • Conseguenza: «La morte dell’arte» (Hegel)
      • Tramonta «l’arte come rappresentazione della verità universale dell’idea> e rinasce come «comunicazione mondana» e «linguaggio sociale»
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 83-84.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: morte dell’arte Raoul Hausmann (Austrian, 1886–1971), Mechanischer Kopf (Der Geist unserer Zeit) (Mechanical Head [The Spirit of Our Age]), c. 1920.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: GEU
    • Grandi Esposizioni Universali
      • 1851 LONDON – Great Britain
      • 1855 PARIS - France
      • 1862 LONDON - Great Britain
      • 1867 PARIS - France
      • 1873 VIENNA - Austria
      • 1876 PHILADELPHIA - USA
      • 1878 PARIS - France
      • 1880 MELBOURNE - Australia
      • 1888 BARCELONA - Spain
      • 1889 PARIS - France
      • 1893 CHICAGO - USA
      • 1897 BRUSSELS - Belgium
      • 1900 PARIS - France
      • 1904 SAINT LOUIS - USA
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 83-84.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: due forze
    • Due forze
      • Flussi centripeti
      • Flussi centrifughi
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 90.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: esposizione delle merci
    • Dispositivi di cui l’Ottocento si è servito «per propagandare e rendere visibili le merci»
      • Grand Hotel
      • Grandi magazzini
      • Gallerie e vetrine
      • I cataloghi
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 83-84.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: il cinema
    • Con la nascita del cinema si perfezionava il processo con cui lo spettacolo delle merci tendeva a diventare merce esso stesso, prodotta dall’industria culturale e destinata alla fruizione durante il tempo libero.
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 123.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio: il cinema
    • “ L’arte della fabbrica”
      • «racchiude in sé le forme e l’ideologia della moderna civiltà industriale
      • «se la fabbrica produceva merci per i consumatori»
        • il cinema è
        • «strumento di produzione dei consumatori per le merci»
      • Nasce come “teatro dei lavoratori”
      • «Compensa l’astrazione e impersonalizzazione della stampa di massa»
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 123-126.
  • Società di massa Tracce e origini di un privilegio
    • Il ricorso all’”immagine”, ossia ad una forma di comunicazione mediata ed artificiale, appare come il più naturale tentativo di restituire coesione ad un mondo che, differenziandosi, è diventato opaco ed inquietante. Attraverso l’immagine si cerca di acclimatare gli individui negli astratti ingranaggi della società di massa..
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 87-88.
  • Società di massa e industria culturale L’industria culturale
  • L’industria culturale Tracce e origini di un privilegio
    • La produzione della cultura nella società di massa è organizzata secondo criteri di tipo industriale e come tale soggiace ad un sistema di condizionamenti strutturali. Ad esempio, un artista non dipende più da una corporazione come in età medievale o da un mecenate come nel Rinascimento, ma è condizionato direttamente dai vincoli del mercato artistico.
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 139.
  • L’industria culturale «Condizionati dal mercato artistico»
    • Dittatura spietata quella dell’opinione pubblica nelle società democratiche: non implorate da lei carità, né indulgenza, né una qualsiasi elasticità nell’applicazione delle sue leggi ai molteplici e complessi casi della vita morale. Si direbbe che dall’empio amore della libertà sia nata una nuova tirannide, la tirannide delle bestie o zoocrazia. [...]
    • Un celebre autore del nostro tempo ha scritto un libro per dimostrare che il poeta non può trovare un posto adatto né in una società democratica né in una aristocratica, e non certo più in una repubblica che in una monarchia assoluta o moderata.
    Charles Baudelaire, Edgar Poe. La sua vita e le sue opere (1856).
  • L’industria culturale Tracce e origini di un privilegio
    • Gli autori:
      • «Tendenzialmente» si trasformano in «produttori salariati»
    • I testi
      • «sono standardizzati»
      • Sono elaborati in forme che ne «assicurano la massima diffusione possibile»
    • I destinatari
      • Dedicano ai testi la stessa fruizione dei beni di consumo
        • Superficiale
        • Effimera
    A. Abruzzese, D. Borrelli, L'industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio , Carocci, Roma 2000, p. 139.
  • L’industria culturale «Lo spirito del tempo»
    • di Edgar Morin
      • Pubblicato la prima volta in Francia nel 1962 "Lo spirito del tempo" è stato il primo studio apparso in Europa sulla cultura di massa. Nelle due parti in cui si articola l'opera Morin analizza forme, contenuti, meccanismi ed effetti della cultura di massa riuscendo a dimostrare come questa non sia solo un nuovo strumento per fughe immaginarie dal mondo, ma anche produzione di precise modalità di partecipazione alla realtà del XX secolo.
    Meltemi, (ed. originale 1962, I trad. italiana Il Mulino 1963), 2002; pp. 256 € 19 ISBN 8883534476
  • L’industria culturale «Lo spirito del tempo»
    • L’industria culturale
        • Concentrazione
          • Stato / Mercato
        • Il modello burocratico-industriale
        • La creazione industrializzata
    • Il grande pubblico
        • Sincretismo
        • L’uomo-medio
        • Dialettica produzione – consumo
    • La cultura del loisir
    E. Morin, Lo spirito del tempo, Meltemi, Roma 2002.
  • L’industria culturale I testi «sono standardizzati»
    • […] Io preferisco cominciare studiando un effetto. Tenendo sempre d’occhio l’originalità (perché tradisce se stesso chi si azzarda a privarsi di una fonte di interesse tanto ovvia e tanto facile a raggiungersi), io mi dico, in primo luogo: “Degli innumerevoli effetti, o impressioni, di cui è suscettibile il cuore, o l’intelletto, o più genericamente la mente, quale mi conviene scegliere in questo caso?”.
    Filosofia della composizione di E.A.Poe
  • L’industria culturale I testi «sono standardizzati»
    • Una volta scelto un effetto che sia anzitutto inedito, e poi intenso, rifletto se possa meglio indurlo un episodio o un registro; se sia meglio introdurre episodi correnti e un registro, invece, singolare, o il contrario, o cercare una singolarità tanto dell’episodio quanto del registro. A questo punto mi guardo intorno, o meglio mi guardo dentro, cercando le combinazioni di episodi e di registro che meglio possano aiutarmi a costruire quell’effetto.
    Filosofia della composizione di E.A.Poe
  • L’industria culturale I testi «sono standardizzati»
    • Mi è capitato spesso di pensare quanto sarebbe interessante il saggio di uno scrittore che volesse (che sapesse, cioè) raccontare nei particolari, passo per passo, i processi attraverso i quali ha portato a termine un suo testo qualsiasi. Perché nessuno abbia mai dato alla luce un saggio del genere non riesco a capirlo. Probabilmente di questa omissione è responsabile, più di qualsiasi altra ragione, la vanità d’autore. La maggior parte degli scrittori, e in particolare i poeti, preferiscono dare a intendere di comporre in una sorta di splendida frenesia, o intuizione estatica.
    E.A.Poe, Filosofia della composizione .
  • L’industria culturale
    • E rabbrividirebbero all’idea di lasciare che il pubblico sbirci, fra le quinte, le crudezze elaborate e vacillanti del pensiero; il senso acchiappato all’ultimo momento, le idee baluginate mille volte senza mai arrivare alla maturità della visione piena; le fantasie maturate invece appieno, ma scartate nella disperazione davanti alla loro inservibilità; le selezioni attente, i cauti rifiuti; le dolorose cancellature, le interpolazioni. In una parola, le ruote e gli ingranaggi; i macchinari per i cambiamenti di scena; le scale a pioli, le botole; le penne del pavone, il cerone rosso e i neri nei che novantanove volte su cento costituiscono il bagaglio dell’ histrio letterario.
    E.A.Poe, Filosofia della composizione
  • L’industria culturale
    • nei che novantanove volte su cento costituiscono il bagaglio dell’ histrio letterario. Mi rendo conto, d’altra parte, come sia tutt’altro che consueto il caso di uno scrittore perfettamente in grado di ripercorrere i passi che lo hanno condotto al suo punto d’arrivo. Generalmente le invenzioni insorgono alla rinfusa, e alla rinfusa vengono inseguite e dimenticate. Per conto mio non solo non simpatizzo con la ripugnanza di cui ho parlato, ma non ho mai avuto la minima difficoltà a rievocare mentalmente, uno dopo l’altro, gli stadi nella composizione di un mio testo. E dal momento che l’interesse di un’analisi o di una ricostruzione come quella che ho indicato come un desideratum è totalmente indipendente dall’interesse specifico, reale o presunto che sia, dell’oggetto in analisi, non si potrà prendere per una mia infrazione alla decenza la dimostrazione del modus operandi nel mettere insieme uno dei miei lavori. Scelgo Il Corvo , perché è il più universalmente noto. Il mio progetto consiste nel far vedere che non un solo passaggio nel corso della composizione de Il Corvo può essere ricondotto al caso o all’intuizione; e come il lavoro sia venuto progredendo passo per passo, fino a concludersi con la precisione e le implicazioni rigorose di un problema matematico.
    Filosofia della composizione di E.A.Poe
  • L’industria culturale
    • Lasciamo andare, in quanto irrilevanti rispetto al poemetto per se , le circostanze (diciamo pure, la necessità) che hanno dato spunto al progetto di comporre un poemetto che incontrasse al tempo stesso il gusto dei critici e quello del vasto pubblico.
    • Cominciamo dunque da questo progetto.
    • Il primo oggetto dalla mia riflessione è stata la lunghezza. Se un’opera letteraria di qualunque tipo è troppo lunga perché la si legga in una seduta sola, dobbiamo rassegnarci a fare a meno dell’effetto, di enorme importanza, legato all’unità di impressione. Perché, se occorrono due sedute, fra l’una e l’altra si frappongono le vicende del mondo, e ogni parvenza di totalità ne viene immediatamente distrutta […].
    Filosofia della composizione di E.A.Poe
  • Le tecnologie come forme culturali La prossima volta
  • Teorie della comunicazione di massa