Your SlideShare is downloading. ×
0
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
La Metropoli E Le Sue Folle   Ver 4.2   Teorie   Marcobinotto
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×
Saving this for later? Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime – even offline.
Text the download link to your phone
Standard text messaging rates apply

La Metropoli E Le Sue Folle Ver 4.2 Teorie Marcobinotto

1,999

Published on

Lezioni a.a. 2007-2008.

Lezioni a.a. 2007-2008.

0 Comments
4 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total Views
1,999
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
4
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide
  • Transcript

    • 1. Società di massa e industria culturale
    • 2. Sommario Società di massa e industria culturale: la metropoli <ul><li>L’approccio storico </li></ul><ul><li>La metropoli e le sue folle </li></ul><ul><ul><ul><li>Prime letture </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Wakefield </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>L’uomo della folla: i misteri </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Parigi </li></ul></ul></ul><ul><li>La metropoli </li></ul><ul><li>I grandi contesti storici </li></ul><ul><li>L’industria culturale </li></ul>
    • 3. Società di massa e industria culturale La metropoli e le sue folle
    • 4. La metropoli e le sue folle Prime letture <ul><li>Nathaniel Hawthorne Wakefield (1835) </li></ul><ul><li>Edgar Allan Poe L’uomo della folla (1840) </li></ul><ul><li>Georg Simmel La metropoli e la vita dello spirito (1903) </li></ul><ul><li>Walter Benjamin, Parigi capitale del XIX secolo (1925-35) </li></ul>Pissarro, Boulevard des Capucins
    • 5. La metropoli e le sue folle Wakefield Edward Munch, Ansietà , 1894.
    • 6. La metropoli e le sue folle Wakefield <ul><li>Un uomo capriccioso concepisce il proposito di abbandonare la moglie e risiedere incognito , per vent’anni, nelle immediate vicinanze della sua casa. Qualcosa del genere è veramente accaduto a Londra. La forza del racconto di Hawthorne consiste nell’analisi dei motivi che devono o potrebbero avere spinto il marito a una simile follia, in primo luogo, con le possibili cause della sua perseveranza. </li></ul>E. A. Poe, “Graham’s Magazine” (1842).
    • 7. La metropoli e le sue folle Wakefield: il racconto <ul><li>Può essere considerato «l’immediato antecedente» de L’uomo della folla </li></ul><ul><li>Scritto nel 1835 negli Stati Uniti </li></ul><ul><li>Il centro di interesse è “l’analisi dei motivi” </li></ul><ul><ul><ul><li>Ma i motivi non spiegano le azioni </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Un paradigma indiziario. C’è un «mistero da svelare» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Segreti «che non su lasciano rilevare», leggere . </li></ul></ul></ul><ul><li>«Operazione mitologica dunque. Wakefield celebra la mitologizzazione dell’uomo metropolitano». (p. 65) </li></ul>A. Abruzzese, Lo splendore della tv. Origini e destino del linguaggio televisivo , Costa & Nolan, Genova 1995, p. 64-65.
    • 8. La metropoli e le sue folle Wakefield: il protagonista <ul><li>Che tipo di uomo era Wakefield? [...] Era allora nel fiore degli anni; i suoi slanci coniugali, mai troppo intensi, si erano adagiati in un sentimento calmo ed abitudinario; di tutti i mariti, è probabile che lui sia stato il più fedele, perché una certa inerzia manteneva in riposo le sue capacità affettive, dovunque avesse dovuto volgerle. Era un intellettuale, ma non troppo attivo; la sua mente si perdeva in lunghe e oziose meditazioni, che non tendevano ad alcuno scopo ben definito, ne avrebbero avuto il vigore per conseguirlo; i suoi pensieri erano di rado così attivi da potersi tradurre in parole. </li></ul>Nathaniel Hawthorne, Wakefield , 1835, p. 3.
    • 9. La metropoli e le sue folle Wakefield: il protagonista <ul><li>Se ai suoi amici fosse stato chiesto quale era, in tutta Londra, l'uomo che più sicuramente nulla avrebbe fatto oggi da poter essere ricordato domani, tutti senza dubbio avrebbero pensato a Wakefield. </li></ul>Nathaniel Hawthorne, Wakefield , 1835, p. 4.
    • 10. La metropoli e le sue folle Wakefield: il protagonista <ul><li>Wakefield è un «uomo qualunque» con sentimenti «noti, tradizionali, prevedibili». </li></ul><ul><ul><ul><li>Le più vicine – e mediane – al lettore. </li></ul></ul></ul><ul><li>I suoi atti sembrano essere «le reazioni fisiologiche di un uomo qualunque alla sensibilità metropolitana» </li></ul><ul><ul><ul><li>La folla di Londra «accoglie in sé Wakefield, lo ospita lo divide e insieme preserva, lo danna e insieme salva. [...] Massa e persona si fanno visibili l’una in mezzo dell’altra.» </li></ul></ul></ul>A. Abruzzese, Lo splendore della tv. Origini e destino del linguaggio televisivo , Costa & Nolan, Genova 1995, p. 65.
    • 11. La metropoli e le sue folle Wakefield: …nella folla <ul><li>Ed ora la scena madre! [...] Proprio mentre l'uomo magro e la donna di buon carattere stanno passando, ha luogo un lieve intoppo, che porta le due persone a contatto l'una dell'altra. Le loro mani si sfiorano; la pressione della folla spinge il seno di lei contro la spalla di lui; i due si fermano, a faccia a faccia, guardandosi l'un l'altro negli occhi. Dopo dieci anni di separazione, cosi Wakefield incontra sua moglie! La folla li allontana, e li separa nettamente. </li></ul><ul><li>La tranquilla vedova, riprendendo il passo abituale, avanza verso la chiesa, ma si ferma sotto il portale, e lancia uno sguardo perplesso lungo la strada.. </li></ul>Nathaniel Hawthorne, Wakefield , 1835, p. 4.
    • 12. La metropoli e le sue folle Wakefield: la narrazione <ul><li>Lo stile è ironico </li></ul><ul><ul><ul><li>Enfatizza la meraviglia e il distacco </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Il racconto del caso metropolitano «si fa saggio critico» sulla doppia vita del protagonista </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>L’ironia gioca appunto tra queste due cornici </li></ul></ul></ul><ul><li>L’intera vicenda è «comica, grottesca, immotivata»: freak. </li></ul><ul><ul><ul><li>È incredibile per il senso comune, la ragione e il dover essere </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>È, quindi, «azione rituale e magica» </li></ul></ul></ul><ul><li>La conclusione del racconto ne rende esplicita l’intenzione morale, la lezione di vita: </li></ul>A. Abruzzese, Lo splendore della tv. Origini e destino del linguaggio televisivo , Costa & Nolan, Genova 1995, p. 65.
    • 13. La metropoli e le sue folle Wakefield: la conclusione <ul><li>Nell'apparente confusione del nostro mondo misterioso, vi sono individui che tanto esattamente si adattano ad un sistema, e i sistemi l'uno all'altri e ad un tutto organico, che, se compie per solo un momento un passo falso, un uomo si espone al terribile rischio di perdere per sempre il proprio posto. Come Wakefield, egli può trasformarsi, per così dire, nel fuorilegge dell'universo. </li></ul>Nathaniel Hawthorne, Wakefield , 1835, p. 19. Nota: «Fuorilegge dell’universo» nell’originale è «the outcast of the Universe» , ovvero reietto, caduto fuori dal sistema, dal mondo, ai confini della realtà.
    • 14. La metropoli e le sue folle Wakefield: gli «elementi in gioco» <ul><li>L’individuo </li></ul><ul><ul><ul><li>Diviso tra sistema sociale e persona </li></ul></ul></ul><ul><li>Le relazioni umane con il mondo </li></ul><ul><ul><ul><li>Divise tra realtà fisica e interiorità delle emozioni </li></ul></ul></ul><ul><li>La quotidianità </li></ul><ul><ul><ul><li>divisa tra ordine e disordine </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Presenza e assenza </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Tempo sociale e tempo soggettivo </li></ul></ul></ul><ul><li>La massa </li></ul><ul><ul><ul><li>è il luogo dove queste differenze si catalizzano </li></ul></ul></ul>A. Abruzzese, Lo splendore della tv. Origini e destino del linguaggio televisivo , Costa & Nolan, Genova 1995, p. 69-70.
    • 15. La metropoli e le sue folle Wakefield <ul><li>La motivazione psicologica di un caso di follia individuale si ribalta in descrizione veritiera dei meccanismi che governano i ritmi della metropoli ed i rapporti tra individuo e massa, tra interiorità ed esteriorità del vivere collettivo. La messa in scena di un fatto di cronaca si trasforma automaticamente in metafora della dimensione generale della società. </li></ul>A. Abruzzese, Lo splendore della tv. Origini e destino del linguaggio televisivo , Costa & Nolan, Genova 1995, p. 65.
    • 16. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: i misteri James Ensor, Autoritratto con maschere , 1899.
    • 17. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: i misteri <ul><li>Ci sono dei segreti che non permettono di essere svelati. Uomini muoiono nella notte nei loro letti, stringendo le mani di fantomatici confessori, guardando pietosamente negli occhi, muoiono con la disperazione nel cuore e la gola serrata a causa dell'orrore dei misteri che non permettono di essere svelati. Talvolta, ahimè!, la coscienza dell'uomo sopporta un fardello così pesante di orrore che può essere scaricato solo nella tomba. Così l'essenza di tutti i crimini resta sconosciuta. </li></ul>Edgar Allan Poe, L’uomo della folla ( 1840), p. 1
    • 18. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: Edgar Allan Poe <ul><li>Scritto da Edgar Allan Poe nel 1840 </li></ul><ul><li>Edgar A. Poe era nato, invece, a Boston, il 18 gennaio del 1809 </li></ul><ul><ul><ul><li>muore nel 1949 </li></ul></ul></ul><ul><li>Scrive tra ai primi racconti dei generi del </li></ul><ul><ul><li>Terrore e orrore </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Tra il 1837 e il 1838 scrive Storia di Arthur Gordon Pym ( The Narrative of Arthur Gordon Pym ), che viene pubblicato nel 1838. Si tratta di uno dei libri più famosi di Poe, e tra i più rappresentativi della sua narrativa del terrore. </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Poliziesco </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Nel 1841, per il Gift ed il Graham’s Magazine , scrive Gli omicidi della Rue Morgue , «considerato da molti il racconto capostipite del genere poliziesco». </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«In esso compare per la prima volta il personaggio del detective criminologo Auguste Dupin, antesignano di quegli investigatori 'deduttivi' che avranno in Sherlock Holmes il più celebre rappresentante». </li></ul></ul></ul>
    • 19. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: la narrazione <ul><li>Il racconto di Poe è una rappresentazione fantastica </li></ul><ul><ul><ul><li>Quello di Hawthorne mirava ad una rappresentazione verosimile </li></ul></ul></ul><ul><li>È scritto in prima persona, «è narrato dal testimone» </li></ul><ul><ul><ul><li>Quello di Hawthorne è narrato dalla parte del protagonista </li></ul></ul></ul><ul><li>Poe “si getta nella folla” </li></ul><ul><ul><ul><li>Non c’è nessun distacco o «individualismo psicologico» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Non cerca il nome o le motivazioni del protagonista </li></ul></ul></ul><ul><li>«Dall’ironia si passa alla tragedia del destino moderno» </li></ul><ul><ul><ul><li>Così completa «l’opera di mitologizzazione» </li></ul></ul></ul>A. Abruzzese, Lo splendore della tv. Origini e destino del linguaggio televisivo , Costa & Nolan, Genova 1995, p. 71-72.
    • 20. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: lo sguardo <ul><li>Non mi ero mai trovato, in quel particolare momento della sera, nella disposizione d'animo in cui mi trovavo allora, e il mareggiare in tumulto di quella folla di teste umane mi empiva d'una deliziosa e fresca emozione. Per modo ch'io cessai affatto di prendere un qualsiasi interesse a ciò che accadeva nel caffè e mi concentrai, per contro, su quel che vedevo accadere di fuori. </li></ul><ul><li>Le mie osservazioni furono, da principio, astratte e generiche. Cominciai col considerare i passanti sotto il loro aspetto di massa e avendo la mente solo ai loro rapporti collettivi. Ma venni dipoi, e gradualmente, ai particolari e m'applicai in un minuto esame allo scopo di vagliare la diversità dei tipi dai loro vestiti, dall'aspetto, dall'andatura, dai volti e dall'espressione, infine, delle loro fisionomie. </li></ul>Edgar Allan Poe, L’uomo della folla (1840), p. 245.
    • 21. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: lo sguardo <ul><li>Non mi era mai capitato di essere in quella situazione in quel particolare momento della sera ed il tumultuoso mare di teste umane mi riempiva di una sconosciuta emozione. Alla fine trascurai completamente l'interno per concentrare la mia attenzione sull'esterno del caffè. Dapprima le mie osservazioni si limitavano ad un astratto esame generale. Vedevo la gente solo come massa di esseri associata da una relazione di vicinanza. Ben presto cominciai a guardare i dettagli, interessandomi minutamente delle innumerevoli varietà di figure, abiti, atteggiamenti, visi e fisionomie. </li></ul>Edgar Allan Poe, L’uomo della folla (1840), p. 245.
    • 22. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: il testimone <ul><li>Lo sguardo del testimone è quello del cittadino delle nascenti metropoli: </li></ul><ul><ul><ul><li>Prima incapace di «guardare i dettagli» (p. 2) </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Poi comincia a riconoscere le diversità: lo sguardo si fa «attento e specializzato» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Riconosce tipologie, «scale sociali» e comportamenti </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Infine sente la necessità di entrare nella folla per comprenderne il mistero </li></ul></ul></ul><ul><li>È attratto da «quello spettacolo» </li></ul><ul><ul><ul><li>che gli passa «rapidamente dinnanzi alla vetrina» (245) </li></ul></ul></ul>A. Abruzzese, Lo splendore della tv. Origini e destino del linguaggio televisivo , Costa & Nolan, Genova 1995, p. 73.
    • 23. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: un vecchio /1 <ul><li>Avevo la fronte incollata al vetro e me ne stavo da null'altro occupato che da quella bizzarra rassegna, allorché la fisionomia d'un vecchio di sessantacinque o settant'anni attirò la mia attenzione, per l'assoluta singolarità della sua espressione. Non rammentavo d'aver mai veduto una cosa del genere. Com'ebbi posato lo sguardo su quel volto, il primo pensiero che attraversasse il mio cervello fu che se Retszch lo avesse incontrato, subito ne avrebbe fatto un modello per le sue rappresentazioni pittoriche del demonio. </li></ul>Edgar Allan Poe, L’uomo della folla (1840), p. 246.
    • 24. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: un vecchio /2 <ul><li>Nell'atto medesimo che io compivo di guardarlo, le più stravaganti immagini di genio e d'avarizia, di cupidigia e di avidità, di malizia, di circospezione, di ferocia, d'orgoglio, di gioia, di panico e infine di intensa e suprema disperazione, mi invasero, in frotta disordinata, la mente, nel mentre ch'io mi sforzavo, invano, di penetrarne il significato. </li></ul>Edgar Allan Poe, L’uomo della folla (1840), p. 246.
    • 25. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: un vecchio /3 <ul><li>D'un subito mi sentii più che mai sveglio e soggiogato. «Quale furiosa storia non è suggellata in quel petto!», mi dissi. E, compreso d'un desiderio ardente di non perdere di vista quell'uomo e di conoscere sul suo conto qualcosa di più, mi infilai il pastrano in un sol gesto, agguantai il cappello ed il bastone e mi lanciai nella strada, aprendomi a fatica una via nella calca nella stessa direzione in cui quegli sembrava essere scomparso. </li></ul>Edgar Allan Poe, L’uomo della folla (1840), p. 246.
    • 26. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: un vecchio <ul><li>Quel volto non è catalogabile, l’uomo «è straniero», insondabile </li></ul><ul><li>È (quindi) pericoloso </li></ul><ul><ul><ul><li>Gli abiti sono «sudici», «a brandelli» (246) </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Seguirlo comunica «lo squisito piacere del rischio» (247) e «curiosità» (248) </li></ul></ul></ul><ul><li>Appare muoversi senza meta </li></ul><ul><ul><ul><li>«Visitò tutte le botteghe, una dopo l'altra, e nondimeno non contrattò nulla, né pronunziò alcuna parola, ma solo buttò sulla merce uno sguardo smarrito e assente.» (248) </li></ul></ul></ul><ul><li>Quando rimane solo cambia espressione </li></ul><ul><ul><ul><li>«Di profonda angoscia», «inquietudine». S’intristisce, «sbianca». </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>È un’anima disperata </li></ul></ul></ul>
    • 27. La metropoli e le sue folle L’uomo della folla: alla fine <ul><li>«Questo vecchio», dissi alla fine, «ha l'impronta e il genio del crimine. Rifiuta di essere solo. È l'uomo della folla.» Sarebbe inutile continuare a seguirlo perché non avrei più nulla da apprendere su di lui e sulle sue reazioni. Il peggiore cuore del mondo è un libro più grande di Hortulus Anima** , e forse è una delle grandi misericordie di Dio che «es lässt sich nicht lesen» ** . </li></ul>Edgar Allan Poe, L’uomo della folla (1840), p. 7. * Hortulus Animae cun Oratiunculis Aliquibus superadditis , di Grunninger. ** «che non si lasci leggere».
    • 28. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito
    • 29. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito <ul><li>I problemi più profondi della vita moderna scaturiscono dalla pretesa dell’individuo di preservare l’indipendenza e la particolarità [...] la resistenza del soggetto a venir livellato e dissolto all’interno di meccanismo tecnico-sociale. </li></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 35.
    • 30. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito <ul><li>Due conseguenze: </li></ul><ul><ul><li>Intensificazione della vita nervosa </li></ul></ul><ul><ul><li>Intellettualismo della vita psichica metropolitana </li></ul></ul><ul><ul><li>Emergere dell’essere blasè </li></ul></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 36-38.
    • 31. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito <ul><li>La base psicologia su cui si erge il tipo delle individualità metropolitane è l’ intensificazione della vita nervosa , che è prodotta dal rapido e ininterrotto avvicendarsi di impressioni esteriori e interiori. </li></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 36.
    • 32. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito <ul><li>L’ intensificazione della vita nervosa è causata da: </li></ul><ul><ul><li>«Accumularsi veloce di immagini cangianti» </li></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>«Ad ogni attraversamento della strada» </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>Nel ritmo e nella varietà della vita </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>economica, </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>professionale, </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>sociale </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><li>«Profondo contrasto con la città di provincia e con la vita di campagna» </li></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>«ritmo più lento, più abitudinario e inalterato» </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>«Basata più sulla sentimentalità e sulle relazioni affettive» </li></ul></ul></ul></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 36.
    • 33. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito <ul><li>Così il tipo metropolitano – che naturalmente è circondato da mille modificazioni individuali – si crea un organo di difesa contro lo sradicamento di cui lo minacciano i flussi e le discrepanze del suo ambiente esteriore: anziché con l’insieme dei sentimenti, reagisce essenzialmente con l’intelletto, di cui il potenziamento della coscienza, prodotto dalle medesime cause, è il presupposto psichico […]. Questo intellettualismo, che intendiamo come una difesa della vita soggettiva contro la violenza della metropoli, si ramifica e si interseca con altri fenomeni. </li></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 37.
    • 34. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito <ul><li>Le metropoli sono sempre state la sede dell’economia monetaria, poiché in esse la molteplicità e la concentrazione dello scambio economico procurano al mezzo di scambio in se stesso un’importanza che la scarsità del traffico rurale non avrebbe mai potuto generare. Ma economia monetaria e dominio dell’intelletto si corrispondono profondamente. A entrambi è comune l’atteggiamento della mera neutralità oggettiva con cui si trattano uomini e cose, un atteggiamento in cui una giustizia formale si unisce spesso a una durezza senza scrupoli. </li></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 37-38.
    • 35. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito: l’intellettualismo <ul><li>« Intellettualismo della vita psichica metropolitana» è causato da: </li></ul><ul><ul><li>«economia monetaria» </li></ul></ul><ul><ul><li>«Principio del denaro» </li></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>«L’individualità dei fenomeni non entra» </li></ul></ul></ul></ul></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 36.
    • 36. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito <ul><li>Puntualità </li></ul><ul><li>Calcolabilità </li></ul><ul><li>Esattezza </li></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 41.
    • 37. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito: l’intellettualismo <ul><li>Calcolabilità </li></ul><ul><ul><li>Nelle relazioni affettive conta l’individualità </li></ul></ul><ul><ul><li>In quelle intellettuali: </li></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>«operano con gli uomini come fossero numeri» </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>«È in questo modo le l’abitante delle metropoli si rapporta con i suoi fornitori o con i suoi clienti» </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>o spesso «con le persone che non appartengono al suo ambiente sociale» </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><li>Lo spirito moderno è diventato sempre più calcolatore </li></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>Definizione delle «uguaglianze e disuguaglianze» </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>Univocità di impegni e contratti </li></ul></ul></ul></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 36.
    • 38. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito: l’intellettualismo <ul><li>Esattezza </li></ul><ul><ul><li>Rapporto produttore-cliente: </li></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Clienti totalmente sconosciuti </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Che non entrano nel raggio visuale del vero produttore </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Riduzione del «contatto diretto col cliente» </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><li>Spietata oggettività </li></ul></ul><ul><ul><li>Escludere tratti ed impulsi </li></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>irrazionali </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Istintivi </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>sovrani </li></ul></ul></ul></ul></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 39-41.
    • 39. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito: l’intellettualismo <ul><li>Puntualità </li></ul><ul><ul><li>diffusione degli «orologi da tasca» </li></ul></ul><ul><ul><li>Puntualità di accordi e prestazione </li></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>«Di fatto la tecnica della vita metropolitana non sarebbe neppure immaginabile se tutte le attività e le interazioni non fossero integrate in modo estremamente puntuale in uno schema temporale rigido e sovraindividuale.» </li></ul></ul></ul></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 40-41.
    • 40. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito: l’atteggiamento blasé <ul><li>È conseguenza della </li></ul><ul><ul><ul><li>«rapida successione e di quella fitta concentrazione di stimoli nervosi contraddittori» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Stessa causa dell’”intellettualismo” </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><li>«incapacità di reagire a nuovi stimoli» </li></ul><ul><ul><ul><li>«Con l’energia che comporterebbe loro» </li></ul></ul></ul><ul><li>L’ottundimento della sensibilità rispetto alle differenze fra le cose </li></ul><ul><ul><ul><li>Non nel senso che «non siano percepite» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«il significato e il valore delle differenze [...] sono avvertite come irrilevanti </li></ul></ul></ul><ul><li>È una forma di «autoconservazione» </li></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 42-43.
    • 41. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito: l’atteggiamento blasé <ul><li>Al blasé tutto appare di un colore uniforme, grigio, opaco, incapace di suscitare preferenze. Ma questo stato d’animo è il fedele riflesso soggettivo dell’economia monetaria, quando questa sia riuscita a penetrare fino in fondo. Nella misura in cui il denaro pesa tutta la varietà delle cose in modo uniforme ed esprime tutte le differenze qualitative in termini qualitativi </li></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 43.
    • 42. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito <ul><li>Riservatezza come «Indifferenza» </li></ul><ul><ul><ul><li>«Se al contatto esteriore con una infinità di persone dovesse corrispondere la stessa quantità di reazioni interiori che si verifica in una città di provincia» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Interiormente «disintegrato» </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>«Condizione psichica insostenibile» </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><li>Reciproca estraneità </li></ul><ul><ul><ul><li>Che può capovolgersi «in odio e aggressione» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Distanza e «voltar le spalle» che permette </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Una certa “libertà di movimento” </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>La stessa «vita metropolitana» </li></ul></ul></ul></ul></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 45-46.
    • 43. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito: l’atteggiamento blasé <ul><li>La vita della piccola città, nell’antichità come nel Medio Evo, imponeva al singolo tali limiti di movimento e di relazione all’esterno, e di indipendenza e differenziazione all’interno, che l’uomo moderno vi avrebbe l’impressione di soffocare; e ancora oggi l’abitante della metropoli che si trasferisca in una città di provincia avverte qualcosa di analogo </li></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , Armando, Roma 1995, p. 47.
    • 44. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito: «il luogo del cosmopolitismo» <ul><li>Queste conseguenze non sono causate solo dalla grandezza </li></ul><ul><ul><ul><li>Del territorio </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Della popolazione </li></ul></ul></ul><ul><li>Superata una certa soglia: </li></ul><ul><ul><ul><li>Raggio visuale e perimetro ideale </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Relazioni economiche, personali, spirituali </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Crescono in «progressione geometrica» </li></ul></ul><ul><li>La grandezza funzionale trascende le frontiere fisiche </li></ul><ul><ul><li>« è decisivo il fato che la sua vita interiore si espande in onde concentriche su di un’ampia area nazionale o internazionale» </li></ul></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 49-50.
    • 45. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito: individualismo <ul><li>«Due forme di individualismo» </li></ul><ul><ul><ul><li>Indipendenza individuale </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>Assenza dei limiti delle «città di provincia» </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«sviluppo dell’originalità o peculiarità personale» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>«inconfondibilità» </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>La «comprova che il nostro modo di esistere non ci è stato imposto da altri» </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>L’aumento della «tentazione di presentarsi in modo arguto, conciso, possibilmente caratteristico» </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Prodotta dalla divisione del lavoro e dalla fugacità degli incontri </li></ul></ul></ul></ul></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , p. 49-57.
    • 46. La metropoli e le sue folle La metropoli e la vita dello spirito <ul><li>Ma il motivo più profondo per cui è proprio la metropoli che favorisce la tendenza alla massima individualità dell’esistenza personale [...] mi pare il seguente: lo sviluppo della cultura moderna si caratterizza per la preponderanza di ciò che si può chiamare lo spirito oggettivo sullo spirito soggettivo. </li></ul>Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito , Armando, Roma 1995, p. 47.
    • 47. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo
    • 48. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo <ul><li>Fourier o le gallerie </li></ul><ul><li>Daguerre e i panorami </li></ul><ul><li>Grandville o le esposizioni universali </li></ul><ul><li>Luigi Filippo o l’« intérieur » </li></ul><ul><li>Baudelaire o le strade di Parigi </li></ul><ul><li>Haussmann o le barricate </li></ul>W. Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus , Einaudi anche in Parigi. La capitale del XIX secolo, Einaudi,(2 vol.)
    • 49. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo: le galerie <ul><li>La maggior parte dei passages parigini sorge nei quindici anni dopo il 1822. [...] Essi sono i precursori dei grandi magazzini. Era allora che Balzac scriveva: «Le grand poeme de l’etage chante ses strophes de couleur depuis la Madeleine jasqu’a’ la porte Saint-Denis*». Le gallerie sono un centro del commercio di articoli di lusso. Nel loro arredamento l’arte entra al servizio del commerciante. I contemporanei non si stancano di ammirarle. </li></ul>W, Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus, Einaudi, p. 145. *Il grande poema del piano canta le sue note di colore dalla Madeleine fino a porte Saint-Denis .
    • 50. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo: le galerie <ul><li>Fiorente mercato tessile (prima condizione) </li></ul><ul><li>L’arte e’ al servizio del commerciante </li></ul><ul><li>Sono i precursori del grande magazzino </li></ul><ul><li>Sede della prima illuminazione a gas </li></ul><ul><li>Inizi della costruzione in ferro (seconda condizione) </li></ul><ul><ul><ul><li>«per la prima volta nella storia appare, col ferro, un materiale di costruzione artificiale» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Ha impulso con lo sviluppo della locomotiva </li></ul></ul></ul><ul><li>Emerge l’«energica tendenza a distanziarsi dall’invecchiato - e cioè dal passato più recente» </li></ul><ul><ul><ul><li>Nell’utopia di Fourier il «Falansterio e’ una città di gallerie» </li></ul></ul></ul>W. Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus , Einaudi, p. 145-148.
    • 51. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo: i panorami <ul><li>«Il punto culminante della preparazione dei panorami coincide con l’apparizione delle gallerie» </li></ul><ul><ul><ul><li>Si cercano gli espedienti tecnici per fornire una perfetta imitazione della natura . </li></ul></ul></ul><ul><li>Sono espressione di un «nuovo sentimento della vita » </li></ul><ul><ul><ul><li>Il cittadino cerca di «importare il paesaggio nella città» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Nei panorami la città si «amplia a paesaggio» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>La superiorità politica del cittadino si manifesta nel corso del secolo </li></ul></ul></ul><ul><li>La fotografia : </li></ul><ul><ul><ul><li>Innovazione tecnica che provoca discussioni tra gli artisti sul suo valore estetico (all’inizio la usano gli artisti d’avanguardia) </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«conduce al vasto ceto professionale dei ritrattisti in miniatura» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«diminuisce il valore informativo della pittura» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Contribuisce ad estendere l’ambito mercantile offrendo «personaggi, scene e avvenimenti» prima inutilizzabili </li></ul></ul></ul>W. Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus , Einaud, p. 148-150.
    • 52. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo: le esposizioni universali <ul><li>«Le esposizioni universali sono luoghi di pellegrinaggio al feticcio merce ». </li></ul><ul><ul><ul><li>La classe operaia «e’ in primo piano come cliente» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«L’ambito dell’industria del divertimento non si e’ ancora formato»: fa «tutt’uno con la festa popolare» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«trasfigurano il valore di scambio delle merci» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>«creano un ambito in cui il loro valore d’uso passa in secondo piano» </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>«inaugurano una fantasmagoria in cui l’uomo entra per lasciarsi distrarre» </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>La parola re’clame nasce in questo periodo </li></ul></ul></ul></ul></ul>W. Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus , Einaud, p. 150- 152.
    • 53. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo: le esposizioni universali <ul><li>La moda : </li></ul><ul><ul><ul><li>prescrive il rituale secondo cui va adorato il feticcio della merce </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>e’ in conflitto con l’organico; accopia l’organico il corpo vivente all’inorganico </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Il feticismo che e’ alla base del sex-appeal dell’inorganico </li></ul></ul></ul><ul><li>1867: Parigi si conferma capitale del lusso e delle mode </li></ul><ul><ul><ul><li>Offenbach detta il ritmo della vita parigina </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>L’operetta e’ l’utopia ironica di un dominio permanente del capitale </li></ul></ul></ul>W. Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus , Einaud, p. 150- 152.
    • 54. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo: l’inte’rieur <ul><li>«Sotto Luigi Filippo l’uomo privato fa il suo ingresso sulla scena storica». </li></ul><ul><ul><ul><li>Estensione del sistema democratico e del «diritto elettorale» </li></ul></ul></ul><ul><li>«Per il privato lo spazio vitale entra per la prima volta in contrasto con il luogo di lavoro» </li></ul><ul><ul><li>Nel modo di «foggiare il suo ambiente privato» reprime </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>le considerazioni d’affari e </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Le riflessioni di ordine sociale </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Raccoglie «il lontano e il passato» </li></ul></ul>W. Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus , Einaudi, p. 153-154.
    • 55. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo: l’intérieur <ul><li>Digressione sullo stile liberty </li></ul><ul><ul><ul><li>«Sembra condurre l’intérieur al suo compimento» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«la casa appare come espressione della personalità» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Ma, «nell’ornamento» si sforza di “riconquistare all’arte” le forme artitettoniche e tecniche </li></ul></ul></ul><ul><li>«Il collezionista e’ il vero inquilino dell’ intérieur» </li></ul><ul><ul><ul><li>«Dove le cose sono libere dalla schiavitù dell’essere utili» </li></ul></ul></ul><ul><li>Non e’ solo l’universo, ma anche la custodia dell’uomo privato </li></ul><ul><ul><li>«Abitare significa lasciare impronte» </li></ul></ul><ul><li>Racconti polizieschi </li></ul>W. Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus , Einaudi, p. 153-154.
    • 56. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo: le strade <ul><li>«Per la prima volta in Baudelaire, Parigi diventa oggetto di poesia lirica» </li></ul><ul><li>«Lo sguardo del flâneur ». </li></ul><ul><ul><ul><li>Non si sente a suo agio ne’ nella grande città ne’ nella borghesia </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«Cerca un asilo nella folla» </li></ul></ul></ul><ul><li>«Il magazzino e’ l’ultima avventura del flâneur » </li></ul><ul><ul><ul><li>Comincia già a «familiarizzarsi col mercato» </li></ul></ul></ul><ul><li>L’ultimo viaggio del flâneur e’ « la morte . La sua meta: il nuovo ». </li></ul><ul><ul><ul><li>«La novità e’ una qualità indipendente dal valore d’uso della merce» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«E’ la quintessenza della falsa coscienza, di cui la moda e’ l’agente infaticabile» </li></ul></ul></ul><ul><li>L’arte per l’arte cerca di «preservare l’arte dallo sviluppo della tecnica» </li></ul>W. Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus , Einaudi, p. 155-157.
    • 57. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo: Haussmann <ul><li>«Nobilitare necessità tecniche con finalità artistiche» </li></ul><ul><ul><ul><li>«L’ideale urbanistico di Haussmann erano gli scorci prospettici attraverso lunghe fughe di viali» </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Il dominio mondano e spirituale della borghesia trova l’apoteosi nella «cornice delle grandi arterie stradali» </li></ul></ul></ul>W. Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus , Einaudi, p. 157-159.
    • 58. La metropoli Parigi capitale del XIX secolo <ul><li>Lo sviluppo delle forze produttive ha distrutto i sogni e gli ideali del secolo scorso. […] ha emancipato, nell’Ottocento, le varie forme creative dall’arte […]. Comincia l’architettura come costruzione tecnica. Segue la riproduzione della natura nella fotografia. La creazione fantastica si prepara a diventare pratica come grafica pubblicitaria. La letteratura si sottomette al montaggio nel feuilleton . Tutti questi prodotti sono in procinto di trasferirsi come merci sul mercato. Ma sono ancora sulla soglia. </li></ul>W, Benjamin, Parigi. La capitale del XIX secolo in Angelus Novus, Einaudi, p. 160.
    • 59. La metropoli e le sue folle Parigi. La capitale del XIX secolo <ul><li>E’ lo sguardo del flâneur , il cui modo di vivere avvolge ancora di un’aura conciliante quello futuro, sconsolante, dell’abitante della città. Il flâneur è ancora alle soglie, sia della grande città che della borghesia […]. Alle fantasmagorie dello spazio, a cui si abbandona il flâneur , corrispondono quelle del tempo, in cui si perde il giocatore. </li></ul>Walter Benjamin, La capitale del XIX secolo.
    • 60. Società di massa e industria culturale La metropoli
    • 61. La metropoli Cos’è?
    • 62. La metropoli Quando una città diventa metropoli? <ul><li>Una metropoli (in greco antico metera = madre e polis = città) è una città di grandi dimensioni, centro economico e culturale di una regione o di un paese e spesso nodo di comunicazioni internazionali. </li></ul><ul><li>La città principale di uno stato, di una provincia, di una regione | estens., città di vaste dimensioni densamente popolata, che costituisce un grande centro economico in cui convivono differenti realtà sociali e culturali: le grandi metropoli americane , vivere in una m. </li></ul><ul><li>La città principale di uno Stato o di un territorio o, più in generale, città grandemente estesa e popolata. </li></ul>Metropoli in Wikipedia, l'enciclopedia libera, Vocabolario italiano De Mauro e Vocabolario italiano Sapere.it - DeAgostini
    • 63. La metropoli <ul><li>Quando vediamo un film americano accade assai spesso che sui titoli di testa o di coda appaiano le panoramiche della città di New York o di Los Angeles. Queste immagini indicano lo spazio in cui o da cui si svilupperà la narrazione, ma soprattutto indicano l’immaginario in cui essa si colloca, le modalità espressive che sfrutta, le sensibilità di cui è il prodotto. </li></ul>Alberto Abruzzese, Metropolizzazione in A. Abruzzese Lessico della comunicazione , Meltemi, Roma 2003, p. 330.
    • 64. La metropoli Quando una città diventa metropoli? <ul><li>Nel corso dell’Ottocento le città europee e nord-americane diventano progressivamente più grandi. Raggiunto il massimo delle «possibilità espressive di un contesto urbano» </li></ul><ul><ul><ul><li>«(relazionali, comunicative, generative) all’interno e all’esterno del proprio territorio fisico» </li></ul></ul></ul><ul><li>hanno prodotto un sistema di vita </li></ul><ul><ul><ul><li>destinato a distaccarsi nettamente e irreversibilmente dai modelli della città storica. </li></ul></ul></ul><ul><li>divennero il «luogo creativo ed emblematico dei processi di massificazione» </li></ul><ul><ul><ul><li>«istituzioni del potere, vissuti quotidiani, forme economiche e sociali del territorio, apparati di produzione e di consumo, reti di comunicazione e trasporto, organizzazione del lavoro e del tempo libero, servizi civici e misure di controllo, divertimenti e spettacoli, costumi, ritmi tra spazio e tempo, rituali simbolici e religiosi» </li></ul></ul></ul>Alberto Abruzzese, Metropolizzazione in A. Abruzzese Lessico della comunicazione , Meltemi, Roma 2003, p. 330-1.
    • 65. La metropoli Come una città diventa metropoli? <ul><li>Urbanizzazione demografica </li></ul><ul><ul><li>Espansione economica </li></ul></ul><ul><ul><li>Aumento della vita media </li></ul></ul><ul><li>Urbanizzazione operaia </li></ul><ul><ul><li>Creazione dei grandi opifici (inizialmente in Inghilterra) </li></ul></ul><ul><ul><li>Abbandono della vita agricola </li></ul></ul><ul><li>Urbanizzazione del pubblico </li></ul><ul><ul><li>Diffusione di consumi </li></ul></ul><ul><ul><li>Grandi eventi di massa </li></ul></ul><ul><ul><li>«Intensificazione della vita nervosa» </li></ul></ul><ul><li>Urbanizzazione politica </li></ul><ul><ul><li>Grandi movimenti sociali </li></ul></ul><ul><ul><li>Esercito di leva </li></ul></ul><ul><ul><li>Allargamento del suffragio </li></ul></ul>
    • 66. La folla L’età delle folle (pericolose) <ul><li>Scipio Sighele (1843-1904): </li></ul><ul><ul><ul><li>La folla delinquente </li></ul></ul></ul><ul><li>Gustave Le Bon (1841-1931): </li></ul><ul><ul><ul><li>la psicologia delle folle </li></ul></ul></ul><ul><li>Gabriel Tarde (1843-1904): </li></ul><ul><ul><ul><li>le leggi dell’imitazione </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>«i pubblici» </li></ul></ul></ul>Jean-Pierre Houël (1735-1813), Prise de la Bastille .
    • 67. <ul><li>La “Psicologia delle Folle”: </li></ul><ul><ul><ul><li>L’esempio </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>L’affermazione </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>La ripetizione </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Il contagio </li></ul></ul></ul>La folla La psicologia di Le Bon G. Le Bon, «I capi e i loro mezzi di persuasione», 1895, pp. 151-156.
    • 68. <ul><li>Quando si tratta di trascinare la folla per un attimo e di indurla a commettere un’azione qualsiasi: saccheggiare un palazzo, farsi massacrare per difendere una barricata, bisogna agire su di essa con rapide suggestioni. La più efficace rimane ancora l’esempio. Ma in tal caso è necessario che la folla sia già predisposta da determinate circostanze, e che colui il quale vuole trascinarla possieda le qualità che esamineremo più oltre e che si chiama: prestigio. </li></ul>La folla La psicologia di Le Bon G. Le Bon, «I capi e i loro mezzi di persuasione», 1895, p. 158.
    • 69. <ul><li>L’affermazione pura e semplice, svincolata da ogni ragionamento e da ogni prova, costituisce un mezzo sicuro per far penetrare un’idea nello spirito delle folle. Quanto più l’affermazione è concisa, sprovvista di prove e di dimostrazioni, tanto maggiore è la sua autorità. </li></ul>La folla La psicologia di Le Bon G. Le Bon, «I capi e i loro mezzi di persuasione», 1895, p. 159.
    • 70. <ul><li>Ciò che si afferma finisce, grazie alla ripetizione, col penetrare nelle menti al punto da essere accettato come verità dimostrata. [...] </li></ul><ul><li>Così si spiega la forza straordinaria della pubblicità. Quando abbiamo letto cento volte che il miglior cioccolato è il cioccolato X… ci immaginiamo di averlo sentito dire spesso e finiamo con l’averne la certezza. </li></ul>La folla La psicologia di Le Bon G. Le Bon, «I capi e i loro mezzi di persuasione», 1895, pp. 159-160.
    • 71. <ul><li>Quando un’affermazione è stata ripetuta a sufficienza, e sempre nello stesso modo, [...] si forma ciò che viene chiamata una corrente di opinione e interviene il potente meccanismo del contagio. [...] </li></ul><ul><li>Le opinioni e le fedi si propagano per mezzo del contagio, quasi mai del ragionamento. </li></ul>La folla La psicologia di Le Bon G. Le Bon, «I capi e i loro mezzi di persuasione», 1895, pp. 160-163 .
    • 72. La metropoli Urbanizzazione operaia <ul><li>Nascono i grandi opifici </li></ul><ul><li>Abbandono della vita agricola </li></ul><ul><li>La cellula del sistema produttivo non è più la famiglia </li></ul><ul><li>Scompare il lavoro a domicilio </li></ul><ul><ul><li>Prima i prodotti semilavorati circolavano da un lavorante a domicilio ad un altro </li></ul></ul><ul><li>Cresce la parcellizzazione del lavoro </li></ul><ul><li>Nasce la distinzione tra tempo di lavoro e tempo libero </li></ul>A. Abruzzese, D. Borrelli, L’Industria culturale , Carocci, Roma 2000, p. 63.
    • 73. Teorie della comunicazione di massa

    ×