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Progettazione Partecipata
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Progettazione Partecipata

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Seminario alle associazioni di volontariato sulla progettazione partecipata e in rete organizzato dal Centro Servizi Volontariato di Modena

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Progettazione Partecipata Progettazione Partecipata Presentation Transcript

  • Progettare nel sociale L’arte di costruire mondi possibili. La collaborazione tra associazioni. SeminarioHo in mente forme <<cordiali>> SASSUOLOdi convivenza, che non rinnegano 15-22 MARZO 2011la differenza né la reciprocadipendenza di soggetti virtuosi – e Pierpaola Pierucciil loro non poter fare a meno gli Mauro Seriouni degli altri. Jurgen Habermas Antonietta Pizzichini 0532-1914353 fax: 0532-1860867 info@arkestudio.org http://www.arkestudio.org
  • Progettare nel socialeCostruire mondi Vogliamo tutti una società un po’ diversa da quella che abbiamo adesso. Pur non essendo un membro del movimento anti - globalizzazione, mi approprierei del loro slogan: un mondo diverso è possibile. Questo è vero, ma se entro i prossimo vent’anni non riusciamo a trovarlo, saremo senza dubbio in guai molto seri. Anthony Giddens 2
  • Progettare nel sociale Quale mondo? Credo che qualsiasi intervento drastico sull’essere umano o sulla società sia discutibile. Supponiamo di avere un computer che non funziona. Non sarebbe una buona idea prenderlo a mazzate, anche se magari riprenderebbe casualmente a funzionare. Le società umane sono molto più complesse di unLa gente deve essere artefice del computer, e lo sono ancheproprio cambiamento che non può gli esseri umani. Non siessere imposto dall’alto. Noam Chomsky capisce mai fino in fondo quello che si sta facendo. 3 View slide
  • Progettare nel sociale In che modo? Robert Putman fa una distinzione tra Bonding (tessere legami) e Bridging (gettare ponti) all’interno delle relazioni sociali. Le associazioni che operano attraverso il bonding sono rivolte all’interno, tendono a rafforzare l’identità esclusiva e a formare gruppi omogenei. Quelle che operanoQuesto, che è lo spazio civico della attraverso il bridging sonoprossimità agli estranei, diventa ogni giorno rivolte all’esterno epiù debole. Robert Sennet comprendono persone differenti. 4 View slide
  • Progettare nel socialeIl progetto europeo Shared Space sul trafficoelimina regole e divisioni per riconquistareresponsabilità.Ideato dall’ingegnere della mobilitàHans Monderman parte da unconcetto semplicissimo: se permuoverci dobbiamo considerareanche gli altri, impareremo aguardarci negli occhi per capirecome coordinarci.http://www.shared-space.org/ 5
  • Progettare nel socialeA Gerusalemme ci sono due aree ben differenti:il quartiere dei tedeschi, ben organizzato e dove leregole sono molto seguite;e il quartiere dei russi che invece non sono molto benorganizzati. Ma i russi hanno una fede molto forte,attraversano la strada quando vogliono, lascianoandare i bambini per strada da soli e pensano che dioprovvederà.In quale dei due quartieri pensate che avvenga ilmaggior numero di incidenti?Hans Monderman http://barraventopensiero.blogspot.com/2010/01/locchio-e-il-vigile-hans-monderman.html 6
  • Progettare nel socialeCostruire un mondo possibile dove nella cittàpedoni, ciclisti e automobilisti possano conviveresenza considerarsi degli ostacoli o dei nemici.Il FINE è rendere la città a Le azioni:MISURA DI PERSONE (e non di 1) Eliminazione dellaautomobile). Avere una città dove segnaletica stradalesia piacevole muoversi e dove sia orrizzontale e verticale.sviluppato il senso della reciprocità. 2) Eliminazione delle distinzioni tra areeL’OBIETTIVO è la dedicate ai pedoni,diminuzione del ciclisti e autoveicoli. Tuttinumero e della gravità circolano in un’unicadegli incidenti stradali. sede stradale. 3) Due sole regole: limite velocità 30 km/h e precedenza a destra. 7
  • Progettare nel socialeLe azioni sono connesse all’obbiettivoattraverso alcuni presupposti:1) Quando seguiamo le regole non ci occupiamo delle persone. Se togliamo regole dobbiamo occuparci delle persone.2) Se dobbiamo occuparci delle persone, dobbiamo prestare attenzione al loro comportamento e alle loro intenzioni.3) Se prestiamo attenzione al comportamento e alle intenzioni, siamo in grado di coordinare le nostre azioni, di prevedere incomprensioni e di evitare incidenti. 8
  • Progettare nel sociale <<Ho avuto discussioni con i miei colleghi perché volevano mettere un segnale che indicava che la strada era piena di fango. Io invece volevo mettere un altro cartello, ad esempio che indica che il dottore passa alle dodici, i vicini vengono alle dieci, la famiglia tornerà forse verso sera. Voglio che ci sia un cartello ogni volta che arriva qualcuno. Perché mettere i cartelli solo dove c’è una minaccia per le automobili? >><<Analogamente anche quando c’è un pericolo per lasocietà c’è bisogno di un cartello. Come siamo stupidicon i cartelli. Questo è quello che succede quando ilsistema del traffico prende il sopravvento; ci sono cosìtanti segnali che non si riesce più a leggerli e a capirli.>>Hans Monderman 9
  • Progettare nel sociale Progettare 10
  • Progettare nel socialeProgettazione sociale All’interno di un contesto di riferimento, può emergere un bisogno, a cui si cerca di dare risposte attraverso un progetto, che ha degli obiettivi predefiniti e che darà dei risultati, i quali si possono dividere in output e outcome. L’output è il prodotto del progetto, quello che si è realizzato concretamente. L’outcome rappresenta l’impatto dei risultati sui bisogni iniziali, e come questi si siano modificati grazie all’intervento messo in campo. 11
  • Progettare nel socialeProgettazione sociale La prima cosa da fare è l’individuazione di un bisogno nel contesto di riferimento, e quindi bisogna chiarire: 1) il contesto di riferimento (es.: una provincia, un comune, un distretto socio sanitario o altro); 2) il bisogno, cioè la carenza che è stata riscontrata (es.: nella città di XYZ manca uno sportello di ascolto per genitori con figli adolescenti). 12
  • Progettare nel sociale Progettazione socialeQual è il bisogno di partenza? Possogiustificare i dati che porto ad esempio?Laddove si utilizzino dati statistici o da altrefonti, è necessario citarle.Alcune affermazioni universalmente riconosciute possono non esseregiustificate, altre no. Ad esempio, si può affermare che <<gli incidentistradali sono fra le maggiori cause di morte nella popolazione generale, eassumono ancora più rilevanza fra i giovani>> senza citare fontiparticolari, in quanto oramai l’argomento è di dominio pubblico. 13
  • Progettare nel sociale Progettazione socialeSembra banale, ma è necessario che le azioniproposte siano coerenti con il bisognoriscontrato.La natura dell’intervento che si propone deveavere la stessa natura del bisogno riscontrato.Per esempio se il bisogno è di tipo informativo, la risposta dovrà esseredi tipo informativo, se il bisogno è di tipo assistenziale allora ci si dovràorganizzare per una risposta assistenziale, e così via. 14
  • Progettare nel sociale Progettazione socialeLe finalità sono gli scopi generali, le aspirazioniideali a cui il progetto tende; sono per definizioneastratte e generiche.Gli obiettivi sono invece concreti, pratici, e definiti.Ad esempio, in un progetto sulla tutela dell’ambiente:Finalità: sensibilizzare la popolazione al rispetto dell’ambiente e allaraccolta differenziataobiettivo 1: fornire a tutti gli uffici della città contenitori differenziati per lediverse tipologie di rifiuti;obiettivo 2: raccogliere, entro i primi 6 mesi di sperimentazione, almeno 1tonnellata di ogni materiale riciclabile (carta, vetro, alluminio, ecc.) 15
  • Progettare nel socialeI fini delle nostre attività I fini riguardano il senso del nostro lavorare, impegnarci. Gli obiettivi riguardano i risultati che ci attendiamo da un determinato agire. Quando ci focalizziamo solo sugli obiettivi, rischiamo di perdere di vista la meta. E’ come andare al mare molto velocemente, per poi rendersi conto che si voleva andare in montagna. 16
  • Progettare nel sociale Obiettivi = f(Azioni)Dobbiamo individuare una “funzione” che colleghi le azioniipotizzate con gli obiettivi previsti.Questa funzione è una ipotesi del tipo:“Se aiuto le mamme fragili a risparmiare un po’ di tempo e denarooffrendo loro qualche ora di babysiteraggio, diminuisco il rischio chetale mamma possa entrare in una spirale di dipendenza e bisogno:troppa fatica e stress, perdita del lavoro, perdita di capacità sociali. “ 17
  • Progettare nel sociale La situazione attualePunti di forza Punti di debolezza 18
  • Progettare nel sociale Ipotesi sul futuroOPPORTUNITA’ MINACCE 19
  • Progettare nel sociale 20
  • Progettare nel socialeTECNICA O TECNICISMO? tecniche per l’ascolto, ossia metodi che aiutano a capire come i problemi sono percepiti dagli stakeholder e dai comuni cittadini. Possono essere impiegati soprattutto nella fase preliminare, quando si tratta di avviare un processo inclusivo, individuare i possibili interlocutori e capire quali sono i temi su cui lavorare; tecniche per l’interazione costruttiva, ossia metodi che aiutano i partecipanti a interloquire tra di loro e a produrre conclusioni interessanti. Possono essere impiegati per organizzare e gestire il processo decisionale; tecniche per la risoluzione dei conflitti, ossia metodi che aiutano ad affrontare questioni controverse. Possono essere impiegati quando sorge un conflitto. 21
  • Progettare nel socialeLa progettazione partecipata 22
  • Progettare nel sociale PREMESSE della progettazione partecipata Dichiarare i PROCESSO propri scopi Accettare le persone Inclusivo Criticare le ragioni Partecipativo Nel progettare Discorsivo Dialogico in modo partecipato è importante CONTENUTO sia il processo Fallibileche il contenuto Criticabile Razionale Sincero Esprimere i propri valori 23
  • Progettare nel sociale PROCESSOInclusivo: aperto alla partecipazione di tutti i soggetti interessatiPartecipativo: favorisce l’espressione delle ragioni di tutti i soggetti che partecipanoDiscorsivo: permette l’espressione diogni idea o pretesa e richiede chequesta idea o pretesa vengasostenuta da ragioniDialogico: favorisce l’espressionedelle differenze, ricercal’allargamento dei propri orizzonticulturali fino al limite ideale dellasovrapposizione. 24
  • Progettare nel sociale CONTENUTOFallibile: esclude la possibilità che qualcuno possieda la veritàCriticabile: ogni idea o pretesa può essere criticata attraverso ragioniRazionale: ognuno deve esprimereragioni a sostegno delle proprie idee opretese.Sincero: ognuno deve esprimere ilproprio pensiero, i propri scopi einteressi 25
  • Progettare nel sociale PROVA D’ ORCHESTRA1. OGNI PERSONA DEVE ESSERE TRATTATA ALLO STESSOMODO2. OGNI PERSONA DEVE CONTRIBUIRE IN BASE ALLEPROPRIE POSSIBILITA’ Se appare giusta la prima affermazione, appare inaccettabile la seconda. Se invece appare giusta la seconda affermazione, allora è la prima che non può essere accettata. Cosa ne pensate? Comprendersi su questo aspetto è di fondamentale importanza per poter lavorare assieme 26
  • QUESTIONI Etica nella relazione Uguaglianza e differenza Una regola è non egualitaria quando gli eguali hanno parti diseguali e i non eguali hanno parti eguali. I concetti di eguaglianza e giustizia devono essere disciplinati da regole che stabiliscono la ripartizione di benefici ed oneri rispetto a determinate caratteristiche. Un sistema politico che distribuisse parti uguali di tutto a tutti sarebbe non egualitario. 27
  • QUESTIONI Etica nella relazione Uguaglianza e differenza Ognuno contribuisce in modo uguale e riceve in modo uguale. Ognuno contribuisce in base alle proprie capacità e riceve in base ai propri bisogni. 28
  • Progettare nel sociale Qualcosa condiviso da tuttiDobbiamo fare qualcosa in piùdello scambiarci reciprocamentedelle informazioni: cosafacciamo, cosa desideriamo,come lavoriamo. Per lavorareassieme dobbiamo permettere aqualcosa che appartiene adognuno di noi di essere condivisoda tutti noi. Grande Spirito preservami dal giudicare un uomo non prima di aver percorso un miglio nei suoi mocassini. Guerriero Apache Anonimo 29
  • Progettare nel sociale Condividere una visione del mondoLa visione del mondo cheabbiamo è come una mappa checi guida nell’affrontare la vita e larealtà. Ognuno di noi possiedeuna mappa personale che èsostanzialmente diversa, in molteparti, da quella degli altri. Perandare nella stessa direzionedobbiamo costruire econdividere una mappa.Costruire una mappa comune. 30
  • Progettare nel sociale LA CONDIZIONE INTERSOGGETTIVAIl primo progetto da costruireassieme sarà quello di passaredal puzzle ad un quadro. Unquadro in cui possiamo metteremolti colori, ma che sarà piùdella somma del contributo diognuno. Attraverso quella magiache possiamo chiamarecondizione intersoggettiva, saràla nostra opera, il frutto delnostro lavorare assieme. 31
  • Progettare nel sociale Obiettivi, mezzi e finiL’iniziativa da realizzare non è un fine, ma solo un mezzo per raggiungerei nostri fini. E’ un obiettivo fintanto che non la realizziamo, ma nondobbiamo dimenticare che è solamente un mezzo.Elevata a valore assoluto l’efficienzamette in ombra lo scopo delle azioni,la loro direzione, il loro senso, perattestarsi sulla pura funzionalitàpriva di riferimenti.Una insensatezza per cui gli“obiettivi” diventano “fini” perconseguire ulteriori “mezzi”, dove ilsemplice “fare” trova la suagiustificazione nel “fare”indipendentemente da quello che sifa. 32
  • Progettare nel sociale Responsabilità e ConseguenzeE’ difficile prevedere le conseguenze del nostro comportamento, a volteimpossibile. Solo a posteriori possiamo comprenderle nella loro realtà.Responsabilità significa non sottrarsi, comunque, a questo difficilecompito di comprensione.Il Re non vedeva di buon occhio che ilfiglio abbandonasse le strade controllate,si aggirasse per le campagne per formarsiun giudizio sul mondo; perciò gli regalòcarrozza e cavalli.“Ora non hai più bisogno di andare apiedi” furono le sue parole.“Ora non ti è più consentito di farlo” fu illoro significato.“Ora non puoi più farlo” fu il loro effetto. Se padre e figlio avessero deciso assieme, le conseguenze della decisione sarebbero state le stesse? 33
  • Progettare nel sociale SCEGLIERE, DECIDEREAbbiamo bisogno, per scegliere e decidere, di collegare gli obiettivi ai fini, e dicollegare le attività agli obiettivi. Possiamo utilizzare alcune indicazioni guida perla scelta:EFFICACIA: la potenzialitàdell’attività di raggiungerel’obiettivo.EFFICIENZA: quante risorseuseremo, quanti risultatiotteniamoREALTA’: la probabilità di riuscire arealizzare l’attivitàPIACEVOLEZZA: quanto ci piace,diverte, l’attività sia nellacostruzione che nello svolgimento 34
  • Progettare nel sociale 35
  • Realizzare la nostra sceltaOra l’iniziativa da realizzare diventa il nostro obiettivo, ma nondimentichiamo che è un mezzo per raggiungere i nostri fini. Diventa ilnostro obiettivo in modo temporaneo.Tutte le nostre energie, lanostra attenzione, verràfocalizzata per realizzare lanostra scelta.Una volta realizzata dovremotornare a considerarla unmezzo e recuperare ilsignificato di quello chefacciamo, guardarenuovamente ai fini delle nostreattività. 36
  • OrganizzazioneFatte le scelte per partire: è necessario definire un minimo diorganizzazione, per usare bene le energie, per suddividere le attività, percoordinare le persone, per verificare i risultati. Ci può aiutare risponderead alcune domande: •Chi fa che cosa? •A chi ci si rivolge in caso di difficoltà? •Chi riunisce il gruppo di progetto? •Come vengono mantenuti i contatti tra i diversi gruppi? •Quando verifichiamo a che punto siamo con l’avanzamento dei lavori? 37
  • Progettare nel sociale I bisogni della comunitàSolitamente si parla di bisogni della comunità, non delle persone. Probabilmente ci siriferisce alla definizione “sociale” dei problemi, o dei bisogni, da affrontare. Questoprocesso viene chiamato “incorniciamento” [framing], e serve a identificare versoquali tematiche si vuole focalizzare l’attenzione. Domande: Chi definisce la cornice problema, o la cornice bisogno? In che modo, con quale processo, avviene la definizione delle cornici [frame]? La mia associazione in che modo partecipa alla definizione delle cornici [frame] (problemi, bisogni)? 38
  • Progettare nel sociale I soggetti interessatiRitengo che si presti sempre poca attenzione, rispetto alla rilevanza del problema,alla identificazione dei soggetti interessati [stakeholders]. Il loro coinvolgimento èelemento essenziale per una buona progettazione. Domande: Come individuiamo i soggetti interessati? Come possiamo rientrare tra i soggetti interessanti? In che modo vengono informati? Come possiamo informarci? Cosa facciamo per coinvolgerli nel processo? Come possiamo coinvolgerci? 39
  • Progettare nel sociale Il processo della progettazioneIn generale un processo è una rete di cambiamenti, attività o azioni collegate tra loro.Nella progettazione il processo riguarda i modi, le forme, le finalità, i canali usati nellacomunicazione [media] tra i soggetti coinvolti. Domande: Chi informa chi? Come avviene la comunicazione? Attraverso quali strumenti si comunica? Chi organizza temi, tempi, rilevanza della comunicazione? 40
  • Progettare nel sociale PROCESSI DECISIONALI INCLUSIVI Negli ultimi anni si è assistito in Italia e in Europa ad un radicale cambiamento, che ha visto nuovi modelli di governance aggiungersi a quelli più consolidati di government. Questo passaggio ha portato ad una crescente diffusione di progetti e strutture tese a coinvolgere cittadini e attori organizzati nei processi decisionali in campo urbanistico, della sostenibilità ambientale, della vivibilità degli spazi, nella pianificazione dei servizi, e più in generale delle politiche di sviluppo locale e delle politiche pubbliche integrate.Alla base di strumenti come l’Agenda 21 Locale, i ProgettiIntegrati Territoriali, i Programmi Comunitari quali Leader,Equal o Interreg, i Piani Sociali di Zona, i Piani Strategiciper le città e altri, ci sono( o dovrebbero esserci) processidecisionali inclusivi che necessitano di metodologie perfacilitare la partecipazione attiva delle persone. 41
  • Progettare nel sociale Struttura del contestoLa qualità dell’interazione dipende inlarga misura dalla struttura delcontesto (del setting, della cornice)entro cui si svolge.La cornice non pregiudica ilcontenuto delle scelte, ma èfondamentale per permettere che ipartecipanti possano arrivare aformulare delle conclusioni (qualsiasiesse siano) riconoscendosi in esse ericavandone la convinzione di averfatto un buon lavoro. L’esperienzadimostra che questa ipotesi funzionabenissimo. 42