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Criticità e positività nell'ipermedialità

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descrizione di teorie sulla multimedialità attraverso mappe concettuali

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  • 1. CRITICITA’ E POSITIVITA’ NELL’ IPERMEDIALITA’.... M. I.
  • 2. TEORIE DI RIFERIMENTO ILLUSTRATE ATTRAVERSO LE MAPPE CONCETTUALI
  • 3. Premessa
    • L’ irreversibile processo innovativo che l’ ipermedialità ha introdotto nella società e in modo particolare nella scuola, ha da qualche tempo vivacizzato il dibattito tra gli “addetti ai lavori”. Le diverse linee di pensiero, supportate tutte da valide ricerche, discutono delle potenzialità ma anche delle criticità che questa nuova e rivoluzionaria forma espressiva e comunicativa attiva nelle menti degli alunni e degli insegnanti. Le pagine che seguono, rivolte come spunto di riflessione ai docenti, illustrano in modo sintetico le teorie più importanti, necessarie e utili da conoscere soprattutto in ambito didattico.
  • 4. MAPPE CONCETTUALI : PERCHE’?
    • Le mappa concettuale è uno strumento che da tempo ha mostrato tutta la sua valenza. Nella scuola, dalla primaria alla secondaria, sviluppa negli alunni l’attitudine a costruire connessioni fra concetti, rappresentando in forma spaziale l’organizzazione della conoscenza di un argomento.
    • I nodi sono rappresentati da parole-concetto e le relazioni tra i nodi sono espresse da parole-legame, che illustrano in forma grafica le espressioni di significato. La posizione dei nodi è una struttura articolata per livelli gerarchici. La stesura della mappa, sintesi di molteplici studi sull’apprendimento (Ausubel), da un punto di vista grafico non è vincolata a schemi rigidi, naturalmente tenendo presenti indicazioni di carattere generale (Novak).
  • 5. MAPPE CONCETTUALI PER:
    • interpretare
    • rielaborare
    • trasmettere….
  • 6. .... COSA?
    • conoscenze
    • informazioni
    • dati….
  • 7. … . COME?
    • attraverso la visualizzazione dell’oggetto della comunicazione
    • attraverso la visualizzazione dei concetti principali e dei legami che essi stabiliscono
  • 8. TIPOLOGIE DI MAPPE CONCETTUALI
    • Mappe cognitive
    • Mappe mentali
    • Mappe strutturali
  • 9. FUNZIONI DIDATTICHE DELLA MAPPA
    • valutazione / autovalutazione
    • rafforzamento della componente epistemologica
    • comprensione e metacomprensione
  • 10. ORGANIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI
      • L’organizzazione delle informazioni, realizzata attraverso la condivisione e la costruzione collaborativa, rappresenta un ulteriore potenziamento concettuale, in un contesto di costruzione sociale della conoscenza in cui i membri del gruppo mettono a disposizione reciprocamente i propri saperi, per crescere cognitivamente attraverso un ruolo attivo, ri-organizzando le proprie conoscenze.
      • Mappe di argomenti diversi possono essere collegate tra loro attraverso l’ iterdisciplinarità e la trasversalità dei percorsi.
  • 11. COSTRUZIONE DELLA MAPPA IN CINQUE FASI
  • 12. 1. Brainstorming generazione di idee finalizzata all’individuazione dei concetti
  • 13. 2 . Individuazione delle parole-legame
  • 14. 3. Organizzazione spaziale
  • 15. 4. Individuazione dei collegamenti tra i concetti
  • 16. 5. Revisione e verifica della mappa
  • 17.
    • q
  • 18. TEORIE DELL’APPRENDIMENTO MULTIMEDIALE L’ APPRENDIMENTO MULTIMEDIALE SECONDO LA TEORIA DI MAYER (2001) Mayer ha sviluppato un modello che tiene conto delle teorie dei suoi predecessori e sostiene che una teoria cognitiva dell’apprendimento multimediale non possa prescindere da 3 assunzioni di base:
  • 19. Concetto del carico cognitivo di Chandler e Sweller
  • 20. Concetto di elaborazione attiva, Mayer 2000
  • 21. Concetto della doppia codifica , Paivio
  • 22. Mayer è giunto ad illustrare 6 principi fondamentali dell’apprendimento multimediale:
  • 23. 1. Principio multimediale
  • 24. 2. Principio della vicinanza spaziale e temporale
  • 25. 3. Principio della rilevanza o coerenza del materiale
  • 26. 4. Principio della modalità diversa
  • 27. 5. Principio della ridondanza
  • 28. 6. Principio della personalizzazione
  • 29. DIFFERENZE INDIVIDUALI E TRA I MEDIA NELL’APPRENDIMENTO
    • Un formato multimediale sarà in grado di favorire l’apprendimento quanto più esso sia in grado di rispondere alle esigenze del sistema cognitivo di ogni singola persona. Ne deriva che non tutte le presentazioni ipermediali sono efficaci allo stesso modo. Inoltre vanno considerate, come anche Mayer sostiene, le differenze individuali che gli individui posseggono, intese come conoscenze generali e capacità visuo-spaziali causa del diverso impatto che una presentazione ipermediale può avere. Colui che apprende è il principale attore nel processo di acquisizione delle conoscenze indipendentemente dal tipo di mezzo utilizzato.
  • 30. Criticità ipermediali Diversi studi in ambito pedagogico e psicologico, pongono dubbi sull’efficacia, sul valore e sulla produttività della comunicazione basata sull’ ipermedialità. Vengono sottolineati, in modo particolare, problemi di carattere intellettivo, cognitivo e psicologico, a causa della frammentazione del testo, della distrazione (legata alla frammentazione), del multitasking.
  • 31.  
  • 32.  
  • 33. Teoria del carico cognitivo ( Chandler e Sweller 1991)
    • Essa si focalizza sul concetto di risorse cognitive disponibili e su come esse vengano utilizzate durante l’apprendimento e direzionate verso gli obiettivi specifici dell’apprendimento stesso, in modo da non determinare un sovraccarico cognitivo
  • 34. BIBLIOGRAFIA
    • Tags: media, conoscenza di G. Cecchinato
    • N. Carr :Internet ci rende stupidi? Ed. R. Cortina
    • Mammarella, Cornoldi, Pazzaglia :Psicologia dell’apprendimento multimediale, Il Mulino, 2004
    • Lezioni prof. Cecchinato in http://prezi.com/6gcf1_u0_6fu/tecnologie-dei-media-digitali-lezione-1