CRITICITA’ E POSITIVITA’CRITICITA’ E POSITIVITA’
NELL’ IPERMEDIALITA’....NELL’ IPERMEDIALITA’....
M. I.M. I.
TEORIE DI RIFERIMENTO ILLUSTRATE ATTRAVERSO LETEORIE DI RIFERIMENTO ILLUSTRATE ATTRAVERSO LE
MAPPE CONCETTUALIMAPPE CONCET...
PremessaPremessa
• L’ irreversibile processo innovativo che l’ ipermedialità ha introdotto nella società e in modoL’ irrev...
MAPPE CONCETTUALI : PERCHE’?MAPPE CONCETTUALI : PERCHE’?
• Le mappa concettuale è uno strumento che da tempo ha mostrato t...
MAPPE CONCETTUALI PER:MAPPE CONCETTUALI PER:
interpretareinterpretare
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trasmettere….trasmettere….
.... COSA?.... COSA?
• conoscenze
• informazioni
• dati….
…. COME?
• attraverso la visualizzazione dell’oggetto della comunicazione
• attraverso la visualizzazione dei concetti pri...
TIPOLOGIE DI MAPPE CONCETTUALITIPOLOGIE DI MAPPE CONCETTUALI
• Mappe cognitiveMappe cognitive
• Mappe mentaliMappe mentali...
FUNZIONI DIDATTICHE DELLA MAPPAFUNZIONI DIDATTICHE DELLA MAPPA
• valutazione / autovalutazionevalutazione / autovalutazion...
ORGANIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONIORGANIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI
– L’organizzazione delle informazioni, realizzata attra...
COSTRUZIONE DELLA MAPPA IN CINQUE FASICOSTRUZIONE DELLA MAPPA IN CINQUE FASI
1. Brainstorming1. Brainstorming
generazione di idee finalizzata all’individuazione dei concettigenerazione di idee finali...
22. Individuazione delle parole-legame. Individuazione delle parole-legame
3. Organizzazione spaziale3. Organizzazione spaziale
4. Individuazione dei collegamenti tra i concetti4. Individuazione dei collegamenti tra i concetti
5. Revisione e verifica della mappa5. Revisione e verifica della mappa
L’ APPRENDIMENTO MULTIMEDIALE SECONDO LAL’ APPRENDIMENTO MULTIMEDIALE SECONDO LA
TEORIA DI MAYER (2001)TEORIA DI MAYER (20...
Concetto del carico cognitivo di Chandler eConcetto del carico cognitivo di Chandler e
SwellerSweller
Concetto di elaborazione attiva, Mayer 2000Concetto di elaborazione attiva, Mayer 2000
Concetto della doppia codifica , PaivioConcetto della doppia codifica , Paivio
Mayer è giunto ad illustrare 6 principi fondamentaliMayer è giunto ad illustrare 6 principi fondamentali
dell’apprendiment...
1. Principio multimediale1. Principio multimediale
2. Principio della vicinanza spaziale e temporale2. Principio della vicinanza spaziale e temporale
3. Principio della rilevanza o coerenza del materiale3. Principio della rilevanza o coerenza del materiale
4. Principio della modalità diversa4. Principio della modalità diversa
5. Principio della ridondanza5. Principio della ridondanza
6. Principio della personalizzazione6. Principio della personalizzazione
DIFFERENZE INDIVIDUALI E TRA I MEDIA NELL’APPRENDIMENTODIFFERENZE INDIVIDUALI E TRA I MEDIA NELL’APPRENDIMENTO
• Un format...
Criticità ipermedialiCriticità ipermediali
Diversi studi in ambito pedagogico e psicologico, pongono dubbiDiversi studi in...
Teoria del carico cognitivo ( Chandler e Sweller 1991)
• Essa si focalizza sul concetto di risorse cognitive disponibili e...
BIBLIOGRAFIABIBLIOGRAFIA
• Tags: media, conoscenza di G. Cecchinato
• N. Carr :Internet ci rende stupidi? Ed. R. Cortina
•...
Criticità e positività nell'ipermedialità
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Criticità e positività nell'ipermedialità

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    1. 1. CRITICITA’ E POSITIVITA’CRITICITA’ E POSITIVITA’ NELL’ IPERMEDIALITA’....NELL’ IPERMEDIALITA’.... M. I.M. I.
    2. 2. TEORIE DI RIFERIMENTO ILLUSTRATE ATTRAVERSO LETEORIE DI RIFERIMENTO ILLUSTRATE ATTRAVERSO LE MAPPE CONCETTUALIMAPPE CONCETTUALI
    3. 3. PremessaPremessa • L’ irreversibile processo innovativo che l’ ipermedialità ha introdotto nella società e in modoL’ irreversibile processo innovativo che l’ ipermedialità ha introdotto nella società e in modo particolare nella scuola, ha da qualche tempo vivacizzato il dibattito tra gli “addetti ai lavori”. Leparticolare nella scuola, ha da qualche tempo vivacizzato il dibattito tra gli “addetti ai lavori”. Le diverse linee di pensiero, supportate tutte da valide ricerche, discutono delle potenzialità madiverse linee di pensiero, supportate tutte da valide ricerche, discutono delle potenzialità ma anche delle criticità che questa nuova e rivoluzionaria forma espressiva e comunicativa attivaanche delle criticità che questa nuova e rivoluzionaria forma espressiva e comunicativa attiva nelle menti degli alunni e degli insegnanti. Le pagine che seguono, rivolte come spunto dinelle menti degli alunni e degli insegnanti. Le pagine che seguono, rivolte come spunto di riflessione ai docenti, illustrano in modo sintetico le teorie più importanti, necessarie e utili dariflessione ai docenti, illustrano in modo sintetico le teorie più importanti, necessarie e utili da conoscere soprattutto in ambito didattico.conoscere soprattutto in ambito didattico.
    4. 4. MAPPE CONCETTUALI : PERCHE’?MAPPE CONCETTUALI : PERCHE’? • Le mappa concettuale è uno strumento che da tempo ha mostrato tutta la sua valenza. NellaLe mappa concettuale è uno strumento che da tempo ha mostrato tutta la sua valenza. Nella scuola, dalla primaria alla secondaria, sviluppa negli alunni l’attitudine a costruire connessioni frascuola, dalla primaria alla secondaria, sviluppa negli alunni l’attitudine a costruire connessioni fra concetti, rappresentando in forma spaziale l’organizzazione della conoscenza di un argomento.concetti, rappresentando in forma spaziale l’organizzazione della conoscenza di un argomento. • I nodi sono rappresentati da parole-concetto e le relazioni tra i nodi sono espresse da parole-I nodi sono rappresentati da parole-concetto e le relazioni tra i nodi sono espresse da parole- legame, che illustrano in forma grafica le espressioni di significato. La posizione dei nodi è unalegame, che illustrano in forma grafica le espressioni di significato. La posizione dei nodi è una struttura articolata per livelli gerarchici. La stesura della mappa, sintesi di molteplici studistruttura articolata per livelli gerarchici. La stesura della mappa, sintesi di molteplici studi sull’apprendimento (Ausubel), da un punto di vista grafico non è vincolata a schemi rigidi,sull’apprendimento (Ausubel), da un punto di vista grafico non è vincolata a schemi rigidi, naturalmente tenendo presenti indicazioni di carattere generale (Novak).naturalmente tenendo presenti indicazioni di carattere generale (Novak).
    5. 5. MAPPE CONCETTUALI PER:MAPPE CONCETTUALI PER: interpretareinterpretare rielaborarerielaborare trasmettere….trasmettere….
    6. 6. .... COSA?.... COSA? • conoscenze • informazioni • dati….
    7. 7. …. COME? • attraverso la visualizzazione dell’oggetto della comunicazione • attraverso la visualizzazione dei concetti principali e dei legami che essi stabiliscono
    8. 8. TIPOLOGIE DI MAPPE CONCETTUALITIPOLOGIE DI MAPPE CONCETTUALI • Mappe cognitiveMappe cognitive • Mappe mentaliMappe mentali • Mappe strutturaliMappe strutturali
    9. 9. FUNZIONI DIDATTICHE DELLA MAPPAFUNZIONI DIDATTICHE DELLA MAPPA • valutazione / autovalutazionevalutazione / autovalutazione • rafforzamento della componente epistemologicarafforzamento della componente epistemologica • comprensione e metacomprensionecomprensione e metacomprensione
    10. 10. ORGANIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONIORGANIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI – L’organizzazione delle informazioni, realizzata attraverso la condivisione e la costruzioneL’organizzazione delle informazioni, realizzata attraverso la condivisione e la costruzione collaborativa, rappresenta un ulteriore potenziamento concettuale, in un contesto dicollaborativa, rappresenta un ulteriore potenziamento concettuale, in un contesto di costruzione sociale della conoscenza in cui i membri del gruppo mettono a disposizionecostruzione sociale della conoscenza in cui i membri del gruppo mettono a disposizione reciprocamente i propri saperi, per crescere cognitivamente attraverso un ruolo attivo, ri-reciprocamente i propri saperi, per crescere cognitivamente attraverso un ruolo attivo, ri- organizzando le proprie conoscenze.organizzando le proprie conoscenze. – Mappe di argomenti diversi possono essere collegate tra loro attraverso l’ iterdisciplinarità eMappe di argomenti diversi possono essere collegate tra loro attraverso l’ iterdisciplinarità e la trasversalità dei percorsi.la trasversalità dei percorsi.
    11. 11. COSTRUZIONE DELLA MAPPA IN CINQUE FASICOSTRUZIONE DELLA MAPPA IN CINQUE FASI
    12. 12. 1. Brainstorming1. Brainstorming generazione di idee finalizzata all’individuazione dei concettigenerazione di idee finalizzata all’individuazione dei concetti
    13. 13. 22. Individuazione delle parole-legame. Individuazione delle parole-legame
    14. 14. 3. Organizzazione spaziale3. Organizzazione spaziale
    15. 15. 4. Individuazione dei collegamenti tra i concetti4. Individuazione dei collegamenti tra i concetti
    16. 16. 5. Revisione e verifica della mappa5. Revisione e verifica della mappa
    17. 17. L’ APPRENDIMENTO MULTIMEDIALE SECONDO LAL’ APPRENDIMENTO MULTIMEDIALE SECONDO LA TEORIA DI MAYER (2001)TEORIA DI MAYER (2001) Mayer ha sviluppato un modello che tiene conto delle teorie dei suoi predecessori eMayer ha sviluppato un modello che tiene conto delle teorie dei suoi predecessori e sostiene che una teoria cognitiva dell’apprendimento multimediale non possasostiene che una teoria cognitiva dell’apprendimento multimediale non possa prescindere da 3 assunzioni di base:prescindere da 3 assunzioni di base:
    18. 18. Concetto del carico cognitivo di Chandler eConcetto del carico cognitivo di Chandler e SwellerSweller
    19. 19. Concetto di elaborazione attiva, Mayer 2000Concetto di elaborazione attiva, Mayer 2000
    20. 20. Concetto della doppia codifica , PaivioConcetto della doppia codifica , Paivio
    21. 21. Mayer è giunto ad illustrare 6 principi fondamentaliMayer è giunto ad illustrare 6 principi fondamentali dell’apprendimento multimediale:dell’apprendimento multimediale:
    22. 22. 1. Principio multimediale1. Principio multimediale
    23. 23. 2. Principio della vicinanza spaziale e temporale2. Principio della vicinanza spaziale e temporale
    24. 24. 3. Principio della rilevanza o coerenza del materiale3. Principio della rilevanza o coerenza del materiale
    25. 25. 4. Principio della modalità diversa4. Principio della modalità diversa
    26. 26. 5. Principio della ridondanza5. Principio della ridondanza
    27. 27. 6. Principio della personalizzazione6. Principio della personalizzazione
    28. 28. DIFFERENZE INDIVIDUALI E TRA I MEDIA NELL’APPRENDIMENTODIFFERENZE INDIVIDUALI E TRA I MEDIA NELL’APPRENDIMENTO • Un formato multimediale sarà in grado di favorire l’apprendimento quanto più esso siaUn formato multimediale sarà in grado di favorire l’apprendimento quanto più esso sia in grado di rispondere alle esigenze del sistema cognitivo di ogni singola persona. Nein grado di rispondere alle esigenze del sistema cognitivo di ogni singola persona. Ne deriva che non tutte le presentazioni ipermediali sono efficaci allo stesso modo.deriva che non tutte le presentazioni ipermediali sono efficaci allo stesso modo. Inoltre vanno considerate, come anche Mayer sostiene, le differenze individuali cheInoltre vanno considerate, come anche Mayer sostiene, le differenze individuali che gli individui posseggono, intese come conoscenze generali e capacità visuo-spazialigli individui posseggono, intese come conoscenze generali e capacità visuo-spaziali causa del diverso impatto che una presentazione ipermediale può avere. Colui checausa del diverso impatto che una presentazione ipermediale può avere. Colui che apprende è il principale attore nel processo di acquisizione delle conoscenzeapprende è il principale attore nel processo di acquisizione delle conoscenze indipendentemente dal tipo di mezzo utilizzato.indipendentemente dal tipo di mezzo utilizzato.
    29. 29. Criticità ipermedialiCriticità ipermediali Diversi studi in ambito pedagogico e psicologico, pongono dubbiDiversi studi in ambito pedagogico e psicologico, pongono dubbi sull’efficacia, sul valore e sulla produttività della comunicazionesull’efficacia, sul valore e sulla produttività della comunicazione basata sull’ ipermedialità. Vengono sottolineati, in modo particolare,basata sull’ ipermedialità. Vengono sottolineati, in modo particolare, problemi di carattere intellettivo, cognitivo e psicologico, a causaproblemi di carattere intellettivo, cognitivo e psicologico, a causa della frammentazione del testo, della distrazione (legata alladella frammentazione del testo, della distrazione (legata alla frammentazione), del multitasking.frammentazione), del multitasking.
    30. 30. Teoria del carico cognitivo ( Chandler e Sweller 1991) • Essa si focalizza sul concetto di risorse cognitive disponibili e su come esse vengano utilizzate durante l’apprendimento e direzionate verso gli obiettivi specifici dell’apprendimento stesso, in modo da non determinare un sovraccarico cognitivo
    31. 31. BIBLIOGRAFIABIBLIOGRAFIA • Tags: media, conoscenza di G. Cecchinato • N. Carr :Internet ci rende stupidi? Ed. R. Cortina • Mammarella, Cornoldi, Pazzaglia :Psicologia dell’apprendimento multimediale, Il Mulino, 2004 • Lezioni prof. Cecchinato in http://prezi.com/6gcf1_u0_6fu/tecnologie-dei-media-digitali-lezione-1

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