Storia recente di internet ed effetti di rete - Presentation Transcript
La storia recente del web fra miraggi e speculazioni Maurizio Boscarol
L’editoria al tempo del web
Nato nel 1990, il web si diffuse molto rapidamente a partire dal 1994
Tuttavia non era ben chiaro come il web potesse essere uno strumento fonte di redditività per chi ci investisse: le visite sui siti non corrispondevano a transazioni, mentre il costo per produrre contenuti di valore erano comunque alti
Si sono diffuse aspettative di vario genere sull’e-commerce e sulla redditività delle pubblicità, assieme ad altri modelli di business che vedremo
Il miraggio della “new-economy”
Dal 1996 molte compagnie tradizionali consideravano non più opzionale avere una presenza su web
L’aspettativa di nuovi modelli di business intrigò un esercito di giovani (spesso disoccupati) che videro nella rete il miraggio di una vita di successo fuori dai canali lavorativi tradizionali (generazione X)
Si diffusero presto concetti come e-mail advertising, mail-order, customer relationship management
Analisti finanziari compiacenti
Il web divenne una killer application: poteva connettere istantaneamente compratori e venditori in tutto il mondo, a costi bassissimi o nulli
Molti visionari che predicevano un radicale cambiamento dell’economia mondiale basato sulla rete vennero presi sul serio anche da investitori tradizionali e venture capitalist
Alcuni analisti finanziari improvvisati decantavano il valore e la crescita futura dei titoli tecnologici, sparandola sempre più grossa.
Si seppe poi che molti di questi analisti (per lo più dalla formazione anomala) avevano rapporti con le aziende di cui parlavano, e che basavano le loro analisi su criteri “creativi” e non su modelli scientifici di analisi…
La crescita della bolla speculativa
Questa fase è nota come bolla speculativa delle dot-com (imprese legate al web) o della new economy
Spesso queste imprese avevano manager giovanissimi e inesperti, ma con una credibilità quasi illimitata dai venture capitalist, perché si moltiplicava un clima d’opinione favorevole alle economie di rete come panacea per i mali dell’economia reale
La bolla cresce
Molte imprese legate alla new economy vennero quotate ad una borsa di titoli tecnologici (il Nasdaq in USA), e il loro valore di mercato (titoli) crebbe ben oltre quanto le tradizionali regole economiche rendessero plausibile dati i fondamentali
Si trattava di imprese indebitatissime, che non producevano alcun utile e che non promettevano di produrne per anni, salvo eccezioni!
Anche in Italia, a Milano, si creavano i “martedì della new economy”, dove danarosi venture capitalist come Elserino Piol ricevevano giovani brillanti in coda come ad una processione
Il 10 gennaio 2000 AOL acquista Time Warner!
Aol/Time Warner
Aol era un colosso della connettività
Time Warner un colosso della produzione di contenuti
L’assunto all’epoca era che la rete sarebbe diventata il nuovo contenitore/distributore di contenuti a pagamento!
Contava poco l’evidenza che all’epoca nessuno fosse disposto a pagare…
10 marzo 2000: lo scoppio
Speculazioni pure
In quel periodo l’obiettivo di alcuni “imprenditori” speculatori era quello di creare una start-up e poi rivenderla (farsela comprare) da qualche grosso gruppo per lucrare sulle plusvalenze
Oltre a chi ci credeva, la new economy era infestata anche di speculatori puri e semplici che tentavano di sfruttare le tendenze del momento
Abbagli collettivi?
Quello che ci si può chiedere è: possibile che investitori e finanziatori esperti credessero all’idea di aziende che avrebbero creato quegli utili nonostante la grande distanza fra indicatori tradizionali, quotazione e gli scarsi introiti?
La risposta veniva allora giustificata con i cosiddetti network effect , effetti di rete, che sembravano fornire base matematica alle farneticanti teorie degli analisti compiacenti
Legge di Sarnoff
Il valore di una rete di trasmissione (broadcast) cresce con il numero di utenti
Vale per la tv. Relazione lineare
V = N
Legge di Metcalfe
L'utilità e il valore di una rete di comunicazione sono pari ad n^2 - n dove n è il numero degli utenti
Valore quadratico
V = n^2
Dimostrazione:
Per dimostrare la legge usiamo una rete di macchine fax:
Una macchina fax presa singolarmente è inutile dato che non la si può usare per comunicare, il suo valore è uguale a 1-1 = 0.
Con 3 macchine fax il valore della rete diventa 9-3 = 6
Con 5 macchine collegate il valore della rete diventa 25-5 = 20.
Con 12 macchine collegate il valore della rete diventa 144-12 = 132.
Con 1000 macchine collegate il valore diventa 1000000-1000 = 999000
La legge di Metcalfe oggi
In un articolo pubblicato nel marzo 2005, due ricercatori dell'università del Minnesota, Andrew Odlyzko e Benjamin Tilly, sostengono che la legge di Metcalfe è eccessivamente ottimista. Secondo i ricercatori il difetto principale della legge di Metcalfe è che essa considera tutti i componenti di una rete di uguale importanza, quando in effetti non lo sono
Prendiamo, per esempio, un computer generico connesso alla rete ed una macchina server che fornisce milioni di utenti. In questo caso è ovvio che il valore del server sarà molto più alto di quello del generico computer.
I ricercatori propongono una nuova legge che regola la crescita del valore di una rete in modo logaritmico , che tiene conto di questo fattore importante. Il valore della rete e la sua crescita avviene dunque in modo meno drammatico.
Legge di Reed
E’ un’affermazione di David P.Reed secondo cui l’utilità dei grandi network, soprattutto i network sociali , aumenta esponenzialmente con la grandezza del network.
La ragione è che il numero dei sottogruppi possibili del network è 2 N - N - 1.
E dunque cresce molto più rapidamente sia di N, sia delle possibili connessioni fra coppie di membri
Dunque anche se l’utilità dei singoli gruppi è bassa, appartenere alla rete più ampia può comunque portare a vantaggi dominanti sull’economia del sistema
http://www.reed.com/Papers/GFN/reedslaw.html
Legge di Reed
Vale soprattutto per le reti sociali, in cui oltre a comunicare (come con i fax) si formano comunità di interessi, che condividono obiettivi e hanno senso di appartenenza
Valore esponenziale, perché considera la formazione dei possibili sottogruppi
V = 2 ^ N
Conseguenze
Queste 3 leggi spiegano lo spostamento di focus progressivo dal contenuto (reti broadcast), al numero di utenti (reti di connettività/relazione) alla formazione di gruppi.
Se la legge di Reed è vera, chi fa internet dovrebbe puntare a creare comunità
Meetic--- eBay--- Facebook --- piuttosto che produrre contenuti
In realtà
La legge di Reed è poco nota e forse poco capita. E’ prevalsa la conoscenza della legge di Metcalfe, ma con scarsa comprensione: la si è applicata alla produzione di contenuti anziché a quella di relazioni
In ogni caso quel che pare contare è la generazione di comunità, anche piccole
All’origine della “bolla speculativa”
La credenza che quando si viene a creare un nuovo mercato che contenga forti effetti di rete, le aziende dovrebbero guardare più alla propria quota di mercato (market share) che all’effettivo profitto dell’impresa.
Questo si credeva perché la quota di mercato avrebbe deciso quale azienda avrebbe imposto i propri standard tecnici e di mercato , e così dominato le competizioni future
Gli standard
La questione degli standard è dunque la vera questione che scorre sottotraccia durante questi primi anni di sviluppo della rete
Un’azienda o un gruppo di aziende avrebbe, prima o poi, dominato gli standard tecnologici che tutti avrebbero dovuto usare?
Proprietà della rete
L’accesso alla tecnologia ha bisogno di protocolli e di linguaggi standard, cioè condivisi
D’altra parte, il primo standard riguarda la disponibilità della rete, che è in buona parte gestita dalle compagnie telefoniche
Infatti sono state le uniche a guadagnare costantemente e continuativamente, perché detengono il monopolio dell’infrastruttura, e chiunque ci deve pagare un pedaggio (canone, tempo di connessione)
Internet proprietaria
Un’altra questione riguarda la proprietà della rete internet stessa, con il controllo dei dati che ci passano e dei server che la ospitano (al limite anche dei protocolli di comunicazione che la regolano)
Ancora agli inizi degli anni 90, Bill Gates tentava di creare un’internet che girasse esclusivamente su macchine microsoft e che fosse sotto il suo totale controllo
Pochi anni dopo, constatata l’impossibilità di fatto, abbraccia la rete com’è ora e abbandona il progetto
Browser (e html) proprietario
Un’ulteriore modo per detenere il controllo è quello di avere il monopolio del browser, attraverso il monopolio del linguaggio che il browser interpreta
Si fa il possibile per creare un html più ricco e interattivo, che funziona solo con internet explorer
Strategia chiamata Embrace, extend and extinguish (EEE), legata in realtà non (solo) all’html ma alla possibilità di usare altri linguaggi (java, active-x)
Dopo anni di dominio (con la cosiddetta guerra dei browser) il nemico storico Netscape è sconfitto, ma per ragioni legate agli effetti di rete, anche la speranza di un monopolio sul linguaggio e sui browser, comunque dominanti, è sfumata
Rich media
Un’altra guerra è sui formati (e dunque sui software che li leggono) dei contenuti multimediali: filmati, attraverso Windows Media Player vs Quick time (software Apple, molto diffuso però nella produzione video, su cui tradizionalmente Apple dominava dagli anni 80)
Guerra per il vendor lock-in
Da qualunque parte la si guardi, si trova una guerra per il predominio di un formato o di un linguaggio, di un programma o di uno standard, con l’intento di poter dominare in maniera pressoché esclusiva la rete
Il vendor lock-in si verifica quando il costo di passaggio (switching cost) , reale o percepito, che un cliente deve sostenere per passare da un prodotto o servizio di un vendor (rivenditore) a quelli di un altro vendor è tale da scoraggiare tale passaggio
Lock-in e monopoli
Creando questi costi, si crea una situazione di vantaggio per il vendor e di svantaggio per il consumatore
I costi di lock-in possono creare barriere in ingresso talmente alte in un certo mercato (impedendo l’ingresso di nuovi soggetti che vogliano competere in quel mercato) da configurare un effettivo monopolio e dar vita ad azioni delle autorità antitrust
In campo informatico
In campo informatico il lock-in richiede una mancanza di compatibilità fra sistemi differenti (browser, computer, periferiche), tali da richiedere l’acquisto e l’utilizzo di un solo prodotto e rendere difficile il passaggio a sistemi differenti
Contro questa situazione si battono i sostenitori degli standard aperti
Open standards
Sono standard che sono pubblicamente disponibili e liberamente implementabili
Aumentano la compatibilità fra sistemi hardware e software
Non sono necessariamente gratuiti: possono richiedere una tassa sui diritti (royalty fee) “ragionevole e non discriminatoria” per l’uso (ad esempio per lo standard GIF)
La differenza con gli standard proprietari è che per questi ultimi è molto difficile ottenere il permesso e la licenza d’uso
Open formats
Gli standard aperti che possono essere implementati da chiunque senza restrizioni o pagamenti sono noti a volte come “open formats”
Si tratta di formati di immagazzinamento dei dati aperti e utilizzabili da chiunque, perché solitamente detenuti da organizzazioni non a scopo di lucro e slegate da interessi privati
Lo scopo (apparentemente antieconomico) si giustifica con i benefici della crescita degli effetti di rete che derivano dalla loro adozione
Formati e Path dependence
Una dipendenza dal percorso avviene quando i risultati di un processo dipendono dalla sua storia passata, dall’intera sequenza di decisioni prese dagli attori, e non solo dalle condizioni contemporanee.
History matters, riguardo alle scienze sociali e fisiche
Esempio: vhs vs betamax
Bandwagon effect (conformazione al comportamento ritenuto prevalente, per ragioni tattiche, non logiche)
Network externality (circolo virtuoso: più vhs in noleggio perché più lettori vhs in giro, dunque ancora più lettori vhs…)
Spiegazione alternativa
Le videocassette vhs rispondevano meglio alle esigenze del mercato, ad esempio perché erano più lunghe e consentivano di registrare meglio gli eventi sportivi di durata non predicibile (come il baseball, il tennis, ecc), e la path dependance non c’entra nulla!
Ipotesi e spiegazioni a posteriori!
Le dotcom di successo
Amazon.com
eBay
Google
MSN
PayPal
Priceline.com
Yahoo!
Netflix
… e quelle di insuccesso
Cercare in:
http://www.fuckedcompany.com/
Fra le ragioni dell’insuccesso
Le dinamiche di rete esistono. Però non sono state capite e applicate alle leve corrette
Ad esempio, si è sempre ritenuto che il contenuto contasse molto. Si veda infatti la fusione fra AOL e Time Warner
Motto “Content is king”
Content is king
Il primo marzo 1996 Bill Gates pubblica un articolo dal titolo “Content is King”, in cui afferma “content is where I expect much of the real money will made on the Internet, just as it was in broadcasting”
Questo è un altro dei fattori che spinse molte aziende a dotarsi di strutture di creazione dei contenuti onerosissime e sovradimensionate
Content is not king
All’inizio del 2001 Andrew Odlyzko scrive un paper intitolato “content is not king”
Secondo la sua analisi, la connettività point-to-point conta molto più del contenuto
La connettività infatti consente l’instaurarsi di relazione
Questo spiega il fatto che la mail sia ancora la killer app, ma anche la chat e il successo imprevisto da tutti degli SMS, così come la tiepida accoglienza del WAP
Un errore frequente…
Secondo Odlyzko la preoccupazione riguardo al contenuto è frequente nella storia delle telecomunicazioni.
Pochi sanno che un tempo si credeva che il telefono dovesse servire principalmente al broadcasting (esperimenti fin dal 1893)
Content is not king significa:
Che l’industria dell’intrattenimento (inclusa parte dell’editoria, dunque) è una piccola industria in rapporto ad altre industrie, in particolare quelle di telecomunicazioni
Le persone sono più interessate alle comunicazioni che all’intrattenimento
E dunque il contenuto di intrattenimento non è la “killer application” per internet!
Una riflessione a posteriori
Le spese per i contenuti hanno sfiancato aziende sane
Non hanno sfiancato Microsoft, che può mantenere in perdita attività milionarie per decenni grazie ai profitti enormi in altri settori…
… è stato un errore o una strategia?
Poco importa, ai fini pratici. Nessuno si è arricchito con i contenuti!
Ma chi si è arricchito?
I gestori di telecomunicazioni si sono arricchiti con la connettività (legge di Metcalfe)
I gestori di comunità di interessi stanno dominando attualmente su Internet (anche se non sempre con modelli di business chiari): eBay, MySpace, comunità intellettuali di vario tipo (reti di ricerca, ad esempio)
Considerazioni
Di fatto la rete da sola non costituisce una nuova economia, ma crea nuove dinamiche di relazione che possono avere una propria economia
Più comunemente è un nuovo strumento all’interno di un’economia globale più fluida, ma che si fonda sempre sui soliti fondamentali delle imprese
Modello click and mortar, cioè unire i modelli di business tradizionali delle imprese offline con le possibilità dell’online
Tuttavia il successo di alcune attività online si è delineato con chiarezza negli ultimi anni (amazon, ebay, google, itunes), e molto potrebbe cambiare nel prossimo futuro, con l’emergere di nuovi modelli e nuove possibilità di business, che però dipendono dalla capacità di una certa massa critica di riuscire effettivamente ad accedere e ad utilizzare i mezzi, cioè da una reale diffusione di massa di tecnologie utili e abilitanti alla vita di rete e al conseguente life-style
I fattori umani e sociali
Perché una tecnologia funzioni e venga usata:
Si richiede il possesso della tecnologia
Si richiede l’accesso all’eventuale contenuto
Si richiede la capacità di utilizzare la tecnologia
Si richiede la capacità di interagire/comprendere il contenuto
Ma si richiede anche utilità reale, qui e ora, nel mondo fisico e relazionale
Gli aspetti sociali e cognitivi nell’adozione delle tecnologie influenzano e determinano il loro sviluppo. Attenzione ai fattori umani e sociali
Valore delle reti
Alle questioni legate all’uso della tecnologia vanno sommate quelle legate al valore delle reti
Il valore delle reti è sicuramente proporzionato secondo le leggi di Metcalfe e di Reed, ma spesso queste leggi sono state semplicemente applicate ai contesti sbagliati, non capendo le esigenze profonde delle persone
Su questo sfondo si combattono battaglie economiche e legali per il controllo dei formati e, in definitiva, della rete come mercato.
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