Il marocco in pellicola

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Un ipotetico viaggio sulle orme delle pellicole cinematografiche più famose girate nelle terre esotiche del Marocco.

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Il marocco in pellicola

  1. 1. Facoltà di Sociologia Corso di Laurea Magistrale in“Turismo, Territorio e Sviluppo Locale” Elaborato per il corso di: Tecniche di comunicazione per il turismo “Il Marocco in pellicola” MAURIZIO ZANONI Matricola: 075041
  2. 2. INDICE1. INTRODUZIONE pag. 032. INQUADRAMENTO GEOGRAFICO pag. 053. INQUADRAMENTO STORICO DEL CINEMA IN MAROCCO pag. 064. PROLOGO : IL CINETURISMO pag. 075. TOUR CINEMATOGRAFICO IN MAROCCO 5.1 ANALISI E RACCOLTA DATI pag. 09 5.2 APPROFONDIMENTO SULLA CLASSIFICAZIONE pag. 09 5.3 PELLICOLE PRESE IN ESAME pag. 10 5.4 SULLA VIA DEL CINEMA pag. 11 5.5 UN VIAGGIO IN MAROCCO pag. 13 5.6 IL TOUR IN UNA MAPPA pag. 196. CONCLUSIONI pag. 20 2
  3. 3. 1. INTRODUZIONEFin dai primissimi anni della metà del secolo scorso le molteplici caratteristiche endemiche delMarocco – più o meno autentiche –, oggetto di interesse da parte di non pochi cineasti, hannocontribuito indubbiamente alla creazione di una particolare fotografia, se vogliamo stereotipata – senon altro da uno sguardo esterno – che, nel corso degli anni, ha assunto tipiche connotazioninell’immaginario collettivo occidentalizzato. Una serie di tratti distintivi che, attraversol’affermazione della pellicola, hanno fatto il giro del mondo e hanno reso al Marocco unafisionomia unica nel suo genere. È stato, pertanto, l’occhio occidentale – sia europeo chestatunitense – a dipingere il paese africano del sol calante come destinazione a metà tra il mistero eil fascino, dove agli affollati mercati si avvicendano arse e smisurate distese sabbiose. E, adesso,molti di questi aspetti, proiettati e riproiettati più volte, sono stati interiorizzati dagli spettatori diturno che siedono in sale al di fuori dei confini marocchini e potrebbero concorrere – anche se a miomodo di vedere già incidono ampiamente – alla determinazione di una consistente domandaturistica, o meglio cineturistica. Si è dunque andata a creare una branca turistica nei paesi sviluppati,originata paradossalmente dai medesimi soggetti, che concorre alla definizione dell’appealmarocchino.Diverso è, invece, il discorso sull’immagine veicolata dal Cinema nazionale marocchino. Le storieraccontate, quasi sicuramente più realistiche alla condizione precaria della popolazione, ricondotte aun evidente tratto più concreto, divergono in maniera quasi assoluta dai cliché ostentati dal mondooccidentale. Sono storie tristi, crude, che trattano un certo tipo di problematicità sociale, rivoltequasi sicuramente a un’utenza autoctona che in esse ritrova affinità con i propri percorsiesistenziali. A ogni modo, nonostante l’assenza dello sguardo d’occidente, di quella sorta di filtroche catalizza e plasma a suo piacimento narrazioni e ambientazioni, esse possono ugualmenteconcorrere alla formazione di un’offerta cineturistica poiché, pur dissimili che siano dagli standardai quali “noi” siamo abituati, appaiono comunque di forte impatto emotivo e vetrina di una realtàprobabilmente più veritiera che non può non sortire almeno un minimo interesse in un qualsivogliaviaggiatore. A rafforzo di quanto sostenuto vi sono comunque altri elementi comuni ostentati tra idue cinema che, fondamentalmente nella loro difformità, collimano in un trait d’union: bastipensare ai colori del Marocco, all’abbigliamento dei suoi abitanti, alle architetture edilizie, alleusanze locali ecc.Infine, vi è una ultima categoria che, in chiave turistica, potrebbe essere considerata un valoreaggiunto: i film che per comodità/economicità sono stati realizzati in terra marocchina. Essi, benchénon ricoprano alcuna posizione rilevante sulla percezione dello spettatore, narrando di vicende che 3
  4. 4. nulla hanno a che fare con il paese delle riprese, evitando quindi qualsiasi indottrinamento, possonofungere da coronamento a un’offerta turistica che, alla fin fine, possa divenire ancora più completae integrata, in modo tale da soddisfare appieno desideri e curiosità del turista/spettatore, in altritermini cineturista. In base a quanto finora detto si è quindi proceduto alla formulazione di unpotenziale tour turistico che, attraverso i luoghi del cinema marocchino, possa suscitare, seppure inmaniera congetturata, un presumibile interesse nel mercato turistico nei confronti di un targetoccidentale. 4
  5. 5. 2. INQUADRAMENTO GEOGRAFICOIl Marocco è uno stato situato all’estremità occidentale dell’Africa settentrionale, incluso nellacosiddetta regione del Maghreb. Le sue coste sono lambite a nord dal Mar Mediterraneo e a ovestdall’Oceano Atlantico. Gli stati che si affacciano, invece, sui suoi confini terreni sono: Algeria e ilterritorio del Sahara Occidentale. Vige una monarchia costituzionale come forma di Governo aconduzione della capitale Rabat e degli oltre trentatré milioni di abitanti che compongono lapopolazione. 3. INQUADRAMENTO STORICO DEL CINEMA IN MAROCCO 5
  6. 6. La storia del cinema in Marocco, contro ogni aspettativa, comincia fin dagli albori dei natali delCinema generalizzato, convenzionalmente riconosciuto con la prima proiezione in sala di unapellicola stampata dinanzi a un pubblico pagante, nel lontano 28 dicembre 1885. Furono proprio gliinventori del cinematografo Louis e Auguste Lumiere, coloro i quali, attraverso le loro scoperte,hanno dato avvio a uno dei più grandi e significativi fenomeni del XX secolo, a recarvisi per laprima volta nel 1896 con l’intento di riprendere i momenti della vita quotidiana. Da quel momentoin poi si può dirsi inaugurata la storia cinematografica dello stato più occidentale del Maghreb.Passano gli anni e si succedono molti altri registi e operatori che danno vita a opere atipiche sullerealtà del Regno del Marocco. Sono i primi passi di un nuovo genere, comunemente definito"cinema coloniale", che vede i suoi momenti migliori proprio in Marocco, dove operano registiprovenienti da tutto il mondo. Il Marocco, pian piano, si trasforma in una sorta di spazio “esotico”per registi occidentali, nella fattispecie per quelli francesi dal momento che nel 1912 il paesediventa un protettorato della Francia. Durante tutto il periodo del protettorato vengono realizzatisolo film del genere coloniale, ma con larrivo di Orson Welles - che, con il suo Otello presentatosotto le insegne del Marocco, vince la Palma doro di Cannes nel 1952 - ha inizio una nuovastagione di cinema. Dopo Welles arrivano infatti Hitchcock (Luomo che sapeva troppo), DavidLean (Lawrence dArabia), Joseph von Sternberg (Marocco), Jacques Becker (Ali-Baba), JohnHuston (Luomo che volle farsi re) 1. Cosicché, oggigiorno, a seguito dei rinomati capolavori dicelluloide, il Marocco viene considerato un paese di riferimento per cineasti provenienti da tutto ilmondo. Un lustro, al quale ha contribuito anche l’istituzione, nel 1944 de il “CentreCinématographique Marocain”(CCM) e gli “Studios du Souissi” di Rabat, che ha favorito – nelperiodo successivo alla seconda guerra mondiale – la crescita e l’affermazione anche di un nuovofilone cinematografico: Il Cinema marocchino. 4. PROLOGO: IL CINETURISMO1 Ahmed Boughaba, Cinema marocchino: quadro storico. 6
  7. 7. Una volta assodata l’importanza delle riprese delle troupe occidentali avvicendatesi nei decenni,alle finalità turistiche, per dirla banalmente riconducibili a una diffusione su scala globale di unadata immagine, in questo caso, verosimilmente meno imparziale che in altre situazioni – senzaaddentrarci in elucubrazioni sulla neutralità assoluta – è dunque possibile focalizzare la nostraattenzione sulla questione meramente legata al connubio tra cinema e luoghi delle riprese. Unastretta correlazione, questa, che, in base a studi suppergiù abbastanza recenti – basti considerare chela prima BILC (Borsa Internazionale delle Location e del Cineturismo) in Italia è stata realizzata nel2003 – ha gettato le fondamenta per la comprensione di quella nuova forma di turismo, rientrantenell’accezione di Cineturismo, che corrisponde al fenomeno relativo a chi si reca in visita allelocation cinematografiche o televisive, ossia i luoghi utilizzati per le riprese di un film o di unaserie televisiva 2, con l’intento di rivedere, forse meglio rivivere, quello che si è assaporatocomodamente sulla poltrona di un qualsiasi cinema. Una nuova modalità di fruire il territorioscaturita dalle emozioni e dalla magia che la pellicola lascia intimamente nell’animo umano e chemolto condivide con i luoghi proiettati. Con il termine Cineturismo viene perciò definita l’influenzadella visione del film sul processo turistico in generale che può indifferentemente manifestarsi nellafase del desiderio, durante la ricerca di informazioni, durante la visione del film o nella fase diacquisto di un prodotto turistico. Esso determina quindi un incremento dei flussi turistici di unalocalità, derivanti dall’influenza esplicitata dalla visione di un film, che presuppone l’esistenza diconcrete e potenziali relazioni che congiungono le attività filmiche ai territori, alle economie localie al turismo. A questo punto è però corretto fare una legittima precisazione poiché le location,interessate dal fenomeno cineturistico, sono tali nel momento in cui il fascino suscitato dal film, daeffimero e confinato al momento della visione, si trasformi in desiderio concreto di maggioreconoscenza del luogo, con la conseguente volontà di intraprendere un viaggio atto a soddisfarequesto bisogno. Naturalmente questo desiderio di esperire la realtà filmica è confinato solo adalcune immagini, che per qualche aspetto soggettivo, sono risultate interessanti e seduttive agliocchi dello spettatore. Non è possibile pertanto circoscrivere incontrovertibilmente quali siano glielementi e i meccanismi propulsori del fenomeno, visto e considerato il nodale carattere soggettivointriso nelle suddette decisioni. Sembrano allora più attuali e confacenti che mai le paroledell’indimenticabile Ingrid Bergman: «Il film è come un sogno, è come musica. Nessunaespressione artistica travolge la nostra coscienza allo stesso livello del film, perché giungedirettamente ai nostri sentimenti, e alle camere più oscure della nostra anima».2 Wikipedia, l’enciclopedia libera 7
  8. 8. Secondo quanto espresso finora, il Marocco ha nondimeno incarnato quella parte di immaginario –almeno in base agli occhi di un semplice spettatore – in cui l’esotico è imperante e in esso mostra lapropria predominanza, se confrontato ad altri territori. Come sempre, esiste una spiegazioneragionevole che permette di comprendere le dinamiche qualitative che hanno fatto del Marocco unameta che si può dire cineturistica.La scelta di registi di un certo calibro di girare in Marocco deriva dal fatto che se le sceneggiatureche andranno a produrre e dirigere sono ambientate al giorno d’oggi o sono immerse nel lontanopassato, le location marocchine riusciranno ad adattarsi perfettamente al periodo storico che sivuole ricostruire. Inoltre coloro che scelgono di filmare i propri progetti o parte di essi in Maroccosono consapevoli che i loro personaggi saranno circondati da un particolare esotismo che nonpotranno trovare da nessun’altra parte. I paesaggi marocchini vengono perciò sceltifondamentalmente perché rappresentano scenari esotici incontaminati, distese di sabbia infinite emari puliti. L’ambientazione in Marocco permette inoltre di descrivere, anche se non in primopiano, vari aspetti di un paese che risulta tra i più interessanti per il contrasto tra la spinta decisaverso il nuovo e i retaggi della tradizione. Tali aspetti diventano utili per raccontare temid’interesse universale, quali ad esempio il rapporto tra uomo e donna e tra padri e figli. Per di piùal giorno d’oggi questa regione africana appare come un paese che può costituire una sorta diponte tra mondo arabo e occidentale, un luogo dove il confronto può esprimersi in termini nonaspri ma di dialogo3. Per tutti questi motivi – e forse altri – il Marocco è diventato quello che èdiventato. Ma perché altri? È lampante che nella sotto categoria dei “film stranieri ambientati inMarocco” dai noi concordati – per intenderci quelli prodotti da occidente – sia costantel’onnipresenza del viaggio, di un movimento da e verso qualcosa. Tant’è che nella quasi totalitàdelle pellicole analizzate la componente “on the road” sia quasi must con la quale ogni regista, a suogusto e piacere, ha scelto di confrontarsi. Qualche esempio: la spedizione di alcuni amici di vecchiadata alla volta di Marrakech in Marrakech Express; il tragitto avventuroso intrapreso da un gruppodi giovani ragazzi in Last Minute Marocco, l’affascinante tour di Un Tè nel Deserto e tanti altricome Un Treno per Marrakech, La Casa sulle Nuvole ecc… Vi è dunque una ricorrenza nellacomponente del viaggio sullo schermo che si ripete continuamente nelle pellicole made in Europa eUSA. E come si sa è un elemento che gioca un ruolo non di poco conto sul plausibile immaginariodi uno spettatore/turista.3 Maurizio Zignale, Cineturismo. Valorizzazione del territorio attraverso la pellicola, Tesi di Dottorato di Ricerca inGeografia. 8
  9. 9. 5. TOUR CINEMATOGRAFICO IN MAROCCO5.1 RACCOLTA E ANALISI DEI DATIFinalmente, conclusi i doverosi preamboli del caso, possiamo passare alla fase prettamente praticain cui vengono sviscerate le mere questioni correlate al tour cineturistico in Marocco. Per primacosa si è proceduto a redigere una lista d’assieme con le precipue pellicole occidentali e non. Èbastato consultare i maggiori portali web di cinema per avere un quadro generale esaustivo sullafilmografia del Marocco. In secondo luogo, una volta stabilite le pellicole di nostro interesse, sonostate individuate le caratteristiche basilari per una loro primaria classificazione secondo una logicaripartizione tra i film girati per comodità/economicità in Marocco e quelli invece che presentavanovicende ambientate al suo interno. A quest’ultima categoria è seguita una conseguente suddivisioneche diversificava sostanzialmente le produzioni locali da quelle provenienti da paesi esteri.5.2 APPROFONDIMENTO CLASSIFICAZIONENe abbiamo già dato qualche anticipazione in precedenza, è bene ora spendere qualche parola in piùper discernere, una volta per tutte, le cernite concernenti la classificazione delle pellicole prescelteal fine di accrescere ulteriormente l’intelligibilità. • FILM GIRATI PER COMODITÀ/ECONOMICITÀ IN MAROCCO In questa categoria rientra quella sfilza di pellicole che per tutta una serie di vantaggi economici o di altra natura – si pensi ad esempio alla comodità – ha privilegiato il Marocco come luogo per le proprie produzioni cinematografiche. • FILM AMBIENTATI IN MAROCCO Nella summenzionata sezione sono stati invece inseriti i lungometraggi che vedono come ambientazione delle diverse trame il territorio marocchino. In verità, vi è stato un ulteriore passaggio: la separazione tra le produzioni occidentali e quelle autoctone. È lapalissiano che questa bipartizione fosse doverosa alla luce delle mastodontiche incongruenze di veduta delle produzioni in esame (sensibilità dei registi, i differenti punti di vista, interpretazione della cultura attraverso uno sguardo interno, in più casi, in antitesi con lo sguardo esterno degli stranieri ecc.). 9
  10. 10. 5.3 PELLICOLE PRESE IN ESAME FILM GIRATI PER COMODITÀ/ECONOMICITÀ IN MAROCCOPELLICOLA ANNO REGISTA TIPOLOGIAOTELLO 1952 Orson Welles Film statunitense girato inMaroccoLAWRENCE D’ARABIA 1962 David Lean Film europeo girato in MaroccoCLEOPATRA 1963 Joseph L. Mankiewicz Film statunitense girato in MaroccoL’UOMO CHE VOLLE FARSI RE 1975 John Huston Film statunitense girato in MaroccoGESÙ DI NAZARETH 1977 Franco Zeffirelli Film europeo girato in MaroccoIL GIOIELLO DEL NILO 1985 Lewis Teague Film statunitense girato in MaroccoKUNDUN 1997 Martin Scorsese Film statunitense girato inMaroccoI GIARDINI DELL’EDEN 1998 Alessandro D’Alatri Film europeo girato in MaroccoIl GLADIATORE 2000 Ridley Scott Film statunitense girato in MaroccoBLACK HAWK DOWN 2001 Ridley Scott Film statunitense girato in MaroccoLA MUMMIA – IL RITORNO 2001 Stephen Sommers Film statunitense girato inMaroccoSPY GAME 2001 Tony Scott Film statunitense girato in MaroccoLE QUATTRO PIUME 2002 Shekhar Kapur Film europeo girato in MaroccoASTERIX E OBELIX 2002 Alain Chabat Film europeo girato in MaroccoMISSIONE CLEOPATRALE CROCIATE 2005 Ridley Scott Film statunitense girato in MaroccoLE ROSE DEL DESERTO 2006 Mario Monicelli Film europeo girato in MaroccoNESSUNA VERITÀ 2008 Ridley Scott Film statunitense girato in MaroccoUOMINI DI DIO 2010 Xavier Beauvois Film europeo girato in Marocco FILM AMBIENTATI IN MAROCCO • FILM MAROCCHINIPELLICOLA ANNO REGISTA TIPOLOGIA A CASABLANCA 2004 Mohamed Asli Film marocchino ambientato in Marocco GLI ANGELI NON VOLANO IL PANE NUDO 2005 Rachid Benhadj Coproduzione italo-franco-marocco- algerina ambientata in Marocco • FILM STRANIERIPELLICOLA ANNO REGISTA TIPOLOGIACASABLANCA 1942 Michael Curtiz Film statunitense ambientato in Marocco (*)AVVENTURA AL MAROCCO 1942 David Butler Film statunitense ambientato in Marocco (*)L’UOMO CHE SAPEVA TROPPO 1956 Alfred Hitchcok Film europeo ambientato in MaroccoIL VENTO E IL LEONE 1975 John Milius Film statunitense ambientato in Marocco (*)MARRAKECH EXPRESS 1989 Gabriele Salvatores Film europeo ambientato in MaroccoIL TÈ NEL DESERTO 1990 Bernardo Bertolucci Film europeo ambientato in MaroccoUN TRENO PER MARRAKECH 1998 Gillies MacKinnon Film europeo ambientato in MaroccoLAST MINUTE MAROCCO 2007 Francesco Falaschi Film europeo ambientato in MaroccoTHE BOURNE ULTIMATUM 2007 Paul Greengrass Film statunitense ambientato inMarocco 10
  11. 11. LA CASA SULLE NUVOLE 2008 Claudio Giovannei Film europeo ambientato in Marocco(*) Film realizzati interamente al di fuori dello stato marocchino.5.4 SULLA VIA DEL CINEMADopo attente riflessioni, e con un portafoglio cinematografico cospicuo, è giunto finalmente ilmomento di procedere con la stesura del tour cineturistico in Marocco. Prima, però, della partenzavera e propria vi è un ultima premessa da fare. Per facilitare le cose e avere un punto di riferimentodal quale attingere celermente informazioni è stata costruita una tabella ad hoc che riporta i setcinematografici dei film visionati, ripartiti per località, e una mappa che ne agevoli la lettura,scommettendo sull’intuitività. • TABELLA LOCATION CINEMATOGRAFICHEAIT BEN HADDOU - GESÙ DI NAZARETH - I GIARDINI DELL’EDEN - IL GLADIATORE - IL TÈ NEL DESERTO - LAWRENCE D’ARABIA - LE QUATTRO PIUME - L’UOMO CHE VOLLE FARSI RE - IL GIOIELLO DEL NILOAZROU - UOMINI DI DIOCASABLANCA - NESSUNA VERITÀ - SPY GAME - IL PANE NUDO - A CASABLANCA GLI ANGELI NON VOLANOEL JADIDA - OTELLO (El Jadida Castle)ERFOUD 11
  12. 12. - I GIARDINI DELL’EDENESSAOUIRA - LAST MINUTE MAROCCO - OTELLOKENITRA - BLACK HAWK DOWN (Kenitra airbase)MARRAKECH - HIDEUS KIMKY – UN TRENO PER MARRAKECH (Marrakech e Oumnast) - I GIARDINI DELL’EDEN - L’UOMO CHE SAPEVA TROPPO - LA CASA SULLE NUVOLE - LA MUMMIA – IL RITORNO - LAST MINUTE MAROCCO - MARRAKECH EXPRESSMEKNÈS - IL GIOIELLO DEL NILOMERZOUGA - LE QUATTRO PIUME - MARRAKECH EXPRESSRABAT - BLACK HAWK DOWN (Salé) - BLACK HAWK DOWN (Sidi Moussa) - IL PANE NUDO - NESSUNA VERITÀOUARZAZATE (compresi gli Altlas Corporation Studios) - ASTERIX E OBELIX: MISSIONE CLEOPATRA - CLEOPATRA - GESÙ DI NAZARETH - I GIARDINI DELL’EDEN - IL GIOIELLO DEL NILO - IL GLADIATORE - IL TÈ NEL DESERTO - KUNDUN - L’UOMO CHE SAPEVA TROPPO - L’UOMO CHE VOLLE FARSI RE - LAST MINUTE MAROCCO - LAWRENCE D’ARABIA - LE CROCIATE - LE QUATTRO PIUME (Oasi di Fint) - LE ROSE DEL DESERTO - NESSUNA VERITÀ - SPY GAMETANGERI - IL TÈ NEL DESERTO - THE BOURNE ULTIMATUMCATENA MONTUOSA DELL’ATLANTE (MONTI ATLAS) - KUNDUN - L’UOMO CHE VOLLE FARSI REGIRATI INTERAMENTE AL DI FUORI DEL MAROCCO - AVVENTURA AL MAROCCO - CASABLANCA - IL VENTO E IL LEONE • MAPPA LOCATION CINEMATOGRAFICHE 12
  13. 13. 5.5 UN VIAGGIO IN MAROCCOSecondo una logica geografica, nella quale si è tentato di mantenere una certa coerenza con ilposizionamento spaziale delle città interessate dal fenomeno cineturistico in studio, è stata stesa unapianificazione del tour in Marocco che vede l’apertura del viaggio nella parte settentrionale dellaregione, in particolare da Tangeri, città ampiamente servita da collegamenti sovranazionalimarittimi e aeroportuali. In seguito, proseguirà costeggiando tutta la costa occidentale, in direzioneopposta all’ago della bussola, fino all’estremità meridionale dell’ultima città impressa su cellulosaper poi risalire nell’entroterra orientale.TANGERIPur essendo una città dall’antico e storico passato, tant’è che le sue terre sono state occupaterispettivamente da fenici, cartaginesi, romani e poi vandali, arabi, portoghesi, spagnoli, britannici,Tangeri non ha sortito grande attenzione da parte del grande cinema internazionale. Sono, infatti, 13
  14. 14. solamente due le pellicole che sono state ambientate tra le sue strade: The Bourne Ultimatum e Il Tènel Deserto.KENITRAKenitra, capitale della regione Gharb-Chrarda-Beni Hssen, è una agglomerato urbano mediamenteabitato che ha destato interesse cineturistico solamente per il film Black Hawk Down. Alcune scenedel film sono state, di fatto, girate all’interno della base aerea militare locale.RABATAnche la capitale Rabat, nonostante incarni il potere amministrativo del paese, non gode di lucepropria in ambito cinematografico. Unicamente il celebre regista inglese Ridley Scott ha deciso diusufruire degli spazi che la città offre per realizzare le pellicole, peraltro con storiedecontestualizzate dall’ambito locale, Nessuna Verità e Black Hawk Down. Tuttavia, almeno peruna volta, anche il cinema marocchino, grazie al capolavoro di Rachid Benhadj, Il Pane Nudo, èriuscito a uscire dagli schemi preimpostati del cinema e valicare i confini di stato, mostrando almondo la città da un’altra prospettiva. In realtà, parte del film è stato girato per comodità a Rabatanche se, a dire il vero, la narrazione fa riferimento a Tangeri, Tétouan e Larache.CASABLANCAChi, almeno per un momento, non ha sognato di trovarsi seduto al tavolo del Rick’s Café Américaine assistere all’incontro tra Humphrey Bogart e Ingrid Bergman sulle note di As Time Goes By.Come poi dimenticarsi della memorabile battuta: «Suonala ancora, Sam». Casablanca è stato esempre rimarrà uno dei migliori film di sempre, non a caso ha fatto mambassa di riconoscimenti epremi . E, sebbene abbia reso celebre il nome della città marocchina, non presenta alcun interessedal punto di vista del turismo cinematografico poiché le riprese sono state girate esclusivamentenegli Stati Uniti. I titoli sono altri. I già summenzionati Nessuna Verità, Il Pane Nudo, l’autoctonoA Casablanca gli Angeli non volano – che mostra la drammaticità sociale e le difficoltà con cuiogni giorno si devono misurare le persone che occupano le classi sociali più povere e modeste delpaese – e il capolavoro di azione e spionaggio di Tony Scott Spy Game. Quest’ultimo film, nelquale recitano attori del calibro di Brad Pitt e Robert Redford utilizza la “Città Bianca” solamenteper una questione di risparmio economico/comodità in cui vengono rappresentate le sequenzerelative al Vietnam e Beirut.EL JADIDA 14
  15. 15. In questa cittadella della regione del Doukkala-Abda, nel castello del luogo, sono state girate alcunescene dell’Otello, tratte dall’omonima tragedia di William Shakespeare, dal mai dimenticato OrsonWelles.ESSAOUIRAUltima tappa atlantica prima di spingersi nell’entroterra. Essaouira, già di per sé sito di rilevanzaturistica ordinaria perché inserito nello World Heritage List dell’Unesco e location del “FestivalGnaoua et Musiques du Monde” – che a metà degli anni ’60 richiamò artisti da tutto il mondo, unotra tutti: Jimi Hendrix – è stata la città dell’Otello di Orson Welles. Il regista statunitense neiprimissimi anni del ‘50 girò diverse sequenze a Essaouira. Ma non fu l’unico. A distanza di 55 annila città ritorna sul grande schermo grazie a una produzione italiana. Il film Last Minute Marocco,diretto da Francesco Falaschi nel 2007, è una piacevole commedia che narra di una vacanza/viaggiodi alcuni amici tra le calde terre del Marocco.MARRAKECHSiamo finalmente entrati nel vivo del nostro tour. Marrakech, una delle location preferite daicineasti occidentali, si è costruita – con il passare del tempo e a suon di centinaia di metri dicellulosa – una sorta di “reputazione” che l’ha caratterizzata agli occhi, e quindi fissata nella mente,del pubblico cinematografico. Tutto è cominciato con Luomo che sapeva troppo” di AlfredHitchcock nel 1956. Nella pellicola del “maestro del brivido” vengono mostrati squarci urbani eedifici importanti della città come il leggendario hotel "La Mamounia", dove alloggiavano gli attoriprotagonisti James Stewart e Doris Day, e la piazza Djemaa el Fna, il cuore pulsante di Marrakech.Qualcosa di esotico già traspare. È poi il turno di un grande italiano: Gabriele Salvatores. Con la suatipicità narrativa tutta all’italiana, il penultimo del Belpaese a essere premiato con l’Oscar per ilmiglior film straniero ha raccontato la storia di alcuni amici che si ritrovano insieme, dopo diversianni di lontananza, con il fine ultimo di salvare un compagno di datate avventure finito nei guai aMarrakech. Il lungometraggio – peraltro facente parte della cosiddetta “Trilogia della Fuga”assieme alle perle quali Turné e Mediterraneo – ha ingigantito esponenzialmente la fama della città,se non altro nello scenario italiano, al punto tale che una sua sequenza è stata ripresa, in chiavelogicamente comica, dallo spassoso Tre Uomini e una Gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo. Sideve fare un altro salto in avanti. Anno 1998. Nel medesimo lustro vengono girati due pellicole: IGiardini dell’Eden di Alessandro D’Alatri e Un Treno per Marrakech – Hideus Kimky di GilliesMacKinnon. Proprio in quest’ultima pellicola, nella quale traspare un Marocco molto più autenticodove i colori della città e gli schiamazzi dei suoi abitanti fanno da sfondo a un interessante racconto, 15
  16. 16. si riesce ad assaporare la vera essenza di Marrakech. Il merito è della produzione indipendente cheha mostrato di essere in possesso di una sensibilità più acuta. Risultato: la città, popolata dasingolari e strani personaggi, appare confusa, caotica, bizzarra. La magia però aleggia sopra tutto.Rimangono infine i prodotti più recenti, nell’ordine cronologico, La Mummia il Ritorno, LastMinute Marocco e La Casa sulle Nuvole. Entrambe le ultime due produzioni nostrane hanno benrinsaldato per l’ennesima volta, benché in una chiave meno onirica delle precedenti, l’istantanea diMarrakech nel panorama filmico.AIT BEN HADDOUSebbene la città di Ait Ben Haddou sia stata riproposta in diverse produzioni cinematografiche, nongode della stessa aurea incantata di Marrakech. La location in questione ha infatti sì ospitato leproduzioni di Gesù di Nazareth, I Giardini dell’Eden, Il Gladiatore, Il Tè nel Deserto, Lawrenced’Arabia, Le Quattro Piume, L’uomo che Volle Farsi Re, Il Gioiello del Nilo, ma solamente perquestioni legate all’economicità e alla comodità, almeno per la stragrande maggioranza dellepellicole anzidette. Potrebbe, tuttavia, assumente nel tempo un importante ruolo nel nostro ipoteticotour perché, attraverso una giusta progettazione, questo luogo potrebbe trasformarsi in un vero eproprio studios a cielo aperto cui ogni qualsivoglia cinefilo non potrà far altro che rimanerne rapito.OUARZAZATEOuarzazate è sicuramente un punto saldo della cinematografica internazionale. Proprio lì, grazieanche agli Atlas Corporation Studios che hanno esercitato una cospicua forza magnetica diattrazione, si è concentrata la maggior parte delle produzioni occidentali: Asterix e Obelix: MissioneCleopatra, Cleopatra, Gesù di Nazareth, I Giardini dell’Eden, Il Gioiello del Nilo, Il Gladiatore, IlTè nel Deserto, Kundun, L’uomo che sapeva troppo, L’uomo che volle farsi re, Last MinuteMarocco, Lawrence D’Arabia, Le Crociate, Le Quattro Piume, Le Rose del Deserto, NessunaVerità, Spy Game.“Allah Ouakbarh!”, “Dio è grande!”. A Ouarzazate, “grande” Dio lo è stato davvero. Non ci èvoluto molto: sono bastate una catena di cime montagnose innevate, oasi e dune a perdita d’occhioper trasformare un pugno di casbah di color ocra in una delle città più ambite dall’industriacinematografica mondiale. Hollywood ne è ormai sicura: La Mecca non si trova in Arabia Saudita,ma in questo paesaggio da urlo immerso nel sud del Marocco. Tutto inizia nel lontano 1984,quando i produttori de Il Gioiello del Nilo convincono Michael Douglas che la sua folle fuga daicartelli colombiani non si concluderà tra le piramidi di Luxor, ma a Ouarzazate. Apriti sesamo!Oltre agli scenari naturali, gli americani scoprono una manodopera a buon mercato, tecnici 16
  17. 17. discreti e un risparmio del 50 per cento sui costi di produzione. Le star hollywoodiane fanno lacoda: da Ridley Scott (Kingdom of Heaven) a Oliver Stone (Alexander), passando per Brad Pitt(Babel) e Penelope Cruz (Sahara), negli ultimi vent’anni Ouarzazate ha accolto decine dimegaproduzioni che vedono in prima linea Dino de Laurentiis, proprietario di due studi diproduzione4. Qui, – ancora – si può immaginare di camminare per le strade della Gerusalemmebiblica, tra gli scenari tibetani ricreati da Martin Scorsese per “Kundun. Ciò, rappresenta – perciò– un valido esempio di movie tour facilmente fruibile dagli eventuali film tourist interessati allelocation marocchine5.MERZOUGASosta a Merzouga. Dopo aver superato le tappe nodali del nostro tragitto sulle orme del grandecinema, si passa ora a quello che viene considerato l’ultimo avamposto per l’escursioni turistichenel deserto sabbioso dell’Erg. Nell’oasi è stata girata l’emozionante scena finale di MarrakechExpress. Credo che l’associazione di una particolare sensazione a un determinato luogo sia unodegli aspetti basilari per la promozione di un tour di questo genere. Un fattore critico di successo,evidente in questo caso, che dovrebbe essere considerato leva per qualunque meccanismopianificatorio cinematografico. Nel medesimo luogo è stato girato parte del film di Shekhar KapurLe Quattro Piume.ERFOUDIl paese di Erfoud, nella regione di Meknès-Tafilalet, caratterizzato da edifici di sabbia rossa chespiccano con impressionante contrasto con il resto circostante: palme verdi e deserto, ha dato“alloggio” a un unico film: I giardini dell’Eden. Visto la vicinanza con Merzouga può esseretranquillamente inserito nel viaggio come metà secondaria o facoltativa.CATENA MONTUOSA DELL’ATLANTE (MONTI ATLAS)La catena montuosa dell’Atlante o Atlas è un sistema montuoso dell’Africa Nord Occidentale,condiviso tra lo stato marocchino, algerino e tunisino. È costituito da sette “sub catene” montuose(Anti Atlante, Alto Atlante, Grande Atlante, Medio Atlante, Piccolo Atlante, Atlante Telliano eAtlante Sahariano) ed è meta di grande interesse naturalistico.Le montagne del Marocco sono state scoperte recentemente come meta turistica, i paesaggi sonovari, come le bellissime foreste di cedri dove vivono ancora i leopardi del Marocco e i villaggi dei4 Joshua Massarenti, Ouarzazate, la nuova Hollywood è nel Maghreb, blog.panorama.it, 31 marzo 2008.5 Maurizio Zignale, Cineturismo. Valorizzazione del territorio attraverso la pellicola, Tesi di Dottorato di Ricerca inGeografia. 17
  18. 18. Berberi che coltivano piccoli appezzamenti di terreno e allevano capre e cammelli. Si può sciare inogni stagione sulle nevi perenni, fare trekking e cavalcare le dune di sabbia in moto. I Monti Atlassono caratterizzati da un paesaggio contrastante ma al tempo stesso seducente, si raggiungono lecime più alte salendo dal roccioso fondovalle lungo piccole strade sterrate, che scorrono in mezzoad enormi ammassi rocciosi e si arrampicano tra foreste di lecci. Lungo il percorso si incontranolaghi ghiacciati, torrenti pietrosi e piccoli villaggi costruiti sulle rocce, fino ad arrivare sulle vetteinnevate. Di tanto in tanto il paesaggio si fa più arido e spoglio, dove la montagna si apre invertiginosi canaloni6.E proprio sopra quelle alte vette che i due temerari Sean Connery e Michael Caine si spingono,mettendo a repentaglio le proprie esistenze, per conquistare il Kafiristan – odierno Nurestan, unaprovincia dell’Afghanistan – in Luomo che volle farsi re. Anche Kundun, diretto dal’esperto MartinScorsese, che riporta la storia del quattordicesimo Dalai Lama sul grande Schermo, è stato girato trale giogaie dell’Atlas. Quanto sarebbe facile legare dunque assieme, in questa area, una presumibileattività escursionistica a una di “movie watching”? Il connubio potrebbe dare origine a una praticacineturistica con una sfaccettature alquanto interessanti.AZROUSiamo giunti quasi alla fine del nostro tour. Nella penultima fermata, stabilita ad Azrou, si puòandare a visitare il monastero di Tioumliline, dove Xavier Beauvois ha ambientato Uomini di Dio.La narrazione – basata su una storia vera – tratta di otto monaci cistercensi di origine francese chevivono in armonia con i loro fratelli musulmani in un villaggio isolato tra i monti dellAlgeria.Tuttavia quando un attacco terroristico sconvolge la regione, la pace e tranquillità checaratterizzavano la loro vita, sono in procinto di essere cancellate. Man mano che la violenza e ilterrore integralista della guerra civile si diffondono nella regione, i monaci si ritrovano davanti adun bivio: decidere se rimanere o ritornare in Francia. Nonostante anche linvito delle autorità adandarsene, i monaci decidono di restare al loro posto pur di aiutare la popolazione locale,mettendo così in grave pericolo la loro stessa vita per amore di Cristo7.È interessante notare quali analogie presenta anche la storia del monastero marocchino. Nel 1952,infatti, un gruppo di monaci benedettini ha lasciato il sud della Francia per andare a insediarsiproprio vicino ad Arzou e costruire la prima comunità religiosa cristiana in Marocco, iniziando cosìun cammino di preghiera, di impegno, di quiete e di austerità. Si evince quindi una lampantesomiglianza tra le due storie che potrebbero dare seguito a una sorta di esplorazione nel misticismoreligioso.6 Marocco... Monti Atlas viaggi e turismo. La Catena montuosa dellAtlante, www.marocco.it.7 Uomini di Dio, Wikipedia, l’enciclopedia libera. 18
  19. 19. MEKNESFine del viaggio. L’arrivo a Meknes, capoluogo della Prefettura di Meknes-El Menzeh, ha coincisocon la conclusione del tour soprannominato “Il Marocco in Pellicola”. In questa città, che in passatoricoprì addirittura il ruolo di capitale di Stato, sono state girate alcune scene de Il Gioiello del Nilodi Lewis Teague che potrebbe suscitare curiosità tra i più appassionati del “genere avventuriero”.5.6 IL TOUR IN UNA MAPPAQui, di seguito, è stata riportata la mappa – ricavata da Google Earth – dei luoghi cinematograficimarocchini analizzati, con l’obiettivo di far meglio comprendere al lettore dell’elaborato ladislocazione geografica globale delle aree d’interesse prescelte e i relativi spostamenti che essaprevede per la loro visita. 6. CONCLUSIONI 19
  20. 20. Attraverso questo elaborato si è voluto approfondire, sotto tutti i punti di vista, il tema delmagnetismo marocchino nell’immaginario cinematografico come fattore critico di successonell’attrazione turistica. È evidente, soprattutto dopo l’esegesi della svariate pellicole internazionaligirate in loco che sono state prese in esame, quanto la reputazione e la fama del paese africano delsol calante sia accresciuta in questi ultimi decenni e quanto la sua immagine “esotica” sia radicatanella mentalità di un qualsiasi pubblico occidentale. Non sarebbe quindi azzardato costruireconcretamente un pacchetto cineturistico, a grandi linee come è stato ipotizzato in questo lavoro –anche perché vi sono già presenti testimonianze sul web di viaggiatori che si sono recati in alcuniluoghi marocchini solamente perché impressi permanentemente sul tricetato, prima, e polietilenetereftalato (PET), poi – senza considerare le avanguardie in tecnologie digitali – al fine di soddisfareuna potenziale domanda di mercato finora rimasta inascoltata. 7.1 BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA SAGGIAhmed Boughaba, Cinema marocchino: quadro storico.Maurizio Zignale, Cineturismo. Valorizzazione del territorio attraverso la pellicola, Tesi diDottorato di Ricerca in Geografia.Gaja Gargioli, Il caso Marocco – Una cinematografia in espansione, Tesi di Laurea della Facoltà diLettere ARTICOLI SPECIFICIJoshua Massarenti, Ouarzazate, la nuova Hollywood è nel Maghreb, blog.panorama.it.Marocco... Monti Atlas viaggi e turismo. La Catena montuosa dellAtlante, www.marocco.it.Marocco e Cinema. Viaggio agli Atlas Studios – Ouarzazate, www.tgcom.mediaset.it. ARCHIVI ON-LINECorriere della sera Wikipedia, l’enciclopedia libera www.scribd.com SITI INTERNET E PORTALI WEBwww.imdb.com www.sguardi.info www.italianainmarocco.commoroccofilmlocations.com www.movie-locations.com www.cinemadelsilenzio.itwww.nobordersmagazine.org www.visitmorocco.com www.marocco.it 20

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