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Pratica e cultura 9. Tv e bambini
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Pratica e cultura 9. Tv e bambini Presentation Transcript

  • 1. Pratica e cultura dello spettacolo Tv9. Tv e bambini Prof. Matteo Asti
  • 2. COME FA A NON FARE MALE?
  • 3. LA STRADA APOCALITTICAIn Europa i palinsesti si caratterizzano peruna schiacciante prevalenza diintrattenimento e pubblicità, oltre il 90% afronte di contenuti informativi che nonsuperano il 10% (Pira 2007)
  • 4. LA STRADA APOCALITTICANegli Usa si stima che negli anni 90 unbambino abbia visto circa 130 spot al giorno,900 alla settimana, 45 mila allanno (VanEvra 2004)
  • 5. Da Bim Bum Bam a Camera CafèLa Tv per ragazzi è progressivamentescomparsa. Nel passaggio tra paleo e neo tvsi è andati da un modello pubblicopedagogico in cui si cercava diINFORMARE, EDUCARE E DIVERTIRE(programmi dedicati, fasce orarie, censura)a un sistema misto scarsamenteregolamentato sottoil profilo legislativoancorato ad una logica di tipo competitivoorientata alla massimizzazione degli ascolti(Metastasio 2002)Oggi non esiste più un prodotto per targetdi età, ma ciò che è per ladulto è costruitoper soddisfare anche bambini e adolescenti
  • 6. I PIU VISTI (1212 alunni 8-12 anni)Camera Cafè 69%Striscia la notizia 61%I Simpson 59%Zelig 57%Le Iene 43%Wrestling 39%Mai dire gol 28%Grande fratello 27%Amici 25%GT Ragazzi 19% (Pira 2007)Oggi non esiste più un prodotto per targetdi età, ma ciò che è per ladulto è costruitoper soddisfare anche bambini e adolescenti
  • 7. MA CHE EFFETTI PORTA QUESTA TV?
  • 8. EFFETTI NEGATIVI (Pira 2007) VIOLENZA APPRENDIMENTOINDUZIONE ALLA DROGA SOGGETTO ATTIVITA MOTORIA CONSUMO DI ALCOOL SESSUALITA OBESITA
  • 9. PERCHE HA DEGLI EFFETTI?Da una parte la tv ci aiuta a familiarizzarecon il mondo che sta fuori dal contetsoimmediato. Espande, fornisceinterpretazioni, mette in luce, offrevalutazioni, legittima o adombra fenomentisocialiche lo spettatore incontra nella realtào in altri media.Rinforza modelli ideologici, contribuisce adefinire il mondo e a legittimare lordinesociale in essere. Come un tempo la Chiesa,è padrona del potere simbolico(Lemish 2007).
  • 10. PERCHE HA DEGLI EFFETTI?La posizione dei primi sociologi che sioccupano di tv era di un effetto diretto delmodello sui suoi spettatori (Bullet Theory).Per quanto oggi superata, molti credonoancora che tv sia lo stesso fonte primaria divalori e comportamenti, soprattuttoperquelli meno discussi a livello familiare esociale.Es. Tematica sessuale
  • 11. GLI EFFETTI della PUBBLICITA Presentando conquiste (fisiche, sociali, materiali, mentali) che nessuno è in grado di realizzare.Lo spot molto spesso è rivolto a minori. Lapubblicità ha lobiettivo di far comprare unprodotto e per farlo a volte può avere Presentando personaggi simili a loro maleffetto di far sentire i bambini incompleti. collocati in ruoli subordinati(Atkin 1980) Rappresentando caratteristiche similari a quelle dello spettatore in un contesto sociale ed economico molto più elevato
  • 12. GLI EFFETTI della PUBBLICITAIl 60% dei genitori si rivolge ai figli per lacquisto di un cellulare, il 30% chiede consiglioper lauto.La spesa degli adulti determinata dalla scelta dei bambini tra i 4 e i 12 anni nel mondo èpari a 30 miliardi di $.(Schorn 2005)La pubblicità è diventata sempre di più una delle fonti dellimmaginario mitico dellanostra società e, attraverso questo meccanismo, è in grado di costruire fortirappresentazioni sociali che insegnano ai bambini come è fatta la nostra società, attraversouna serie di generalissimi stereotipi che condizioneranno il loro comportamento futuro.(Puggelli 2002)Leffetto che si genera è di una crescente incapacità di sentirsi completi e soddisfatti senzapoter realizzare lacquisto di qualche prodotto che si presenta come indispensabile allapropria identità.
  • 13. UN MONDO MALVAGIOAlcuni ricercatori affermano che la violenzatelevisiva suscita negli spettori paura,inquietudine, disagio e un profondo senso divulnerabilità. (Weimann 2000)Questa tradizione di ricerca ha concluso chei forti consumatori di tv considerano ilmondo più crudele e malvagio.Ma non ci sono indicazioni più chiare sullacomplessa natura delle relazioni tra violenzatelevisiva e sviluppo della visione delmondo.
  • 14. MA LA COLPA E TUTTA DELLA TV?
  • 15. PERCHE GUARDIAMO LA TVAlcuni hanno definito la tv BABYSITTER e itelespettatori SCHIAVI.Ma non cè alcun suffragio scientifico allateoria di dipendenza dalla tv ne al fatto cheinduca in modo automatico acomportamenti devianti.Le ricerche dicono che tv ha sostituito ilsenso di noia e di vuoto quotidiano e hamaggiori effetti nei contesti familiari eeducativi in cui cè un minor livello diconfronto e discussione.
  • 16. PERCHE GUARDIAMO LA TVLa tv è riempita di responsabilità (omicidi,rapine, stupri, suicidi, scarso rendimentoscolastico, insofferenza alle regole).Ma per alcuni autori la QUESTIONEPEDAGOGICA ha il suo cuore altrove. Inun contesto in cui la socializzazione èdebole, in cui aumenta il potere soggettivo ediminuisce quello dei fattori di regolazione.La crisi nasce dalla percezionedellesaurimento delle mediazioni socialiordinatrici: da qui la necessità di nuoveforme di comunicazione tra lindividuo e ilcontesto e la fortuna dei media.(Morcellini 1999)
  • 17. PERCHE GUARDIAMO LA TVOccorre riflettere sulla funzione disupplenza che I media svolgono nei processidi socializzazione e sullo svuotamentocomunicativo cui sono sottoposte le vecchieagenzie (famiglia, scuola, religione).
  • 18. CHI E CAPPUCCETTO ROSSO?Lettura di libri, visione di film, accesso amostre, musei e spettacoli teatrali èpositivamente correlata alletà adolescenzialee diminuisce a partire dai 19 anni.In realtà la tv fa male agli adulti che laconsiderano una finestra sul mondo, unriempitivo di interessi, emozioni e relazioni,una fonte di gioia, benessere e commozionee che la inseriscono nei momenti centralidella vita familiare (pasti e ore serali).(Rai-Eurisko 1998-1999)
  • 19. CHI E CAPPUCCETTO ROSSO?Letrasformazioni che modificano I consumidei bambini e dei ragazzi verso I mediamanifestano il bisogno di realizzarne un usopersonalizzato. Contro lideologia delladisgrazia parla una percezione qualitativamolto meno affettiva delle nuovegenerazioni. Che anzi la tv la stannolentamente abbandonando migrando versonuovi media.(Morcellini 1999)Cè un consumo critico: la selezione avvienesulla base di una scelta determinata. Ilminore riconosce nel testo I propri bisognisi percepisce come destinatario perchè sisente rappresentato dalla comunicazione.
  • 20. HA SENSO PARLARE ANCORA DI TV?
  • 21. POVERA TVI minori hanno nei confronti dei prodotticulturali più sofisticati un atteggiamentomolto superiore a quello degli adulti.(Quarto rapporto IARD 1997)L81% dei bambini ha videogiochi, il 92%gioca di pomeriggio per una media di 2 oreal giorno (quasi quanto tv), l88% ha un pcin casa e il 62% naviga in internet.(Pira 2007)
  • 22. POVERA TVSe la tv diventa un problema non piùcentrale però lo restano i media.E la tv può essere un valido aiuto in unastrategia di prevenzione di un loro uso«dannoso».
  • 23. COME CI SI DIFENDE?
  • 24. LE ARMIEDUCAZIONE LEGGI PRODOTTI AD HOC MODELLI DUSO POSITIVI
  • 25. LE LEGGICi sono leggi ma sono molto spessoinefficaci perchè difficilmente applicabili epoco aggiornate con la realtà mediale.Ci sono poi dei codici diautoregolamentazione che sono la rispostapiù sicura (perchè partono già dalproduttore) ma spesso la sanzione per chinon li rispetta è inferiore al vantaggio enon valgono più in tv satellitare e newmedia.
  • 26. PRODOTTI AD HOC
  • 27. EDUCAZIONE1. I messaggi mediatici sono dei costrutti e non il riflesso della realtà2. I messaggi vengono creati in contesti specifici che rappresentanointeressi di natura economica, politica, sociale, storica, culturale edestetica3. Il processo di interpretazione è il prodotto di uninterazione trainterprete, testo e contesto culturale4. I diversi media usano vari linguaggi che si esprimono in una varietàdi sistemi simboli, forme e generi5. Le diverse rappresentazioni hanno un ruolo significativo nel modo incui intendiamo la nostra realtà sociale(Kubey 1998)
  • 28. EDUCAZIONE LA MEDIA EDUCATION Dove e quando farla? Chi la deve fare? Come si deve fare? (Bowker 1991)
  • 29. MODELLI DUSOESEMPI DI DECALOGO DUSO DEI MEDIA Codice di autoregolamentazione tv e minori Federazione italiana medici e pediatri Polizia postale Atari Moige
  • 30. MODELLI DUSO * Non considerare la TV come un mezzo "per far star buono il bambino". * Tenere presente che il tempo dedicato alla televisione deve essere limitato edintervallato dal gioco, dalla lettura, dallo sport, dal dialogo. * Scegliere trasmissioni di qualità che proteggano il bambino da informazioni emateriali dannosi per il suo sviluppo. * Scoraggiare labitudine ad addormentarsi davanti alla tv, in camera o sul divano,favorendo la lettura serale di un libro o, ancor meglio, un momento di dialogo. * Non consentire al bambino/ragazzo di utilizzare la televisione come "sottofondo"allo studio, in quanto può ostacolare la concentrazione ed aumentare la stancabilità. * Condividere, quando possibile, la visione di spettacoli di intrattenimento, diinformazione, di film, che, anche se adatti ai bambini, spesso possono avere bisogno dispiegazioni, rassicurazioni, valutazione. * Considerare che la ripetitività di pubblicità e trasmissioni di intrattenimentoinduce all’aumento dei desideri, al consumismo, all’imitazione di modelli dicomportamento superficiali o del tutto irreali. * Tenere presente che, pur essendo il mezzo televisivo un utile strumento per gliapprendimenti, un uso esclusivo di tale mezzo rischia di non favorire lo sviluppo dellaconcentrazione, delle capacità critiche ed di ostacolare l’apprendimento scolastico.BAMBIN GESU (2008)
  • 31. UNIDEA PER LUSO DEI MEDIA "Qual è la cosa più importante? Alcuni dicono i soldi, altri la pulizia. Per me è la libertà, perchè non sei costretto a fare ciò che ti ordinano gli altri. Fai quello che ti piace e ti diverti, ti rendi indispensabile. Altre cose meno importanti, come i soldi io le detesto perchè il vero tesoro è la vita" Roberta 8 anni
  • 32. Consigli di lettura- Dafna Lemish, I BAMBINI E LA TV, Raffaello Cortina, 2007- Francesco Pira, Vincenzo Marrali, INFANZIA, MEDIA E NUOVE TECNOLOGIE, Franco Angeli, 2007- Sandro Montanari, RIFLESSI NELLO SCHERMO : PROSPETTIVE DI TUTELA DEI MINORI NELLERADIGITALE, Aracne, 2007- Massimiliano Tarozzi, IL GOVERNO DELLA TV : ETNOGRAFIE DEL CONSUMO TELEVISIVO INCONTESTI DOMESTICI, Franco Angeli, 2007- Valerio Belotti, CAPPUCCETTO ROSSO NEL BOSCO DEI MEDIA : COMUNICARE LINFANZIA ELADOLESCENZA IN QUOTIDIANI E TELEVISIONI IN ITALIA, Guerini, 2004- David Buckingham, NÉ CON LA TV, NÉ SENZA LA TV : BAMBINI, MEDIA E CITTADINANZA NELXXI SECOLO, Franco Angeli 2004- Piermarco Aroldi, LA TV RISORSA EDUCATIVA : UNO SGUARDO FAMILIARE SULLATELEVISIONE, San Paolo, 2004- Renata Metastasio, LA SCATOLA MAGICA, Carocci, 2002- Mario Morcellini, LA TV FA BENE AI BAMBINI, Meltemi 1999